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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 23 settembre 2020

ARRIVANO LE CARTELLE PAZZE TARI

 


l Comune tenta il colpaccio e prova a incassare tariffe rifiuti non dovute e i sindacati sono sul piede di guerra causa aumenti di stipendi a dirigenti, funzionari, quadri, insomma a tutti tranne che a chi i rifiuti li raccoglie davvero. Non bastassero le querelle antiche fra l’Amministrazione Raggi e i management aziendali che si sono succeduti (e caduti) dal 2016 a oggi sempre sulle stesse questioni di soldi, il quadro Ama olezza come le strade della città.
Punto primo: Tari non dovuta. Denunciano i capigruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Fabrizio Ghera, e in Campidoglio, Andrea De Priamo: “In questi giorni si stanno recapitando ai cittadini cartelle pazze Tari che terrorizzano gli utenti con importi che includono gli arretrati anche oltre i cinque anni. L’obiettivo è quello di spingere al pagamento immediato coloro che non sanno che per legge, dopo un quinquennio si considerano prescritti i versamenti non effettuati. Una mancanza di trasparenza che sembra mirata a massimizzare le entrate, anche considerando che il Comune di Roma non risponde alla richieste di rateizzazione inoltrate dai cittadini”. Precisano poi i due meloniani: “Ama è estranea alla vicenda che è tutta di Roma Capitale che sta riesumando un file di pendenze Tari pluriennali pregresse”.
Capitolo sindacati e aumenti di stipendi. Da mesi i giornali denunciano una serie di aumenti che Ama sta più o meno occultamente concedendo a pioggia a dirigenti, funzionari e quadri. L’Azienda ha sempre smentito, molto maldestramente, questi aumenti con delle immense supercazzole. Stavolta la denuncia parte dai sindacati. Scrive Alessandro Bonfigli, segretario regionale della Uilt: “Nell’ultimo incontro con Ama, dopo le svariate richieste di delucidazioni sull’erogazione di aumenti di stipendio corrisposti recentemente ad alcuni funzionari e dirigenti e nelle scorse settimane anche ai capo area (cioè impiegati tecnici che dovrebbero garantire l’organizzazione della pulizia della città), Ama conferma l’erogazione di tali incrementi economici giustificandosi di aver dato risposta attraverso propri comunicati stampa. I lavoratori operai idonei a tutti i servizi soni rimasti in 3800-4100, se consideriamo anche i parzialmente idonei. A costoro viene chiesto di fare praticamente tutto: raccogliere i rifiuti, spazzare le strade, coordinare le operazioni, dare spiegazioni ai cittadini, condurre gli automezzi. Invece di incentivare gli operai che non percepiscono un centesimo dall’operazione Giubileo si preferisce discutere di officine, mobilità del personale verso altri municipi e lavoro domenicale. Non una parola su obiettivi, miglioramento dei servizi erogati, performance raggiunte dai capo area e dirigenti promossi in una fase di gravissima congiuntura finanziaria”.



giovedì 27 agosto 2020

PORTONACCIO, LA FERMATA DEL DEGRADO

C’è un immagine che condensa in un solo scatto il fallimento grillino: i rifiuti accumulati dietro la fermata Atac 81728 di via di Portonaccio, angolo via Tiburtina.
Mentre la gente aspetta, spesso per le mezze ore, il 409 o il 545, si leva un odore misto di bruciato e decomposizione. Le immagini si limitano solo ai rifiuti: la fermata, però, è anche circondata da un’arena tropicale di piante mai potate. 


