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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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lunedì 16 settembre 2019

V MUNICIPIO, LITE FRA GRILLINI FINISCE A MORSI


Formalmente, per la comunicazione ufficiale sono un gruppo granitico in puro stile Corea del Nord. Sempre in stile Corea del Nord ci hanno abituato a vendette che non guardano in faccia nessuno: se necessario, pure facendo cadere i Municipi. Ma i morsi sul naso, no, quelli ancora mancavano all’appello del fantastico mondo dei grillini romani.
Secondo l’AdnKronos, al termine di una assai turbolenta seduta del Consiglio municipale, il presidente del V Municipio (Prenestino-Centocelle), il grillino Giovanni Boccuzzi, viene preso a morsi sul naso dal consigliere municipale Alessandro Stirpe, sempre grillino.
L’episodio - non confermato né smentito alla Kronos dai diretti interessati nello stile comunicativo 5Stelle: di un problema, non si parla - sarebbe avvenuto, giovedì pomeriggio fra le 15.30 e le 16.30, nella stanza nella stanza dell'assessora alla Cultura e allo Sport Maria Teresa Brunetti, che, però, sarebbe totalmente estranea alla lite.
Secondo il racconto della Kronos, dopo il morso Boccuzzi perde qualche goccia di sangue. È dolorante, scosso, ma non ha bisogno di andare al pronto soccorso. Adesso starebbe ragionando se sporgere o meno una denuncia nei confronti del collega. Alla base della lite, riferiscono più fonti interne al M5s all'Adnkornos, non ci sarebbero motivi politici, quanto più un “consumarsi dei rapporti umani, ormai fortemente deteriorati tra Boccuzzi e i due consiglieri M5s Stirpe e Monia Medaglia”. Non una novità, questa dei tesi rapporti personali, non solo nel mondo grillino ma un po’ in tutti i partiti politici. 
Nei racconti trapelati, l’assessore Brunetti è al computer e dentro la stanza sono presenti anche i due consiglieri M5s Alessandro Stirpe e Monia Medaglia. Entra il presidente del Municipio, Boccuzzi, e si accende la lite. I due sono tacciati da tempo da diversi consiglieri di maggioranza di un eccessivo “protagonismo che non giova al lavoro di squadra”. In ogni caso la tensione tra i tre cresce, e dopo qualche scambio di battute Stirpe assesta il morso. Gli interessati, contatti dall'Adnkronos, non smentiscono. “Queste sono cose private che non devono interessare”, taglia corto il presidente del municipio Boccuzzi, che porta ancora sul naso qualche segno del morso. Denuncerà? “Non rispondo”, conclude Boccuzzi.
E mentre cresce il malumore della maggioranza M5s fedele al presidente, che nei prossimi giorni si riunirà per discutere dell'accaduto e presumibilmente per “chiedere l'espulsione del consigliere ‘aggressore’”, Stirpe dal canto suo ribatte: “Non c’è nulla da commentare, continuerò a far parte del movimento - assicura - lavoro per il bene del territorio e ci sono ancora tante cose da realizzare, tanti progetti da portare a termine a beneficio dei cittadini”. Fra le grandi liti personali del mondo grillino, a parte la costante querelle fra Roberta Lombardi e Virginia Raggi, si contano la polemica sulla presidenza di Marcello De Vito, e il defenestramento dei presidenti dei Municipi VIII, Pace; III, Capoccioni; e XI, Torelli

venerdì 29 giugno 2018

MUNICIPI; CAUDO: "VERO, NON FUNZIONANO"

Professor Caudo, al turno di ballottaggio nel territorio del III Municipio che conta 171mila elettori, solamente 36mila si sono recati alle urne, cioè, in termini percentuali, il 21 virgola spicci. Lei ha ottenuto 20.121 voti: in sostanza, è stato eletto da meno del 12% del corpo elettorale. C’è un problema sui Municipi?
“Al netto della capacità dei partiti di convincere le persone a uscire di casa per recarsi al seggio a votare, è chiaro che i Municipi così come sono oggi non funzionano. Una volta veniva nominato il delegato del Sindaco, oggi eleggiamo i rappresentanti ma è come se fossimo rimasti fermi alla Delegazione”.

