*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Francesco Rutelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francesco Rutelli. Mostra tutti i post

sabato 5 maggio 2018

METRO C; APRE S. GIOVANNI E SI ARRIVERÀ FINO A FARNESINA


L’attesa è finita: la stazione San Giovanni della Metro C aprirà il prossimo 12 maggio. L’annuncio lo dà direttamente il sindaco, Virginia Raggi, in conferenza stampa. E, seconda grande notizia, si arriverà a Farnesina. Niente più dubbi e tentennamenti: dopo Colosseo si prosegue. In realtà, al di là dell’annuncio della volontà di proseguire oltre Colosseo rimane aperta ancora la questione delle stazioni a seguire. Due le ipotesi progettuali predisposte da Roma Metropolitane: la prima prevede di realizzare 4 stazioni dopo Fori Imperiali (Piazza Venezia, Argentina, Chiesa Nuova e San Pietro). La seconda, invece, prevede tre: piazza Venezia, Navona e San Pietro. Tempi reali di costruzione del tutto, più o meno imprevedibili: dal momento dell'affidamento delle attività per l'elaborazione di un progetto di fattibilità, i tempi stimati per la stesura e approvazione sono di circa 24 mesi. Cui sommare poi i tempi per i lavori veri e propri. Costi preliminari di progettazione e indagine archeologica: circa 1,6 milioni. 
Insomma, di concreto c’è l’apertura della stazione San Giovanni. Poi, va registrata la volontà politica di andare oltre Colosseo che è una gran novità, considerando le posizioni espresse in passato dalla Raggi (“Arriveremo con i lavori ai Fori, poi da lì ragioneremo…” 4 novembre 2016)  e da altri esponenti della Giunta grillina (Paolo Berdini, all’epoca assessore all’Urbanistica: “Visto che andare verso Colosseo sarebbe una spesa enorme, la mia proposta è deviare la metro da San Giovanni, passando per Amba Aradam, verso la Piramide”, 8 novembre 2016; Linda Meleo, assessore ai Trasporti: “Stiamo cercando la soluzione migliore per la città; siamo intenzionati a valorizzare questa opera, bisogna vedere come”, 31 marzo 2017).
Poi, tante chiacchiere e poche certezze. Non si sa se sarà il Consorzio Metro C (attuale costruttore della linea) a realizzare la restante parte del tracciato, né i costi, né i tempi di realizzazione. 
All’incontro con la stampa, oltre la Raggi, erano presenti l'assessore alla Mobilità, Linda Meleo, e i consiglieri M5S Pietro Calabrese e Enrico Stefàno. 
Aperta San Giovanni, la frequenza dei treni sarà di 12 minuti con l’obiettivo di scendere a 9 entro alcuni mesi, fino ad arrivare (“tra circa 2 o 3 anni”, dice Stefàno) a 4 minuti una volta pronta la “croce di scambio a via Sannio”.
Anche la Regione Lazio fa sentire la sua voce con l’assessore ai Trasporti, Mauro Alessandri: “completato l'iter burocratico per l'autorizzazione all'apertura della stazione e al finanziamento di 256 milioni di euro, è stato dato il via libera” a San Giovanni. 


giovedì 15 febbraio 2018

TRAM DA PIAZZA VITTORIO A LARGO CORRADO RICCI

Fino alla metà degli anni 70 i tram arrivavano ovunque: ci sono foto d’archivio con il tram che girava intorno al Pantheon, in via Cairoli all’Esquilino, in via Appia Nuova da Colli Albani all’aeroporto di Ciampino. Prima vennero i tagli alla rete negli anni ‘60 e ‘70 in nome del progresso dei bus a gasolio, poi lo smantellamento anche dei binari durante il governo Rutelli. Ora, dietro front: Virginia Raggi, sindaco di Roma, insieme agli assessori alla Mobiità, Linda Meleo, e all’Urbanistica, Luca Montuori, ha annunciato il ripristino del tram da piazza Vittorio a largo Corrado Ricci, lungo via Cavour. Il percorso prevede che i tram provenienti dalla Prenestina, giunto a piazza Vittorio, passi per via dello Statuto, scenda per via Giovanni Lanza, confluisca su via Cavour e termini a Largo Corrado Ricci ai Fori Imperiali, a 580 metri di distanza da piazza Venezia. 5 milioni di euro l’investimento previsto con i cantieri che, nella visione del Campidoglio, partiranno a maggio 2019 per concludersi nel 2020. L’idea di chiudere il cerchio e riuscire a creare il grande passante tranviario unendo il capolinea di Largo Corrado Ricci con quello del tram 8 a piazza Venezia. Sono poco più di 600 metri ma davvero difficili: è il cuore archeologico di Roma e, secondo quanto trapela, l’idea della Soprintendenza sarebbe quella di far passare il tram lungo via Alessandria, ripristinando il tracciato del tram antecedente la creazione di via dei Fori Imperiali. Sotto i quali, comunque, dovrà passare la linea C della metro dopo aver lasciato Colosseo (giusto ieri l’assessore Meleo ha annunciato che entro una ventina di giorni inizieranno le perforazioni delle talpe meccaniche da San Giovanni a Colosseo) in direzione piazza Venezia.

