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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Carmelo Tulumello. Mostra tutti i post
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domenica 10 maggio 2020

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: "FARE PIENA LUCE"


Si va verso lo showdown in Consiglio regionale sul caso “mascherine fantasma”: giovedì prossimo il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, riferirà in aula sull’intera vicenda e, oltre chiedere scusa per i toni usati contro le opposizioni, potrebbe presentarsi con le poltrone di Carmelo Tulumello, a oggi ancora capo della Protezione civile regionale, e di Andrea Cocco, vicecapo di gabinetto, come offerta di pace. 
Anche fosse, però, non è detto che basti. Vanno lette in questo senso le dichiarazioni che Zingaretti ha fatto ieri nel corso di una conferenza stampa dall'ospedale Spallanzani: “Abbiamo tutto l'interesse affinché si faccia piena luce su questa vicenda. C'è stata anche una sollecitazione delle forze di opposizione che condivido. Assicuro che stiamo facendo di tutto anche attraverso l'invio della documentazione alla Procura, per appurare cosa è accaduto e se qualcuno si è approfittato di una situazione di necessità di questo approvvigionamento. Se qualcuno lo ha fatto pagherà tutto. Oltre alla violazione della legge si parla di una malattia che ha messo un sistema intero in grande fibrillazione.Tutta la documentazione che la Protezione civile ha sarà puntualmente inviata alle forze preposte alle indagini. Ovviamente noi lavoriamo anche per il pieno recupero degli esborsi fatti dalla Regione”. Lontani i tempi delle accuse ai consiglieri di opposizione che avevano sollevato il caso - Chiara Colosimo (FdI) per prima, Laura Corrotti e Orlando Tripodi (Lega) e Francesca De Vito (M5S) - e che dalla maggioranza e dallo staff di Zingaretti erano stati accusati di spacciare fake news, fare sciacallaggio e speculazione politica.
E mentre l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, nella stessa conferenza stampa lancia la campagna sui test per il Covid - da lunedì si partirà su base volontaria con 100mila operatori sanitari e 60mila delle forze dell’ordine per poi passare ai cittadini - le opposizioni non paiono davvero accontentarsi delle parole di Zingaretti di ieri. 
Per il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI), “oltre il caso mascherine fantasma”, quello Eco Tech, c’è anche quello delle “mascherine fuffa”, la fornitura di 5milioni di mascherine FFP2 fornite dalla European Network (quasi 22 milioni euro) e bloccate perché non adatte a scopi sanitari. 
La Lega ha presentato due interrogazioni specifiche, una su Eco Tech e una sulla Europea Network, e attacca: “È curioso che in Lombardia, su richiesta delle opposizioni, si sia già istituita la commissione d'inchiesta sull'emergenza, mentre Zingaretti sfugge da tre settimane dalla proposta di legge della Lega presentata alla Pisana. Fontana non ha nulla da nascondere, invece il Presidente della Regione Lazio? Oppure il Segretario del Pd è imbarazzato dall'iniziativa del Pd lombardo?”.
Altrettanto dura Roberta Angelilli, membro della direzione nazionale di FdI e, insieme a Chiara Colosimo, fra i “motori” dell’inchiesta delle opposizioni: “Al di là delle accuse e degli attacchi ai quali la sinistra ci ha sottoposto in queste settimane, apprezziamo le parole di Zingaretti che riconosce che le opposizioni hanno ben svolto il loro compito istituzionale. Ma le parole non bastano. Devono essere accompagnate dai fatti. Ancora oggi ci sono richieste di accesso agli atti e interrogazioni che giacciono inevase e senza risposta. Chi ha sbagliato, anche fosse solo per manifesta incapacità, deve essere rimosso. E non si può pensare che giovedì, in Consiglio, Zingaretti faccia semplicemente la mossa e pronunci qualche parolina di scuse. Deve dimostrare di avere il coraggio di rimuovere chi ha scritto sciocchezze negli atti regionali, chi non è stato in grado neanche di vagliare la credibilità di una polizza o fare una visura societaria. Un leader nazionale non può essere ostaggio di quarte file senza né arte né parte”. 


venerdì 1 maggio 2020

MASCHERINE FANTASMA; SCADONO I TERMINI PER RESTITUIRE GLI ACCONTI


Sono quattordici milioni e 570mila euro quelli che, entro oggi, la Eco Tech dovrebbe restituire alla Regione Lazio: 13 milioni 520 mila euro sono gli anticipi da rimborsare, 320mila euro sono le penali e 730mila la somma che la Regione ha dovuto spendere per sostituire sul mercato una parte della fornitura che Eco Tech non ha portato.
Soldi che la Eco Tech non ha più in mano, avendoli utilizzati per pagare parte della fornitura e parte delle spese di spedizione. 
Da domani, quindi, la Regione dovrà andare a bussare alla Seguros DHI-Atlas, la società che ha emesso la polizza fideiussoria a garanzia dei 14 milioni anticipati dalla Regione. E si capirà a quel punto se è vero ciò che il capo della Protezione civile regionale, Carmelo Tulumello, ha firmato nelle revoche Eco Tech e cioè che il capitale della Seguros al “19 settembre 2019 risulta pari a 31.789.000” sterline inglesi, equivalente a poco meno di 36milioni e mezzo di euro.
L’avvocato Giorgio Quadri, difensore della Eco Tech, spiega: “Al di là del ricorso al Tar contro la revoca, noi stiamo cercando di evitare l’escussione della polizza attraverso la restituzione dei soldi. Abbiamo un accordo con la Giosar (uno dei fornitori, ndr) che ha dichiarato di volerci restituire i 4 milioni e 740mila euro di anticipo che rimanderemo subito alla Regione Lazio”. Per la copertura degli altri 10 milioni, la Eco Tech conta di riuscire comunque a completare l’arrivo di una parte delle forniture e, consegnandole alle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, di incassare a sufficienza per restituire quanto manca al Lazio. 
Intanto, l’indagine sulla “mascherine fantasma” si allarga anche alla Exor. Gli uomini della Guardia di Finanza stanno infatti concentrando il loro lavoro su alcuni certificati Sgs per verificare se siano regolari. Si tratta di documenti con i quali la Exor ha certificato ella Eco Tech l’esistenza delle mascherine ordinate. Ed è proprio grazie a quei certificati che la Protezione Civile Lazio ha prorogato il contratto con la Eco Tech nonostante le palesi difficoltà dell’azienda di Frascati nel farle arrivare nella Capitale. L’indagine verte dunque sui certificati Sgs forniti dalla società Svizzera. Anche le autorità elvetiche infatti starebbero indagando sulla Exor.
Il caos politico non accenna a scemare: Fratelli d’Italia chiede la convocazione di un Consiglio regionale straordinario e, come scrive il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida, “Non permetteremo che qualcuno sfugga alle proprie responsabilità”. Anche la Lega alla Pisana tiene nel mirino la Giunta Zingaretti: “Come mai il capo della Protezione Civile, Tulumello, scappa dalle nostre domande? Ci sono altre società inadempienti sulla fornitura dei dispositivi di protezione individuale? Nicola Zingaretti venga subito in aula”.


