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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 24 settembre 2020

STADIO: LA FAVOLOSA NARRAZIONE DI VIRGINIA

Ovvero: quando il racconto è personale. E la realtà è un’altra


Nel gioco politico di queste settimane, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, concede un’intervista ad Andrea De Angelis per Il Romanista per parlare dello Stadio della Roma. Lo fa, in realtà, per rispondere alle accuse del capogruppo Pd, Giulio Pelonzi, che aveva detto, sempre a Il Romanista: “Il PD è ed è sempre stato favorevole allo stadio della Roma. E se non fosse arrivata la Raggi a stravolgerlo probabilmente la Roma già starebbe giocando nel suo stadio”.



Analizziamo le affermazioni del Sindaco.



Dice la Raggi: “Roma a breve avrà un intero quadrante interamente riqualificato con investimenti importanti per il potenziamento della Roma-Lido, l'unificazione della via Ostiense con la via del Mare e un nuovo stadio moderno e all'avanguardia dal punto di vista architettonico e ambientale”. 

Fact checking: È esattamente quello che era previsto nel progetto versione Marino. Una versione osteggiata dai 5Stelle sin dall’inizio, parlando (a vanvera) di localizzazione sbagliata, rischio idrogeologico, speculazione edilizia e altre simili amenità. Facile rammentare l’allora candidata Sindaco, Virginia Raggi, che a Radioradio disse: “Magari la delibera la ritiriamo e lo facciamo da un'altra parte”  






Alla domandaCi spiega quale è la sua visione dell'area e come crede si svilupperà negli anni dopo la costruzione dello stadio?”, la Raggi risponde: 

Chiamiamo le cose con il loro nome: il vecchio progetto era una colata di cemento. 

1) Avremmo avuto palazzoni vuoti e fatiscenti come ce ne sono già tanti nelle periferie 

2) e un piccolo stadio che rappresentava solo il 20% dell'intero progetto.

3) Noi abbiamo evitato questo ennesimo scempio, dimezzando del 50% le cubature previste. 

4) Grazie a noi ci saranno investimenti per la città di circa 1 miliardo di euro. 

5) Il progetto porterà lavoro a migliaia di persone e la riqualificazione di un'area ad oggi assolutamente degradata: circa 500 mila cittadini beneficeranno di servizi e nuove infrastrutture. 

6) Roma potrà avere uno stadio moderno, innovativo ed eco-sostenibile. 

7) Abbiamo rivoluzionato la proposta positivamente, la conferenza dei servizi, che ha coinvolto tutte le istituzioni interessate, ha dato il via libera riconoscendo l'ottimo lavoro fatto da questa Amministrazione”.

Fact checking:

1) Non si capisce perché palazzi nuovi avrebbero dovuto nascere già fatiscenti

2) Ma lo Stadio non era solo il 14% come dicevano la Raggi e i 5Stelle?

3) Non è vero: sono state ridotte non le cubature dell’intervento ma solo quelle della parte uffici. Il resto – area commerciale – è rimasto invariato. E in cambio di questa riduzione di cubature, la Raggi ha rinunciato a un ponte sul Tevere e a un intervento più incisivo sul trasporto pubblico.

4) L’investimento nella versione precedente era di 1miliardo e 650 milioni di euro: grazie all’illuminata revisione Raggi, Roma perde 650milioni di euro di investimento privato.

5) I 500mila cittadini che beneficeranno dell’intervento sono gli stessi che ne avrebbero beneficiato prima

6) Lo stadio moderno, innovativo ed ecostostenibile è lo stesso del progetto versione Marino: non è cambiato di una virgola

7) Tutt’altro: la Conferenza di Servizi non solo non “riconosce” per definizione il “buon lavoro” fatto da nessuno (perché si occupa di un progetto non delle beghe politiche sulle torri) ma se volessimo fare un’analisi ha bocciato proprio le modifiche volute dalla Raggi: ad esempio, la Regione e la Città Metropolitana hanno espresso forti preoccupazioni per l’assenza del Ponte tagliato proprio dalla Raggi.

7bis) Questo “vizietto” di attribuire ad altre istituzioni il riconoscimento del buon lavoro fatto, la Raggi l’ha già speso in passato con Anac, venendo clamorosamente smentita il giorno dopo (STADIO; CANTONE SMENTISCE LA RAGGI: "NESSUN BOLLINO DA ANAC"



Romanista
: il Comune come intende contribuire a questo sviluppo? 

Raggi: “È già tutto nero su bianco: 

1) la Roma-Lido diventerà una metropolitana più moderna e veloce, con più treni e nuove stazioni. 

2) La via del Mare sarà unificata con l'Ostiense e, di fatto, raddoppiata. 