martedì 11 agosto 2020

IL QUINQUENNIO DI “SUCCESSI” DI VIRGINIA RAGGI


Il quinquennio di Virginia Raggi e dei 5Stelle in Campidoglio si può sintetizzare in tanta (scadente) propaganda e paralisi del Comune.
La prima cosa che emerge è proprio il fermo totale di tutte le principali attività della macchina capitolina: da quelle ordinarie a quelle straordinaria.
L’accelerazione degli ultimi giorni sullo Stadio della Roma è solo un palliativo elettorale che segue un quadriennio di inerzia. Come per Tor di Valle, l’incapacità decisionale dei grillini - persi in discussioni interne senza fine e senza costrutto in ossequio al principio dell’uno vale uno che si trasforma in un’impasse infinita - si è riverberata direttamente su tutte le grandi opere che sono al palo. Ferma la metro C che ha accumulato, di fatto, un ritardo di lavorazione pari esattamente al mandato pentastellato. Azzerato il prolungamento della B da Rebibbia a Casal Monastero, opera di cui si sono perse le tracce. Come per la metro D, ripescata dal cilindro poche settimane fa ma solo a livello di annunci. Scomparsi dai radar: la Città dei Giovani, le Torri dell’Eur, le caserme di via Guido Reni, la Raggi si è concentrata sulle due opere più inutili della storia: le funivie, strappate al nulla dalla necessità di imporre una traccia del passaggio dei grillini a Palazzo Senatorio. 
Lo stesso percorso delle grandi opere - tentennamenti e ripensamenti - lo si vede nella composizione della Giunta che ha cambiato un enorme numero di assessori. Un’invasione di “stranieri” che di Roma conoscono poco o niente ha preso possesso delle stanze del Campidoglio, arrivati tutti accompagnati dalla fanfara e ripartiti dopo qualche mese fra le polemiche: prima degli attuali ci sono stati tre assessori al Bilancio; due alle Partecipate, due al Commercio, uno ad Urbanistica, uno a Lavori pubblici, uno alla Mobilità, una alle Politiche sociali, una al Patrimonio. A questi va sommato l’assessorato alla Semplificazione, soppresso. Più il caos rifiuti.
Gli assessori all’Ambiente sono cambiati tanto quanto i manager di Ama. Il risultato finale è sotto gli occhi e i nasi di tutti i romani: chiacchiere a parte buone solo per intasare le caselle email dei giornali, Ama è arrivata al limite. I rifiuti restano in strada per settimane ovunque: al centro e in periferia, dove c’è il porta a porta spinto e dove ci sono i cassonetti. Il Piano rifiuti della Regione - usato come alibi dai 5Stelle dal 2018 - per quando non convincente ora è approvato. La Raggi ha rinnegato la prima parte del verbo grillino finendo per indicare Monte Carnevale, di fronte a Malagrotta da cui dista poco più di un km in linea d’aria, come sede della discarica di Roma. Ma, tempi tecnici a parte, la città è preda delle crisi dei rifiuti che con cicli sempre più ravvicinati fra loro e più lunghi nella durata stanno rendendo la Capitale un letamaio maleodorante. 
E con i rifiuti, si accompagna il verde: aiuole stile giungla, alberi che crollano per totale assenza di manutenzione e un monitoraggio che, a ogni crollo, ci viene propinato come fosse la panacea. 
Terzo settore in crisi, quello del trasporto pubblico. La propaganda grillina gira tutta attorno al concordato: un congelamento dei debiti, di cui solo una piccola parte viene pagata e, per il resto, un’Azienda che si tiene in piedi solo grazie alle sovvenzioni (sotto varie forme) pubbliche. Anche qui, chiacchiere a parte, siamo a 18 bus flambé nel 2020, metropolitane che hanno già fatto perdere ai romani oltre 17 giorni di tempo e management i quali, analogamente ad Ama, saltano come i tappi a capodanno. 
E questa lunga serie di “successi” della Giunta Raggi ha anche un’immediata eco in Consiglio comunale dove da ormai molto tempo, la maggioranza grillina è tale solo sulla carta riuscendo a mala pena a tenere il numero legale. Le sconfitte elettorali nelle urne - Politiche, Regionali, suppletive dei Municipi - si vedono anche in Aula Giulio Cesare dove i rapporti fra i consiglieri sono sempre più tesi.  

mercoledì 5 agosto 2020

ARRIVANO LE ELEZIONI E AMA ASSUME


Una mancia elettorale: 225 assunzioni in Ama entro il 2020, a pochi mesi dalle elezioni comunali, sembrano più un modo per dare il contentino ai sindacati e non avere troppe grane sotto elezioni piuttosto che un vero piano per far uscire l’azienda dal caos in cui l’hanno gettata i due anni e mezzo di Ignazio Marino e i quattro di Virginia Raggi.
Per l’impiantistica, “viste le difficoltà di questa fase e la mancanza di un piano industriale” se ne riparlerà nel 2021: le cose più rilevanti per evitare il caos e i miasmi che anche ad agosto allietano le narici dei romani rimasti a Roma saranno trattate dal prossimo sindaco.
Accordo sottoscritto fra Azienda e organizzazioni sindacali: per il 2020 si assumono 225 operai di zona, 40 meccanici e 20 operatori cimiteriali. 
Per l’impiantistica, appunto, se ne parla nel 2021. Sindacati, tutto sommato, contenti: “ci sono voluti oltre 10 anni, due scioperi, decine di picchetti e assemblee cittadine, centinaia di assemblee sui posti di lavoro ma alla fine Ama potrò tornare ad assumere”, scrive in una nota Cgil funzione pubblica di Roma e Lazio.
Contemporaneamente, nel solco della migliore tradizione del rinvio, si aprono ben quattro tavoli di confronto: lavoro domenicale; riorganizzazione delle officine; rimodulazione dell'orario di lavoro; riorganizzazione del servizio.
Insomma, i veri problemi si accantonano e si destinano, nella migliore delle ipotesi, ai soliti tavoli di confronto mentre ci si dedica alle assunzioni che, sotto elezioni, sono sempre un bel viatico. 

PARISI: “IL PIANO RIFIUTI NON RISOLVE NIENTE”


Durante la campagna elettorale nel 2018 ci siamo impegnati a chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno della regione Lazio entro il 2019, bastava attivare tutti gli impianti autorizzati dal Piano Polverini”. 
Stefano Parisi, consigliere regionale del Lazio, era il candidato alla Presidenza nelle elezioni 2018, arrivato poco dietro Nicola Zingaretti.  
Consigliere, per “chiusura del Piano” intende l’autosufficienza del Lazio nella gestione del ciclo rifiuti? 
Sì, intendo quello. L’emendamento che ho proposto e che è stato approvato prevede la chiusura del ciclo dei rifiuti entro il 2025 come primo obiettivo del Piano”.
Parisi, il Piano manca dell’impiantistica per la chiusura del ciclo sull’indifferenziato. 
Già. Loro dicono: entro il 2025 raggiungeremo il 70% di raccolta differenziata. Totalmente irrealizzabile. Se anche fosse realizzato questo obiettivo comunque avremmo 500mila tonnellate da portare fuori dalla Regione. È un Piano che non risolve niente. Una valanga di piccole misure sul compostaggio da fare nel giardino di casa”. 
Pochi giorni fa il progetto Ama di un impianto di compostaggio aerobico a Cesano ha ottenuto l’assenso con prescrizioni alla Valutazione di Impatto ambientale ma la Lega si è schierata con i Comitati della protesta. 
La Lega è a favore dei termovalorizzatori ma poi su un semplice impianto di compostaggio si mette contro. Per noi nel Lazio serve un secondo impianto di termovalorizzazione, oltre a quello di San Vittore del Lazio, altrimenti l’obiettivo che il Consiglio ha approvato, di chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno della regione entro il 2025, non è realizzabile. C’è però una parte di Fratelli d’Italia che è totalmente contraria. Questa è la contraddizione del centrodestra”.  
Dunque avete proposto un secondo termovalorizzatore.  
Si, ma difficilmente passerà anche se ci sono settori anche della maggioranza favorevoli. Ma Zingaretti oramai ha consegnato la Regione, come il Governo, alla subalternità ai 5Stelle. La verità è che su questi temi la politica ha paura di guidare la Regione verso la modernità”. 

