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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Paolo Simioni. Mostra tutti i post
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sabato 13 giugno 2020

CAMBIO DELLA GUARDIA IN ATAC, ARRIVA MOTTURA



Cambia la guida di Atac: ieri pomeriggio il Campidoglio, con una nota, ha ufficializzato l’arrivo di Giovanni Mottura come Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore delegato di Atac. Mottura prende il posto di Paolo Simioni approdato a maggio scorso all’Ente di assistenza al volo (Enav) come amministratore delegato. 
A Mottura il compito di completare il piano di rilancio di una delle aziende di trasporto pubblico più grandi d’Europa e di proseguire nel percorso tracciato”, scrive il sindaco, Virginia Raggi nella nota ufficiale. 
Laureato in Economia e Commercio, fondatore dello studio Mottura-Tron che svolge attività di consulenza societaria, amministrativo-contabile, di controllo aziendale e di ausilio al contenzioso e alle procedure giudiziarie (in ambito civile e penale), Mottura è esperto in diritto penale dell'economia e in amministrazione giudiziaria di patrimoni in sequestro. Da novembre dello scorso anno è il liquidatore di Roma Metropolitane S.r.l., società partecipata “in house” di Roma Capitale. Rimane da capire se il cambiamento ai vertici Atac si ferma qui o se arriveranno anche dei tecnici della mobilità ad affiancare Mottura. 

sabato 30 maggio 2020

ATAC, APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2019


L’Atac annuncia di aver approvatoil progetto di bilancio” per il 2019 che “registra un utile pari a circa 8 milioni di euro” segnato da un “significativo aumento dei ricavi, arrivati a 954 milioni di euro (+19 milioni sul 2018) grazie al maggiore volume di servizio erogato ai cittadini (+2,5 milioni/km percorsi), compensato da una limitata crescita dei costi”. 
Da evidenziare come l’aumento del servizio all’utenza sia calcolato rispetto all’anno 2018 ma ben lontano dalle previsioni contenute nel Concordato. 
E se il presidente (uscente) di Atac, Paolo Simioni, sparge incenso (“il miglior risultato economico nella storia di Atac”) al conto sembra mancare il pagamento di 163 milioni di euro che, stando alle tabelle del Concordato, dovevano essere versati ai creditori per il 2019. Dall’Azienda replicano: “ma quelli sono in conto capitale, questo è il risultato di esercizio”. 
E se tecnicamente è corretta la distinzione, un normale cittadino può parlare di “utile” solo dopo aver pagato tasse, mutui e fornitori. 
Tanto che lo stesso Simioni mette le mani avanti: “grazie al necessario sostegno finanziario da parte delle Istituzioni”, l'azienda “uscirà ancora più forte” nel 2020. Paga Pantalone.


giovedì 20 febbraio 2020

NUOVA MACCHINETTA MANGIAPLASTICA


Oltre 2 milioni e 800mila bottigliette di plastica riciclate in sette mesi nelle tre stazioni metro di Cipro e San Giovanni, sulla linea A, e Piramide, sulla linea B. È questo dato che ha convinto Atac, Coripet e il Campidoglio ad ampliare l’iniziativa ‘+Ricicli +Viaggi’ - le macchinette mangiaplastica che in cambio delle bottiglie danno biglietti per il trasporto pubblico - installando nuove macchinette anche nelle stazioni Malatesta (metro C) e Anagnina (metro A).
Entro fine febbraio, altre macchinette saranno installate anche a Laurentina e San Paolo (metro B) e a marzo anche a Termini. 
L’annuncio, ieri mattina a Malatesta, da parte del sindaco, Virginia Raggi, del presidente di Atac, Paolo Simioni e del presidente di Coripet (consorzio di riciclo), Corrado Dentis.
Le nuove macchinette - Gaia il nome di quella di Malatesta - saranno più capienti (1800 bottiglie invece delle attuali 400) e limite giornaliero a 30 pezzi per singolo utente.

