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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 18 settembre 2020

BONUS AFFITTO, COMUNE LUMACA



Il bonus affitto covid? Ripassi la prossima estate. La veloce ed efficiente macchina capitolina impiegherà 402 giorni - un anno, un mese e 6 giorni - per esaminare tutte le 49.200 domande per il bonus affitto giunte in Comune entro il 18 maggio scorso, data di chiusura dei termini di presentazione delle richieste di sussidio.
Il dato emerge dall’audizione in Commissione Trasparenza di Stefano Donati, direttore delle Politiche abitative del Comune.
Durante la seduta della commissione Donati ha spiegato che sono pervenute 49.200 domande di bonus affitti per il covid e che dal 18 maggio a ieri erano state giudicate ammissibili 3.700 domande, 3mila richiedono delle integrazioni e 8.300 erano quelle rigettate. Totale: 14.950 domande lavorate in 122 giorni, una media di 123 domande al giorno. In proporzione, quindi, rimangono da lavorare 34.250 domande. Se il Campidoglio manterrà lo stesso ritmo seguito fino a oggi, l’elenco delle richieste dovrebbe esaurirsi il prossimo 23 giugno. 
In termini numerici, poco più del 7 percento sono le domande ammesse fino a ora a ricevere il bonus affitto rispetto al totale delle 49.200 presentate e 1.200, meno del 2,5 percento, quelle effettivamente pagate. Come ha spiegato Donati in Commissione, 950 sono quelle in liquidazione ora (ovvero con i mandati di pagamento in partenza) mentre la prossima settimana saranno messe in pagamento altre 1500 domande. “Sappiamo che c’è ancora molto lavoro da fare, ma gli uffici sono a pieno regime e contiamo in due mesi di terminare l'istruttoria di tutte le 50mila domande ricevute, un numero davvero enorme”, ha detto Donati solo che per concludere l’iter di esame in due mesi gli uffici capitolini dovrebbero passare da 123 a 570 domande lavorate quotidianamente. Altrimenti, appunto, con questi ritmi di finire la lista se ne parla a fine giugno del prossimo anno. 
Alla seduta ha preso parte anche l’assessore alla Casa, Valentina Vivarelli: “Il dipartimento Patrimonio ha iniziato a erogare il bonus ad agosto. Gli uffici stanno lavorando per velocizzare il più possibile l'iter, tanto che Roma ha iniziato prima di tutti i capoluoghi del Lazio a erogare i contributi”.
L’oggettiva lentezza del Comune, però, rischia di far precipitare la situazione: “Siamo tempestati ogni giorno dalle richieste di 400 famiglie che non stanno ottenendo alcuna risposta dal Campidoglio. I senza fissa dimora aumenteranno enormemente vista la situazione di stallo del bonus e alcuni sfratti che a breve saranno esecutivi” ha detto Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo Settore del Lazio.
Attaccano anche i Dem Marco Palumbo, presidente della Commissione Trasparenza, e Giulio Bugarini: “L’Amministrazione ha perso l’ennesima occasione per sostenere le famiglie romane: si 50mila domande ne sono state istruite meno di un terzo, quando il requisito fondamentale era proprio la tempestività e il numero degli esclusi è enorme e c’è stato un costante calo di contributi. Non ci sono stime su quando verrà completata l’erogazione dei buoni nonostante i soldi della Regione fossero disponibili fin da aprile”.



 

