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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 15 maggio 2020

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: "CHI HA SBAGLIATO, PAGHERÀ. DA OGGI SI CAMBIA"




Sulla gestione della pandemia Coronavirus nel Lazio si va verso l’istituzione di una Commissione speciale: lo ha deciso il Consiglio regionale del Lazio che, nei prossimi giorni, deciderà sulla operatività. Ieri, seduta dedicata al Covid-19 e al caso “mascherine fantasma” alla presenza di Nicola Zingaretti, presidente della Giunta.
Come da previsioni, Zingaretti ha ringraziato le opposizioni: “Più trasparenza c’è e meglio è. Hanno fatto bene le opposizioni a vigilare, denunciare e indicare i problemi”. Spiega il Presidente: “Eco Tech ci ha comunicato di avere sottoscritto accordi con le sue aziende fornitrici per la restituzione dell’intera somma dell’accordo erogato e la firma di una transazione che fissa un puntuale piano di rientro e su questo si è avviata una procedura di restituzione. Vigileremo con grande rigore perché l’impegno sia rispettato fino a quando l’ultimo euro non ritornerà in cassa”. E sulle polizze fidejussorie esibite da Eco Tech, Zingaretti aggiunge: “va avanti anche l’iter che riguarda le polizze. L’1 maggio è già stata chiesta la loro escussione e domani (oggi per chi legge, ndr) è il termine ultimo per la loro riscossione”. E per il futuro, Zingaretti, dopo aver rimarcato il ruolo nella vicenda del vicepresidente Daniele Leodori (“mi ha sostituito in momenti difficili”) annuncia un “audit” per stilare un nuovo piano operativo per altre emergenze simili. 
A parte un paio di richiami alla magistratura, il caso finisce così. Il resto della relazione e della replica, Zingaretti lo dedica ad esaminare la fase 2 nel Lazio: riaperture per bar e ristoranti anche con consumo sul posto, riavvio dell’attività per barbieri, parrucchieri, estetisti, banchi non alimentari nei mercati; poi sport (“ma senza l’uso degli spogliatoi”) e spiagge (“quelle libere devono restare tali”). Altri passaggi sugli aiuti economici: “28mila domande di Cassa integrazione pagate su 70mila presentate. Poche”.
Nel successivo dibattito in Aula, durato fino al tardo pomeriggio, spesso in un eloquio improbabile fatto di inglese masticato, italiano alla Luca Giurato e di virus invisibili (come se ne esistessero di visibili), la maggioranza ha puntato tutto sui numeri: contagi contenuti nel Lazio quindi siamo stati bravi e il caso Eco Tech è un incidente casuale di percorso. E opposizioni barricadere: Fratelli d’Italia e Lega all’attacco a testa bassa con tutti i loro esponenti e particolarmente incisivi gli interventi di Chiara Colosimo, Sergio Pirozzi e Giancarlo Righini che parlano di “inadeguatezza”, “sciatteria amministrativa” e “photoshop di documenti”. Duro il leghista Daniele Giannini (“emergenza sottovalutata”); anodino l’intervento della grillina Roberta Lombardi (“sistema sanitario regionale impreparato”) se paragonato a quello della collega Francesca De Vito: “La Regione annulli le forniture non arrivate”.
Da Roberta Angelilli, membro dell’esecutivo di FdI, parte un nuovo fronte: “fra revoche e blocchi in dogana mancano ancora quasi 16 milioni di mascherine per quasi 50milioni di valore”. 


LA VERITÀ DI ZINGARETTI SULLE MASCHERINE FANTASMA: "CHI HA SBAGLIATO, PAGHERÀ"

Una seduta fiume quella dedicata dal Consiglio regionale, il 14 maggio, all’emergenza Covid-19. Al termine, è stato deciso il varo di una Commissione d’indagine sulla gestione della pandemia, accogliendo, così, almeno in parte le richieste delle opposizioni che ora, fra Lega e Fratelli d’Italia, hanno aperto un’asta per rivendicarne la guida.

Per il resto, molte chiacchiere e poca sostanza. 

Sinteticamente: Zingaretti ha ripercorso le difficoltà e le iniziative intraprese, ha rivendicato come un successo dell’Amministrazione i numeri contenuti della pandemia nel Lazio e sulla questione “mascherine fantasma” ha ringraziato le opposizioni, annunciato un “se qualcuno ha sbagliato, pagherà” e, per il futuro, ha lanciato un’audizione per evitare il ripetersi di eventuali errori.

La maggioranza di centrosinistra ha sottolineato i numeri dei contagi e minimizzato il caso “mascherine fantasma”
Le opposizioni hanno attaccato, in modo piuttosto farraginoso, continuando a chiedere chiarimenti e evidenziando le incongruenze dell’operato dell’Amministrazione regionale.


MINUTO DI SILENZIO
La seduta è iniziata con un minuto di silenzio, proposto da Zingaretti, in memoria delle vittime dell’epidemia.


ZINGARETTI: “IMPATTO SARÀ DEVASTANTE”
Nel corso della sua relazione introduttiva, Zingaretti ha evidenziato come “L’impatto nel Lazio sarà durissimo, devastante. La nostra economia è molto ‘terziarizzata, a Roma in particolare, e ha nel turismo, nel commercio e nella vocazione internazionale la crescita: quindi saremo colpiti perché questo è il nostro modello produttivo. Il vero rischio non è solo quello della povertà, ma della forte crescita delle disuguaglianze sociali”.

ZINGARETTI: “70MILA DOMANDE DI CASSA INTEGRAZIONE, 28MILA PAGATE. POCHE”
Sono circa 70mila le domande di cassa integrazione in deroga già trasmesse. L’Inps al momento ne ha autorizzate meno della metà e pagato circa 15mila, che corrispondono a circa 28mila lavoratori. È troppo poco”.

ZINGARETTI: “LUNEDÌ RIAPRONO BARBIERI E PARRUCCHIERI. AMMESSI CONSUMI NEI BAR”
La vera ripresa ci sarà quando il Lazio comincerà a lavorare di nuovo. Da lunedì inizierà a cambiare molto. Nelle prossime ore è atteso il decreto del Governo e non appena ci sarà il via libera procederemo. Per quanto riguarda il Lazio, rispetto alla nostra curva epidemiologica, sarà possibile riaprire, anche se con regole di grande prudenza, il consumo sul posto nei ristoranti e nei bar, fare ripartire i negozi al dettaglio e riaprire i servizi alla persona, come parrucchieri, barbieri ed estetisti e i banchi non alimentari nei mercati”.

“RIPARTE LO SPORT” MA CON REGOLE STRETTE
Nel Lazio sarà possibile “far ripartire, anche nei centri sportivi, le attività sportive all’aperto seppure senza l’uso degli spogliatoi. L’assessore alle Attività produttive ha cominciato a costruire con le associazioni datoriali protocolli che permettano l’apertura in sicurezza”.