giovedì 31 ottobre 2019

E LA RAGGI RIPRESENTA I BUS TURCHI


A servire l’area del Prenestino arriveranno 15 vetture che il sindaco di Roma, Virginia Raggi - insieme all’assessore ai Trasporti, Pietro Calabrese, e al presidente di Atac, Paolo Simioni - ha presentato ieri mattina a piazza Malatesta.  
E, presentandoli, ha ancora una volta confermato il piano della comunicazione dei grillini: attaccare a testa bassa Matteo Salvini che ricambia. Al netto degli scivoloni mediatici - come sbagliare l’account aziendale di Atac confondendo quello vero (@infoatac) con quello di un’associazione contro il crimine di Atlanta (@atac) o collocare piazza Roberto Malatesta a Tor Pignattara invece che al Prenestino-Labicano o, al massimo, al Pigneto - quella di ieri per la Raggi è stata la passerella numero 10 di ri-presentazione dei bus provenienti dalla commessa Consip in Turchia. I famosi 227 che, magicamente, nella narrazione del sindaco sono diventati 400 subito e 700 per il prossimo anno. Un po’ come quando, a una kermesse di un paio d’anni fa dei 5Stelle a Roma, la Raggi annunciò l’arrivo immediato di 600 nuovi bus. Mai visti. Ieri, a piazza Malatesta a far da cornice al Sindaco c’erano 5 vetture: una sola di nuova rilevazione (la 2460). Le altre - 2461, 2462, 2463 e 2464 - già in servizio da qualche giorno sulle linee 309, 451 e 508 e, quindi, ancora una volta sottratte all’utenza per consentire lo spot di un’Amministrazione ridotta a presentare continuativamente gli stessi bus e a propagandare come eccezionale successo tre macchinette mangiaplastica installate da un’azienda privata. 
I nuovi mezzi, tutti a metano, fanno parte dei 227 bus turchi comprati su Consip, fornitura che include 91 vetture a metano. 
Neanche finita la presentazione - con Salvini in giro al mercato di Tor Pignattara - e la Raggi attacca su twitter: “Mentre Salvini chiacchiera io a Roma ho messo in circolazione 400 nuovi bus. Entro il 2021 ce ne saranno 700”. 

giovedì 19 settembre 2019

ATAC, I BIGLIETTI SI PAGANO COL BANCOMAT

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Si parte con una metà dei tornelli delle metro con l’obiettivo di renderli tutti “tap&go” entro fine anno. Più lungo il discorso per adeguare anche bus. È il nuovo sistema di pagamento, presentato ieri dal sindaco Raggi e dall’ad di Atac, Simioni, per i biglietti Atac che si potranno pagare anche con bancomat, carte di credito e prepagate. In caso di verifica, basterà esibire il bancomat o la carta al controllore. 

