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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 19 settembre 2020

ELETTI I NUOVI PRESIDENTI DELLE COMMISSIONI BILANCIO E URBANISTICA

 


Nell’ultimo giorno utile stabilito dai regolamenti sul funzionamento del Consiglio comunale, arrivano i nuovi presidenti delle Commissioni Bilancio e Urbanistica dopo le dimissioni a sorpresa dei rispettivi presidenti, Marco Terranova e Donatella Iorio, entrambi del Movimento 5Stelle.
Nella mattinata di ieri, alla terza votazione, Sara Seccia, già Presidente reggente del Consiglio comunale durante la detenzione di Marcello De Vito, è stata eletta alla guida della Bilancio. Nuovi vicepresidenti sono Angelo Diario, sempre M5S, già presidente della Commissione Sport e che sarà anche il vicario; e Valeria Baglio (Pd) in quota opposizione.
Determinante l’assenza di Stefano Fassina (Sinistra per Roma) che ha impedito alle opposizioni di provare a strappare questa presidenza ai grillini: il regolamento prevede infatti che, a parità di voti, viene eletto il consigliere anagraficamente più anziano e la Seccia è giovanissima. Con Fassina presente ci sarebbero stati sei consiglieri di opposizione e sei grillini.
Anche in Commissione Urbanistica si cambia. Qui la maggioranza era di 7 a 5, quindi è bastato un solo scrutinio per eleggere l’architetto Carlo Maria Chiossi (M5S) nuovo presidente. Come vicepresidenti sono stati eletti il grillino Massimo Simonelli, vicario e appena subentrato in Commissione, e Alessandro Onorato che era già vicepresidente.
Per la Seccia i primi appuntamenti sono già in agenda: variazione e assestamento di bilancio con alcune delibere collegate e poi il previsionale “elettorale” a dicembre. Per Chiossi, invece, l’esordio pesante potrebbe avvenire con la delibera Stadio della Roma. 