martedì 4 agosto 2020

VIA LIBERA ALL’IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO AMA A CESANO


Arriva, con numerose prescrizioni, la valutazione di impatto ambientale (Via) all’impianto di trattamento per i rifiuti umidi progettato da Ama e da realizzarsi a Cesano, nel territorio nel XV Municipio.
Il progetto è stato presentato in Regione da Ama a inizio marzo 2018 e ha subito un iter al quale hanno preso parte: l’Agenzia regionale di Protezione ambientale del Lazio, la Asl, svariati dipartimenti del Campidoglio, comprese le sue aziende agricole e il XIII Municipio, il Comune di Anguillara Sabazia, l’Enea e sei diversi Comitati e Associazioni più o meno contrari al progetto. 
Alla fine, la Via viene accordata con un totale di 71 fra prescrizioni e osservazioni
Il progetto prevede di realizzare un “impianto di recupero di rifiuti urbani biodegradabili provenienti da raccolta differenziata mediante compostaggio (bio-ossidazione aerobica)” ed è stato proposto da Ama.
L’impianto dovrebbe sorgere in località via della Stazione di Cesano in un’area al di fuori del GRA, localizzata nel territorio del Municipio Roma XV a ridosso del confine con i comuni di Anguillara Sabazia, Campagnano di Roma e Formello. In totale di tratta di un’area di 68mila metri quadri.
L’impianto dovrebbe produrre “compost” attraverso un processo che stabilizzi i rifiuti organici mescolati con materiale di origine lignea.
Dal punto di vista biologico la frazione più problematica proveniene dalla raccolta differenziata (scarti di cucina, scarti mercatali)”, si legge nella Via. Il processo si svolge in tre fasi: miscelazione e pretrattamento; ossidazione delle sostanze organiche e loro stabilizzazione e, infine, maturazione del composto. 
In totale il nuovo impianto avrà una capacità di trattamento totale di 60mila tonnellate annue, di cui 50mila proverranno dai rifiuti organici e 10mila dal materiale di origine lignea che non è classificato come rifiuto.
Stando alle tabelle inserite nella Via, l’impianto potrebbe assorbire rifiuti organici per 111 kg annui per abitante, pari a quelli prodotti annualmente da circa 450mila abitanti, più o meno corrispondenti ai residenti nei Municipi III, XV e parte del XIV.   


Il progetto prevede la costruzione di un capannone di oltre 17mila metri quadri di superficie dove saranno trattati i rifiuti organici mentire “i rifiuti verdi (quelli di origine lignea, ndr) saranno invece stoccati e trattati al di sotto di una tettoia dedicata contigua al capannone di lavorazione dotata di pavimentazione industriale e rete di raccolta dei percolati”.
Per evitare i miasmi generati durante la fase di ossidazione (che sviluppa calore) “il capannone, all’interno del quale verranno effettuate tutte le operazioni di trattamento dei rifiuti organici sarà tenuto in costante depressione al fine di evitare emissioni fuggitive. L’aria estratta sarà avviata ad un sistema” di filtri “della superficie di circa 1.768 mq”.
Il risultato dopo i 90 giorni di maturazione sarà un “compost stabile ed utilizzabile come ammendante (fertilizzante) in campo agricolo”.
Ovviamente monta la protesta dei vari comitati del no assieme ai quali si schiera la Lega al Consiglio Regionale del Lazio. Una protesta politica miope che non arriva a cogliere la necessità di dotare Roma di impianti sulla differenziata: la città è sommersa dai rifiuti e il sistema di riciclo è al collasso. 

FDI: “RACCOLTA RIFIUTI FERMA PER RIMPALLI RESPONSABILITÀ”


Mentre la Lega soffia sul fuoco della protesta dei vari comitati del “no” all’impianto di compostaggio Ama di Cesano che ha ottenuto l’ok con prescrizioni alla Valutazione di Impatto ambientale, l’altra gamba del centrodestra, Fratelli d’Italia, elabora una serie di proposte sul Piano Rifiuti 2019-2025 in discussione in questi giorni alla Pisana per l’approvazione finale. 
In una Capitale sommersa nuovamente dai rifiuti - servono a poco le chiacchiere mediatiche di Ama: la raccolta è nuovamente ferma - secondo FdI le criticità che si registrano a Roma derivano “principalmente dalla assenza di un piano rifiuti regionale e dal continuo scontro istituzionale ed il rimpallo di responsabilità tra il Presidente Zingaretti e il Sindaco Raggi”. Mancano una “strategia in materia di politiche dei rifiuti”, “investimenti per il potenziamento della raccolta differenziata e per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento delle diverse frazioni di rifiuti”.
Il Piano Rifiuti in approvazione, poi, manca di un “quadro economico degli investimenti regionali da destinare al raggiungimento dell’autosufficienza gestionale e impiantistica” e contiene “previsione di obiettivi irrealistici a fronte delle misure programmate”, in particolare, sull’idea del Piano che nel 2025 si raggiunga il 70% di differenziata.
Il partito della Meloni identifica com’è possibili strategie: il potenziamento della differenziata porta a porta, un sistema di cauzioni sul vetro e sulla plastica (il vecchio “vuoto a rendere”) con incentivi economici e accordi con la media e grande distribuzione per la creazione di centri di consegna dei vuoti. Per l’impiantistica, inoltre, occorre “privilegiare la gestione pubblica degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti nel quadro della strategia tendente “verso rifiuti zero”; favorire la realizzazione di impianti di compostaggio - non meno di 4 impianti di compostaggio per Ambito di Roma – prescrivendo che gli stessi siano realizzati di piccole dimensioni; sostenere economicamente la realizzazione di impianti di compostaggio domestico e di comunità con la previsione di una sostanziale riduzione della tariffa dei rifiuti per cittadini ed imprese al fine di incentivarne il ricorso e di ridurre la produzione di rifiuti”
Poi, ancora, la semplificazione delle procedure per le autorizzazioni degli impianti, assicurando tempi certi alle imprese e agli operatori del settore; il sostegno alla realizzazione dei centri di raccolta comunali; incentivare la realizzazione dei centri di raccolta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti RAEE) e avviare studi epidemiologici sulla popolazione residente nei territori interessati da impianti e discariche.