3) Verrà realizzato il Ponte dei Congressi. 

4) Tutte opere che verranno realizzate contemporaneamente all'apertura dello stadio”

Fact checking: 

1) L’intervento sulla Roma-Lido è finanziato dallo Stato tramite la Regione Lazio e lo Stadio non c’entra nulla. L’unico apporto in più derivante dal progetto è la destinazione dei 45milioni di euro dovuti dai proponenti come “contributo costo di costruzione” (la parte cash di tasse che si paga sui progetti edilizi e che spetta al Consiglio comunale in via esclusiva scegliere come destinare) che la Raggi e i suoi hanno scelto di usare per comprare nuovi treni per la ferrovia. 

2) L’unificazione e allargamento della via del Mare con la Ostiense era previsto anche nella versione Marino. La differenza è che nella versione Raggi questa unificazione parte da viale Marconi e arriva al Raccordo. In quella Marino la parte viale Marconi-Stadio (praticamente metà tracciato) era solo genericamente indicata come “messa in sicurezza

3) Il Ponte dei Congressi balla dal 2000. E dal 2014 è fra le opere da fare. Anche questa, con lo Stadio non c’entra niente.

4) Solo l’unificazione della via del Mare con la Ostiense è un’opera connessa col progetto e che dovrà essere completata prima dell’apertura dello Stadio. Le altre si sostanziano in un assegno da staccare e basta. Se non fossero completate, lo Stadio aprirebbe ugualmente visto che, appunto, non sono opere connesse col progetto ma indipendenti.



Romanista
: Rispetto alla gestione Pallotta, ha idea o ha avuto informazioni che qualcosa con la nuova gestione possa cambiare? 

Raggi: “Le cose stanno procedendo velocemente” 

Fact checking: se un quinquennio perso è un procedere velocemente…



Romanista
: “Si sente di fare una promessa ai tifosi della Roma e ai cittadini?” 

Raggi: “Spero di inaugurarlo da sindaca insieme a loro”. 

Fact checking: Immaginiamo si riferisca all’eventuale secondo mandato…

mercoledì 16 settembre 2020

FRIEDKIN-RAGGI, INCONTRO SLITTA ALLA PROSSIMA SETTIMANA




Il dossier Stadio langue come l’incontro Raggi-Friedkin annunciato da Radio Campidoglio e poi sparito dai radar. E mai come in questi giorni lo Stadio della Roma torna al centro delle congiure interne al mondo grillino romano.
Le ultime notizie sull’incontro fra i Friedkin, ieri ancora a Trigoria, e il sindaco, Virginia Raggi, sono di uno slittamento a ridosso di Roma-Juventus, quindi per la seconda metà della prossima settimana. Proprio per questo motivo il nuovo proprietario giallorosso avrebbe deciso di prolungare la sua permanenza nella Capitale rispetto ai programmi iniziali. Inizialmente la visita in Campidoglio sembrava dover essere fissata per la fine della scorsa settimana, poi per ieri. Quindi più nulla: ufficialmente nessuno in Comune ne sa qualcosa. Dietro le quinte, sembra che vi sia lotta interna fra i “Raggi boys” che si rimpallano la responsabilità della fuga di notizie sull’incontro e sulla conseguente presunta irritazione dei Friedkin. Dall’altra, mai come ora alla Raggi serve come il pane riavviare il dialogo con la Roma e la sua nuova proprietà per cancellare il dissenso interno che assume sempre più la forma di una fronda armata. Che poi resta il quesito: a parte stringersi le mani, ma la Raggi di cosa dovrà parlare con Friedkin (che quasi certamente non sarà accompagnato da Mauro Baldissoni, in uscita dal club) visto che l’iter dello Stadio è fermo e che una fetta dei consiglieri 5Stelle sta in dissenso costante? Dopo le «miccette» di fine luglio, il dossier è nuovamente fermo ai box: la Giunta Zingaretti non ha ancora adottato l’accordo con il Comune sull’utilizzo dei fondi derivanti dal progetto Stadio per la ferrovia Roma-Lido di Ostia. E nemmeno la Giunta Raggi in Città Metropolitana ha adottato l’accordo con il Campidoglio per il rifacimento della via del Mare/via Ostiense: senza queste due adozioni, non si chiudono gli atti per andare al voto.



mercoledì 12 agosto 2020

LE NUOVE “IMPRECISIONI” DI VITTORIO EMILIANI

Per la seconda volta, dopo marzo 2019, capita di leggere un nuovo articolo di Vittorio Emiliani contro il progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle.
Per la seconda volta, un articolo zeppo di inesattezze clamorose per una penna, in passato, così importante nel panorama del giornalismo intaliano.