ZINGARETTI: “SPIAGGE LIBERE DEVONO RESTARE TALI”
Per quanto riguarda le spiagge, “vedremo cosa dovremo fare per la stagione balneare, dovrà essere garantito il controllo per la sicurezza sulla balneazione in tutto il litorale per le spiagge libere che tali devono rimanere”. Per questo motivo “stiamo pensando a un intervento a sostegno dei Comuni che permetta nei tre mesi estivi un controllo graduale e selettivo della gestione di questo compatto”, ha concluso Zingaretti.


ZINGARETTI: “FONDAMENTALE SPINTA DELLE OPERE PUBBLICHE”
Una grande spinta dovrà arrivare dal rilancio delle opere pubbliche. Per questo abbiamo chiesto a tutte le direzioni regionali una ricognizione su tutto ciò che abbiamo finanziato e prepariamo un pacchetto di opere pubbliche che potranno essere avviate nei prossimi 12 mesi per 2 miliardi di euro: strade nuove, mobilità sostenibile, scuole più sicure, più tecnologie, ospedali all’altezza delle sfide dell’innovazione”.

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “RIPENSARE MODALITÀ OPERATIVE DEL PUBBLICO”
Penso che questa vicenda debba essere utilizzata anche dal Consiglio per non avere paura di ripensare il modo in cui opera il settore pubblico. Siamo abituati a organizzare simulazioni di protezione civile, definendo protocolli di intervento e allenando le nostre squadre nell’allestimento di campi di emergenza e di evacuazione. La tragedia Covid ci obbliga a progettare analoghi manuali di intervento di emergenza per la produzione o l’approvvigionamento di beni su larga scala con tempi mai pensati prima".

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “ATTIVAZIONE DI UN AUDIT PER NUOVO PIANO”
Analogamente a quanto accade nella disciplina sulla responsabilità amministrativa, ad eventi avversi si risponde migliorando l’assetto delle procedure e dell’organizzazione. Per questo motivo ho chiesto l’attivazione di un audit, che discuteremo anche in questa sede, per predisporre un nuovo piano, in presenza di eventi eccezionali, con nuove procedure di acquisto speditive e trasparenti. Nella consapevolezza che siamo proiettati in scenari inediti rispetto ai codici in cui siamo abituati a vivere e operare come pubblica amministrazione. Già oggi assistiamo a effettivi dispersivi di competizioni commerciali nel mondo su produzioni industriali saturate, ad esempio i reagenti per i tamponi. Dobbiamo fare chiarezza su quanto è accaduto, senza timore, e prepararci ad efficientare la nostra macchina amministrativa per affrontare al meglio il futuro”.


MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “BENE LE OPPOSIZIONI A VIGILARE E DENUNCIARE”
Sulla vicenda delle mascherine e delle fideiussioni bancarie a garanzia della restituzione degli acconti dati dalla Regione Lazio “il Consiglio regionale dovrà decidere le forme e gli strumenti adeguati per continuare ad affrontare questo tema. Più trasparenza c’è e meglio è perché non c’è nulla da nascondere ed è giusto che la verità si cerchi insieme. In questo scenario di forte criticità e di grande difficoltà nel reperire fornitori e intermediari affidabili hanno fatto bene le forze di opposizione a vigilare, denunciare e indicare i problemi. La vostra è anche la nostra preoccupazione come giunta e maggioranza politica. Di fronte all’evento improvviso della pandemia vi è stata una grande difficoltà nell’approvvigionamento della protezione individuale di fronte alla crescita della domanda che ha messo in crisi l’Europa”.

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “SU OPPORTUNISMO OPERATORI MERCATO SI ESPRIMERÀ MAGISTRATURA”
Attualmente “la necessità di protezione che richiede il nostro sistema sanitario va dagli 80mila ai 100mila dpi al giorno. Su comportamenti di operatori di mercato che possono avere compiuto iniziative opportunistiche a danno della Regione si esprimerà la magistratura e tutti gli organismi inquirenti con cui stiamo collaborando e stiamo tenendo costantemente informati”.

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “SE QUALCUNO SE N’È APPROFITTATO, DOVRÀ PAGARE”
"Se qualcuno se n’è approfittato dovrà pagare e pagherà. La Eco Tech ci ha comunicato di avere sottoscritto accordi con le sue aziende fornitrici per la restituzione dell’intera somma dell’accordo erogato e la firma di una transazione che fissa un puntuale piano di rientro e su questo si è avviata una procedura di restituzione. Vigileremo con grande rigore perché l’impegno preso da Eco Tech sia rispettato fino a quando l’ultimo euro non ritornerà nelle casse della nostra istruzione. Non lasceremo nulla di intentato".

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “CHIESTA ESCUSSIONE POLIZZE”
Parallelamente al recupero dei soldi concordato con la Eco Tech, Zingaretti ha anche aggiunto: “va avanti anche l’iter che riguarda le polizze. L’1 maggio è già stata chiesta la loro escussione e domani è il termine ultimo per la loro riscossione. Anche su questa vicenda, se qualcuno si è approfittato in un momento di necessità di questa istituzione pagherà davanti alla giustizia”.


MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “INACCETTABILE CAMPAGNA DIFFAMATORIA”
Tutte le persone perbene e responsabili di fronte al rischio dell’esplosione pandemia in quelle ore si sono adoperati per gli approvvigionamenti. Anche su questo dovremo fare chiarezza. Oggi scriverne è legittimo e naturale e giusto e facile. È la forza della democrazia, però farlo seminando veleni e sospetti sulle persone perbene è molto meno. Non parlo del dibattito politico tra di noi, che è utile e dovrà continuare, ma lo dico in questa sede perché qualcosa di inaccettabile è accaduto come la campagna diffamatoria che sulla rete ha sparso veleni ignobili su persone perbene, e l’aver accusato me di una malattia falsa e inventata, e curata in una clinica privata”. 


Dopo la relazione del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti nel corso della seduta del Consiglio regionale sull’emergenza Covid-19, presieduta da Mauro Buschini, si è aperto il dibattito fra i consiglieri di maggioranza e di opposizione.
Tralasciando l’eloquio di certi interventi che fanno rivalutare la dialettica di Luca Giurato, la sintesi è la difesa a oltranza dei risultati numerici da parte della maggioranza e totale minimizzazione del caso Eco Tech e mascherine fantasma. Dall’altro lato, uno (spesso confuso) tentativo di insistere sul caso Eco Tech evidenziando le manchevolezze dell’Amministrazione regionale sul caso.