sabato 4 luglio 2020

CAOS AMA: NIENTE BILANCI E RIFIUTI IN STRADA. RICAPITALIZZAZIONE IN VISTA E CONSULENZE D'ORO


Non si approvano i bilanci da tre anni, la raccolta dei rifiuti è di nuovo al collasso, ma Ama e il suo Amministratore Unico, Stefano Zaghis, riescono a trovare il tempo e quasi 40mila euro per elargire un “affidamento per l’ideazione dell’immagine coordinata delle sedi, delle isole ecologiche e degli elementi per la raccolta dei rifiuti solidi urbani”. Peraltro, ad un collega dello stesso Zaghis in Ferrovie dello Stato.



A Castel Giubileo (III Municipio) da oltre una settimana Ama non ritira più i rifiuti porta a porta
Da settimane - a parte la solita scadente propaganda aziendale - la situazione della raccolta rifiuti è sotto gli occhi di tutti. In alcune zone, come Castel Giubileo e Settebagni (III Municipio) Ama non si vede da giorni e le strade sono invase di rifiuti. Sui social si moltiplicano le foto e i video si cumuli di spazzatura sotto i condomini e nelle vie: non c’è praticamente più un quartiere che sia pulito (ammesso che lo siano mai stati). 
I sindacati sono sul piede di guerra: “Adesso il Comune si è preso fino a fine luglio per esaminare il piano tariffe”, spiega Alessandro Bonfigli (Uil) che aggiunge: “Ci sono 250 persone oggi in cassa integrazione che senza piano assunzionale rimarranno a spasso perdendo il lavoro. Il Piano assunzionale è sul tavolo da mesi ma senza che il Comune a 5Stelle prenda una decisione. Ora un mese per vagliare il piano tariffe. Così non se ne esce”.
Però, mentre l’Ama arranca sempre più, con i Sindaci revisori dei conti Ama sull’uscio, il Campidoglio si sta preparando a ricapitalizzare l’Azienda
Insomma, dopo quattro anni di cura Raggi, il fallimento è dietro l’angolo e per evitarlo servono soldi pubblici. 
Spiega una nota Ama: “Il direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti, aprendo a questa possibilità, nel corso di una seduta della commissione Trasparenza, ha lasciato intendere che il capitale sociale dell'azienda (attualmente stimato in circa 182 milioni di euro) potrebbe finire sotto il limite di legge di 50mila euro (condizione per la ricapitalizzazione), e quindi con il patrimonio azzerato (attualmente vale 285  milioni di euro circa), al termine della maxi-partita di riconciliazione tra  crediti e debiti tra municipalizzata e socio che vale 1,1 miliardi di euro e avrà fine il 31 luglio”.
Mentre il Campidoglio apre il portafogli, Ama non si fa mancare nulla: il 2 dicembre, per 39mila 520 euro (stranamente appena 480 euro sotto la soglia che obbliga alle gare d’appalto) Zaghis richiede a un suo ex collega in FS, l’architetto Marco Tamino, di presentare un’offerta, prontamente accolta, per “progettare e sviluppare gli aspetti relativi necessari ad ottenere un’immagine innovativa coerente con i luoghi di utilizzo, al dimensionamento e all’ottimizzazione tecnico-realizzativa, anche attraverso l’impiego di tecnologie e materiali innovativi dei contenitori (cestini) per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e delle domus ecologiche”
I cassonetti saranno pure stracolmi ma almeno avranno un’immagine innovativa. 