martedì 28 aprile 2020

MASCHERINE FANTASMA, BLITZ DELLE IENE IN REGIONE


Andrà in onda questa sera a Le Iene il caso “mascherine fantasma” alla Regione Lazio. E certo, né la Protezione civile e i suoi funzionari, né lo staff della Regione ne escono bene. Anzi, escono decisamente ammaccati. 
La Regione Lazio, coi soldi dello Stato centrale, compra una serie di beni per fronteggiare il Coronavirus. Soprattutto, mascherine
Solo che gli acquisti non vengono fatti dai fornitori abituali ma vengono affidati, senza gara d’appalto, a società spesso assai improbabili. Chi era inattivo, chi vende carte da parati e vernici, chi si occupa del benessere sessuale. E poi c’è il caso nel caso, l’affidamento Eco Tech: nove milioni e mezzo di pezzi da comprare, 3,5 milioni di FFP2, 4 di FFP3 tutte di marca 3M e 2 di chirurgiche. Tre affidamenti in totale con consegne il 23 marzo, il 30 marzo e poi a finire entro il 6 aprile. Commessa da 35,8 milioni di euro, 16,6 dati in anticipo e senza cautelarsi con una polizza. 
Risultato, arrivano, in ritardo, solo le chirurgiche. Le FFP2 e le FFP3 non arriveranno mai. E i soldi degli anticipi al momento non sono recuperati. 
Procura che indaga, Guardia di Finanza che acquisisce la documentazione e svariati personaggi iscritti nel registro degli indagati con l’accusa, per ora, di “inadempimento in pubbliche forniture”. 
A sollevare il caso, ricordano le Iene, prima la consigliera regionale Chiara Colosimo e poi Roberta Angelilli, di Fratelli d’Italia, che da esponenti del Pd e dallo staff della Regione vengono accusate di spargere “fake news”. 
Le Iene, nella puntata in onda questa sera, ricostruiscono tutti gli eventi e cercano di avere un confronto con alcuni dei protagonisti: il capo della Protezione civile, Carmelo Tulumello, scortato dal capo ufficio stampa di Zingaretti, Emanuele Lanfranchi. Poi, ancora, per conto Eco Tech, viene sentito Sergio Mondin, il marito dall’amministratrice unica dell’azienda. E l’avvocato Giuseppe Cavallaro, legale di Luciano Rattà, uno dei rappresentanti della azienda svizzera Exor, il quale il 19 marzo spedisce in Regione un preventivo per mascherine 3M per conto Exor a un prezzo decisamente inferiore (2,53€ a pezzo) rispetto a quello proposto dalla Eco Tech (3,60 €/pezzo) la quale però compra dalla stessa Exor. Un giro infernale, con il duo Tulumello/Lanfranchi che cerca di buttarla in caciara sui preventivi lasciando nelle Iene il dubbio: “non capiamo se ignorano che gli era arrivata un’altra proposta per quelle stesse mascherine ad un prezzo inferiore oppure se semplicemente cercano di capire se abbiamo in mano le prove di quello che stiamo dicendo.

sabato 25 aprile 2020

MASCHERINE FANTASMA; LA REGIONE RESCINDE IL CONTRATTO CON ECO TECH


Eco Tech addio. La Regione, nella tarda serata di ieri, ha annunciato la rescissione del contratto con la società dei Castelli romani: “Visto il mancato rispetto di tutti i termini concessi alla società Eco Tech, compreso quello legato alla mancata consegna della merce con volo del 23 Marzo, e preso atto che la Ecotech pur avendo proposto di completare le forniture non è stata in grado di dare certezze sui tempi e sulle modalità, la Regione Lazio ha deciso di procedere alla risoluzione dei contratti con la suddetta società con la conseguenza di intimare alla Ecotech di restituire il denaro ricevuto entro 5 giorni, (pena l’escussione della polizza fideiussoria appositamente rilasciata), nonché di risarcire tutti i danni”, recita la nota che ribadisce “la Regione Lazio come parte lesa”. La firma della revoca sarà apposta questa mattina. Al netto dell’inchiesta della Procura di Roma, ora si aprono tre partite. La prima: la reale possibilità che la Regione recuperi i soldi anticipati alla Eco Tech. La seconda, sulla tenuta del capo della Protezione civile, Carmelo Tulumello. L’ultima, politica, che investe in pieno il vicepresidente della Giunta, Daniele Leodori (Pd), che aveva garantito ai Consiglieri regionali l’arrivo della partita Eco Tech. Non a caso, ieri, la Lega alla Pisana ha martellato sulle mascherine chiedendo le dimissioni di Tulumello e di Leodori.

giovedì 23 aprile 2020

POLIZZE E CONSEGNE, IL CASO MASCHERINE FANTASMA NON È ANCORA CHIUSO


A parte il sequestro di tutte le carte dei rapporti fra la Regione Lazio, la Protezione Civile e la Eco Tech, la vicenda “mascherine fantasma” è ben lungi dall’esaurirsi.

