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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Roberta Capoccioni. Mostra tutti i post
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lunedì 16 settembre 2019

V MUNICIPIO, LITE FRA GRILLINI FINISCE A MORSI


Formalmente, per la comunicazione ufficiale sono un gruppo granitico in puro stile Corea del Nord. Sempre in stile Corea del Nord ci hanno abituato a vendette che non guardano in faccia nessuno: se necessario, pure facendo cadere i Municipi. Ma i morsi sul naso, no, quelli ancora mancavano all’appello del fantastico mondo dei grillini romani.
Secondo l’AdnKronos, al termine di una assai turbolenta seduta del Consiglio municipale, il presidente del V Municipio (Prenestino-Centocelle), il grillino Giovanni Boccuzzi, viene preso a morsi sul naso dal consigliere municipale Alessandro Stirpe, sempre grillino.
L’episodio - non confermato né smentito alla Kronos dai diretti interessati nello stile comunicativo 5Stelle: di un problema, non si parla - sarebbe avvenuto, giovedì pomeriggio fra le 15.30 e le 16.30, nella stanza nella stanza dell'assessora alla Cultura e allo Sport Maria Teresa Brunetti, che, però, sarebbe totalmente estranea alla lite.
Secondo il racconto della Kronos, dopo il morso Boccuzzi perde qualche goccia di sangue. È dolorante, scosso, ma non ha bisogno di andare al pronto soccorso. Adesso starebbe ragionando se sporgere o meno una denuncia nei confronti del collega. Alla base della lite, riferiscono più fonti interne al M5s all'Adnkornos, non ci sarebbero motivi politici, quanto più un “consumarsi dei rapporti umani, ormai fortemente deteriorati tra Boccuzzi e i due consiglieri M5s Stirpe e Monia Medaglia”. Non una novità, questa dei tesi rapporti personali, non solo nel mondo grillino ma un po’ in tutti i partiti politici. 
Nei racconti trapelati, l’assessore Brunetti è al computer e dentro la stanza sono presenti anche i due consiglieri M5s Alessandro Stirpe e Monia Medaglia. Entra il presidente del Municipio, Boccuzzi, e si accende la lite. I due sono tacciati da tempo da diversi consiglieri di maggioranza di un eccessivo “protagonismo che non giova al lavoro di squadra”. In ogni caso la tensione tra i tre cresce, e dopo qualche scambio di battute Stirpe assesta il morso. Gli interessati, contatti dall'Adnkronos, non smentiscono. “Queste sono cose private che non devono interessare”, taglia corto il presidente del municipio Boccuzzi, che porta ancora sul naso qualche segno del morso. Denuncerà? “Non rispondo”, conclude Boccuzzi.
E mentre cresce il malumore della maggioranza M5s fedele al presidente, che nei prossimi giorni si riunirà per discutere dell'accaduto e presumibilmente per “chiedere l'espulsione del consigliere ‘aggressore’”, Stirpe dal canto suo ribatte: “Non c’è nulla da commentare, continuerò a far parte del movimento - assicura - lavoro per il bene del territorio e ci sono ancora tante cose da realizzare, tanti progetti da portare a termine a beneficio dei cittadini”. Fra le grandi liti personali del mondo grillino, a parte la costante querelle fra Roberta Lombardi e Virginia Raggi, si contano la polemica sulla presidenza di Marcello De Vito, e il defenestramento dei presidenti dei Municipi VIII, Pace; III, Capoccioni; e XI, Torelli

mercoledì 11 luglio 2018

CAUDO: "IL TMB SALARIA VIENE USATO COME DISCARICA"


A fine mese non avrò più né il Direttore del Municipio, né il Direttore Tecnico e neanche la segretaria: vanno tutti in pensione”.
Ridacchia Giovanni Caudo - professore universitario ad Architettura a Roma Tre, già assessore all’Urbanistica nella Giunta Marino e, da una settimana, neo presidente del III Municipio (Montesacro) - quando racconta l’episodio: “Appena arrivato, ho ricevuto in sequenza i due Direttori e la segretaria del Presidente e, uno dopo l’altro, mi hanno comunicato la quiescenza e, istintivamente, mi sono chiesto se fossimo in un Centro Anziani invece che in Municipio”.

