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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 12 aprile 2019

TELECAMERE SU CASSIA BIS E PONTINA


Potrebbe essere vicina la soluzione al problema delle aree di sosta e di emeregenza sui tratti romani di Cassia Bis e Pontina trasformate, dall’inciviltà di molti, in discariche a cielo aperto.
Dopo la denuncia de Il Tempo dei giorni scorsi, infatti, si è tenuta una riunione operativa al Ministero delle Infrastrutture con la presenza di funzionari sia di Anas che del Comune di Roma che della Regione Lazio. 
Il problema, molto italiano, è la confusione di competenze che genera lo stallo: pulire le piazzole di sosta non si sa a chi spetti, se ad Anas, cui Pontina e Cassia Bis sono state concesse a febbraio 2019, oppure al Campidoglio e, quindi, ad Ama. 
Secondo Anas, infatti, la pulizia della sede stradale, piazzole di sosta comprese, spetterebbe ai Comuni, magari anche con la sottoscrizione di apposite convenzioni, mentre all’Azienda compete la pulizia del verde limite strada e eventuali aiuole verdi spartitraffico. Secondo il Campidoglio, invece, dall’obbligo di pulire le sedi stradali sono escluse le arterie in regime di concessione, come, appunto, Cassia Bis e Pontina. Fatto sta che da mesi sembra che tutti gli insudiciatori di professione si siano dati convegno su queste strade i cui bordi e piazzole di sosta sono diventate depositi di sanitari, elettrodomestici, bottiglie, plastica, copertoni, materassi, calcinacci, mobilia, masserizie varie, televisori. Insomma, di ogni possibile rifiuto non solo ingombrante ma anche semplicemente domestico.
Nella riunione al Ministero, Anas ha preso l’impegno di stanziare un totale di 400mila euro - 200mila per Cassia bis e altrettanti per la Pontina - per le operazioni di bonifica con la motivazione che i rifiuti hanno oramai invaso la sede stradale e possono costituire pericolo per gli automobilisti. In attesa, però, che si celebrino le gare - difficile che ci voglia meno di un quadrimestre - Anas, che non ha a disposizione nel suo parco mezzi veicoli adibiti alla rimozione dei rifiuti, ha preso contatto con il Campidoglio affinché, pagando il servizio, sia Ama ad occuparsi in questo periodo di vuoto della pulizia delle due strade.
Pulizia che, però, da sola sarebbe sufficiente solo a liberare le aree fra una discarica e l’altra senza tentare di risolvere il problema alla radice. Per questo, in collaborazione con la Regione Lazio, Anas intende posizionare lungo le due arterie una serie di telecamere che consentano non solo di riprendere genericamente eventuali “zozzoni” all’opera ma anche di identificare sia le targhe dei veicoli che i volti degli incivili in modo tale da poter, poi, inviare al Campidoglio i dati di chi abbandona i rifiuti affinché il Comune possa multarlo. 

martedì 9 aprile 2019

LA CASSIA BIS, DISCARICA A CIELO APERTO


C’è di tutto: pneumatici in quantità, bottiglie di vetro, rifiuti in plastica. Gli scarti delle lavorazioni edilizie e dei famigerati svuotacantine. Sono le piazzole di sosta di emergenza lungo la Cassia Bis, la Statale che porta da Roma a Viterbo passando per Olgiata, Formello, Cesano di Roma prima di uscire dal territorio di competenza di Roma Capitale e finire sotto altre Amministrazioni comunali. Stiamo parlando di 12 aree di sosta di emergenza, sei in direzione Viterbo e altrettante in direzione Roma, poste fra la galleria Montelungo (km 8 dal Raccordo) e Cesano di Roma (km 13,5). Ciascuna di queste piazzole è una discarica: qualcuna meno “frequentata” altre praticamente invase da rifiuti di ogni tipo. Ci sono elettrodomestici vari, apparecchi Tv, forni, sanitari. Ci sono i residui di veicoli come paraurti e fari, ci sono vetri abbandonati ma c’è anche lo spazio per l’immondizia indifferenziata quotidiana: sacchi e sacchi neri pieni di scarpe, oggetti casalinghi, borse e valige. Insomma, tante micro discariche che stanno lì da mesi, nell’inerzia del Comune, dell’Ama e di Anas. 
La strada è passata alla gestione Anas con l’ultima infornata, a inizio febbraio 2019. La pulizia delle aree verdi e la manutenzione di asfalto (ridotto un colabrodo) e segnaletica (oramai quasi del tutto illeggibile) spetta ad Anas. Ai comuni, secondo Anas, spetta la pulizia delle piazzole di sosta, visto che non rientra nelle competenze dell’Azienda che, per altro, è anche sprovvista dei mezzi meccanici necessari. Per il Comune (regolamento sui rifiuti), invece, la pulizia spetta a chi ha la concessione, cioè Anas.
Insomma, non si capisce più a chi tocchi pulire le piazzole dalle discariche che l’inciviltà di molti le ha rese: al Comune e, quindi, ad Ama o all'Anas?
Alcuni rifiuti sono così tanto raggruppati da far pensare a qualche “differenziata” mai finita nel posto giusto: decine di bottiglie in vetro, ad esempio, tutte raggruppate fra loro, oppure numerosi sacchi neri contenenti le bottiglie di plastica ben schiacciate e tutte radunate assieme. Poi ci sono gli insudiciatori per definizione: quelle aziende truffaldine che operano nel settore delle ristrutturazioni edili o in quello dei traslochi e che, a differenza delle società serie che consegnano i loro scarti in discarica, risparmiano inquinando l’ambiente con ogni possibile rifiuto. E, discorso analogo per le decine e decine di pneumatici abbandonati. 
Nella giornata odierna è stata fissata al Ministero delle Infrastrutture una riunione tecnica, insieme proprio al Comune e ad Anas, che dovrebbe affrontare sia il problema pulizia che quello dell’installazione delle telecamere di sorveglianza senza le quali, anche dopo le bonifiche, la Cassia bis resterà comunque una discarica. 