Analizziamo dall’inizio.

Scrive Emiliani, prendendo le mosse dall’annuncio di Virginia Raggi di volersi ricandidare a Sindaco di Roma, che la stessa Raggi “ha già messo all’attivo nel proprio bilancio il nuovo Stadio di Tor di Valle (Stadio personale del presidente uscente James Pallotta) avversato da geologi, idraulici, urbanisti, trasportisti e, ovviamente, politici”. 

Prima inesattezza - sarebbe stato sufficiente leggere i comunicati sulla cessione societaria per verificarla - lo “Stadio personale del presidente uscente James Pallotta” magari poteva essere aggiunto “e di quello entrante, Dan Friedkin”, visto che, nell’affare, ci rientrano tutte e tre le società create da Pallotta per occuparsi di Tor di Valle. 
Sarebbe bastato, caro Emiliani, questo già per smontare una bubbola antica, “o ssadio de pallotta”, comprendendo che Friedkin compra tutto il cucuzzaro, che la norma impone la scelta di una “società sportiva utilizzatrice in via prevalente” e che nella Convenzione è ribadito fino alla nausea il vincolo trentennale fra la As Roma e Tor di Valle.
Per sua comodità, Emiliani, le inserisco qui la copia dei comunicati ufficiali diffusi in base alle norme che regolano le società quotate in borsa.




Procede poi Emiliani riepilogando la tiritera dei presunti motivi del no. 
A parte che Emiliani avrebbe necessità di rileggere la norma che pone in capo al soggetto privato la scelta dell’area, il Nostro dice che “al progetto mancano alcuni pezzi fondamentali”, che si può fare “un nuovo Stadio tutto giallorosso”, “basta avere i soldi e un’area realmente adatta: dal punto di vista idrogeologico, urbanistico, trasportistico”, che Tor di Valle è un’”area è una delle più “difficili”, incoerenti, fragili di tutta Roma, come succede lungo le rive del Tevere. E’ stata qualificata come R4 e dunque “non trasformabile” se non realizzando opere idrauliche fondamentali. Anzitutto, la messa in sicurezza del fosso di Vallerano, che ogni anno straripa e allaga la vicina Decima”.

Pensi, Emiliani, nel progetto sono inserite una serie di opere idrauliche che servono proprio a eliminare lo “straripamento” del Fosso del Vallerano e di quello dell’Acqua Acetosa. 
Quello che Emiliani dimentica è che i fossi sono al di fuori del perimetro dello Stadio e che spetterebbe allo Stato intervenire (cosa vanamente attesa da un trentennio): se è vero che “straripano” tutti gli anni, magari i soldi potrebbe metterceli il Comitato per la Bellezza così da ridurre questa seccatura. Invece, ce li mette la Roma (semplificazione: i soggetti proponenti ieri e attuatori domani) che, così, risolverà un problema che con lo Stadio non c’entra nulla ma riguarda tutta quella parte di città che vive a ridosso dei due Fossi e che non sempre ma solo quando si verificano intensissime precipitazioni durante le piene del Tevere si ritrovano le cantine allagate. Perché è questo lo “straripamento” di cui Emiliani parla: fossi che non hanno sufficiente forza per scaricare nel Tevere la portata e che, quindi, rigurgitano.   
Tuttavia, poiché non vogliamo farci mancare nulla, le allego qui un breve stralcio di una dichiarazione pubblica resa dall’allora quasi assessore all’Urbanistica della Giunta Raggi, Paolo Berdini, in merito al rischio idrogeologico. Era il giugno 2016 e stavamo a Radio Radicale



Seguitiamo la perorazione di Emiliani che domanda a Friedkin: “Lei chiederà, al pari di Mr. Pallotta, al Comune di autorizzare come “condimento” un bel po’ di metri cubi di grattacieli e altro, prima quale zona mista (direzionale/residenziale), poi come centro direzionale e commerciale, il Business Park?

Emiliani lei ha troppa esperienza per non pensare che voglia burlarsi di noi fingendo di non sapere che i progetti non è che si discutono sulla base delle idee del Comitato della Bellezza. 

Ora, Emiliani, lei dovrebbe avere anche la voglia di leggere l’intera delibera 132 del 2014 (quella di Marino) perché nelle pagine iniziali viene scritto quale era la proposta iniziale avanzata dal proponente, ma in quelle finali viene indicato anche qual è la soluzione che poi è stata adottata. 
Certo, come sempre accade, il proponente non si presenta a una trattativa offrendo l’intera posta in palio, ma parte piano. 
Poi il Campidoglio ha - esattamente come la legge autorizza a fare - trattato con il proponente e l’offerta iniziale di impiegare 50 milioni a fronte di opere pari a 270milioni di valore è stata pesantemente modificata (pagina 19).
Le allego qui ciò che dispone (nelle delibere si legge tutto e tutto è importante ma è la parte dispositiva quella che alla fine fa testo) la delibera 132/2014.



