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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 14 dicembre 2019

NEL 2020 AUMENTA LA TARI


Si avvicina velocemente l’aumento della tassa sui rifiuti, la TaRi. Pochi giorni fa, in un’intervista, lo aveva praticamente annunciato l’amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis (“se il Campidoglio rifiuta il termovalorizzatore, aumenterà la Tari perché noi continueremo a spendere un sacco di soldi per mandare altrove i rifiuti”). Ieri lo stesso Zaghis lo ha ribadito davanti alla Commissione Ambiente del Consiglio comunale: “Nel 2019 Ama ha speso 170 milioni di euro per mandare i rifiuti in impianti non di proprietà fuori città, Regione o Italia e nel 2020, se non si trova una soluzione sulla discarica di Colleferro, andrà a spendere almeno 190 milioni che pagherà tutta la popolazione”.
Popolazione che, per altro, paga già la Tari più elevata d’Italia: secondo la Relazione annuale dell’Agenzia dei pubblici servizi, ogni romano paga 275 euro l’anno per portar via i rifiuti e spazzare le strade. 
Con una dose di pragmatico realismo, Zaghis spiega: “Siamo in una fase di emergenza, il tempo perso ha portato tutti i nodi al pettine in un colpo solo. Ama ha bisogno di sbocchi perché non si può restare in questa situazione. Il 16 gennaio chiude la discarica di Colleferro, siamo in emergenza ed è un problema molto serio. La città vive sul filo del rasoio e non può stare sempre in questa condizione”. 
Ma dal Campidoglio arrivano segnali scoraggianti: subito dopo il Consiglio straordinario sui rifiuti, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha scritto al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, per chiedergli di sospendere l’ordinanza sui rifiuti e incontrarsi. Risposta: sì all’incontro, no alla sospensione. Risultato, due giorni fa, la Giunta capitolina ha annunciato la decisione di ricorrere al Tar contro l’Ordinanza. Per cui, se Zingaretti temporeggia - con l’effetto di rendere la voce grossa dei primi giorni più un pigolio - la Raggi manda segnali contraddittori. E nessuno sceglie
Zingaretti aspetta la relazione del suo capo dipartimento, Flaminia Tosini, sull’applicazione dell’ordinanza. Alla serata di ieri il testo non era ancora definito ma pronto: Ama ha indicato i siti di trasferenza - quelli nei quali i rifiuti vengono trasbordati da un camion piccolo a uno grande senza toccar terra - che sono Rocca Cencia e Maccarese cui si aggiungono Ponte Malnome e Ostia e con altre due localizzazioni in via di identificazione. Inoltre prosegue la collaborazione fra Ama, Regione e Invitalia sulla redazione del bando di gara per portare all’estero i rifiuti. Infine, sono in definizione il rinnovo degli accordi con Marche e Abruzzo (più Sardegna). Manca la Raggi. Zingaretti potrebbe aspettare fino a martedì: se ci sarà l’incontro o se si andrà al Commissariamento.


