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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 11 febbraio 2020

SI SPEZZA UN CONVOGLIO DELLA ROM-VITERBO


Prosegue il disastro di Atac nella gestione della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo. Stando alla denuncia dell’Associazione TrasportiAmo un treno in manovra, la sera di giovedì 6, si sarebbe spezzato in due
A poche ore dal disastro ferroviario avvenuto in provincia di Lodi”, scrive l’Associazione in una nota pubblicata su facebook in cui si rinnova il cordoglio per i due macchinisti deceduti nel tragico incidente, “si sarebbe “spezzatoun treno (tipo Firema) sulla ferrovia regionale Roma-Viterbo in gestione alla Soc. Atac SpA. Il fatto sarebbe accaduto la sera di giovedì, 6 febbraio, mentre il convoglio, fuori dal servizio, si apprestava a rientrare nel deposito di Acqua Acetosa”. 
Stando alla nota dell’Associazione, “durante le manovre, infatti, si sarebbe verificato il cedimento” del gancio che unisce fra loro le carrozze “e la carrozza di testa, rimorchiata pilota, sarebbe rimasta isolata dal resto del convoglio. Sarebbero state necessarie operazioni di recupero straordinarie, protrattesi sino alle 2 e 30 di mattina, al fine di trainare le carrozze rimaste ferme e liberare i binari interessati al servizio passeggeri. Le gravi carenze nei settori manutentivi sono ormai note. Pertanto, chiediamo alla politica, regionale e comunale, e alla Soc. Atac SpA di far immediata chiarezza sull’intera vicenda, che avrebbe potuto avere serie conseguenze”.
Al netto di quest’ultimo episodio, da mesi la situazione di questa linea - proprietà Regione Lazio, servizio passeggeri ancora fino a fine anno effettuato da Atac - è sempre più drammatica. “Rimodulazione” è questo il tecnicismo che Atac usa per informare i pendolari della cancellazione di treni, evento sempre più frequente. I dati annuali sul servizio reso, per il 2019, dicono che Atac, da Contratto di Servizio con la Regione, doveva percorrere 1 milione e mezzo abbondante di km. Si è fermata a 1,47 milioni, con un ammanco di circa 100mila km (-6%). In quelle 6 corse su 100 saltate si nascondono spesso i treni delle ore di punta con un disagio per l’utenza sempre più insopportabile. 
Non a caso, la Regione nell’ottica degli annunci pluriennali sulle ferrovie concesse, ha inserito la Roma-Viterbo (insieme alla Roma-Lido) nell’ambizioso programma di rilancio i cui effetti principali, al momento, sono il passaggio ad Astral, dal 1 gennaio in affiancamento ad Atac e dal 1 luglio di quest’anno in solitaria, della manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria e a Cotral del servizio viaggiatori dal 1 gennaio 2021 insieme ad Atac e in solitaria 6 mesi dopo.
Il resto del progetto regionale sono investimenti per nuovi treni e interventi sulla linea fra cui: il raddoppio della stazione Flaminio; raddoppio della tratta Riano-Morlupo; la manutenzione straordinaria dei treni esistenti.