giovedì 2 luglio 2020

NIENTE PIÙ CDA A 3 POSTI, ATAC AVRÀ UN SOLO CAPO


La nomina di Giovanni Mottura alla guida di Atac segna un’inversione di rotta nella governance delle partecipate, confermando, dopo quella di Stefano Zaghis in Ama, il ritorno all’Amministratore Unico in luogo dei Consigli di Amministrazione a 3 posti.
Nel 2017 la Giunta Raggi, sfruttando la possibilità offerta dalle norme nazionali sulle società partecipate, decise di utilizzare il Consiglio di Amministrazione a 3 membri per le principali controllate capitoline: Atac, Ama, Risorse per Roma, Æqua Roma, Roma Metropolitane, Roma Servizi per la Mobilità e Zétema.
Leggendo le carte dell’epoca, la decisione era dovuta alla “sussistenza delle ragioni di complessità organizzativa e gestionale” ed era stata presa "sulla base di indicatori qualitativi e dimensionali”.
Tant’è che per Atac, la Raggi ritenne che “la molteplicità, l’articolazione e la complessità dei servizi erogati da Atac” fosse necessario un “organo amministrativo della società” in grado di gestire “ambiti di competenza non assumibili dalla figura dell’Amministratore Unico. Infine un organo amministrativo composto da tre membri offre garanzie di una efficace governance, in relazione alla modalità di assunzione delle deliberazioni, nonché in ordine all’effettività degli strumenti di controllo, nel necessario coinvolgimento del Collegio Sindacale chiamato a partecipare alle sedute del Consiglio di Amministrazione”. Insomma, sfrondando dal burocratese, uno da solo non poteva farcela.
Appena tre anni dopo - la delibera Raggi che sceglieva i CdA è proprio di fine giugno 2017 - dietrofront e passo di corsa: “Si ritiene che nell’attuale fase di vita della società l’organo amministrativo debba essere costituito in forma monocratica” secondo la parte generale delle norme nazionali sulle partecipate e “in deroga alla delibera 137/2017”. Il perché viene evidenziato poco dopo: “ciò in quanto si favorisce il diretto ed immediato ricordo dell’organo amministrativo della società con l’Amministrazione capitolina”. 
Insomma, secondo qualche maligno si avvicinano le elezioni e un fronte importante come Atac va tenuto sotto strettissima sorveglianza.


sabato 30 maggio 2020

"ZOZZONI", MENO DI 5 MULTE AL GIORNO


Meno di cinque multe al giorno: questo il faraonico bottino che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha presentato alla stampa e ai social network per testimoniare la lotta del Campidoglio agli “zozzoni” con la campagna #scaricalincivile
Dal 2019 a oggi, il Sindaco parla di circa 2.400 verbali elevati con l'utilizzo di fototrappole, una media di 4,6 multe al giorno.
A margine della conferenza stampa, la Raggi annuncia la reiterazione dell’ordinanza per vietare i sacchi neri e la collaborazione del Comune nell’indagine della Procura di Roma sulla discarica di Monte Carnevale decisa dalla Raggi. E durante l’incontro, la Raggi ha mostrato un video, stile “Person of Interest”, con le immagini di sei o sette casi di abbandono di rifiuti riprese dalle telecamere. Spesso con gli “zozzoni” che finivano di sporcare aree già ridotte a discarica attorno ai cassonetti. 
Nel carnet del "successo" del Campidoglio anche 50 automezzi sequestrati e sanzioni per 600mila euro. 
Commentando il filmato, la Raggi ha detto: “Queste immagini fanno male. Ma chi sono gli zozzoni? Sono una minoranza di cittadini che fa un errato conferimento della spazzatura o che butta rifiuti ingombranti ai cassonetti. Poi ci sono gli svuota cantina abusivi, i 'pendolari' dei rifiuti, e le associazioni criminali. Non possiamo permettere che questi zozzoni continuino a sporcare la città e per questo continueremo a lavorare in maniera serrata facendo i controlli e usando le fototrappole. La lotta agli zozzoni non si ferma”.
Un paio d’ore dopo la conferenza stampa della Raggi - cui hanno preso parte anche Valeria Allegro, delegata per i Rifiuti; Roberto Di Palma, consigliere comunale e membro della Commissione Ambiente; e Giancarlo Cori, funzionario responsabile Nucleo Ambiente e Decoro Polizia Locale - quasi in una sorta di contrappasso, Ama diffonde una nota in cui annuncia il ritrovamento dello “scheletro di un vecchio natante in via Carlo Tranfo (IV Municipio) e di una pagaia in via Usai (VI Municipio)”.
Già nei giorni scorsi, l’Azienda dei rifiuti aveva, con cadenza quasi quotidiana, lamentato il ritrovamento di una serie di rifiuti ingombranti abbandonati: divani in via Principe Eugenio all’Esquilino e in via Vacuna al Tiburtino, un frigorifero in via Tuscolana, materassi a Ponte Milvio, un’affettatrice a Vigna Murata, più svariate tonnellate fra calcinacci e, pneumatici. 
Insomma, la tanto decantata campagna anti zozzoni - quella di Ama con le immagini dei monumenti storici di Roma deturpati da un rifiuto abbandonato e quella del Campidoglio fatta di un appello alla denuncia da parte dei cittadini - se funziona, funziona poco e male. 


venerdì 29 maggio 2020

MULTISERVIZI, ACCORDO LONTANO



Botta e risposta fra la Uil e Ama: ieri, in calendario, era stata fissata una riunione fra l’Azienda e le Organizzazioni sindacali per discutere del piano assunzionale. 
In ballo c’è soprattuto il salvataggio dei 270 lavoratori del consorzio che comprende Roma Multiservizi e che dovevano occuparsi della raccolta dei rifiuti delle utenze non domestiche.
La Uil denuncia: “La riunione era stata promossa dall'amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis, e dal direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti - spiega il coordinatore regionale UIltrasporti, Alessandro Bonfigli - ed è saltata per colpa di Zaghis, che ha comunicato verbalmente il differimento ancora volta di questo incontro per motivi non ascrivibili alla situazione emergenziale delle quattro aziende cambiando le regole delle sane relazioni industriali”.
E il bello è che “ieri mattina alle 10 erano presenti anche il direttore del Personale e quello tecnico di Ama che sono rimasti spiazzati anche loro”.
Secondo quanto racconta Bonfigli, Campidoglio e Ama si erano fatti garanti dell’incontro e, alla fine, hanno disatteso questo impegno che “investe in modo diretto i 270 lavoratori di Multiservizi”.
Abbiamo contattato il dg del Comune, Giampaoletti, che, però, era “impegnato in una conference call con altre 94 persone” e, quindi, impossibilitato a rispondere. 
A stretto giro arriva la risposta di Ama: “è stato rinviato per motivi non imputabili ad Ama il tavolo di confronto tra azienda e OO.SS.
previsto per oggi e avente per oggetto il piano di assunzioni e la vicenda Multiservizi. Il differimento è stato inevitabile vista la non disponibilità di alcune Organizzazioni a partecipare all'incontro assieme ad altre sigle e alla conseguente richiesta di convocazione di tavoli separati”. Insomma, secondo Ama c’è una lotta fra sindacati alla base del rinvio. 
Mi stupisce leggere ricostruzioni fantasiose circa una presunta indisponibilità a partecipare al tavolo per discutere del piano assunzioni, attribuita a me e ad Ama dal coordinatore regionale di Uiltrasporti - spiega Zaghis - A fronte della richiesta delle altre Organizzazioni sindacali di convocare incontri separati, formalizzata solo pochi minuti prima rispetto a quello già calendarizzato per stamattina, abbiamo infatti provveduto a programmare nella stessa mattinata due tavoli distinti. A fronte di ciò è stata però la stessa Uiltrasporti a chiedere una nuova convocazione in altra data. Di tali comportamenti è stato avvisato il Prefetto e il Sindaco di Roma”.