IL GIALLO POLIZZE
A tenere banco è la vicenda delle polizze fideiussorie
Il riassunto è che, quando le mascherine - nove milioni e mezzo di pezzi fra chirurgiche, FFP2 e FFP3 per un valore di 35,8 milioni - acquistate dalla Regione presso la Eco Tech il 16 e il 20 marzo non sono arrivatene tempi previsti, la Regione ha prima cancellato due affidamenti su tre, il 29 marzo e il 2 aprile. Poi, il 10 aprile la Regione ci ripensa e rinnova i due contratti annullati con la Eco Tech. Fra le condizioni per rinnovare gli affidamenti c’era la “disponibilità” della Eco Tech a fornire polizza a garanzia degli acconti ricevuti, in totale 16 milioni 655mila euro. La nuova scadenza per le consegne era il 17 aprile. Le polizze vengono firmate il 20 e protocollate in Regione il 21. 
Doppio giallo: il 20 aprile, parlando ai Consiglieri delle Commissioni Bilancio e Protezione civile, il vicepresidente della Giunta, Daniele Leodori, ha annunciato di avere le polizze a garanzia emesse dalla ITC Broker. Peccato che il protocollo regionale sia del giorno successivo e che le polizze non siano della ITC Broker ma della Seguros DHI-Atlas, società della Repubblica Dominicana con una sede a Londra.

LEGA: INTERROGAZIONE SULLE POLIZZE
Polizze che lasciano aperti davvero molti dubbi non sulla loro correttezza formale quanto sulla reale efficacia delle stesse. Le polizze sono due, una che “copre” 10 milioni di euro e l’altra per 4 milioni. Il capogruppo leghista alla Pisana, Orlando Tripodi, ha presentato un’interrogazione a Zingaretti e Leodori in cui, dopo aver ripercorso gli eventi e sottolineato le discordanze delle dichiarazioni di Leodori in Commissione con le carte protocollate, scrive, a proposito della Seguros DHI-Atlas che “da un’inchiesta giornalistica si desume che la società ha cambiato molti amministratori, è stata pressoché inattiva negli ultimi otto anni e che le polizze emesse portano l’ordine cronologico 0001 e 0002. Insomma, un’assicurazione - scrive Tripodi - che ha emesso le due prime polizze dell’anno grazie ad Eco Tech” definendo una “pura formalità” la “garanzia delle prestazioni”, per concludere l’interrogazione, chiedendo a Zingaretti e Leodori di spiegare “come intendono recuperare le somme versate anticipo qualora le garanzie fornite risultassero inadempienti”. 

L’INTRECCIO NELLE CARTE
C’è un secondo aspetto sa chiarire che emerge leggendo le carte della Regione. Nella determine con cui i contratti alla Eco Tech sono stati “novati” il 10 aprile, si legge che l’”8 aprile” gli avvocati che assistono la Eco Tech, hanno prodotto “documentazione del proprio fornitore esclusivo EXOR S.A. che circostanziava l’effettiva sussistenza degli ordini della ECO.TECH”. Quindi, qualora lo avesse ignorato fino a quel momento, dall’8 aprile la Regione è sicuramente consapevole che sta acquistando dalla Eco Tech a un prezzo molto superiore esattamente ciò che la Exor aveva offerto il 19 marzo a un prezzo inferiore. 

POSSIBILI SCENARI
Il vicepresidente della Regione, Leodori, davanti alla Commissione del 20 aprile ha annunciato che oggi, giovedì, il volo delle mascherine dovrebbe partire da Shangai. Prima si fermerà a Zurigo e poi dovrebbe arrivare a Roma. E molti nella maggioranza pensano che l’arrivo delle mascherine potrebbe acquietare le inchieste giornalistiche e degli inquirenti. 
Ma, qualora le mascherine non dovessero arrivare venerdì - peraltro con una settimana di ritardo anche sulla nuova scadenza post rinnovo che era prevista per il 17 aprile - gli scenari che si aprono riguardano la possibilità di rescissione del contratto con Eco Tech con il recupero dei soldi tramite le fideiussioni, eventuale banco di prova della loro solidità. Oppure la possibilità delle dimissioni del capo della Protezione civile, Carmelo Tulumello, che diverrebbe di fatto il capro espiatorio di questo caos. 


martedì 21 aprile 2020

"MASCHERINE FANTASMA": LA REGIONE AMMETTE GLI ERRORI


Nessuna “fake news”, come da giorni strepitavano a sinistra. E, anzi, l’ammissione: “Con Eco Tech abbiamo sbagliato”. 
Questo è l’elemento più importante emerso ieri mattina dalla seduta congiunta delle Commissioni Bilancio e Protezione Civile del Consiglio regionale del Lazio sulla vicenda “mascherine fantasma” e l’intero stock di acquisti fatti dalla Regione per l’emergenza Coronavirus.

ZINGA ANCORA IN FUGA
Non si sono visti neanche da lontano Nicola Zingaretti, presidente della Regione, e il suo assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, che proprio non hanno ritenuto necessario connettersi alla seduta, pur essendo stati formalmente invitati a farlo. Al loro posto, Daniele Leodori, vicepresidente della Giunta. 

TULUMELLO CONNESSO IN SILENZIO
Per dovere di cronaca va detto che anche il Capo della Protezione Civile regionale, Carmelo Tulumello, era connesso. Ma è rimasto solo un nome nell’elenco dei partecipanti: mai visto né in viso né in voce. 

48 DETERMINE IN 36 GIORNI
Le spiegazioni di Leodori sono articolate su 42 pagine di slide che prendono in esame il periodo che va dal 2 marzo all’8 aprile. In 36 giorni solari sono state emanate 48 determine per acquisti necessari a fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dopo l’8 aprile lo Stato ha deciso che le Regioni non potevano più fare acquisti in autonomia ma pagati fai fondi nazionali. Quindi, lo shopping compulsivo del Lazio si è fermato.
Stando alle carte fornite da Leodori, con queste 48 determine la Regione ha speso 105 milioni e 701mila euro “interamente a carico delle risorse stanziate dal Governo” anche se l’ammontare effettivo degli impegni di spesa è superiore ai 130milioni di euro. Con questi soldi sono stati pagati, in tutto o solo come anticipo, 22 diversi fornitori.