martedì 1 settembre 2020

ALTRI ADDII FRA LE FILA GRILLINE, VIA IORIO E TERRANOVA

Formalmente sono per motivi personali. Di fatto, le dimissioni di Donatella Iorio dalla presidenza della Commissione Urbanistica e di Marco Terranova dalla presidenza della Commissione Bilancio sono l’ennesimo caso dentro l’Amministrazione Raggi. Andando per ordine, intorno alle 16 del pomeriggio di ieri, le agenzie battono la notizia: la Iorio e Terranova lasciano le presidenze delle rispettive Commissioni.
Poco dopo sulle pagine facebook dei due appare un messaggio in ciclostile, che richiama alla memoria i comunicati dell’Urss degli anni allegri: “da oggi per motivi strettamente personali, non potrò più ricoprire” il ruolo di presidente della Commissione Urbanistica, scrive la Iorio. E Terranova: “Le motivazioni (delle dimissioni dalla presidenza della Bilancio, ndr) sono esclusivamente di carattere personale”.
Seguono ringraziamenti a profusione, dalla Raggi agli uscieri. 
Sia la Iorio che Terranova provengono dallo stesso Municipio di Virginia Raggi e, almeno il secondo, è sempre stato considerato un “raggiano” doc. 
Anche agli occhi più naïf, appare ben strano pensare che “motivi personali” spingano due Consiglieri ad abbandonare non l’attività politica ma la sola presidenza della Commissione. Che poi avvenga in contemporanea è ancora più sorprendente. Anche perché, di fondo, all’Amministrazione Raggi sono rimasti due provvedimenti da portare in votazione prima delle elezioni per il nuovo Sindaco: lo Stadio della Roma e il prossimo Bilancio. Vale a dire, due provvedimenti di competenza, strano a dirsi, proprio della Iorio per lo Stadio e proprio di Terranova per il Bilancio. Per inciso: in Commissione Urbanistica la vicepresidenza vicaria è nelle mani di Cristina Grancio (ex 5Stelle ora nel Gruppo Misto) da sempre contraria al progetto di Tor di Valle per cui la Raggi, se vuole portare a casa lo Stadio della Roma, dovrà sbrigarsi a trovare una sostituzione per la Iorio, in pole position ci sono Annalisa Bernabei e Carlo Maria Chiossi.
Salta poi agli occhi anche un altro elemento: nei giorni in cui Virginia Raggi, prima ancora della ratifica sulla piattaforma Rousseau, annunciava la sua volontà di candidarsi ancora rompendo il tabù del limite dei due mandati, né la Iorio né Terranova sono intervenuti a sostegno del loro Sindaco. 
O, ancora: nella giornata dello scontro con il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, (che aveva definito l’Amministrazione Raggi “il principale problema di Roma in questi ultimi anni”) entrambi, Terranova e Iorio, erano rimasti zitti. 
L’addio di Terranova e Iorio dalle Presidenze delle Commissioni segue le prese di posizione, reiterate e molto incisive, del presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno, che ha criticato in modo pesante la decisione e le modalità scelte dalla Raggi per annunciare la propria ricandidatura. 
“Il lungo addio” potrebbe essere il titolo quasi eponimo da dare alla Giunta Raggi: fra mal di pancia e porte sbattute, il quinquennio di Virginia e dei grillini a Palazzo Senatorio è stato costellato da costanti abbandoni. 
Senza scomodare Andrea Lo Cicero, presentato alla chiusura della campagna elettorale 2016 come assessore e uscito dal conclave senza nulla in mano, limitandosi ai soli assessori inclusi quelli in carica si contano i quattro al Bilancio, tre ai Lavori pubblici e all’Ambiente, due all’Urbanistica e alle Partecipate. Poi gli assessorati soppressi, tipo la Semplificazione, e i cambi singoli, Sociale, Trasporti. Poi i funzionari interni al Campidoglio, i management delle Partecipate con Ama e Atac che cambiano capi ogni tre per due.
Infine, nell’elenco sterminato degli addii in corsa - molti peraltro conditi da polemiche e veleni stile amanti traditi - vanno inclusi anche i Consiglieri comunali: Nello Angelucci, Alisia Mariani, Fabio Tranchina e Valentina Vivarelli dimessisi nel corso dei mesi sempre per le più rigorose motivazioni personali. Più Pietro Calabrese che, però, è stato promosso da semplice consigliere ad assessore alla Mobilità. Per chiudere la carrellata, c’è l’”addio in pectore”, quello di Marcello De Vito, presidente del Consiglio comunale, grillino della prima ora, avversario della Raggi alle primarie (“comunarie”) e recordman di preferenze. Rimasto implicato in una inchiesta per corruzione, viene arrestato e praticamente linciato pubblicamente dal mondo grillino che, però, non lo espelle. La Cassazione smonta pezzo a pezzo l’inchiesta e lui torna non solo libero ma anche a presiedere l’Aula Giulio Cesare. E con la Raggi ora siamo al “buongiorno e buonasera”: di più non si va.   
Da ultimo, negli addii in salsa grillina impossibile non annoverare la fine delle esperienze nei Municipi XI Arvalia; VIII, Garbatella; III, Montesacro; IV Tiburtino. Infine, il settimo Municipio, con il presidente Monica Lozzi, che ha mollato in polemica i 5Stelle proprio a causa della decisione della Raggi di ricandidarsi violando la regola dei due mandati con l’avallo dell’intero politburo dei 5Stelle. 