martedì 13 febbraio 2018

CORSA CONTRO IL TEMPO O ADDIO ALLA MARATONA DI ROMA

Il tempo scorre: entro fine febbraio il Campidoglio dovrà pubblicare il bando per mandare a gara l’assegnazione dell’edizione 2019 della Maratona di Roma. Oppure, se non interverrà una improbabile proroga nell’assegnazione alle società di Enrico Castrucci che l’hanno organizzata fino a oggi, non ci saranno più i tempi tecnici per espletare la gara d’appalto e nel 2019 a Roma per la prima volta in 25 anni, non si disputerà la più famosa fra le corse podistiche cittadine. Questa mattina, infatti, torneranno a riunirsi gli uffici tecnici comunali per presentare una bozza di bando al Comitato promotore della Maratona, istituzione creata all’epoca di Rutelli sindaco, mandata in soffitta da Veltroni nel 2004 con l’avvio del regime di proroghe dirette mai interrotto e rispolverato dall’Amministrazione Raggi proprio con lo scopo di interrompere la pratica delle proroghe. Operazione di suo non proprio facile vista la grande rilevanza internazionale dell’evento che non può ammettere nessun margine di errore nell’organizzazione. Tra l’altro, con il rischio che gli  organizzatori delle edizioni precedenti trascinino il Campidoglio in tribunale. Per questo, errori non sono consentiti ma, mentre la sabbia nella clessidra scorre impietosa, uno dei nomi dei possibili organizzatori sembra sfilarsi: è il caso di Paolo Bellino, direttore generale di RCS Sport (la Gazzetta dello Sport, Giro d’Italia) che, interpellato da Radio Radio su un eventuale interessamento al bando per l'organizzazione della Maratona di Roma, ha gettato acqua sul fuoco: “Oggi siamo qui per la RomaOstia poi ritorneremo per il Giro d'Italia. Punto”. 

sabato 12 luglio 2014

MARINO, SINDACO DELLA MONDEZZA

Oggi siamo al tritovagliatore e agli agenti accertatori
Questo il magico mix di soluzioni escogitato dalla brillantissima corte dei miracoli di Ignazio Marino per uscire fuori dal caos rifiuti in cui lui e i suoi ci hanno gettato in pochi mesi.

Già, perchè, ricordiamolo, Marino ha impiegato i primi 6 mesi del suo mandato per decapitare i vertici dell'Ama che aveva trovato. E altri sei mesi, dalla nomina dei nuovi, per farci trovare rifiuti a ogni angolo.

Un successo planetario. 
Che da solo imporrebbe una seria riflessione sulle capacità effettive di saper guidare non solo una città ma anche un condominio.

In questi sei mesi di governo effettivo, totale, inescusabile, privo di qualsiasi alibi possibile e immaginabile, Marino che cosa ha fatto? 
Ha eliminato i 100 agenti accertatori di Ama che Alemanno aveva formato con l'obiettivo di fare multe a chi sporca. 
Dice di aver chiuso Malagrotta ma gli impianti di trattamento sono sempre lì, funzionano.
La differenziata è aumentata solo grazie ai provvedimenti presi dalla precedente Amministrazione, dato che gli ultimi Municipi ad entrare in questo sistema di raccolta, hanno iniziato pochissime settimane dopo l'insediamento di Marino a Sindaco.
E da quell'aumento, poi, ci si è fermati. 
In compenso, ha aumentato vertiginosamente i costi di smaltimento: i rifiuti fanno un viaggio premio in Emilia Romagna. A spese dei romani!
Ha fatto infuriare i dipendenti (e pure i sindacati) dicendo che ci sono i sabotatori, che la colpa è del 16-18% di assenteisti, della perfida Albione e del destino cinico e baro!
E dov'è la promessa di spostare gli impianti Ama di Rocca Cencia che emanano un tanfo insopportabile?