COLOSIMO (FDI): “PROTEZIONE CIVILE REGIONALE NON ALL’ALTEZZA”
Chiara Colosimo (Fratelli d’Italia) ha aperto gli interventi della discussione generale in Aula. “Le mascherine sono l’immagine simbolo di questa epidemia - ha detto - una bandiera che nel Lazio è stata ammainata. Il 31 gennaio, quando il Governo ha proclamato lo stato di emergenza sanitaria, avrebbe dovuto subito pensare all’approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza, essenziali per garantire i nostri operatori sanitari. Non è stato fatto questo e la reazione della Regione Lazio è stata affannosa e disordinata. In questa situazione si sono inseriti approfittatori e sciacalli, fino alla verosimile truffa della vicenda Eco Tech, che ho denunciato prima con un’interrogazione e poi anche alla magistratura fin dal 7 aprile”. Colosimo ha poi chiamato in causa l’amministrazione: “La Regione è parte lesa, dice il presidente. Ma è anche vero che ci sono responsabilità precise dei vertici della protezione civile regionale che non sono stati all’altezza: 36 milioni di euro destinati a Dpi che non sono mai arrivati, mettendo a rischio il personale sanitario. Una società sconosciuta, che commerciava in lampadine, ha firmato un contratto con un anticipo di 14 milioni senza alcuna preliminare valutazione sul fornitore e senza copertura assicurativa. Caro presidente: dobbiamo cacciare i mercanti dal tempio delle istituzioni’”.


PIROZZI (FDI): SU CASO ECO TECH “CERTIFICAZIONE CON PHOTOSHOP”
Sergio Pirozzi (FdI): “C’è una responsabilità politica del presidente della Regione, che ha tenuto per sé la delega alla protezione civile. Perché c’è un errore iniziale che ha causato tutto questo. Non è stato fatto un bando iniziale con una manifestazione di interesse, come ha fatto ad esempio la Campania, cito una regione amministrata dal centro sinistra. Questo errore iniziale ha dato spazio a ditte improbabili, magari presentate dall’amico dell’amico. Non è vero che tutto si è svolto nella massima trasparenza, come ha detto lei - ha detto Pirozzi rivolgendosi a Zingaretti - ho chiesto le certificazioni dei dispositivi, le polizze fideiussorie fin da aprile. E poi quali controlli sono stati fatti? La certificazione prodotta dalla Eco Tech è fatta con Photoshop, il codice fornito non si riferisce a dispositivi di protezione ma al riconoscimento facciale. Lo ha scoperto mia figlia di 11 anni con una ricerca su internet. Possibile che nessun dirigente della protezione civile se ne sia accorto? I responsabili di questo pasticcio devono essere cacciati per manifesta incapacità”. 


MASELLI (FDI): “RIPENSARE SISTEMA RESIDENZE ASSISTITE”
Massimiliano Maselli (FdI) ha iniziato il suo intervento criticando la Giunta perché nonostante i continui appelli a lavorare insieme, la gestione è stata completamente della cabina di regia. Poi Maselli ha ribadito le proposte avanzate in questi giorni: “Occorre ripensare il sistema delle Rsa e delle case di riposo; serve una riorganizzazione ospedaliera con concentrazione in 4-5 Covid Hospital nel Lazio, perché non ha funzionato aprire reparti Covid che hanno creato disagi generali agli altri reparti e alle liste di attesa”. Infine, Maselli ha indicato nel Veneto il modello da seguire, perché nel Lazio “l’emergenza ha dimostrato una debolezza strutturale del territorio su cui bisogna fare il primo investimento: i medici generali sono stati lasciati soli, l’assistenza domiciliare non esiste, non ci sono più le diagnosi precoci, sono stati fatti pochi tamponi’.

RIGHINI (FDI): SU MASCHERINE “SCIATTERIA” AMMINISTRATIVA
Giancarlo Righini (FdI) ha incentrato il suo intervento sulla questione delle mascherine non consegnate, parlando di “sciatteria non consentita in un momento così delicato”. Righini ha puntato il dito soprattutto contro la superficialità dei controlli sugli interlocutori: “Basta vedere gli atti - ha detto - gli impegni contrattuali fatti con società dall’esiguo capitale sociale e create solo pochi mesi prima degli affidamenti ricevuti dalla Regione per milioni di euro. Oppure società inattive con capitali sociali non ancora interamente versati e altre che hanno ricevuto anticipi senza neanche fornire garanzie fideiussorie”.


TRANCASSINI (FDI): “ZINGARETTI PASSATO DAL ‘VI QUERELO’ AL ‘VI RINGRAZIO’”
Prendiamo atto che Zingaretti è passato dal ‘vi querelo' al ‘vi ringrazio' e ha dato disponibilità per andare fino in fondo nella incresciosa vicenda delle mascherine acquistate dalla Regione Lazio. Ribadiamo la necessità di una commissione d’inchiesta nell’interesse delle tante persone oneste che in questa vicenda sono parte lesa. Ci auguriamo che oggi il Consiglio regionale si esprima in tal senso”.


TRIPODI (LEGA): “COMMISSIONE DI INCHIESTA SU CASO MASCHERINE”
Orlando Tripodi (Lega) ha chiesto l’istituzione di una commissione di inchiesta sulla questione mascherine e di affidarne la presidenza alla Lega “che ha già presentato una richiesta in tal senso". Il capogruppo ha poi lanciato un allarme sul controllo del territorio perché “la crisi economica in atto offre opportunità a usurai e malavita organizzata". Tripodi ha concluso il suo intervento sottolineando che “i cittadini del Lazio hanno dimostrato grande forza e senso di responsabilità, a differenza della politica”.


GIANNINI (LEGA): “SOTTOVALUTATA EMERGENZA”
Daniele Giannini (Lega) ha criticato la gestione dell’emergenza da parte del presidente Zingaretti, perché a suo giudizio non ha funzionato la condivisione e non c’è alcun "modello Lazio da seguire in quanto è la regione del centro-sud che sta messa peggio".
All’inizio si è sottovalutata l’emergenza - ha detto Giannini - il direttore dello Spallanzani l’aveva bollata come una banale influenza e su questa linea si è attestata anche la Giunta, tant’è che il presidente si recò anche in Lombardia". Giannini ha quindi elencato le conseguenze dei ritardi: “Pochi tamponi, numero verde che ha funzionato male, mascherine che mancano perché ci si è affidati a emissari inaffidabili e mancato ascolto dei territori. Basti citare l’esempio dell’ospedale chiuso a Palestrina e riconvertito in Covid senza neanche sentire il sindaco. I dati della Protezione civile lo dimostrano. Nel Centro sud, il Lazio, tra contagi e decessi, è la regione fanalino di coda dietro a Campania, Puglia e Calabria. Il modello sbandierato da Zingaretti, è una fake news. Nella fase più acuta dell’emergenza  sono mancate 7,5 milioni di mascherine, gli irrisori quanti tardivi rimborsi non cancellano la carenza di dispositivi come denunciato dal personale sanitario e le assunzioni sono state gestite in maniera confusionaria senza attingere prioritariamente alla graduatoria del Sant’Andrea. La scelta dei Covid Hospital effettuata senza il coinvolgimento dei sindaci della provincia di Roma, ha penalizzato in particolare le amministrazioni di centrodestra. A Palestrina, ad esempio, il primo cittadino ha dovuto subire le scelte compiute dall’assessore D’Amato e dalla Asl Roma 5, senza poter proferire parola al riguardo della trasformazione dell’ospedale in centro covid-19. Stessa sorte per Campagnano, divenuta zona rossa nonostante le ripetute richieste di fare tamponi dell’amministrazione locale. Zingaretti in salute è stata l’unica buona notizia della giornata. Sorge il sospetto che abbia contratto il virus anche per i cattivi consigli di Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, che ancora, a fine febbraio, sosteneva che il Covid fosse poco più di un’influenza. Il presidente della Regione, fidandosi forse di questa tesi ha poi partecipato a Milano al famoso aperitivo ed ora potrebbe si considerarsi parte lesa”.


