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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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domenica 23 febbraio 2020

TIBURTINA CANTIERE INFINITO (fotogallery)




Cinque operai e due ruspe. Tutto qui. Questi i lavori sulla via Tiburtina, quelli per il cantiere del raddoppio della consolare, approvati nel 2004, primo mandato Veltroni e avviati nel 2008, Alemanno sindaco.
Un cantiere tanto veloce che l’erba ricresce sugli scarti e i rifiuti accumulati ai lati della strada. Un’opera così tanto lavorata che la rete arancione, quella un po’ stile pollaio, in moltissimi punti ha cambiato colore perdendo quella simpatica tonalità evidenziatore per spegnersi in un mesto marroncino. E, in altri, la rete è oramai bianca traslucida. 
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e l’assessore ai Lavori pubblici, Linda Meleo, hanno sottolineato, in un po’ di tweet, come, da un paio di tombini puliti, siano emerse una scheda telefonica del 1997 e una lattina di Coca-Cola che era in vendita nell’anno 2000. Ma che le reti di protezione di un cantiere scoloriscano da arancione a marrone e poi a bianco o che l’erba ricresca sopra l’immondizia da cantiere, non un cenno.
Insieme alla Metro C è uno dei grandi cantieri da più a lungo aperti a Roma: ce ne sono altre, ovviamente, di opere che non vedono mai la luce, ma in genere si tratta di opere più piccole come i parcheggi interrati. 
Il raddoppio della Tiburtina doveva servire a completare lo sviluppo della “Tiburtina Valley” pomposissimo nome col quale era stato ribattezzato l’asse industriale della Tiburtina. Dalla nuova stazione dell’Alta Velocità fino a Settecamini, la Tiburtina doveva consolidarsi come una delle grandi aree di sviluppo della città. Più che mai necessario, quindi, il raddoppio della Consolare ma dalla iniziale stima di 36 mesi di lavori, siamo a un cantiere aperto da quasi 12 anni, già quattro volte la stima iniziale.
E certo, con cinque operai e due ruspe non sembra certo che i cantieri potranno terminare in tempi brevissimi.
Prima un tempo infinito per realizzare il nuovo collettore fognario con l’obiettivo di evitare i canonici allagamenti della Tiburtina all’altezza di Pietralata; poi una serie di rinvenimenti archeologici, alcuni dei quali di grande rilievo come tratti dell’antica Tiburtina di epoca romana. Ancora: problemi con le società subappaltatrici del contratto con una lunga serie di ritardi nel pagamento degli stipendi. Insomma, il cantiere per il raddoppio della Tiburtina non si è fatto mancare nulla. 
Dall’arrivo della Raggi in Campidoglio il cantiere, dopo essersi fermato sotto Alemanno causa archeologia ed essere rimasto silenziosamente fermo sotto Ignazio Marino, è ripartito, ora affiancato da quello per l’abbattimento dei 500 metri della Tangenziale Est e domani da quello del tram dal Verano alla Stazione Tiburtina. Con estrema lentezza, a marzo 2019 almeno il tratto iniziale di un po’ più di un chilometro e mezzo, dalla Stazione a via Fiorentini è stato completato. Certo, la doppia fila regna sovrana a tutte le ore ma almeno il traffico non è dovuto ai cantieri. Dall’incrocio con via Fiorentini fino a Ponte Mammolo cantieri non ce ne sono e il caos è garantito dalla conformazione stessa della Consolare, una corsia, poi due, poi una, semafori. Dopo Ponte Mammolo il traffico è la costante: i cinque operai e le due ruspe stanno operando proprio davanti la stazione metro Rebibbia ma, a parte questa laboriosa oasi, da Ponte Mammolo a Raccordo c’è solo il deserto. Il rudere della vecchia fabbrica di Penicillina sorveglia dall’alto i zigzag dei jersey di cemento che delimitano le corsie; disegnano i salti da una parte all’altra; proteggono, si fa per dire, i parcheggi ricavati alla buona, delimitati dalle reti un tempo arancioni e punteggiati da rifiuti coperti d’erba.












sabato 15 febbraio 2020

TIBURTINA; MONTUORI: "SARÀ IL NODO DI CONNESSIONE CON L'EUROPA"


Il Piano di assetto di Tiburtina è il frutto della visione di questa Amministrazione che vede in questa Stazione il nodo che connette Roma al resto di Italia e di Europa attraverso le linee alta velocità”.
Luca Montuori, assessore all’Urbanistica, spiega in cosa consisterà il nuovo assetto di Tiburtina che è anche un po’ un “pallino” del Montuori urbanista. 
In quest’ottica, vogliamo riconfigurare i due piazzali della Stazione, quello ovest, dove attualmente sono situati i capilinea dei bus e dei pullman, e est, quello dall’altro lato della stazione. L’idea parte dall’abbattimento della Tangenziale che restituisce dignità all’uscita dalla stazione non più sotto un ponte degradato ma in uno spazio aperto”.

