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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Ferrovie concesse. Mostra tutti i post
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sabato 14 marzo 2020

CORONAVIRUS; DIMEZZATI BUS E METRO, ORARI RIDOTTI, TAGLIATI I TAXI


Dimezzati i bus e le metro chiuderanno in anticipo e anche i taxi verranno ridotti di un terzo: queste le principali decisioni in tema di trasporto pubblico assunte dal Campidoglio per fronteggiare la crisi dovuta alla pandemia di Coronavirus.
Partiamo dai trasporti di linea: in condivisione con la Regione, il Comune ha deciso l’adozione del servizio estivo per i servizi di superficie e di metropolitana. Quindi, di fatto, metro bus, tram, filobus saranno sostanzialmente dimezzati con l’ultima corsa in partenza dai capilinea alle 21 con ripresa del servizio il mattino dopo. La modifica entra immediatamente in vigore da oggi. Nella nota diffusa da Palazzo Senatorio si legge che “La rimodulazione tiene conto del calo della domanda ed è in linea con quanto previsto dal decreto ministeriale. In ottemperanza all'Ordinanza della Regione Lazio saranno garantiti i servizi minimi essenziali privilegiando l'integrazione tra le varie modalità, favorendo quella con minore possibilità di contatto tra persone e scegliendo, tra più soluzioni atte a garantire sufficienti servizi di trasporto, quella che permetta maggiore superficie disponibile per i viaggiatori e comunque almeno un metro di distanza tra i passeggeri. Obiettivo garantire la massima sicurezza per utenti e operatori. Le aziende di Tpl manterranno i livelli di servizio adeguati sulle linee di superficie che consentono collegamenti con le strutture sanitarie e ospedaliere e con le realtà produttive in servizio”.
Nel corso della seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina dedicata al Coronavirus, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha detto: “Approfitteremo della chiusura notturna della metropolitana disposta dalla Regione per accelerare i lavori di collegamento tra le stazione metro Colosseo di metro C e metro B: quindi i lavori che prima avremmo dovuto svolgere i fine settimana con una riduzione dell’orario, adesso di fatto li svolgiamo quotidianamente” dopo l’ultima corsa.
Già dalla notte appena trascorsa sono state modificate le cadenze dei notturni: “Sospeso servizio dei bus notturni (linee n), attiva sino alle ore 3.29 la linea 8 e sino alle ore 2 le linee bus 38, 44, 61, 86. 170, 246, 301, 314, 404, 444, 451, 664, 881, 916, 980”.
In questo fine settimana la linea B rimarrà comunque chiusa fra Castro Pretorio e Laurentina per consentire la realizzazione del corridoio di scambio a Colosseo fra la B e la C. 
Limitazioni agli orari di servizio anche per le tre ferrovie concesse, la Termini-Giardinetti, la Roma-Lido di Ostia e la Roma-Civita Castellana-Viterbo. Soprattutto per quest’ultima linea sono previste d’ufficio soppressioni di una serie di treni extraurbani. I dettagli sul sito aziendale di Atac: www.atac.roma.it 
Anche per i taxi arriva una consistente rimodulazione: a partire da domani, 15 marzo, “per il trasporto pubblico non di linea è prevista una riduzione del 33 per cento del servizio taxi, in accordo con il nuovo quadro generale della mobilità delineato sulla base di quanto disposto dalla Regione Lazio”. Lo stabilisce un’Ordinanza firmata dal sindaco, Virginia Raggi. “Inoltre è stata sospesa la flessibilità in ingresso ed in uscita per tutti i turni di servizio su tutto il territorio comunale e presso le stazioni ferroviarie e gli aeroporti di Ciampino e di Fiumicino. L’orario minimo di servizio giornaliero è ridotto a 3 ore”.

martedì 25 febbraio 2020

IL TRENINO GIALLO E IL FRONTE DELLO "SCARTAMENTO RIDOTTO"


