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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 9 luglio 2020

IN ARRIVO ALTRO VENERDÌ NERO PER LO SCIOPERO DEI TRASPORTI


Si avvicina il fine settimana e immancabile arriva lo sciopero del trasporto pubblico. 
Domani, venerdì 10 nella Capitale è stato indetto dalla Faisal Cisal uno sciopero del trasporto pubblico di 24 ore. Di fatto, a rischio sono tutti i trasporti pubblici che già di loro versano in uno stato al limite del comatoso: bus, tram e metropolitane più le ferrovie ex concesse Roma-Civitacastellana-Viterbo, Roma-Lido di Ostia e Termini-Giardinetti portano subire decurtazioni del servizio che, comunque, sarà obbligatoriamente garantito nelle fasce di rispetto. Quindi, trasporti regolari fino alle 8.30 di mattina e poi dalle 17 alle 20. 
Ad essere a rischio non sono solo i servizi offerti da Atac ma anche quelli di Cotral che in una nota spiega: “Il prossimo venerdì, 10 luglio, l'organizzazione sindacale Faisa Cisal ha proclamato uno sciopero di 24 ore con astensione dalle prestazioni lavorative dalle ore 8.30 alle ore 17 e dalle ore 20 a fine servizio. Saranno garantite tutte le partenze dai capolinea fino alle ore 8.30 e alla ripresa del servizio alle ore 17 fino alle ore 20. Tutte le informazioni sulla modalità di sciopero saranno disponibili sul sito internet cotralspa.it e sull'account Twitter@BusCotral".
Non bastasse, c’è anche uno sciopero del sindacato Usb, solo quattro ore dalle 9 alle 13, e che riguarda il servizio offerto da Roma Tpl, il consorzio privato che gestisce 100 linee periferiche per conto del Comune e il cui contratto di servizio è scaduto a maggio 2018 ed è giunto già alla quarta proroga con la quinta che si avvicina sempre più.

martedì 25 febbraio 2020

CANTIERI E SCIOPERO. CHE CAOS


Metro ferme o a singhiozzo, linee di superficie con altissima percentuale di adesione allo sciopero, lavori, incidenti, traffico: agitare bene e ecco servito l’ennesimo giorno di passione per i romani e i turisti. 
Seguendo gli account twitter di Atac e di Roma Mobilità sembra di leggere una specie di bollettino di guerra. Traffico intenso praticamente ovunque, incidenti e il blocco dei trasporti hanno di fatto semi paralizzato la città.
Lo sciopero del trasporto pubblico locale è stato indetto da Fast Confsal e ha riguardato tutta la rete di superficie - quindi,  bus, filobus, tram, e bus elettrici - quella delle metropolitane e le ferrovie urbane, Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo. 
All’astensione dal lavoro, ha aderito anche il sindacato Usb di Roma Tpl, la società privata che ha in gestione, per conto del Campidoglio che ha continua a prorogare l’appalto, un centinaio di linee bus in periferia.
E i sindacati gongolano: «Altissima l’adesione allo sciopero di oggi indetto da Usb nelle aziende private che effettuano servizio di trasporto pubblico locale a Roma. Oltre il 90 per cento delle adesioni, a testimonianza di quanto i lavoratori soffrano le problematiche che vivono tutti i giorni sulla loro pelle, come il mancato pagamento degli stipendi; problemi che ricadono anche sulla cittadinanza, con circa 60 corse al giorno che saltano e fanno venire a mancare l'unica possibile mobilità nella la città». 
Il sito del Campidoglio e il servizio informazioni del Campidoglio ancora nella mattinata di ieri non erano in grado di comunicare se i varchi ZTL - abitualmente disattivati in concomitanza di uno sciopero del trasporto pubblico - fossero attivi o meno. Numerose le segnalazioni di utenti che, dopo non aver trovato notizie sul sito, si sono rivolti, senza successo, allo 060606.