34,5 MILIONI DI MASCHERINE COMPRATE 
Sinteticamente, Leodori ha riassunto cosa la Regione ha comprato. Il dato più consistente è quello delle mascherine. In totale ne sono state acquistate 34 milioni e mezzo: quasi 13 milioni di chirurgiche, oltre 17,6 di FFP2 e poco più di 4 milioni di FFP3. 
Poi il resto: dai calzari alle tute (che “sarà la prossima emergenza”, ha detto Leodori), agli occhiali e via dicendo.

I CONTI NON TORNANO
A seguire, Leodori, dopo aver spiegato le grandi difficoltà del momento, ha fornito un dettaglio di una serie di comande, sottolineando quelle consegnate in Protezione civile. 
Però guardando i numeri di Leodori i conti non tornano: su 34,5 milioni di mascherine ordinate, nei magazzini della Protezione civile, alla data del 19 aprile, ne risultavano poco più di 15,1 milioni. C’è un buco di poco meno di 20 milioni di pezzi. Che non possono essere solo quelle della Eco Tech.

IL CASO ECO TECH
Perché c’è un caso nel caso: quello della Eco Tech, il vaso di Pandora di tutto questo caos. 
Sinteticamente: la Regione ordina alla Eco Tech nove milioni e mezzo di mascherine. Che non arrivano. Quindi, si va all’annullamento dell’atto che, però, poi viene riconfermato. Leodori spiega: “A oggi l’unico vero problema è la consegna delle mascherine Eco Tech Se ci accorgiamo di essere stati truffati a piazzale Clodio ci andiamo insieme. Possiamo aver sbagliato qualche atto”. 
Della partita Eco Tech sono arrivati solo 2 milioni di chirurgiche. Quindi, mancano ancora 7,5 milioni di pezzi. Perciò, sui dati di Leodori c’è un buco nelle consegne di 13 milioni di altri pezzi che non sarebbero ancora arrivati. 

POLEMICA SUI PREZZI
Per dimostrare la bontà delle scelte fatte dalla Giunta Zingaretti, Leodori ha sostenuto che i prezzi cui il Lazio ha acquistato fossero convenienti e, a sostegno, ha citato alcuni prezzi pagati da altre Regioni. Citazione di 5 euro al pezzo per le chirurgiche per l’Abruzzo che smentisce categoricamente. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio di dare copia di questa delibera. Risposta: “chiedetela all’Abruzzo”.

OPPOSIZIONI INSODDISFATTE
Manco a dirlo, se per i consiglieri di maggioranza è tutto a posto, per le opposizioni siamo ancora in piena bagarre: “non sono arrivate risposte a nessuna domanda specifica” è più o meno la posizione di De Vito (M5S), Corrotti e Tripodi (Lega), Colosimo, Righini, Pirozzi e Ghera (FdI). Si aggiunge Simona Baldassarre (eurodeputata Lega) “sconcertanti le parole di Leodori”.


lunedì 20 aprile 2020

CORONAVIRUS; ZINGARETTI GETTA LA MASCHERINA


Questa mattina potrebbero arrivare le prime risposte dalla Giunta Zingaretti e dal capo della protezione civile regionale, Carmelo Tulumello, sul caso delle “mascherine fantasma”, la assai onerosa spesa della Regione per fare incetta in tutta fretta di mascherine, tute, camici, occhiali, gel e quant’altro. Alle 10, infatti, si riuniscono in seduta comune le commissioni Bilancio (presidente Fabio Refrigeri, PD) e Protezione Civile (presidente Sergio Pirozzi, FDI). Su carta il centrosinistra ha la maggioranza di tre consiglieri rispetto alle opposizioni. Ma, visto il silenzio imbarazzante dei 5Stelle sull’intera inchiesta, il margine di cui possono godere Zingaretti e Tulumello è ancora più ampio.
Tuttavia, per il Presidente e il Capo della Protezione civile potrebbe non essere sufficiente mezza slide - che circola da ieri - e l’invettiva, stantia e fredda, di fake news. C’è un’inchiesta della Procura e una della Corte dei Conti. Ci sono 48 determine e 130 milioni di euro impegnati per comprare beni e servizi per l’emergenza Coronavirus.
Un prezzo elevatissimo ma necessario per pagare la velocità delle consegne che, invece, ancora non arrivano. 
Denuncia Chiara Colosimo (FdI), da cui è partita tutta l’inchiesta: venerdì sono scaduti anche i nuovi termini per la Eco Tech per consegnare l’intera partita di mascherine. Che non ci sono. “Il termine per la Eco Tech per consegnare l'intera fornitura di mascherine - pagata ricordiamo ben 35 milioni di euro e con un anticipo di undici milioni - come stabilito nel nuovo contratto è scaduto venerdì scorso. Forse è ora che la Giunta piuttosto che continuare a gridare alle fake revochi i contratti alla società e denunci la vicenda” in Procura. 
La vicenda delle ‘mascherine fantasma’ targate Zingaretti rappresenta ormai una vergogna assoluta. Dopo le gare farlocche per il reperimento dei dispositivi di protezione individuali, denunciate in primis da Fratelli d’Italia, e su cui la maggioranza alla Pisana prova a perdere tempo invece di rispondere con trasparenza ai cittadini, ancora più gravi sarebbero poi le disposizioni impartite dalla Regione Lazio al personale sanitario. L’ente avrebbe raccomandato a medici e infermieri di utilizzare il meno possibile le mascherine proprio perché scarseggiavano. Poi, ben sappiamo come è andata a finire la faccenda: 48 determine e affidamenti diretti per 130 milioni di euro. Soldi già erogati dal governatore a fronte di consegne arrivate in grande ritardo e solo in una minima parte. Zingaretti spieghi”, rincara la dose il capogruppo FDI alla Pisana, Fabrizio Ghera.
Anche la Lega è sul piede di guerra. In una nota, l’eurodeputata della Lega, Simona Baldassarre, chiede le dimissioni di Tulumello e del vice di Zingaretti, Daniele Leodori: “Appare sempre più chiara la responsabilità politica dei vertici regionali sulla vicenda mascherine. Dalle procedure di affidamento senza gara d'appalto, passando per i conclamati ritardi nelle consegne, fino ad arrivare alle aziende, se non altro 'particolari', a cui sono stati commissionati gli ordinativi, poi revocati e clamorosamente riaffidati. Crediamo sia giunta l'ora che il Vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori e il Direttore dell'agenzia regionale di Protezione Civile Carmelo Tulumello rassegnino le proprie dimissioni per manifesta incapacità”.
Dura presa di posizione anche del gruppo dei salviniani in Consiglio regionale: "Nicola Zingaretti e Carmelo Tulumello scappano ancora? Nessuno ha la faccia di giustificare gli affidamenti veloci a società off-shore, aziende inattive da anni, commercianti di prodotti per il benessere sessuale, di vernici e di divani per reclutare i dispositivi di protezione individuale? Nonostante le tariffe differenti paghiamo delle commesse, peraltro a peso d'oro, mai arrivate a destinazione e non c'è nessun provvedimento? Corrisponde al vero, come riporta Il Tempo, che la titolare di una società inattiva, già candidata per l'ex minisindaco di Ostia e ora assessore regionale Paolo Orneli, abbia sbloccato la consegna tramite la Protezione Civile dopo aver contattato il vicepresidente Daniele Leodori? Dalla Giunta preferiscono il silenzio, ma cosa vi preoccupa?", dicono il capogruppo e i consiglieri della Lega in Consiglio regionale del Lazio, Orlando Angelo Tripodi, Daniele Giannini, Laura Corrotti, Pasquale Ciacciarelli e Laura Cartaginese.