giovedì 16 gennaio 2020

IL FILOBUS SI SPEZZA A METÀ



Martedì sera, intorno all’eroe 20, c’è ancora il blocco della circolazione attivo valido anche per i diesel euro6. La giornata è stata pesante: mattinata con metro A e metro C a singhiozzo. Roma-Viterbo che registra l’abituale cancellazione di corse. Su via Nomentana, direzione Monte Sacro, sta passando uno dei filobus in servizio sulla linea 90. Forte rumore, stridio, metallo accartocciato: si rompe una “ralla”, vale a dire uno speciale cuscinetto che serve a ridurre il carico sui pezzi in movimento. E le due parti del filobus si rompono: praticamente, e semplificando assai, è un po’ come se si fosse rotto il gancio che tiene unite le due parti del lungo veicolo. Risultato: la “fisarmonica” di gomma del mezzo è contorta e allungata, tubi vari tranciati, la parte rimorchiata dei veicolo che struscia a terra e mezzo fermo.
Come fin troppo frequentemente accade anche quando i bus si incendiano, la bravura dell’autista è stata fondamentale per evitare che ci fossero feriti. 
Note ufficiali l’Azienda non ne ha rilasciate confermando quanto la trasparenza di Atac sia relegata a favoletta buona per qualche anima naïf. Quel poco che trapela è che il veicolo fosse uno di quelli nuovi, messo in pista dalla Raggi nel 2017 e che, come d’abitudine, verrà condotta un’inchiesta interna di quelle che poi si perdono nel nulla, tanto che, quando se ne chiede il conto, Atac non fornisce nessun dato
L’indagine verrà comunque anche estesa agli altri veicoli filobus della flotta per capire se si è trattato di un caso unico o se c’è qualche difetto di fabbrica nell’intero lotto.
Come d’abitudine appena c’è un problema, silenzio più totale da parte di Virginia Raggi e, sulla stessa linea comunicativa dell’ex assessore Linda Meleo, dell’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese. Cercando sui loro account social le ultime esternazioni in materia di filobus si risale su twitter al marzo 2017 per Calabrese e al settembre 2018 per la Raggi. Su Facebook, la pagina del Sindaco riporta a giugno 2019 l’ultimo post sui filobus e quella di Calabrese a ottobre 2019 con un post si attacco a Matteo Salvini in visita al deposito Atac di Tor Pagnotta dice sono ricoverati i filobus. Per il resto, come sulle scale mobili e sugli altri abituali disservizi, il silenzio: se non ne parlano, il problema non esiste. 
Il filobus rotto martedì sera fa parte del lotto dei 45 veicoli ordinati all’epoca di Alemanno sindaco e finiti al centro di una inchiesta giudiziaria per tangenti. L’inchiesta della Procura di Roma - nata come una costola di una più vasta indagine su Finmeccanica - ipotizzava una tangente di 500mila euro a favore dell’ex ad di Eur SpA, Riccardo Mancini, già tesoriere di Alemanno nella campagna elettorale per le comunali 2008. Alla fine del processo, Mancini venne condannato in primo grado, maggio 2018, a 5 anni per estorsione (non corruzione) morendo per infarto un mese dopo. Alemanno, invece, venne prosciolto. 
Al di là dell’aspetto giudiziario, quei 45 filobus costarono alle casse di Roma Metropolitane 20 milioni di euro. Ed ebbero una vita “amministrativa” assai travagliata: due anni per essere consegnati a Roma, altri due abbondanti prima di esser messi in strada.

mercoledì 15 gennaio 2020

IL CAMPIDOGLIO TRIPLICA: STOP AI DIESEL OGGI E DOMANI.


