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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 9 aprile 2020

CORONAVIRUS; I SOLDI? "NON PRIMA DEL 20"



Di chiacchiere e promesse hanno riempito le pagine dei giornali. Di soldi, però, nelle tasche dei cittadini del Lazio, non se ne vedono. 
Sono i finanziamenti alle imprese e alle famiglie promesse dalla Giunta Zingaretti per l’emergenza Coronavirus. Il 24 marzo - quindici giorni fa - Zingaretti e i suoi annunciano il piano “pronto cassa”. Il comunicato stampa di quel giorno recita: “vengono messi in campo per imprese e partite Iva 55 milioni di euro tramite la piattaforma FARE Lazio” su cui “viene aperta una nuova sezione – “Emergenza COVID 19-Finanziamenti per la liquidità delle MPMI”. Questi 55 milioni “saranno accessibili su FARE Lazio a partire dalla prima decade di aprile” e verranno usati per “prestiti di liquidità di piccola entità (10mila euro, a tasso zero, di una durata di 5 anni, con un anno di preammortamento)” per le piccole e medie imprese del Lazio. Il 3 aprile la Regione spedisce un comunicato contro le fake news su questo fondo annunciando che l’”avviso pubblico sarà online dal 9 aprile”.
In realtà, secondo le comunicazioni ufficiali di FareLazio, la sezione del sito verrà attivata il 10 (e non il 9) ma le domande per avere i soldi “potranno essere inviate a partire dal 20 aprile. Poco meno di un mese solo per poter presentare le domande mentre le aziende affogano ora. 
Secondo capitolo: le richieste di cassa integrazione. Il Tempo aveva dato conto di una denuncia di Fratelli d’Italia e Lega in cui si sosteneva che le domande presentate sabato 28 marzo fossero andate smarrite. Replica dell’Assessorato regionale al Lavoro: “non è vero, stiamo lavorando”. Ora il caso finisce dritto sulla scrivania del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, cui la consigliera della Lega, Laura Corrotti, ha rivolto un’interrogazione “per avere spiegazioni sui criteri per l’accesso alla Cassa integrazione”, quali siano le “coperture finanziarie” e per avere spiegazioni circa “i malfunzionamenti alla casella di posta elettronica certificata, l’assenza delle date di invio, la non operatività della casella dedicata all’assistenza delle aziende e alla non disponibilità del numero verde di supporto. Una vicenda con troppi lati oscuri che richiede un immediato chiarimento e intervento”. 
Terzo, ancora mancano i fondi ai Comuni. Sempre la Lega a denunciare, stavolta con il consigliere Pasquale Ciacciarelli che, in un’interrogazione a Zingaretti, scrive: “ad oggi ancora non sono pervenuti ai comuni i fondi per poter pagare i buoni spesa alle famiglie in difficoltà. Dalla delibera sono passati quasi 10 giorni ed i Comuni del Lazio non hanno ancora ricevuto i fondi regionali per finanziare i buoni spesa”.






sabato 4 aprile 2020

CORONAVIRUS, REBUS CASSA INTEGRAZIONE



Lega e Fratelli d’Italia denunciano: in Regione hanno perduto le domande di cassa integrazione presentate sabato 28 marzo. Replica dell’Assessorato: notizie infondate
Già si partiva dallo stato di tensione fra Governo e Regioni sul problema della cassa integrazione - farraginosità delle procedure, stanziamenti insufficienti, Regioni lente - poi la lettera dei Consulenti del Lavoro al Governo. E ora, il caso Lazio. 
Andiamo per ordine. 
Ieri il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, scrive una lettera al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: dieci Regioni sono ancora ferme sulla cassa integrazione, le liquidazioni sono a rischio e si registrano episodi di violenza e minacce alla categoria. 
Secondo la Calderone: “Sono 10 le regioni italiane che non consentono ancora di presentare le domande di Cassa Integrazione in Deroga (Cig) a causa di intoppi burocratici o trattative con le parti sociali che vanno per le lunghe. Abruzzo, Bolzano, Sicilia, Trento, Umbria, Valle d’Aosta non hanno ancora ufficializzato la data da cui sarà possibile inoltrare le istanze; mentre in Basilicata e Sardegna sarà possibile farlo dall’8 aprile; in Calabria e In Emilia-Romagna dal 6 aprile, ma in quest’ultima regione l’invio delle richieste per le 4 settimane precedenti si è concluso solo nei giorni scorsi. Tutto questo comporta clamorosi ritardi che spostano in avanti la data di liquidazione ai lavoratori delle somme maturate per la Cig”. I lavoratori interessati da questi ritardi sono due milioni e 600mila
Poi c’è il caso Lazio. La Regione non rientra fra quelle ritardatarie denunciate dal Consulenti ma, stando a quanto affermano Lega e Fratelli d’Italia, si registrano comunque disservizi pesanti. A causa di problemi sulla posta elettronica certificata, sarebbero “andate perse centinaia di domande per Cassa Integrazione e relativa documentazione” presentate sabato 28 marzo. Dalle determinazioni dirigenziali pubblicate, risultano lavorate le domande presentate il 25, il 26, il 27 e il 29 marzo. Ma manca la pubblicazione delle determinazioni del 28. Spiegano Giancarlo Righini (FdI) e Laura Corrotti (Lega) di aver ricevuto diverse segnalazioni dal consulenti del lavoro sul “buco” informatico: “dal giorno 3 aprile - a seguito della segnalazione - le autorizzazioni non riportano più, stranamente, la data di presentazione. Si tratta di un provvedimento urgente e attendiamo una smentita da parte dell’Assessore al Lavoro in cui ci indichi dove sono i nuovi atti in merito o, altrimenti, delle istruzioni per le aziende che hanno presentato la domanda e vogliono sapere se devono ripresentarla, nonostante siano in possesso di una ricevuta di protocollo”.
Replica dell’assessorato al Lavoro: “Le polemiche sono totalmente infondate. Tuttavia per noi è un'occasione per tranquillizzate tutti i 2684 tra professionisti e datori di lavoro che nella giornata di sabato 28 hanno inviato le pec. Le domande, pervenute alla mail areavertenze@regione.lazio.legalmail.it sono state correttamente ricevute dagli uffici dell'assessorato al Lavoro e Formazione, che continuano a lavorare anche sabato e domenica e sono state lavorate secondo l'ordine cronologico di arrivo. Il nostro bilancio parziale, a 9 giorni, è di circa 25000 domande caricate sulla piattaforma informatica”.