Né possiamo davvero credere che siano una fucina di futuri amministratori: si contano Consiglieri Municipali che siedono nei Parlamentini locali anche da 4 consiliature…
“Una fucina lo sono, in realtà. Anche se non come dovrebbe essere”.

E come superare, allora, questa situazione?
“Vanno ripensati i poteri dei Municipi e la loro conformazione che, attualmente, vede l’esistenza di Parlamentini che dovrebbero governare un territorio grande come una media città, popolato come una media città italiana ma senza alcun potere. In ambiente universitario ci sono diverse ipotesi su come ridisegnare i Municipi: una, cui ho contribuito, è stata pubblicata in un testo (“Verso le microcittà di Roma”) dell’architetto Pietrolucci”.

E che prevede?
“Che potremmo creare una governance che prenda parte degli attuali poteri di Roma comune e li sposti sul livello della attuale Città Metropolitana. Contemporaneamente, una parte di questi poteri vanno spostati al livello dei Municipi che però vanno ridisegnati rispetto all’attuale assetto”.

Ridisegnati come?
“Occorre creare 11 vere città: l’Urbe vera e propria, cioè quello che attualmente è il centro storico formato dai vecchi I e XVII Municipio (Centro e Prati, prima della riforma Alemanno; ndr) cui vanno aggiunte parti della città oggi di altri Municipi diciamo, per intenderci, a livello dell’anello ferroviario. Un modello come quello della City di Londra”.

Poi?
“Poi occorre modificare dimensioni e confini dei Municipi, creando, 9 vere città lungo quello che potremmo definire il “Rosario del Grande Raccordo anulare”: ciascuna avrebbe il GRA come “spina dorsale” interna e avrebbe una popolazione da 150/200 mila abitanti. A queste nove città, va aggiunta Ostia. I parchi e le grandi aree dell’Agro Romano farebbero da legame. Insomma un disegno istituzionale coerente con il territorio e il suo sviluppo. Oggi invece i municipi sono ancora legati alla partizione della città centripeta ereditata dal dopoguerra e dal Piano regolatore del 1962”.

sabato 16 giugno 2018

ELEZIONI MUNICIPALI; CAUDO: "CITTÀ ABBANDONATA, SERVE ALTERNATIVA A M5S"


