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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 2 ottobre 2018

PIÙ SOLDI PER I GIORNALISTI DELLA RAGGI



Questo aumento sa davvero di ridicolo”: non è tenera Ilaria Piccolo, consigliera Dem all’Assemblea capitolina che denuncia: “Quattro dell’Ufficio stampa della Raggi avranno un consistente aumento di stipendio. La mancata approvazione del bilancio consolidato ha fatto scattare il blocco delle assunzioni ma la maggioranza trova comunque il modo di accontentare i suoi fedelissimi e, con la scusa di aumentarne le mansioni, rivede al rialzo gli emolumenti di 4 membri dello staff addetti alla comunicazione della Raggi”, spiega la Piccolo.
I quattro, tutti giornalisti, in servizio presso l’Ufficio Stampa centrale che si occupa della comunicazione stampa del Sindaco, Virginia Raggi, in realtà hanno un contratto (e stipendio) non giornalistico. 
Pur essendo, appunto, tutti giornalisti e occupandosi di comunicazione, sono tutti stati assunti con contratto di segreteria politica, il tutto nel più totale silenzio dell’Ordine dei Giornalisti. Alcuni sono entrati come staff degli assessori - chi dell’Assessore alla Mobilità, chi al Bilancio - e sono stati, poi, spostati all’Ufficio centrale, con una nuova delibera e un nuovo contratto. Altri, sono entrati direttamente nello staff centrale, chi avendo seguito la campagna elettorale e chi per occuparsi delle “apparizioni” radio e tv della Raggi. 
All’Amministrazione, fino a oggi, costavano, delibere alla mano, 44.892 euro lordi ciascuno all’anno, per un totale di poco inferiore ai 180mila euro annui. 
Secondo la Piccolo, gli aumenti sarebbero se non un raddoppio vero e proprio qualcosa che gli si avvicina molto
Secondo Radio Campidoglio, invece, l’incremento sarebbe più contenuto, solo 10mila euro lordi l’anno. In ogni caso si tratta di un aumento di spese per il Comune che andrebbe dai 220mila euro annui (se solo di 10mila euro) fino ai quasi 360mila se, al contrario, fosse vera l’ipotesi raddoppio. 
A motivare questo “premio” sarebbe un incremento delle competenze: in sostanza, di qui a breve, questi quattro dovranno anche occuparsi della comunicazione istituzionale dei Municipi attraverso il portale capitolino. Sarà davvero curioso e interessante vedere l’ufficio stampa centrale del Sindaco che invia i comunicati stampa dei presidenti dei Municipi in quota Pd, il I con la Alfonsi, il II con la Del Bello, il III con Caudo; più l’VIII con Ciaccheri, indipendente di sinistra. 
Anziché aumentare il costo delle consulenze, non sarebbe più saggio ed economico - dice ancora la Piccolo - far funzionare meglio l’ufficio stampa istituzionale di Roma Capitale? Roma affonda, tra bilanci non approvati, bandi non aggiudicati, lavori che non decollano. Ma due soldi per gli amici si trovano sempre. Presenteremo un’interrogazione alla sindaca e al Delegato per le Politiche del Personale Antonio De Santis per avere delucidazioni nel merito". 
Sul portale istituzionale le delibere ancora non sono state pubblicate ma è questione di giorni, sempre stando a Radio Campidoglio, a meno che la Raggi non ci ripensi. «Apprendiamo preoccupati della polemica in atto sui compensi dello staff addetto alla comunicazione della Raggi. Se confermate - afferma il presidente nazionale di Assotutela, Michel Emi Maritato - sarebbe una scelta amministrativa fuori luogo e insensata, pagata come sempre dai cittadini e che andrebbe a pesare su un bilancio comunale già in forte difficoltà. Sollecitiamo dunque il Campidoglio a uscire dal silenzio istituzionale sulla vicenda, altrimenti saremo costretti ad approfondire il caso, vagliando la possibilità di presentare un esposto alla Corte dei Conti».

venerdì 27 giugno 2014

C'ERA UNA VOLTA L'UFFICIO STAMPA DEL CAMPIDOGLIO

Rutelli, Veltroni e Alemanno, con tutti i difetti del loro operato, almeno un punto certo l'hanno sempre avuto: un ottimo ufficio stampa.

Giornalisti professionisti che non hanno mai guardato l'orologio o il calendario.  
Affiancati da uno staff di personale amministrativo - frutto dell'iniziativa di Rutelli prima e completata da Veltroni poi - di prim'ordine. Quest'ultimo, sicuramente molto politicizzato ma sempre disponibile con ogni Amministrazione.

Eventi su eventi. Citandone solo alcuni - il G8 delle First Ladies con Michelle Obama; svariate visite di Stato, da Gheddafi alla Regina Elisabetta; incontri affollatissimi di stampa con personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport - tutti sono filati lisci. 

Poi è arrivato Marino Ignazio da Genova. Con l'allegro chirurgo sindaco per caso, le cose cambiano. 
Non sarà politica. Ma non è nemmeno Roma. 