sabato 14 settembre 2019

ATAC E MELEO BIGIANO LA COMMISSIONE TRASPORTI


Nulla di più andreottiano dei grillini a Roma: se non possono parlare bene, non ne parlano. Non ci si presenta alle audizioni in Commissione. Non si twitta quando c’è anche l’ombra di un problema. Ieri era prevista una seduta della Commissione Trasporti dedicata al problema delle scale mobili che non funzionano e alla riapertura di Barberini ancora in alto mare. Quando è stata convocata, il 9 settembre, nessuno poteva prevedere gli sviluppi giudiziari di giovedì, con gli arresti per le mancate manutenzioni. Ma, ovviamente, sarebbe stato il piatto forte. 
Inviti all’assessore Meleo, al suo capo dipartimento Carolina Cirillo (subentrata a Gian Mario Nardi in procinto di pensione) e al presidente di Atac, Paolo Simioni. 
Né la Meleo, né il suo capo dipartimento né alcuno di Atac hanno pensato di presentarsi alla seduta. 
E per Atac è la terza volta che rifila buche. Si legge nel verbale della seduta che, dopo 40 minuti di attesa, il presidente, Pietro Calabrese (M5S), decide comunque di iniziare la discussione: “La Commissione è indignata, perché è la terza volta che Atac non si presenta. Questa volta non ci hanno nemmeno dato una risposta sulla partecipazione o meno”. Presenti - a parte i consiglieri comunali - anche i rappresentanti delle Associazioni di Barberini e di Repubblica. 
Prosegue Calabrese illustrando i dati di partenza: “Ad oggi sono 731 gli impianti di risalita verticale presenti nelle stazioni delle 3 linee della metropolitana (A, B e B1, e C), e delle ferrovie regionali in concessione, Roma-Lido di Ostia e Roma-Viterbo”.
Aggiunge ancora Calabrese: “Ci sono dei problemi che i cittadini stanno vivendo. Siamo di fronte ad un'azienda [la MetroRoma Scarl sotto inchiesta, ndr] che era stata incaricata per la gestione di impianti importanti, anche e soprattutto per la sicurezza delle stazioni, ma che ha mancato gli obiettivi. Ci troviamo davanti una situazione di dolo. Atac ha oggi bisogno di mostrare credibilità alla cittadinanza. E spero che seguirà e accompagnerà tutta questa vicenda, che risulta intollerabile”.
La risposta dei Comitati è tanto semplice quanto disarmante: “Simioni è stato messo da voi, e lo avete scelto voi”. Alla domanda più semplice, “si rispetteranno i tempi per la riapertura di Barberini inizialmente indicati per novembre?”, Calabrese alza bandiera bianca: “Se Atac non c'è, non posso dare dati per conto loro. Ci tengo a sottolineare che trovo molto grave l'assenza odierna dell’azienda. Atac, nella situazione attuale, non ha dirigenti in grado di dare e certificare date e tempi dei lavori”. Ovviamente, i cittadini non si fidano più di Atac: “Siamo stati 8 mesi a chiedere risposte ad Atac, senza riceverne. Abbiamo ricevuto da Pasqua scorsa tre date di riapertura diverse, poi disattese. Non capiamo chi sono gli interlocutori, chi si prende le responsabilità del cronoprogramma. Noi cittadini ci rivolgiamo a voi politici, che abbiamo votato ed eletto, ma poi fate il solito scaricabarile”.
E non ci vanno teneri i consiglieri presenti: Svetlana Celli (Roma torna Roma): “Perché oggi non c’è l'Assessore Meleo?” e, di rimando, Lavinia Mennuni (Fd): “Pochi minuti fa ho incontrato Meleo in ascensore, quindi è presente. Sarebbe dovuta venire a spiegarci l'evoluzione dei fatti”.

giovedì 12 settembre 2019

BUS TURCHI ALLA SESTA (RI)PRESENTAZIONE


Il registro delle recite a soggetto riporta il numero 6. È la sesta volta che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, presenta - meglio: ri-presenta - i nuovi bus, i “giovani turchi”, prodotti, appunto, in Turchia, comprati a caro prezzo direttamente dal Campidoglio (le gare Atac sono andate deserte) sulla piattaforma Consip. Questa volta a essere presentati a Corcolle, sono 8 veicoli che serviranno il quadrante est della periferia cittadina. A presentarli il sindaco Raggi, l'assessora alla Mobilità, Linda Meleo; il presidente Atac, Paolo Simioni; e il presidente del Municipio VI, Roberto Romanella. Questi ultimi 8 fanno parte di una tranche di 30 mezzi arrivati nelle ultime due settimane al deposito di Tor Sapienza. In tutto sono 90 i nuovi autobus arrivati a settembre nelle rimesse Atac: 44 a inizio mese e 46 questa settimana. Una flotta che si aggiunge agli 80 mezzi entrati in servizio ad agosto. Siamo, quindi, più o meno a due terzi della fornitura totale.
E, più o meno a ogni arrivo, segue presentazione di rito. Sei volte con gli stessi bus. Sei volte con tappeti rossi, banda dei vigili urbani, e vetture sottratte al servizio per una passerella politica.
Del resto, questa Amministrazione a 5Stelle passerà alla storia per 227 bus - sufficienti, a mala pena, a riequilibrare il numero di vetture andate perdute fra incendi e rotture e fine vita nell’ultimo triennio - e per tre macchinette mangiaplastica: non esattamente un grande bottino per autocelebrarsi.
Non mancano, ovviamente, le polemiche sulla rete: la presentazione di ieri era a Corcolle e, fra i bus ostentati con i fiocchetti, si notano quelli con le matricole 2427 e 2433 che già da tempo erano in servizio sulla linea 043 (che a Corcolle non transita). E, a maggior supercazzola, la vettura 2427, appena finito l’incenso e le trombette di carta, è rientrata in servizio sulla linea 341, altra linea che a Corcolle non passa neanche per un dirottamento. Mentre sulla linea di Corcolle, la 508, ieri erano in servizio due vetture degli anni di ”Checco e Nina”, la 5488 e la 4492.
Per il sindaco Raggi “Entro ottobre completeremo la fornitura di 227 bus acquistati su piattaforma Consip che potenzieranno le linee di collegamento e connessione con le stazioni metro e ferroviarie. Continuiamo a rinnovare e a rendere più efficiente il servizio di trasporto pubblico. La flotta continua a crescere: in un mese e mezzo abbiamo messo su strada 170 nuovi bus. Senza dimenticare i nuovi acquisti già fatti e gli ordinativi previsti nei prossimi mesi”. 
Stiamo destinando risorse significative al rinnovo e rilancio del servizio di trasporto pubblico, per ringiovanire un parco mezzi che sconta un'età media di 12 anni", ha aggiunto l'assessore Meleo.
E oggi si replica: il teatrino va in scena a Ponte Mammolo per la settima presentazione