C’è chi lo vuole «a scartamento ridotto» e chi «a scartamento ordinario». Ma, almeno una cosa la vogliono tutti: che il trenino della Casilina, la Termini-Giardinetti, divenga una proprietà del Comune mentre oggi è della Regione Lazio e che torni a funzionare. Parliamo di quella linea che, pochi giorni fa, si è fermata all’improvviso per assenza di conducenti, preoccupati per il «declassamento» contrattuale che rischierebbero passando da treno, come oggi, a tram.
Il problema principale, però, è quello dello «scartamento», ovvero la distanza che passa fra le ruote dei treni. Oggi i trenini gialli hanno quello ridotto, ovvero 950 millimetri. Per il Ministero dei Trasporti e per il Comune deve passare a quello ordinario, vale a dira a 1445 millimetri, che poi è quello attuale dei tram. Il nodo è tutto qui: il passaggio significa lavori, soldi, tempi e nuovi mezzi. 
Chi è contrario, teme che alla fine, la quantità di lavori finisca per uccidere definitivamente il trenino. 
Chi è favorevole pensa anche a una razionalizzazione dei mezzi: tram uguali per tutta l’intera rete capitolina, invece che mezzi di diverso tipo, con diversi pezzi di ricambio e comunque fra loro non intercambiabili.
Ieri si è riunito quello che si può definire lo «stato maggiore» dei contrari allo scartamento ordinario: c’erano Svetlana Celli, consigliera comunale della Lista Civica per Giachetti che ha annunciato la presentazione in Consiglio di una mozione pro scartamento ridotto; Gianluca Quadrana, consigliere regionale; SLM Fast-Confsal Lazio; l’Osservatorio Regionale sui Trasporti; Cesmot; l’associazione TrasportiAmo. Più Legambiente che, però, per bocca del presidente, Roberto Sacchi, auspica la trasformazione della linea in un «moderno tram». Tutti gli altri, al di là della comune posizione sul passaggio di proprietà dalla Regione al Campidoglio che va completato rapidamente, hanno rimarcato la necessità di non modificare lo scartamento della linea. La paura dei fronte del no è che «la Giardinetti muoia perché quando si capirà che è tecnicamente impossibile adottare lo scartamento ordinario, i nuovi tram acquistati saranno dirottati su altre linee».

martedì 18 febbraio 2020

ECCO IL TRUCCO CONTABILE DI ATAC



Lo chiamano “budget aziendale” ed è la “previsione di servizio definita dall’Azienda”. In maniera meno bizantina è lo sconto che Atac si fa (d’accordo con il Campidoglio a 5Stelle) sui km che dovrebbe annualmente percorrere. Un bel modo per “tagliare” le corse perse: ad esempio, sui bus invece di perdere 16 corse su 100, Atac si fa lo sconto e la perdita è “solo” di 8 corse su 100. Un bel 2x1 stile supermercato! Il budget aziendale è una sorpresa ed è stato necessario un lungo contenzioso con Atac per avere copia dei dati. 
I rapporti fra Comune e Atac sono regolati dal Contratto di Servizio, quel documento, ciòè, che, fra i vari articoli, indica anche quanti km ogni anno devono essere percorsi dal “servizio di superficie” - quindi bus, tram, filobus e autobus elettrici - e quanti dal servizio metropolitana, quindi dai treni delle linee A, B/B1 e C. Poi c’è un analogo contratto con la Regione Lazio per le tre ferrovie concesse, la Roma-Lido, la Roma-Viterbo e la Termini-Giardinetti. Da anni le cifre contenute nel contratto non vengono mai rispettate, quanto meno per i servizi di superficie. Per le metro siamo quasi pari e per le ferrovie concesse un po’ più sotto il pareggio delle metro. 

Il mancato rispetto delle previsioni di servizio del Contratto dovrebbe anche determinare l’ammontare delle penali che annualmente il Comune e la Regione dovrebbero comminare ad Atac. In realtà, da quando c’è il Concordato, l’Azienda continua a dire che economicamente è tutto a posto e che il Concordato non è a rischio
Merito del “budget aziendale”. Cioè dello sconto  che Atac si fa. 
Prendendo ad esempio lo scorso anno, da Contratto Atac avrebbe dovuto percorrere 101milioni di km annui in superficie; 8,6 per le metro e poco più 3,8 per le ferrovie concesse. Con lo “sconticino” questi numeri cambiano sensibilmente: invece di 101milioni, la flotta Atac di superficie avrebbe dovuto percorrerne poco meno di 94 (sconto del 7,5%); le metro 8,5 milioni (sconto dell’1,7%) e le ferrovie concesse poco meno di 3,8 milioni (sconto dello 0,6%). 