Sarebbe ora necessario dedicarsi al resto delle sue osservazioni: che, però, come lei stesso ammette, sono decisamente stantie visto che lei stesso scrive che si riferiscono “a stime del 2017”. Ci permettiamo di evidenziarle che siamo nell’anno del Signore 2020 e che sotto i ponti è passata tanta di quell’acqua...

Tuttavia, un paio di precisazioni sono necessarie perché stranamente lei sembra aver completamente dimenticato tutto ciò che è avvenuto dal 2017 in poi. 

Limitandosi solo alle cose attuali, lei scrive: “un gran pasticcio: un primo tratto della Via del Mare sarebbe unificato alla Via Ostiense, poi le due arterie si dividerebbero di nuovo dal bivio per lo Stadio a Viale Marconi”, poi aggiunge che “il problema è già risolto dal progetto per il nuovo Ponte dei Congressi”; cita “le idrovore per l’acqua piovana: altri 9,6 milioni”. Poi, sforzandomi invano di capire da dove desume il successivo dato, lei aggiunge : “I parcheggi multipiano, secondo il Campidoglio, competono al privato e non al Comune, per un costo di 55 milioni e mezzo. Senza dimenticare che per realizzare i parcheggi invece a raso e le strade interne al comprensorio ci vogliono altri 74,7 milioni a metà fra Comune e privato”.

Il progetto è stato esaminato da una Conferenza di Servizi che ha apportato decisive modifiche. La prima, ad esempio, riguarda la via del Mare/Ostiense che viene unificata non solo come sensi di marcia ma anche come sedime dell’arteria da viale Marconi al Grande Raccordo Anulare. Il punto (900 metri) in cui il tracciato delle due strade diverge causa capannoni industriali sarà unificato post espropri. Opera non inclusa nel progetto, aggiunta dopo su richiesta del Comune, che costerà una ventina di milioni di euro (potete sempre sostituirvi voi del Comitato per la Bellezza con i vostri fondi) e che servirà alla progettazione del Ponte dei Congressi che in quel punto dovrà congiungersi con le nuove via del Mare/Ostiense (una riprogettazione che, guarda caso, consente al Comune di risparmiare 20 milioni di euro riducendo lo stanziamento di competenza del Campidoglio dagli iniziali 45 milioni alla ventina messa a bilancio).



Le idrovore come i parcheggi e la viabilità interna rientrano nelle opere che il privato deve realizzare obbligatoriamente e che non danno origine a nessun tipo di compensazione. 
Cavolo, da un esperto di urbanistica come lei, errori simili non sono ammissibili.  

Ci permetta, poi, Emiliani: lei deve portare rispetto ai tifosi della Roma e non può travisare la storia a proprio uso e consumo. 
Lei si azzarda a scrivere: “A suo tempo il leggendario Dino Viola presidente della Roma “brasiliana” campione 1983 aveva puntato per un nuovo Stadio sulla Magliana, ma se ne era allontanato subito quando era stato informato che era piena di tranelli essendo lungo il Tevere e sotto il suo livello grazie al famoso “drizzagno” mussoliniano”. 
Mi permetto di segnalarle un volume su Dino Viola, scritto da un collega e amico che ripercorre la storia di quella proposta di Stadio. 
Manuel Fondato; Dino Viola - La prigionia del sogno; edito da Ultra Sport. Le pagine 94 e 95 raccontano la storia di come il Campidoglio di allora - Nicola Signorello sindaco - si tirò indietro all’ultimo e non c’entravano né il Tevere né Mussolini. 

Gentile Emiliani, 
Qualche tempo fa alcuni suoi compagni di varie battaglie hanno sottoscritto una lettera aperta al sindaco di Milano, Beppe Sala, sull’abbattimento del Meazza/San Siro in vista della costruzione del nuovo stadio di Milan e Inter. Potrebbe essermi sfuggita, ma non mi pare di aver letto la sua firma in calce a questo appello. E sono certo che, qualora non fosse sfuggita a me, lei rimedierà rapidamente e guiderà con la stessa sagacia ed intensa vitalità la carica dei conservatori dello status quo. Dubito, infatti, che la Bellezza del suo Comitato si possa limitare al confine segnato dal Grande Raccordo Anulare. 