Il Campidoglio raddoppia. Anzi, triplica. Dopo lo stop alla circolazione deciso ieri anche per i più nuovi motori diesel euro 6, il provvedimento viene esteso alla giornata di oggi, mercoledì, e, già che ci siamo, a quella di domani, giovedì. 
La nota è stata diffusa nel pomeriggio: “considerato il persistere a Roma degli elevati livelli di inquinamento da PM10, è stata disposta per le giornate di mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio la limitazione alla circolazione veicolare privata” nella fascia verde
Vale a dire nell’area della città che include, fra gli altri, il capolinea Battistini della metro A, Forte Braschi, Pineta Sacchetti, Trionfale, Camilluccia, piazza Giuochi Delfini, Prati Fiscali e viale Jonio, il parcheggio di scambio di Ponte Mammolo, la Palmiro Togliatti come limite per Tiburtina, Prenestina, Casilina, Tuscolana. Poi, Appia Nuova, Grotta Perfetta, la Colombo da via Laurentina, Casaletto, Gregorio VII. 
All’interno della fascia verde, dunque, tutti i diesel, fino agli euro 6 non potranno circolare fra le 7.30 e le 10.30 e dalle 16.30 alle 20.30. Per ciclomotori e motoveicoli euro 0 e 1, vetture a benzina euro 2 il divieto di circolazione va dalle 7.30 alle 20.30 senza interruzione. Il Campidoglio, poi, ricorda che per i diesel euro 1, e 2 e i motori a benzina euro 1 vige “l’interdizione completa all’ingresso nella fascia verde”.
E, come da prassi, anche i riscaldamenti non possono essere a una temperatura superiore ai 18 gradi.
Poche illusioni: a meno di miracoli meteo che spazzino via lo smog e le polveri sottili, questi divieti dovranno essere prorogati anche per venerdì e sabato. Con domenica 19 che è anche domenica ecologica che prevede la limitazione alla circolazione di tutti i veicoli a motore nella fascia verde dalle ore 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 fino alle 20.30.
Previsto il rafforzamento dei Vigili in strada con pattuglie disposte lungo l’itinerario tangenziale al centro - lungotevere, Corso Italia, Castro Pretorio, Manzoni, Labicana, Circo Massimo - e in una serie specifica di strade: Acqua Bullicante, Portonaccio, Prenestina, Corso Francia, Quirino Maiorana, Marconi, Oderisi da Gubbio, Trastevere, Magna Grecia, Appia, Etiopia, Libia, Somalia, Corso Trieste, Cipro, Trionfale, Medaglie d’Oro, Palmiro Togliatti, Tuscolana, Cinecittà, Monti Tiburtini, Tiburtina.  
La giornata di ieri ha fatto registrare anche la solita trafila abituale di problemi per i trasporti pubblici. Metro A e Metro C con treni rallentati durante la mattinata per una serie di guasti tecnici; per la Roma-Viterbo, due corse saltate la mattina e due nel pomeriggio. Cosa che rende le “raccomandazioni” del Campidoglio alla cittadinanza quanto meno ottimistiche quando si legge che “risulta necessario da parte della cittadinanza attuare una serie di azioni volontarie, volte alla riduzione delle emissioni con l’obiettivo di contribuire a prevenire l’aumento delle concentrazioni inquinanti in atmosfera, tra le quali ad esempio optare per l’uso dei trasporti pubblici evitando il più possibile l’impiego del veicolo privato a motore”. 
E se le polemiche politiche proseguono - Svetlana Celli, capogruppo in Campidoglio della Lista Civica Roma Torna Roma: “il blocco dei diesel testimonia assenza di strategie contro l’inquinamento" - una rilevazione di Coldiretti-Ixé riporta come il 72% degli italiani siano “disposti a rinunciare o a ridurre drasticamente l'utilizzo dell'auto per tutelare l’ambiente”.



Tre pezzi da 90 si schierano contro la decisione del Campidoglio 5Stelle di bloccare la circolazione anche ai nuovi diesel euro6: l’Aci, l’Unione Petrolifera e Assogasliquidi
L’Automobile Club d’Italia è assolutamente contrario all’assurda demonizzazione dei diesel Euro6, al centro del mirino di tante Amministrazioni - a cominciare da Roma - con blocchi del traffico ingiustificati, che non hanno alcun fondamento scientifico e non garantiscono risultati certi”. Lo dichiara il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, che boccia senza riserve ogni limitazione alla mobilità con provvedimenti “privi di logiche comprensibili ed accettabili: le auto di ultima generazione, anche diesel, hanno un impatto ambientale irrisorio, notevolmente inferiore ad altre motorizzazioni. Con provvedimenti irrazionali come questi, non si danno risposte serie alle importanti istante degli ambientalisti e si creano disagi inutili a milioni di cittadini”.
Più o meno in fotocopia l’Unione Petrolifera secondo la quale la limitazione ai diesel euro 5 e euro 6 è “del tutto ingiustificata da un punto di vista scientifico, senza alcun vantaggio ambientale e quindi inutilmente penalizzante per un’ampia fascia di cittadini”. Anche per loro “gli euro 5 e 6 presentano infatti emissioni di polveri ben al di sotto dei limiti di legge, se non addirittura prossime allo zero”. 
Da ultimo, anche Assogasliquidi/Federchimica (per intenderci, le società che vendono il Gpl) stigmatizza lo stop alle auto e coglie l’occasione per ribadire come “i dati mostrino con evidenza gli enormi vantaggi del GPL rispetto alle altre fonti fossili. Andrebbe incoraggiato sempre di più l’acquisto di auto che utilizzano questa fonte o la conversione di vecchie auto a benzina” per poi richiamare l’attenzione sul riscaldamento domestico come fonte di inquinamento: “antichi retaggi culturali incoraggiano la combustione di pellet e legna in impianti di scadente qualità ambientale con scarsa manutenzione”.

