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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Monica Cirinnà. Mostra tutti i post
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lunedì 7 settembre 2020

COMUNALI ROMA 2021, INTERVISTA A PAOLO CENTO



Chi pensasse a sinistra di riprendere un cammino interrotto dopo Veltroni, commetterebbe un errore. È politicamente cambiato tutto. Nella coalizione larga e nelle primarie fondamentali nel ridare la parola al nostro popolo, giudico che il dialogo che ci sarà a Garbatella l’11 settembre fra Amedeo Ciaccheri e Monica Cirinnà, sia importante e auspico che possa maturare in scelte comuni”.
Paolo Cento, consigliere comunale, tre volte deputato partendo dai Verdi, poi nell’Ulivo, quindi in Sinistra Ecologia e Libertà e ora in Sinistra Italiana, usa mille cautele verbali ma apre al potenziale sostegno alle primarie a Monica Cirinnà. 
Alla Sinistra non serve una battaglia identitaria ma dobbiamo confrontarci senza pregiudizi. A Roma non serve una Sinistra bonsai, cespuglio del Pd, ma una Sinistra che conta. La Cirinnà ha il vantaggio di essere “un’irregolare” del Pd e la possibilità convergenza va verificata fino in fondo”.

Cento, a quale idea di coalizione pensa? 
A sinistra dobbiamo fare una coalizione larga che, dal punto di vista sociale, deve andare dalle parrocchie al ceto medio in difficoltà come artigiani, piccole imprese, lavoratori precari. Poi il mondo dell’associazionismo, del volontariato, dei centri sociali. Questo è il “campo largo” cui dobbiamo rivolgersi per non consegnare Roma ai sovranisti e alle destre, radicate in città e, quindi, avversario competitivo”.

Virginia Raggi si è autodefinita “di sinistra”. La sua è davvero un’esperienza di sinistra?
No, quella della Raggi non è classificabile né come esperienza di destra né tantomeno di sinistra. Durante la quarantena se in questa città non ci fosse stato il mutualismo legato alle parrocchie o al mondo dell’associazionismo, saremmo sprofondati nella disperazione più totale. E questo è un canone che caratterizza la sinistra. Anche perché basta vedere lo scontro sulla Casa internazionale delle Donne per capire che non è una Giunta di sinistra. La Giunta Raggi ha preso i voti sulla speranza di un cambiamento radicale che non si è visto”.

Però, come, sulla morosità dei partiti che per decenni non hanno pagato un esiguo affitto, non possiamo dimenticare che il debito accumulato dalla Casa delle Donne è di quasi un milione di euro a fronte di canoni risibili.
Un conto sono le sedi di partito, un conto le realtà associative. La Casa internazionale delle Donne ha reso alla città un servizio in supplenza delle istituzioni assenti. La peculiarità di queste esperienze non si può piegare a un bando o a un regolamento. Però la critica alla Raggi non è limitata solo a questi aspetti: pensiamo ai piccoli imprenditori, ad esempio. In questi anni in Campidoglio non hanno avuto interlocutori né ascolto: basta vedere il pasticcio della ZTL di questi giorni. Ulteriore dimostrazione di una mancanza di visione”.

Qual è allora la sua visione della città per il futuro?
Roma deve essere inclusiva, che accoglie le fragilità sociali. Innovativa dal punto di vista tecnologico con grandi investimenti per le attività economiche mettendo anche in moto le università. E va ripensata e rilanciata la vocazione ecologica, anche in termini di infrastrutture”.

Sì ma i soldi per tutti questi grandi investimenti da dove li tiriamo fuori?
Va fatta un’opera di ristrutturazione del debito della città con il sistema bancario e con Cassa Depositi e prestiti. Serve un patto fra le forze politiche e i candidati Sindaco per i poteri e i fondi per Roma. Abbiamo il problema di spendere bene le risorse che abbiamo e che sono poche. Va rivista l’architettura istituzionale della città magari, anche a sinistra, riflettendo su quella proposta “Roma Regione” avanzata dalla destra un po’ di tempo fa”.

A parte gli aspetti sociali, le infrastrutture?
Roma ha bisogno di metropolitane leggere piuttosto che di quelle sotto terra che hanno tempi biblici e costi che si moltiplicano ogni giorno”.