Ah, un’ultima dimenticanza: sicuramente lei è perfettamente a conoascenza che, quando nel 2015, l’Autorità di Bacino del Tevere riesaminò l’alveo del Fiume, catalogò l’intero Quartiere Flaminio sotto la sigla R4.   

martedì 11 agosto 2020

IL QUINQUENNIO DI “SUCCESSI” DI VIRGINIA RAGGI


Il quinquennio di Virginia Raggi e dei 5Stelle in Campidoglio si può sintetizzare in tanta (scadente) propaganda e paralisi del Comune.
La prima cosa che emerge è proprio il fermo totale di tutte le principali attività della macchina capitolina: da quelle ordinarie a quelle straordinaria.
L’accelerazione degli ultimi giorni sullo Stadio della Roma è solo un palliativo elettorale che segue un quadriennio di inerzia. Come per Tor di Valle, l’incapacità decisionale dei grillini - persi in discussioni interne senza fine e senza costrutto in ossequio al principio dell’uno vale uno che si trasforma in un’impasse infinita - si è riverberata direttamente su tutte le grandi opere che sono al palo. Ferma la metro C che ha accumulato, di fatto, un ritardo di lavorazione pari esattamente al mandato pentastellato. Azzerato il prolungamento della B da Rebibbia a Casal Monastero, opera di cui si sono perse le tracce. Come per la metro D, ripescata dal cilindro poche settimane fa ma solo a livello di annunci. Scomparsi dai radar: la Città dei Giovani, le Torri dell’Eur, le caserme di via Guido Reni, la Raggi si è concentrata sulle due opere più inutili della storia: le funivie, strappate al nulla dalla necessità di imporre una traccia del passaggio dei grillini a Palazzo Senatorio. 
Lo stesso percorso delle grandi opere - tentennamenti e ripensamenti - lo si vede nella composizione della Giunta che ha cambiato un enorme numero di assessori. Un’invasione di “stranieri” che di Roma conoscono poco o niente ha preso possesso delle stanze del Campidoglio, arrivati tutti accompagnati dalla fanfara e ripartiti dopo qualche mese fra le polemiche: prima degli attuali ci sono stati tre assessori al Bilancio; due alle Partecipate, due al Commercio, uno ad Urbanistica, uno a Lavori pubblici, uno alla Mobilità, una alle Politiche sociali, una al Patrimonio. A questi va sommato l’assessorato alla Semplificazione, soppresso. Più il caos rifiuti.
Gli assessori all’Ambiente sono cambiati tanto quanto i manager di Ama. Il risultato finale è sotto gli occhi e i nasi di tutti i romani: chiacchiere a parte buone solo per intasare le caselle email dei giornali, Ama è arrivata al limite. I rifiuti restano in strada per settimane ovunque: al centro e in periferia, dove c’è il porta a porta spinto e dove ci sono i cassonetti. Il Piano rifiuti della Regione - usato come alibi dai 5Stelle dal 2018 - per quando non convincente ora è approvato. La Raggi ha rinnegato la prima parte del verbo grillino finendo per indicare Monte Carnevale, di fronte a Malagrotta da cui dista poco più di un km in linea d’aria, come sede della discarica di Roma. Ma, tempi tecnici a parte, la città è preda delle crisi dei rifiuti che con cicli sempre più ravvicinati fra loro e più lunghi nella durata stanno rendendo la Capitale un letamaio maleodorante. 
E con i rifiuti, si accompagna il verde: aiuole stile giungla, alberi che crollano per totale assenza di manutenzione e un monitoraggio che, a ogni crollo, ci viene propinato come fosse la panacea. 
Terzo settore in crisi, quello del trasporto pubblico. La propaganda grillina gira tutta attorno al concordato: un congelamento dei debiti, di cui solo una piccola parte viene pagata e, per il resto, un’Azienda che si tiene in piedi solo grazie alle sovvenzioni (sotto varie forme) pubbliche. Anche qui, chiacchiere a parte, siamo a 18 bus flambé nel 2020, metropolitane che hanno già fatto perdere ai romani oltre 17 giorni di tempo e management i quali, analogamente ad Ama, saltano come i tappi a capodanno. 
E questa lunga serie di “successi” della Giunta Raggi ha anche un’immediata eco in Consiglio comunale dove da ormai molto tempo, la maggioranza grillina è tale solo sulla carta riuscendo a mala pena a tenere il numero legale. Le sconfitte elettorali nelle urne - Politiche, Regionali, suppletive dei Municipi - si vedono anche in Aula Giulio Cesare dove i rapporti fra i consiglieri sono sempre più tesi.  

sabato 8 agosto 2020

STADIO, ECCO COME SARÀ USATO PER LA PROPAGANDA ELETTORALE

Esiste una forma elementare di decenza e di rispetto per la verità dei fatti e per l’intelligenza altrui che anche la propaganda più becera dovrebbe rispettare.
Fra ieri sera - complice un’Ansa tratta in palese inganno dalla “narrazione” della comunicazione grillina - e questa mattina stiamo assistendo al delirio del ridicolo.
Chi voleva sapere come Virginia Raggi e la sua ciurma intendono utilizzare lo Stadio della Roma come merce di propaganda elettorale, ora può leggerlo e vederlo da solo.