CIACCIARELLI (LEGA): GIUNTA INSENSIBILE A PROPOSTE CONSIGLIERI
Pasquale Ciacciarelli (Lega) nel corso del suo intervento ha lamentato la scarsa attenzione della Giunta alle proposte dei consiglieri regionali: “Ho scritto 18 lettere agli assessori - ha detto - ricevendo zero risposte. Erano spunti su come poter agire in modo efficace sul territorio, visto che noi siamo stati eletti dai cittadini. Ci sono risparmi possibili da fare per reperire fondi da utilizzare in favore di quelle categorie che oggi sono più in difficoltà”. 


CARTAGINESE (LEGA): “SU MASCHERINE ZINGARETTI NON SAPEVA NULLA?”
Anche Laura Cartaginese (Lega) ha insistito sulla questione delle mascherine: “Qui si tratta dei soldi dei cittadini, il presidente non sapeva nulla di quello che stava accadendo? Come è possibile un ordine di 35 milioni di euro a una società fantasma. Non è stato fatto nessun controllo? Mi sembra strano. Quel servizio poteva essere affidato a società più serie con prezzi molto più bassi. E invece abbiamo fatto ridere tutto il mondo. Dovreste sentirvi responsabili per quello che sta succedendo”.

Cartaginese poi ha contestato chi dice che i numeri sull’emergenza sono positivi: “L’assessore D’Amato dice che va tutto bene, ma non va bene per niente. I numeri sono bassi solo perché non sono stati fatti i tamponi. Non va bene niente, basti pensare a quello che è successo al Nomentana Hospital dove sono stati spostati anziani positivi senza mettere in sicurezza la struttura e il personale”.


CANGEMI (FI): “FONDAMENTALE RIPRESA ATTIVITÀ ECONOMICHE”
Giuseppe Cangemi (Forza Italia) ha lanciato un appello al presidente Zingaretti affinché si faccia presto a dare sostegno alle famiglie e alle imprese. “Mi auguro - ha detto - che arrivino le risorse a tutti quelli che ne hanno diritto, fondamentale per la ripresa di tante piccole attività. La regione si assuma la responsabilità di consentire una vera apertura’. Poi Cangemi ha elencato una serie di interventi da fare: garantire nelle carceri il rispetto degli stessi diritti nella salvaguardia della salute; riaprire gli stabilimenti; far ripartire l’attività sportiva. Sulla questione mascherine, infine, il vicepresidente del Consiglio regionale ha chiesto a Zingaretti l’impegno affinché i responsabili che hanno sbagliato ne paghino le conseguenze".


LOMBARDI (M5S): “SISTEMA SANITARIO IMPREPARATO A PANDEMIA”
Roberta Lombardi (Movimento 5 stelle) ha sottolineato l’enorme sforzo profuso: “Siamo impegnati in una sfida senza precedenti, non avevamo nessuna esperienza a cui fare riferimento. Abbiamo imparato a lavorare facendo squadra e guardando agli aspetti essenziali. Non solo il nostro apparato immunitario era impreparato al virus, ma anche il nostro sistema sanitario, devastato da anni di tagli. Dieci anni di spending review in questa regione sono stati drammatici. Questo virus ci ha anche insegnato che non funziona il nostro sistema sanitario su base regionale. Ci siamo trovati con un sistema che faceva acqua da tutte le parti. In appena 40 giorni il governo ha raddoppiato i posti letto in terapia intensiva, assunto nuovo personale. Le condizioni di lavoro del personale sanitario sono state terribili. Nelle regioni del Nord sono stati lasciati soli a combattere a mani nude, mentre i loro governatori andavano in televisione tutti i giorni per lanciare accuse al governo nazionale”. Lombardi ha poi fatto una serie di proposte: “Il 37 per cento delle morti nelle Rsa dipende dalla Covid-19, è arrivato il momento, anche nella nostra regione, di ripensare alla cura degli anziani, dei malati cronici, dei fragili. Forse sarebbe il caso di pensare a una commissione regionale per capire come vivono i nostri anziani in queste strutture. La fase 2 è ancora più delicata della prima, c’è bisogno di una stretta sinergia fra ospedali e territorio, individuando con grande rapidità i contagiati. Dobbiamo garantire la mobilità sicura, garantire il rafforzamento dei Covid Hospital, studiare soluzioni di isolamento per contenere il contagio. Sarà una stagione in cui la rete ospedaliera dove essere ripensata territorialmente”. Due punti, infine, sul sostegno alle imprese: “Serve un contributo a fondo perduto per sostenere i costi delle misure di sicurezza per la Covid-19 e dobbiamo promuovere la riconversione delle imprese per la produzione dei Dpì", ha detto. 


DE VITO (M5S): “REGIONE ANNULLI FORNITURE NON ARRIVATE”
Francesca De Vito (M5”): “Dopo l’assicurazione del vicepresidente Leodori sulla centralità degli acquisti in capo al Governo e sulla presenza di circa 16 milioni di mascherine in possesso della Protezione Civile del Lazio, chiedo oggi il perché non solo la Regione, ma anche le ASL, abbiano proseguito in autonomia con gare e affidamenti diretti, l’acquisto di DPI a prezzi ingiustificati. Cosa succede?. La Regione deve pensare di annullare le forniture dei materiali non arrivati e di quelle che non stabiliscono la consegna nei tempi di emergenza, in nome del principio di economicità e applicare penali per tutte le consegne fuori tempo massimo”.

BARILLARI (MISTO): “I 10 ERRORI PER CUI ZINGARETTI DOVREBBE DIMETTERSI”
Davide Barillari (gruppo Misto) ha chiesto le dimissioni del presidente Zingaretti per una serie di errori commessi nell’emergenza: “1) Non aver predisposto piano pandemico regionale perché il Lazio non ha ancora recepito quello nazionale. Avremmo avuto uniformità di comportamenti e preparazione appropriata; 2) non sono state requisite le strutture private per aumentare numeri i posti letto; 3) non sono stati riaperti ospedali dismessi come Forlanini e San Giacomo; 4) non aver aumentato subito il personale sanitario e ospedaliero, pur avendo molti strumenti a disposizione per farlo; 5) non aver predisposto percorsi separati nei pronto soccorso e negli ambulatori; 6) poche ambulanze non sufficienti a gestire l’emergenza; 7) ritardo nella distribuzione di materiale di protezione per la sicurezza del personale sanitario; 8) il Servizio telefonico regionale è andato in tilt perché non è stato potenziato sin da subito; 9) mancanza di una campagna informativa per medici e pediatri sul territorio; 10) non aver predisposto servizi di monitoraggio telematico”.

