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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 4 aprile 2020

METRO C, NUOVA GUERRA FRA CONSORZIO E COMUNE




Due email di Posta certificata e un comunicato piccato del Campidoglio: non c’è pace per la metro C. Dopo il salvataggio in extremis delle talpe che stanno scavando le gallerie dal tombamento causato dall’inerzia del Campidoglio grillino che, in tre anni, non è mai riuscito a decidere cosa fare della terza linea delle metro romana, ora la partita si sposta sulla ripresa degli scavi. 
Il Consorzio Metro C - quello che sta scavando i tunnel - spedisce due PEC a Comune, Regione, Governo più o meno con lo stesso messaggio: fateci ripartire, il Comune sta perdendo nuovamente tanto tempo. La prima è del 19 marzo e parla di “ingiustificata inerzia dell’Amministrazione” nell’approvare gli atti necessari a riprendere gli scavi. Una settimana dopo, seconda PEC, ancora più dura: il Consorzio aggiunge all’inerzia anche il fatto che rimanendo fermo lo scavo, rimangono fermi anche “molteplici lavorazioni” come la stazione Amba Aradam “il cui progetto architettonico risulta non approvato”. 
La replica piccata del Campidoglio è affidata alla penna dell’assessore ai Trasporti, Pietro Calabrese: “si vogliono gettare ombre sul nostro operato. La prosecuzione della metro C non è a rischio, le 'talpe' che scaveranno fino a piazza Venezia non rimarranno ferme, Gli atti propedeutici alla ripartenza delle talpe, e la costruzione delle gallerie approderanno presto in Assemblea Capitolina. È partito il lavoro di verifica da parte degli Uffici di competenza, a cui seguirà il passaggio in Giunta Capitolina e infine l’ok dell’Aula”. Quando, però, l’Assessore non lo dice. 

La PEC del 19 marzo

E quella del 25


sabato 5 ottobre 2019

METRO C AL GOVERNO: "NOMINATE UN COMMISSARIO"


Metro C spa chiede al Governo di nominare “con carattere di urgenza un apposito commissario straordinario” per la gestione dell’appalto della linea C della metropolitana di Roma ”conferendogli tutti necessari poteri, ai sensi e per gli effetti della normativa richiamata in oggetto, per l’espletamento delle funzioni atte a rimuovere i numerosi ostacoli alla realizzazione e al completamento dell’opera”. 
A smentire le ottimistiche previsioni del sindaco di Roma, Virginia Raggi, sulla prosecuzione delle grandi opere, Metro C per prima, rese giovedì davanti al  consiglio comunale nel dibattito sulla liquidazione di Roma Metropolitane, giunge la lettera che Metro C SpA, il consorzio che la metro la sta costruendo, spedisce a una sfilza di autorità: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i ministri delle Infrastrutture e del Bilancio, Paola De Micheli e Roberto Gualtieri, il prefetto di Roma, Gerarda Pantalone, e per conoscenza inviata anche a Roma Metropolitane, al sindaco di Roma, Virginia Raggi e al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti
Metro C “ha appreso in queste ore la decisione del socio unico (il Campidoglio, ndr) di mettere in liquidazione Roma Metropolitane” stazione appaltante dei lavori. 
Questa decisione crea “preoccupazione” alle aziende e a “tutto il sistema bancario che finanzia il processo di realizzazione di un’opera di preminente interesse nazionale, andando ad ostacolare ulteriormente lo sviluppo delle attività oggetto di affidamento, con il concreto rischio di pregiudicare definitivamente l’obiettivo di pervenire al completamento del tracciato fondamentale da Monte Compatri a Clodio”.
Torna ancora il mantra della Giunta Raggi: “l’ingiustificata inerzia e le gravi inefficienze da parte dell’amministrazione” capitolina che ha “assunto in ritardo rispetto alle esigenze del progetto, o in taluni casi addirittura omesso, le determinazioni”. Esempio per tutti la storia delle talpe che scavano la metro e che grazie all’immobilismo della Raggi e della Meleo finiranno sepolte sotto via dei Fori Imperiali obbligando a spendere 80milioni per ricomprarle e a ricominciare gli scavi da piazzale Clodio invece che da piazza Venezia con ritardi e costi ancora incalcolabili: “Entro la fine dell’ anno le due talpe completeranno lo scavo delle gallerie e una volta cementate rimarranno sepolte nel sottosuolo di via dei Fori imperiali. La linea resterà così priva della possibilità della comunicazione fra binari per lo scambio dei treni alla stazione Colosseo, impedendo in tal modo il corretto funzionamento in condizioni di efficienza e sicurezza”. Aggiunge Metro C che questa inerzia e l’irrigidimento del Comune ha portato a una serie di contenziosi per 570 milioni di euro