sabato 25 maggio 2019

METRO; PIÙ DI 1 MILIONE PER RIPARARE LE SCALE MOBILI


Otto milioni e 648 mila euro, più iva: tanto costa alle casse di Atac lo scherzetto delle scale mobili. Questo è quanto emerge dalla lettura dei documenti, pubblicati finalmente ieri sul sito dell’Azienda di via Prenestina, degli incarichi affidati alla Otis - una delle grandi multinazionali di ascensori, scale mobili - dopo il caos dei mesi scorsi. 
I documenti pubblicati ripercorrono tutte le vicende: l’appalto per la manutenzione delle scale mobili assegnato Metroroma Scarl con un ribasso di poco inferiore al 50% sulla base d’asta, i disservizi, le contestazioni, la rescissione del contratto. In mezzo, ovviamente, l’incidente di Repubblica di ottobre 2018 e quelli di Barberini del 22 febbraio e 21 marzo. E, poi, il duplice  problema di trovare di corsa qualcuno che sostituisse il manutentore e qualcuno che rapidamente mettesse mano alle scale mobili per riaprire le fermate chiuse
A sostituire Metroroma Scarl dal 1 giugno 2019 al 1 giugno 2020 sarà la Schindler cui verrà corrisposto un importo di 7 milioni e 383mila euro
A questi soldi che serviranno per la manutenzione ordinaria, si deve aggiungere un altro milione e 265 mila euro, sempre più Iva, che Atac dovrà pagare a Otis per i lavori di emergenza che si stanno svolgendo in queste settimane, per un totale generale, appunto, di 8 milioni e 648mila euro. Un caro prezzo per aver aggiudicato un appalto con un ribasso del 49,73%. 
Nel documento del direttore generale di Atac, Paolo Simioni, poi, finalmente arriva un minimo di chiarezza sugli interventi che si stanno facendo e sulle scelte che l’Azienda sta portando avanti.
Si legge che a inizio maggio, Atac ha “comunicato a Otis la riperimetrazione degli impianti compresi nelle verifiche generali escludendo le scale mobili installate presso le stazioni di Termini, Colosseo e Laurentina” ma inserendone una in più di quelle inizialmente previste a Barberini e altre due in più a Repubblica. Alla fine, “il numero definitivo degli impianti” sui quali sono in corso (o si faranno) le verifiche sono “23 di cui 8 a Spagna, 6 a Barberini, 6 a Repubblica e 3 a Flaminio”.
Infine, il piccolo giallo: nell’audizione dello scorso 10 maggio in Commissione Trasparenza, Atac, su domanda precisa circa i tempi di Barberini, rispose che la stazione era ancora “sequestrata”. In realtà, la Procura ha autorizzato Atac ad effettuare “interventi manutentivi” a inizio aprile e poi ancora prorogati il 9 giugno. Cosa che però Atac ha omesso di spiegare ai Consiglieri in Commissione. 