CAPRICCIOLI (+EUROPA RADICALI): “NUMERI PANDEMIA DIMOSTRANO BUON LAVORO FATTO”
Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali) ha espresso apprezzamento per l’operato della Giunta nella gestione di questa crisi. “Le opinioni sono tutte rispettabili - ha detto - ma i numeri vanno tenuti in considerazione, perché dietro c’è un lavoro minuzioso e coscienzioso, quotidiano e infaticabile, nonostante le difficoltà oggettive su tanti fronti. Non può essere solo una questione di fortuna, come qualcuno ha detto ingenerosamente. In due mesi c’è stato un enorme calo dei contagi nel Lazio, con decrescita costante. Anche il dato sui morti è in costante miglioramento, rispetto alle altre regioni del centro Italia se teniamo conto che nel Lazio ci sono 6 milioni di abitanti: dieci morti ogni 100mila abitanti è il dato migliore tra le regioni centrali".

CIANI (CS-DEMOS): “RIPENSARE MEDICINA PROSSIMITÀ”

Paolo Ciani (Centro solidale-Demos) ha sottolineato la bontà dell’azione amministrativa e della risposta sanitaria della Regione all’emergenza da coronavirus. “Dovremmo parlare dell’eccezionalità del momento vissuto, innanzitutto il dramma della sanità e meno male che abbiamo un servizio sanitario pubblico - ha detto - in un tempo in cui in altri paesi si decide se curare un pluripatologico o una persona che non ha reddito”. Ciani ha poi invitato tutti a un “ripensamento sulla medicina di prossimità, di territorio e della cura domiciliare degli anziani rispetto a un modello di istituzionalizzazione che drammaticamente ha mostrato tutti i suoi limiti in questa crisi, non solo in Italia”.


BONAFONI (CIVICA ZINGARETTI): “DA REGIONE RISPOSTA STRAORDINARIA”
Marta Bonafoni (Lista civica Zingaretti) ha parlato di “risposta straordinaria" della Regione dal punto di vista sanitario. “In commissione lo abbiamo detto tutti, abbiamo messo in campo una risposta all’altezza all’emergenza sanitaria. Penso innanzitutto alla centralizzazione della gestione della crisi allo Spallanzani, alla creazione degli hub, agli spoke con percorsi protetti, alle assunzioni del personale sanitario, ai posti di terapia intensiva, dove siamo sempre rimasti sotto il 70 per cento di occupazione e li abbiamo messi anche a disposizione delle altre regioni". Per Bonafoni ora “è importante potenziare il nostro sistema territoriale e va ripensato il sistema della Rsa: mai più i nostri anziani devono essere trattati in quella maniera. Fuori dal sistema sanitario regionale chi non rispetta le regole". Dal punto di vista delle misure economiche, Bonafoni ha detto che “abbiamo provato a ridurre le diseguaglianze, con provvedimenti importanti, dai fondi per i buoni spesa, al sostegno all’affitto. Sono stata orgogliosa dei provvedimenti per gli ‘invisibili, dai rider alle colf e alle badanti, delle iniziative contro la violenza sulle donne”.

mercoledì 22 aprile 2020

"COSTAVANO MENO, MASCHERINE SCARTATE"



Dal 19 marzo la Protezione Civile della Regione Lazio era in possesso di un preventivo per acquistare 2 milioni di mascherine FFP2 e altrettanti di FFP3, tutte marchiate 3M, a 2 euro e 53 centesimi al pezzo. Vale a dire, un preventivo più basso di 1,07 euro rispetto a quelli Eco Tech per le FFP2 che la Eco Tech ha proposto a 3,60 euro a mascherina e di 1,37 per le FFP3, vendute a 3,90 euro/pezzo. 
Nota bene: il preventivo in questione era della società svizzera Exor, la stessa presso cui è andata a rifornirsi la Eco Tech. 

PAGARE DI PIÙ LA STESSA MERCE
Ecco la copia del preventivo inviato il 19 marzo alla Regione Lazio:
2 milioni di FFP2 e due di FFP3, marca 3M, al prezzo di 2,53€ al pezzo
Quindi, il primo quesito da chiarire è come mai la Protezione Civile regionale abbia ignorato un preventivo marcato Exor e abbia preferito pagare 1,07 euro in più per ogni mascherina FFP2 e 1,37 per le FFP3 alla Eco Tech però sempre della Exor. 
La motivazione sarebbe legata al fatto che il preventivo proposto proveniva da un intermediario ritenendo più affidabile quello di un commerciante di lampadine a Led, evidentemente non un intermediario. 
Peraltro, il preventivo Exor del 19 marzo è inferiore a quasi tutti quelli poi accettati dalla Regione in date successive. 
A un prezzo più basso c’è solo quello della società di Hong Kong Wisdomglory Holdings, quella dei Panama Papers, che ha venduto 2 milioni di FFP2 a 2 euro e 30.
Per tutte le altre partite, il preventivo Exor del 19 marzo sulle FFP2 è inferiore rispetto a quelli proposti dalla Pio Macarra di Roma (2,95 euro/pezzo), dalla Biolife di Taranto o dalla Time di Roma (3 euro/pezzo), dalla Emgi di Milano (3,90). Per le FFP3, Eco Tech a parte, quello offerto alla Regione era di molto inferiore anche a quello della IDP di Cogliate cui la Protezione civile regionale ha versato 4 euro e 45 centesimi al pezzo. 

I PRESENTATORI: “ERA UN BUON PREVENTIVO”
Abbiamo interpellato i presentatori dell’offerta che spiegano: “Il nostro era un buon preventivo. La Exor vende a chiunque, quindi chiunque può comprare da loro e poi rivendere. Noi abbiamo parlato una volta con il sig. Antonelli della Protezione civile regionale cui poi abbiamo inoltrato il preventivo. Dopo una telefonata, sono spariti. Erano 2 milioni di FFP2 e 2 di FFP3, tutte della 3M e sarebbero state accompagnate ovviamente dalla certificazione. Nella nostra proposta non era stato inserito un possibile anticipo ma queste sono cose che si contrattano dopo l’accettazione dell’accordo di base”.

INTERROGAZIONE DI MASELLI E COLOSIMO
Su questo aspetto della vicenda, ieri sera, è stata presentata un’interrogazione dai Consiglieri di Fratelli d’Italia Chiara Colosimo e Massimiliano Maselli.