Tabella di raffronto fra le previsioni del Contratto di Servizio, quelle del budget aziendale
e il servizio effettivamente reso per l'anno 2019
Fonte: Elaborazione su dati forniti da A
tac

A fine anno, il conto reale ha evidenziato l’ennesimo crollo sul servizio di superficie che si è fermato appena sopra gli 86milioni di km ma se rapportato al chilometraggio previsto nel Contratto sarebbero quasi 16 corse su 100 perse, con lo sconto famiglia, la perdita si ferma a 8 corse su 100.
La PEC di Atac contenente la trasmissione dei dati sul "budget aziendale"

Trucchetto due: sulle metropolitane. Il servizio reale è quasi pari alle previsioni del Contratto: 8milioni 634mila km percorsi per le metro contro 8milioni e 685mila da percorrere. Ma arriva lo sconto che abbassa le “pretese” a 8milioni e mezzo. Risultato: le metro hanno fatto più delle previsioni. Magia: i vari parametri di moltiplicazione del servizio per calcolare il rispetto del concordato preventivo finiscono per essere rispettati. E poco importa che ci siano stazioni metro chiuse per mesi: l’importante sono i km che i treni percorrono. E non fa nulla se i bus non passano. L’importante, come dicono mai in forma ufficiale ma ufficiosa da Atac, è pagare i creditori. I passeggeri possono aspettare. 

Ecco la definizione di Atac del "budget aziendale"
 Fonte: https://www.atac.roma.it/files/doc.asp?r=6708
Le tabelle fornite da Atac sul budget aziendale 2019 per il servizio di superficie
Le tabelle fornite da Atac sul budget aziendale 2019 per i servizi metropolitana e ferrovie concesse



martedì 11 febbraio 2020

SI SPEZZA UN CONVOGLIO DELLA ROM-VITERBO


Prosegue il disastro di Atac nella gestione della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo. Stando alla denuncia dell’Associazione TrasportiAmo un treno in manovra, la sera di giovedì 6, si sarebbe spezzato in due
A poche ore dal disastro ferroviario avvenuto in provincia di Lodi”, scrive l’Associazione in una nota pubblicata su facebook in cui si rinnova il cordoglio per i due macchinisti deceduti nel tragico incidente, “si sarebbe “spezzatoun treno (tipo Firema) sulla ferrovia regionale Roma-Viterbo in gestione alla Soc. Atac SpA. Il fatto sarebbe accaduto la sera di giovedì, 6 febbraio, mentre il convoglio, fuori dal servizio, si apprestava a rientrare nel deposito di Acqua Acetosa”. 
Stando alla nota dell’Associazione, “durante le manovre, infatti, si sarebbe verificato il cedimento” del gancio che unisce fra loro le carrozze “e la carrozza di testa, rimorchiata pilota, sarebbe rimasta isolata dal resto del convoglio. Sarebbero state necessarie operazioni di recupero straordinarie, protrattesi sino alle 2 e 30 di mattina, al fine di trainare le carrozze rimaste ferme e liberare i binari interessati al servizio passeggeri. Le gravi carenze nei settori manutentivi sono ormai note. Pertanto, chiediamo alla politica, regionale e comunale, e alla Soc. Atac SpA di far immediata chiarezza sull’intera vicenda, che avrebbe potuto avere serie conseguenze”.
Al netto di quest’ultimo episodio, da mesi la situazione di questa linea - proprietà Regione Lazio, servizio passeggeri ancora fino a fine anno effettuato da Atac - è sempre più drammatica. “Rimodulazione” è questo il tecnicismo che Atac usa per informare i pendolari della cancellazione di treni, evento sempre più frequente. I dati annuali sul servizio reso, per il 2019, dicono che Atac, da Contratto di Servizio con la Regione, doveva percorrere 1 milione e mezzo abbondante di km. Si è fermata a 1,47 milioni, con un ammanco di circa 100mila km (-6%). In quelle 6 corse su 100 saltate si nascondono spesso i treni delle ore di punta con un disagio per l’utenza sempre più insopportabile. 
Non a caso, la Regione nell’ottica degli annunci pluriennali sulle ferrovie concesse, ha inserito la Roma-Viterbo (insieme alla Roma-Lido) nell’ambizioso programma di rilancio i cui effetti principali, al momento, sono il passaggio ad Astral, dal 1 gennaio in affiancamento ad Atac e dal 1 luglio di quest’anno in solitaria, della manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria e a Cotral del servizio viaggiatori dal 1 gennaio 2021 insieme ad Atac e in solitaria 6 mesi dopo.
Il resto del progetto regionale sono investimenti per nuovi treni e interventi sulla linea fra cui: il raddoppio della stazione Flaminio; raddoppio della tratta Riano-Morlupo; la manutenzione straordinaria dei treni esistenti.