mercoledì 19 febbraio 2020

DA ZINGARETTI L'AIUTO ALLE AMICHE DEL PD


Solo pochi giorni fa è miseramente fallito un blitz alla Camera per inserire un succoso finanziamento alla Casa Internazionale delle Donne all’interno del Milleproroghe. Ma la bufera politica intorno alla Casa non accenna a placarsi.
Parliamo di un’associazione, la Casa Internazionale delle Donne, che da 45 anni offre aiuto, assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza e in difficoltà. La Casa nasce nel 1973 quando alcune femministe occupano Palazzo Nardini a via del Governo Vecchio. Poi, dopo un lungo contenzioso con il Comune, nel 1985 il sindaco, Nicola Signorello, assegna loro un’ala del Convento del Buon Pastore alla Lungara. Nel 2001, Veltroni sindaco “sigla” la pace con la Casa con la consegna ufficiale dell’edificio. Passa Alemanno, passa Marino, arriva la Raggi. E i 5Stelle, con una visione esclusivamente ragionieristica della cosa pubblica, chiedono alla Casa (novembre 2017) gli arretrati per 880mila euro e inizia un nuovo contenzioso tutto politico e tutto giocato sulla pelle delle donne. 
Da una parte i 5Stelle, dall’altra il Pd. A maggio 2018, ad esempio, Zingaretti annuncia l’intenzione della Regione di dichiarare la Casa “sito di interesse pubblico”. L’impasse non si sblocca e si avvicina sempre più la data dello sfratto. Poche settimane fa, quindi, il centrosinistra propone un emendamento al Milleproroghe per stanziare 900mila euro alla Casa che, però, cade nel territorio del Collegio elettorale Camera 1, quello dove il candidato della sinistra è il ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri. La Raggi esulta come fosse una sua decisione. Ma il giorno dopo le Presidenze delle Commissioni Bilancio e Affari Istituzionali dichiarano l’emendamento inammissibile ed è la volta di Giorgia Meloni di esultare. 
Ora, dopo il lungo riassunto delle puntate precedenti, scoppia di nuovo la tempesta. Tutto nasce da una delibera della Regione che assegna con affidamento diretto (costo 39mila euro e spicci, appena sotto la soglia di 40mila euro che rende obbligatorio il ricorso alla gara d’appalto) alla società Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile (Asvis) dell’ex ministro del lavoro, Enrico Giovannini, la stesura di una sorta di tabella da cui ricavare il valore economico dei servizi resi sul territorio dalle organizzazioni no profit, inclusa, ovviamente la Casa delle Donne. Attacca il centrodestra. Per la consigliera regionale della Lega, Laura Corrotti, “lo studio ancora oggi assente assegna alla Casa internazionale delle Donne, grazie a questo studio sperimentale, un valore pari a 700mila euro all’anno”. Però, aggiunge la Corrotti, nel 2017 la Regione emana una delibera che stanzia 90mila euro per la Casa e, all’interno della stessa delibera si legge “che il valore economico delle attività erogate a titolo gratuito sono pari ad un valore di 700mila euro l’anno, come certifica uno studio commissionato però l’anno successivo con una determina del 20 dicembre 2018".
Altro giro, altro attacco. Stavolta da Fratelli d’Italia con il consigliere Giancarlo Righini: “Il presidente della Regione Lazio si ricorda della sua carica solo per sfruttare il potere del suo mandato a vantaggio del Pd. Dopo le tante nomine strategiche nei più diversi settori, arriva l’ingente finanziamento alla “Casa delle Donne” fondamentale presidio militante della sinistra nel centro storico di Roma, attualmente interessato dalle elezioni suppletive del I Collegio della capitale”. Righini annuncia anche un’interrogazione urgente e "esposto per verificare la legittimità di questo stanziamento con fondi pubblici che dovrebbero essere invece assegnati alle ASL che istituzionalmente se ne occupano”.
Nell’interrogazione, Righini scrive: “il 18 febbraio il presidente Zingaretti ha annunciato pubblicamente un contributo della Regione a favore della Casa Internazionale delle Donne pari a “700mila euro l’anno””. Segue altra denuncia: “nel corso del 2019 e in questi primi mesi del 2020, la Regione con più atti” ha impegnato “la somma di 750mila euro a favore di Lazio Innova” per la “prevenzione e contrasto alle discriminazioni di genere”.
Righini sottolinea la velocità fra la delibera regionale del 13 febbraio e l’annuncio di 5 giorni dopo dello stanziamento dei fondi ma come “dall’analisi dei dati a disposizione della trasparenza amministrativa non sono stati rinvenuti atti mediante i quali sia possibile verificare le procedure adottate per stabilire l’entità del contributo annunciato” e, quindi, chiede a Zingaretti “con quale atto stata finanziata per 700mila euro annui la Casa Internazionale delle Donne”.
Casa che, per altro, stando ai tabulati dei finanziamenti erogati dalla Regione, ha ricevuto dalla Pisana 90mila euro nel dicembre 2017 come “contributo straordinario” e poco più di 110mila ad aprile 2018 come bandi dei Fondi Sociali europei.
Un chiarimento arriva da Maura Cossutta, ex parlamentare e oggi presidente della Casa Internazionale: quando il Campidoglio ha avviato le procedure di recupero dei crediti e di sfratto, "nel nostro ricorso al Tar abbiamo allegato una perizia fatta dal prof. Croce di Pisa che, analizzando ore di lavoro, costi del lavoro e via dicendo, ha valutato in 700mila euro il valore del nostro lavoro. Ieri, il presidente Zingaretti è venuto da noi e ci ha detto che la Regione ha avviato uno studio (quello di Giovannini, ndr) per fare questa valutazione in via autonoma. Se il Comune vuole una propria perizia, non ha che da venire a vedere quel che facciamo”. 
Se il Campidoglio annuncia che le donne di Lucha y Siestahanno accettato il piano personalizzato di accoglienza offerto da Roma Capitale”, l’assessore al Patrimonio della Raggi, Valentina Vivarelli, è molto dura: “È encomiabile che Zingaretti doni 700mila alla Casa. A questo punto ci auguriamo possa fare la stessa cosa con altre associazioni private che hanno un debito con i cittadini di Roma. La Casa paga un canone di locazione pari al 10 per cento del suo valore effettivo (quindi di pagare circa 80 mila euro l’anno rispetto al valore complessivo di circa 800 mila euro annui) ma ha accumulato un debito di circa 900mila euro”.