venerdì 10 maggio 2019

ATAC; BUS A NOLEGGIO FERMI E IN RITARDO


Stando alle carte, la consegna dei famosi 70 bus provenienti da Israele doveva essere completata entro i 10 aprile. Parliamo dei bus a noleggio, diesel euro5, che a fine febbraio Atac ha deciso di prendere a chiamata diretta per cercare di mettere una pezza a colori alla diminuzione sempre più strutturale delle vetture in servizio in città: 70 vetture Volvo da 12 metri al costo di 4 milioni e 375mila euro per un anno di servizio. Le prime 40 vetture dovevano essere “nazionalizzate e consegnate entro il 15 marzo”, poi altre 15 entro il 31 marzo e l’ultima tranche da 15 entro il 10 aprile.  
A oltre un mese da quest’ultima scadenza, invece, il fornitore ha bloccato l’arrivo da Israele di quelle vetture, ferme - come ha già denunciato la consigliera comunale del Pd, Ilaria Piccolo - perché Euro5 e, quindi, per i regolamenti italiani di tutela ambientale non più immatricolabili in Italia
Atac attende, mentre i dati (non ufficiali: a metà maggio ancora Atac non ha reso noto il bilancio ufficiale 2018) sul rispetto delle previsioni del concordato preventivo nel 2018 indicano un tracollo e un mancato rispetto del concordato per bus, tram, metro B e metro C. 
Analizzando, infatti, i dati mensili dell’anno 2018 sul rendiconto del servizio offerto, viene fuori che nel 2018 Atac avrebbe - condizionale d’obbligo in attesa che l’Azienda si degni di render noti quelli ufficiali - effettuato poco più di 79milioni di km con i bus, a fronte di una previsione del concordato di oltre 84 milioni, quindi con un -5% abbondante. Per i tram, il dato è un -9,8%: 4milioni effettuati a fronte di una previsione di 4 e mezzo. Per la metro B siamo a quasi 3 milioni e mezzo effettuati contro quasi 3,6 previsti (-2,8%). E per la C, la catastrofe: poco più di 1 milione e 200 mila km percorsi contro una previsione concordataria di uno e mezzo, con un crollo di quasi il 19%.
Scrive il direttore generale di Atac, Paolo Simioni, nel provvedimento di noleggio dei 70 bus, che “la gara deserta (la prima, quella del maggio 2018 per 320 bus diesel da 12 metri, ndr) e la ritardata operatività delle forniture Consip (il ripiego con i 227 bus da ancora costruire, ndr)” stanno avendo una “particolare incidenza” sul servizio. In sostanza, come con un poco di buonsenso è facile capire, senza vetture non si eroga il servizio all’utenza. E a poco servono i comunicati trionfali del Campidoglio sugli incassi che aumentano, visto che diminuisce il servizio e, con esso i costi di gestione.
Sempre il dg Simioni, scrive: “per il 2019 il piano industriale prevedeva una produzione di 94,2 milioni di vetture/km” a condizione che circolasse il “73% del parco vetture” (1498 mezzi) ma con un “ingresso di nuove vetture” pari a 258 l’anno, più l’assunzione di nuovi autisti. Chiaro, quindi, che anche il ritardo nella consegna dei 70 bus-tampone a noleggio rischia di avere ripercussioni serie sul rispetto del concordato preventivo.

giovedì 20 dicembre 2018

RAGGI PRESENTA I (VECCHI) BUS ELETTRICI


Mentre anche il mese di settembre certifica per il trasporto di superficie su gomma un servizio al di sotto dell’80% di quanto stabilito dal contratto di servizio e nel giorno che precede l’inizio dell’Assemblea dei creditori che dovrà decidere del destino del concordato preventivo, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, e il presidente dei Atac, Paolo Simioni, radunano la stampa per mostrare con orgoglio il primo dei 60 autobus elettrici che prenderà servizio il prossimo anno. No, non sono vetture nuove. Sono quelle comprate da Veltroni sindaco e che, piano piano, complici un contenzioso con i fornitori, sono usciti dal servizio per problemi alle batterie e, in qualche caso, al telaio. Erano 60 in servizio e, entro il prossimo 2020, dovrebbero tornare ad essere 60 sulle strade. Facevano le linee del centro, Monti e via del Corso. Quali faranno ancora non è stato deciso né se i percorsi delle vecchie linee (tipo la 117) rimarranno gli stessi o cambieranno. 
Una passerella per far vedere la nuova livrea anche perché i primi bus entreranno in servizio a partire da aprile prossimo per attestarsi a quota 25 entro fine 2019. I restanti 35, l’anno dopo. 
L’incontro si è quindi trasformato nell’occasione per chieder conto al management aziendale e al Sindaco dell’arrivo dei famosi nuovi autobus (227) pagati direttamente dal Campidoglio (non da Atac) dalla Consip: “ci sono segnali positivi - dice Simioni - a fine novembre si è chiusa la procedura nei confronti dell'azienda. Dal punto di vista tecnico, una squadra Atac è stata a Bologna la scorsa settimana per incontrare Industria Italiana Autobus (IIA) e sono stati informati che hanno iniziato a emettere ordini per attivare la filiera produttiva che tra poco potrà iniziare. Monitoreremo la fornitura in modo che non possano esserci sorprese”. Anche perché la produzione non è iniziata e IIA è ancora alle prese con problemi economici. Sul concordato, poi, Simioni si è detto “fiducioso” sul via libera dei circa 1200 creditori (comprese enti locali e aziende) che dovranno esprimersi entro l’8 gennaio


