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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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domenica 19 luglio 2020

CORRADO (M5S): “SÌ AL RAGGI BIS. MEGLIO DA SOLI CHE COL PD”


Valentina Corrado, consigliera 5Stelle alla Regione, il vincolo sul secondo mandato è ancora attuale? L’eventuale modifica va decisa su Rousseau o basta la segreteria del partito? 
Penso che l’esperienza di governo ci ha fatto rendere conto che per portare a termine i programmi, cinque anni non bastano. Rivedere la regola sul secondo mandato, soprattutto per i Sindaci, è un segno di maturità del Movimento. Gli stati generali del M5S saranno il luogo adatto in cui discutere.

Quindi, sì alla ricandidatura di Virginia Raggi? 
Non ho mai nascosto la stima per Virginia la cui esperienza va valorizzata. Non è un caso il fatto che in tanti temono una Sua ricandidatura.

Nel M5S a livello regionale e comunale si moltiplicano le fuoriuscite: Cacciatore e Barillari, Grancio e Montella. Quali rapporti avete?
Direi “Ci siamo visti, non troppo amati e ognuno per la sua strada”. Come gruppo regionale li consideriamo alla stregua di qualsiasi altro consigliere esterno al M5S. Personalmente ho sempre ritenuto che Barillari fosse più impegnato ad occuparsi del personaggio, sensazionalista e complottista, che della Regione. Cacciatore ha sempre affrontato i problemi con l’arroganza di chi crede di avere la verità in tasca. Con posizioni incomprensibili come sui rifiuti: da una parte vuole imporre a Roma la creazione di nuove discariche e dall’altra è sempre presente accanto ad ogni comitato che manifesta contro la realizzazione di nuovi impianti. 

Gli espulsi comunque aumentano. C’è un difetto di democrazia interna per cui al dissenso si risponde o con l’auto allontanamento o con l’espulsione?
Nel Movimento ognuno ha sempre espresso il proprio pensiero. L’espulsione è la sanzione applicata a chi non rispetta le regole che il M5S si è dato.

Vicende regionali: il piano regionale rifiuti con i 5Stelle collaterali alla maggioranza e un imbarazzatissimo silenzio sulla vicenda mascherine sono le prove generali di alleanza?
È un errore confondere il lavoro propositivo svolto con l’essere collaterali alla maggioranza. In Regione spesso chi strilla è la vera spalla della maggioranza. Ad esempio, grazie all’aiuto di Lega e Forza Italia il Pd ha zittito il dibattito sul Piano Rifiuti in commissione. E sulla vicenda delle mascherine, il silenzio è stato degli editori nei confronti del M5S.

Zingaretti propone alleanze politiche organiche sui territori. La Lombardi appare già pronta. Cacciatore è dato in ingresso nella formazione di Marta Bonafoni. Barillari è segnalato come prossimo a passare con la Lega. Non c’è il rischio che la liquidità del Movimento conduca a una “spartizione alla polacca” fra i suoi vicini?
Il Movimento ha sempre dimostrato di essere una forza politica fondamentale, necessaria per realizzare obiettivi e fare scelte che vanno oltre le logiche e le ideologie di destra e sinistra. Questa è l’identità che ci contraddistingue.

Qual è la rotta M5S che dovrà uscire fuori dal tour nazionale del Movimento? 
Siamo nati nelle piazze e non abbiamo mai smesso di esserci. Ora a causa dell'emergenza sanitaria abbiamo scelto di farlo in maniera virtuale. Lunedì alle 20.30 sarà la volta del Lazio. Insieme agli eletti racconteremo cosa abbiamo fatto per la nostra Regione.

Ferruccio Sansa acuisce lo scontro interno fra Crimi e Di Maio. È un caso isolato o un problema organico?
La sperimentazione delle alleanze elettorali poteva ritenersi chiusa dopo l’Umbria. Il M5S è alternativo alla destra e alla sinistra. Quando abbiamo instaurato rapporti prima con la Lega poi con il PD è diventato complicato spiegarlo ai nostri elettori. Le alleanze pre elettorali con il PD sono un’altra cosa e temo non ci premieranno.

Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Vito Crimi e Alessandro di Battista. Troppi galli nel pollaio?
Ne potrei aggiungere altri di nomi. Il fatto che si esprimano posizioni anche differenti è la dimostrazione della democrazia interna. Servono gli Stati generali per dare voce ai territori, uscire con un nuovo capo politico e entrare in una nuova fase progettuale.

giovedì 20 febbraio 2020

MONTELLA ESPULSA; ANCOA CAOS NEL M5S


Alla fine, dopo mesi di tensioni, i 5Stelle capitolini espellono dal gruppo consiliare Monica Montella, una delle consigliere iper critiche verso l’Amministrazione Raggi e la gestione del Gruppo in Aula Giulio Cesare.
Da mesi la Montella era di fatto in rotta di collisione con gli altri 5Stelle: voti in difformità, critiche espresse in Commissione come quella feroce in merito alle procedure di accesso agli atti da parte dei Consiglieri comunali. E l’addio al gruppo era nell’aria. Ma non  l’espulsione dal gruppo consiliare, provvedimento inedito dalle parti dell’aula Giulio Cesare.
Ho ricevuto questa notifica - ha scritto Montella sul proprio profilo Facebook - Faccio notare che: il regolamento dell’Assemblea capitolina (art.21) non prevede l’espulsione di un consigliere da un gruppo. Secondo lo Statuto del M5S (art. 11) l’espulsione dal Movimento 5 Stelle può essere fatta solo dai probiviri”, spiega la Consigliera che aggiunge: “Non avendo ricevuto alcuna comunicazione dai probiviri mi trovo nella strana situazione di far parte del Movimento 5 Stelle, ma non del gruppo consiliare capitolino del Movimento 5 Stelle. Mio malgrado mi vedrò costretta ad adire le vie legali per tutelare la mia persona e il percorso politico finora svolto nel pieno rispetto dei principi del Movimento 5 Stelle che mi onoro di rappresentare”, conclude Montella, taggando nel post Davide Casaleggio, Roberta Lombardi, Vito Crimi e Beppe Grillo
Sulla vicenda Montella ci si fionda a corpo morto Cristina Grancio, apripista delle espulsioni pentastellate in Aula Giulio Cesare: “Monica Montella fuori e fascia tricolore a Marcello De Vito”, per altro solo a processo e, quindi, innocente fino a prova contraria. “Voglio esprimere pieno sostegno alla consigliera per il provvedimento di esclusione, di cui è stata oggetto, figlio della volontà del M5S di mettere a tacere ogni voce libera e in grado di ridestare lo spirito critico all’interno del proprio schieramento, proprio il giorno in cui si è fatta luce sul parere, dell’avvocatura capitolina, che avrebbe permesso di annullare la Delibera di pubblica utilità sullo stadio a Tor di Valle”. Che poi era “un” parere su due e non avrebbe permesso nulla di così facilone come vorrebbe la Grancio che dell’”anti Stadio di Tor di Valle” pare ormai aver fatto la propria bandiera: “Lo stesso trattamento che mi è stato riservato due anni fa proprio per punire la mia posizione sul progetto dello stadio a Tor di Valle e la mia coerenza sul programma elettorale per cui eravamo stati votati dalla comunità. È l’ennesima dimostrazione dell’arroganza di un gruppo consiliare che si dichiara democratico ma che invece brama i pieni poteri".

giovedì 21 marzo 2019

STADIO A UN PASSO DAL VIA. ORA NUOVAMENTE TUTTO FERMO



Il traguardo iniziava a vedersi: le trattative fra la Roma e il Campidoglio, dopo settimane di incontri, erano giunte vicine a sciogliere tutti i nodi legati alla mobilità, ai 930 metri di divaricazione delle corsie della via del Mare/Ostiense, all’acquisto dei treni per la Roma-Lido e agli interventi sui binari morti da creare per consentire il parcheggio dei convogli in occasione delle partite sia a Tor di Valle (Roma-Lido) che a Magliana Fs. Ora, l’arresto del presidente del Consiglio comunale, il 5Stelle Marcello De Vito, quasi certamente allungherà ancora i tempi. E, di votare variante e convenzione urbanistica in tempo utile - magari prima delle elezioni europee - per consentire l’apertura dei cantieri entro fine anno, difficile se non impossibile parlarne.

LA ROMA: LO STADIO È UN DIRITTO ACQUISITO
Intervistato per SkySport24, il vicepresidente della Roma, Mauro Baldissoni, è categorico: “Il progetto Stadio è passato attraverso una procedura amministrativa così lunga e complessa che è difficile pensare che possano esserci atti viziati. Sullo Stadio, come procedura amministrativa, non ci possono e non ci devono essere dubbi e questo costituisce un diritto acquisito da parte della Roma che, per noi, non è un’aspettativa ma un diritto a vederlo realizzato nei tempi più rapidi possibili visto che la conferenza di servizi l’ha approvato oramai da 15 mesi. Da un punto di vista giuridico non c’è alcun motivo per un rallentamento del processo”.
A conferma della vicinanza del traguardo del voto in Assemblea capitolina, Baldissoni aggiunge: “Da un punto di vista sostanziale abbiamo fatto un lavoro consistente insieme al Comune che ha dedicato molte energie per completare gli ultimi atti che mancano alla votazione della variante e possono bastare poche settimane per avere già ad aprile la finalizzazione delle documentazioni. Ci aspettiamo che il Comune si attenga a questa tempistica”.

