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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 16 settembre 2017

NEL NUOVO STADIO 1.430 TELECAMERE


La media è una telecamera ogni 620 metri quadri: lo Stadio della Roma di Tor di Valle sarà un luogo con una elevatissima incidenza del Grande Fratello. In totale ci saranno 1430 telecamere che controlleranno e registreranno h24 ogni cosa che succederà negli 890mila metri quadri della superficie totale dell’intervento, dell’area commerciale, fra le piazze degli uffici, nei parchi, sugli approdi delle barche, sui ponti pedonali. La parte del leone la farà lo Stadio: 650 gli occhi elettronici puntati fra dentro e fuori l’impianto. Lo Stadio ha una sua sala controllo, separata da quella generale ma ad essa collegata durante eventi sportivi o di altro tipo e in connessione con i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, la Polizia e i soccorsi sanitari. 
Il maxischermo di chi controllerà le immagini in diretta nella Sala Controllo generale avrà una diagonale di quasi 17 metri e costerà 163mila euro. Sei le postazioni, ognuna con un monitor da 32 pollici (praticamente un televisore). Solo il server ha un costo di 565mila euro mentre per il sistema di gestione dei flussi di immagine la Roma spenderà 530mila euro. 
Le telecamere saranno di cinque tipi diversi. Una ventina saranno quelle che rilevano i numeri di targa delle auto: ovviamente di ultima generazione, impossibili da ingannare con flash o altri sistemi che sfruttino la catarifrangenza della targa e saranno poste a tutti gli ingressi carrabili dei parcheggi e della viabilità interna dello Stadio ma anche sulla via del Mare/Ostiense dove saranno realizzati gli svincoli per entrare a Tor di Valle. 
Una dozzina circa, invece, quelle termiche: serviranno per controllare la recinzione di confine della nuova Trigoria - l’area di allenamento della prima squadra - che, quindi, diventerà inaccessibile ai curiosi. Ciascuna camera termica, in grado quindi di rilevare il calore di un corpo, sarà affiancata ad una ad alta risoluzione destinata, quindi, a rendere riconoscibile (anche a fini giudiziari) un evento. 
Nelle aree di parcheggio e lungo le principali direttrici - aree commerciali, percorsi pedonali, piste ciclabili, attracchi sul fiume - verranno posizionate anche le telecamere ruotabili a 360 gradi, dotate, quindi, della tecnologia per seguire un evento con un potente zoom e una risoluzione di altissima gamma. 
Ultime, le telecamere 4K, quelle di ultimissima generazione che serviranno non solo per sorvegliare le strade ma soprattutto avranno la caratteristica di rendere identificabile a fini giudiziari un soggetto. In sostanza, hanno una tale qualità di immagine che il soggetto autore di un reato sarebbe perfettamente visibile e identificabile senza alcuna possibilità di incorrere in errore. 
Le telecamere saranno collocate quasi tutte sui pali della luce, a 4 metri e mezzo di altezza dal suolo, quindi in una posizione inattaccabile. E non solo sono tutte dotate di una sensibilità alla luce che le rende pienamente operative sia di giorno che di notte, ma anche il sistema di illuminazione pubblica è stato studiato in funzione proprio delle riprese del circuito di sorveglianza.  
Un discorso a parte merita la sicurezza dentro lo Stadio o subito fuori di esso in occasione di partite di calcio o di altri eventi, tipo i concerti, che la Roma prevede di poter tenere nel futuro nuovo impianto. Come detto, ci saranno 650 telecamere puntate, con server in grado di registrare ogni immagine e tenerla automaticamente in memoria per 7 giorni, a disposizione eventualmente dell’autorità giudiziaria. Dopo 7 giorni le immagini saranno cancellate in automatico. Le telecamere saranno dotate di diversi tipi di tecnologia: da quelle di “rilevamento” di un evento a quelle in grado di rendere identificabile un viso. Le immagini riprese dentro o fuori lo Stadio viaggeranno o con il wifi o su linee a fibra ottica. 
Quando saranno in calendario incontri di calcio o altri eventi da tenersi nello Stadio - da evidenziare che si può arrivare fino a 71mila persone dentro il catino dello stadio in occasione di concerti sfruttando il prato e che l’area esterna all’impianto sportivo è dotata di una cavea all’aperto da 5mila posti per concerti o altri eventi - il sistema di sicurezza e di controllo verrà ampliato con la connessione diretta con la Sala Controllo generale per monitorare in coppia il ponte pedonale nord (quello dalla stazione Magliana del treno Orte-Fiumicino Aeroporto), la passerella dalla stazione Tor di Valle della Roma-Lido, i parcheggi multipiano e quelli a raso, le strade di accesso, i parchi e le aree commerciali. Dopo di che, per accedere allo Stadio vero e proprio sono previsti 6 percorsi che conducono ai cancelli con i tornelli alti e invalicabili. Ingressi dedicati per i servizi di emergenza, la stampa, i VIP. Nel progetto, poi, per garantire la sicurezza in caso di eventi particolari, viene prevista anche la possibilità di installare sistemi di controllo con metal detector e con raggi X sul modello di quelli adottati negli aeroporti.  

