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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 28 maggio 2016

STADIO, CI SIAMO: LUNEDÌ 30 LA CONSEGNA IN CAMPIDOGLIO

Zitti tutti che (forse) ci siamo. Per davvero, questa volta. Sono giorni che la notizia circola nei corridoi di Palazzo Senatorio: lunedì 30 maggio - tutto sommato in perfetta armonia con quanto dichiarato nelle scorse settimane sia dal presidente della As Roma, James Pallotta, che dal costruttore Luca Parnasi - il progetto definitivo del nuovo Stadio della Roma di Tor di Valle verrà consegnato in Campidoglio.



Non dovrebbero esserci né Pallotta né Parnasi e, probabilmente, nemmeno David Ginsberg, subentrato a fine novembre a Mark Pannes nella gestione organizzativa del progetto. A portare il progetto potrebbero essere per conto della As Roma Mauro Baldissoni, direttore generale, e Italo Zanzi, CEO.


E sarà una consegna impegnativa. Si parla di una sessantina di scatoloni che raccolgono oltre 70mila pagine di relazioni, disegni, tavole, progetti. Un materiale immenso. La consegna in Campidoglio segue di pochi giorni quella relativa al solo stadio fatta al Coni a inizio mese. Un passaggio, quello al Coni, peraltro, molto politico e poco tecnico dato che ha più una valenza in ottica Olimpiadi che altro. E la consegna del progetto definitivo potrebbe riaprire il dibattito politico in vista degli ultimi giorni di questa campagna elettorale per le elezioni comunali. Nelle scorse settimane, la Roma ha avuto dei contatti, riservatissimi, con i 5Stelle, direttamente con la candidata sindaco pentastellata, Virginia Raggi: secondo i bene informati, la Raggi avrebbe ammorbidito moltissimo il “no” al progetto pronunciato nelle prime settimane di campagna elettorale. Il passaggio al Coni che rafforza la posizione della Roma in vista della consegna del dossier olimpico rendendo il futuro Stadio un elemento di valutazione per Roma 2024. Si tratta di segnali volti a disinnescare tutti i possibili “niet” al progetto che la politica capitolina e quella regionale potrebbero frapporre. 

Se davvero, quindi, lunedì 30 tutte le carte andranno in Campidoglio - pare ci sia ancora da decidere se la consegna verrà fatta a Palazzo Senatorio da Tronca oppure all’Assessorato all’Urbanistica - si aprirà la seconda fase dell’iter approvativo. Gli uffici capitolini dovranno prima aprire i plichi e verificare la rispondenza di tutta la documentazione alle norme nazionali, regionali e alla delibera di pubblico interesse. Compiuta la verifica - presumibilmente non meno di 30 giorni - se tutto sarà a posto, gli scatoloni andranno dritti in Regione che convocherà la Conferenza di Servizi decisoria: 180 giorni di tempo per esaminare 70mila pagine e scrivere il sì definitivo al sogno giallorosso. 


lunedì 25 aprile 2016

STADIO; IN CONSEGNA IL DOSSIER FINALE




In silenzio e pancia a terra: i tecnici, architetti, ingegneri, geometri, del team che sta lavorando sul progetto definitivo dello Stadio della Roma di Tor di Valle, ce l'hanno fatta. Il pacchetto è pronto e entro la prossima settimana, probabilmente metà settimana, sarà consegnato in Campidoglio. Siamo alla scelta del fiocco. Il Tempo aveva anticipato, nelle scorse settimane, che dal Gruppo Parnasi era partita un'email a tutti i tecnici di consegnare tutto entro l'8 aprile. Data poi slittata di una settimana a causa di piccoli ritardi da parte di alcuni progettisti. Da quel momento, riunioni su riunioni per chiudere il plico da portare da Tronca.

A giugno 2015, con la grande presentazione al Salone delle Tre Fontane dell'Eur, la Roma ci aveva già provato: il progetto presentato allora, però, era carente di una serie di documentazioni. In Campidoglio sedeva ancora Marino e Caudo, pur essendo un grande sostenitore del progetto, lo rimanda, di fatto, indietro. Passano le settimane e nel frattempo, salta Mark Pannes e arriva David Ginsberg dal Liverpool, uomo del fondo Raptor e specializzato nell'impiantistica sportiva, non a caso segnalato a Roma anche in questi giorni. E si rifanno i conti: costi sottostimati e entrate sovradimensionate. Tanto che, sotto Natale, vengono rifatti tutti i calcoli sui parametri matematici sui quali si calcolano le cubature degli edifici. Ora siamo al tentativo numero due. E, chiaramente, restano aperti i quesiti più tecnici: a Tronca, cosa verrà effettivamente consegnato? Sarà davvero il progetto completo in ogni sua parte. E, poi, come si comporterà il Commissario Straordinario? In teoria la legge non pone dei termini precisi per l'esame preliminare del Campidoglio del plico prima di girarlo in Regione per l'avvio della Conferenza di Servizi. Tronca potrebbe quindi tenere fermo il progetto per il tempo necessario all'insegnamento del nuovo Sindaco e lasciare la patata bollente a lui... O lei.