sabato 28 dicembre 2019

ZINGARETTI DISERTA IL PD E "RICICLA" I TRENI


Ci risiamo: ieri il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha ri-presentato gli investimenti prossimi venturi per le due ferrovie concesse, Roma-Lido di Ostia e Roma-Civita Castellana-Viterbo. 
Sono gli 800 milioni di euro che già l’assessore alla Mobilità della Regione, Mauro Alessandri, aveva annunciato alla stampa lo scorso 29 novembre. Parte di questi 800 milioni sono i 180 che ogni tanto la Regione ritira fuori nei momenti di magra da agosto 2016. 
I più maligni hanno sussurrato che fosse un modo scelto da Zingaretti per non essere fisicamente e visivamente presente alla contemporanea conferenza stampa del Pd sulla prescrizione. Sicuramente una malignità vista la nota diramata dal leader del Pd subito dopo (“Il Partito Democratico è per una giustizia al servizio dei cittadini, per tempi certi nei processi nei quali i colpevoli vengano condannati, agli innocenti venga riconosciuta l’innocenza e nei quali le imprese, che hanno contenziosi, possano contare su esiti rapidi”).
Questa volta, alla presentazione nella suggestiva location del cantiere della stazione Flaminio, oltre Alessandri e Zingaretti c’erano l’amministratore Unico di Astral, Antonio Mallamo e il presidente di Cotral Spa, Amalia Colaceci - che lo ha definito “il più grande investimento della Regione sul trasporto pubblico della Capitale”.
Ancora una volta, dunque: 315 milioni per comprare nuovi treni per le due linee; 144 milioni andranno a finanziare l’ammodernamento della Roma-Lido3 337 per la disastrata Roma-Viterbo, ultima vincitrice (ha usurpato il titolo proprio alla Roma-Lido) del Premio Caronte come peggior linea ferroviaria del Lazio. E, di nuovo: cambia il gestore delle due ferrovie. Fra 3 giorni, il 1 gennaio, Astral subentrerà ad Atac per la manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria che, dopo 6 mesi di affiancamento, diverrà effettiva. Stesso cliché con Cotral: dal 1 gennaio 2021, per 6 mesi in affiancamento ad Atac, gestirà il servizio viaggiatori per poi svolgerlo in solitaria. 
Saranno 38 i nuovi treni da comprare: per i primi 11 le lettere di invito alle aziende fornitrici sono già partite con scadenza il prossimo 28 febbraio. In particolare, per la Roma Lido gli investimenti sono destinati a: opere nelle stazioni; nuovo deposito Ostia Lido; manutenzione straordinaria dei treni; sistema di comunicazione terra-treno; rinnovo totale dell’armamento della linea, compresi gli scambi.
Per la Roma-Civita Castellana-Viterbo: Raddoppio della stazione Flaminio; Raddoppio della tratta Riano - Morlupo; Predisposizione raddoppio tratta Montebello - Riano; Manutenzione straordinaria materiale rotabile esistente; Potenziamento deposito Acqua Acetosa; Potenziamento linea elettrica.
Mi associo - ha detto Zingaretti- a tutti coloro che dicono che la Roma-Viterbo e la Roma-Lido fanno schifo. Quindi questo investimento è una scelta radicale per ascoltare il grido di dolore dei pendolari dentro e fuori Roma e per consegnare loro una nuova stagione e un sistema di trasporti rinnovato”.