Così perdiamo altri sette anni e mezzo dopo Marino e Raggi...
Se penso alla Tiburtina: sono quindici anni che è fermo il prolungamento della B da Rebibbia a Casal Monastero”.

mercoledì 2 settembre 2020

COMUNALI ROMA 2021, INTERVISTA A MONICA CIRINNÀ

"Amo la mia città, sono stata consigliera comunale per vent'anni. Sto valutando se partecipare alle primarie, che auspico si tengano. Sosterrò chiunque le vincerà. Le primarie servono a dare vita a una coalizione larga che vada oltre i partiti, aperta alle esperienze civiche: si deve sempre passare per il consenso. Vale per Monica, Zevi, Caudo”.
Monica Cirinnà non si nasconde: dopo cinque mandati da consigliera comunale, dopo l’elezione al Senato, è uno dei nomi della rosa Pd per la candidatura a Sindaco.
Una candidatura ben vista dal mondo LGBT ma quasi certamente avversata dalle “comitive” di tipo confessionale.
La questione non è la sfida cattolici contro laici. Penso di poter rappresentare un’area trasversale, dentro e fuori il PD, che si occupa di diritti civili e sociali, che sono un tutt'uno. È un diritto avere la città pulita come avere un congedo parentale. Su questo credenti e non credenti trovano il terreno per un impegno comune, lasciando insieme un segno nel tempo che vivono”. 
Disposta a fare accordi anche con i 5Stelle, magari al ballottaggio?
Lavoro con i 5Stelle al Senato da tempo. Avevamo posizioni lontane, c'è stata una loro evoluzione su tanti temi. Su Roma il discorso però è diverso: la crisi della città è sotto gli occhi di tutti, causata dal no perenne, a partire dalle Olimpiadi. Per vincere, non dobbiamo solo sottolineare le grandi mancanze di questa Sindaca, ma concentrarci in positivo per recuperare le romane e i romani che, delusi da destra e sinistra, hanno creduto alle promesse dei 5Stelle. È un errore pensare che chi va al ballottaggio si possa accordare con chi ne è rimasto escluso. A Roma c'è un 40 per cento di indecisi e delusi, anche elettori grillini. È a quell’elettorato che dobbiamo parlare, non all’establishment”.
Anche perché i 5Stelle non sono la vecchia Dc o il vecchio Pci con dirigenti in grado di controllare pacchetti di voti.

Non credo al “travaso” dei voti. Nell'elezione del Sindaco è determinante che il candidato crei una sua sintonia profonda con gli elettori, suscitando emozioni. Non penso che questo possa essere trasferito su un altro candidato. Chi arriverà al ballottaggio dovrà rivolgersi a tutti i cittadini. Il secondo turno è una partita nuova e solo così si può battere una destra oscurantista e pericolosa”.
Esiste una destra che le piace, non oscurantista, non pericolosa?
Quella liberale, di Carfagna, di Prestigiacomo, di colleghe con cui lavoro oggi per trovare un’intesa sulla legge contro l’omofobia. Una destra liberale, legata anche al mondo cattolico democratico”.
C’è un candidato nel centrodestra che teme?
Più che un nome posso tracciare un identikit”.
Tracci.
Potremmo essere insidiati da persone moderate, non legate alla ritualità del “camerata nero”, o avere una forte competizione con chi, anche a destra, si occupa di povertà ed emarginazione”
Sembra l’identikit di Guido Crosetto.
Non è romano anche se vive a Roma, persona per bene che stimo. È un identikit che potrebbe corrispondere ad altri profili nel centrodestra”.  
Parafrasando la canzone di Valeria Rossi, “Dammi tre parole”, tre punti di partenza per lavorare su Roma?
Manutenzione: pulizia, cura del verde, illuminazione pubblica, buon funzionamento del trasporto urbano, con grande attenzione alle aree più fragili. Lavoro: che vuol dire rilanciare ogni possibilità di occupazione per i romani e creare le condizioni per far rimanere i laureati a Roma. Vuol dire transizione ecologica, ricerca, servizi di qualità, commercio, turismo, una città attrattiva: non il disastro Raggi che ha fatto scappare tutte le grandi aziende, anche multinazionali. "Visione”: Roma deve riprendersi il suo ruolo nel in Italia e nel mondo. Per questo propongo a tutti i candidati di firmare da subito una "pax romana": anche chi perderà le elezioni dovrà fare un leale gioco di squadra per chiedere a Governo e Parlamento la piena attuazione della riforma dell'ordinamento di Roma Capitale, soprattutto per quel che riguarda la consistenza dei fondi destinati a Roma”.