mercoledì 5 febbraio 2020

SCIOPERO BIANCO. FERMA LA TERMINI-CENTOCELLE



Ennesima giornata di passione per gli utenti del trasporto pubblico: alle 5.30 della mattina la ferrovia Termini-Giardinetti, il “trenino giallo”, rimane ferma
Su 48 macchinisti - farà sapere con serafica calma Atac a mezzogiorno - 5 erano di riposo, 6 in servizio e 37 hanno spedito una serie di giustificativi dell’assenza: chi, in 3, è andato a donare il sangue (guadagnando per legge il diritto a un giorno di riposo), chi, in 6, per assistere i figli malati; in 15 con l’assistenza a parenti disabili (legge 104) e 13 con certificato medico. Non ha girato neanche un treno fino alle 18.40 quando sono ripresi i collegamenti da Centocelle (alle 19.10 da Termini) ma con frequenze da terzo mondo, un treno ogni 20 minuti. Il potenziamento della linea bus 105 si è concretizzato in 8 vetture in totale nelle ore di punta e in 4 in quelle "di morbida". Un ennesimo inedito nella Roma a 5Stelle. Con l’abituale flemma, Atac "ha immediatamente attivato tutti i controlli previsti nei confronti del personale di macchina e, nello scusarsi con i passeggeri per il disservizio, assicura che farà tutto quanto è consentito dall'ordinamento per sanzionare eventuali comportamenti che dovessero risultare non coerenti con quanto previsto da leggi e regolamenti”. Intanto, però, insieme al trenino fermo, anche mezza rete tram va in tilt: 3, 8 e 14 subiscono sospensioni e bus navette.
Alla base di quello che pare essere a tutti gli effetti una protesta sindacale c’è un problema molto sentito dai lavoratori, quello della trasformazione della Termini-Giardinetti da ferrovia in tram. In sintesi, sul “trenino giallo” lavorano macchinisti come sulle metro, con abilitazioni specifiche e contratto ferrovieri. Per guidare un tram, altro contratto e diverse abilitazioni. Nei progetti del Campidoglio c’è l’acquisizione della linea (oggi di proprietà della Regione) con la sua trasformazione in linea tranviaria, nuovi capilinea a Termini/Giolitti e a Tor Vergata, nuove vetture tram con livrea gialla e 9 fermate nuove di zecca. Il che, però, per i conducenti del trenino giallo significa una dequalificazione e una perdita di soldi in busta paga visto che i posti da macchinista ci sono solo sulle metropolitane e sono tutti pieni. 
Solito circo di polemiche: l’assessore ai Trasporti, Pietro Calabrese, coccola un po’ i macchinisti “non può essere soltanto una responsabilità dei lavoratori” e Salvini attacca la Raggi “fallimento del sindaco più incapace della storia della Capitale”.