sabato 7 dicembre 2019

RIFIUTI; NIENTE VOTO, 5STELLE SPACCATI. RAGGI ALL'ATTACCO DI ZIGARETTI. SINDCI DELL'HINTERLAND CONTRO IL CAMPIDOGLIO




Nessun voto: sette ore di seduta straordinaria del Consiglio comunale non sono bastate per finire le discussioni e votare gli ordini del giorno proposti da maggioranza e dalle opposizioni. Tutto rimandato alla prossima seduta, fissata per martedì 10
Movimento 5Stelle spaccato fra l’ala “raggiana” arroccata sul “no” a qualsiasi impianto dentro Roma e il manipolo dei comunali allineati sulle posizioni del consigliere regionale Marco Cacciatore favorevole alle decisioni della Regione. L’impasse dei grillini ha finito per far mancare il numero legale a lungo e così, alle 5 del pomeriggio, seduta chiusa e se ne riparla martedì con i voti sugli ordini del giorno prima dell’inizio dei lavori sul bilancio. 
In mezzo alle due fazioni pentastellate, l’amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis, che chiede il termovalorizzatore (“almeno due”) e si muove con Regione Lazio e Ministero della Difesa per chiudere sulle aree, “quattro, una per ogni quadrante della città” in cui realizzare siti di trasferenza.
La Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente, invitati a Palazzo Senatorio, hanno evitato di presentarsi. In compenso, presente un folto numero di Sindaci dei comuni dell’hinterland romano, fasce tricolori indosso. 
La seduta è scivolata sulla mezz’ora di dichiarazioni della Raggi che ha accusato direttamente la Regione e il suo presidente, Nicola Zingaretti, di tenere nell’emergenza la Capitale, di inerzia per la mancata approvazione del Piano Rifiuti, di adottare provvedimenti “emergenziali”. Secondo giro: la Raggi ha nemmeno troppo velatamente “ricordato” ai sindaci della provincia che 50 di loro si servono di Roma per smaltire i rifiuti e che “parlare di sub-ambito” per i rifiuti (l’autosufficienza di Roma nel suo territorio, ndr) potrebbe essere applicato anche alle “infrastrutture idriche” e che “se il sub-ambito viene portato avanti vuol dire che ciascuno penserà per sé, e questo vale per tutti i comuni della provincia”. Terzo attacco della Raggi: dopo aver elencato uno per uno i 50 Comuni che usano i Tmb romani per trattare i loro rifiuti, il Sindaco ha indicato in Fiumicino il comune più scroccone: “dopo 60 anni di conferimenti nella discarica di Malagrotta ha deciso di conferire i propri rifiuti nei Tmb di Malagrotta”. Replica di Esterino Montino, sindaco della cittadina litoranea: “Fino a 26 anni fa eravamo Roma il cui l'unico impianto di trattamento dell'organico di proprietà dell'Ama è a Maccarese, nel comune di Fiumicino”. Infine, la Raggi si è retoricamente domandata se vi sia un accordo politico-elettorale fra Zingaretti e il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, alla base della decisione di chiudere anticipatamente la discarica di Colleferro visto che nel Comune della Valle del Sacco si andrà al voto per il Sindaco il prossimo anno. Replica di Sanna, unico sindaco dell’hinterland a parlare in Aula Giulio Cesare: “Non c’è alcun accordo. Il contratto ventennale scade quest'anno. Le province di questa regione hanno dato tanto alla Capitale. Non andremo oltre: “lasciateci stare. Abbiamo già dato””. Se la Raggi ha centrato l’intero suo intervento nell’illustrare le mancanze di Regione e dei suoi predecessori, le opposizioni hanno avuto gioco facile nel rimarcare come, fra le parole del Sindaco, non ci fosse un solo accenno alle responsabilità del Campidoglio a trazione 5Stelle, come se a Palazzo Senatorio si fossero seduti ieri pomeriggio. 