Assessore, nel progetto prevedete lo spostamento del capolinea del pullman?
Noi prevediamo di collocare i pullman nel piazzale est, quello lato Pietralata. La distanza del nuovo capolinea dei pullman dalla stazione metro è di circa 40 metri maggiore nel piazzale est rispetto alla collocazione attuale”.

Perché il consorzio Tibus che gestisce l’attuale capolinea non vuole questo spostamento?
Con Tibus c’è un contenzioso da anni. Secondo me perché sull’altro lato sarà necessario fare una nuova gara oppure potrebbe essere la stessa Amministrazione comunale a gestire i nuovi capilinea”.

A oggi a che punto siamo?
La demolizione della Tangenziale ha consentito l’avvio dei lavori per la realizzazione dell’hotel nel cosiddetto “comparto delle ferrovie”. Gli investitori hanno immediatamente messo mano al portafogli e hanno acquisito il lotto. Noi come Amministrazione comunale ci siamo trovati un progetto uscito nel 2016 dalle varie Conferenze di Servizi e sul quale nessuno aveva mai avuto obiezioni da muovere e, nel 2017, abbiamo deciso di investire fondi pubblici modificando, all’interno della quota del 20% dell’importo complessivo, il progetto”.

Come?
Evitando di realizzare opere che bloccassero l’arrivo del tram, favorendo la pedonalità e sganciando i lati nord e sud della piazza per evitare che continuasse ad essere un’area di passaggio”.

Delle proposte dei comitati?
Quel che potevamo prendere all’interno delle norme lo abbiamo già preso”.     

mercoledì 9 ottobre 2019

VIA ALL'ABBATTIMENTO DELLA TANGENZIALE EST


Dopo settimane di attesa, finalmente inizia l’abbattimento vero e proprio di parte della vecchia Tangenziale Est nei pressi della stazione Tiburtina. E, nonostante le chiusure delle strade già siano operative da due mesi, ieri, forse complici le ruspe che hanno iniziato un primo abbattimento, giornata pesante per il traffico in tutto il quadrante Tiburtino/Portonaccio con ripercussioni superiori all’ordinario caos anche sulla Roma-L’Aquila. E la speranza è che, passata la novità dei primi giorni, questo caos non duri per tutti i 14 mesi e spicci di durata prevista per i lavori. 
Sulla propria pagina facebook, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, scrive: “Abbattiamo la Tangenziale Est. È iniziata la fase di demolizione vera e propria della sopraelevata davanti alla stazione Tiburtina. Mi sono recata sul cantiere, insieme all'assessora alle Infrastrutture, Linda Meleo, e all'assessore ai Lavori pubblici del II Municipio, Gian Paolo Giovannelli, e ho potuto constatare che il progetto sta entrando nel vivo”. 
Poi una stoccata rivolta a quanti avevano lamentato due mesi di nulla con la strada chiusa al traffico senza che si vedesse un solo operaio all’opera e, anzi, con un aumento del degrado per la presenza numerosa di insediamenti di fortuna. Scrive il Sindaco: “I lavori in realtà vanno avanti da due mesi, che sono serviti per svolgere tutte le indagini preliminari previste dalla legge. Il cantiere non è mai stato fermo, come purtroppo hanno sostenuto i soliti polemisti cercando di allarmare inutilmente i cittadini”.
Per Raggi “i cittadini in realtà sanno che un intervento atteso da 20 anni sta diventando realtà. Anche grazie a loro, e ai comitati di quartiere che hanno sempre sostenuto il progetto, siamo riusciti a raggiungere questo grande risultato, per riqualificare un territorio e restituirlo ai suoi abitanti. Con loro ci incontreremo anche nelle prossime settimane per disegnare insieme, in modo partecipato, il nuovo assetto della zona. Il grande lavoro della nostra amministrazione, e in particolare del dipartimento Lavori pubblici (Simu) consentirà di abbattere un ecomostro e di riqualificare l'intera area a livello sociale e urbanistico”, conclude la prima cittadina.
I lavori in questione riguardano un totale di 500 metri di strada con alcuni svincoli fra il Verano e la Stazione Tiburtina. Costo totale dell’intervento: 7,6 milioni di euro per 450 giorni in totale di lavoro. La decisione di abbattere parte della vecchia Tangenziale venne presa nel 2000 quando, sindaco Veltroni, venne approvato il piano globale di riassetto della Stazione Tiburtina. Dall’epoca, venne costruita, sotto Alemanno, la galleria per sostituire il vecchio tracciato.