sabato 5 marzo 2016

PALLOTTA: PROGETTO ENTRO APRILE

Parte il conto alla rovescia, sperando che sia l’ultimo. «Presenteremo il dossier sullo stadio ad aprile. I ritardi sono anche colpa nostra, quando è iniziato l’iter non ci aspettavamo tutte queste difficoltà: complicazioni sull’impatto ambientale, sul design etc... ». Parola di James Pallotta, a conferma della data (l’ennesima) di consegna del progetto definitivo filtrata nelle ultime settimane. Una scadenza avallata anche da voci interne al gruppo Parnasi, impegnato nelle trattative con il Gruppo Pizzarotti di Parma per altri affari non direttamente connessi con lo stadio di Tor di Valle.
Resta da capire, quindi, se il dossier sia pronto e le riunioni servano a scegliere la carta e il fiocco con cui incartarlo per presentarlo in Comune, che poi lo girerà in Regione, oppure se si attendono ancora riunioni importanti ma non definitive. Ieri Pallotta ha dedicato l’intera giornata a tre meeting sul nuovo impianto, accompagnato da due collaboratori dedicati al progetto. Dopo gli appuntamenti mattutini, nel pomeriggio è stato «intercettato» nella sede di Enel a viale Regina Margherita. All’interno un incontro organizzato dall’amministratore delegato dell’azienda energetica Francesco Starace, grande tifoso romanista, che ha convocato in sede Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia. Il colosso dell’informatica è infatti uno dei partner dell’operazione stadio e Pallotta ieri ha approfondito i possibili campi di collaborazione, alla presenza anche del direttore di Enel Italia, Carlo Tamburi. Oltre a fornire i servizi informatici nell’impianto sportivo e nel resto delle strutture, Microsoft potrebbe ad esempio appoggiare la Roma attraverso una piattaforma digitale simile a quella aperta per il Real Madrid al Bernabeu. Enel, invece, siederà direttamente alla Conferenza di servizi decisoria convocata dalla Regione insieme a tutti gli altri enti interessati.
Gli americani ora provano ad accelerare, consapevoli che la strada sarà lunga. «I tifosi sarebbero contenti di avere lo stadio nel 2021?» chiede un cronista a Pallotta. «Mi sparerei se la data fosse quella» la risposta ironica del presidente mimando una pistola puntata alla testa. In realtà la Roma vorrebbe aprire l’impianto molto prima. La voce che filtra è «stiamo scegliendo il parquet»: vale a dire, è partita la stretta finale anche se il plico non è ancora definitivamente chiuso. Questo lascia ipotizzare - dopo i numerosi rimpalli di date che hanno caratterizzato tutto il periodo del crepuscolo di Marino, Natale e il primo bimestre del nuovo anno - che entro i primi quindici giorni di aprile si dovrebbe arrivare alla consegna: un’ipotesi confermata dalle indiscrezioni.
Ricordiamo che una prima bozza di progetto definitivo, di fatto rigettato per incompletezza, era stato depositato in Campidoglio nel giugno 2015, e il ritardo accumulato fa rimbalzare lo stadio della Roma dritto dritto nella campagna elettorale. Da un punto di vista amministrativo, l’iter per il via libera finale ai lavori è iniziato con la delibera sul pubblico interesse all’opera, votata a dicembre 2014 dal Consiglio comunale. Tuttavia, poiché vi è un secondo step - il progetto definitivo e la sua approvazione - l’iter resta aperto fino alla sua conclusione. La Regione ha sei mesi di tempo, dal momento della presentazione del reale progetto definitivo, per far svolgere i lavori della Conferenza di servizi. Al momento in cui questi lavori terminano, l’iter si chiude. E non si può più modificare. Fino a quel momento, in teoria, il Comune potrebbe cambiare le carte in tavola. Per farlo, occorre che il Consiglio comunale voti una nuova delibera (non è sufficiente una delibera di Giunta) che sia però supportata da un’inattaccabile serie di motivazioni giuridiche. Altrimenti, si rischia una causa miliardaria.
Ipotizzando il 15 aprile come data di consegna del dossier in Campidoglio e un mese circa per l’esame preliminare delle carte da parte degli uffici comunali prima di girarli in Regione, la Conferenza potrebbe insediarsi nella seconda metà di maggio. I suoi sei mesi di tempo, perciò, scadrebbero nella seconda metà di novembre. Nel frattempo le elezioni comunali - se la data del 5 giugno per il primo turno venisse confermata - daranno alla città il nuovo Sindaco il 19 giugno. I tempi tecnici per proclamazione, insediamento della Giunta, riunione del Consiglio, convalida degli eletti, elezione delle diverse cariche dell’Assemblea (Ufficio di Presidenza, Commissioni, costituzione dei gruppi), e siamo a metà-fine luglio. Quindi, rimarrebbero tre mesi buoni in cui la nuova Amministrazione potrebbe decidere di modificare o anche cancellare del tutto il pubblico interesse all’opera.

Per capire che aria tiri nei palazzi della politica oggi Pallotta ha appuntamento in Campidoglio con Tronca, dopo l’incontro di inizio dicembre a cui il commissario non prese parte delegando il subcommissario Ugo Traucer e la vicaria Jolanda Rolli.