venerdì 6 dicembre 2019

RIFIUTI; I SITI CHE POTREBBERO SALVARE ROMA



Sono trascorse ventiquattro ore dalla diffusione dell’elenco dei siti dove si possono realizzare impianti per lo smaltimento dei rifiuti all’interno del territorio del Comune di Roma. 
Sulle sette aree, due sono quelle che non ospiteranno discariche: la discarica di inerti, di proprietà dell’Adrastea, in via Giovanni Canestrini - terzo sito nella “classifica” stilata dal Tavolo regionale sui rifiuti - è praticamente esaurita. Quindi, qualora il sito finisse per essere selezionato, vi sarà collocato solo un centro di stoccaggio, vale a dire un posto nel quale i rifiuti sostano per il tempo strettamente necessario al completamento delle operazioni di trasferimento altrove. 
L’altro sito che difficilmente sarà selezionato è quello di Corcolle, di proprietà della Daf del Gruppo Donzelli, perché è al centro di un contenzioso giudiziario. Per inciso, il sito è conosciuto anche con il nome di “discarica di Villa Adriana” visto che, nel 2012, venne scelto dall’allora commissario straordinario per l’emergenza rifiuti di Roma, l’ex prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro. E, pur essendo distante dalla Villa dell’Imperatore, fu subito oggetto di una campagna massiccia di “no” in nome della salvaguardia della dimora di Adriano.
Restano in lizza gli altri siti: due sono in zona Pisana-Malagrotta. Uno - di proprietà della società Cerchio Chiuso, 900mila metri cubi, operativa in 6 mesi - è davvero vicina anche alla sede del Consiglio regionale. L’altra - della N.G.R. New Green Roma, in località Malnome - è la più grande, visto che dai file regionali risulta poter contenere 1 milione e 400mila metri cubi. Ma entrambe sono in una zona martoriata: a poche centinaia di metri ci sono la vecchia discarica di Malagrotta, i due TMB operativi, il depuratore e la raffineria di Roma. Rimangono le ultime tre: Falcognana, Laurentina e Selvotta. In quest’ordine sono le candidate al ruolo di salvatrici della città. 

giovedì 5 dicembre 2019

ECCO I 7 SITI PER LE DISCARICHE




Ora tocca a Virginia Raggi: la relazione del Tavolo tecnico sui rifiuti è arrivata ed è partita destinazione Campidoglio. Il testo contiene un elenco di siti divisi in tre tipologie: quelli già esistenti e operanti, quelli in via di autorizzazione e quelli con le cosiddette “aree bianche”, aree idonee ad accogliere nuovi impianti o discariche. Tre i siti sul “podio”: il primo è Falcognana, all’Ardeatino, dove già c’è una discarica di rifiuti pericolosi e che, in un mese, con una “modifica non sostanziale” del tipo di rifiuto accolto può essere pronta. A Falcognana sono disponibili 850mila metri cubi e per essere pronta deve solo essere realizzata la rete di captazione del biogas (prodotto dalla fermentazione dei rifiuti organici). Secondo posto: zona Laurentina, discarica di rifiuti inerti, 290mila metri cubi disponibili, pronto in 200 giorni. Terzo sito, la discarica di via Canestrini (sempre zona Ardeatina-Porta Medaglia), quasi al completo ma che verrebbe usata per deposito preliminare dei rifiuti: 30 giorni per le necessarie autorizzazioni.
Il Tavolo tecnico – composto dai tre dirigenti apicali responsabili dei rifiuti del Comune di Roma, Laura D’Aprile, della Città Metropolitana, Paola Camuccio, e della Regione Lazio, Flaminia Tosini - si è occupato di esaminare le aree da un punto di vista tecnico, non politico. Questa incombenza ora spetta a Virginia Raggi che, dal momento in cui riceverà la Relazione, avrà sette giorni di tempo per decidere e indicare cosa realizzare e dove. In assenza di una decisione del Sindaco, il presidente della Regione, Zingaretti, potrà commissariare il Campidoglio e inoltrare alla Procura una denuncia per atti omissivi. 
La relazione contiene un quadro degli impianti esistenti per cui è stata valutata la fattibilità di utilizzo come discarica per gli scarti e l’organico oppure come siti di deposito preliminare dei rifiuti da avviare a trattamento o smaltimento. Ciascun sito scelto ha una capacità di accoglimento almeno di 6 mesi e si trova lontano da edifici sensibili. Fra quelli esclusi ci sono Tor Tignosa (edifici vicini) e Porta Medaglia (problemi tecnici). 
L’elenco dei siti idonei prosegue con la discarica di inerti di via della Selvotta (Ardeatino), con una volumetria residua di 300mila mc e anche questa andrebbe integrata con una rete di captazione del biogas. Tempi stimati per le opere: 45 giorni.  Scorrendo l’elenco spunta la discarica della Cerchio Chiuso, in via della Pisana a due passi dalla sede del Consiglio regionale, con una volumetria residua di circa 900mila mc. Pure in questo caso serve un’integrazione con la rete del biogas e 180 giorni di tempo stimato. Al sesto punto c’è la discarica della NGR a Ponte Malnome, Malagrotta. L’ultima ipotesi è la discarica di inerti della Daf a Corcolle. Oltre agli impianti esistenti, nella relazione sono state menzionate anche “le attività estrattive” (le cave, ndr): tre nel Municipio XI e una nel XIV. Infine, sono stati avviati contatti con il Ministero della Difesa per verificare la possibilità di usare immobili e aree dismesse o in dismissione (una quindicina fra Ardeatino, Laurentino, Magliana, Flaminio, Tiburtina) come possibili isole ecologiche o impianti di trasferenza dopo che saranno state analizzate da Ama e dal Comune di Roma.