Presidente Caudo, una settimana è un po’ poco ma lei ha già un modello di lavoro?
Sì, non farmi dettare l’agenda da facebook ma lavorare sulla programmazione. Dobbiamo essere noi a dare ai social le notizie non il contrario anche perché questo stillicidio di costanti micro segnalazioni, al di là della loro eventuale intrinseca importanza, però mette gli uffici nell’incapacità di elaborare risposte concrete: si finisce per stare sempre e solo nell’emergenza”.

Nel suo Municipio un’emergenza c’è: il TMB Ama sulla Salaria.
Non è una questione di puzza e basta. È diventata una questione prioritaria di salute pubblica. I cittadini del III non possono vivere come reclusi o con gli antiemetici sempre in tasca. Ho letto che l’assessore Montanari (all’Ambiente, ndr) annuncia la chiusura del TMB per il 2019. Dove si firma?”

Annunci a parte, come intende affrontare il problema?
L’impianto è utilizzato troppo e male: troppo perché invece di entrare 750 tonnellate al giorno di rifiuti ne entrano molte di più e non sappiamo ancora esattamente quante. Quindi i rifiuti restano nelle vasche, trasformate di fatto in discariche, coperte solo con una tettoia e aperte su tre lati. Quindi, la puzza, specie di sera con il cambio di temperatura, si diffonde ovunque. In attesa che l’impianto chiuda davvero, va usato correttamente: meno tonnellate al giorno. Le altre fuori, anche pagando, se necessario”.

Come in tutta Roma, anche in III il problema buche la fa da padrone.
Rendo merito alla presidente Capoccioni che mi ha lasciato in eredità alcuni cantieri già avviati che stiamo provvedendo a concludere. A via Giovanni Conti stiamo completando il rifacimento dell’asfalto in prossimità del mercato di Val Melaina e, allo stesso tempo, è stato completato il monitoraggio degli alberi: 7 dovranno essere abbattuti perché pericolanti, gli altri avranno le radici sistemate.
Uno degli alberi che sarà abbattuto lascerà il posto a un nuovo attraversamento pedonale che consenta di accedere al mercato in maniera più diretta e sicura. Poi ci sono altre strade”.

Quali?
Verrà rifatto l’asfalto a via delle Isole Curzolane dove interverremo prima della riapertura delle scuole per minimizzare i disagi, un altro intervento che ho ereditato dalla precedente Presidenza”.

C’è l’intera rete viaria di Castel Giubileo che è stata letteralmente distrutta da Areti durante lo scorso inverno.
Ci sono migliaia di segnalazioni come questa e cercheremo di applicare a tutte il regolamento scavi: chi rompe, ripara”.

Il III è anche un Municipio molto “verde”.
Sì, a parte il monitoraggio dei pini di via Conti, sta terminando (sabato) la pulizia del Parco dei Sassi a Monte Cervialto”. 

Presidente Caudo, ha citato due volte la Capoccioni…
Non fa parte di me appropriarmi di meriti altrui”.   