lunedì 12 agosto 2013

Ipocrisia in salsa rainbow

Pantaloni rosa, emarginazione, abbandono, solitudine, derisione.
Quanto accaduto a San Basilio è terribile. Gettarsi da un terrazzo per la derisione e l'emarginazione causate dalla propria sessualità è devastante. Lo è sempre, ma ancor di più quando la vittima di questa solitudine ha quattordici anni, l'età in cui il mondo dovrebbe apparire pronto per essere conquistato e non una camera oscura le cui pareti si chiudono ogni giorno sopra di noi.

È giusto e sacrosanto che le Associazioni Lgbt chiedano una legge contro l'omofobia. Al di là dei contenuti di questa norma, oggetto di acceso dibattito, deve essere un segnale di civiltà che il nostro Paese smetta i semplici panni del Gay Village e di Muccassassina o del Gloss - per citare solo gli happening romani e tralasciare le altre decine sparse in tutte le altre città - e passi ad una tutela superiore.
Una tutela che deve essere quella dei diritti per le coppie gay, diritti come una normale vita comune priva di quegli inciampi da cui oggi le ordinarie coppie etero sono già esentate come l'eredità, il subentro negli affitti, il diritto ad assistere il/la propria partner senza restrizioni.
E, una tutela che deve essere anche quella della protezione da quei supposti machi e accertati idioti che ritengono loro diritto insultare, deridere, pestare o uccidere un altro essere umano solo perché "diverso". Diverso da chi, poi, è ancora tutto da chiarire.

Detto questo, però, mi domando come mai le Associazioni Lgbt si muovano solo in alcuni casi e non per tutti.

Tutti ricordiamo la quantità inverosimile di polemiche sul Liceo Socrate dato alle fiamme. Prima ancora che gli inquirenti avessero stabilito cosa fosse realmente accaduto, abbiamo avuto un profluvio di dichiarazioni sull'omofobia. Poi si è scoperto che era la vendetta di quattro studenti idioti (giustamente, a questo punto) bocciati.
E, poi, oggi.

Eppure, fra i due eventi - Socrate e suicidio - altri due eventi che hanno visto il mondo gay interessato sono rimasti stranamente silenziosi: il 27 luglio scorso un uomo viene rinvenuto cadavere nel proprio appartamento a Monteverde, dopo un probabile gioco erotico gay
Due giorni dopo, il 29 luglio, il corpo di Andrea, trans di 28 anni, viene trovato al binario 10 della Stazione Termini.
Centro di Roma o quasi. Due articoli e poi silenzio.
Nessuna mobilitazione, nessuna dichiarazione, nessuna richiesta di legge contro l'omofobia, nessuna fiaccolata.
Tutto sotto silenzio.
Viene da chiederei il perché.

Forse che un uomo che incontri la morte in seguito a qualche incontro clandestino sia meritevole di minor interesse di un Liceo?
Forse che ammazzare di botte, a bastonate, un trans abbia minori diritti di attenzione di un ragazzo che si suicida? 
Forse che vi è la cattiva coscienza di chi, in campagna elettorale, parlava di una Roma antigay e oggi dovrebbe spiegare due morti in 2 giorni?