Il risultato è sotto gli occhi di tutti: rifiuti, rifiuti, rifiuti. 
Mondezza ovunque. 
Non c'è area, quartiere, strada della città che non abbia la sua piccola Malagrotta privata. 
Non c'è un'ora sola di tregua per romani e turisti dall'olezzo nauseabondo che si diffonde nelle strade.
La minaccia, che suona a metà fra il ridicolo e il patetico, è quella di usare la ghigliottina e far saltare teste. A partire da quella del povero Giovanni Fiscon, direttore generale di Ama, uomo macchina, considerato di area rutellian-veltroniana e passato indenne sotto il quinquennio di Alemanno. 
Del resto, non è che i romani possano chiedere a Marino di tagliare la propria, di testa!

Oggi la promessa è una nuova: entro 10 giorni risolvo il problema rifiuti. Beh, certo, ad agosto si spera che ci siano meno rifiuti: saranno i romani, andandosene in vacanza, a portarli fuori città!


Solo che, per risolvere il problema si torna all'antico.

100 agenti accertatori aveva creato Alemanno. Lui li ha smantellati. E oggi ne ricrea 100.

Alemanno chiedeva un tritovagliatore in più. Lui ha fermato tutto. E oggi chiede un tritovagliatore in più.

Perché mai, poi, un tritovagliatore in più? Se è vero che ci sono i sabotatori, a cosa servirà mai?

Beh, basta leggere Il Messaggero di oggi e si capisce direttamente dalle parole di Marino che smentisce se stesso e i sospetti che ha fatto aleggiare sui sabotatori.

Tradotto: il sistema (che Marino ha creato) non è sufficiente a trattare i rifiuti di Roma. Siamo al limite e un qualsiasi intoppo lo manda in tilt.
Ecco perché ci serve un nuovo tritovagliatore. 
Con buona pace della cultura del sospetto.

Malagrotta chiusa? Sì, certo, come no. I camion continuano ad arrivare e in più, lui, vuole riaprire Malagrotta. Solo che la sposta di 20 metri e le cambia nome. Non più discarica di Malagrotta, ma ecodistretto biodigestore di Ponte Malnome
Se non fosse tragico ci sarebbe da ridere...





Lui, Marino Ignazio, in campagna elettorale pronunciò una frase sibillina: "Farò più io in 100 giorni che Alemanno in cinque anni". Vero: ci sta facendo rimpiangere Alemanno (quello che Miccoli Marco, ex líder máximo del Pd romano, definiva il "peggior sindaco che Roma abbia mai avuto" a dimostrazione che al peggio non vi è mai fine), Veltroni, Rutelli, Darida, Carraro e pure Giubilo! 

venerdì 27 giugno 2014

C'ERA UNA VOLTA L'UFFICIO STAMPA DEL CAMPIDOGLIO

Rutelli, Veltroni e Alemanno, con tutti i difetti del loro operato, almeno un punto certo l'hanno sempre avuto: un ottimo ufficio stampa.

Giornalisti professionisti che non hanno mai guardato l'orologio o il calendario.  
Affiancati da uno staff di personale amministrativo - frutto dell'iniziativa di Rutelli prima e completata da Veltroni poi - di prim'ordine. Quest'ultimo, sicuramente molto politicizzato ma sempre disponibile con ogni Amministrazione.

Eventi su eventi. Citandone solo alcuni - il G8 delle First Ladies con Michelle Obama; svariate visite di Stato, da Gheddafi alla Regina Elisabetta; incontri affollatissimi di stampa con personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport - tutti sono filati lisci. 

Poi è arrivato Marino Ignazio da Genova. Con l'allegro chirurgo sindaco per caso, le cose cambiano. 
Non sarà politica. Ma non è nemmeno Roma. 