Ieri sera, alle 19.51, l’Ansa titola con rilievo (si usano le crocette): 
“++Stadio Roma: stasera via libera in Giunta++”. 
E per tutta la serata - complice equivoci sottilmente non chiariti - sembrava che fosse stato approvato in Giunta il via libera al dossier stadio per intero.


Invece la verità è diversa: ieri sera la Giunta ha solo adottato due atti propedeutici al futuro via libera che, quindi, non c’è stato affatto.

Sono due atti importanti che, sostanzialmente, iniziano il lungo iter che porterà al voto: ma di realmente approvato ancora non c’è nulla.
Ieri sera - come peraltro era già stato chiarito con largo anticipo su IlTempo.it - la Giunta ha adottato il testo dell’accordo con la Regione Lazio che regola i rapporti fra i due enti in merito agli investimenti previsti nel progetto Stadio sulla ferrovia Roma-Lido di Ostia
Il secondo atto è il testo dell’accordo che disciplinerà i rapporti fra Campidoglio e Città Metropolitana per l’unificazione della via del Mare con la via Ostiense.

L’adozione di questi due atti in Giunta comunale da sola mica basta. 
La Giunta Regionale dovrà fare la stessa cosa per il suo accordo. E lo stesso dovrà fare la Giunta della Città Metropolitana per il proprio.
Solo dopo gli accordi saranno firmati dai rispettivi direttori di Dipartimento e, a quel punto, quando saranno stati protocollati, verranno copiati e incollati nel testo della Convenzione
Nella quale, per inciso, dovrà essere inserito anche un altro accordo, fra i proponenti e Acea per il depuratore e gli interventi di mitigazione degli odori. 
Una volta che questi tre atti saranno stati copiati e incollati dentro la Convenzione, il testo sarà definitivo e verrà prima adottato dalla Giunta comunale poi mandato all’esame delle Commissioni consiliari (Urbanistica, Mobilità, Lavori pubblici, Ambiente e Commercio) e del IX Municipio prima di essere calendarizzato per il voto finale in Aula
Lo champagne stappato da alcuni consiglieri grillini, quindi, è quanto meno prematuro: se va bene, l’adozione in Giunta del dossier Stadio arriverà a fine mese. E il voto finale, se va bene, per metà settembre o anche un po’ dopo).

Veniamo, ora, ai ciclostile grondanti della più spudorata propaganda. I temi: il via libera allo Stadio (che non è vero), l’ottimo lavoro (sic) di Virginia Raggi, e la sua ricandidatura.
Cinque comunicati fotocopia senza che nemmeno gli estensori si prendessero la briga di faticare un po’ per cambiare almeno le parole o la loro successione. Roba da quarta elementare rivolta palesemente a un elettorato che, forse, viene visto come composto da persone con scarsa intelligenza e ancor più scarsa memoria.





Rinfreschiamola: i 5Stelle hanno distrutto un buon progetto, non perfetto ma migliorabile. Si sono venduti per un hashtag (“unostadiofattobene”) che ha messo in crisi l’architettura del progetto, dando retta a quei pifferai che ululavano alla speculazione e che hanno suggerito di tagliare le opere pubbliche di mobilità per raccontare a quattro gonzi di aver tagliato le “cubbbature” senza arrivare a vedere due centimetri più avanti dei loro nasi, senza avere una visione della città, della politica e del progetto. 
Hanno fatto perdere alla Roma l’intero quinquennio di questa consiliatura con i loro tentennamenti tipici di chi non sa assolutamente nulla del giochino che ha per le mani. E non solo sullo Stadio: lo stesso identico cliché lo abbiamo visto con tutte le grandi opere, dalla Metro C, alla Città dei Giovani, dalle Torri dell’Eur al prolungamento della Metro B, dalle caserme di via Guido Reni alla Metro D
E tralasciamo per pietà lo stato della pulizia delle strade, della cura del verde, dell’efficienza del trasporto pubblico.

Il quinquennio grillino in Campidoglio è un quinquennio letteralmente buttato che a Roma lascerà, per qualche mese, qualche centinaio di metri di piste ciclabili temporanee. 