O, forse, Liceo e suicidio offrono migliore visibilità mediatica delle vita di un trans e di un uomo?
Verrebbe da pensare che il perbenismo - che spesso sconfina con ipocrisia - alberghi tranquillamente nelle Associazioni Lgbt.
Verrebbe da pensare che le stesse Associazioni si muovano solo quando la battaglia appare facile in partenza.
Perché - Andreotti diceva che "a pensar male"... - è difficile chiedere un legge anti omofobia per la morte di uno che rimedia, forse, marchettari. È difficile chiederà per un trans, che vive di marchette alla Stazione

A me sembra una grande ipocrisia. Un'ipocrisia rainbow che discrimina i gay in soggetti di serie A e di serie C. La B, la saltiamo a piè pari. È meglio.


Rep&Cor: Pulitzer del lecchinaggio

Ci siamo tolti uno sfizietto che vi proponiamo: una piccola ricerca sugli articoli dei mesi ante-Marino e una riguardo oggi. 
Articoli dei più accesi coristi del Chirurgo (citazione da Arfio), roba da Pulitzer del lecchinaggio: Repubblica e Corriere della Sera.

Ieri, come da giorni si sta verificando, un paio di fatti di sangue. Trattati così come per cinque anni né Cor né Rep hanno mai fatto. Con normale spazio, normali commenti, normali titoli.
Poi un paio di istantanee dei mesi passati. Tenore ben diverso: neanche Stephen King avrebbe saputo far trasudare così tanto terrore da quelle pagine.

Alcuni di quei colleghi professorini, in passato, hanno sostenuto: "Beh, Alemanno ha vinto speculando sulla sicurezza. È giusto che ora ne paghi lo scotto".
A parte che non sono mai stato convinto che rientri nei compiti del giornalista quello di vestirsi della toga e di esprimere giudizi, anzi, vere e proprie sentenze, ci sono un paio di articoli dei quali quegli stessi colleghi, dovrebbero chiedere conto oggi a Marino (e a Miccoli).

Per farlo, però, servirebbe spina dorsale e non lingua chilometrica.



domenica 11 agosto 2013

#RomaSemprePiùViolenta

Cerchiamo di ricapitolare.

Un paio di settimane fa, un uomo viene rinvenuto cadavere nel proprio appartamento a Monteverde. Sul corpo ferite varie e il sospetto che sia stato ucciso al termine o durante un rapporto sessuale gay.
Il giorno seguente, Andrea, trans di 28 anni, viene trovata morta al binario 10 della Stazione Termini. L'hanno massacrata di botte.
Un gruppo di nomadi uccide, dando loro fuoco, nove cani di una clochard colpevole di aver "occupato abusivamente" con il suo amore per gli amici a 4 zampe uno spazio che essi ritenevano di loro proprietà. 
Un gruppetto di altri nomadi sceglie un cucciolo di cane per sostituire un Supertele o un Tango: lo usano per giocarci a pallone fino a che - ma tu guarda un po'... non fanno più i cagnolini resistenti come una volta - il cane si "rompe" e viene abbandonato su un cumulo di rifiuti.
Terrore nei campi Rom attrezzati da Alemanno: nessuno controlla più e i violenti, i mafiosetti di etnia x, y o z, la fanno da padrone. Per questo, molti nomadi tornano nei vecchi campi. Riaprono, in men che non si dica, i vari Casilino 900, Casilino 700, e via dicendo. Ovviamente, questa è la versione ufficiale. Ci sarebbe da capire ad esempio, come mai l'Associazione 21 Luglio stia preparando le task force di avvocati per far assegnare ai nomadi le case popolari, nel più totale silenzio di Marino, Nieri e comitiva. 

Proseguiamo.

La prostituzione in strada è tornata ai livelli 2007: decine di ragazze in strada, praticamente con un filo di cotone fra le chiappe, nel piu totale silenzio dei nostri colleghi pennivendoli.
Abbiamo perso il conto dei borseggi e dei vari arresti di nomadi in metro, bus, stazioni, strade che da un paio di mesi popolano le pagine di alcuni giornali.
Ma ricordiamo bene una vigilessa crocchiata di botte alla stazione matto di piazza di Spagna: riprendere le nomadi mentre fumano e avvisare i viaggiatori di fare attenzione ai borseggiatori... beh è colpa gravissima. Alla fine, telefonatina di rito di Marino.
Ieri l'attacco del Governo di Sua Maestà e dell'Ambasciatore britannico a Roma: occhio che vi rapinano.
Stanotte, accoltellamento di un diciassettenne in strada.
Poco fa, a Castel di Guido, nomadi (ma guarda un po') rapinatori in fuga, causano incidente con 7 feriti.
Dove sarà la ragazza di cui Marino cianciava in campagna elettorale? Sarà rientrata nel libro dei sogni?