mercoledì 27 maggio 2020

IN CODA PER GETTARE I RIFIUTI INGOMBRANTI

Grandi code per andare a gettare i rifiuti ingombranti nei centri di raccolta: fra pezzi accumulati durante la quarantena, un centro (su 13) ancora chiuso, quello del II Municipio all’Acqua Acetosa, orari di apertura ancora ridotti, chi decide di andare a buttare divani o elettrodomestici, computer o sfalci di erba deve mettere in contro tanta pazienza e molto tempo in coda. 
Il rovescio della medaglia lo consegnano alle cronache le note stampa diffuse da Ama. 
Il 14 maggio sembrava che ci fosse una festa: “20mila accessi e 2.400 tonnellate consegnate” con tanto di avvio di campagna di comunicazione contro l’abbandono dei rifiuti ingombranti in strada, quella con il divano davanti al Colosseo o il frigo a Fontana di Trevi. Certo, la nota Ama, accorpando numeri e giorni, sembrava fornire un quadro quasi esaltante ma facendo le opportune divisioni veniva fuori una misera consegna di un tostapane a testa.
E subito dopo, il 18, la giaculatoria con divano e libri ; il giorno dopo, 126 tonnellate di ingombranti abbandonate (e raccolte) in strada; il 21 ancora nota su materassi e divani abbandonati all’Esquilino, Fidene e Primavalle. Giorno successivo, è il turno di un’affettatrice lasciata in strada a Vigna Murata; il 23 raccolte 150 tonnellate di masserizie varie; nel fine settimana è il turno di un bidet, mobili e calcinacci.
Insomma, tante buone intenzioni con la campagna contro i rifiuti abbandonati ma poca efficienza nei centri di raccolta: unite agli zozzoni e il risultato è il solito abbandono della città. 
La scarsa efficienza è data anche dai numeri di Ama: in 22 giorni, dal 4 maggio, sono 40mila i romani che si sono recati negli 11 centri di raccolta aperti: media di 165 romani al giorno per centro. “Per garantire la salute dei lavoratori e, allo stesso tempo, consentire ai cittadini di poter conferire in sicurezza i materiali ingombranti, le modalità di accesso alle strutture, tutte sottoposte a sanificazione prima della riapertura (e con interventi di igienizzazione che procedono anche in questi giorni), sono stringenti e contingentate e consentono l’ingresso di una sola autovettura per volta. Gli ingressi inevitabilmente scaglionati possono provocare il protrarsi dei tempi di attesa per usufruire del servizio”, spiega l’Azienda che ricorda come sia “attivo anche il servizio gratuito di ritiro al piano stradale dei materiali ingombranti “Riciclacasa”, che è stato utilizzabile anche durante il lockdown e con il quale, in quel periodo, è stato possibile assicurare oltre 5.000 interventi a costo zero e senza spostarsi da casa. Il servizio, gratuito fino a 2 metri cubi di materiali, è fornito su appuntamento (basta chiamare lo 060606), ad eccezione dei giorni festivi”.  