L’incontro con la stampa lo fanno insieme: Giovanni Caudo, candidato del centrosinistra alla presidenza del III Municipio (Montesacro), e Amedeo Ciaccheri, appena eletto presidente dell’VIII (Garbatella) sempre per la coalizione di centrosinistra. In mezzo, quasi officiante, Gianluca Peciola, trait d’union fra i due, insieme a Andrea Catarci e Massimiliano Smeriglio, artefice della larga coalizione modello Zingaretti (Pd, sinistra e liste civiche) che, nei due Municipi ha relegato in terza posizione i 5Stelle, maggioranza uscente. 
Andare a votare il 24 serve a dare un segnale di alternativa a una destra che ha un volto inumano”, spiega Caudo chiamato, il prossimo 24 giugno, a confermare al ballottaggio il risultato (42%) del primo turno che lo vede davanti al candidato del centrodestra, l’ex vicequestore del commissariato Fidene Serpentara, Francesco Maria Bova (34%).
Dobbiamo dare risposte alle persone che si sentono abbandonate perché Roma non è governata e dobbiamo costruire un’alternativa per la città e il Paese”, ha proseguito Caudo, spiegando: “partiamo da un risultato lusinghiero, ma si riparte da zero, senza fare promesse che non possiamo mantenere”. 
Cinque i punti nell’agenda di Caudo qualora fosse eletto presidente: la soluzione dell’impianto Ama della Salaria (“costasse anche 500 euro a tonnellata ne va della vita e della salute delle persone. La puzza è dovuta al sovrautilizzo dell’impianto che, di fatto, è stato trasformato in una discarica. Il surplus di tonnellate giornaliere va portato altrove. Anche pagando se serve”); le 33 aree verdi del Municipio (“faremo subito una delibera di adozione consegnandole poi alle associazioni di mamme, di quartiere e chiedendo l’aiuto anche delle aziende per la manutenzione”); il trasporto pubblico (“No alla funivia che costa di meno ma rende molto meno della metro” e “predisposizione di un piano di riorganizzazione della rete degli autobus con la razionalizzazione delle fermate per collegare le tre stazioni Fs, Fidene, Nuovo Salario e Nomentano, con le due stazioni Metro, Jonio e Conca d’Oro”); e, l’ultimo, i 44 impianti sportivi del territorio (“che vanno valorizzati”).
Abbiamo fatto un lavoro importante che dà il segno di un radicamento territoriale e del rinnovamento della proposta politica di sinistra e di civismo che da domani governerà l'VIII Municipio. Ora però siamo impegnati per Caudo, ci sono 15 giorni per fare campagna elettorale, vincere e cominciare a cambiare la città”, ha spiegato il neo presidente dell’VIII, Amedeo Ciaccheri che ha aggiunto: “Per quanto mi riguarda io non sto ancora festeggiando, festeggeremo dopo il 24 quando vincerà anche Giovanni e insieme a Sabrina Alfonsi (presidente del I Municipio, ndr) e Francesca Del Bello (presidente del II) metteremo insieme un grande presidio territoriale”. 
Se il 24, quindi, dovesse prevalere Caudo, per la Raggi significherà avere quattro Municipi tutti di centrosinistra schierati in opposizione. 
Secondo il segretario romano del Pd, Andrea Casu, “La nuova classe dirigente del M5S rappresentata da Pace e Capoccioni ha fallito miseramente, i risultati elettorali lo dimostrano” mentre per Gianluca Peciola il risultato elettorale è “un fatto con un significato più ampio, perché sono candidati con un'impronta civica indipendente”.

sabato 9 giugno 2018

RIFIUTI/ SALVATAGGIO (ELETTORALE) DALLA PUGLIA

Correre come nemmeno i bersaglieri: il voto di domenica è troppo importante e, quindi, il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, anticipa la seduta della Giunta regionale inizialmente prevista per lunedì alle 11 di mattina a ieri pomeriggio alle 15.
Sul tavolo, manco a dirlo, il problema dei rifiuti. Unico atto da approvare, su proposta dell’assessore ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, l’”Accordo tra la Regione Lazio e la Regione Puglia per la gestione dei rifiuti indifferenziati urbani prodotti nel territorio di Roma Capitale”. 
Troppo fresche le “borsettate” che la Raggi e Zingaretti si sono scambiati due giorni fa sul problema rifiuti e quello dei trasporti per lasciare ai 5Stelle - visti in enorme difficoltà nei due Municipi, III Montesacro e VIII Garbatella, dove si vota domani per rieleggere le giunte e i presidenti municipali dopo che le maggioranze grilline uscite dalle urne due anni fa si sono rapidamente sfaldate - un tema così importante come quello dei rifiuti. 
E, quindi, di corsa a chiudere la vicenda dell’ok ai rifiuti romani in Puglia. Nella giornata di giovedì era arrivato il via libera del presidente pugliese, Michele Emiliano, con la definizione di modalità e siti: Bari e Foggia accoglieranno 5 Tir a giorno “in via del tutto eccezionale” come misura di solidarietà istituzionale nei confronti della Regione Lazio. Una disponibilità che si concluderà il 30 giugno per evitare che, con l’arrivo delle masse di turisti per l’estate in Puglia, si possano verificare criticità nel sistema locale. 
Ecco, quindi, che la seduta straordinaria di Giunta del Lazio serve per chiudere la pratica. Un dossier limitatissimo, come si vede dai numeri: 5 Tir fanno 150 tonnellate al giorno per una durata di meno di 30 giorni, quindi, meno di 4.500 tonnellate di qui a fine mese. Roma, in un giorno, produce 4.700 tonnellate di rifiuti. Quindi, una vera e propria goccia nel mare ma, appunto, vista la vicinanza dell’appuntamento elettorale dove il Pd (e il modello Zingaretti di alleanze larghe) si gioca una bella fetta di sopravvivenza e l’Amministrazione Raggi l’insperata momentanea potenza locale e l’opzione di controllo lanciata sul gruppo grillino in Regione rimasto spiazzato dalla sortita del Sindaco contro Zingaretti, è bene evitare di concedere agli avversari pretesti per ulteriori attacchi mediatici.  