E, sicuramente, me ne sono scordati un bel po'.

Sarebbe il caso che, dopo le sacrosanta lacrime versate per il quattordicenne gay suicida, Arcigay e Digayproject ci spiegassero in cosa la Roma di Marino sia diversa da quella tanto vituperata di Alemanno: scritte omofobe ci sono sempre, suicidi ci sono purtroppo. 

Ah, sì, con Alemanno non si erano conteggiati omicidi gay. Con Marino siamo già a due!

Altrimenti, dovremmo pensare che queste due associazioni esistono non per tutelare i gay, ma per tutelare se stesse: una per beccarsi i fondi e i permessi per il gay village e l'altra per perpetuare se stessa dopo aver ottenuto svariati favori dal Lupo cattivo Alemanno.

Sarebbe ore che il Pd facesse un esame di coscienza: dopo cinque anni passati a strillare che era colpa di Alemanno, ora governano tutto: Regione e Comune. Si assumano le loro responsabilità. 
Se questi signori - i nomi sono sempre gli stessi: Miccoli, Gasbarra, Valeriani, Foschi, Nanni, De Luca, Marroni, Argentin, Meta e altri - avessero un briciolo di coscienza dovrebbero dimettersi in blocco, una volta per ciascuna delle volte in cui chiesro le dimissioni di Alemanno.

Difendo sempre Roma e rispedisco al mittente le idiozie degli inglesi. 
Mi schiero senza riserve dietro il mio Sindaco - anche se non l'ho votato - quando difende Roma. 
Perché, a differenza degli scherani del "muoia Sansone con tutti i Filistei", io amo la mia città.

Ma ormai è un nuovo hastag: #RomaSemprePiùViolenta


Albione, mai così perfida

Borseggi, rapine anche a mano armata, furti e furterelli vari. Non è una novità. E non lo è neanche l'allarme lanciato. Certo, che non si tratti di un'inchiesta giornalistica dell'Economist ma di una posizione ufficiale del Governo di Sua Maestà la Regina di Inghilterra sicuramente rappresenta un salto di livello.
Fa bene il sindaco Marino a ribellarsi: Roma non è solo questa raccontata dalle altrui mani in tasca.

Restano, però, aperte un paio di questioni: dove sono i comunicati di fuoco dei vari Marco Miccoli, Ileana Argentin, Enzo Foschi, Massimiliano Valeriani, Dario Nanni, Athos De Luca, e compagnia cantando?
Per cinque anni, questi signori hanno sparato alzo zero non su Alemanno, ma su Roma. Ogni occasione era buona: da articoli di giornale a reali fatti di cronaca, più o meno gravi, non passava occasione senza che questi signori gridassero con isteria "colpa di Alemanno". Si, poi c'era anche il refrain di Miccoli "il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto". 
Beh, pensare che in due mesi Marino sta facendo rimpiangere quel "peggior Sindaco" è vagamente una pena de contrappasso. Il loro "tanto peggio, tanto meglio" oggi torna indietro come un boomerang.
Spiace, però, pensare che questa situazione, grazie alla collateralità ideologica di esponenti piddini e, soprattutto, di SeL sia destinata a peggiorare.

In due mesi, Marino ha abbandonato qualsiasi politica di controllo nei confronti dei Rom. Non passa giorno senza che vi siano articoli sui borseggi, le aggressioni, le carognate - perché uccidere 9 cani dando loro fuoco o giocare a pallone con un cucciolo sono solo carognate - e le proteste inascoltate dei cittadini. La favoletta della ragazza Rom che Marino ha raccontato in campagna elettorale è bella che finita.

Igna', svejete!

mercoledì 7 agosto 2013

Improvvisiamo l'improvvisazione


Ma sì, buttiamo la lì un po' di sana italica improvvisazione: il segno distintivo di questo inizio di consiliatura targata Marino-Pd.

