*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta PUMS. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PUMS. Mostra tutti i post

giovedì 16 gennaio 2020

A PIAZZA VENEZIA APRONO DUE CANTIERI PER METRO C


Ecco il cantiere della metro C a piazza Venezia dove sorgerà la futura stazione della linea metropolitana”.
C’è una musichetta dai vaghi echi rock nel post che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha pubblicato ieri mattina sulla propria pagina Facebook. 
Il video del Sindaco ritrae due piccoli cantieri: il primo, quasi di fronte l’Altare della Patria con due operai, una ruspa piccola e un camion. Il secondo, lungo via dei Fori Imperiali quasi di fronte la salita per il Campidoglio di San Pietro in Carcere, con altri due operai e una trivella. 
"Quelle che vedete - scrive ancora la Raggi sotto il video - sono le immagini dei carotaggi: si tratta praticamente di prove tecniche utili per verificare il sottosuolo, la consistenza dei terreni e le attività di consolidamento. Stiamo procedendo con gli scavi anche per individuare i sottoservizi come le condutture dell’acqua e le linee elettriche. Sono fasi preliminari, ma indispensabili. Tutto questo ci permetterà di stimare in modo certo costi e tempi della futura stazione ma soprattutto evitare ogni spreco e ridurre al minimo “gli imprevisti” durante la fase degli scavi. Dopo aver ottenuto i fondi ministeriali, andremo avanti con gallerie oltre i Fori Imperiali. Le talpe continueranno a scavare. La metro C avrà un’altra stazione museo a Piazza Venezia, nel centro della nostra città”.
Un video che arriva con almeno tre anni di ritardo: i primi tre anni e spicci della Giunta Raggi con i grillini persi dietro le loro fantasie sulla metro C. Chi - l’ex assessore Berdini - voleva proporre di  portarla da San Giovanni a Corviale; chi - lungo elenco - voleva fermarla a San Giovanni, chi a Colosseo
Solo nel 2018-2019, quando con l’approvazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile i romani hanno nettamente e chiaramente espresso la volontà di avere metropolitane prima di qualunque altra cosa, i pentastellati hanno finito per convincersi tutti della necessità di proseguire dopo Colosseo. Tre anni, però, persi con la corsa dell’ultimo minuto da parte del Governo e del Campidoglio per evitare il seppellimento totale delle due talpe che scavano le gallerie, rivenduto dall’Amministrazione Capitolina come un successo mentre in realtà è solo una pezza messa per evitare un danno milionario causato proprio dalla indecisione di Palazzo Senatorio. Ora il Campidoglio grillino ha un ultimo compito: completare la revisione del tracciato velocemente per non perdere ulteriori anni preziosissimi. 

giovedì 7 febbraio 2019

LA ROMA COMPRA I TERRENI DELLO STADIO



Manca solo la carta regalo e il fiocco rosso, poi James Pallotta, presidente della Roma, sarà proprietario anche dei terreni di Tor di Valle e subentrerà a Eurnova nelle quote sul progetto Stadio. Per Radio Trigoria, la cifra oscilla attorno ai 100 milioni e firma attesa entro pochissimi giorni, difficilmente oltre fine mese. L’acquisto da parte di Pallotta delle quote di Eurnova del progetto e dei terreni, di fatto, chiude uno dei buchi ancora aperti nella complessa trattativa con il Campidoglio che ha fatto chiaramente intendere di non voler sottoscrivere la convenzione urbanistica (il contratto) in presenza di pendenze economiche. 

CLOSING SLITTATO PER IL POLITECNICO 
La notizia del passaggio da Eurnova a Pallotta gira oramai da qualche settimana e il closing, atteso già da dicembre, è slittato fino a febbraio per attendere l’esito politico della relazione del Politecnico di Torino. 
Relazione che rimane comunque il grande tema politico che anima i corridoi del Campidoglio. 
Più di qualche consigliere comunale 5Stelle è tutt’altro che soddisfatto del testo e di come la Raggi e il suo entourage hanno gestito tutta la pratica. 

IL DOCUMENTO DEL COMUNE PER TORINO
Per sostanziare l’idea che la relazione preliminare dell’Ateneo - quella che descriveva come “catastrofico” il traffico in occasione di una partita serale infrasettimanale - fosse basata su dati incompleti, dal Campidoglio hanno spedito in tutta fretta all’Ateneo piemontese un lungo documento, 44 pagine, che riepiloga la visione del futuro della mobilità cittadina in salsa 5Stelle.
Diciamo subito che, per molti versi, si tratta di una rispolverata di vecchie idee e vecchi progetti cui viene data un’impronta pentastellata quando, invece che di metropolitane, Roma Servizi per la Mobilità vira sulle funivie.

