*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Paolo Longoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paolo Longoni. Mostra tutti i post

mercoledì 2 ottobre 2019

IL CDA DI AMA SALUTA LA RAGGI. E SIAMO A 5. IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA





La lettera con cui il Consiglio di Amministrazione dell’Ama, la municipalizzata dei rifiuti, ha rassegnato ieri le proprie dimissioni nelle mani del sindaco di Roma, Virginia Raggi, è un atto d’accusa pesantissimo contro l’intera classe dirigente del Movimento 5Stelle. Che risponde un’ora e mezza dopo che le dimissioni del CdA sono divenute effettive, con la nomina di Stefano Zaghis ad amministratore unico pescando ancora una volta nel proprio cricoletto grillino sempre più stretto: Zaghis è un attivista 5Stelle della prima ora, molto vicino a Marcello De Vito e in passato molto critico con la Raggi, con zero esperienza nel settore rifiuti ma molto attivo in quello dei centri commerciali, resort, porti, settore immobiliare. 
Sei pagine firmate da Luisa Melara, presidente; Paolo Longoni, Ad; Massimo Ranieri, consigliere in cui non solo si ribadisce la correttezza dei bilanci ma - cosa mai vista prima - i vertici della controllata sfiduciano i controllori: Ama sfiducia il Campidoglio.
Da parte nostra - scrive il sesto management Ama dell’era Raggi - è venuta meno la necessaria fiducia nel socio unico di Ama” che è il Campidoglio. Alla base ci sono sì le considerazioni economiche ma, soprattutto, l’”inerzia” del Comune e un “incomprensibile e antigiuridico modo di intendere i rapporti” fra socio, il Comune, e controllata, l’Ama.
Sulla questione dei 18,3 milioni di euro che Ama ritiene le spettino per i servizi resi nei cimiteri e che il Campidoglio, invece, non vuole assolutamente riconoscere, il CdA uscente sferza la Raggi sulla “vicenda tanto inopportunamente e non correttamente sbandierata” relativa al bilancio 2017 e a questi soldi, questa “posta è stata da Lei (Virginia Raggi, ndr) ratificata con l’approvazione del bilancio chiuso il 31 dicembre 2016 ed è stata oggetto di una delibera della Giunta, la 21/2019”. Tuttavia, secondo i manager uscenti, il problema principale è la “assoluta inerzia e mancanza di una fattiva e concreta collaborazione con Ama per superare le criticità”. 
Spiegano ancora i vertici Ama che l’inerzia del Campidoglio a 5Stelle non viene stigmatizzata per questioni formali ma di merito “perché le emergenze di Ama non possono essere affrontate e risolte senza la partecipazione” del Comune con le sue “specifiche e uniche prerogative”. 
Poi, l’affondo: “sembra di percepire da tale incomprensibile atteggiamento da parte di Roma Capitale, e dalle sua stesse comunicazioni pubbliche, che la stessa Roma Capitale consideri Ama non una propria emanazione (come di diritto e secondo buon senso è) bensì un soggetto privato antagonista del pubblico interesse con l’ulteriore paradossale considerazione che il denaro dato ad Ama sia sottratto dai fini pubblici”. Aggiungono la Melara, Longoni e Ranieri: “in questo filone di incomprensibile, antigiuridico modo di intendere i rapporti fra il Socio, Roma Capitale, e la sua partecipata che di Roma Capitale non è altro che un’articolazione operativa” vanno ascritti “l’inerzia nel risolvere la questione della liquidazione delle somme derivanti dal contratto di Servizio 2014 per 104,4 milioni”, poi “l’inattività assoluta nel procedere a provvedimenti amministrativi dovuti che liberino le somme a favore di Ama bloccate dal 2009 nella gestione Commissariale del debito di Roma Capitale per 30 milioni”. Totale, quasi 135 milioni che “consentirebbero alla società di riequilibrare la propria posizione finanziaria” e “costituirebbero la provvista per il necessario piano di investimenti” per il biennio 2019/2020.
Risposta in tarda serata dell’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti: “Roma Capitale non ha mai fatto mancare il proprio sostegno finanziario e amministrativo ad Ama. Gli uffici stanno regolarmente liquidando le fatture del contratto di servizio presentate dall’azienda. Non c’è ragione per paventare una crisi aziendale. La regolarità e correttezza dei bilanci dell'azienda è il presupposto per garantire la solidità di Ama”. 
Qualcuno fra Palazzo Senatorio e Ama sta evidentemente guardando due film diversi. 


ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI DIMISSIONI DEL CDA AMA ALLA RAGGI