Il risultato dell’astensione dal lavoro è sintetizzato da alcuni tweet di Roma Mobilità: «Sciopero: metro A attiva con riduzioni di corse; Metro B-B1 8.30 partite ultime corse dai capolinea, poi chiusura; Metro C alle 8.30 partite ultime corse dai capolinea, poi chiusura. Termini-Centocelle attiva con riduzioni di corse. Ferrovia Roma-Lido ultime partenze da Porta San Paolo ore 9.30 e da Colombo ore 10.15, poi chiusura. Ferrovia Roma-Nord, treni cancellati tratta urbana: 700 (Flaminio 13.40-Montebello 14);  treni cancellati intera tratta: 303 (Catalano 9.40 - Montebello 11.08), 304 (Montebello 12.20 - Catalano 13.46) e 702 (Flaminio 14.20 - Catalano 16.09)». 
Per il servizio di superficie, a Termini le attese hanno superato i 20 minuti e, considerando che si parla generalmente di autobus ai capilinea, è un tempo infinito. E, non a caso, l’account twitter aziendale, @infoatac, invitava gli utenti in attesa alle fermate a utilizzare l’app oppure a chiedere informazioni sui tempi di attesa.
Non bastasse quindi il caos, la ZTL a sorpresa (i varchi sono rimasti attivi), ci si sono messi anche i limiti di velocità sulla via del Mare, dal chilometro 16,700 e fino allo svincolo con Acilia, tratti interessati da sondaggi geologici per verificare lo stato del manto stradale e che comportano anche un senso unico alternato. Limiti e senso unico rimarranno in vigore almeno al 14 marzo.
Da ultimo, a completare il quadro, ci sono i cantieri su via Aurelia per il rifacimento del manto stradale, in direzione centro, dal km 9,7 al km 7,9 che rimarrà chiuso al traffico fino al 15 marzo. Deviati alcuni bus. È ancora chiusa la canna nord della Galleria Giovanni XXIII per lavori. Infine, a causa delle buche, è ancora chiusa via del Foro Italico all’altezza dello svincolo per viale della Moschea.

venerdì 21 dicembre 2018

I SINDACATI: "NON VOGLIAMO PIÙ ENTRARE NEL TMB SALARIA"


L’altro ieri era l’allarme per la puzza. Ieri, al cattivo odore, si sommano le foto dei camion pieni di rifiuti che entrano nel TMB Ama di via Salaria. E, per non farsi mancare nulla, anche le polemiche dei sindacati. 
Partiamo dai sindacati: una delegazione dell’Unione sindacale di base (Usb) ieri mattina si è presentata nella sala dove l’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari, avrebbe dovuto tenuto, di lì a poco, la conferenza con la stampa sulle adozioni per gli animali. I sindacalisti hanno chiesto un incontro con l'assessore Montanari: “L'assessore deve recarsi sul posto e disporre l'immediata interdizione al transito nelle aree contaminate e mettere in sicurezza il territorio e i cittadini”, si legge nella nota diffusa. Per l’Usb destano allarme le conseguenze dell'esposizione alla diossina e ai metalli pesanti che i lavoratori dell'impianto e gli abitanti della zona stanno respirando. Ama, dicono i sindacati, ancora non ha provveduto a interdire l'accesso dei lavoratori alle zone a rischio elevato. Una scuola, poco distante dall'impianto andato a fuoco, ancora non è stata evacuata. 
Nel corso della mattinata, poi, la Montanari ha incontrato una rappresentanza della delegazione dell’Usb e si è impegnata a sollecitare ad Ama la costituzione di un'unità informativa alla quale i lavoratori potranno rivolgersi per avere aggiornamenti sui rischi dei veleni sprigionati dall'incendio, nonché a organizzare incontri pubblici con i cittadini sulla gestione dei rifiuti.
Cittadini che, però, guardano con sempre minore serenità all’impianto. 
Martedì lamentavano la puzza atroce che era tornata ad allietare l’olfatto dei residenti nelle aree limitrofe l’impianto. E ieri sono rimasti tutti sorpresi nel vedere entrare e uscire camion compattatori carichi di rifiuti.
Dalla mattinata si sono inseguite foto e giri di notizie. Interviene, ancora una volta, il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, che prima definisce “tranquillizzanti” i dati di Arpa Lazio sul monitoraggio ambientale dell’area che sono in fase di rientro sotto le soglie di sicurezza ma poi spiega: “Preoccupa lo stato di degrado ambientale dell'area dove oggi sono sparsi almeno 2 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati che sono in putrefazione ed emettono odori nauseabondi. In più ci sono diverse tonnellate di frazione organica stabilizzata, il compost, non interessato dal fuoco ma chiuso in un capannone che non è più alimentato dall'energia elettrica e che subisce anche questo alterazioni dallo stato di abbandono. Lunedì scorso ho scritto alla sindaca e alle autorità competenti per segnalare la preoccupazione mia e della cittadinanza che quell'area a seguito del rogo si trasformi in deposito di rifiuti a cielo aperto. Sarebbe una beffa per i cittadini che ora si ritroverebbero una sorta di discarica dietro casa”. 
Sul via vai di camion Ama spiega ufficialmente: “nello stabilimento di via Salaria è rimasta attiva esclusivamente l’autorimessa per la flotta aziendale, essenziale per i servizi. Nel sito, dunque, non viene svolta alcuna movimentazione o scarico dei rifiuti, visto che il TMB è totalmente fermo. Gli automezzi in transito sono esclusivamente quelli che, dopo aver svolto il servizio assegnato sul territorio, tornano nella propria sede di ricovero. Può capitare che l’autista abbia terminato il proprio turno di lavoro e il mezzo sia ancora pieno. In questi casi, limitati e circoscritti, è il collega che subentra a svolgere, a stretto giro, l’operazione di conferimento conducendo il mezzo nel sito di destinazione previsto”.