sabato 15 febbraio 2020

STAZIONE TIBURTINA, A MARZO LAVORI PER IL NUOVO ASSETTO


Seduta piuttosto calda delle Commissioni congiunte Urbanistica e Mobilità dedicate al futuro assetto della Stazione Tiburtina. Comitati sul piede di guerra contro il progetto del Campidoglio etichettato come un “obbrobrio che non piace a nessuno”.
Il progetto del Comune ridisegna nel complesso l’intera Stazione Tiburtina: un boulevard pedonale alberato in continuità, senza attraversamenti stradali dall’uscita della stazione Tiburtina a largo Mazzoni; una nuova area dedicata ai pedoni di oltre 7mila metri quadri. Saranno 12 gli alberi abbattuti e due quelli spostati ma ne saranno piantati 43 nuovi: 6 platani, 27 lecci, 2 paulonie e 8 jacaranda (questi ultimi, alberi ad alto fusto con splendidi fiori color lilla). La partenza dei lavori è prevista per marzo. Il progetto di riassetto globale della Stazione è legato all’abbattimento dei circa 500 metri della parte sopraelevata della Tangenziale Est e alla creazione della linea tranviaria della Tiburtina i cui finanziamenti (23,5 milioni di euro) sono stati ufficializzati proprio in questi giorni dal Ministero dei Trasporti.
Al momento sono in corso i lavori della fase uno del progetto e la discussione in Commissione si è centrata soprattutto su questa parte: solo successivamente, a lavori conclusi e sistemazione ultimata, si potrà aprire una fase due, probabilmente con un concorso internazionale, al quale potrà partecipare eventualmente anche il progetto dei comitati presenti oggi in commissione.
Durante la seduta - presenti gli assessori all’Urbanistica, Luca Montuori; ai Trasporti, Pietro Calabrese; e ai Lavori pubblici, Linda Meleo - veementi e reiterate le proteste di una parte dei comitati contrari al progetto (Comitato Cittadini Stazione Tiburtina, Associazione Rinascita Tiburtina e CittadinanzAttiva Nomentano): “si doveva parlare del piano di assetto della Stazione Tiburtina, un’area che va ben oltre la sopraelevata, ma la Giunta non ha detto nulla senza avere alcun disegno globale sull’area. La variante dell’Amministrazione è un obbrobrio che non piace a nessuno, è pensata per le macchine e non per i cittadini e compromette ogni possibile riqualificazione futura”. Elemento di critica è l’abbattimento di 12 alberi che i Comitati criticano ferocemente (anche se se ne pianteranno 43 nuovi). 
Con poche modifiche - proseguono i comitati del no - si poteva salvare la piazza, gli alberi e avere una prospettiva moderna di quel pezzo di città. I suggerimenti sono stati avvertiti dagli assessori come un attacco”.


mercoledì 8 maggio 2019

STADIO; ALTRO NO ALLA PROPOSTA GRANCIO/FASSINA


Terzo stop (e mezzo) alla proposta Grancio/Fassina di revocare la delibera Raggi sul pubblico interesse allo Stadio della Roma di Tor di Valle. Ieri pomeriggio, la Commissione Ambiente del Comune ha bocciato la proposta anti Stadio, dopo che già le Commissioni Urbanistica e Lavori pubblici - in quel caso in seduta congiunta - avevano espresso parere negativo. E dopo la figuraccia del IX Municipio in cui un voto contrario è stato trasformato per ignoranza del Regolamento d’aula (dopo 3 anni di governo!) In un parere positivo con successiva bacchettata sulle dita dei consiglieri municipali da parte del segretariato generale.
In occasione della seduta di ieri, la consigliera Grancio ha battuto il tasto del rischio idrogeologico, citando il parere pro veritate reso alla fine del gennaio 2017 dall’ex presidente onorario della Cassazione, Ferdinando Imposimato. 
La proposta Grancio/Fassina, ora, è attesa oggi in mattinata al voto nella Commissione Sport, dove quasi certamente incasserà un’altra bocciatura. Rimarrà, poi, ancora da esprimere il parere da parte della Commissione Mobilità, ultima rimasta e ancora non convocata. Dopo di che, la delibera potrebbe approdare al voto in Consiglio comunale che, con queste premesse, sarà un voto di rigetto per l’ipotesi di cancellare il progetto Stadio di Tor di Valle.