Sorvolando sugli scivoloni mediatici a ripetizione - i gay etichettati come "diversi" nella newsletter capitolina, gli errori macroscopici sulla festa del 2 Giugno scambiata per quella della Liberazione o per lo sbaglio sul conteggio degli anni della morte di Matteotti (70 invece che 90), sull'utilizzo della posta elettronica e dei pc dedicati all'attività istituzionale e invece usati per propaganda politica - come non ricordare la figura orrenda di Marino snobbato da Obama e costretto per avere un selfie col Presidente Usa a fargli la posta sotto la scaletta dell'aereo a Ciampino e senza fascia tricolore? O la pessima prova data in occasione del Concorsone? O quella ancor peggiore del caos organizzativo dell'incontro con Renzi?

I bene informati del Campidoglio raccontano che già pochi giorni dopo l'insediamento, lo staff di comunicazione di Marino, guidato dal ben remunerato Marco Girella (un costo complessivo annuo per l'Amministrazione di 170mila 787 e spicci euro contro un costo di 164.743 euro l'anno per il suo predecessore, Simone Turbolente), avrebbe iniziato con la cultura del sospetto.
Guai a chi veniva sorpreso a parlare con esterni, specie se della precedente Giunta. Personale spostato. Uffici depotenziati. Tutto sotto il disperato e sempre più incerto e vacillante ma totalitario controllo del capo politico dell'Ufficio, Girella appunto.

Messo in discussione anche da quelli del PD, Girella, più le cose andavano male, più ha forsennatamente tentato di controllare ogni cosa. Tanto che se fai una telefonata a un amico che lavora o lavorava all'Ufficio Stampa capitolino, ti richiama lui da casa per paura di essere ascoltato.

L'ultima in ordine di tempo è lo spostamento di cinque giornalisti interni dell'Ufficio a compiti amministrativi.

Tanto che l'Associazione Stampa Romana ha diffuso un comunicato di fuoco contro Marino e Girella: "ASR è al fianco dei cinque colleghi giornalisti dipendenti dell'Amministrazione capitolina raggiunti da un provvedimento illegittimo che li sposta dall'ufficio stampa e li mette a disposizione dell'ufficio del personale per assolvere a compiti meramente amministrativi. Un provvedimento che determina di fatto un grave danno alla professionalità dei colleghi e alla loro posizione contributiva previdenziale - scrive l'Asr - Un modus operandi che il sindacato di categoria continuerà a combattere perché lede i diritti e la dignità dei giornalisti che quotidianamente provvedono ad informare i cittadini sull'attività dell'Amministrazione e su quanto accade nella Capitale". L'Asr "condanna fermamente il comportamento tenuto dall'Amministrazione di Roma Capitale nei confronti di questi cinque colleghi. E chiede un incontro urgente al sindaco, Ignazio Marino affinché revochi immediatamente un siffatto provvedimento. I dirigenti dell'Amministrazione capitolina, ad oggi, non hanno trovato una soluzione alla vicenda, nonostante gli incontri tra il vice sindaco Luigi Nieri e l'Asr". L'Asr "tutelerà i colleghi in
tutte le sedi opportune per difenderne diritti e interessi e supporterà tutte le iniziative di protesta che i colleghi decideranno di mettere in atto".

Eppure, l'ultima news piccantina piccantina arriva proprio su Girella. Sempre secondo le voci di corridoio, il buon Marco, al rientro dalle ferie, si è ritrovato senza stanza. E senza preavviso
La stanza serviva a Maurizio Pucci, dal luglio dello scorso anno alla guida dell'ufficio "Promozione, pianificazione strategica e coordinamento attuativo di progetti speciali, per lo sviluppo e valorizzazione della città di Roma e delle sue risorse". E mentre Marco Girella stava in panciolle, gli hanno fatto gli scatoloni e lo hanno sfrattato.

Ora, pare che gli sia stata trovata una nuova collocazione. Ma, i soliti bene informati, raccontano di un Girella smarrito, pirandellianamente in cerca di un tavolo e una sedia.

Con grande goduta - c'è da scommetterci - dei silurati!

domenica 2 marzo 2014

I CONVITATI DI PIETRA

"Salva-Roma"; no, macché, sono soldi dovuti; debiti e deficit, default e "io blocco tutto". 
I giorni della passione nella Capitale hanno dei volti precisi: Ignazio Marino, sempre più solo, isolato, criticato, deriso e in bilico. L'assessore al Bilancio, la Daniela Morgante, e il Commissario straordinario per il rientro dal debito, Massimo Varrazzani. Gianni Alemanno, più o meno chiamato in causa con sempre minor convinzione e con un'aura di riconoscimento postumo. E poi, Renzi, Legnini, Letta Enrico. Lega e 5Stelle.