sabato 7 luglio 2018

LA LOMBARDI ATTACCA GRILLO. FRATTURA NEL M5S


Beppe Grillo magari non ci pensava. Ma le sue due intemerate pro-Raggi (quella sui rifiuti e, soprattutto, quella sulle buche) hanno fatto prepotentemente riemergere le tensioni interne al Movimento, formalmente granitico in stile comunicati dell’Istituto Luce, di fatto spaccato in correnti peggio della vecchia Dc dei bei tempi e sintetizzate dal silenzio sempre più imbarazzato di Virginia Raggi da una parte e dalla staffilata di Roberta Lombardi, densa di significati, diretta proprio a Grillo, dall’altra. 
Roberta Lombardi
Alla Lombardi la sparata sulle buche proprio non è andata giù E, così, picchiando Grillo, la Capogruppo al Consiglio regionale, tenta di ottenere più risultati insieme: picchia la Raggi e cerca di scrollarsi di dosso l’immagine di perdente di (in)successo che le si è ritagliata addosso dopo essere giunta terza alla corsa per le Regionali. E dopo aver perso il suo feudo elettorale, il III Municipio, dove ha imposto la ricandidatura della sua ex portaborse, Roberta Capoccioni, eletta nel 2016 e giubilata dai suoi stessi compagni di partito a febbraio 2018. 
Beppe Grillo e Virginia Raggi
Il Garante del Movimento, un paio di giorni fa, alleggerendo Roma della sua presenza, se ne esce con un “non vedo neanche una buca, neanche una buca” di un minivideo pubblicato su facebook. Minivideo tagliatissimo anche perché girarne uno per più di 10 secondi senza trovare una buca è impresa impossibile a Roma. E, quindi, Grillo la frase incriminata ha dovuto dirla prendendo l’Autostrada Roma-L’Aquila che, com’è noto, non è di competenza del Comune ma di Anas. Ecco la Lombardi a Grillo: “Noi non possiamo dire non ci sono le buche, caro Beppe. Sarebbe da incoscienti, e noi non lo siamo. Dobbiamo dire la verità: a Roma c' è una situazione difficilissima”.

L'incidente dove ha perso la vita Elena Aubry
 Non ci sono, però, solo i morti, come Elena Aubry, scomparsa il 7 maggio scorso cadendo dalla moto per una buca. E non c’è solo la vecchia rivalità con la Raggi dietro questa stilettata della Lombardi a Grillo. Ci sono i giochi politici: spostare l’attenzione dagli insuccessi dei “lombardiani” a Roma e riaccreditare se stessa come dura e pura, quella che “Marra è un virus” e “Lanzalone è stato portato dai vertici M5S” e pazienza se anche qualcuno dei fedelissimi lombardiani in Consiglio comunale i - il capogruppo autosospeso in Campidoglio, Paolo Ferrara - nelle carte della Procura su Luca Parnasi c’è e in una posizione neanche troppo invidiabile, quella di indagato. 

Sì, c’è anche la difesa d’ufficio della Raggi (“Capisco lo sforzo per sistemare quanto più possibile quel disastro”) ma la storiella dell’eredità, dopo 2 anni di governo e conclamata incapacità programmatoria non regge più. 

Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Campidoglio e alla Città Metropolitana,
autosospesosi dopo essere stato indagato nell'inchiesta  "Rinascimento"
sullo Stadio della Roma