TIMORI NEGLI UFFICI
Negli uffici comunali l’eco dell’arresto di Parnasi e dei successivi mesi tribolati si era appena spento. La giornata di ieri, per molti, è apparsa quasi come un déjà-vu di giugno scorso: telefonate concitate, sussurri nei corridoi, muti interrogativi su chi aveva avuto a che fare ieri con Parnasi, oggi con l’avvocato Mezzocapo. Tutto questo porterà quasi certamente a un nuovo rallentamento dell’iter: nessuno dei funzionari che ricopre responsabilità decisionali vuole esporsi firmando atti prima che vi sia una ragionevole certezza che, effettivamente, non vi siano nuove sorprese giudiziarie.

EMERGONO I MALPANCISTI 5STELLE
La prima era stata Cristina Grancio, espulsa dai 5Stelle proprio per la sua posizione antiStadio. Ieri, dopo l’arresto di De Vito, esplode anche Monica Montella: “Io mi sono rotta, sono sempre stata contraria allo Stadio, lo voglio dire chiaramente. La Raggi che dice? Non lo so e non lo voglio sapere. Lo Stadio è stata la nostra rovina”. Radio Campidoglio parla di un numero di 3/5 malpancisti che, sin dall’arresto di Parnasi, avevano ribadito la contrarietà al progetto e fatto intendere di non essere disponibili a presentarsi il giorno del voto in Consiglio comunale su variante e convenzione urbanistica.  

2606 GIORNI DI SCARTOFFIE E PROCESSI
Non c’è una sola pietra spostata, non un mattone messo o un sacchetto di cemento che sia stato aperto e, oggi, siamo al giorno 2606 da quando è iniziato l’iter dello Stadio. Tre Sindaci e un Commissario straordinario, 4 assessori all’Urbanistica, due progetti, due delibere in Consiglio comunale sul pubblico interesse ma con una enorme differenza sulle opere pubbliche da costruire, tre Conferenze di Servizi, una preliminare e ben due decisorie. Centinaia di persone che hanno lavorato sul dossier: progettisti, architetti, ingegneri per il privato ma anche funzionari dei Municipi, del Comune, della Città Metropolitana, della Regione e dello Stato, più quelli delle varie aziende pubbliche, società di servizi. E decine di migliaia di pagine scritte e di tavole e disegni. Per ora, questo è il progetto Stadio che, però, ha visto già due interventi della magistratura: a metà giugno scorso gli arresti di Parnasi e dei suoi più stretti collaboratori, di Luca Lanzalone, l’avvocato spedito a Roma dai 5Stelle, e altri politici. Il 4 aprile verrà deciso chi e per cosa sarà processato. Ora, De Vito e l’avvocato Mezzocapo, considerato dalla Procura emissario del Presidente grillino del Consiglio comunale, finiti in manette.

I NODI ANCORA APERTI
Attengono alla storia passata i rapporti della Roma con le Amministrazioni Alemanno prima, Marino poi; con il prefetto Tronca, commissario straordinario; quindi con la Raggi, con la lotta Berdini-Frongia, la cacciata di Berdini dopo l’intervista shock a La Stampa; il cambio di progetto, il taglio delle torri, la cancellazione delle opere pubbliche. 
C’è il futuro davanti, da decidere, un futuro che, però, se è certo sulla sua conclusione è incerto e molto sui tempi. 
C’è da votare in Consiglio comunale due atti: la variante urbanistica, legata alle modifiche al Piano Regolatore determinati proprio dal progetto Stadio. E, con essa, la convenzione urbanistica, cioè il fondamentale atto che regolerà i rapporti fra Comune e proponenti, determinando le priorità degli elementi da costruire e le modalità di edificazione. Ma, prima, c’è ancora da sciogliere dei nodi preliminari per poter arrivare al voto in Aula.

L’ACCORDO QUASI RAGGIUNTO
Fra questi nodi, ci sono quelli legati all’unificazione della via del Mare/Ostiense. In sintesi: il Comune, bozza 2006 di Città Metropolitana, vorrebbe espropriare alcuni magazzini che, per 930 metri, dividono le corsie che scendono a Ostia da quelle che salgono a Roma. Cartografie e proprietà, però, non sono aggiornate ma questa unificazione sarebbe utile in vista della viabilità del futuro Ponte dei Congressi. La Conferenza di Servizi tuttavia non aveva incluso questa variante nelle prescrizioni ma la proposta comunale era rimasta comunque agli atti. Forte di questa idea, il Campidoglio vorrebbe imporla alla Roma. L’idea però ha due problemi: costa 20 milioni di euro in più e rischia di impantanare la Roma nel caos espropri che potrebbe far slittare l’apertura dello Stadio visto che la via del Mare/Ostiense unificata è fra le opere di interesse pubblico. Soluzione trovata: si farà solo dopo l’eventuale completamento degli espropri.  