martedì 17 dicembre 2019

LE FERROVIE CONCESSE LAZIALI SONO LE PEGGIORI D'ITALIA


Sono due su tre e sono fra le peggiori linee ferroviarie d’Italia e sono nel Lazio. Una è la Roma-Civita Castellana-Viterbo e l’altra è la Roma-Lido di Ostia e per l’ennesima volta sono al vertice della classifica di Legambiente sul peggio del peggio nel trasporto ferroviario italiano. Sono linee di proprietà della Regione Lazio e gestite da Atac per la manutenzione sull’infrastruttura e il servizio viaggiatori. O, almeno, lo saranno fino al 2020 quando la manutenzione verrà trasferita alla società regionale Astral e fino al 2021 quando sarà Cotral a subentrare ad Atac nel servizio viaggiatori. 
Fino alla tanto auspicata quanto sempre rinviata rinascita, però, queste due linee da anni salgono sul podio come linee più disastrate del Paese. Nell’ultimo triennio il “Premio Caronte” Lazio che Legambiente assegna alla peggiore linea, è stato appannaggio della Roma-Lido che, quest’anno, scende dal gradino più alto per far posto alla Roma-Viterbo, nuova vincitrice dell’ambitissimo premio. Insieme a loro, per dovere di cronaca, su scala nazionale, si posiziona  la ex Circumvesuviana poi la Milano-Chiasso, la Torino-Chivasso-Ivrea-Aosta, la Genova-Ovada-Acqui Terme, la Verona-Rovigo, la Terni-Sansepolcro, la Battipaglia-Potenza-Metaponto, la Agrigento-Palermo. Mentre nel resto d’Italia si abbassa l’età media dei treni (15,4 anni dai quasi 17 dell’anno prima) per le due linee laziali siamo alla soglia dei 20 anni.
La Roma-Viterbo parte da piazzale Flaminio e serve 75mila viaggiatori al giorno alla stupefacente velocità di crociera di 30 km orari: praticamente un calesse e cavallo neanche in buona salute. Legambiente ironizza sulla velocità della Roma-Viterbo che è “meno di quella di un elefante africano”. 
Ai disagi che si profilano nei prossimi mesi su tutta la linea per la messa in sicurezza, si aggiungono i prossimi lavori nella vecchia stazione Flaminio, lavori annunciati da anni e mai realizzati. Ora tutti i problemi sono al capolinea e, a farne le spese sempre gli utenti per inadempienze di gestione. Lavori che andavano programmati anzitempo ora sono un’emergenza e Atac fa sapere che il capolinea sarà la stazione di Acqua Acetosa e il servizio continuerà su gomma fino a piazzale Flaminio”, scrive Legambiente che aggiunge: “Atac ha la responsabilità di aver gestito per decenni questa ferrovia in maniera indecente, portandola all’indecoroso stato attuale, ora la Regione Lazio dal prossimo anno, tornerà definitivamente a gestirla, insieme all’altrettanto disastrata Roma Lido: la Regione non può inaugurare il nuovo corso così come stiamo vedendo, chiediamo che non si arrivi alla chiusura della tratta per la messa in sicurezza ma di trovare una alternativa per garantire il passaggio dei convogli, nonché tempi certi per ripristinare la piena funzionalità, tre anni non sonori certo un tempo sostenibile”.
Soprattutto nelle ultime settimane, con il passaggio del controllo all’Agenzia Nazionale per le ferrovie, le carenze infrastrutturali delle linee hanno obbligato Atac a ridurre la velocità. 