Sorvolando sugli scivoloni mediatici a ripetizione - i gay etichettati come "diversi" nella newsletter capitolina, gli errori macroscopici sulla festa del 2 Giugno scambiata per quella della Liberazione o per lo sbaglio sul conteggio degli anni della morte di Matteotti (70 invece che 90), sull'utilizzo della posta elettronica e dei pc dedicati all'attività istituzionale e invece usati per propaganda politica - come non ricordare la figura orrenda di Marino snobbato da Obama e costretto per avere un selfie col Presidente Usa a fargli la posta sotto la scaletta dell'aereo a Ciampino e senza fascia tricolore? O la pessima prova data in occasione del Concorsone? O quella ancor peggiore del caos organizzativo dell'incontro con Renzi?

I bene informati del Campidoglio raccontano che già pochi giorni dopo l'insediamento, lo staff di comunicazione di Marino, guidato dal ben remunerato Marco Girella (un costo complessivo annuo per l'Amministrazione di 170mila 787 e spicci euro contro un costo di 164.743 euro l'anno per il suo predecessore, Simone Turbolente), avrebbe iniziato con la cultura del sospetto.
Guai a chi veniva sorpreso a parlare con esterni, specie se della precedente Giunta. Personale spostato. Uffici depotenziati. Tutto sotto il disperato e sempre più incerto e vacillante ma totalitario controllo del capo politico dell'Ufficio, Girella appunto.

Messo in discussione anche da quelli del PD, Girella, più le cose andavano male, più ha forsennatamente tentato di controllare ogni cosa. Tanto che se fai una telefonata a un amico che lavora o lavorava all'Ufficio Stampa capitolino, ti richiama lui da casa per paura di essere ascoltato.

L'ultima in ordine di tempo è lo spostamento di cinque giornalisti interni dell'Ufficio a compiti amministrativi.

Tanto che l'Associazione Stampa Romana ha diffuso un comunicato di fuoco contro Marino e Girella: "ASR è al fianco dei cinque colleghi giornalisti dipendenti dell'Amministrazione capitolina raggiunti da un provvedimento illegittimo che li sposta dall'ufficio stampa e li mette a disposizione dell'ufficio del personale per assolvere a compiti meramente amministrativi. Un provvedimento che determina di fatto un grave danno alla professionalità dei colleghi e alla loro posizione contributiva previdenziale - scrive l'Asr - Un modus operandi che il sindacato di categoria continuerà a combattere perché lede i diritti e la dignità dei giornalisti che quotidianamente provvedono ad informare i cittadini sull'attività dell'Amministrazione e su quanto accade nella Capitale". L'Asr "condanna fermamente il comportamento tenuto dall'Amministrazione di Roma Capitale nei confronti di questi cinque colleghi. E chiede un incontro urgente al sindaco, Ignazio Marino affinché revochi immediatamente un siffatto provvedimento. I dirigenti dell'Amministrazione capitolina, ad oggi, non hanno trovato una soluzione alla vicenda, nonostante gli incontri tra il vice sindaco Luigi Nieri e l'Asr". L'Asr "tutelerà i colleghi in
tutte le sedi opportune per difenderne diritti e interessi e supporterà tutte le iniziative di protesta che i colleghi decideranno di mettere in atto".

Eppure, l'ultima news piccantina piccantina arriva proprio su Girella. Sempre secondo le voci di corridoio, il buon Marco, al rientro dalle ferie, si è ritrovato senza stanza. E senza preavviso
La stanza serviva a Maurizio Pucci, dal luglio dello scorso anno alla guida dell'ufficio "Promozione, pianificazione strategica e coordinamento attuativo di progetti speciali, per lo sviluppo e valorizzazione della città di Roma e delle sue risorse". E mentre Marco Girella stava in panciolle, gli hanno fatto gli scatoloni e lo hanno sfrattato.

Ora, pare che gli sia stata trovata una nuova collocazione. Ma, i soliti bene informati, raccontano di un Girella smarrito, pirandellianamente in cerca di un tavolo e una sedia.

Con grande goduta - c'è da scommetterci - dei silurati!

mercoledì 23 ottobre 2013

Ma l'Ufficio Stampa di Marino per chi lavora?

Due milioni, 128mila, 382 euro e 79 centesimi: tanto costerà, fino al dicembre 2015, alle casse capitoline l'Ufficio Stampa della Giunta Marino composto - per ora - da dodici giornalisti che dovrebbero occuparsi della comunicazione di Sindaco e Assessori.
 
Dodici, forse.
E dovrebbero, appunto.
 
Dodici e non solo dodici, visto che alcune persone sono assunte ufficialmente nelle segreterie dei vari assessori ma in realtà si occupano della comunicazione giornalistico-istituzionale degli stessi. Cosa che, quindi, dovrebbe far lievitare il costo totale della spesa che il Comune paga per averli.
Ma rimaniamo su quelli ufficiali: 2 milioni e spicci sono più che sufficienti.
 
