*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Communia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Communia. Mostra tutti i post

domenica 25 agosto 2013

Okkupazioni (con bandiera rossa) atto secondo


C'è occupazione e okkupazione.
Attenzione, signori, se lo scrive Il Fatto Quotidiano la cosa si fa seria.

Se è vero - come è incontestabilmente vero - che Repubblica e Corriere sono le corde vocali del Campidoglio, è altrettanto vero che Il Fatto Quotidiano è la Tass delle Procure.
Per cui, se il Corriere, nei giorni scorsi, sviolina il Campidoglio per la vicenda okkupazioni e sgomberi - ci riferiamo alla storia del centro sociale Communia a San Lorenzo   Athos o della limpidezza: Okkupazioni: avanti tutta (con bandiera rossa) - sposando l'attacco politico di SeL alla Questura e coprendosi di ridicolo nel ripetere in modo isterico-parossistico che il Comune non era complice nell'infame sgombero, quando oggi si legge sul Fatto che ci sono due diversi tipi di occupazioni, quelle del privato e quelle con la k, allora mi preoccupo.

Anche le Procure rimarranno in silenzio di fronte all'ondata di nuove occupazioni che questo clima sta annunciando?


L'offensiva è chiaramente partita: qui in gioco c'è la credibilità di SeL nel dare agibilità politica e coperture a questi movimenti. 

Il silenzio di Marino e del Pd è inquietante e può voler significare che il Pd, lacerato nella lotta fratricida fra le sue correnti, non sia in grado di opporsi a quello che appare sempre più come uno strapotere di SeL. 
Voci di corridoi capitolini parlano di SeL in grande agitazione per arraffare poltrone e prebende e di un Pd sempre più in affanno nell'arginare questa scalata dei vendoliani.

E Marino?
Marino, trascurato dal vero sindaco, Goffredo Bettini, impegnato a tessere la tela dei renziani su scala nazionale, vivrebbe nel suo mondo Mulino Bianco, fatto di pedonalizzazioni e biciclette, non curandosi di queste cose plebee.

Evitiamo di entrare nel merito della quantità di luoghi comuni contenuti nell'articolo la cui tesi di fondo è che le okkupazioni fatte in nome dell'interesse collettivo alla fin fine sono meno gravi di quelle fatte in nome dell'interesse privato.
Che poi a me ricorda la distinzione, tanto cara ad alcun uomini politici nel periodo di Tangentopoli, fra quelli che rubavano per arricchire se stessi e quelli che rubavano per il partito.

Curioso che lo stesso metro di giudizio sia usato dal giornale di Travaglio!

domenica 18 agosto 2013

Comune-Questura: guerra fredda?

È solo tensione o ormai fra il Campidoglio e San Vitale siamo ai "carissimi nemici"?

Il Corriere della Sera ci tiene molto a sottolineare che il Campidoglio non sapeva nulla dello sgombero del centro sociale Communia di San Lorenzo.
La genuflessione del Corrierone è molto politica e serve alla sinistra romana - che nella redazione romana del Corriere conta accanitissimi sostenitori -  per mantenere vuoi rapporti con l'area antagonista, già orfana di Andrea Tarzan Alzetta, silurato per far posto alla leader del mondo Lgbt romano, Imma Battaglia, troppe volte candidata e altrettante rimasta senza seggio.

Però, a parte questo aspetto politico, c'è una verità inquietante che si fa strada.

Che i rapporti fra la Questura e il Campidoglio non fossero idilliaci, era cosa nota e notata già dalla irritatissima reazione di Marino, che si è visto rovinare la festa per la corsia preferenziale dei Fori Imperiali, da un drappello di manifestanti-contestatori per la vicenda discarica.
In quell'occasione, Marino non le aveva mandate a dire al povero questore, Fulvio Della Rocca.
Il Pd, ovviamente, si era subito risentito e aveva addirittura presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno, Angelino Alfano.
Perché, è cosa nota, a sinistra e solo a sinistra c'è libertà di contestare, interrompere i comizi, gli happening, le inaugurazioni. Lì è esercizio democratico. Al contrario, sono solo volgari blitz fascisti. 

Ma torniamo alla guerra fredda Questura-Campidoglio.


Dopo quell'episodio, sembrava che fosse tornato il sereno, o, quanto meno, che i rapporti fossero tornati a un livello normale.
Invece, invece... l'ansia del Campidoglio, devotamente amplificata e rilanciata dal Corriere, di sottolineare la non conoscenza dello sgombero, significa anche ribadire la distanza - fredda e siderale - fra Palazzo Senatorio e San Vitale. 

È cosa nota che il Questore a Roma ruoti con una certa frequenza. Fulvio Della Rocca è arrivato a guidare Roma a metà giugno 2012. Non è inverosimile ritenere che di qui a qualche mese Della Rocca vada altrove. 
Ma, proprio per questo, la guerra così aperta da parte del Campidoglio ha poche giustificazioni. 
O, forse ne ha una. 
Forse che Marino vuole scegliere lui il Questore?
Questa guerra, allora, assumerebbe un chiaro colore preventivo: lamentarsi, lamentarsi, lamentarsi per acquisire crediti quando sarà il momento di scegliere il successore di Della Rocca.

Okkupazioni: avanti tutta (con bandiera rossa)

Sotto il velo del politically correct, il Corriere della Sera di oggi, ci annuncia la probabile linea politica che, per il prossimo quinquennio, regolerà il Campidoglio in materia di okkupazioni (rigorosamente con la "k").

La vicenda del Communia - il centro sociale occupato nelle ex fonderie Bastianelli a San Lorenzo e sgomberato due giorni fa dalla Questura - è molto suggestiva.

Già due giorni fa, coprendosi abbastanza di ridicolo, il Corrierone ci annunciava che il Campidoglio era stato tenuto all'oscuro della decisione di sgomberare lo stabile
E, nello stesso pezzo, veniva raccolta l'amorevole e autorevole voce di Sinistra Ecologia e Libertà - per bocca di Gianluca Peciola e del vicesindaco Nieri - che mandava un messaggio trasversale ma chiaro: lì non si specula. 
Il che, tradotto, significa: del privato, dei suoi interessi, dei suoi soldi e dei suoi investimenti non ce ne frega nulla. Quella è roba nostra e non vi faremo fare nulla.

Il ridicolo del Corriere era legato alla ripetizione ossessiva di questa inconsapevolezza capitolina. Ben quattro volte, fra occhiello in prima di cronaca e nel lead del pezzo e poi per altre due nel pezzo vero e proprio.

Oggi, unico a tornare sul tema - giacché la mezza breve di Repubblica non conta: è fatta solo per non prendere il buco - il Corriere annuncia: la proprietà fa marcia indietro.