sabato 30 novembre 2019

FERROVIE CONCESSE, DALLA REGIONE 800 MILIONI PER RISTRUTTURARLE


Ottocento milioni di euro: questa è la promessa della Regione Lazio per rimettere in piedi le disastrate ferrovie Roma-Lido di Ostia e Roma-Civita Castellana-Viterbo
Una promessa - a dire il vero - già sentita altre volte senza che, alle parole, seguissero i fatti. 
Ieri mattina l’assessore ai Trasporti della Regione, Mauro Alessandri, ha illustrato alla stampa i provvedimenti: una parte dei fondi (334 milioni) deriva dal Fondo Sviluppo e Coesione e l’altra parte (mezzo miliardo circa) sarà trovata fra i fondi regionali
Questa maxi operazione di ristrutturazione coincide con la fine della gestione Atac delle due linee: dal 1 gennaio 2020 all’azienda del Campidoglio subentrerà la regionale Astral per la manutenzione delle infrastrutture e dal 1 gennaio 2021 Cotral ne prenderà il posto per la gestione del servizio viaggiatori. 
Le novità del servizio partono intanto dai treni: 315 milioni di euro (su 800) saranno spesi per comprare 38 nuovi convogli, 20 per la Roma-Lido e 18 per la Roma-Viterbo. 
A quelli per Ostia, poi, andranno anche sommati i convogli acquistati dal Campidoglio con i soldi (45 milioni) che la Roma verserà per il nuovo Stadio di Tor di Valle. 
Altri 34 milioni saranno spesi per restaurare i migliori fra i treni oggi in servizio sulle due linee (19 per Ostia e 15 per Viterbo).
Gli altri 450 milioni circa saranno investiti per le opere sulle infrastrutture. Sinteticamente: sulla Roma-Lido andranno altri 125 milioni che serviranno per la tecnologia di comunicazione fra la terra e il treno, il potenziamento della linea elettrica, nuovi scambi e binari, interventi nelle stazioni, barriere fonoassorbenti e recinzioni, e il nuovo deposito dei treni a Ostia Lido. In totale, saranno 189 i milioni destinati alla linea per Ostia. 
Ancor più consistente l’intervento sulla Roma-Viterbo: poco più di 320 milioni serviranno per far ripartire il cantiere del raddoppio del capolinea Flaminio dove c’è lo scambio con la linea A il cui cantiere è rimasto impigliato nella disastrosa gestione di Atac. Fra Riano e Morlupo, tratta extraurbana, verranno raddoppiati i binari e verrà predisposto il raddoppio anche fra Riano e Montebello (inizio della tratta urbana di Roma). Una consistente fetta dell’investimento andrà poi a coprire del potenziamento della linea elettrica e un’altra parte finanzierà i costi del potenziamento del deposito di Acqua Acetosa. In totale, saranno 392 i milioni destinati alla linea per Viterbo. 


Secondo l’assessore Alessandri quella della Regione è una “strategia di gestione” delle due linee. A chi chiedeva se non sarebbe stato meglio cedere al Campidoglio la Roma-Lido di Ostia e la Roma-Giardinetti (terza ferrovia di proprietà della Regione su cui però non risultano investimenti), Alessandri ha risposto che mentre per la Roma-Giardinetti era stata avviata un’”interlocuzione col Comune” interrotta dai “cambi di assessore”, per la Roma-Lido sarebbe stata necessaria una “manifestazione di interesse” che, evidentemente, non è mai arrivata da Palazzo Senatorio alla Regione. 
Ottimista, Alessandri, sui tempi: “36 mesi la durata dei lavori”, dice, ipotizzando un cronoprogramma rapido, il 28 febbraio, per le manifestazioni di interesse delle aziende a fornire i primi 11 nuovi treni. E resta il dubbio: ammesso che gli 800 milioni ci siano tutti, cosa sarebbe accaduto se fossero stati stanziati (e spesi) 7 o 8 anni fa.


Nella tabella, l'elenco dettagliato degli interventi
Legenda: FSC: Fondo Sviluppo e Coesione