venerdì 8 giugno 2018

TRASPORTI E RIFIUTI, SCATTA LA RISSA RAGGI-ZINGARETTI


Come due galletti nel pollaio, la Raggi all’angolo giallo, Zingaretti all’angolo rosso, si affrontano a suon di ceffoni mediatici. 
Tour elettorale per il Sindaco nei Municipi chiamati al voto domenica, ieri in III, oggi in VIII al Parco di Tor Marancia, occasione per attaccare Zingaretti su rifiuti e trasporti. “In questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti. Quando Zingaretti era venuto in Campidoglio avevamo convenuto che le ferrovie concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale, e invece abbiamo scoperto con nostro grande sconcerto che il presidente ha deciso di metterle a gara”, ha detto la Raggi riferendosi all’annuncio, fatto dalla Regione tre giorni fa, che nel 2019 andrà a gara d’appalto il servizio sulle ferrovie concesse (Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Viterbo).
Secondo tema, i rifiuti. “C’è il piano 2012 - dice la Raggi - che deve essere attuato. Zingaretti avrebbe avviato dei contatti con una delle aziende laziali per sbloccare questo piano ma a oggi Roma non ha avuto alcun tipo di risposte. Sappiamo anche che ci sono stati contatti tra il Lazio e la Puglia, ma oggi a più di un mese di distanza c'è ancora questo rimpallo tra le due amministrazioni e da più di due mesi abbiamo chiesto di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti”.
E se il primo obiettivo è Zingaretti - visto che in campagna elettorale avere un nemico da additare è sempre buona strategia - il secondo è il Governo e le richieste della Raggi di soldi e poteri: "Credo che il Governo possa fare non solo attività di moral suasion. Abbiamo bisogno di ridisegnare le competenze e ci sono alcuni rapporti Governo-Regione-Comune che non possono essere sempre frutto di una triangolazione, a volte troppo complessa: devono passare in maniera diretta tra il Governo e il Comune”.
Replica di Zingaretti altrettanto dura: “Quello della Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono: infatti sulle ferrovie concesse si tratta di un adempimento comunitario, che non compromette nulla e inoltre ricordo che ATAC comunque ha escluso quelle linee dal suo Piano Industriale per il concordato. I problemi del trasporto pubblico a Roma sono ben altri: fermate piene di cittadini disperati per i ritardi e impauriti dai rischi di incendio. Sui rifiuti praticamente lavoriamo solo per Roma. Sulla Puglia, se ci sono stati ritardi, sono stati legati alla iniziale contrarietà dei 5 Stelle pugliesi ad ospitare i rifiuti di Roma, posizione poi superata grazie al contributo di tutti 5stelle compresi. Lunedì, conclusi gli adempimenti dovuti, approveremo in giunta questo ennesimo accordo con la Regione Puglia. Dopo aver approvato in questi anni quelli con Emilia Romagna, Umbria, Toscana Abruzzo”.


Nella lite Campidoglio-Regione, sul trasporto pubblico la verità non è solo da una parte.
La Raggi accusa Zingaretti di aver tagliato fondi a Roma per il trasporto pubblico, di aver messo a gara le ferrovie concesse e, sui rifiuti, di essere sostanzialmente inerte rispetto ai problemi di Roma.
Zingaretti replica che sui rifiuti sta facendo il possibile e i ritardi non sono attribuibili al Lazio ma all’opposizione dei gruppi 5Stelle delle varie Regioni che dovrebbero accogliere la mondezza romana. E sui trasporti che la gara sulle ferrovie concesse è un atto dovuto tanto che il Campidoglio stesso, nel concordato preventivo di Atac, non ha inserito queste tratte. 
Partiamo dall’inizio. Le ferrovie, cosiddette concesse, sono tre: la Roma-Lido di Ostia, assimilabile a una metropolitana per banchine e treni; la Roma-Giardinetti (già Roma-Pantano) di fatto un tram per tipologia di servizio; e la Roma-Viterbo, questa sì più o meno una vera ferrovia. Le prime due sono tutte all’interno del territorio del Comune di Roma; la terza, almeno fino alla fermata “Montebello”, anche. Tutti i Sindaci di Roma che si sono succeduti da Rutelli in poi hanno chiesto, con maggiore o minore forza, alla Regione il trasferimento della proprietà di queste tratte per le quali via Cristoforo Colombo paga circa 25 euro a chilometro ad Atac per effettuare il servizio viaggiatori. 
A questa richiesta, la Regione - al di là di qualche sporadico annuncio - ha sempre fatto orecchie da mercante. È troppo ghiotto avere la proprietà di queste tre linee che, in qualche modo, sono una sorta di spada di Damocle sul Campidoglio. 
E, dall’altro lato, nessun Presidente di Regione da Badaloni in poi ha mai fatto quello che il padrone di casa dovrebbe fare: migliorare la linea. Anche l’ultima gara, quella dei 180 milioni per Roma-Lido e Roma-Viterbo, è ancora ben in là da vedere una conclusione. Pochissimi investimenti reali dalla proprietà, sporadici quando c’erano e insufficienti ai bisogni. 
Allo stesso tempo, è vero che le norme europee obbligano la Regione a mettere a bando il contratto di servizio. E tanto è vero che il Campidoglio ha evitato di inserire le tratte (soldi e spese) nel concordato Atac. 
Per i rifiuti, la situazione è forse più lineare. Le norme sono complesse e indicano nel livello della Città Metropolitana (Raggi sindaco) quello entro cui realizzare la discarica e gli impianti. La Raggi ben si è guardata dal formulare una benché minima proposta su questo versante, limitandosi ad attaccare ciclicamente Zingaretti, accusandolo di non aiutare la Capitale. Chiaramente, il voto di domenica in III Municipio (dove insiste l’impianto Ama di via Salaria con i suoi miasmi insopportabili) e le difficoltà della candidata 5Stelle, Roberta Capoccioni (fedelissima della Lombardi), hanno spinto la Raggi a riattizzare la polemica. Terzo punto: la Raggi non riesce più ad arginare il problema dei rifiuti indifferenziati, quelli che, di fatto, restano per strada e la citazione dei “due impianti di compostaggio” è un po’ di fumo negli occhi dei cittadini, poiché questi due impianti - i cui progetti sono all’esame della Regione - non riguarderanno i rifiuti indifferenziati. 
Insomma, il clima elettorale e la paura della Raggi di un duplice schiaffo nei due Municipi al voto ha, poco saggiamente, spinto il Sindaco a queste sortite, tra l’altro con un po’ di mugugni dei 5Stelle in Regione che con Zingaretti il modus vivendi l’hanno trovato. Almeno per ora. 