mercoledì 4 dicembre 2019

PRONTO L'ELENCO DELLE NUOVE DISCARICHE


La discarica di Colleferro, anche se solo per poco più di un mese, riapre oggi e Ama (e Rida Ambiente) potranno tornare a usarla quotidianamente. Ieri sopralluogo della magistratura e dei funzionari regionali che ha dato il via libera alla riapertura dell’impianto. Ora resta da capire quanto tempo sarà necessario ad Ama per svuotare tutti i siti - Rocca Cencia e i due impianti di Malagrotta - che sono stati riempiti fino ad oggi e tornare, quindi, a una parvenza di normalità. Roma potrebbe non trascorrere Natale con l’immondizia per le strade anche se il problema è solo posticipato di pochi giorni.  
E ieri seconda e ultima riunione del Tavolo tecnico sui rifiuti in Regione Lazio al quale ha partecipato anche l’amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis. In teoria oggi i lavori del Tavolo dovrebbero concludersi con una relazione nella quale dovrebbe essere indicata una graduatoria fra i siti, tutti interni al territorio del Comune di Roma, sui quali già esistono impianti oppure aree nelle quali nuovi impianti possono essere creati. E per impianti si intende o un centro di stoccaggio o una discarica di servizio. Un elenco che - da quanto filtra - potrebbe prevedere più di un impianto per tipologia
Aree non ne trapelano anche se l’elenco difficilmente si discosterà troppo da quei siti già indicati in tutti questi anni: Falcognana, Malagrotta, Rocca Cencia, Corcolle, Tragliatella, Laurentina. Con Falcognana che sembra essere decisamente in pole position per aggiudicarsi il titolo di prossima discarica di servizio di Roma. Sempre oggi, Ama dovrebbe indicare le due aree dove realizzare le cosiddette “stazioni di trasferenza” aree, cioè, dove i camion più piccoli travasano il loro contenuto in quelli più grandi senza che i rifiuti tocchino terra. L’elenco più rilevante, quindi, quello delle discariche dovrebbe vedere la luce oggi per poi essere consegnato al sindaco di Roma, Virginia Raggi, cui spetterà, stando all’Ordinanza Zingaretti di pochi giorni fa, il compito di identificare definitivamente e ufficialmente il sito e l’impianto da realizzarvi. Sarà interessante vedere cosa farà la Raggi che, fino ad oggi, si è molto preoccupata di ribadire a voce alta il suo no a trovare aree dentro Roma pretendendo che i rifiuti della Capitale venissero smaltiti in proroga ancora fuori Comune. Se sul breve-medio periodo Ama si sta attrezzando per bandire una nuova gara, insieme questa volta a Invitalia, per il trasferimento dei rifiuti all’estero, il problema si ripresenterà il 15 gennaio alla chiusura di Colleferro: proroghe, checché le chieda la Raggi, non sembrano all’orizzonte e scatenerebbero comunque una guerra sui rifiuti. Il nodo, quindi, è trovare rapidamente impianti alternativi, magari piccoli, ma in grado di tamponare la situazione fino a che non entrino in funzione impianti di trattamento che, però, a Roma non ci sono. Né ci saranno a breve vista la contrarietà dei 5Stelle a prenderli in considerazione. Stando all’Ordinanza Zingaretti, però, da domani la Raggi avrà una settimana di tempo per scegliere dove far costruire la nuova discarica di Roma, oltre sei anni dopo la chiusura di Malagrotta. In caso di rifiuto, Zingaretti nominerà un commissario che attuerà l'ordinanza e spedirà il fascicolo in Procura.

