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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 14 febbraio 2018

FRONGIA SOGNA GIÀ UN POSTO DA MINISTRO



I mal di pancia interni alla maggioranza 5Stelle che circonda il sindaco di Roma, Virginia Raggi, sono tutti ancora lì. La campagna elettorale, al momento, ha sortito l’effetto di anestetizzare i problemi. Che, però, restano tutti sul tappeto. A partire dalle posizioni sempre più traballanti di due assessori, Linda Meleo, attuale titolare ai trasporti, e Adriano Meloni, Commercio. Per entrambi sembra iniziato un irreversibile conto alla rovescia che li porterà, appena chiusa la kermesse elettorale, ad abbandonare la Giunta Raggi

Al posto di Meloni si sta preparando Leonardo Costanzo, attuale capo staff di Meloni, proseguendo nella politica di scegliere dentro gli stessi uffici i successori dei defenestrati. 
Era accaduto già con Andrea Mazzillo al bilancio, Luca Montuori all’Urbanistica al posto di Berdini, Margherita Gatta ai Lavori pubblici, subentrata a Berdini che aveva la doppia delega, Alessandro Gennaro al posto di Massimo Colomban alle Partecipate. 

Per sostituire la Meleo, scalpita il presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno, che, però, per poter passare dal semplice consigliere ad occupare la poltrona di assessore che, di fatto, ha sempre gestito dovrà attendere la modifica dei regolamenti interni pentastellati che vietano questo passaggio. Regolamenti ai quali si starebbe mettendo mano anche per modificare il divieto ai due mandati consecutivi. 
E mentre questi piccoli malpancismi agitano i sonni di alcuni per la conquista di posizioni marginali c’è chi sta iniziando a pensare molto più in grande. È il caso di Daniele Frongia, già braccio destro della Raggi e suo vicesindaco. Per lui, com’è noto, venne fatta l’eccezione al regolamento grillino: eletto, si dimise per fare il capo di gabinetto, nomina poi bocciata per questioni normative. Risarcimento: ruolo di vicesindaco e assessore allo Sport. La concomitante deflagrazione dell’affaire Marra - uomo che proprio tramite Frongia entrò nel “Raggio Magico” - e dello scontro all’arma bianca con Paolo Berdini sullo Stadio della Roma, appannò temporaneamente la stella di Frongia. Che, però, è anche il più politico nella pattuglia grillina in Campidoglio: pochi mesi e, di fatto, Frongia è tornato ad essere il centro della Giunta. 
Si vede chiaramente la sua mano nella vicenda dell’Ippodromo di Capannelle e anche in quella del Cinema America di Piazza San Cosimato, che suona molto come un avviso all’attuale vicesindaco e assessore alla Cultura, Luca Bergamo, che Frongia non annovera proprio fra i suoi amici più stretti. I suoi successi in questi mesi - l’accordo con Rcs per il Giro d’Italia a Roma, quello sulla Formula E di Alejandro Agag all’Eur - hanno fatto risalire le quotazioni di Frongia che, pur non essendosi mai ufficialmente schierato, è considerato sempre più vicino a Luigi Di Maio. Tanto che, alle prossime elezioni, nel collegio del Tuscolano Frongia è riuscito a spuntare la candidatura del suo maestro di arti marziali, Felice Mariani, con il quale l’Assessore si allena. 
Questo suo nuovo lustro lo pone in prima fila, in caso di Di Maio a Palazzo Chigi come premier, per un ruolo nella squadra di governo. 