Occupiamoci del "dovrebbero": all'Ufficio Stampa della Giunta, infatti, compete la comunicazione politico-istituzionale del Sindaco, degli Assessori e, eventualmente, dei vertici amministrativi dell'Istituzione: dal capo dell'Avvocatura al Segretario Generale, dal Ragioniere Generale al Direttore esecutivo e così via.
 
Non compete, però, all'Ufficio Stampa della Giunta di divulgare i comunicati stampa dei consiglieri comunali. Il Consiglio comunale - o come si chiama oggi l'Assemblea Capitolina - è autonoma dalla Giunta: la Presidenza dell'Aula ha un proprio Ufficio Stampa e i Gruppi consiliari hanno il loro.
 
Invece, proprio oggi pomeriggio, l'Ufficio Stampa di Marino si è dilettato nell'utilizzare la posta istituzionale per inviare ben due comunicati stampa: uno di Luca Giansanti, capogruppo della Lista Civica Marino in Consiglio, contro Antonello Aurigemma, ex assessore alla Mobilità della Giunta Alemanno.  
 
 
 
 
 
L'altro di Franco Marino, cognome omonimo a quello del sindaco Ignazio, ma vicepresidente dell'Assemblea capitolina, con tanto di mittente dell'email: la signora Mariagrazia Ardito.
 
 
Siamo buoni e vogliamo pensare che, sottoposto allo stress incredibile di questi primi quattro mesi che hanno visto il Sindaco e la sua Giunta bersaglio di feroci critiche per la manifesta scarsa capacità di governare e i ripetuti scivoloni amministrativi e proprio di comunicazione, anche l'Ufficio Stampa di Marino ha "perso la brocca".
 
Non fosse così, infatti, si sarebbe costretti a pensare che i tanto vantati risparmi che Marino sbandiera sempre meno efficacemente, siano in realtà qualcosa che oscilla a metà fra lo schiavismo e il poco rispetto per le regole: con i soldi pubblici - vorrebbe dire - Marino paga non solo i funzionari piddini e di SeL ma anche la loro comunicazione politica.
 
E in questo caso, non sarebbe niente male per Mister Trasparenza!

 

martedì 30 luglio 2013

Ufficio Stampa ma quanto mi costi?


Un milione 409mila euro per una spesa di 1.556 euro al giorno fino al 31 dicembre del 2015. Questo l’economico Ufficio Stampa del sindaco Marino.

Andiamo per ordine: il 4 luglio la Giunta delibera (304/2013) l’affidamento dell’incarico di capo ufficio stampa a Marco Girella, classe 1960. Da luglio a dicembre 2013, Girella costerà alla casse capitoline 85 mila e 441 euro. Dopo di che, ad anno solare completo, gli emolumenti di Girella si attesteranno per i successivi due anni a 170mila 846 euro l’anno. Ovviamente si parla del lordo e del costo complessivo per le casse comunali, inclusi oneri riflessi e Irap. In soldoni, però, l’opera di Girella sarà pagata 467,32 euro al giorno, 58,41 euro l’ora considerando una giornata media di 8 ore, 365 giorni l’anno. Il suo predecessore, Simone Turbolente, in un anno solare, costava alle casse capitoline 162.407 euro, cioè circa 8.500 euro l’anno meno di Girella.

Secondo posto nella speciale classifica va a Chiara Romanello, nominata vice capoufficio stampa: fino a dicembre 2013 costerà 52mila 123 euro; poi, per il 2014 e il 2015, il ragioniere generale del Comune conteggerà 109mila e 158 euro l’anno per i suoi emolumenti. Fatti due conti, la signora Romanello costa al Campidoglio 270.439 euro, pari a 300 euro al giorno, quasi 37 euro e mezzo l’ora.

A seguire, medaglia di bronzo, va a Marco Incagnola: 35mila e 854 euro fino a dicembre 2013 e poi 75.091 euro per il 2014 e per il 2015. Totale della spesa: 186.036 euro, cioè 206 euro al giorno, vale a dire 25 euro l’ora.

Infine, i quattro “soldati semplici”: Andrea Managò e Federico Longo – già Omniroma – Miriam Lepore e Valentina Ascione. Per ciascuno di loro, gli emolumenti da luglio a dicembre 2013 si attestano a 26mila 095 euro, mentre per il 2014 e il 2015 la somma che il Campidoglio sborserà sarà di 56.650 euro lordi per ogni annualità. In totale, quindi, ognuno dei 4 avrà un costo pari a 131.395 euro fino al 31 dicembre 2015, per un totale di 525.580 euro. A conti fatti, quindi, ognuno di loro richiederà un investimento di soldi pubblici di 154,53 euro al giorno, poco meno di 20 euro l’ora.

Ecco, dunque, che il totale finale per questi sette giornalisti sarà di 1 milione e 409 mila 188 euro di qui al 2015. Lordi, ripetiamo, e comprensivi di oneri riflessi e Irap: è, cioè, il costo che “l’azienda Campidoglio” deve sostenere.