Urbi et orbi annunciamo la "pedonalizzazione" di via dei Fori Imperiali
Le proteste? Non nobis domine. 
Non ci saranno più auto. Poi ne passano, praticamente, tante quante prima e, per di più, a velocità degne di Vallelunga. 
Soluzione? Facile: mettiamo un bell'autovelox
Peccato che il codice della strada, come Marino amaramente scoprirà a breve, non consenta di installare autovelox fissi sulle strade urbane. 
Per i distratti colleghi di Repubblica e Corriere: riguardarsi i pezzi relativi alla scomparsa di Eva Bohdalova, la ciclista 28enne uccisa da un taxi in via dei Fori Imperiali nel 2009.
Quindi, altra promessa che non potrà essere mantenuta: il limite dei 30 km/h.
Il regno dell'improvvisazione prosegue, alimentato da una segnaletica stradale approssimativa.

Qualche giorno prima il sindaco Marino, praticamente ancora fresco di insediamento, caccia il comandante dei Vigili, reo, ufficialmente, di aver fatto partire con ritardo una grandiosa operazione anti abusivismo commerciale nel I Municipio.
Ovviamente, solo Repubblica e Corriere hanno creduto alla motivazione.
Lasciamo ad altri il compito di spiegare questa scelta nella quale l'improvvisata operazione abusivi ha un ruolo più che marginale, come dimostrano i mancati inviti a Buttarelli ad alcune riunioni importanti, anche con il Prefetto.
Fatto sta che dell'operazione anti abusivi - costata un bel po' di soldini di straordinari - non si sente più parlare, anche perché i Vigili devono supplire alla mancata segnaletica ai Fori e non possono certo correre dietro a chi vende pallette di gomma o borsette finte.
E, fatto sta, che dopo due mesi, la Municipale è ancora senza un Comandante: la povera - e pur brava - Donatella Scafati sta facendo solo la reggente con scarse chanche (e, forse neanche il desiderio) di rimanere sulla poltrona di via della Consolazione.
Super improvvisazione mascherata dal mantra dei curricula.

Capitolo discarica
Tutti ricordiamo in campagna elettorale le grandi promesse sulla differenziata e sui no alla discarica. Dopo gli ultimi avvenimenti vediamo un Sindaco - e una Giunta - che cadono dal pero e che prendono tempo, non sapendo come spiegare che le discariche servono anche quando la campagna elettorale finisce. 
Il virus dell'improvvisazione colpisce anche la Regione: Zingaretti - dopo aver latitato da Presidente della Provincia - ora, da Presidente della Regione non vuol sentire ragioni: la discarica si farà e si farà all'Ardeatino. E che non se ne parli più. E guai se un paio di Ministri della Repubblica provano a dire "bai": è solo una cosa "folle" e "stravagante".
Ovviamente, il tutto con la compiacenza acquiescente e silenziosa dei mastini della democrazia, dei difensori dei poveri e degli oppressi.

Capitolo nomadi
In campagna elettorale, durante il confronto con Alemanno, Marino se ne uscì con la storiella della nomade volenterosa ma ben si guardò dal dire cosa avrebbe fatto con i campi nomadi trincerandosi dietro il più diplomatico "solo la legalità". 
Oggi - nemmeno due mesi dopo l'avvento suo e della sua Giunta - i campi faticosamente messi in piedi da Alemanno vengono abbandonati. 
Si dirà: aveva sbagliato Alemanno a farli. 
Forse. 
Però si ripopolano quelli vecchi - fra le inascoltate proteste dei residenti - proliferano gli arresti di borseggiatrici in erba, aggressioni ai Vigili, maltrattamenti agli animali - ah, ma la Cirinnà dove sta? - maltrattamenti alla città. Basta una telefonatina di prammatica? 

Ma come smentire la veste dell'improvvisatore? Anche perché lo vorrei proprio vedere Marino che fa sgomberare un campo rom: le facce di Nieri e dell'Associazione 21 luglio potrebbero riempire per giorni gli obiettivi dei fotografi!

mercoledì 31 luglio 2013

Distrazioni

Probabilmente la colpa dev'essere la mia: devo essermi distratto e aver, quindi, perduto qualche notizia. Tuttavia, un paio di giorni fa, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo ucciso nella propria casa a Monteverde probabilmente durante o dopo un gioco erotico in un rapporto omosessuale. Un evento tragico sul quale gli inquirenti stanno ancora indagando. 

