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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Giunta Veltroni. Mostra tutti i post
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mercoledì 19 giugno 2019

ATAC, FILOBUS LAURENTINA PRONTI


Con calma, tanta calma, ma si avvicina il momento in cui i filobus sulla Laurentina inizieranno a circolare. Stiamo parlando di quella linea di filobus progettata nell’era Veltroni come sostituzione di un prolungamento della metro B e che, nell’era Alemanno, ha visto il Comune acquistare le vetture con tanto di inchiesta della magistratura per tangenti e la condanna dell’ex ad di Eur Spa, Riccardo Mancini. Nella giornata di ieri, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha lanciato sulla propria pagina facebook un post di annuncio corredato di un breve video: “Ecco il nuovo servizio di filobus in periferia - scrive il Sindaco - È quasi tutto pronto per l’avvio del nuovo servizio filoviario Eur Laurentina-Tar Pagnotta: ieri è partito il pre-esercizio di Atac, praticamente gli ultimi collaudi per testare il “corridoio della mobilità”: una corsia riservata e protetta destinata ai mezzi del trasporto pubblico nel quadrante sud di Roma. A breve sarà disponibile un nuovo servizio per i tanti lavoratori e residenti che questi lavori li hanno visti nascere più di un decennio fa. Un altro cantiere bloccato che noi abbiamo fatto ripartire per garantire un collegamento diretto e rapido tra la metro e i quartieri più periferici a sud di Roma. Tempo risparmiato per tutti, senza attese o ingorghi e una qualità dell’aria migliore grazie all’uso di mezzi elettrici”.
Mentre a Milano è iniziata in questi giorni la consegna di 30 nuovi filobus da 18 metri, totalmente ecologici, dotati di postazioni di ricarica per i cellulari, motori di ultima generazione, pianale ribassato, due posti per portatori di handicap, luci a led sulle soglie di entrata, uscita e sugli indicatori di fermata, videosorveglianza e cabina anti aggressione per gli autisti, a Roma, dopo un ritardo accumulato di una decina di anni, stanno per entrare in servizio filobus già vecchiotti. 
Il tutto mentre il bando di Atac per acquistare 240 nuovi autobus da 12 metri ibridi e con motori diesel euro 6 slitta ancora: dall’originario 22 maggio sia già avuta una proroga al 20 giugno e ora la nuova data fissata dall’azienda di via Prenestina è il 19 settembre. Nel consueto silenzio dell’assessore alla Mobilità, Linda Meleo. 

venerdì 7 giugno 2019

ALLAGAMENTO BIS IN TANGENZIALE EST, DI NUOVO CAOS


Sembra una riedizione tragicomica del valzer apri-chiudi delle fermate metro A Spagna e Barberini sotto Natale ma stavolta tocca alla Tangenziale Est
Mercoledì la nuova Galleria - quella progettata nell’era Veltroni e realizzata sotto Alemanno e che passa alle spalle della Stazione Tiburtina, lunga 2,8 km - si allaga. Traffico impazzito di fatto su tutta la Tangenziale per quasi l’intera giornata. Poi, nella serata di mercoledì, riapertura. 
Ieri, il bis. Metà mattinata e nuovo allagamento. Nuova chiusura, di nuovo traffico impazzito e, nel pomeriggio, riapertura. 
Vigili, tecnici, sopralluoghi ma non c’è chi non abbia percorso quei tunnel e non si sia reso conto di come, in pochi anni dall’apertura avvenuta nel 2012 la manutenzione non sia mai stata sufficiente ad assicurare il buono stato di quel lungo tunnel. Negli ultimi mesi, poi, le tracce di perdite d’acqua si sono fatte sempre più consistenti tanto che in alcuni punti più che una strada sembrava un acquitrino!
E non è solo un problema di manutenzione. Appena insediato Alemanno in Campidoglio, funzionari di quella Amministrazione espressero dubbi in merito alle soluzioni progettuali escogitate soprattutto per l’intersezione fra la nuova e la vecchia Tangenziale in prossimità dello svincolo per prendere l’autostrada A24 Roma-L’Aquila. I progettisti risposero alle obiezioni sollevate dicendo che si trattava di un progetto già approvato sotto Veltroni e che non era possibile apportare nessuna modifica. Eppure il problema torna a galla quotidianamente con quel tratto - e una buona parte della galleria in direzione San Giovanni - che sono costantemente bloccati per il traffico generato proprio dalla pessima soluzione studiata per l’intersezione. Stessa problematica sollevata, in occasione del primo allagamento di mercoledì, dal Comitato Cittadini Stazione Tiburtina che chiede al Comune di riaprire il tavolo di lavoro con Ferrovie dello Stato. Fs infatti costruì la nuova galleria come parte di uno scambio con il Comune necessario a consentire l’allargamento della stazione Tiburtina per farla diventare l’attuale stazione alta velocità. L’accordo prevedeva anche la creazione della grande condotta fognaria della Tiburtina e un parco. In una nota, il Comitato Stazione Tiburtina ricorda che del parco previsto “non vi è più traccia” e che la Tangenziale, sempre bloccata, ha costanti “problemi di allagamenti”.
Ovviamente, in vista del potenziale abbattimento di parte del vecchio tracciato della Tangenziale, quello nei pressi della Stazione parzialmente in sopraelevata, tutti questi problemi mai risolti tornano alla ribalta.   