mercoledì 6 giugno 2018

SI VOTA, RAGGI PULISCE PARCHI E GIARDINI


Quando si votò per eleggere il Municipio di Ostia sembrava che il Campidoglio si fosse trasferito in riva al mare tanti erano comunicati e interventi - asfalto, potature, segnaletica, pulizia - sul Decimo. Ora il cliché sembra ripetersi: domenica si vota in III Municipio (Montesacro) e in VIII (Garbatella) e l’asfalto nuovo si sperimenterà, guarda caso, in III e in VIII. Le buche? Si attappano prima in III e in VIII. Ora anche l’utilizzo dei detenuti per la pulizia delle aree verdi. III e VIII Municipio sembrano assorbire tutto quel poco che l’Amministrazione Raggi ha da mettere in campo. 
La segnalazione arriva dai residenti a Garbatella e Montesacro: da alcuni giorni si vedono i detenuti che ripuliscono dalla foresta pluviale le aiuole e gli spartitraffico del territorio. A piazza Corazzini e vie limitrofe, in III; a via Tito in VIII. Come a dire che dove non arriveranno le pecore, arriveranno i detenuti ma dell’ordinario Servizio Giardini si sono perse le tracce. 
A febbraio scorso il Campidoglio aveva firmato un protocollo d’intesa per il progetto “Lavori di pubblica utilità e recupero del patrimonio ambientale”, con il coinvolgimento dei detenuti della Casa circondariale di Rebibbia volto a favorire il reinserimento socio lavorativo dei soggetti in espiazione di pena. C’erano, alla firma, il sindaco Raggi; il vicesindaco Bergamo; gli assessori allo Sport, Frongia; ai Servizi sociali, Baldassarre; all’Ambiente, Montanari. Dall’altro lato, il provveditore regionale del Lazio del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Cinzia Calandrino, e il direttore di Rebibbia, Rossella Santoro. Il protocollo contemplava l’utilizzo giornaliero di 50 detenuti, per interventi straordinari di pulizia e restituzione del decoro di alcuni spazi pubblici, aree verdi e piazze di Roma Capitale, con l’obiettivo di promuovere un percorso di sensibilizzazione al rispetto del bene comune, alla legalità, all’osservanza delle regole e delle norme, come elementi imprescindibili per il percorso di reintegrazione del reo.
A maggio, poi, si era passati dal protocollo cartaceo al mondo reale: partenza al Colle Oppio, a fine mese, per poi andare a ripulire le strade alla Romanina. Ed è di pochi giorni fa la notizia dell’aggiunta di altri 14 detenuti agli originali 50 facenti parte del progetto.
Ora, secondo le segnalazioni, i detenuti sarebbero stati dirottati in III e VIII rendendo difficile non collegare questa decisione con l’imminenza della tornata elettorale. In questi due Municipi, i 5Stelle devono far dimenticare il crollo delle loro Giunte, quella di Paolo Pace, a Garbatella, affossata dalle liti fra l’ala dei duri sui progetti di sviluppo urbanistico e Pace stesso, fautore di una linea più possibilista; e quella di Roberta Capoccioni, a Montesacro, disintegrata da liti intestine più personali che politiche. 
Da Radio Campidoglio la situazione in questi due Municipi è tutt’altro che rosea per i pentastellati e molti degli stessi eletti in Aula Giulio Cesare avanzano più di qualche mal di pancia verso i candidati: Enrico Lupardini, in VIII, scelto on line con 19 voti; e la stessa Capoccioni, uscente, indicata dalla Raggi come sua delegata in questo periodo di vacatio, e ricandidata, senza le consuete primarie online pentastellate, anche in virtù della sua vicinanza con Roberta Lombardi
Secondo l’Assessorato all’Ambiente l’impiego dei detenuti non può essere ricollegato alla prossima competizione elettorale, visto che questi sono già stati impiegati al Colle Oppio, Romanina, Villa Ada, Gianicolo (dove torneranno da oggi), oltre che a Montesacro e a Garbatella e al Parco Schuster a San Paolo, sempre in VIII Municipio. 