domenica 19 aprile 2020

CORONAVIRUS; L'IMPRENDITRICE: "NON LAVORAVO, HO FIUTATO L'AFFARE"


Io sono un’imprenditrice. Parlo quattro lingue e ho contatti con Israele, Cina e altri Paesi. Ho tre figli e devo darmi da fare”.
Patrizia Colbertaldo, fiorentina ma trapiantata ad Ostia, oltre ad essere naturopata, è titolare di una società, la Worlwide Luxury Corner SrL. Che, però, dai dati della Camera di Commercio risulta inattiva dal 2017.

Iniziamo da qui. La sua Worlwide risulta inattiva. Eppure lei ha ricevuto una commessa dalla Regione per procurare 2 milioni di mascherine chirurgiche, un milione di quelle a tre strati, 500mila FFP2, due mila tute protettive e 10mila occhiali medici. Valore, Iva inclusa, 4 milioni e 284mila euro e spicci. Non male per una società inattiva da oltre due anni. Come c’è riuscita?
Sì, la società è inattiva ma esiste. Anzi, ho fatto tutte le procedure per riattivarla. Ho fatto tutto per bene. Come ci sono riuscita? Io ho scritto a tutti. A Conte, a Borrelli, alla Regione Veneto e al Lazio”.

E in quanti le hanno risposto?
Più o meno tutti. Solo che, a parte il Lazio, gli altri pretendevano che io anticipassi tutti i soldi”.

Il Lazio, invece, dà l’anticipo.
Sì ma non creda. Non basta mica a coprire il costo. I cinesi il loro aiuto ce lo stanno facendo pagare bello caro. Vogliono il saldo al momento dell’ordine, quindi con la determina di affidamento mi sono fatta anticipare dei soldi dalla banca”.

Lei risulta essere stata candidata nel 2008 all’interno della lista Civica per Rutelli alle elezioni per il Municipio di Ostia il cui candidato era Paolo Orneli oggi, casualmente, assessore allo Sviluppo economico in Regione con Zingaretti.
Non c’entra nulla. Anzi, io sono contenta di non essere stata eletta. Non mi sento né di sinistra né di destra”.

In Regione le è capitato di parlare con qualcuno?
Qualche giorno fa è arrivata una parte dei colli e per tre giorni sono rimasti bloccati alla dogana di Ciampino perché nessuno della Protezione Civile andava a prenderli. Allora ho dovuto chiamare Leodori (Daniele Leodori, vicepresidente della Giunta regionale, ndr) per dirgli se poteva far sbloccare la consegna. Il giorno dopo la Protezione civile ha ritirato la merce”.

Secondo la determina lei doveva aver già consegnato tutto. 
Sì ma non è facile. Intanto è stato necessario ottenere il fido in banca per poter saldare tutto. Però io la merce ce l’ho tutta e a dimostrazione ho tutti i ticket della DHL e ho presentato a Tulumello tutta la documentazione. Io sono una persona seria”. 