sabato 28 dicembre 2019

ZINGARETTI DISERTA IL PD E "RICICLA" I TRENI


Ci risiamo: ieri il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha ri-presentato gli investimenti prossimi venturi per le due ferrovie concesse, Roma-Lido di Ostia e Roma-Civita Castellana-Viterbo. 
Sono gli 800 milioni di euro che già l’assessore alla Mobilità della Regione, Mauro Alessandri, aveva annunciato alla stampa lo scorso 29 novembre. Parte di questi 800 milioni sono i 180 che ogni tanto la Regione ritira fuori nei momenti di magra da agosto 2016. 
I più maligni hanno sussurrato che fosse un modo scelto da Zingaretti per non essere fisicamente e visivamente presente alla contemporanea conferenza stampa del Pd sulla prescrizione. Sicuramente una malignità vista la nota diramata dal leader del Pd subito dopo (“Il Partito Democratico è per una giustizia al servizio dei cittadini, per tempi certi nei processi nei quali i colpevoli vengano condannati, agli innocenti venga riconosciuta l’innocenza e nei quali le imprese, che hanno contenziosi, possano contare su esiti rapidi”).
Questa volta, alla presentazione nella suggestiva location del cantiere della stazione Flaminio, oltre Alessandri e Zingaretti c’erano l’amministratore Unico di Astral, Antonio Mallamo e il presidente di Cotral Spa, Amalia Colaceci - che lo ha definito “il più grande investimento della Regione sul trasporto pubblico della Capitale”.
Ancora una volta, dunque: 315 milioni per comprare nuovi treni per le due linee; 144 milioni andranno a finanziare l’ammodernamento della Roma-Lido3 337 per la disastrata Roma-Viterbo, ultima vincitrice (ha usurpato il titolo proprio alla Roma-Lido) del Premio Caronte come peggior linea ferroviaria del Lazio. E, di nuovo: cambia il gestore delle due ferrovie. Fra 3 giorni, il 1 gennaio, Astral subentrerà ad Atac per la manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria che, dopo 6 mesi di affiancamento, diverrà effettiva. Stesso cliché con Cotral: dal 1 gennaio 2021, per 6 mesi in affiancamento ad Atac, gestirà il servizio viaggiatori per poi svolgerlo in solitaria. 
Saranno 38 i nuovi treni da comprare: per i primi 11 le lettere di invito alle aziende fornitrici sono già partite con scadenza il prossimo 28 febbraio. In particolare, per la Roma Lido gli investimenti sono destinati a: opere nelle stazioni; nuovo deposito Ostia Lido; manutenzione straordinaria dei treni; sistema di comunicazione terra-treno; rinnovo totale dell’armamento della linea, compresi gli scambi.
Per la Roma-Civita Castellana-Viterbo: Raddoppio della stazione Flaminio; Raddoppio della tratta Riano - Morlupo; Predisposizione raddoppio tratta Montebello - Riano; Manutenzione straordinaria materiale rotabile esistente; Potenziamento deposito Acqua Acetosa; Potenziamento linea elettrica.
Mi associo - ha detto Zingaretti- a tutti coloro che dicono che la Roma-Viterbo e la Roma-Lido fanno schifo. Quindi questo investimento è una scelta radicale per ascoltare il grido di dolore dei pendolari dentro e fuori Roma e per consegnare loro una nuova stagione e un sistema di trasporti rinnovato”.