giovedì 22 novembre 2018

"SIMIONI IN ANAS? PREMIO ALL'INEFFICIENZA"


In Campidoglio, lato Giunta e maggioranza grillina, e in Atac silenzio assoluto, nessuno commenta l’indiscrezione - anticipata ieri da Il Tempo - di un possibile addio di Paolo Simioni, attuale ad di Atac, il quale, su indicazione diretta di Davide Casaleggio, andrebbe ad occupare analogo posto in Anas.
Un’operazione che sarebbe, per giunta, condotta senza che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, fosse a conoscenza di questa eventualità. Dettagli che, però, non sono sfuggiti alle opposizioni in Aula Giulio Cesare. 
Simioni - dice la rappresentanza in Consiglio comunale del Partito Democratico - uomo di ferro della maggioranza grillina, abbandona la nave che affonda e approda su spiagge più sicure. Una promozione per meriti, non c'è che dire, basta guardare la stellata situazione finanziaria di Atac. 'Merito e trasparenza', sbandierano i Cinque stelle: non si può certo dire che alle parole corrispondano azioni conseguenti”.
Simioni, infatti, andrebbe a mollare Atac di qui a una settimana: il 27 novembre si riunirà l’assemblea dei soci di Anas che dovrà nominare i nuovi 5 membri del Consiglio di Amministrazione. Se fra quei cinque dovesse essere incluso anche il nome di Simioni, è probabile che egli salga dritto dritto al ruolo di Amministratore delegato
Il tutto avverrebbe 22 giorni prima che della fondamentale riunione dell’assemblea dei creditori di Atac (19 dicembre) che deve decidere se approvare o meno il piano del concordato fallimentare predisposto proprio sotto Simioni. Un’assemblea il cui esito determinerà comunque il destino della municipalizzata dei trasporti: bocciando il concordato, si andrebbe al fallimento. Approvandolo, la strada sarebbe comunque segnata verso uno scaglionamento sul lunghissimo periodo dei pagamenti.
Questa è la meritocrazia a 5 stelle - afferma Davide Bordoni, Forza Italia - chi dimostra di non saper fare viene premiato. È già accaduto lo stesso con l’Eur dove la Casaleggio ha spedito da Torino un candidato grillino trombato alle elezioni. Adesso si vuol mandare in Anas un amministratore che, chiacchiere a parte, in Atac ha fatto poco o niente”.
Simioni è arrivato a Roma durante l’estate dello scorso anno dopo che ben due bouquet di dirigenza Atac - amministratore unico e direttore generale - erano saltati. A guidare l’azienda di via Prenestina lo aveva chiamato, con la benedizione sia di Davide Casaleggio che di Beppe Grillo, quel Massimo Colomban, assessore al riordino delle Partecipate, uscito dalla Giunta Raggi proprio a causa della scelta dell’Amministrazione di optare per il concordato preventivo su Atac in luogo della ricerca di nuovi partner come Ferrovie dello Stato avanzata dall’ex Assessore. 
Qui si finisce per premiare chi porta i libri contabili in Tribunale - afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo - Simioni è l’uomo di punta di Casaleggio e, se è vera l’operazione, è grave il fatto che il Sindaco possa esserne stato tenuto all’oscuro. Di fatto, si sta dimostrando la carenza di manager del mondo 5Stelle che, vedi il caso Lanzalone, è costretto a riciclare una volta qui, una lì sempre le stesse persone”.
Come già l’arrivo di Simioni aveva evidenziato quanto poco fossero nelle mani del Sindaco le decisioni sui manager e gli assessori, così anche la sua eventuale uscita, decisa dalla Casaleggio, conferma come il centro decisionale non sia a Palazzo Senatorio. 
Anche la Lega non appare certo soddisfatta di questa possibile uscita: “Stanno già fallendo in Atac - tuona Maurizio Politi, consigliere comunale salviniano - e sarebbe assurdo ora spostare Simioni in Anas. Vogliamo forse fare il bis anche lì? Questa operazione si giustifica solo con una logica di occupazione di poltrone e potere e certo non con necessità aziendali”. 