CORONAVIRUS; MASCHERINE: AZIENDA CHE VAI, PREZZO CHE TROVI



Sette euro e mezzo, più Iva. Totale nove euro e 15 centesimi. Tanto la Regione è stata disposta a pagare una mascherina FFP2 e FFP3. Il dato è scritto nero su bianco nella determina con cui, l’11 marzo, la Regione commissiona alla società genovese Futuro SrL, l’acquisto di 160mila FFP2 e 100mila FFP3, spendendo la faraonica cifra di 2milioni 379mila euro, iva inclusa. 
Ma, se questa è la punta dell’iceberg, non sono isolati i casi di acquisti poco sensati.  
Sempre l’11 marzo, dalla NBC System di Brera (Vt) vengono comprati mille pezzi di FFP3. In questo caso, però, li paghiamo poco: solo 3,5 euro a pezzo. Resta il quesito: con mille pezzi, quale fabbisogno di un ospedale si copre? 
Altro giro: 2 aprile, al prezzo non esattamente conveniente di 4,45 euro al pezzo più Iva, la Regione compra 5mila FFP3 dalla IDP SRL di Cogliate (Mb).
Per le FFP2, quelle in assoluto più acquistate dalla Regione Lazio almeno su carta, il 1 aprile se ne prendono solo 300mila pezzi dalla Emgi di Milano a 3,9 euro l’una e una spesa di 1 milione e 170mila euro.
Passando alle chirurgiche, il 6 marzo alla Servimed di Talsano (Ta) viene commissionata la fornitura di 21mila pezzi, a 1 euro e 10 a pezzo, fanno 23mila euro e spicci. Il 25 marzo alla Union Petroli - società che di base commercia in carburanti, moto e auto - viene affidata la comanda per 300mila chirurgiche a 82 centesimi l’uno.
In altri casi, prezzi a parte, le comande della Protezione civile si muovono nell’ordine del milione di pezzi. 
Succede così con la Eco Tech: in tre affidamenti, si comprano tre milioni e mezzo di FFP2, 4 di FFP3 e 2milioni di chirurgiche. Oppure con la European Network Tlc: la commessa sostanziosa è quella del 19 marzo con 5milioni di FFP2 ordinate al prezzo di 3,5 euro l’una per un totale di oltre 21milioni di euro.
Insomma, il prezzo delle mascherine dovrebbe variare molto in funzione del quantitativo acquistato ma dalla Regione sembrano aver privilegiato la bulimia: intanto compro e pazienza del costo.
Per cui, nel magazzino della Protezione Civile regionale ora dovrebbero trovarsi: 19 milioni e 240mila FFP2 per oltre 67 milioni di euro impegnati, 4 milioni 106 mila FFP3 del valore di 21 milioni e 14 milioni 621mila chirurgiche per un importo di 7 milioni e 777mila euro.
Prezzo medio di una FFP2 è 3,5 euro a pezzo con un minimo di 2,3 euro offerto dalla Wisdom Glory Holdings e il massimo di 7,5 della Futuro SrL; di una FFP3 è 5,33 con il minimo di 3,9 euro/pezzo della Eco Tech e il massimo sempre i 7,5 euro della Futuro; e, infine, per le chirurgiche siamo a 53 centesimi prezzo medio con un minimo di 36 centesimi della Gold Beam Company e il massimo di 87 della Wolrdwide Luxury. 
Spiega Roberta Angelilli, membro dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, che ha analizzato questo aspetto della vicenda: “A prescindere dagli aspetti penali, su cui attendiamo gli approfondimenti della Procura, ciò che colpisce guardando le determine è l’evidenza di alcune offerte anomale che sembrano configurare un possibile, ingente danno erariale. In generale tutte le società fornitrici rispondono nel mese di marzo, in cui i prezzi delle mascherine avevano subito un forte rialzo. Ciononostante, prendendo a riferimento le mascherine chirurgiche e le FFp2 che sono state fornite da quasi tutte le società interpellate si può notare come la forbice del prezzo unitario sia davvero troppo larga. La Corte dei Conti dovrà capire cosa è successo”.

CORONAVIRUS; LE MASCHERINE DALL'IMBIANCHINO


Il caso “mascherine fantasma” deflagra: l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura della Repubblica spinge la Giunta Zingaretti a interrompere la grande fuga. Lunedì 20 le Commissioni Bilancio (presieduta dal Pd, Fabio Refrigeri) e Protezione Civile (presidente Sergio Pirozzi, FDI) si riuniranno in seduta comune, alle 10, invece che la mattina una, Bilancio, e il pomeriggio l’altra. In questo modo si dovrebbe evitare il rischio che il capo della Protezione Civile, Carmelo Tulumello, e la Giunta si presentino a rispondere solo a una delle due.

SHOPPING COMPULSIVO
Tulumello - e con lui la Giunta Zingaretti - dovrà spiegare ai consiglieri come mai siano stati fatti acquisti di merce in un modo che appare quanto meno improvvisato. 

IMPEGNATI OLTRE 130 MILIONI DI EURO
Al momento, il computo delle determine emanate dalla Regione riporta 48 affidamenti per un impegno di totale di spesa di 130 milioni di euro. Tralasciando la questione mascherine affrontata a parte, nei magazzini della Regione di via Bel Poggio dovrebbero trovarsi già 1 milione e 800mila paia di guanti in nitrile; 39.400 tute monouso; oltre 1 milione e 20mila tute isolanti. Poi, ancora: quasi un milione e mezzo di camici, 510mila cuffiette, 116mila occhiali, 100mila visori, 3mila calzari copriscarpe, 300 ventilatori polmonari, 500 “workstation” per terapie intensive, 2mila pompe a infusione, mille tester, 100 plussometri da dito, 150mila kit per tamponi.

I RITARDI
I ritardi nelle consegne, però, sono clamorosi. Tanto che, caso Eco Tech a parte, ci sono altre determine con le quali gli uffici hanno annullato precedenti ordini per inadempienza contrattuale: una fornitura ala AD Medical per 490mila mascherine FFP2 e 110mila FFP3 (quasi 2,7 milioni) e un’altra, 2milioni di FFP2, alla Igoffice.

E LA REGIONE PAGA 
Tutti (o quasi) a fornire mascherine. Il perché è chiaro: per fornire un ventilatore polmonare non ci si può improvvisare. Ma le mascherine, no, quelle, tutto sommato, possono essere facili da trovare. O così in molti devono aver pensato. Le carte della Regione riferiscono che dovrebbero già essere nel magazzino poco meno di 38 milioni di mascherine. Nell’ultimo annuncio di Zingaretti di un paio di giorni fa, il Presidente del Lazio riferiva di una consegna di oltre 9milioni e 600mila pezzi, peraltro principalmente di tipo chirurgico e non le FFP2 e le FFP3 fondamentali per il personale ospedaliero. Praticamente sarebbe arrivata una mascherina su quattro di quelle promesse. 
E già pagate, almeno a metà. Perché uno degli elementi da chiarire è come mai il Lazio si sia mosso anticipando metà delle somme senza, a quanto pare, farsi rilasciare garanzie. 
Non a caso, appena scoppiato il bubbone Eco Tech - brevemente: 3 affidamenti per quasi 35milioni di euro di spesa, due annullati per inadempienza e poi riconfermati a distanza di giorni - la Regione si era affrettata a comunicare che la conferma alla Eco Tech era avvenuta poiché “L’Azienda, a riprova della propria serietà e per fugare ogni illazione sulla sua affidabilità, si è offerta di garantire con una polizza assicurativa gli acconti versati dalla Regione Lazio”. Bontà della Regione. 