sabato 30 novembre 2019

FERROVIE CONCESSE, DALLA REGIONE 800 MILIONI PER RISTRUTTURARLE


Ottocento milioni di euro: questa è la promessa della Regione Lazio per rimettere in piedi le disastrate ferrovie Roma-Lido di Ostia e Roma-Civita Castellana-Viterbo
Una promessa - a dire il vero - già sentita altre volte senza che, alle parole, seguissero i fatti. 
Ieri mattina l’assessore ai Trasporti della Regione, Mauro Alessandri, ha illustrato alla stampa i provvedimenti: una parte dei fondi (334 milioni) deriva dal Fondo Sviluppo e Coesione e l’altra parte (mezzo miliardo circa) sarà trovata fra i fondi regionali
Questa maxi operazione di ristrutturazione coincide con la fine della gestione Atac delle due linee: dal 1 gennaio 2020 all’azienda del Campidoglio subentrerà la regionale Astral per la manutenzione delle infrastrutture e dal 1 gennaio 2021 Cotral ne prenderà il posto per la gestione del servizio viaggiatori. 
Le novità del servizio partono intanto dai treni: 315 milioni di euro (su 800) saranno spesi per comprare 38 nuovi convogli, 20 per la Roma-Lido e 18 per la Roma-Viterbo. 
A quelli per Ostia, poi, andranno anche sommati i convogli acquistati dal Campidoglio con i soldi (45 milioni) che la Roma verserà per il nuovo Stadio di Tor di Valle. 
Altri 34 milioni saranno spesi per restaurare i migliori fra i treni oggi in servizio sulle due linee (19 per Ostia e 15 per Viterbo).
Gli altri 450 milioni circa saranno investiti per le opere sulle infrastrutture. Sinteticamente: sulla Roma-Lido andranno altri 125 milioni che serviranno per la tecnologia di comunicazione fra la terra e il treno, il potenziamento della linea elettrica, nuovi scambi e binari, interventi nelle stazioni, barriere fonoassorbenti e recinzioni, e il nuovo deposito dei treni a Ostia Lido. In totale, saranno 189 i milioni destinati alla linea per Ostia. 
Ancor più consistente l’intervento sulla Roma-Viterbo: poco più di 320 milioni serviranno per far ripartire il cantiere del raddoppio del capolinea Flaminio dove c’è lo scambio con la linea A il cui cantiere è rimasto impigliato nella disastrosa gestione di Atac. Fra Riano e Morlupo, tratta extraurbana, verranno raddoppiati i binari e verrà predisposto il raddoppio anche fra Riano e Montebello (inizio della tratta urbana di Roma). Una consistente fetta dell’investimento andrà poi a coprire del potenziamento della linea elettrica e un’altra parte finanzierà i costi del potenziamento del deposito di Acqua Acetosa. In totale, saranno 392 i milioni destinati alla linea per Viterbo. 


Secondo l’assessore Alessandri quella della Regione è una “strategia di gestione” delle due linee. A chi chiedeva se non sarebbe stato meglio cedere al Campidoglio la Roma-Lido di Ostia e la Roma-Giardinetti (terza ferrovia di proprietà della Regione su cui però non risultano investimenti), Alessandri ha risposto che mentre per la Roma-Giardinetti era stata avviata un’”interlocuzione col Comune” interrotta dai “cambi di assessore”, per la Roma-Lido sarebbe stata necessaria una “manifestazione di interesse” che, evidentemente, non è mai arrivata da Palazzo Senatorio alla Regione. 
Ottimista, Alessandri, sui tempi: “36 mesi la durata dei lavori”, dice, ipotizzando un cronoprogramma rapido, il 28 febbraio, per le manifestazioni di interesse delle aziende a fornire i primi 11 nuovi treni. E resta il dubbio: ammesso che gli 800 milioni ci siano tutti, cosa sarebbe accaduto se fossero stati stanziati (e spesi) 7 o 8 anni fa.


Nella tabella, l'elenco dettagliato degli interventi
Legenda: FSC: Fondo Sviluppo e Coesione