LA VISIONE DELLA FUTURA MOBILITÀ
Le 44 pagine di Roma Servizi per la Mobilità sono, di fatto, la base del Piano Urbano per la Mobilità sostenibile (Pums), vale a dire il “piano strategico” della Raggi “che orienta la mobilità in senso sostenibile” sul “breve/medio periodo (5/10 anni)” e che “punta sul trasporto pubblico e sulla mobilità muscolare”. Nel futuro Pums vengono elencati una serie di interventi selezionati in base alla “priorità” e alle “risorse disponibili

L’ELENCO DEGLI INTERVENTI PRINCIPALI
La lista della spesa si apre con l’adeguamento delle due metro, A e B, unica opera effettivamente finanziata dal Governo (Gentiloni) con 425 milioni di euro. A seguire, trova spazio il prolungamento della metro B da Rebibbia a Casal Monastero, punto numero 2 nell’elenco il cui estensore, evidentemente non deve aver parlato a lungo con l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, che, giusto due giorni fa, ha etichettato come “irrecuperabile” il progetto a seguito dei contenziosi nati con il consorzio che la gara se l’era già aggiudicata. 
Medaglia di bronzo per la metro C che deve arrivare fino a Colosseo e, nel frattempo, si fa la rivisitazione del progetto della tratta successiva fino a piazzale Clodio. 
A seguire c’è l’ammodernamento della Roma-Giardinetti poi la connessione fra la metro A ad Anagnina, la C, il Policlinico e l’Università di Tor Vergata: un progetto dell’era Veltroni, rivisitato da Alemanno e, dall’epoca, rimasto chiuso nel cassetto. 
Ben 6 linee di tram, poi, occupano le posizioni successive: Verano-Stazione Tiburtina; quello sulla Togliatti da Ponte Mammolo a Subaugusta; poi quello da Subaugusta a Stazione Trastevere passante per viale Marconi; quindi Parco della Musica-Risorgimento; Risorgimento-Termini; Esquilino-Fori Imperiali.
Seguono i filobus: Ponte Mammolo-Policlinico Sant’Andrea, Eur Fermi/Tor de’ Cenci prolungato a Ostia; Tor Pagnotta 2 fino al Campus Biomedico; Rebibbia-Polo tecnologico; elettrificazione del tratto del 90 Express da Porta Pia a Termini. 
Quasi in coda, posizioni 17, 18 e 19, troviamo il gran cavallo di battaglia dei grillini romani: le tre funivie, quella che deve sostituire la metro B1 da Jonio a Bufalotta, poi da Mattia Battistini a Casalotti e, infine, quella della Magliana. 
Ultimo un generico “aumento dell’intermodalità”.
C’è spazio anche per le opere di altri Enti: spiccano le fermate sulla Roma Lido e il capolinea di Piazzale Flaminio, cantieri finanziati dalla Regione e fermi per le carenze dell’appaltatore, Atac. Dettaglio che, però, agli estensori deve essere sfuggito.

NESSUNA CERTEZZA SUI SOLDI
Ma il vero nodo di tutto questo piano, al netto delle sue imprecisioni e sviste, è l’assoluta mancanza di certezze sui tempi e sui fondi. Il Campidoglio deve ancora finire di scriverlo, poi va approvato, predisposte le schede sui singoli interventi, portato al Ministero delle Infrastrutture (entro agosto) che, poi, dovrà decidere se e cosa finanziare, quanto e come. Una incertezza che pesa come un macigno e fa di questo Piano, al massimo, un bel libro dei sogni.  


venerdì 1 febbraio 2019

STADIO DELLA ROMA, DAL CAMPIDOGLIO MELINA SULLA RELAZIONE DEL POLITECNICO

Fonti interne del Campidoglio confermano le indiscrezioni del pomeriggio: la relazione definitiva del Politecnico di Torino sulla mobilità pubblica e privata del progetto Stadio della Roma di Tor di Valle è arrivata
L’Ufficio stampa del Comune, però, glissa e invia, intorno alle 19.00, una breve nota: “Il parere del Politecnico di Torino sullo stadio di Tor di Valle dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Roma Capitale organizzerà una conferenza stampa la prossima settimana per illustrarne i contenuti”.
Nella tarda serata, per altro, con l'abituale tecnica del far circolare veline non ufficiali, dal Campidoglio fanno sapere che la Relazione sarebbe positiva


La scadenza per la consegna del testo era fissata, da contratto, entro la giornata di giovedì, 31 gennaio. Per oggi, sempre secondo Radio Campidoglio, il sindaco, Virginia Raggi, avrebbe convocato un vertice di maggioranza per illustrare i contenuti del testo.