IL GIALLO POLIZZE
Stando alle dichiarazioni rese lunedì 20 dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori (Pd), di fronte alle Commissioni congiunte Bilancio e Protezione Civile, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione. 
Giunto quasi alla conclusione del proprio intervento, incalzato dalle numerose domande dei consiglieri regionali - fra cui con più insistenza quelli di Sergio Pirozzi, Chiara Colosimo e Giancarlo Righini di Fratelli d’Italia; Francesca De Vito, M5S; Laura Corrotti, Lega - Leodori ha spiegato come alla base della decisione della Regione di rinnovare i contratti con la Eco Tech per la fornitura di mascherine,  precedentemente annullati per inadempienza, vi fosse la presentazione di una polizza fideiussoria da parte dell’azienda a garanzia dei circa 14 milioni di euro anticipati dalla Regione.
Specificamente, Leodori ha indicato nella società “Itc Broker” la fonte di questa polizza. 
In realtà, la polizza in questione è stata emessa dalla Seguros DHI-Atlas, società dominicana con sede a Londra, proprio nella stessa giornata del 20 aprile, quella in cui si è svolta l’audizione di Leodori davanti ai Consiglieri. E che la Regione ha, per inciso, protocollato il giorno successivo

POLIZZE DAVVERO TARDIVE
E esaminando la stessa polizza e gli atti regionali emergono nuove domande. 
Breve storia del caso: la Regione conferisce tre incarichi alla Eco Tech, società con sede a Roma in via Po ma operativa ai Castelli, di commercializzazione di lampadine a Led e un giro di affari nel 2018 di poco sotto i 50mila euro. 
I primi due affidamenti sono del 16 marzo; il terzo il 20. Sono tutti per comprare mascherine. La commessa in totale prevede 3,5 milioni di FFP2, 4 di FFP3 e 2 di chirurgiche per un  valore di 35,8 milioni di euro. Alla Eco Tech viene corrisposto il 50% delle somme, pari a 16 milioni 655mila euro, senza fideiussione. Consegna della merce: primo lotto il 23 marzo, poi il 30 e il saldo finale il 6 aprile. 
La Eco Tech però, a parte del chirurgiche arrivate in due rate e comunque con enorme ritardo, non rispetta la consegna delle FFP2 e delle FFP3. Per cui il primo e il terzo affidamento vengono annullati rispettivamente il 2 aprile e il 29 marzo. Il 10 aprile, però, la Regione torna sui suoi passi e accetta le spiegazioni della Eco Tech su problemi nel trasporto, prende atto delle certificazioni sull’esistenza della merce e decide di rinnovare i due contratti. Anche perché la Eco Tech si offre di fornire una polizza a garanzia dei soldi ricevuti. Via le penali inizialmente previste per i ritardi, conferma del prezzo e nuova data di scadenza per la consegna al 17 aprile. 
Che arriva, passa, ma di mascherine neanche l’ombra. Leodori in Commissione ha annunciato come nuova data del volo quella del prossimo giovedì 23 aprile, quindi altri 6 giorni di ritardo. Ma, certo, è davvero sorprendente l’estrema disponibilità della Regione Lazio che di fronte a una società che continua a non rispettare le scadenze finisce per accettare una polizza giunta formalmente quattro giorni dopo la scadenza dell’ultima data di consegna. Una polizza, va aggiunto, che non copre neanche l’ammontare esatto dell’anticipo: tolto il valore delle mascherine chirurgiche (1 milione e 415mila euro) rimangono da coprire 15 milioni e 240 mila euro mentre le polizze - sono due, la prima per un valore assicurato di 10 milioni era seconda per uno di quattro - lasciano scoperto un altro milione e 240mila euro





sabato 18 aprile 2020

CORONAVIRUS; LA GRANDE FUGA DI ZINGARETTI E TULUMELLO



Il primo atto della grande fuga s’è compiuto: ieri, attesi in audizione al Comitato di Controllo Contabile (Corecoco) - organismo del Consiglio regionale, guidato dall’opposizione e presieduto da Giancarlo Righini (FDI) - né il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, né il capo della Protezione civile, Carmelo Tulumello, si sono presentati. 
Erano attesi dal centrodestra - Lega e Fratelli d’Italia - per rendere conto di spese e criteri seguiti nella gestione degli acquisti di mascherine, tute, respiratori, kit per tamponi. A oggi risultano spesi oltre 101 milioni di euro con cui sarebbero stati acquistati 27 milioni e 285 mascherine - 12,8 milioni di FFP2; 7,1 milioni di FFP3; 7,3 milioni di chirurgiche - per 66 milioni spesi, più camici, tute, occhiali visori, tamponi e altri dispositivi medici. Un dato, peraltro, certamente destinato a crescere visto che moltissime determine di acquisto ancora non sono disponibili alla visione dei consiglieri.
Attorno a questa vicenda, ribattezzata “mascherine fantasma”, non c’è solo un oggettivo problema di soldi spesi e controlli assenti, non solo la resa effettiva davvero scarsa con consegne in ritardo - solo un terzo circa delle mascherine acquistate risulta essere stato effettivamente consegnato mentre da determine dovevano essere qui già tutti i 27 milioni di pezzi - né il problema delle certificazioni di questi dispositivi medici, ma si consuma anche una furibonda battaglia politica.
Che vede il centrodestra tentare di portare Tulumello e Zingaretti a spiegare cosa stanno facendo, come si stanno muovendo. E il centrosinistra arroccato nella difesa che continua istericamente a ripetere che si tratta di “fake news”. 
I 5Stelle sono scomparsi dalla scena: da quando è scoppiato il caso mascherine fantasma i pur solitamente ciarlieri alfieri di onestà e trasparenza sono letteralmente spariti dal quadro politico: non una nota, un comunicato, una posizione ufficiale. Esclusa la consigliera Francesca De Vito, di tutti gli altri si annota solo il gran silenzio. 
Controprova: durante la seduta di ieri del Corecoco, quando il presidente Righini ha dovuto prendere atto dell’assenza strategica all’interrogazione di Zingaretti e Tulumello, a tentare di far chiudere la seduta senza neanche affrontare un minimo di discussione è stata la consigliera pentastellata Valentina Corrado che, anzi, ha accusato Righini di voler trasformare una seduta di Commissione in una “conferenza stampa”. Praticamente la stessa motivazione (“laboratorio delle polemiche”, “perdite di tempo” “uso partitico delle istituzioni”, discussione “di comunicati stampa”) addotta dai consiglieri Pd e sinistra per bigiare completamente la Commissione.
E non a caso, la Lega attacca a testa bassa: “Zingaretti e Tulumello scappano. Hanno paura delle domande? Cosa nascondono le carte? Perché non si presentano in audizione?”.
Ora il nuovo campo di battaglia sarà lunedì. Il 15 aprile, Sergio Pirozzi (FDI) ha convocato la Commissione Protezione Civile per lunedì 20 alle ore 14. Il Pd prima ha tentato di far annullare la seduta accampando presunti vizi procedurali poi ha lavorato per disinnescarla: il 16 Fabio Refrigeri, presidente Pd della Bilancio, convoca la propria Commissione sempre per lunedì 20 ma alle 10. Allibratori in campo e scommesse aperte su quale delle due Commissioni sarà scelta per rispondere ai quesiti. 