giovedì 20 dicembre 2018

RAGGI PRESENTA I (VECCHI) BUS ELETTRICI


Mentre anche il mese di settembre certifica per il trasporto di superficie su gomma un servizio al di sotto dell’80% di quanto stabilito dal contratto di servizio e nel giorno che precede l’inizio dell’Assemblea dei creditori che dovrà decidere del destino del concordato preventivo, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, e il presidente dei Atac, Paolo Simioni, radunano la stampa per mostrare con orgoglio il primo dei 60 autobus elettrici che prenderà servizio il prossimo anno. No, non sono vetture nuove. Sono quelle comprate da Veltroni sindaco e che, piano piano, complici un contenzioso con i fornitori, sono usciti dal servizio per problemi alle batterie e, in qualche caso, al telaio. Erano 60 in servizio e, entro il prossimo 2020, dovrebbero tornare ad essere 60 sulle strade. Facevano le linee del centro, Monti e via del Corso. Quali faranno ancora non è stato deciso né se i percorsi delle vecchie linee (tipo la 117) rimarranno gli stessi o cambieranno. 
Una passerella per far vedere la nuova livrea anche perché i primi bus entreranno in servizio a partire da aprile prossimo per attestarsi a quota 25 entro fine 2019. I restanti 35, l’anno dopo. 
L’incontro si è quindi trasformato nell’occasione per chieder conto al management aziendale e al Sindaco dell’arrivo dei famosi nuovi autobus (227) pagati direttamente dal Campidoglio (non da Atac) dalla Consip: “ci sono segnali positivi - dice Simioni - a fine novembre si è chiusa la procedura nei confronti dell'azienda. Dal punto di vista tecnico, una squadra Atac è stata a Bologna la scorsa settimana per incontrare Industria Italiana Autobus (IIA) e sono stati informati che hanno iniziato a emettere ordini per attivare la filiera produttiva che tra poco potrà iniziare. Monitoreremo la fornitura in modo che non possano esserci sorprese”. Anche perché la produzione non è iniziata e IIA è ancora alle prese con problemi economici. Sul concordato, poi, Simioni si è detto “fiducioso” sul via libera dei circa 1200 creditori (comprese enti locali e aziende) che dovranno esprimersi entro l’8 gennaio


mercoledì 28 febbraio 2018

IL PIANO NEVE COMUNALE FATTO COL "COPIA E INCOLLA"


Se la città è uscita non troppo provata dalla nevicata lo deve più alla poca neve caduta e al fatto che il fenomeno si sia verificato di notte, a città ferma, e che già all’inizio della mattina fosse tutto finito con un bel sole che ha rapidamente ripulito le strade. 
Perché il Piano “speditivo” della Raggi - varato lo scorso 7 dicembre - è né più né meno che un copia e incolla dei precedenti piani redatti (a costo zero) dall’allora capo della Protezione civile comunale, Patrizia Cologgi, con qualche cambio di parola. Ma niente di più: soprattutto nessuna convenzione sottoscritta con le aziende, per cui la corsa al noleggio degli spalaneve costerà almeno 500mila euro alle casse comunali. 
Primo problema è proprio la Protezione civile capitolina: in tutti questi mesi, i grandi impegni della Raggi non hanno consentito al Campidoglio di nominare un capo della Protezione Civile che è affidata ad interim a Diego Porta, comandante dei Vigili, che, pur da ottimo funzionario, non può gestire i pizzardoni di giorno e la Protezione civile di notte. Cosa, tra l’altro, evidenziata al Sindaco in più di un’occasione. 
I piani emergenziali sono fermi tutti quanti o a quelli redatti da Marino, o da Alemanno o addirittura all’epoca di Veltroni. E il Piano Neve non fa eccezione. Del resto, basta scaricarlo dal sito internet comunale e confrontarlo con le precedenti versioni per accorgersi del copia e incolla
Il risultato è l’esercito che dovrà rimuovere il restante ghiaccio, sperando che non arrivi la seconda, annunciata, nevicata. E che il sale che nelle ultime ore è stato sparso sulle strade è proprio quello comprato da Alemanno nel 2012. Cui la Raggi, all’ultimo secondo utile, ha aggiunto altri sacchi acquistati in fretta e furia sul mercato. E, ancora: che il tanto decantato monitoraggio degli alberi è stato smontato da una decina di centimetri di neve. Non c’è strada a Roma dove non ci siano rami spezzati a terra e solo per fortuna non ci sono state conseguenze più gravi. E gli interventi dei Vigili Urbani, almeno in queste ore, si sono limitati a recintare con il nastro giallo alberi e rami caduti. E a proposito dell’impiego dei caschi bianchi: “Ancora non è stato varato il piano di reperibilità per i Vigili urbani - afferma sconsolato Gabriele Di Bella, storico dirigente sindacale della Polizia locale - e così si cercano agenti per coprire i buchi con gli straordinari. Un evento previsto è diventato un’emergenza”. Fabrizio Santori, FdI in Regione, denuncia: “abbiamo foto del deposito di via Montebruno rigorosamente chiuso con cataste di sacchi di sale inutilizzati” e Giancarlo Righini, l’altro FdI in Regione, che rilancia: “Pullman Cotral fermi nel silenzio di Zingaretti”. 
Altro tasto dolente: Atac. Sulle 1300 vetture su gomma che quotidianamente costituiscono la flotta circolante della municipalizzata del trasporto, ce ne sono circa la metà dotate di gomme termiche con un investimento non inferiore ai 2,5 milioni di euro in copertoni invernali. Eppure, nonostante questi numeri (le 700 vetture prestano servizio sulle linee principali) anche il trasporto pubblico è andato in tilt con lunghe attese alle fermate.