Il giorno successivo, alla stazione Termini, binario 10, è stato rinvenuto il corpo senza vita di un transessuale di 28 anni, massacrata di botte e abbandonata come un sacco dell'immondizia in discarica. Anche qui, le indagini sono in corso.

Quel che temo di essermi perduto sono le comunicazioni sociali delle associazioni Lgbt, di chi oggi siede in Assemblea Capitolina e di chi ieri otteneva favori vari dalla pessima Amministrazione Alemanno, come, ad esempio, l'Ama gratis in occasione di un evento a Piazza Farnese.
Come dimenticare le fiaccolate, i comunicati, le interviste e le prese di posizione di questi personaggi, prontissimi ieri a incassare prebende per il proprio orticello - ad esempio la proroga di una settimana per l'apertura del Gay Village o intercessioni della Beata Vergine per avere la sede dall'Ater - e poi a rivoltarsi e mordere la mano che, assai generosamente, li aveva nutriti!

Poi, certo quanto alti si alzarono gli strepiti per il Liceo Socrate: sfortunatamente si trattava di studenti asini e idioti, ah ma quale Santa Indignazione si levò in quell'occasione!
Evidentemente faceva più audience il Socrate di due morti. Anche perché ci dovrebbero spiegare dove sia ora quella celeste sicurezza che annunciavano trionfanti il12 giugno!


Giulio Andreotti diceva che la riconoscenza è sempre il sentimento del giorno prima. Non deve però aver detto nulla circa il diverso valore mediatico di due vite contro un liceo.

O forse ho perduto anche questa!


martedì 30 luglio 2013

Esquilino, sempre più terra di nessuno

Quasi del tutto terminati i lavori di rifacimento dei marciapiedi, degli scivoli per i portatori di handicap e i percorsi per non vedenti di piazza Vittorio Emanuele - voluti dalla precedente Amministrazione e contestati dal PD dell'Esquilino come una trovata elettorale - il quartiere ripiomba nel limbo oscuro dell'abbandono.
I Giardini Calipari ospitano la consueta rassegna del cinema d'estate.
All'esterno, le mura perimetrali del giardino sono tornate ad essere latrina a cielo aperto.
Le doppie file sono ormai un ricordo: siamo giunti alla terza fila! I parcheggi riservati alle due ruote sono ostaggio di una guerra silenziosa con le automobili che vi sostano imperterrite, in special modo quando, in alcune sere, il Radisson Hotel organizza serate musicali. In queste serate, dalle 19 fino a dopo l'una di notte, oltre i posti moto, le strade intorno al mercato rionale si trasformano nella sosta di fantasia: fermate dell'autobus, scivoli o posti per disabili, strisce pedonali, incroci, tutto fa brodo per lasciare la macchina.
In via Napoleone III sono scomparse le borchie che delimitavano la corsia preferenziale. A domanda, la risposta: poiché le automobili vi passavano sopra causando rumore, queste sono state tolte. In sostanza, dato che nessuno reprimeva la doppia fila, la legalizziamo, togliendo le borchie e rimuovendo la fonte del rumore!
In via Principe Eugenio, di fronte la gelateria Fassi, la corsia di marcia normale è quella preferenziale: dalle 8 di mattina alle due di notte, la lotta è quella per trovare un posto di doppia fila. Sarebbe ora che Vigili e Atac rimuovessero le borchie anche da lì!
I portici - nonostante gli sforzi di (alcuni) operatori Ama - sono invasi di manifesti abusivi e di qualsiasi genere di immondizia: dalle cartacce a cose ben più consistenti.
Alcuni esercizi commerciali - qualche bar e molti fruttaroli - fanno orari tanto prolungati che ancora in piena notte o nei giorni festivi, hanno le saracinesce aperte o semiaperte.

Come non ricordare, a questo punto, la gran mole di articoli che hanno colorato le pagine dei nostri eroici quotidiani nei cinque anni scorsi?
Oggi, tutti impegnati a enfatizzare la "pedonalizzazione" dei Fori Imperiali, devono avere assai poco spazio da dedicare al resto della città.