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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 30 novembre 2018

TUTTI IN FILA PER COSTRUIRE DAVANTI AL NUOVO STADIO



Lo Stadio della Roma è in dirittura d’arrivo ma ancora non ha avuto il semaforo verde finale eppure un effetto sulla città già lo sta avendo: all’Assessorato all’Urbanistica, nelle ultime settimane, si sono affacciati ben quattro gruppi che avevano progetti di sviluppo edilizio nel quadrante Tor di Valle-Magliana fermi nei cassetti almeno dal 2008 se non addirittura da prima.
È vero anche che l’asse Eur/Ostiense in direzione Fiumicino è forse l’unica area libera dove Roma può svilupparsi: la zona della Laurentina/Ardeatina è stata gravata di un vincolo ambientale dalla Soprintendenza statale durante la sindacatura Alemanno. Più oltre, girando sul Raccordo, il confine comunale di Roma è prossimo: i comuni Ciampino, Tivoli, Guidonia sono di fatto a un tiro di schioppo dal GRA. Più a nord altri parchi naturali: Marcigliana e Vejo e immensi problemi geostatici, come hanno dimostrato i difficoltosi lavori per la terza corsia del Raccordo in zona Cassia.
Fatto sta che immediatamente al di là del Tevere, di fronte proprio all’ansa di Tor di Valle dove sorgerà lo Stadio della Roma, erano fermi almeno da un decennio quattro progetti. Due per alloggi e due per uffici e negozi. E, dettaglio da non sottovalutare, uno di questi due complessi per uffici e negozi, quello di Valle Luparetta, è di Salini, ad oggi fortemente indiziato come il futuro costruttore delle parti private del progetto giallorosso, quindi  proprio Stadio, Nuova Trigoria e aree commerciali, e gli uffici. 
Una voce, questa su Salini, ufficialmente mai confermata ma con contatti che vanno avanti almeno da un biennio e che, nell’ultimo periodo, secondo Radio Trigoria, avrebbero avuto un discreto balzo in avanti. Quindi, se non è ancora ufficializzato che sarà Salini a tirar su lo Stadio, è pur vero che lo stesso Gruppo si sta muovendo in Campidoglio. Tra l’altro, mentre negli anni scorsi era stata avanzata la richiesta di variazione urbanistica del progetto di Valle Luparetta da uffici e negozi ad abitativo, proprio nelle scorse settimane il Gruppo Salini avrebbe formalizzato in Comune la volontà di rientrare all’interno delle previsioni del Piano Regolatore che, nel 2008, aveva riconosciuto ufficialmente il programma si sviluppo urbanistico.
Nel frattempo, mentre il Politecnico di Torino procede nell’esame della viabilità con una costante interazione con il Campidoglio, filtrano aggiornamenti sullo stato dell’iter del progetto Stadio vero e proprio. Il lavoro degli uffici capitolini dell’Urbanistica sulle osservazioni presentate alla variante urbanistica è praticamente concluso e, confermando quanto già Il Tempo aveva anticipato nei mesi scorsi, l’orientamento è quello di utilizzare il verbale della Conferenza di Servizi per le risposte dell’Amministrazione. In sostanza, anche in considerazione del tipo di osservazioni presentate che sono più sul progetto e uguali a quelle presentate in Conferenza che sulla variante urbanistica vera e propria, il Comune finirà per rigettarle tutte adducendo come motivazione quanto deciso dalla Conferenza stessa. Chiaramente la parola finale spetterà al Consiglio comunale ma difficilmente i consiglieri, su un tema così complesso e delicato, si discosteranno dalle indicazioni fornite dagli uffici stessi. 

sabato 16 giugno 2018

STADIO, CAOS OSSERVAZIONI MA PER IL CAMPIDOGLIO È TUTTO OK


Secondo il Campidoglio ne risultano pervenute 31 ma le osservazioni sulla variante urbanistica dello Stadio della Roma sono molto più numerose. Ad esempio, sotto il numero di protocollo QI98382, a firma di Francesco Sanvitto - l’architetto animatore del Tavolo della Libera urbanistica, già attivista 5Stelle scomunicato direttamente da Beppe Grillo in persona a fine febbraio 2017 - ne sono racchiuse ben 21 che vanno dalle oramai note questioni procedurali (il doppio voto in Consiglio comunale) a quelle più squisitamente tecniche, come l’iter di rimozione dei vincoli idrogeologici.
Anche Italia Nostra, che ne ha protocollate due, in realtà le Osservazioni sono 14. C’è poi il piccolo giallo di quelle presentate da Carte in Regola: 8 osservazioni inviate con posta certificata che, però, non risultano inserite nell’elenco del Comune. Una svista, certamente. 
Insomma, più che 31, quindi, il computo finale è decisamente più consistente ed è probabile, a questo punto, che gli uffici del Dipartimento Urbanistica impieghino tutti i 30 giorni che la legge assegna loro per predisporre le risposte tecniche da portare, poi, al voto in Aula Giulio Cesare. 
Da rimarcare, poi, la presentazione di una “osservazione/opposizione” a firma di Paolo Berdini, l’ex assessore della Giunta Raggi che è il principale ispiratore delle scelte seguite dalla Giunta Raggi in tema di taglio delle opere pubbliche per tagliare le cubature concesse a compensazione. 
Scrive Berdini nella sua Osservazione: “Il progetto per la realizzazione dello Stadio della Roma non prevede più la realizzazione del ponte carrabile di collegamento con l’Autostrada per l’Aeroporto di Fiumicino. Le normative vigenti in materia di sicurezza della collettività e la stessa prassi consolidata, obbligano come noto alla sussistenza di vie di fuga plurime. Lo stadio conterrà 55 mila utenti che sulla base del progetto presentato dovranno in caso di emergenze dirigersi tutti verso un unico asse stradale di fuga, peraltro sottodimensionato”.
Eppure è stato lo stesso Berdini, da assessore, a lavorare per tagliare le cubature. Il 21 ottobre 2016, pienamente in carica, intervenendo a Radio Roma Capitale, Berdini disse: “Sono contrario all’aumento di volumetrie spaventoso dato dalla giunta Marino in cambio di opere pubbliche. Non capisco perché noi dobbiamo pagare per delle opere inutili”. Specificando, poi, sul Ponte di Traiano: “sarà costruito a meno di un solo chilometro dal ponte dei Congressi. Sarà un doppione e non capisco perché noi dobbiamo fare un altro ponte, che poi lo paghiamo in cubatura”. Concludendo con: “Togli, togli, togli alla fine si arriva solo a quello che dicevo prima, cioè facciamo solo lo stadio. Perché tutte l’altre opere o ce l’abbiamo o non si possono fare”.
Oggi, con una coerenza evidentissima, Berdini conclude: “il comune di Roma vuole accettare una proposta che costringerebbe decine di migliaia di persone e di automobili a dover usufruire di un’unica direttrice di fuga. È un’ipotesi scellerata e inaccettabile per il rispetto che si deve alla popolazione che assisterà agli eventi sportivi”.