giovedì 19 settembre 2019

ATAC, CROLLO DEL SERVIZIO. -35 MILIONI DI CONTRIBUTI


Meno 35 milioni: se il trend del servizio reso da Atac in termini di km annui percorsi sarà confermato a fine dicembre, le casse dell’azienda di via Prenestina potrebbero incassare 35 milioni in meno del pattuito. Perché, con la diffusione del dato sul servizio reso a giugno, il quadro appare piuttosto chiaro: prosegue inesorabile il crollo del servizio reso all’utenza.
Tab. 1 - I dati su base mensile (Giugno) di raffronto fra gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 (Fonte: Atac. Il dato include i km non percorsi per cause esogene, pagati al 75% della normale tariffa)
A giugno 2019, Atac ha percorso meno di 6 milioni e 450mila km con il servizio di superficie (bus, filobus, tram e vetture elettriche), con quasi 2 milioni di km in meno rispetto agli 8,4 previsti dal contratto di servizio, pari a un -23,4%. Un po’ meno male la metro: 701mila km percorsi contro i 713mila previsti dal contratto (-11mila pari a un 1,5%). Negative anche le prestazioni sulle ferrovie regionali concesse: Roma Lido 126mila km percorsi contro i 135 previsti; Roma Viterbo 126mila percorsi contro i 131mila previsti; Roma-Giardinetti 40mila invece che 45mila; con una prestazione totale inferiore del 6% alle attese.
Esaminando il dato su base semestrale, il primo elemento che emerge è che il servizio di superficie ha percorso nel 2019 in 8,5 milioni di km in meno di quanto previsto dal contratto di servizio (-16,7%), le metropolitane sono quasi in linea (solo 60mila km in meno sul contratto) come pure le ferrovie concesse che, in totale, di attestano poco sopra il milione e 850mila km contro una previsione di 1,9 milioni di km per un 3,7% in meno.
Tab. 2 - Il dato su base semestrale di raffronto fra gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019
(Fonte: Atac. Il dato include i km non percorsi per cause esogene, pagati al 75% della normale tariffa)
Allargando l’analisi, però, appare in tutta la crudezza il dato sul crollo della produzione rispetto agli anni scorsi: nel primo semestre 2016, infatti, il servizio di superficie percorse 47 milioni di km contro i 50 previsti registrando un -6.6%. L’anno dopo (primo semestre 2017) si scese a 44milioni percorsi contro i 50 attesi con uno scostamento di 6,2 milioni (-12,4%). Nel primo semestre dello scorso anno, poi, ulteriore calo: 43,2 milioni percorsi contro i 51 previsti e una perdita di 7,7 milioni di km (-15,1%) per poi passare, nel primo semestre di quest’anno a soli 42 percorsi invece dei 51 previsti (-8,5 milioni pari a -16,6%). Insomma, la peggiore performance in superficie dell’era Raggi. 
Diverso l’andamento della metro che registra un miglioramento delle prestazioni dai 3,9 milioni di km del 2016 a 4,2 del 2019 anche, se ovviamente, va considerato l’aumento della rete dovuto all’apertura di San Giovanni Metro C.
In termini economici - nel giorno della presentazione dell’avvio del servizio “tap&go” per pagare i biglietti con bancomat e carte di credito - la proiezione su fine anno basata sui conti inseriti nel contratto di servizio porta una stima per le casse Atac di minori introiti per circa 35 milioni di euro. Né la piena operatività (che ancora non c’è) dei 227 bus turchi sembra in grado di invertire questo trend.  


giovedì 19 luglio 2018

"PIÙ TRENI SULLA ROMA-LIDO". QUALI?


Gli utenti passeggeri la definiscono l’ennesima presa in giro e alcuni fra i blog e gli account social più rilevanti - Odisseaquotidiana, Il Treno Roma Lido e Mercurio Viaggiatore - già hanno sollecitato il Campidoglio a intervenire. Parliamo del potenziamento dell’orario estivo della domenica della Roma-Lido di Ostia, la ferrovia di proprietà della Regione Lazio il cui servizio viaggiatori è svolto da Atac. 

A inizio luglio Atac annuncia l’avvio di un potenziamento del servizi viaggiatori la domenica e i festivi per il periodo estivo. Durante l’inverno la frequenza domenicale è di un treno ogni mezz’ora: il che si traduce, contando il tempo di percorrenza da capolinea a capolinea, in 3 soli treni in servizio.
Il miracoloso potenziamento dovrebbe raddoppiare i treni fra le 10 della mattina e le 3 del pomeriggio: non più 3 ma 6 convogli e partenze ogni 15 minuti. 
Questo, almeno nelle intenzioni. 
All’atto pratico, poi, arrivano i problemi: la tabella delle partenze della domenica subisce notevoli mutamenti: il treno delle 13.45 da Piramide parte con 10 minuti di ritardo; quello delle 14 salta e la corsa non si effettua; quello delle 14.15 da Colombo parte con 5 minuti di ritardo, quello delle 14.30 da Colombo ne accumula 10 in partenza e quello delle 14.45 da Colombo, per magia, sparisce. 
Insomma, il giochino è semplice: per riuscire a saltare una corsa ogni tre, gli altri due treni partono con ritardo. 
E, ovviamente, gli utenti non ci stanno: “presa in giro” è il termine più dolce e mansueto utilizzato. Gli utenti un po’ più esperti, quelli che animano blog e profili social già non credevano in partenza al potenziamento. “Intensificato? Ma con quali treni? Perché come sperimentiamo ogni giorno lavorativo le rimodulazioni - sia quelle ufficiali, che quelle di fatto - sono la regola e non facciamoci incantare dal fatto che i treni siano vuoti”, scrive Odisseaquotidiana. E rincara la dose l’account twitter “Il Treno Roma Lido” che spiega: “Già nell’estate 2015 le frequenze dei treni si erano abbassate clamorosamente. Uno dei problemi è il sovraccarico delle batterie dovute alle differenze di temperature fra i tratti in galleria e quelli all’aperto, in special modo sui treni Caf che hanno i finestrini che non si aprono. Non a caso i Caf sono i treni che si fermano con maggiore frequenza”.
La spiegazione che filtra dai corridoi di Atac è un po’ diversa: il problema per il weekend è stato legato alla rottura di due treni avvenuta il giovedì. Due treni che, come spesso accade, quando entrano in manutenzione rischiano di non uscirne più per carenza di pezzi di ricambio. Ricambi che mancano perché non c’è nessuno che oramai si fida della capacità di Atac di pagare. 
Il servizio sulla Roma-Lido avrebbe bisogno ordinariamente di 18 convogli per garantire una frequenza di un treno ogni 5 minuti e una capacità di trasporto di 21mila e 600 passeggeri l’ora. In realtà, di treni ce ne sono nove in servizio, con frequenze raddoppiate (1 treno ogni 10 minuti) e una capacità di trasporto di meno di 11mila passeggeri l’ora. Se, poi, salta un treno o, peggio, due, la differenza in termini di efficienza e, quindi, di ritardi, diviene immediatamente visibile.
Spiega uno deli account twitter più seguiti e informati, “Mercurio Viaggiatore”: “l’ultimo contratto di servizio fra Regione e Atac è stato ritagliato sulla capacità dell’azienda di far fronte ai suoi impegni e il livello produttivo medio è stato intorno al 95% con luglio 2017 il mese peggiore quando si somma la richiesta di chi lavora con quella di chi va al mare”.