venerdì 17 aprile 2020

CORONAVIRUS; IL PD NON GETTA LA MASCHERINA



Non accenna a scemare il caso “mascherine fantasma” in Regione Lazio. E la querelle assume toni politici sempre più intricati: il presidente della Commissione Protezione Civile, Sergio Pirozzi, ha convocato per lunedì prossimo un’audizione del capo della Protezione civile regionale, Carmelo Tulumello

BATTAGLIA PER ASCOLTARE TULUMELLO
Ma il PD ha passato tutta la giornata di ieri a tentare di far annullare la convocazione utilizzando un presunto errore procedurale. Nei giorni scorsi Fratelli d’Italia aveva presentato la richiesta di ascoltare Tulumello in Commissione di Controllo sui Conti e anche lì, il PD, ha brigato, riuscendoci, per rendere nulla la convocazione sfruttando ancora le procedure. Fratelli d’Italia è sul piede di guerra per l’annullamento dell’audizione di Tulumello in Commissione Conti: “Abbiamo chiesto l’intervento del Comitato regionale di controllo, mentre con i nostri consiglieri siamo pronti a chiederne conto al presidente Zingaretti in tutte le sedi opportune”, afferma il capogruppo, Fabrizio Ghera
Durante l’emergenza Covid, le Commissioni si riuniscono in videoconferenza ma la procedura di convocazione è facilitata solo per 4 di esse: Bilancio, Attività Produttive, Sanità e Lavoro. Tutte le altre devono prima “sentire” il presidente del Consiglio regionale. 
Il PD, quindi, sta cercando di evitare che Tulumello venga ascoltato in Commissioni presiedute dalle opposizioni (Righini, FdI, alla Controllo Conti; Pirozzi, FdI, alla Protezione Civile) e puntano tutto a farlo ascoltare nell’anestetizzata Commissione Bilancio, casualmente a guida del Pd Marco Vincenzi. 

PIROZZI E LA CARTA CHE CANTA
Lo scontro è ancora aperto e a pesare sulle decisioni anche le decine di richieste di accredito dei mezzi di informazione che rendono difficile per i Dem svicolare da una Commissione che si annuncia pesantissima: nell’email di convocazione, infatti, Pirozzi ha chiesto che ai Consiglieri venga consegnata l’intera documentazione di tutte gli acquisti fatti dalla Regione. Di fatto, per ogni mascherina, tuta, occhiale o altro Tulumello dovrà portare ogni singolo pezzo di carta: dove è stata fabbricata, chi l’ha venduta a chi, chi l’ha trasportata, ricevuta, tutti i certificati di conformità. 

LA LEGA: INCHIESTA SUGLI SPRECHI
Non bastasse il caos Commissioni, la Lega alza ancora di più il tiro: tutto il Gruppo alla Pisana -Tripodi, Giannini, Corrotti, Ciacciarelli e Cartaginese - ha presentato una proposta di legge per chiedere l’istituzione di una Commissione regionale di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid: 7 membri che dovranno indagare su acquisti e forniture, dotazione di apparecchiature e di dispositivi di protezione. 

INTANTO NEGLI OSPEDALI...
Anche perché dopo il caso Santo Spirito, dove una partita di mascherine è stata rispedita al mittente per mancanza dei requisiti minimi di protezione, il consigliere di Forza Italia, Antonello Aurigemma, denuncia: “Sembrerebbe che dalla riunione di unità di crisi di oggi pomeriggio sia emersa la mancanza di dispositivi di protezione individuale presso i pronto soccorso del Policlinico Umberto I e di Tor Vergata. Mi auguro che questa notizia sia priva di fondamento e venga smentita immediatamente dal presidente Zingaretti”.


sabato 4 aprile 2020

CORONAVIRUS, REBUS CASSA INTEGRAZIONE



Lega e Fratelli d’Italia denunciano: in Regione hanno perduto le domande di cassa integrazione presentate sabato 28 marzo. Replica dell’Assessorato: notizie infondate
Già si partiva dallo stato di tensione fra Governo e Regioni sul problema della cassa integrazione - farraginosità delle procedure, stanziamenti insufficienti, Regioni lente - poi la lettera dei Consulenti del Lavoro al Governo. E ora, il caso Lazio. 
Andiamo per ordine. 
Ieri il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, scrive una lettera al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: dieci Regioni sono ancora ferme sulla cassa integrazione, le liquidazioni sono a rischio e si registrano episodi di violenza e minacce alla categoria. 
Secondo la Calderone: “Sono 10 le regioni italiane che non consentono ancora di presentare le domande di Cassa Integrazione in Deroga (Cig) a causa di intoppi burocratici o trattative con le parti sociali che vanno per le lunghe. Abruzzo, Bolzano, Sicilia, Trento, Umbria, Valle d’Aosta non hanno ancora ufficializzato la data da cui sarà possibile inoltrare le istanze; mentre in Basilicata e Sardegna sarà possibile farlo dall’8 aprile; in Calabria e In Emilia-Romagna dal 6 aprile, ma in quest’ultima regione l’invio delle richieste per le 4 settimane precedenti si è concluso solo nei giorni scorsi. Tutto questo comporta clamorosi ritardi che spostano in avanti la data di liquidazione ai lavoratori delle somme maturate per la Cig”. I lavoratori interessati da questi ritardi sono due milioni e 600mila
Poi c’è il caso Lazio. La Regione non rientra fra quelle ritardatarie denunciate dal Consulenti ma, stando a quanto affermano Lega e Fratelli d’Italia, si registrano comunque disservizi pesanti. A causa di problemi sulla posta elettronica certificata, sarebbero “andate perse centinaia di domande per Cassa Integrazione e relativa documentazione” presentate sabato 28 marzo. Dalle determinazioni dirigenziali pubblicate, risultano lavorate le domande presentate il 25, il 26, il 27 e il 29 marzo. Ma manca la pubblicazione delle determinazioni del 28. Spiegano Giancarlo Righini (FdI) e Laura Corrotti (Lega) di aver ricevuto diverse segnalazioni dal consulenti del lavoro sul “buco” informatico: “dal giorno 3 aprile - a seguito della segnalazione - le autorizzazioni non riportano più, stranamente, la data di presentazione. Si tratta di un provvedimento urgente e attendiamo una smentita da parte dell’Assessore al Lavoro in cui ci indichi dove sono i nuovi atti in merito o, altrimenti, delle istruzioni per le aziende che hanno presentato la domanda e vogliono sapere se devono ripresentarla, nonostante siano in possesso di una ricevuta di protocollo”.
Replica dell’assessorato al Lavoro: “Le polemiche sono totalmente infondate. Tuttavia per noi è un'occasione per tranquillizzate tutti i 2684 tra professionisti e datori di lavoro che nella giornata di sabato 28 hanno inviato le pec. Le domande, pervenute alla mail areavertenze@regione.lazio.legalmail.it sono state correttamente ricevute dagli uffici dell'assessorato al Lavoro e Formazione, che continuano a lavorare anche sabato e domenica e sono state lavorate secondo l'ordine cronologico di arrivo. Il nostro bilancio parziale, a 9 giorni, è di circa 25000 domande caricate sulla piattaforma informatica”.