domenica 17 maggio 2020

TORNANO I RIFIUTI, ANCHE GLI INGOMBRANTI. CAMPAGNA DI AMA CONTRO L'ABBANDONO


Sono aperti solo dieci su tredici in totale e sono i centri di raccolta di Ama per i rifiuti ingombranti. Dai 10 aperti, poi, va di fatto cancellato quello a La Storta, nel XV Municipio, dato che è attrezzato per raccogliere solo sfalci e potature. Ne restano nove e sono i luoghi dove i romani possono andare a consegnare divani e frigoriferi, lavatrici e televisori invece di abbandonarli in strada come fin troppo spesso accade. Magari vicino ai cassonetti che stanno rapidamente tornando a traboccare di “monnezza” ordinaria. 
Nei centri aperti - Bufalotta e Vigne Nuove nel III Municipio; Tiburtina per il IV; Cinecittà al VII; Mostacciano e Laurentina nel IX; Acilia e Lido di Ostia per il X; Corviale per l’XI e Battistini per il XIV - è possibile consegnare: neon, pile, farmaci scaduti, oli vegetali, vernici e solventi, toner e cartucce di stampanti, legno, batterie al piombo, apparati elettronici, grandi elettrodomestici e rifiuti ingombranti generici. Più limitata “l’accoglienza” per gli oli lubrificanti (solo a Vigne Nuove, Cinecittà, Laurentina, Lido di Ostia, Corviale e Battistini). A Mostacciano e Laurentina non accettano né calcinacci né metalli (tutti gli altri sì); le potature non sono accettate a Laurentina e a Cinecittà che non “prende” neanche carta e cartone. 
Nonostante i centri ancora non siano tutti operativi e funzionino, peraltro, solo di mattina, Ama prova a lanciare una campagna per evitare l’abbandono di ingombranti in strada
Nei primi 10 giorni post quarantena, cioè dal 4 al 13 maggio, più o meno 200 romani al giorno, lo 0,06% della popolazione, si sono recati in una di queste dieci strutture lasciando a testa circa un chilo e 200 grammi di ingombranti: più o meno il peso di un tostapane. 
Accorpando i numeri, come da nota Ama, il risultato suona un po’ meno misero: 20mila cittadini per 2.400 tonnellate di rifiuti lasciati in 10 giorni.
La campagna di comunicazione organizzata da Ama ricalca quelle celebri di anni passati: invece di Nino Manfredi o dei calciatori della Roma, l’Azienda ha deciso di utilizzare le bellezze monumentali della città abbinandole a immagini di rifiuti abbandonati e a messaggi contro l’abbandono dei rifiuti: Fontana di Trevi è intristita da un vecchio frigorifero e lo slogan di accompagnamento è “adesso siamo freschi”; il Colosseo è ritratto con una poltrona abbandonata e il claim “così è troppo comodo”. 
Una campagna che tuttavia ha sollevato qualche polemica su una delle immagini scelte: non solo vecchi elettrodomestici ma anche libri. Un "prodotto" ben diverso dal mero rifiuto.  

venerdì 27 marzo 2020

CORONAVIRUS; RAGGI: "STOP ALLA COSAP"



Stiamo riflettendo sull’eliminazione della Cosap, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, per il 2020”. L’annuncio viene dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, anticipato durante una diretta facebook e poi ribadito durante la seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina dedicata dall’emergenza Coronavirus.


L’ipotesi su cui gli uffici capitolini stanno lavorando è quella di cancellare direttamente questa tassa per agevolare bar, ristoranti e locali che sono stati costretti a chiudere a causa della pandemia. 
Non abbiamo ancora idea di quando finirà questa emergenza - ha spiegato la Raggi - ma crediamo che questa estate, se riusciremo a ricominciare la nostra vita normale, avremo voglia di incontrarci e vivere all’aperto. Abbiamo, quindi, pensato di eliminare questa tassa per tutto il 2020 per dare un sostegno concreto alle aziende. È una riflessione che deve contemperare alcune esigenze perché nei mercati rionali le associazioni dei banchisti utilizzano una parte di questa tassa, il 65%, per la manutenzione e quindi in caso il Comune potrà rinunciare alla sua parte del 35% per poter consentire gli interventi che servono continuino”.
Nel corso della seduta, trasmessa in streaming e realizzata con Giunta e Consiglieri in videocollegamento ciascuno dal proprio domicilio, il sindaco Raggi ha cercato di spiegare come il Campidoglio si sta muovendo in queste settimane difficili. 
Cosap a parte, la Raggi ha parlato diffusamente delle questioni economiche: “L’emergenza richiederà diverse variazioni di bilancio rilevanti perché dovremo assicurare risorse per attività e interventi che non erano preventivabili a dicembre. L’emergenza ci richiederà di rivedere anche gli stanziamenti fatti per il triennio 20-22, anche a causa delle minori entrate. Mi riferisco al contributo della tassa di soggiorno, alla Cosap, all’Irpef, alla contrazione delle risorse provenienti dai servizi a richiesta individuale o da quelli che sono stati momentaneamente interrotti come la refezione scolastica, gli asili nido, i servizi ricreativi e culturali. Alcune di queste riduzioni ci sono state imposte, altre le abbiamo ritenute necessarie. Il dato ineliminabile è che il Comune subirà, come gli altri enti locali, una riduzione delle entrate estremamente sensibile e per questo però non dobbiamo ridurre i servizi. Dobbiamo riprogrammarli”. 
La Raggi si aspetta un forte sostegno dal Governo: “Stiamo facendo una serie di richieste al governo per approvare alcune misure che noi vorremmo fossero inserite in un decreto ‘Cura Comuni’. Abbiamo chiesto che venga stanziato un fondo da 1 miliardo per tutti gli Enti locali, la sospensione dei mutui di Cassa Depositi e Prestiti e poteri speciali per poter gestire velocemente le procedure degli appalti una volta che faremo ripartire le nostre città”.
Due passaggi, resi noti sui social della Raggi, anche sui controlli: le guardie zoofile controlleranno la pista ciclabile di Monte Mario e, il secondo, sull’arrivo di nuovi 300 vigili urbani.
Anche i problemi dei lavoratori di Ama e Atac e della sanificazione delle strade sono stati affrontati dalla Raggi: “Le sanificazioni nelle strade sono partite. Vi assicuro: non è solamente Ama che si occupa della sanificazione delle strade. Ora stiamo concludendo un accordo con Coldiretti” per avere altri mezzi. Su Atac il problema è triplice: la sicurezza dei lavoratori, la tutela dei posti di lavoro e la tenuta dei conti dell’Azienda: “abbiamo aperto la richiesta di solidarietà per circa 4mila dipendenti dato che la legge lo consentiva. Voglio chiarire però che questa non è assolutamente una procedura che mette a rischio i lavoratori. Atac ha visto ridurre le entrate da bigliettazione di oltre il 70%, così come quelle legate ai chilometri percorsi. Accogliamo con favore l’anticipo del versamento annuale da 240 milioni di euro della Regione”.
Sul versante dei servizi sociali, per il Sindaco la “la situazione dei campi Rom è stata in parte strumentalizzata, è sotto controllo” e per le donne un appello: "Voglio ricordare una cosa importante a tutte le donne: se state subendo violenza tra le mura domestiche, o se un'amica vi chiede un aiuto, non siete sole. C'è chi può darvi aiuto. Il numero telefonico nazionale da chiamare è il 1522, gratuito e attivo H24”.