martedì 3 dicembre 2019

RIFIUTI, ALTRA FUMATA NERA




Ancora un nulla di fatto sui rifiuti: il Tavolo tecnico regionale, convocato prima nella tarda mattinata di ieri e poi riunitosi solo nel pomeriggio, ha finito con una fumata nera. E una riconvocazione questa mattina alle 10.00. Assenti, ieri, la Città Metropolitana e l’Amministratore Unico di Ama, Stefano Zaghis, che era stato convocato. In ogni modo, salvo clamorose sorprese, il gioco dell’oca è sempre quello: i siti nei quali si possono creare impianti di trattamento o smaltimento sono noti più o meno da un decennio. E sono sempre gli stessi. Non a caso, infatti, ciclicamente tornano ad affacciarsi gli stessi nomi: Falcognana, Pizzo del Prete, Cupinoro, Guidonia, Malagrotta e via dicendo. 
L’appuntamento è posticipato a domani, mercoledì, quando il Tavolo dovrà produrre la relazione finale nella quale i tre tecnici - Laura D’Aprile per il Comune, Paola Camuccio per Città Metropolitana e Flaminia Tosini per la Regione Lazio - dovranno indicare i siti sui quali calare gli impianti necessari a Roma.
Il cui sindaco, Virginia Raggi, appare decisamente molto interessata a trovare un colpevole cui addossare la colpa del disastro: “Roma è pronta a fare la sua parte, ma gli ennesimi provvedimenti emergenziali non servono. Dopo la giustissima chiusura di Malagrotta non è più stato fatto nulla. La commissione Ue ha già rappresentato alla Regione Lazio che l’inerzia prolungata per sette anni costituisce un fatto estremamente grave, preludio a una prossima procedura di infrazione. Roma vuol fare la sua parte ma all’interno del piano regionale rifiuti. La Regione sta dicendo che Roma Capitale deve fare una o più discariche sul proprio territorio con un provvedimento emergenziale. Io ricordo che le cosiddette ordinanze hanno una durata di 6 mesi prorogabile fino a 18 mesi. Io non ho mai visto una discarica che dura solo 18 mesi. La Regione con un provvedimento che ha durata massima di 18 mesi vuole farci andare in deroga a norme ambientali e a norme sulla tutela della salute dei cittadini per aprire una discarica che rimarrà a Roma per molti anni. Io credo che non sia la soluzione giusta. Tre milioni cittadini romani hanno la stessa dignità degli altri cittadini del Lazio”.
La guerra dei rifiuti finisce per coinvolgere tutti: a Civitavecchia, durante un sit in di protesta contro la decisione della Raggi - un’ordinanza emergenziale, per altro - di aumentare il quantitativo di rifiuti da portare nella città costiera, un camion Ama è stato bloccato dai manifestanti. 
E “l’incendio” sul problema rifiuti, dopo tre anni e mezzo di fallimenti targati M5S che si sommano a quelli precedenti targati centrodestra e centrosinistra, rischia di diffondersi rapidamente ovunque. Ieri in Commissione Ambiente è stata bocciata la proposta di una società privata di creare un impianto per biomasse sulla Prenestina con la motivazione di eccessiva vicinanza di alcune abitazioni. Dopo le proteste a Falcognana, venerdì si terrà una nuova manifestazione, di mattina, durante il Consiglio straordinario sui rifiuti del 6 dicembre al Campidoglio, alla quale parteciperà una folta delegazione dal territorio di Civitavecchia e dei Comuni limitrofi. La politica dei “no” e dei veti sta raggiungendo il suo apice.