DALLE FERRAMENTA AI PARADISI FISCALI
L’elenco dei fornitori della Regione è un meraviglioso spaccato: c’è chi in realtà vende carte da parati, ci sono società con sede alle Isole Cayman e finite nei “Panama Papers”, chi vende prodotti omeopatici e chi fa l’editore.
C’è, ad esempio, la Pio Macarra - grande azienda con svariati punti vendita nell’hinterland romano - che si occupa di “commercio all'ingrosso di pitture, vernici, carte da parati” e simili cui è stato affidato l’incarico di reperire 1milione di FFP2 per poco meno di 3,6 milioni di euro (iva inclusa). Oppure la European Network Tlc di Milano, società dell’imprenditore croato Andelko Aleksic, nota alle cronache come editore di una serie di riviste di gossip e per aver tentato, un paio d’anni fa, di acquistare alcune pubblicazioni della Mondadori. La Regione le comanda 5milioni di FFP2 e 430mila camici per 26,6 milioni di euro. 
C’è addirittura chi non era neanche attivo, come la Worldwide Luxury Corner di Ostia, società non più attiva ma che riceve la commessa di procurare 2 milioni di mascherine chirurgiche, uno a di quelle a triplo strato, 500mila FFP2, 2mila tute protettive e 10mila occhiali. Per poco meno di 4 milioni e 300mila euro iva inclusa.
Oppure il caso della Wisdom Glory Holdings Ltd: sede a Hong Kong ma ben inserita nei file dei Panama Papers (inchiesta giornalistica su società di comodo nei paradisi fiscali): qui la commessa è di 2milioni di FFP2 per 4,6 milioni di euro di spesa.
A chiudere il cerchio, c’è anche il quarto affidamento alla Eco Tech: nonostante già fossero emersi problemi nell’adempimento delle prime commesse, il 25 marzo la Regione, per 4.750 euro, chiede alla Eco Tech di procurare mille tester. 


sabato 18 aprile 2020

CORONAVIRUS; LA GRANDE FUGA DI ZINGARETTI E TULUMELLO



Il primo atto della grande fuga s’è compiuto: ieri, attesi in audizione al Comitato di Controllo Contabile (Corecoco) - organismo del Consiglio regionale, guidato dall’opposizione e presieduto da Giancarlo Righini (FDI) - né il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, né il capo della Protezione civile, Carmelo Tulumello, si sono presentati. 
Erano attesi dal centrodestra - Lega e Fratelli d’Italia - per rendere conto di spese e criteri seguiti nella gestione degli acquisti di mascherine, tute, respiratori, kit per tamponi. A oggi risultano spesi oltre 101 milioni di euro con cui sarebbero stati acquistati 27 milioni e 285 mascherine - 12,8 milioni di FFP2; 7,1 milioni di FFP3; 7,3 milioni di chirurgiche - per 66 milioni spesi, più camici, tute, occhiali visori, tamponi e altri dispositivi medici. Un dato, peraltro, certamente destinato a crescere visto che moltissime determine di acquisto ancora non sono disponibili alla visione dei consiglieri.
Attorno a questa vicenda, ribattezzata “mascherine fantasma”, non c’è solo un oggettivo problema di soldi spesi e controlli assenti, non solo la resa effettiva davvero scarsa con consegne in ritardo - solo un terzo circa delle mascherine acquistate risulta essere stato effettivamente consegnato mentre da determine dovevano essere qui già tutti i 27 milioni di pezzi - né il problema delle certificazioni di questi dispositivi medici, ma si consuma anche una furibonda battaglia politica.
Che vede il centrodestra tentare di portare Tulumello e Zingaretti a spiegare cosa stanno facendo, come si stanno muovendo. E il centrosinistra arroccato nella difesa che continua istericamente a ripetere che si tratta di “fake news”. 
I 5Stelle sono scomparsi dalla scena: da quando è scoppiato il caso mascherine fantasma i pur solitamente ciarlieri alfieri di onestà e trasparenza sono letteralmente spariti dal quadro politico: non una nota, un comunicato, una posizione ufficiale. Esclusa la consigliera Francesca De Vito, di tutti gli altri si annota solo il gran silenzio. 
Controprova: durante la seduta di ieri del Corecoco, quando il presidente Righini ha dovuto prendere atto dell’assenza strategica all’interrogazione di Zingaretti e Tulumello, a tentare di far chiudere la seduta senza neanche affrontare un minimo di discussione è stata la consigliera pentastellata Valentina Corrado che, anzi, ha accusato Righini di voler trasformare una seduta di Commissione in una “conferenza stampa”. Praticamente la stessa motivazione (“laboratorio delle polemiche”, “perdite di tempo” “uso partitico delle istituzioni”, discussione “di comunicati stampa”) addotta dai consiglieri Pd e sinistra per bigiare completamente la Commissione.
E non a caso, la Lega attacca a testa bassa: “Zingaretti e Tulumello scappano. Hanno paura delle domande? Cosa nascondono le carte? Perché non si presentano in audizione?”.
Ora il nuovo campo di battaglia sarà lunedì. Il 15 aprile, Sergio Pirozzi (FDI) ha convocato la Commissione Protezione Civile per lunedì 20 alle ore 14. Il Pd prima ha tentato di far annullare la seduta accampando presunti vizi procedurali poi ha lavorato per disinnescarla: il 16 Fabio Refrigeri, presidente Pd della Bilancio, convoca la propria Commissione sempre per lunedì 20 ma alle 10. Allibratori in campo e scommesse aperte su quale delle due Commissioni sarà scelta per rispondere ai quesiti. 

venerdì 17 aprile 2020

CORONAVIRUS; IL PD NON GETTA LA MASCHERINA



Non accenna a scemare il caso “mascherine fantasma” in Regione Lazio. E la querelle assume toni politici sempre più intricati: il presidente della Commissione Protezione Civile, Sergio Pirozzi, ha convocato per lunedì prossimo un’audizione del capo della Protezione civile regionale, Carmelo Tulumello