martedì 24 settembre 2019

GIUNTA RAGGI, ALTRO GIRO DI ASSESSORI




Quindici cambi in corsa. “Fase due”, “ci mettiamo la faccia”, “fuori i tecnici dentro i politici” ma, a parte queste colorite espressioni usate ieri con la stampa da Virginia Raggi, sindaco di Roma, va in scena l’ennesimo rimpasto nella giunta grillina. Un rimpasto che infrange due tabù pentastellati e che giunge all’avvio del crepuscolo di questa Amministrazione suonando, quindi, come una mossa della disperazione. 
Questa volta escono tutte donne. Via gli assessori alla Semplificazione, Flavia Marzano; al Patrimonio, Rosalba Castiglione; alle Politiche sociali, Laura Baldassarre; ai Lavori pubblici, Margherita Gatta. Salta anche l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, che, però, cade in piedi e sostituisce Margherita Gatta ai Lavori pubblici. Dentro, un uomo, Pietro Calabrese, cui sarà affidata la Mobilità. Poi entrano Veronica Mammì in Stefàno alle Politiche sociali al posto della Baldassarre e Valentina Vivarelli alle Politiche abitative e Patrimonio. La delega alla Semplificazione torna alla Raggi che la somma a quella sui rifiuti.
La Giunta Raggi, quindi, cambia ancora una volta pelle. Per rimanere circoscritti solo agli Assessori - tralasciando, quindi, i vertici delle Partecipate e alcuni ruoli apicali dell’Amministrazione tipo il Capo di Gabinetto - siamo a quindici avvicendamenti su 12 caselle. Della Giunta iniziale, quella che si presentò trionfale il 7 luglio 2016 alla prima seduta del Consiglio comunale restano solo Luca Bergamo e Daniele Frongia, il primo assessore alla Cultura, il secondo allo Sport, ma fra loro avvicendatisi nella carica di vicesindaco.
Con l’eccezione dell’inspiegabilmente inossidabile Linda Meleo, terzo e ultimo nome superstite della Giunta originale ma spostata dalla ormai comatosa mobilità romana all’agonizzante sistema dei lavori pubblici, tutti gli altri assessori sono cambiati.
Brilla il “brucia Assessori”, quello al Bilancio, che ha visto succedersi Marcello Minenna prima, Raffaele De Dominicis poi (per 24 ore), quindi Andrea Mazzillo prima dell’attuale, Gianni Lemmetti. A seguire, due lasciti drammatici per la città: quello di Paolo Berdini, assessore con doppia delega, Urbanistica e Lavori pubblici, fino a San Valentino del 2017 quando venne rimosso dopo una improvvida intervista e una conclamata inefficienza, per essere sostituito da Luca Montuori all’Urbanistica e da Margherita Gatta, ai Lavori pubblici. Secondo lascito: quello dell’Assessorato all’Ambiente tenuto prima da Paola Muraro, poi da Pinuccia Montanari e ora da Laura Fiorini, solo per il verde e non più per i rifiuti la cui delega è in capo alla Raggi.
Da registrare il dai-e-vai dei due titolari dell’Assessorato alle Partecipate, prima Massimo Colomban, poi, per pochi mesi, il suo ex capo staff, Alessandro Gennaro, con la delega finalmente fagocitata da Lemmetti al Bilancio.
New entry recentissima, Antonio De Santis, al Personale, uno degli uomini di peso politico nella compagine governativa grillina.
Girandole a parte, si infrangono due tabù del mondo grillino. In primo luogo, il divieto di cambio di ruolo: se eri eletto consigliere, rimanevi consigliere. Calabrese e la Vivarelli passano dagli scranni del Consiglio a quelli della Giunta. E quello della parentopoli: la Mammì è la moglie di Enrico Stefàno, consigliere, già presidente della Commissione Mobilità e vicepresidente vicario del Consiglio comunale.