mercoledì 19 febbraio 2020

DA ZINGARETTI L'AIUTO ALLE AMICHE DEL PD


Solo pochi giorni fa è miseramente fallito un blitz alla Camera per inserire un succoso finanziamento alla Casa Internazionale delle Donne all’interno del Milleproroghe. Ma la bufera politica intorno alla Casa non accenna a placarsi.
Parliamo di un’associazione, la Casa Internazionale delle Donne, che da 45 anni offre aiuto, assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza e in difficoltà. La Casa nasce nel 1973 quando alcune femministe occupano Palazzo Nardini a via del Governo Vecchio. Poi, dopo un lungo contenzioso con il Comune, nel 1985 il sindaco, Nicola Signorello, assegna loro un’ala del Convento del Buon Pastore alla Lungara. Nel 2001, Veltroni sindaco “sigla” la pace con la Casa con la consegna ufficiale dell’edificio. Passa Alemanno, passa Marino, arriva la Raggi. E i 5Stelle, con una visione esclusivamente ragionieristica della cosa pubblica, chiedono alla Casa (novembre 2017) gli arretrati per 880mila euro e inizia un nuovo contenzioso tutto politico e tutto giocato sulla pelle delle donne. 
Da una parte i 5Stelle, dall’altra il Pd. A maggio 2018, ad esempio, Zingaretti annuncia l’intenzione della Regione di dichiarare la Casa “sito di interesse pubblico”. L’impasse non si sblocca e si avvicina sempre più la data dello sfratto. Poche settimane fa, quindi, il centrosinistra propone un emendamento al Milleproroghe per stanziare 900mila euro alla Casa che, però, cade nel territorio del Collegio elettorale Camera 1, quello dove il candidato della sinistra è il ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri. La Raggi esulta come fosse una sua decisione. Ma il giorno dopo le Presidenze delle Commissioni Bilancio e Affari Istituzionali dichiarano l’emendamento inammissibile ed è la volta di Giorgia Meloni di esultare. 
Ora, dopo il lungo riassunto delle puntate precedenti, scoppia di nuovo la tempesta. Tutto nasce da una delibera della Regione che assegna con affidamento diretto (costo 39mila euro e spicci, appena sotto la soglia di 40mila euro che rende obbligatorio il ricorso alla gara d’appalto) alla società Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile (Asvis) dell’ex ministro del lavoro, Enrico Giovannini, la stesura di una sorta di tabella da cui ricavare il valore economico dei servizi resi sul territorio dalle organizzazioni no profit, inclusa, ovviamente la Casa delle Donne. Attacca il centrodestra. Per la consigliera regionale della Lega, Laura Corrotti, “lo studio ancora oggi assente assegna alla Casa internazionale delle Donne, grazie a questo studio sperimentale, un valore pari a 700mila euro all’anno”. Però, aggiunge la Corrotti, nel 2017 la Regione emana una delibera che stanzia 90mila euro per la Casa e, all’interno della stessa delibera si legge “che il valore economico delle attività erogate a titolo gratuito sono pari ad un valore di 700mila euro l’anno, come certifica uno studio commissionato però l’anno successivo con una determina del 20 dicembre 2018".
Altro giro, altro attacco. Stavolta da Fratelli d’Italia con il consigliere Giancarlo Righini: “Il presidente della Regione Lazio si ricorda della sua carica solo per sfruttare il potere del suo mandato a vantaggio del Pd. Dopo le tante nomine strategiche nei più diversi settori, arriva l’ingente finanziamento alla “Casa delle Donne” fondamentale presidio militante della sinistra nel centro storico di Roma, attualmente interessato dalle elezioni suppletive del I Collegio della capitale”. Righini annuncia anche un’interrogazione urgente e "esposto per verificare la legittimità di questo stanziamento con fondi pubblici che dovrebbero essere invece assegnati alle ASL che istituzionalmente se ne occupano”.
Nell’interrogazione, Righini scrive: “il 18 febbraio il presidente Zingaretti ha annunciato pubblicamente un contributo della Regione a favore della Casa Internazionale delle Donne pari a “700mila euro l’anno””. Segue altra denuncia: “nel corso del 2019 e in questi primi mesi del 2020, la Regione con più atti” ha impegnato “la somma di 750mila euro a favore di Lazio Innova” per la “prevenzione e contrasto alle discriminazioni di genere”.
Righini sottolinea la velocità fra la delibera regionale del 13 febbraio e l’annuncio di 5 giorni dopo dello stanziamento dei fondi ma come “dall’analisi dei dati a disposizione della trasparenza amministrativa non sono stati rinvenuti atti mediante i quali sia possibile verificare le procedure adottate per stabilire l’entità del contributo annunciato” e, quindi, chiede a Zingaretti “con quale atto stata finanziata per 700mila euro annui la Casa Internazionale delle Donne”.
Casa che, per altro, stando ai tabulati dei finanziamenti erogati dalla Regione, ha ricevuto dalla Pisana 90mila euro nel dicembre 2017 come “contributo straordinario” e poco più di 110mila ad aprile 2018 come bandi dei Fondi Sociali europei.
Un chiarimento arriva da Maura Cossutta, ex parlamentare e oggi presidente della Casa Internazionale: quando il Campidoglio ha avviato le procedure di recupero dei crediti e di sfratto, "nel nostro ricorso al Tar abbiamo allegato una perizia fatta dal prof. Croce di Pisa che, analizzando ore di lavoro, costi del lavoro e via dicendo, ha valutato in 700mila euro il valore del nostro lavoro. Ieri, il presidente Zingaretti è venuto da noi e ci ha detto che la Regione ha avviato uno studio (quello di Giovannini, ndr) per fare questa valutazione in via autonoma. Se il Comune vuole una propria perizia, non ha che da venire a vedere quel che facciamo”. 
Se il Campidoglio annuncia che le donne di Lucha y Siestahanno accettato il piano personalizzato di accoglienza offerto da Roma Capitale”, l’assessore al Patrimonio della Raggi, Valentina Vivarelli, è molto dura: “È encomiabile che Zingaretti doni 700mila alla Casa. A questo punto ci auguriamo possa fare la stessa cosa con altre associazioni private che hanno un debito con i cittadini di Roma. La Casa paga un canone di locazione pari al 10 per cento del suo valore effettivo (quindi di pagare circa 80 mila euro l’anno rispetto al valore complessivo di circa 800 mila euro annui) ma ha accumulato un debito di circa 900mila euro”.