BATTAGLIA PER ASCOLTARE TULUMELLO
Ma il PD ha passato tutta la giornata di ieri a tentare di far annullare la convocazione utilizzando un presunto errore procedurale. Nei giorni scorsi Fratelli d’Italia aveva presentato la richiesta di ascoltare Tulumello in Commissione di Controllo sui Conti e anche lì, il PD, ha brigato, riuscendoci, per rendere nulla la convocazione sfruttando ancora le procedure. Fratelli d’Italia è sul piede di guerra per l’annullamento dell’audizione di Tulumello in Commissione Conti: “Abbiamo chiesto l’intervento del Comitato regionale di controllo, mentre con i nostri consiglieri siamo pronti a chiederne conto al presidente Zingaretti in tutte le sedi opportune”, afferma il capogruppo, Fabrizio Ghera
Durante l’emergenza Covid, le Commissioni si riuniscono in videoconferenza ma la procedura di convocazione è facilitata solo per 4 di esse: Bilancio, Attività Produttive, Sanità e Lavoro. Tutte le altre devono prima “sentire” il presidente del Consiglio regionale. 
Il PD, quindi, sta cercando di evitare che Tulumello venga ascoltato in Commissioni presiedute dalle opposizioni (Righini, FdI, alla Controllo Conti; Pirozzi, FdI, alla Protezione Civile) e puntano tutto a farlo ascoltare nell’anestetizzata Commissione Bilancio, casualmente a guida del Pd Marco Vincenzi. 

PIROZZI E LA CARTA CHE CANTA
Lo scontro è ancora aperto e a pesare sulle decisioni anche le decine di richieste di accredito dei mezzi di informazione che rendono difficile per i Dem svicolare da una Commissione che si annuncia pesantissima: nell’email di convocazione, infatti, Pirozzi ha chiesto che ai Consiglieri venga consegnata l’intera documentazione di tutte gli acquisti fatti dalla Regione. Di fatto, per ogni mascherina, tuta, occhiale o altro Tulumello dovrà portare ogni singolo pezzo di carta: dove è stata fabbricata, chi l’ha venduta a chi, chi l’ha trasportata, ricevuta, tutti i certificati di conformità. 

LA LEGA: INCHIESTA SUGLI SPRECHI
Non bastasse il caos Commissioni, la Lega alza ancora di più il tiro: tutto il Gruppo alla Pisana -Tripodi, Giannini, Corrotti, Ciacciarelli e Cartaginese - ha presentato una proposta di legge per chiedere l’istituzione di una Commissione regionale di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid: 7 membri che dovranno indagare su acquisti e forniture, dotazione di apparecchiature e di dispositivi di protezione. 

INTANTO NEGLI OSPEDALI...
Anche perché dopo il caso Santo Spirito, dove una partita di mascherine è stata rispedita al mittente per mancanza dei requisiti minimi di protezione, il consigliere di Forza Italia, Antonello Aurigemma, denuncia: “Sembrerebbe che dalla riunione di unità di crisi di oggi pomeriggio sia emersa la mancanza di dispositivi di protezione individuale presso i pronto soccorso del Policlinico Umberto I e di Tor Vergata. Mi auguro che questa notizia sia priva di fondamento e venga smentita immediatamente dal presidente Zingaretti”.


FLASH MOB DELLA LEGA ALLA PISANA: "RIAPRIRE IL CONSIGLIO"


Se non fossero sufficienti il caos delle mascherine; la battaglia politica per interrogare il capo della Protezione Civile, Carmelo Tulumello; la richiesta di istituire una Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid, il fronte politico in Regione Lazio si arricchisce di un nuovo tema di scontro: la chiusura del Consiglio regionale
Nella mattinata di ieri i consiglieri del Gruppo della Lega - Orlando Angelo Tripodi, Laura Corrotti, Daniele Giannini, Pasquale Ciacciarelli, Laura Cartaginese - si è ritrovato per un flashmob sotto gli uffici della Pisana: “Questa mattina (ieri, ndr) abbiamo deciso di ritrovarci in Consiglio Regionale per lavorare alle proposte su questa crisi economica, oltre che sanitaria”, spiegano i consiglieri che aggiungono: “Chiediamo la ripresa immediata dei lavori in Aula per rimettere in moto la democrazia nella Regione Lazio. Sono state prese decisioni che meritano risposte e altre che dovrebbero necessariamente essere condivise anche con l’opposizione, fino ad ora messe da Zingaretti in quarantena da ogni collaborazione con risultati che sono sotto gli occhi di tutti: dal caos delle mascherine pagate e ancora non arrivate, al crescente allarme nelle RSA e Case di Riposo sul nostro territorio, fino ad arrivare alle nomine effettuate in tempi di crisi. Zingaretti è giunto il momento di cominciare a lavorare”.
Gli attriti però non sono solamente fra centrodestra e centrosinistra. Al momento si registra anche una certa dose di “freddezza” nei rapporti fra Lega e Fratelli d’Italia. Tutti e due si guardano un po’ di traverso sospettando una forma di eccessivo “collaborazionismo” con il centrosinistra. E la presentazione di proposte alternative e non unitarie - come quelle di ascoltare Tulumello tanto in Commissione Controllo Conti e quanto in Commissione Protezione Civile - non sta certo aiutando a rasserenare il clima fra i due alleati e finisce per agevolare il centrosinistra nel gioco di sponda fra le parti.
Si fa strada anche la necessità di ricominciare: “L’economia deve ripartire al più presto perché i cittadini e le attività del Lazio non ce la fanno più”, spiega Tripodi: “abbiamo consegnato un documento, perché cominciamo a pensare a una riapertura, sugli stabilimenti balneari: chiediamo a Zingaretti di allinearsi alle altre regioni e dare l'opportunità di montare e strutturare le varie attività che dall'1 giugno dovranno essere aperte. Rilanciamo e ripartiamo col mondo dell'edilizia, facciamo ripartire tutti quei progetti già finanziati ed esecutivi”. Per ripartire, occorre che le aziende si dotino di “sistemi di sicurezza come i termoscanner, le mascherine, i gel e tutti i dispositivi” anche perché “la cassa integrazione e Fare Lazio non riescono a rispondere alle tantissime richieste”.