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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 8 luglio 2020

STADIO DELLA ROMA, OK AGLI ATTI MA SLITTA ANCORA IL VIA LIBERA POLITICO AL VOTO

La due diligence è ok ma il via libera politico a portare in Aula il progetto Stadio della Roma ieri sera non è arrivato. E ci vorranno, ancora, alcuni giorni prima che politicamente l’Amministrazione Raggi chiuda il cerchio. 


La riunione fiume sul progetto Stadio della Roma è iniziata con 50 minuti di ritardo rispetto alle 18.30, orario inizialmente previsto, e si è protratta fino alle 22.30.
Tre ore abbondanti dunque che sono servite ai funzionari comunali per spiegare, dettagliare, illustrare ai Consiglieri comunali tutti i risvolti tecnici delle carte: i calcoli sugli espropri, quelli sui costi degli oneri concessori da riscuotere dal privato. E poi, appunto, gli aspetti procedimentali che, oramai, si possono considerare al sicuro da qualunque possibile ipotesi corruttiva. 

All’incontro erano presenti il sindaco, Virginia Raggi, gli assessori all’Urbanistica, Luca Montuori; alla Mobilità, Pietro Calabrese e ai Lavori pubblici, Linda Meleo.
Poi, i funzionari che hanno lavorato al dossier: Roberto Botta, vicedirettore generale del Comune e Gabriella Acerbi, segretariato Generale; i direttori dei Dipartimenti Urbanistica, Cinzia Esposito; Mobilità, Carolina Cirillo; Lavori pubblici, Fabio Pacciani; e per l’avvocatura capitolina Nicola Sabato

Fra gli eletti 5stelle, erano 26 i presenti (non proprio tutti per tutto il tempo): Alessandra Agnello, Roberto Allegretti, Francesco Ardu, Annalisa Bernabei, Maria Agnese Catini, Carlo Maria Chiossi, Andrea Coia, Roberto Di Palma, Daniele Diaco, Angelo Diario, Simona Donati, Paolo Ferrara, Simona Ficcardi, Eleonora Guadagno, Gemma Guerrini, Donatella Iorio, Giuliano Pacetti, Cristiana Paciocco, Carola Penna, Sara Seccia, Massimo Simonelli, Costanza Spampinato, Enrico Stefàno, Angelo Sturni, Marco Terranova e Maria Teresa Zotta

Un solo assente, il presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, non invitato all’incontro al quale, invece, ha partecipato anche il presidente del IX Municipio, Dario D’Innocenti (anche lui M5S). 
Il IX è l’unico Municipio dei due interessati dal progetto - l’altro è l’XI - la cui Giunta è ancora in carica: nell’altro le frizioni interne ai 5Stelle hanno portato alle dimissioni del presidente Mario Torelli e al conseguente commissariamento. 

Ora, appunto, dopo il profluvio di informazioni che sono piovute sopra i consiglieri 5Stelle, servirà qualche giorno per radunare le idee e, finalmente, dare il via libera all’iter del voto.
Il che significherà prima l’adozione in Giunta, poi i passaggi per i pareri obbligatori ma non vincolanti nelle Commissioni consiliari (Urbanistica, Lavori pubblici, Mobilità, Ambiente e Commercio) e nel IX Municipio. Quindi, dopo un ripasso in Giunta, la calendarizzazione per il voto finale
La Roma aspetta sapendo che indietro non si può tornare - non lo si poteva nel 2016 figuriamoci oggi - ma anche che se la Raggi e i 5Stelle vorranno usare la prima pietra dello Stadio come “arma” elettorale i tempi per il voto sono molto stretti.

martedì 15 maggio 2018

BUFERA SU PAOLO FERRARA: DALL'AUTO BLU AI RIMBORSI TAXI


A novembre dello scorso anno finì sui giornali con l’accusa di aver continuato ad utilizzare l’auto blu quando, ufficialmente, erano state abolite. Ora, Paolo Ferrara, capogruppo 5Stelle in Campidoglio, originario di Ostia e considerato il proconsole di Roberta Lombardi in Assemblea Capitolina, finisce nell’occhio del ciclone per consistenti rimborsi taxi incassati dal Campidoglio.
La notizia ultima è quella della “chat dei portavoce”, un gruppo whatsapp nel quale confluiscono tutti gli eletti pentastellati, Municipi, Campidoglio, Regione e anche parlamentari.
Qui, in questo tribunale del popolo virtuale, si sta consumando nelle ultime ore una sorta di processo a Ferrara. E se la questione dell’auto blu si era sgonfiata nonostante si parlasse di un fascicolo aperto in Corte dei Conti, qui la situazione si fa assai più complessa. 
Anche perché Ferrara, i cui comunicati e post sui social brillano per qualità da Istituto Luce, qualche nemico dentro la compagine grillina se l’è fatto.
Nei giorni scorsi erano state rese note le quote di rimborsi dei Consiglieri comunali: i 48 eletti in Assemblea capitolina avevano chiesto nel secondo semestre 2017, rimborsi totali per 8.312 euro. Il gruppo 5Stelle per circa  2.800, cioè il 33% del totale e il solo Paolo Ferrara aveva presentato ricevute per 2.438 euro. Da solo, quindi, il Capogruppo grillino si è fatto rimborsare l’87% della spesa sostenuta dal suo intero gruppo e il 30% del totale speso da tutti i consiglieri comunali.

Ovviamente, si è scatenata la bufera. L’Agenzia Dire ha visionato la chat dei portavoce: qualche deputato uso a prendere spesso il taxi azzarda una timida difesa di Ferrara. Per il resto, botte da orbi: tra i più critici ci sono i presidenti di Municipio, come Alfredo Campagna (XIV) “mai usato la macchina che spetta al presidente e mi muovo sempre con lo scooter”; Roberta Della Casa (IV) “Il taxi lo pago di tasca mia”; Dario D’Innocenti (IX) “mai messo piede sulla macchina di servizio”.
La più dura è Gemma Guerrini (quella del Cinema America) che forse non ha dimenticato il trattamento riservatole in occasione dell’assenza strategica sul voto per lo Stadio della Roma: “In un semestre 2.767 euro di spese taxi del M5S, di cui 2.438 intestate a Ferrara. Sulle ricevute devono essere scritti percorsi ed orari. Ho chiesto più volte (per iscritto) al capogruppo il rendiconto delle spese. Mi ha sempre risposto (per iscritto) che non poteva inviarmi nulla per motivi di segretezza istituzionale ('privacy') e che sarei dovuta andare a controllare di persona in ufficio. Siccome non faccio il finanziare, io a controllare negli uffici non ci vado. Ma vorrei ricordare- conclude la consigliera- che avremmo dovuto dare noi ai media il nostro resoconto semestrale”.
La risposta di Ferrara: “Per spostarmi dalle Commissioni a palazzo Senatorio a volte non c'è il tempo sufficiente per prendere il bus”.