mercoledì 6 giugno 2018

SI VOTA, RAGGI PULISCE PARCHI E GIARDINI


Quando si votò per eleggere il Municipio di Ostia sembrava che il Campidoglio si fosse trasferito in riva al mare tanti erano comunicati e interventi - asfalto, potature, segnaletica, pulizia - sul Decimo. Ora il cliché sembra ripetersi: domenica si vota in III Municipio (Montesacro) e in VIII (Garbatella) e l’asfalto nuovo si sperimenterà, guarda caso, in III e in VIII. Le buche? Si attappano prima in III e in VIII. Ora anche l’utilizzo dei detenuti per la pulizia delle aree verdi. III e VIII Municipio sembrano assorbire tutto quel poco che l’Amministrazione Raggi ha da mettere in campo. 
La segnalazione arriva dai residenti a Garbatella e Montesacro: da alcuni giorni si vedono i detenuti che ripuliscono dalla foresta pluviale le aiuole e gli spartitraffico del territorio. A piazza Corazzini e vie limitrofe, in III; a via Tito in VIII. Come a dire che dove non arriveranno le pecore, arriveranno i detenuti ma dell’ordinario Servizio Giardini si sono perse le tracce. 
A febbraio scorso il Campidoglio aveva firmato un protocollo d’intesa per il progetto “Lavori di pubblica utilità e recupero del patrimonio ambientale”, con il coinvolgimento dei detenuti della Casa circondariale di Rebibbia volto a favorire il reinserimento socio lavorativo dei soggetti in espiazione di pena. C’erano, alla firma, il sindaco Raggi; il vicesindaco Bergamo; gli assessori allo Sport, Frongia; ai Servizi sociali, Baldassarre; all’Ambiente, Montanari. Dall’altro lato, il provveditore regionale del Lazio del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Cinzia Calandrino, e il direttore di Rebibbia, Rossella Santoro. Il protocollo contemplava l’utilizzo giornaliero di 50 detenuti, per interventi straordinari di pulizia e restituzione del decoro di alcuni spazi pubblici, aree verdi e piazze di Roma Capitale, con l’obiettivo di promuovere un percorso di sensibilizzazione al rispetto del bene comune, alla legalità, all’osservanza delle regole e delle norme, come elementi imprescindibili per il percorso di reintegrazione del reo.
A maggio, poi, si era passati dal protocollo cartaceo al mondo reale: partenza al Colle Oppio, a fine mese, per poi andare a ripulire le strade alla Romanina. Ed è di pochi giorni fa la notizia dell’aggiunta di altri 14 detenuti agli originali 50 facenti parte del progetto.
Ora, secondo le segnalazioni, i detenuti sarebbero stati dirottati in III e VIII rendendo difficile non collegare questa decisione con l’imminenza della tornata elettorale. In questi due Municipi, i 5Stelle devono far dimenticare il crollo delle loro Giunte, quella di Paolo Pace, a Garbatella, affossata dalle liti fra l’ala dei duri sui progetti di sviluppo urbanistico e Pace stesso, fautore di una linea più possibilista; e quella di Roberta Capoccioni, a Montesacro, disintegrata da liti intestine più personali che politiche. 
Da Radio Campidoglio la situazione in questi due Municipi è tutt’altro che rosea per i pentastellati e molti degli stessi eletti in Aula Giulio Cesare avanzano più di qualche mal di pancia verso i candidati: Enrico Lupardini, in VIII, scelto on line con 19 voti; e la stessa Capoccioni, uscente, indicata dalla Raggi come sua delegata in questo periodo di vacatio, e ricandidata, senza le consuete primarie online pentastellate, anche in virtù della sua vicinanza con Roberta Lombardi
Secondo l’Assessorato all’Ambiente l’impiego dei detenuti non può essere ricollegato alla prossima competizione elettorale, visto che questi sono già stati impiegati al Colle Oppio, Romanina, Villa Ada, Gianicolo (dove torneranno da oggi), oltre che a Montesacro e a Garbatella e al Parco Schuster a San Paolo, sempre in VIII Municipio. 