mercoledì 6 giugno 2018

FERROVIE CONCESSE NEL 2019 A GARA EUROPEA


Novità in arrivo per le tre “ferrovie concesse”, la Roma-Lido di Ostia, la Roma-Viterbo e la Roma-Giardinetti. Le tre linee, di proprietà della Regione Lazio e fino a oggi con  servizio viaggiatori reso da Atac, andranno a bando di gara europeo non appena scadrà il 30 maggio del prossimo anno, l’attuale contratto di servizio che le assegna, appunto, all’azienda dei trasporti capitolina. 
L’annuncio arriva dalla Giunta regionale che “ha approvato una delibera volta ad adottare la pubblicazione di un avviso di preinformazione” per l’affidamento “per 9 anni del servizio di trasporto pubblico sulle ferrovie ex concesse”.
La procedura adottata dalla Giunta regionale - spiega una nota di via Cristoforo Colombo - adempie agli obblighi comunitari che prevedono, almeno un anno prima dell’aggiudicazione del nuovo contratto di servizio, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea di un avviso con informazioni puntuali rivolte a tutti i soggetti interessati all’aggiudicazione”.
L’avviso contiene un passaggio importante: si legge che “è attualmente all’esame degli uffici regionali una proposta di partenariato pubblico-privato avanzata da un’associazione di imprese per l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e gestione della ex concessa Roma-Lido, la cui eventuale dichiarazione di fattibilità potrebbe determinare una distinta e autonoma procedura di affidamento delle altre due ex concesse Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti”.
L’associazione di imprese cui fa riferimento la nota della Regione è quella formata dai francesi della Ratp - la società che gestisce le metropolitane parigine e i trasporti dell’Île de France - da Ansaldo e da altre società ed era già stata oggetto di una lunga querelle, con tanto di ricorsi ai giudici amministrativi, con la Regione. 
Questo bando non modificherà in via diretta la questione del concordato preventivo di Atac: le ferrovie concesse, infatti, erano già state cancellate dal testo del concordato fallimentare proprio in vista della scadenza del prossimo maggio. Ovviamente, rimane aperta la facoltà per Atac di partecipare al bando, esattamente come per Ferrovie dello Stato anche se Radio Campidoglio riferisce che nel dossier che il sindaco Raggi intende presentare al Governo su poteri e risorse, vi sia anche la soluzione del problema delle ferrovie facendole tornare - la Roma-Lido, la Roma-Giardinetti e, per la Roma-Viterbo almeno fino alla stazione Montebello - nella disponibilità esclusiva del Comune