mercoledì 19 settembre 2018

ATAC: DIMINUISCE IL SERVIZIO MA AUMENTANO I SOLDI IN CASSA


Il dato è duplice: il servizio di trasporto offerto all’utenza diminuisce ma, in compenso, nelle casse di Atac ci sono più soldi
È stato il presidente dell’Azienda di trasporto, Paolo Simioni, a illustrare lo stato dell’Azienda in una conferenza stampa insieme al sindaco di Roma, Virginia Raggi.
Atac chiude il primo semestre 2018 con un risultato in attivo di 5,2 milioni e un margine operativo lordo in aumento, a circa 42 milioni. 
Contemporaneamente: “Dagli 89 milioni di chilometri percorsi nel 2016 siamo passati agli 86 del 2017, stimiamo dunque che l’invecchiamento dei mezzi produca un 3% medio di diminuzione in termini di chilometri fatti", ha detto Simioni che, sui soldi aggiunge: “È la prima volta nella storia che Atac può vantare un utile netto di 5,2 milioni e un margine operativo lordo di 42 milioni, in crescita rispetto ai 35 milioni dell’anno scorso”.
Ovviamente, da una parte c’è il coro e le fanfare di giubilo, dall’altro quelle negative. 
"Sono soddisfatta - ha dichiarato la Raggi - qualcuno avrebbe preferito che Atac sparisse dalla faccia della terra. Quando abbiamo preso l’azienda era in uno stato comatoso ma noi abbiamo sempre pensato che Atac potesse essere risanata per diventare un fiore all’occhiello”. 
"Siamo fermi al libro dei sogni. Unico dato reale è la perdita di 3 milioni di chilometri in un anno, dovuta ai bus troppo vecchi. Un risultato pessimo", punta il dito la consigliera comunale dem Ilaria Piccolo. E la collega della lista Roma Torna Roma, Svetlana Celli, rincara: "Assistiamo da mesi a bus che prendono fuoco per mancata manutenzione, a gare per nuovi bus che vanno deserte. Dopo 27 mesi da questa amministrazione pretendiamo un cambio di passo”.
La cartina di tornasole sarà l’arrivo dei nuovi bus acquistati tramite la partecipazione diretta del Campidoglio a una gara nazionale gestita da Consip. 
Secondo Simioni: ”I 227 bus acquistati tramite la piattaforma Consip cominceranno ad arrivare da aprile 2019. È in lavorazione il revamping di 60 bus elettrici e questo vuol dire che si può cominciare a vedere l’ingresso di questi mezzi elettrici in strada da maggio in poi. Noi poi acquisteremo, a valere sugli anni 2020-21, un’ulteriore tranche da 250 bus in più. Poi il Comune ha fondi per 180 ulteriori bus con disponibilità extra Consip". 
Una battuta il Sindaco la riserva anche al referendum sulla liberalizzazione del trasporto pubblico, promosso dai radicali, e che si terrà, nel più totale silenzio proprio del Campidoglio, il prossimo 11 novembre: “Il referendum ha valore consultivo, qualunque sarà il risultato ne terremo conto per migliorare sempre di più. La nostra sfida è quella di dire che Atac può invece essere efficiente come il privato e restando pubblica”.
La replica dei Radicali è affidata a Riccardo Magi: “Virginia Raggi è senza pudore. L’amministrazione M5s fa della democrazia diretta una bandiera, ma solo a parole. Lei ha un unico obiettivo: che non si ottenga il quorum del 30% per poter dire che così i romani si sono espressi. Dovrebbe essere lei e la sua amministrazione ad informare di questo appuntamento, invece fa come se non esistesse a circa un mese dalla data dell’11 novembre”.
Intanto, sulla vicenda del biglietto maggiorato a 2 euro in vendita a bordo del bus con tornello, scende in campo la Lega: “Una scelta intrapresa autonomamente dal Campidoglio quando l'ente competente per le tariffe è la Regione Lazio”.