Chiacchiere su chiacchiere, nullità su nullità, aria fritta buona per quei supporter che vivono a centinaia di km dal Grande Raccordo Anulare. 

domenica 2 agosto 2020

STADIO DELLA ROMA: ECCO TUTTO IL RESTO DELLE NOVITÀ DELLA CONVENZIONE URBANISTICA DEFINITIVA

Il testo della Convenzione urbanistica, cioè del contratto vero e proprio fra il Campidoglio e i proponenti del progetto Stadio della Roma, include anche un’altra serie di dati e novità oltre quelli che abbiamo raccontato qui e qui

La prima pagina del testo della Convenzione urbanistica definitiva


A ottobre 2019 avevamo anticipato la prima bozza di Convenzione che il Campidoglio aveva elaborato. 
Il testo definitivo è stato concordato a febbraio, poco prima dell’inizio della quarantena. E i mesi di quarantena sono serviti per scrivere tutti i passaggi scontando, ovviamente, tutte le difficoltà legate al lavoro da casa dei funzionari capitolini.
Abbiamo già detto le due novità principali rispetto al testo di ottobre: la creazione dell’ufficio speciale, l’Organismo di Sorveglianza che vigilerà sul puntuale adempimento del contratto, e abbiamo già illustrato la brillante soluzione adottata per uscire fuori dall’impasse generata dalla richiesta del Campidoglio di unificare la via del Mare/Ostiense, nel tratto di 900 metri oggi diviso da capannoni, in una strada a tracciato unico, opera necessaria per agevolare la realizzazione del futuro Ponte dei Congressi.

Vediamo ora il resto delle novità contenute nelle 66 pagine (ma diventeranno molte di più) del nuovo testo.
Dopo la ricostruzione di questa lunghissima storia – la genesi del progetto, i provvedimenti della Giunta Marino, le conferenze di servizi e la nuova delibera Raggi – viene lasciato uno spazio – sarà molto lungo, almeno altre 85 pagine – per inserire la relazione finale sulla due diligence interna condotta dagli uffici capitolini, su richiesta della Raggi, all’indomani degli arresti di Luca Parnasi e Luca Lanzalone.

Rispetto alla versione ottobre 2019 spariscono gli “aventi causa”, vale a dire Radovan Vitek o chiunque dovesse subentrare a Eurnova. Ad ottobre, infatti, era stato inserito ad ogni passaggio lo spazio per iscrivere Vitek e la sua azienda. Per alleggerire il testo, all’inizio, viene semplicemente inserita una clausola: “qualora al momento della stipula Eurnova risultasse completamente sostituita e quindi risulti pienamente subentrato un altro soggetto quest’ultimo verrà direttamente inserito quale parte integrante della Convenzione”.

IL “SOGGETTO ATTUATORE”
Se la Convenzione venisse firmata oggi, Eurnova sarebbe “soggetto attuatore” e “stazione appaltante”. Il che significa che spetterà a Eurnova ogni singola fase delle opere pubbliche, sia quelle con compensazione che quelle obbligatorie: progettazione, indizione delle gare d’appalto, assegnazione, esecuzione dei lavori, collaudo.

Al “soggetto attuatore” spetterà realizzare le opere generali, corrispondere in contanti eventuali differenze sui minori costi, la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo, pagare gli oneri per acquisire aree e garantire il vincolo trentennale con la As Roma.

LO “HOME STADIUM”
A questo proposito, viene specificato in modo chiaro il rapporto con la Roma: “l’utilizzo dello Stadio in via prevalente da parte della “prima squadra” della AS Roma per quanto riguarda la sostanziale totalità degli eventi previsti dalle competizioni ufficiali”. Viene previsto anche un unico motivo di legittima cancellazione di questo vincolo: “In caso di retrocessione della A.S. Roma in categorie non professioniste e che determini la perdita per quest’ultima della qualifica di primaria società sportiva, il soggetto a tale tempo proprietario dell’impianto sportivo “Stadio” come complessivamente considerato sostituirà il soggetto originariamente fruitore sopra indicato con altra primaria società sportiva svolgente la propria attività all’interno della Città Metropolitana di Roma e/o con Federazioni Nazionali”.

