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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 3 marzo 2020

SUPPLETIVE/ OCCHIO CHE RITORNA IL PD



Di voti ne ha presi poco più di 20mila, meno della metà di quanti ne ottenne Paolo Gentiloni, ma per Roberto Gualtieri, ministro dell’economia e ora anche deputato, e, soprattutto per il centro sinistra, il risultato pur scarno può sembrare un biglietto per il Campidoglio
Certo, il Collegio Roma 1, dove si è votato domenica per eleggere il successore di Gentiloni approdato a Bruxelles nel governo europeo come Commissario all’Economica, è più o meno costantemente un feudo del centrosinistra. Anche quando il centrosinistra perse il Campidoglio con Alemanno e con la Raggi, il Roma 1, che coincide quasi integralmente con il I Municipio Centro Storico, è sempre stato guidato dall’area dem (comunque la si voglia chiamare). 
E, certo, con un’affluenza ridotta come quella di domenica ferma al 17 e spicci per cento finisce sempre per privilegiare il voto organizzato, caratteristica propria del mondo di sinistra.
Resta il fatto che Gualtieri in termini percentuali ha incassato quasi 2 voti sui 3 espressi.
Non è una camminata sugli allori, sia chiaro. Lo schieramento di centro sinistra in termini assoluti perde un voto su due rispetto a quelli del 2018 ma ce n’è abbastanza per far esultare il segretario dem, Nicola Zingaretti che, domenica a tarda sera, quando il risultato non era ufficiale ma ormai acquisito twitta: “Bravo Roberto. Un’altra vittoria, con un grande scarto. L'alleanza funziona, da un po' si è tornati a vincere. Grazie a tutte e tutti coloro che ci hanno creduto e che hanno combattuto in una situazione difficile. E non finisce qui!”.
È chiaro un dato: l’area di centrosinistra cancella il ricordo del notaio, di Ignazio Marino e di Mafia Capitale. Via i fantasmi del passato: il filotto di buoni risultati elettorali nella Città Eterna è troppo lungo per poter essere derubricato a incidentale. 
I due Municipi che i 5Stelle non hanno saputo tenere - III Monte Sacro e VIII Garbatella - sono caduti come frutti maturi in grembo alla coalizione di centrosinistra. Nell’VIII senza ballottaggio, ha vinto Amedeo Ciaccheri, per altro esponente di un mondo movimentista da tempo in ombra. A Montesacro si è imposto Giovanni Caudo, già assessore all’Urbanistica nella Giunta Marino, uno di quei pochi di quella fallimentare esperienza di governo passato alle cronache per la serietà e l’impegno a gestire la cosa pubblica. Nel Municipio XI, altra perla governativa pentastellata franata miseramente fra ripicche e sgambetti da piccola politica, il polso della situazione sul territorio assegna ancora il vantaggio al candidato Pd, Gianluca Lanzi.
Analizzando i risultati delle politiche 2018 emerge come, con i 5Stelle nel pieno dell’exploit elettorale, nei nove collegi della Capitale, solo 4 andarono ai grillini (De Toma al Roma 4 Collatino; Fioramonti a Roma 5 Torre Angela; Mariani a Roma 6 Tuscolano; e Del Re a Roma 11 Primavalle), 4 al centrosinistra (Gentiloni a Roma 1; Madia a Roma 2 Monte Sacro; Prestipino a Roma 8 Ardeatino e Magi a Roma 10 Gianicolense) e uno al centrodestra (Anna Grazia Calabria a Roma 3 Castel Giubileo). Nello stesso giorno delle politiche, poi, si votò anche per le Regionali con Zingaretti e la sua coalizione che, in città, staccarono sia il centrodestra 771mila voti contro 651mila che i 5Stelle, terzi a 607mila voti per la Lombardi. 
La somma, quindi, di tutti questi dati finisce per indicare l’area di centrosinistra come quella che oggi si trova nella migliore posizione per cercare di scalare nuovamente il Campidoglio. Sempre che, governando con i 5Stelle a Palazzo Chigi, il Pd non perda il biglietto della lotteria.