martedì 15 maggio 2018

ELEZIONI MUNICIPALI, ESAME PER LA RAGGI


Domenica 10 giugno si apriranno le urne in due Municipi romani, il III, Montesacro, e l’VIII, Garbatella. Entrambi usciti grillini alle elezioni che hanno portato la Raggi in Campidoglio e entrambi crollati miseramente per la incapacità e le camarille interne dei gruppi pentastellati. In VIII, dopo pochi mesi, il presidente Paolo Pace si scontra sulle questioni urbanistiche con l’ala dura e pura dei grillini, finisce nell’angolo, si appella alla Raggi, rimane da solo e si dimette. In III Roberta Capoccioni, emanazione politica di Roberta Lombardi di cui era assistente parlamentare, entra in collisione con i suoi, finisce nell’anglo, la Raggi prova a salvarla senza successo, sfiducia dei Consiglieri e nuovo voto. 
Due Municipi che per territorio e tradizioni possono rappresentare dei laboratori: in VIII è storicamente forte la sinistra dei centri sociali ed è il Municipio di Giorgia Meloni. Ecco che dalle primarie del Pd, il candidato ufficiale dei democratici, Enzo Foschi - uomo di lungo corso avendo lavorato con Veltroni, Marino, Zingaretti - esce sconfitto da un giovane, Amedeo Ciaccheri, frutto proprio delle realtà più movimentiste della sinistra. 
Nel centrodestra la corsa al candidato presidente la spunta Forza Italia, che fa schierare il vicepresidente del partito, Simone Foglio, come guida della coalizione che include Fratelli d’Italia e Lega. Per i pentastellati, la scelta cade su Enrico Lupardini che ottiene la bellezza di 19 voti sul web come candidato presidente. 
Anche il III rappresenta un interessante esperimento: partiamo dal centrosinistra. Qui le primarie confermano la botta dei democratici che avevano candidato Paola Ilari, coordinatrice municipale del partito, che perde contro il secondo outsider. Stavolta uomo di spessore accademico: Giovanni Caudo, docente di Urbanistica a Roma Tre e già assessore (con ottima riuscita) all’Urbanistica nella Giunta Marino, forse uno dei pochi assessori a salvarsi da quell’esperienza di governo che ha segnato l’inizio della débâcle del Pd. 
La coalizione di centrodestra porterà come candidato presidente Francesco Maria Bove, ex vicequestore del Commissariato Fidene Serpentara andato in pensione a inizio anno, candidato della Lega. 
I Cinque Stelle, nonostante la pessima prova data di sé al governo del Municipio, ripropongono la Capoccioni che, appena sfiduciata, è stata nominata dalla Raggi sua delegata proprio per il III con una mossa politica di estrema spregiudicatezza. 
I nodi da sciogliere, quindi, in entrambi i territori riguardano tutti e tre gli schieramenti: per i 5Stelle la questione è riuscire a mantenere il controllo e perderlo sarebbe un pessimo affare per la Raggi., Per il centrosinistra il tema è la tenuta del Pd e per il centrodestra il nodo è quello dei rapporti fra i partner della coalizione, con Fratelli d’Italia che vede rapidamente erodere le sue posizioni dominanti fino a ieri. 