Ognuno di questi personaggi, come in una farsa, pare recitare un ruolo: il più ingrato di questi, tocca a Ignazio Marino da Genova casualmente sindaco di Roma.

Repubblica e Corriere - impossibilitati a difendere ancora il portatore della fascia tricolore - ormai stanno iniziando a sparare alzo zero e a palle incatenate. I "complimenti" migliori che sono volati verso Marino sono quelli di essere un incompetente e un arrogante. Per i peggiori, rimandiamo agli articoli di Giovanna Vitale e di Maria Teresa Meli.

C'è un però. Mancano un bel po' di nomi all'elenco dei colpevoli, i convitati di pietra.

E sono quelli di tre sindaci e di quegli altissimi funzionari in toga che hanno ricoperto negli ultimi 20 anni il ruolo di Presidente della Corte dei Conti.
E i tre sindaci portano i nomi di Franco Carraro, Francesco Rutelli e Walter Veltroni.
In questi giorni, infatti, si sta "buttando in caciara" la questione del debito. Di quale debito parliamo?

Di quello contratto dal Comune di Roma fino al 28 aprile 2008, vale a dire di quei debiti sottoscritti prima che Alemanno divenisse sindaco

La partita di giro dice che sono 22 miliardi circa di debiti e 10 miliardi circa di crediti: in totale, quindi, il Comune era sbilanciato per 12 miliardi e spicci. 

Abbiamo letto che, fra questi debiti, ci sono quelli per gli espropri necessari a costruire gli impianti per le Olimpiadi del 1960. 
Vero. Verissimo. 
Ma la parte del leone, circa l'85% di questo debito, è stata contratta durante le sindacature di Carraro, Rutelli e Veltroni. E pensare, poi, che soprattutto i primi due hanno goduto pure dei finanziamenti per i mondiali del 1990 e del Giubileo del 2000, mette ancora più paura.

Debiti contratti per fare cosa? 
Ecco, questa è la domanda più importante: sicuramente per accendere i mutui per la metro C. Che doveva essere costruita per il Giubileo del 2000 e che ancora non vede la luce. Opera che assorbe mutui onerosi e i cui costi lievitano, lievitano, lievitano nemmeno come Banderas e i suoi pani. 
Opera che oggi alcuni, Athos De Luca, vorrebbero mettere in discussione quando, a suo tempo, invece, venne presentata come la panacea dei mali di Roma. 
Anche dallo stesso De Luca. 

E poi? Per cosa altro si riuscì a contrarre questi debiti? Certo non per la B1, dato che, all'insediamento di Alemanno, c'erano solo 50 milioni dui 450 necessari a costriure l'opera. Né per il prolungamento della B da Rebibbia a Casal Monastero, di cui si sono perse le tracce.
O per i due prolungamenti della Linea A.

In sostanza, quindi, sarebbe interessante un'inchiesta per capire realmente come sia stato possibile contrarre questo debito e chiederne conto a tutti coloro i quali, Sindaci e Assessori al Bilancio, Ragionieri Generali e Segretari Generali, hanno apposto le loro firme su una condanna a morte della città.

Oltre queste spiegazioni, che sarebbero dovute ma delle quali sui giornali si tace fin troppo volentieri, ci sarebbe da chiedersi: dove stavano le Procure della Corte dei Conti? 
Come mai nessuno dei togati scrisse che Roma stava vivendo al di sopra delle sue possibilità? 
Che stava contraendo debiti che non avrebbe potuto onorare? 
Che, magari, stava utilizzando i fondi per investimenti spostandoli sulla parte corrente e, intanto, contraeva mutui o sottoscriveva contratti derivati con le Banche, per pagare gli investimenti.

Capitolo Alemanno: una collega, brava, competente e intelligente e di sinistra, a domanda risponde: "rimpiango Alemanno per la capacità politica e amministrativa. Certo non per alcuni lestofanti di cui si è circondato. Marino non riesce a fare proprio politica né amministrazione. Non so quale delle due sia meglio".