Di fatto, lo stesso cliché già seguito in occasione della consegna della relazione preliminare: melina ufficiale, riunione di maggioranza, veline informali virate sul positivo. E si è visto com'è finita quando sono uscite fuori le carte vere. 

Lunedì 4 febbraio, per altro, è convocata una riunione della Commissione Trasparenza (una delle commissioni consiliari di controllo che viene guidata da esponenti dell’opposizione, in questo caso il Pd Marco Palumbo) proprio per esaminare la questione Politecnico. 

Il parere all’ateneo piemontese era stato richiesto dal sindaco Raggi all’indomani della diffusione di conversazioni intercettate nell’inchiesta Rinascimento sui rapporti fra Luca Parnasi, proprietario di Eurnova e presentatore del progetto Stadio, e la politica, locale e nazionale. In queste intercettazioni Parnasi invitava i suoi collaboratori a glissare sui problemi di traffico derivanti dal taglio delle opere pubbliche (segnatamente il Ponte di Traiano) voluto proprio dall’Amministrazione Raggi utile a ottenere la riduzione delle cubature e, quindi, la cancellazione delle tre torri di Libeskind.

Quelle intercettazioni avevano riacceso la polemica interna ai 5Stelle con una frangia di 3/5 consiglieri indisponibili ad essere presenti in Aula al momento del voto sulla variante urbanistica. La Raggi, quindi, rivolgendosi a Torino con un contratto dai margini di analisi assai stretti e, per di più, secretato conta di avere in mano un’arma per convincere i riottosi.

La relazione preliminare, però, nonostante il tentativo di tenere tutto segreto, era trapelata e aveva dipinto uno scenario “catastrofico” (termine e virgolette del Politecnico) per il traffico delle partite infrasettimanali in notturna, più una serie di altre forti criticità su tutto l’impianto della mobilità previsto dal progetto versione Raggi.  
La relazione definitiva, la cui consegna iniziale era prevista il 9 gennaio, era poi slittata a oggi a causa dell’invio di nuova documentazione – di fatto il redigendo Piano Urbano della Mobilità sostenibile e qualche altra carta su investimenti su ferro – che aveva reso necessario un supplemento di indagine.

sabato 19 gennaio 2019

STADIO, IL PIANO URBANO MOBILITÀ SOSTENIBILE PER SUPERARE PROBLEMI TRAFFICO


Entro dodici giorni, 31 gennaio, il Politecnico di Torino dovrà inviare la sua relazione finale sulla mobilità del progetto Stadio della Roma e da 10 giorni - stando alla scarna documentazione consegnata dagli uffici della Mobilità, al capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo - l’Ateneo sta esaminando il Piano Urbano della Mobilità sostenibile (Pums). 
Vale a dire il documento, quasi totalmente in fase di gestazione, che per l’Amministrazione grillina marcherà le scelte strategiche sulle mobilità del futuro di Roma. 
Di questo documento, sono stati presentati al Ministero delle Infrastrutture, a fine dicembre scorso, come i primi da realizzare, 7 interventi
Tre sono nuove linee di tram, via Tiburtina, via Cavour e Palmiro Togliatti. Quarto intervento, l’acquisto di nuovi tram. Quinto è il potenziamento e l’estensione del trenino della Casilina, la Termini-Giardinetti-Tor Vergata. Poi c’è la funivia Casalotti. E, infine, la funivia Magliana
Delle prime sei opere, nessuna si avvicina al quadrante di Tor di Valle, anzi, stiamo proprio dall’altro lato della città. L’unica che sfiora l’area del futuro stadio è quella della funivia Magliana: si tratta, stando alle carte pubblicate sul sito ufficiale del Pums, di un collegamento a funivia fra la stazione Villa Bonelli sulla linea ferroviaria che da Orte va a Fiumicino aeroporto, poi alla fermata Eur Magliana della Metro B e della Roma-Lido di Ostia, per poi attestarsi al Palazzo della Civiltà del Lavoro
La fermata Eur Magliana dista 2,8 km dallo Stadio ed è la famosa stazione dove, nel progetto Marino/Caudo, era prevista la creazione di un nuovo binario per la B per consentire ai treni di fare capolinea per le partite direttamente a Tor di Valle. 
Entro agosto 2019 poi il Pums andrà aggiornato con tutti gli altri interventi che, però, sono ancora in fase di elaborazione. Poi andrà presentato al Ministero delle Infrastrutture per essere vagliato e, in caso, finanziato. Insomma, una roba nella migliore delle ipotesi, bella lontana. 
Non a caso, nell’intervista resa alla Gazzetta dello Sport, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha puntato tutto sull’intervento della Regione Lazio per la ristrutturazione della Roma Lido. Regione che ha annunciato la conclusione dell’iter amministrativo per il bando sulla fornitura di 5 nuovi treni