giovedì 20 febbraio 2020

CASA DONNE/ LAURA CORROTTI: "MI ATTACCANO, MA IO VOGLIO SOLO CHIAREZZA"


Nessuno è ostile alle politiche attive contro la violenza contro le donne né si mette in discussione l’attività della Casa Internazionale delle Donne ma chiediamo chiarimenti sulla decisione di Zingaretti che annuncia i 700mila euro per la Casa”.
Laura Corrotti, consigliera regionale della Lega fra i promotori della approfondita analisi sulla vicenda della Casa Internazionale delle Donne, risponde così alla senatrice del Pd, Monica Cirinnà, che aveva parlato di “pregiudiziale ostilità” della Lega “alla tutela e alla promozione dei luoghi in cui le donne producono pensiero, cultura e pratiche di libertà ed eguaglianza”.

Consigliera, la Presidenza della Regione, però, ha diffuso una nota in cui, a proposito del tweet di Zingaretti in cui si annunciavano i 700mila euro per la Casa delle Donne, si parla di “errore della comunicazione”.
Sì e anche Zingaretti ha cancellato il tweet per poi rimetterlo ma senza la cifra di 700mila euro”.

Esatto.
Questo fa capire che la battaglia ha contribuito a smascherare un errore e ora cercano di mettere a tacere la questione. Gli atti restano: nella delibera 2017 con cui si stanziano 90mila euro per la Casa vi è un passaggio in cui si afferma che il valore economico reso dalla Casa è di 700mila euro che, però, saranno certificate nel 2018 dall’ASviS di Giovannini. E questo annuncio di Zingaretti via twitter arriva a pochi giorni dalle elezioni suppletive del Collegio dove ha sede proprio la Casa delle Donne”.

D’accordo, ma non crede che la Casa non sia in grado di produrre un consenso così rilevante da influenzare il risultato?
Che questi soldi possano spostare o meno dei voti, questa è comunque una campagna elettorale che si svolge sul territorio del Municipio I”.

Però, al netto dell’errore di comunicazione, erogare 700mila euro richiede un bando di gara.
Beh, il centrosinistra ha già provato a finanziare la Casa in modo diretto con l’emendamento al Milleproroghe poi dichiarato inammissibile. Non ci sono riusciti e si sono buttati sulla Regione Lazio”.

Lei si sta battendo sulla vicenda delle case popolari agli occupanti abusivi.
Il Pd aveva tentato di inserire nella legge di bilancio 2020 una riserva del 10% delle case popolari ai “privi di requisiti” ovvero agli occupanti abusivi. Nel collegato alla finanziaria in discussione ora, controfirmata dal consigliere 5Stelle Marco Cacciatore, stanno cercando di inserire di nuovo questa riserva per gli abusivi. Io ho presentato una apposita proposta di legge e non si può affrontare un tema così con un emendamento al collegato alla finanziaria”. 