La sua centralità sempre crescente in seno alla Giunta Raggi è dimostrata anche dall’offerta che gli è stata avanzata direttamente dal Sindaco di occuparsi, quando Meloni uscirà di scena, anche del Turismo. Un’offerta, però, che secondo quanto trapela, Frongia avrebbe declinato: la preferenza, qualora non vi fosse un approdo nella squadra di Governo, sarebbe quella di occuparsi del dossier patrimonio, che già Frongia aveva seguito durante il mezzo mandato della Consiliatura di Ignazio Marino


venerdì 29 dicembre 2017

RAGGI PREPARA L'ENNESIMO RIMPASTO


Il rimpasto di Giunta è in agenda. La data è ancora tutta da decidere. Troppe controindicazioni per gennaio, in Campidoglio si ragiona sulla possibilità di apportare nuove modifiche alla composizione della Giunta nel prossimo mese di marzo
Anche perché, a inizio gennaio arriverà l’udienza che deciderà se rinviare o meno a giudizio la Raggi
In casa pentastellata, il rinvio a giudizio viene dato per scontato ma con buone chanche di uscire indenni dal processo. 
Tuttavia, con le bordate mediatiche cui la Raggi sarà sottoposta in caso di processo, molti ritengono più prudente evitare di aggiungere pure l’ennesimo cambio di assessori. 
Anche perché il principale indiziato di uscita, Adriano Meloni titolare del Commercio, da qualche giorno è in una situazione di maggior tranquillità, visto che le polemiche delle scorse settimane per la Befana a piazza Navona si sono placate. E, quindi, non si sente più l’urgenza di procedere a una sostituzione in corsa, magari con la soluzione interna data dalla scelta del capo dipartimento di Meloni, quel Leonardo Costanzo gran tessitore della ricucitura dei rapporti con il presidente della Commissione Commercio, Andrea Coia. 
A Marzo, invece, si arriverebbe al rimpasto avendo acquisito il risultato delle elezioni. E anche, probabilmente, con l’esito finale del concordato preventivo di Atac. A oggi, come testimonia una recente uscita sui social del presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno (15 dicembre, “mai avuto l’onore di vederla in Commissione”), l’altra grande indiziata di uscita è l’assessore ai Trasporti, Linda Meleo. Che l’intero sistema del trasporto pubblico romano sia prossimo al collasso non è certo un segreto. 
E dopo quasi un biennio di governo dello stesso Assessore (una specie di record per la Giunta porta girevole) diventa difficile dar da bere l’idea che la colpa sia di Nerone. 
Ecco, quindi, che i mormorii sulla Meleo che vanno avanti da più di qualche settimana si sono fatti improvvisamente più insistenti e, se prima c’era una forma di vassallaggio politico di Enrico Stefàno, ora questo ombrello protettivo sembra essersi di molto affievolito.
Il problema è legato al regolamento interno 5Stelle che impedisce a un eletto consigliere di ricoprire il ruolo di assessore. Unica eccezione, quella di Daniele Frongia che, però, si dimise da Consigliere per andare a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto della Raggi. Posizione che poi gli fu preclusa per ragioni procedimentali e venne “risarcito” con la nomina a vicesindaco e assessore allo Sport
Dopo la caduta in disgrazia - all’epoca, ottobre-dicembre 2016, dello scontro con Berdini sullo Stadio della Roma di Tor di Valle - in quanto elemento di spicco del cerchio magico della Raggi, a Frongia è stato tolto il ruolo di vicesindaco, compensandolo poco dopo, con l’aggiunta  della delega ai Grandi eventi. Un incarico portato a buon fine, visto l’accordo con Rcs per il Giro d’Italia e quello con Alejandro Agag per la Formula E, tanto che più di qualcuno lo vedrebbe pronto per riprendere in mano l’altro dossier di cui si era occupato all’epoca della consiliatura Marino, quello del Patrimonio comunale. Ovviamente, lasciando lo Sport. Se si sciogliesse il nodo del regolamento interno 5Stelle, a quel punto allo Sport potrebbe puntare Angelo Diario. Stefàno, unico grillino al secondo mandato a non aver avuto alcun ruolo di rilievo, potrebbe finalmente anche avere i galloni da Assessore dopo averne svolto almeno parzialmente le funzioni.