sabato 24 febbraio 2018

RINVIATO IL REGOLAMENTO SUGLI IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI

Avevano indetto una conferenza stampa in pompa magna, il sindaco, Virginia Raggi, l’assessore allo Sport, Daniele Frongia, e il presidente della Commissione Sport, Angelo Diario, scomodando i Musei Capitolini per presentare il nuovo Regolamento sugli impianti sportivi comunali quasi fosse già approvato. Alla fine, invece, nella più strana seduta convocata in notturna (senza che si fosse sotto approvazione di Bilancio) che si sia mai vista, il Regolamento, scritto da Diario, al voto non ci è proprio arrivato. Rinviato a una successiva seduta, probabilmente martedì, con la discussione neanche iniziata.
Anche perché Segretariato generale e Dipartimento Sport del Campidoglio in realtà avevano consegnato i rispettivi pareri solo sul testo originale della delibera, depositato a fine novembre e non sui successivi emendamenti. Un testo iniziale duro, fortemente contestato dai concessionari degli impianti comunali già pronti a ricorrere al Tar. Così duro che, dopo mesi di incontri e tentativi di chiarimenti, Diario, con molto sano pragmatismo, aveva corretto, presentando una serie di emendamenti (alla fine saranno 51) in parte proposti da concessionari, Coni e Fdi. Solo che gli emendamenti, consegnati agli uffici per i pareri solo il 19 sera, hanno ricevuto pareri per metà negativi (24 no su 51 proposte); pareri negativi peraltro non tutti di natura tecnico formale ma anche stranamente di senso politico.
Una sorpresa giunta proprio alle 18 di giovedì sera, all’inizio della seduta di Consiglio.
Dopo un paio d’ore di altalena sul filo del numero legale, parlando di debiti fuori bilancio e di mozioni, al momento di aprire le danze sul testo del Regolamento, è arrivato il passo indietro.
Formalmente, su richiesta delle opposizioni - segnatamente del consigliere di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo - di fatto “per evitare di chiudere la seduta per mancanza del numero legale e doverla riconvocare magari nella mattina”, dice De Priamo e così, intorno alle 22 di giovedì si sono spente, per ora, le luci su questo testo.
Su carta, se non ci saranno ulteriori sorprese, se ne riparlerà martedì, a 5 giorni dal voto per le elezioni politiche e quelle regionali. Una scadenza che, per buon senso, dovrebbe suggerire di rinviare tutto alla settimana successiva, visto, soprattutto, che non vi sono scadenze improrogabili cui dover dare risposta.
Una chiusura legata al problema delle presenze del gruppo 5Stelle: Cristina Grancio, la pasionaria dell’Urbanistica, e Gemma Guerrini, salita alla ribalta per la vicenda del Cinema America, sono ai margini della vita del gruppo consiliare, in posizione sempre più critica e defilata. Entrambe assenti con la Guerrini per giunta malata, come in malattia sono Fabio Tranchina e Monica Montella. Quattro assenti che abbassano pericolosamente la maggioranza 5stelle sul filo del numero legale: non a caso, oramai, le opposizioni hanno adottato la tattica di essere presenti in aula, intervenire nella discussione, ma non votare obbligando, quindi, i grillini a rimanere compatti sui proprio scranni per non andare sotto.
E giovedì sera, complice una mozione legata alla legittimità del servizio di notifica dei tributi comunali attualmente svolto da Poste Italiane ha portato la consigliera Agnello - già legale per Poste Italiane - a doversi astenere dal partecipare al voto per conflitto di interessi. Risultato, maggioranza sotto, “salvata” dal voto contrario di Svetlana Celli (Civica Giachetti) orchestrato da Andrea De Priamo (FdI) che ha concordato con la maggioranza grillina il rinvio del Regolamento ad altra seduta in cambio del mantenimento del numero legale. Piccoli trucchi d’aula. Martedì ci si riproverà con il consigliere Diario che ha già stilato un sub emendamento che tiene conto dei pareri degli uffici: “La sostanza di ciò che abbiamo presentato in conferenza stampa con il Sindaco e l’assessore Frongia non cambia. Confermiamo tutte le indicazioni circa le novità contenute nel nuovo testo, la più grande delle quali è che per la prima volta, a differenza dei due precedenti testi del 1995 e del 2002, si interrompe il regime degli affidamenti provvisori”.

Chiosa la Celli: “Mentre i consiglieri di questa maggioranza si dilettano con i giochi di prestigio, risulta impossibile capire quale sia il testo finale e quale la strategia sullo sport del M5S a Roma”.