martedì 1 maggio 2018

PRIMARIE: "È TUTTO BELLO, BELLO, BELLISSIMO"


È tutto bello, bello, bellissimo”: una delle più emblematiche espressioni di Virginia Raggi spiega bene il clima del giorno dopo le primarie del centrosinistra per i Municipi III e VIII le cui elezioni si terranno il prossimo 10 giugno. Hanno vinto tutti stando alle dichiarazioni ufficiali. 
Il Partito Democratico ha, in realtà, incassato una batosta senza precedenti con tutti e due i suoi candidati - Enzo Foschi all’VIII e Paola Ilari al III - surclassati, 40 a 60, dai due sfidanti, Giovanni Caudo al III, e Amedeo Ciaccheri, all’VIII. Foschi e la Ilari, candidati “del Pd”, Caudo e Ciaccheri candidati di coalizione: il partito egemone, i Dem, non è stato in grado di vincere applicando il “modello Renzi” ed è costretto a incoronare gli esponenti della coalizione in un “modello Zingaretti”. 
Ieri, l’incontro con la stampa: “Stiamo scrivendo una nuova pagina della storia politica di questa città - dice Ciaccheri - abbiamo interpretato questa sfida in maniera molto ampia: un modello politico di coalizione civica di sinistra e centrosinistra”. Per Caudol’esperienza delle primarie in III ha dato la possibilità a tutti i cittadini, anche a quelli che ultimamente si erano allontanati, di esprimere la loro preferenza in modo libero e indipendente, e di questo diamo atto al Pd e al centrosinistra: siamo riusciti a riportare un certo feeling tra i cittadini e lo strumento delle primarie. Nel mio caso il risultato è legato al voto d’opinione la cui mobilitazione era l'obiettivo della mia candidatura”. 
In totale, nei due Municipi, il centrosinistra ha mobilitato circa 5mila cittadini: sono rimasti fuori dalla consultazione tutti coloro non in possesso della tessera elettorale, quindi gli extracomunitari le cui presenza aveva suscitato molte polemiche in passate primarie (ad esempio quelle di Ignazio Marino) e la cui assenza, invece, ha aperto un fronte polemico dentro il Pd. 
Per il segretario romano dei Dem, Andrea Casu, in III e in VIII si regista “non solo il fallimento della Raggi, ma anche una totale incapacità del M5S di selezionare una classe dirigente. A questo contrapponiamo un centrosinistra inclusivo che crei una proposta politica vera. È stata una vittoria del centrosinistra romano”.
Uno dei due “vincitori” politici delle primarie, Gianluca Peciola (Movimento Civico per Roma), magnanimamente: “è stato un momento di unità in cui abbiamo vinto tutti e non ci sono state divisioni. Siamo convinti che il 10 giugno questa nuova scommessa di partecipazione ci porterà alla vittoria”. L’altro “vincitore”, Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Giunta Zingaretti: “hanno vinto due figure che io definisco 'irregolari': un giovane attivista sociale e un professore universitario di rara fama. Il modello Lazio deve dare la spinta per riformare il centrosinistra. È un lavoro di medio termine”.
Messe in archivio queste due consultazioni, a questo punto il Pd inizia la partita per le elezioni municipali con largo anticipo: i 5Stelle al III ricandidano la defenestrata presidente uscente, Roberta Capoccioni e il centrodestra è ancora in alto mare nella scelta del candidato unitario, forse un leghista. All’VIII, i pentastellati, con una votazione con 19 attivisti, hanno indicato in Enrico Lupardini il loro candidato e, anche qui, il centrodestra deve ancora decidere, e qui toccherebbe a Fratelli d’Italia.