mercoledì 24 ottobre 2018

A FIUMICINO REGISTRATA ALL'ANAGRAFE BIMBA CON DUE MAMME


Si chiama Ginevra, “Splendente fra gli Elfi” o “Spirito luminoso”, ed è una frugoletta nata a Fiumicino, pochi giorni fa. Con due mamme, Clausia Bortolini e Ilaria Piersanti. E da ieri è una nuova cittadina del Comune di Fiumicino, visto che il sindaco, Esterino Montino, l’ha iscritta nei registri dello Stato Civile come figlia di due mamme unite civilmente da alcuni mesi. Claudia e Ilaria hanno avuto Ginevra grazie alla fecondazione eterologa in Spagna, dove la pratica è aperta anche alle coppie di donne e alle single.
Fiumicino deve essere la città di tutti e di tutte le famiglie - ha commentato il sindaco Montino - e riconoscere entrambe le mamme di Ginevra significa riconoscere a lei tutti i diritti e ai suoi genitori tutti i doveri. Sebbene non ci sia ancora una legge che riconosca le famiglie arcobaleno in Italia, i tribunali hanno tracciato una strada che non possiamo ignorare e che si basa sul principio imprescindibile del superiore interesse del minore. Dove alcuni tacciono davanti ai bisogni dei cittadini e dove altri discriminano i bambini per il colore della loro pelle o per l’orientamento sessuale dei genitori, noi non ci tiriamo indietro. Siamo felici di avere potuto accogliere questa nuova famiglia nel nostro Comune e di avere partecipato alla gioia di Claudia e Ilaria per l’arrivo di Ginevra”.
Spiega meglio la questione Monica Cirinnà, senatrice (Pd), che di Montino è la compagna ma che, soprattutto, è l’autrice della norma attuale sulle unioni civili: “Quando le Unioni civili sono state approvate, la politica ha scelto di non decidere sul tema dei figli delle famiglie arcobaleno. Per cui, l’applicazione della norma viene demandata ai Sindaci o ai giudici. Chi fra loro applica la legge riconoscendo la doppia genitorialità (due donne o due uomini) va nel senso di riconoscere come corretta l’interpretazione che vede recepita la modifica stabilita dalla Corte Costituzionale che, riconoscendo anche in Italia la fecondazione eterologa, ha anche stabilito il divieto di disconoscimento del nato da parte del genitore non biologico”. In parole povere, se una coppia ricorre alla fecondazione eterologa, il componente della coppia che non è genitore biologico, non può non riconoscere il figlio nato. 
Ringraziamo il Sindaco Montino per la disponibilità che ha dimostrato nei nostri confronti - hanno detto le due mamme - e ci auguriamo che sia d’esempio per tutti quei sindaci che ancora tacciono o, peggio, mettono la testa sotto la sabbia. A loro vorremmo dire che le nostre famiglie esistono e al di là del colore politico di ognuno, riconoscendole non si fa un torto ad altri, ma anzi si rende migliore la vita dei bambini, delle mamme e dei papà. Ed è quello che un’amministrazione dovrebbe fare. Alle altre famiglie vorremmo dire che ci sono tanti sindaci pronti a riconoscerle e che non è più tempo di avere paura”.
Andare verso questo riconoscimento dei figli nati con la fecondazione eterologa - spiega ancora la Cirinnà - significa per i bimbi vedere loro riconosciuti una serie fondamentale di diritti: il mantenimento anche in caso di separazione dei genitori, l’inserimento nell’asse ereditario, il riconoscimento espresso delle famiglie di origine dei genitori, quindi, nonni, zii, cugini. Insomma, significa consegnare loro la possibilità di vivere appieno la famiglia”.
"Da assessore alle Pari Opportunità - ha aggiunto l’assessore Anna Maria Anselmi - sono felice di questo risultato che è u00n altro passo verso l’affermazione dei diritti civili a pieno titolo”.

lunedì 2 dicembre 2013

LE ODIOSE STRUMENTALIZZAZIONI

Era il 19 febbraio 2009.
Via Cristoforo Colombo, in direzione Roma centro, superata via Capitan Bavastro.
Giornata fortemente ventosa, come quella odierna.
La tragedia: da uno dei pini marittimi collocati al centro della carreggiata si stacca un grosso ramo. Cadendo, travolge un motociclista, Daniele Innocenzi, dermatologo, di 54 anni.
Purtroppo, non c'è nulla da fare: i medici giunti in soccorso non possono che constatare il decesso del centauro.

Ovviamente, da parte di alcuni esponenti del Pd romano, è una ghiotta occasione per attaccare Alemanno. A dare man forte all'attuale vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e a una depuata, ci si aggiunge anche il Codacons di Carlo Rienzi che, in quegli anni, a tutto sembrava interessarsi tranne che alla difesa dei consumatori. A tutto quello - vedasi il restauro del Colosseo - che dava spazi e spazietti sui giornali.





Oggi, in circostanze praticamente analoghe, si verificano due nuovi episodi, sempre sulla Colombo. 
Fortunatamente, nel secondo il centauro rimane solo (si fa per dire) ferito.



 
Sarebbe sciocco, oggi, chiederne conto ai Marino, vuoi al Sindaco, vuoi all'assessore all'Ambiente.

C'è solo il cordoglio per una vittima innocente e la vicinanza a un ferito.
E, speriamo, che la coscienza di chi, all'epoca, strumentalizzò, oggi gli consigli di vergognarsi. In silenzio, possibilmente.