giovedì 22 novembre 2018

"SIMIONI IN ANAS? PREMIO ALL'INEFFICIENZA"


In Campidoglio, lato Giunta e maggioranza grillina, e in Atac silenzio assoluto, nessuno commenta l’indiscrezione - anticipata ieri da Il Tempo - di un possibile addio di Paolo Simioni, attuale ad di Atac, il quale, su indicazione diretta di Davide Casaleggio, andrebbe ad occupare analogo posto in Anas.
Un’operazione che sarebbe, per giunta, condotta senza che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, fosse a conoscenza di questa eventualità. Dettagli che, però, non sono sfuggiti alle opposizioni in Aula Giulio Cesare. 
Simioni - dice la rappresentanza in Consiglio comunale del Partito Democratico - uomo di ferro della maggioranza grillina, abbandona la nave che affonda e approda su spiagge più sicure. Una promozione per meriti, non c'è che dire, basta guardare la stellata situazione finanziaria di Atac. 'Merito e trasparenza', sbandierano i Cinque stelle: non si può certo dire che alle parole corrispondano azioni conseguenti”.
Simioni, infatti, andrebbe a mollare Atac di qui a una settimana: il 27 novembre si riunirà l’assemblea dei soci di Anas che dovrà nominare i nuovi 5 membri del Consiglio di Amministrazione. Se fra quei cinque dovesse essere incluso anche il nome di Simioni, è probabile che egli salga dritto dritto al ruolo di Amministratore delegato
Il tutto avverrebbe 22 giorni prima che della fondamentale riunione dell’assemblea dei creditori di Atac (19 dicembre) che deve decidere se approvare o meno il piano del concordato fallimentare predisposto proprio sotto Simioni. Un’assemblea il cui esito determinerà comunque il destino della municipalizzata dei trasporti: bocciando il concordato, si andrebbe al fallimento. Approvandolo, la strada sarebbe comunque segnata verso uno scaglionamento sul lunghissimo periodo dei pagamenti.
Questa è la meritocrazia a 5 stelle - afferma Davide Bordoni, Forza Italia - chi dimostra di non saper fare viene premiato. È già accaduto lo stesso con l’Eur dove la Casaleggio ha spedito da Torino un candidato grillino trombato alle elezioni. Adesso si vuol mandare in Anas un amministratore che, chiacchiere a parte, in Atac ha fatto poco o niente”.
Simioni è arrivato a Roma durante l’estate dello scorso anno dopo che ben due bouquet di dirigenza Atac - amministratore unico e direttore generale - erano saltati. A guidare l’azienda di via Prenestina lo aveva chiamato, con la benedizione sia di Davide Casaleggio che di Beppe Grillo, quel Massimo Colomban, assessore al riordino delle Partecipate, uscito dalla Giunta Raggi proprio a causa della scelta dell’Amministrazione di optare per il concordato preventivo su Atac in luogo della ricerca di nuovi partner come Ferrovie dello Stato avanzata dall’ex Assessore. 
Qui si finisce per premiare chi porta i libri contabili in Tribunale - afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo - Simioni è l’uomo di punta di Casaleggio e, se è vera l’operazione, è grave il fatto che il Sindaco possa esserne stato tenuto all’oscuro. Di fatto, si sta dimostrando la carenza di manager del mondo 5Stelle che, vedi il caso Lanzalone, è costretto a riciclare una volta qui, una lì sempre le stesse persone”.
Come già l’arrivo di Simioni aveva evidenziato quanto poco fossero nelle mani del Sindaco le decisioni sui manager e gli assessori, così anche la sua eventuale uscita, decisa dalla Casaleggio, conferma come il centro decisionale non sia a Palazzo Senatorio. 
Anche la Lega non appare certo soddisfatta di questa possibile uscita: “Stanno già fallendo in Atac - tuona Maurizio Politi, consigliere comunale salviniano - e sarebbe assurdo ora spostare Simioni in Anas. Vogliamo forse fare il bis anche lì? Questa operazione si giustifica solo con una logica di occupazione di poltrone e potere e certo non con necessità aziendali”. 