sabato 29 dicembre 2018

RIFIUTI, IL "FEUDO" 5STELLE CONTESTA LA RAGGI


Il principale tallone d’Achille della Giunta Raggi sembrano essere decisamente i rifiuti. Cassonetti stracolmi, class action minacciate (o già in stato di proposizione) per rientrare dei soldi pagati per una tassa sui rifiuti questi sì buttati davvero nell’immondizia, cumuli di rifiuti incendiati, il bilancio Ama non approvato e, se non fosse per la disponibilità (per altro ben pagata) di altre Regioni italiane e province del Lazio, la situazione sarebbe ancor peggiore. E iniziano ad arrivare le contestazioni, direttamente al sindaco di Roma, Virginia Raggi, che viene pesantemente contestata a Corviale dove, nella serata di giovedì, il presidente del Municipio, il grillino Mario Torelli, aveva convocato un incontro con i cittadini, il Sindaco e l’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari, e il presidente di Ama, Lorenzo Bagnacani.
L’obiettivo dell’incontro era tranquillizzare i cittadini dell’area che, di qui a breve, vedranno arrivare ogni giorno, per 180 giorni (non derogabili) 300 tonnellate di rifiuti sotto casa, nel sito di Ponte Malnome che Ama ha indicato come nuovo sito di trasferenza dei rifiuti. In pratica, una parte del lavoro che veniva svolto nel TMB di via Salaria andato a fuoco nei giorni scorsi, ora sarà fatto a Ponte Malnome. Che, però, ricade nella stessa zona di Malagrotta, il sito che per decenni ha ospitato la più grande discarica d’Europa. Ama aveva spiegato: Ponte Malnome “non sarà assolutamente utilizzato come sito di stoccaggio, ma solo per attività di scarico e carico immediato su altri mezzi, che devono raggiungere velocemente gli impianti di trattamento di destinazione; e ogni sera l’area sarà libera di rifiuti e completamente ripulita con lavaggi ad hoc”.
Chiaro che, dopo che per decenni praticamente tutti hanno speculato sulle paure della gente, nessuno si fida più.
Per cui, riunione convocata dal Presidente grillino del Municipio per le 21 di giovedì. La Raggi che si presenta dopo le 23. Inevitabile la contestazione che ha sommerso di urla e fischi anche gli interventi della Montanari e di Bagnacani. 
Che, poi, venga contestata la Raggi a Ponte Malnome è un campanello d’allarme forte: qui, infatti, al ballottaggio i 5Stelle avevano incassato percentuali bulgare, 75-80% dei voti. Racconta Gianluca Lanzi, consigliere municipale e segretario Pd nel Municipio XI: “L’assessore Montanari ha raccontato del nuovo modello di differenziata nel VI e X municipio. Poi Bagnacani e le Raggi hanno assicurato che i 180 giorni non saranno prorogati perché si troverà una nuova area per la trasferenza dei rifiuti. Il Sindaco ha detto che hanno tentato di individuare altre aree ma alla fine, a malincuore, sono stati costretti a scegliere Valle Galeria perché era l'unica soluzione possibile”.
Rincara la dose il vicepresidente del Consiglio municipale, Marco Palma: “C’è stata una animata discussione, testimonianze di persone ammalate e la politica rappresentata oggi dalla Raggi & Associati ha segnato un punto di non ritorno sotto diversi punti di vista soprattutto in ambito ambientale. La Valle Galeria ne esce con lo ossa rotte, devastata da una ipocrisia sporca di chi ha raccontato tante cose diverse dai banchi delle opposizioni qualche anno fa e da ruoli decisionali da due anni e mezzo a questa parte”.
Intanto, a salvare le ossa alla Capitale arriva in soccorso la Regione Abruzzo che ieri mattina ha approvato la delibera con cui viene prorogata per tutto il 2019 la possibilità di portare 70mila tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti da Roma negli impianti abruzzesi per il trattamento meccanico biologico.