LA CONTESTUALITÀ E L’OBBLIGO DI REALIZZARE LE OPERE PUBBLICHE
In più passaggi della Convenzione viene ribadito l’obbligo di realizzare e collaudare tutte le opere pubbliche, che siano a compensazione o obbligatorie, prima che lo Stadio apra al pubblico.
Nel caso qualcuna delle opere pubbliche non fosse più realizzabile, anche se non per colpa dei proponenti, rimane comunque valida l’obbligazione che potrà essere eseguita o pagando in contanti o con opere sostitutive di pari valore.
Quando mancherà un anno all’apertura dello Stadio verrà fatto un controllo sullo stato di realizzazione delle opere pubbliche: “qualora emergessero disallineamenti non colmabili nel tempo residuo, l’Amministrazione potrà, su proposta dell’Organismo di Vigilanza e sentito il Soggetto attuatore e gli altri Enti già partecipanti alla Conferenza dei Servizi, valutare e prescrivere soluzioni alternative al fine di garantire la fruibilità dell’impianto nel rispetto degli obiettivi delle prescrizioni e delle condizioni deliberate in relazione anche al grado di corresponsabilità nel ritardo da parte del Soggetto Attuatore, del disallineamento maturato e/o recuperabile, dei tempi necessari per terminare le opere poste in rapporto di contestualità, ed dell’individuazione delle possibili modalità provvisoriamente alternative, il cui onere economico graverà sul Soggetto attuatore”.
Tradotto dal burocratese: se il Ponte dei Congressi o l’adeguamento della ferrovia Roma-Lido di Ostia (sono due esempi ma se ne possono fare anche altri) non fossero completati si studieranno soluzioni alternative i cui costi saranno comunque coperti dalla Roma.

I COSTI DELLE OPERE DI INTERESSE PUBBLICO:
Parco Fluviale Ovest – 9.658.533 €
Golena est e Golena Ovest – 1.194.025 €
Pontile est e Pontile ovest – 1.735.004 €
Videosoveglianza – 2.434.548 €
Messa in sicurezza Fosso Vallerano e Fosso Acqua Acetora – 9.807.554 €
Ponte ciclopedonale da Magliana FS a Curva Nord – 9.863.182 €
Stazione Tor di Valle con ponte ciclopedonale – 7.003.055 €
Adeguamento via del Mare/Ostiense – 46.062.158 €
________________________________________-
Valore totale: 87.758.089 €

A queste opere sarà aggiunta la ricostruzione della Tribuna di Tor di Valle per un costo di 6.163.113 €

I COSTI DELLE OPERE A SCOMPUTO:
Collegamento Ostiense-A91 – 8.761.003 €
Idrovore e fognature – 7.041.581 €
Parcheggio multipiano – 12.616.495 €
Parcheggi a raso e strade circolazione interna – 40.892.005 €
Verde pubblico – 14.618.071 €
Mitigazione odori – 9.036.420 €
Impianti acqua potabile – 1.429.741 €
Impianti illuminazione – da definire*
Impianti distribuzione energia elettrica – da definire*
Impianto di innaffiamento – da definire*
(*all’esame di Acea)

ALTRI COSTI A CARICO DEI PROPONENTI
ESPROPRI: € 12.847.545
CONTRIBUTO COSTO DI COSTRUZIONE: € 43.480.083
ONERI DI URBANIZZAZIONE: € 74.336.757
CONTRIBUTO STRAORDINARIO DI URBANIZZAZIONE: € 16.672.657
PLUSVALENZA SULLA SUL: € 24.123.114

TOTALE FINALE DEL MAGGIOR COSTO RISPETTO ALLE PREVISIONI INIZIALI: € 40.795.771

PROGRAMMA DELLE PRIME OPERE
Viene stabilita anche una sorta di “scaletta” delle prime opere pubbliche da realizzare:
1)    Messa in sicurezza idraulica dei Fossi del Vallerano e dell’Acqua Acetosa
2)    Aggiudicazione definitiva opere generali (appalti):
a.     Stazione Tor di Valle con ponte
b.     Adeguamento/unificazione via del Mare/Ostiense

Possibilità di differire l’assegnazione ma completandole prima dell’apertura dello Stadio:
1)    Parcheggio multipiano
2)    Verde pubblico a standard

ARCHEOLOGIA
Al momento della redazione del progetto esecutivo dovrà essere eseguita la Valutazione di Impatto archeologico

GARANZIE
Ogni opera dovrà essere garantita con fidejussione di pari valore con polizza emessa da società primaria (per evitare il rischio “mascherine fantasma” della Regione Lazio)

DIVIETI
È fatto totale divieto di costruire case. La firma della Convenzione conterrà anche la rinuncia da parte dei proprietari, anche futuri, di convertire gli edifici costruiti in case anche qualora intervenissero modifiche normative che agevolassero queste trasformazioni.

INADEMPIMENTO E RISOLUZIONE
Il mancato rispetto degli obblighi e dei divieti fa decadere il pubblico interesse e tutti gli atti di assenso delle pubbliche amministrazioni. In caso di risoluzione del contratto con lo Stadio già costruito questo passerebbe di proprietà al Comune di Roma cui spetterebbero anche l’incasso delle varie fidejussioni e i danni da riconoscere in tribunale.