mercoledì 22 novembre 2017

SÌ O NO ALLO STADIO, OGGI I PARERI


Scade alla mezzanotte di oggi il termine ultimo per la consegna, in Regione Lazio, dei pareri unici delle diverse Amministrazioni publiche - Stato, Regione stessa, Città Metropolitana e Campidoglio - coinvolte nella Conferenza dei Servizi decisoria che sta esaminando la seconda versione del progetto di costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle. Al momento in cui scriviamo, non risulta ancora pervenuto in Regione nessuno parere. 
Negli ultimi giorni, secondo quanto trapela dai vari uffici coinvolti, si stanno chiudendo le ultime carte e rileggendo le bozze: Anas e l’Ente regionale Roma Natura - che ha in gestione la Tenuta dei Massimi, area verde protetta sul lato Magliana del Tevere prospiciente parzialmente Tor di Valle - avrebbero inviato i loro pareri relativi alla procedura di Valutazione di Impatto ambientale che, però, non conterrebbero significativi elementi negativi. 
Proprio Roma Natura, in occasione della Valutazione ambientale della prima stesura del progetto Stadio aveva espresso un parere contrario poiché un paio di piloni del Ponte di Traiano ricadevano in una fascia di rispetto vicina alle aree naturali protette: fu uno degli elementi di maggior criticità che determinarono, insieme alla mancanza della variante urbanistica da parte del Comune di Roma, la bocciatura della “versione Marino” del progetto a aprile scorso. 
Questa volta, invece, sembrerebbe - condizionale d’obbligo - che questo parere sia, insieme a quello di Anas, sostanzialmente positivo: sarebbe un ulteriore passo avanti verso l’ok allo Stadio.
Va ricordato, infatti, che le procedure di Valutazione di Impatto ambientale (Via) sono svincolate dalla Conferenza dei Servizi e che, qualora la Via fosse negativa essa comporterebbe, di fatto, l’automatica bocciatura del progetto indipendentemente da qualunque altra ragione.
Per quanto riguarda la Conferenza dei Servizi non è da escludersi, secondo quanto trapela dagli uffici regionali, che i pareri non vengano neanche consegnati oggi ma che giunga una lettera in cui le Amministrazioni si riservano di produrre il parere durante la seduta della Conferenza, convocata per il prossimo venerdì. 
Una procedura che si era già verificata in occasione dell’ultima seduta della precedente Conferenza (quella sulla versione Marino) in cui lo Stato produsse direttamente durante la riunione il proprio parere.

Sempre gli spifferi dei vari uffici pubblici fanno trapelare un cauto ottimismo. Dal Campidoglio ci si aspetta ovviamente un parere positivo. Sarà difficile credere che i tecnici comunali, dopo aver contribuito a scrivere la delibera Raggi sul pubblico interesse, finiscano per bocciare il progetto figlio di quella delibera. 
Anche perché praticamente tutti i dirigenti capitolini stanno partecipando al grande gioco dell’oca dell’”interpello”, vale a dire della candidatura ad occupare altri posti nella ormai prossima rotazione delle poltrone. I curricula dei vari direttori e dirigenti apicali sono nelle mani del sindaco, Virginia Raggi, e dei suoi assessori: in palio non ci sono solo i posti per diventare il nuovo direttore dei Dipartimenti Urbanistica, Lavori Pubblici, Ambiente, Commercio, Sport e Mobilità - tre quarti dei ruoli più importanti del Campidoglio - ma anche quelli per i vicedirettori generali con la responsabilità delle macroaree, fra le quali quella “monstre” che accorperà Urbanistica, Mobilità, Ambiente e Lavori pubblici. 
Quindi, a meno di sorprese clamorose, appare difficilissimo pensare a un “no” dei dirigenti comunali al progetto che sarebbe un “no” alla delibera Raggi.