martedì 15 maggio 2018

ELEZIONI MUNICIPALI, ESAME PER LA RAGGI


Domenica 10 giugno si apriranno le urne in due Municipi romani, il III, Montesacro, e l’VIII, Garbatella. Entrambi usciti grillini alle elezioni che hanno portato la Raggi in Campidoglio e entrambi crollati miseramente per la incapacità e le camarille interne dei gruppi pentastellati. In VIII, dopo pochi mesi, il presidente Paolo Pace si scontra sulle questioni urbanistiche con l’ala dura e pura dei grillini, finisce nell’angolo, si appella alla Raggi, rimane da solo e si dimette. In III Roberta Capoccioni, emanazione politica di Roberta Lombardi di cui era assistente parlamentare, entra in collisione con i suoi, finisce nell’anglo, la Raggi prova a salvarla senza successo, sfiducia dei Consiglieri e nuovo voto. 
Due Municipi che per territorio e tradizioni possono rappresentare dei laboratori: in VIII è storicamente forte la sinistra dei centri sociali ed è il Municipio di Giorgia Meloni. Ecco che dalle primarie del Pd, il candidato ufficiale dei democratici, Enzo Foschi - uomo di lungo corso avendo lavorato con Veltroni, Marino, Zingaretti - esce sconfitto da un giovane, Amedeo Ciaccheri, frutto proprio delle realtà più movimentiste della sinistra. 
Nel centrodestra la corsa al candidato presidente la spunta Forza Italia, che fa schierare il vicepresidente del partito, Simone Foglio, come guida della coalizione che include Fratelli d’Italia e Lega. Per i pentastellati, la scelta cade su Enrico Lupardini che ottiene la bellezza di 19 voti sul web come candidato presidente. 
Anche il III rappresenta un interessante esperimento: partiamo dal centrosinistra. Qui le primarie confermano la botta dei democratici che avevano candidato Paola Ilari, coordinatrice municipale del partito, che perde contro il secondo outsider. Stavolta uomo di spessore accademico: Giovanni Caudo, docente di Urbanistica a Roma Tre e già assessore (con ottima riuscita) all’Urbanistica nella Giunta Marino, forse uno dei pochi assessori a salvarsi da quell’esperienza di governo che ha segnato l’inizio della débâcle del Pd. 
La coalizione di centrodestra porterà come candidato presidente Francesco Maria Bove, ex vicequestore del Commissariato Fidene Serpentara andato in pensione a inizio anno, candidato della Lega. 
I Cinque Stelle, nonostante la pessima prova data di sé al governo del Municipio, ripropongono la Capoccioni che, appena sfiduciata, è stata nominata dalla Raggi sua delegata proprio per il III con una mossa politica di estrema spregiudicatezza. 
I nodi da sciogliere, quindi, in entrambi i territori riguardano tutti e tre gli schieramenti: per i 5Stelle la questione è riuscire a mantenere il controllo e perderlo sarebbe un pessimo affare per la Raggi., Per il centrosinistra il tema è la tenuta del Pd e per il centrodestra il nodo è quello dei rapporti fra i partner della coalizione, con Fratelli d’Italia che vede rapidamente erodere le sue posizioni dominanti fino a ieri.