PIETRO CALABRESE -TRASPORTI E MOBILITÀ
Il nuovo Assessore alla Città in Movimento - volgarmente, ai Trasporti e Mobilità - è un laureato in architettura e nella vita ha svolto numerosi mestieri: portiere d’albergo, progettazioni strutturali in carpenterie in ferro; analisi, recupero e sviluppo dei sistemi urbani; progettazione di scenografie; progettazione architettonica. È anche un artista di arte contemporanea che, stando al curriculum, ha esposto opere in tecnica Ruggine su tela, nylon, lana a Milano, Palermo, Viareggio, Roma, Los Angeles, Barcellona, Parigi, Londra, Amman, Miami. Eletto in Campidoglio come consigliere comunale nel 2016 è stato prima vicepresidente poi presidente della Commissione Mobilità e presidente della Commissione speciale sui Piani di Zona. 


LINDA MELEO - LAVORI PUBBLICI 
Era entrata un po’ a sorpresa nella originaria Giunta Raggi dell’estate 2016 come assessore ai Trasporti al posto di Enrico Stefàno, uno dei 4 consiglieri grillini con esperienza alle spalle, in predicato nei giorni immediatamente precedenti la formazione dell’esecutivo grillino, a guidare la Mobilità romana. Un triennio, quello di Linda Meleo, segnato dal concordato preventivo di Atac, dall’arrivo di 227 nuovi bus, quelli comprati in Turchia, dalla quantità abnorme di bus andati a fuoco e dalla costante perdita di chilometraggio percorso da Atac, passato dai 47 milioni di km percorsi nel primo semestre 2016 ai 42 del primo semestre di quest’anno, segnando la peggior performance del trasporto pubblico di superficie (bus, bus elettrici, tram e filobus) dell’era Raggi. 


VERONICA MAMMÌ - SERVIZI SOCIALI
Ha di fronte a sé poco tempo: a giugno 2021 si vota per rinnovare il Sindaco e il Consiglio comunale e per Veronica Mammì, tirocinante in Psicologia medica e neo assessore ai Servizi Sociali, le gatte da pelare sono tante. A partire dal rapporto con i Rom e la collega Vivarelli alla casa. In un rimpasto che, secondo il sindaco Raggi, dovrebbe essere letto come l’avvio di una fase due appannaggio dei politici e non dei tecnici, la Mammì, a parte essere la moglie di Enrico Stefàno - consigliere grillino, già presidente della Commissione Mobilità e ex vicepresidente vicario del Consiglio comunale - si distingue giusto per essere stata prima consigliere nel VI Municipio nella scorsa consiliatura, quella Marino, e poi assessore ai Servizi sociali del VII in questo primo triennio di governo grillino di Roma. 

VALENTINA VIVARELLI - PATRIMONIO E CASA
Insieme a Pietro Calabrese è il secondo consigliere comunale eletto che transita dai banchi del Consiglio a quelli della Giunta infrangendo uno dei tabù della vulgata grillina. 
La Vivarelli andrà a succedere a Rosalba Castiglione alla guida dell’Assessorato al Patrimonio e politiche abitative. Eletta prima consigliera nel Municipio VIII, ha lavorato presso la Casa Editrice d’Arte Logart Press in qualità di segretaria redazione e amministrativa. Negli anni passati ha gestito la redazione del sito teatroteatro.it coordinando il lavoro dei collaboratori, correggendo articoli e recensioni. Nelle sue note biografiche, figura nel biennio 2009-2010 l’organizzazione delle 3 edizioni del Concorso TeatroTeatro da Mangiare promosso da teatroteatro.it.