giovedì 26 marzo 2020

CORONAVIRUS; GIALLO SUI CONTAGIATI IN AMA



Sindacati Ama sul piede di guerra: l’epidemia spaventa e, secondo le Organizzazioni sindacali, l’Azienda latita nella prevenzione. Risposta di Ama: procedure di sicurezza avviate per tempo, pronti a incontrare i sindacati.
La denuncia parte da Alessandro Bonfigli, coordinatore regionale della Uiltrasporti Lazio, che in una lunga nota parla di “piano di sanificazione/igienizzazione” a rilento e mancanza dei kit per gli operatori alla guida. La cosa più grave è che "Nessuno in azienda è a conoscenza di chi siano e quanti siano i lavoratori contagiati e positivi da tampone effettuato. Di conseguenza, in questo silenzio assordante, nessun lavoratore può tutelarsi perché carente di informazione se ha avuto un contatto". Aggiunge Bonfigli: "Ad oggi Regione e Asl, alle quali si è rivolta Ama, non hanno dato risposte né sui contagiati positivi in Ama né sui rifiuti urbani provenienti dalle abitazioni dove soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria” e, quindi, Ama non sa cosa fare e “i lavoratori continuano ad essere utilizzati senza una corretta informazione”.
Anche gli altri sindacati sono infuriati: Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel richiedono alla Prefettura un incontro urgente sulle mancate risposte da parte di Ama e del Comune in merito alle misure prese per la tutela della salute degli operatori e del servizio che offrono in queste settimane di emergenza.
L’azienda replica: abbiamo “attivato per tempo tutte le misure di protezione a tutela della salute dei lavoratori” spiegando come le varie disposizioni siano state via via adeguate alle indicazioni provenienti dal Governo. Inoltre, l’Ama si dice “disponibile in qualsiasi momento ad un incontro con il Prefetto di Roma” e “continuerà ad avere un costante confronto” con i sindacati “per garantire in egual misura la totale sicurezza dei lavoratori e la continuità del servizio”.

venerdì 14 febbraio 2020

RIMBORSI TARI, AMA RISCHIA LA VORAGINE NEI CONTI



Rischia di aprirsi una immensa voragine nei conti di Ama: il direttore del Dipartimento Ambiente del Campidoglio, Laura D’Aprile, ha spedito all’Amministratore unico di Ama una lettera in cui viene ordinato all’Azienda di specificare nei rendiconti mensili anche i disservizi sulla mancata raccolta dei rifiuti. Rendiconti con la specifica menzione di questi disservizi potrebbero finire per essere utilizzati dai cittadini per chiedere il rimborso della Tari annuale. Immancabile il Codacons: “Il Comune di Roma apre ufficialmente la strada ai rimborsi della Tari in favore dei cittadini che subiscono disservizi nella raccolta dei rifiuti. La nota ufficiale inviata dal direttore del Dipartimento, Laura D’Aprile, di fatto avalla le richieste di rimborso Tari avviate dagli utenti romani – spiega in una nota il presidente Carlo Rienzi – Questo perché per la prima volta il Comune ammette che i rifiuti non vengono raccolti, realizzando così la fattispecie che, in base alle norme vigenti, autorizza i cittadini a chiedere il rimborso dell’80% della Tari quando si registrano disservizi nella raccolta della spazzatura”. Segue il consueto appello alla “mobilitazione generale”.
Mentre i 5Stelle tentano un abbozzo di cambiamento in corsa sul sito, scelto dal sindaco, Virginia Raggi, il 31 dicembre scorso, di Monte Carnevale come localizzazione della nuova discarica di Roma, la New Green Roma, società proprietaria dell’area, sta rapidamente predisponendo il progetto della discarica da sottoporre alla Regione. 
La guerriglia amministrativa e politica fra Comune e Regione prosegue: stando ai pareri resi dagli uffici capitolini, se la Regione dovesse autorizzare in Conferenza di Servizi il sito, questa autorizzazione supererebbe tutti i compiti e le obiezioni tecniche del Campidoglio. La Regione, invece, vorrebbe incassare il via libera degli uffici tecnici prima di procedere con le approvazioni: insomma, nessuno sembra voler prendere la decisione finale e vorrebbe lasciare il cerino a qualcun altro
Nel frattempo, in attesa delle decisioni politiche, l’attenzione torna a centrarsi su Ama. Con le forze politiche di opposizione che attaccano l’azienda per una nomina quanto meno discutibile.
Si tratta della scelta fatta da Ama di nominare Cosimo Calabrese alla guida dell’Organismo di Vigilanza. Solo che Calabrese è titolare di una società che già è sotto contratto con AMA con un appalto fino a maggio di quest’anno sotto la soglia di 40mila euro e, quindi, affidabile con chiamata diretta. 
Protestano le opposizioni: Maurizio Politi e Davide Bordoni (Lega) parlano “conti che non tornano”; Andrea De Priamo (Fratelli d’Italia) annuncia un’interrogazione sulla nomina accusando i 5Stelle di far “man bassa di poltrone” e Valeria Baglio e Giovanni Zannola (Pd) porteranno il  caso in Commissione Trasparenza. La replica di Ama è un bizantinismo niente male: la nomina è ”legittima” perché “lo Statuto dell’Organismo di Vigilanza” è stato sostituito “in data 31 gennaio 2019” e prevede "la possibilità di nominare anche professionisti interni all’azienda”.