giovedì 1 agosto 2019

AGOSTO DI PASSIONE PER I LAVORI: METRO E TANGENZIALE


Per chi rimarrà nella Capitale durante il mese di agosto si preannuncia un periodo di cantieri che potranno avere grandi ripercussioni sulla mobilità. Sta per partire l’abbattimento dei 500 metri di Tangenziale Est all’altezza di Stazione Tiburtina. Dal 5 agosto inizieranno, infatti, i lavori che vedranno la sopraelevata fronte Stazione prima smontata pezzo a pezzo, poi rimossa. Cambierà tutta la viabilità nel quadrante con l’istituzione di una nuova di disciplina di traffico per i cittadini e gli automobilisti che dovranno percorrere strade alternative per i giorni necessari al completamento dei lavori. Nello specifico, sulla Circonvallazione Tiburtina, direzione via Salaria, sarà vietato il transito nella corsia principale della Tangenziale Est in prossimità dello svincolo Portonaccio – Tiburtina. In direzione contraria, quindi, sulla Circonvallazione Nomentana, direzione San Giovanni, non sarà consentito il transito dei veicoli nella corsia principiale, all’altezza del civico 474, in prossimità di via Teodorico. Sarà obbligatorio svoltare a destra verso la corsia complanare con divieto di transito in entrata all’altezza del civico 490/496.
Infine, su via Tiburtina, direzione Piazzale del Verano, divieto di transito sulla rampa di immissione della Tangenziale Est, in prossimità di via Masaniello per i veicoli in direzione via Salaria. Prevista, anche, la chiusura della rampa ad altezza piazzale delle Crociate, direzione Stadio Olimpico.
Lavori che non vedono tutti i cittadini concordi: l’Associazione “Ricerca Educazione Scienza” - Ingegner Roberto Di Marco, architetto Nathalie Grenon, prof. Carlo Lanza e Raffaella Morichetti - ha inviato una lettera a Sindaco, Presidente della Regione, Assessori e tecnici vari per protestar contro la decisione dell’abbattimento della Tangenziale ritenuto “ potenzialmente pericoloso per la salvaguardia dell’ambiente e della salute umana” evidenziando come siano presenti, a giudizio dei ricorrenti, problemi sul trattamento delle acque reflue, sulle normative europee in merito ad appalti e concorrenza e la possibilità di considerare almeno le colonne della Tangenziale come un “manufatto” con lo “status di bene culturale” visti i 60 anni delle stesse. 
E mentre tutte e due le talpe della Metro C hanno raggiunto e superato la stazione Colosseo, iniziando l’avvicinamento a piazza Venezia, sarà la linea A quella a soffrire di più il caldo estivo: partono, infatti, dal 4 agosto i lavori di rinnovo dell’infrastruttura ferroviaria. Quindi, dal 4 al 13 agosto niente treni fra Termini e Anagnina, con l’attivazione di bus sostitutivi. Resterà, invece, regolare il transito da Termini a Battistini. Altro stop, poi, arriverà nella settimana di ferragosto quando i treni della A si fermeranno fra Ottaviano e San Giovanni, rimanendo però attiva fra Ottaviano e Battistini e fra San Giovanni e Anagnina. Ultima sofferenza: fra il 20 e il 25 agosto i treni verranno arrestati fra Battistini e Termini ma rimarranno fra Termini e Anagnina. 

sabato 13 luglio 2019

AL VIA L'ABBATTIMENTO DI PARTE DELLA TANGENZIALE EST


Formalmente partiti i lavori per abbattere una parte della Tangenziale Est, quella, per intendersi, sopraelevata e prospiciente la Stazione Tiburtina
A finire in polvere saranno un totale di 460 metri per un costo di 9,9 milioni di euro che l’Amministrazione Raggi ha investito nell’assestamento di bilancio del 2017
La storia parte molto da lontano con l’Accordo di Programma sottoscritto dall’Amministrazione Veltroni che includeva la nuova Stazione Tiburtina con tutti i parcheggi annessi, la nuova galleria della Tangenziale che passa alle spalle della Stazione stessa, il grande collettore fognario di Tiburtina/Pietralata per evitare gli abituali allagamenti a ogni pioggia e, infine, l’abbattimento di questa parte di Tangenziale sopraelevata.
Se gli altri punti, piano piano, erano stati realizzati - Stazione Tiburtina Alta Velocità nel 2011 e galleria nuova Tangenziale nel 2012 da Alemanno sindaco; nuovo collettore fognario con la nuova viabilità della Tiburtina dal sindaco Raggi - era rimasta fuori la sopraelevata.
Non solo per i soldi. Quanto perché non si sapeva cosa farne. Abbatterla sì, ma dopo? Di annunci su questo abbattimento ne erano stati fatti a iosa: Marino sindaco nel settembre 2014, poi questa Amministrazione nel 2017, a metà 2018 e, finalmente si dovrebbe partire. 
Dopo la gara d’appalto, il costo per l’abbattimento di questo quasi mezzo chilometro di strada con i suoi piloni e le rampe è sceso con un ribasso del 23% circa da 9,9 milioni a 7,6 reali. Tempo stimato per il completamento della demolizione: 450 giorni, vale a dire che il cantiere dovrebbe chiudere per ottobre del prossimo anno.
Nello specifico, il progetto realizzato da Risorse per Roma e dal Dipartimento Lavori pubblici del Campidoglio, prevede la demolizione della sopraelevata nel piazzale ovest con realizzazione di una nuova rete fognaria, poi la rettifica di via Tiburtina con la ristrutturazione di fronte al Verano con sistemazioni stradali anche in via della Lega Lombarda. Ancora: tutta la viabilità davanti la stazione, il rifacimento della stazione dei pullman, la creazione di parcheggi interrati per il quartiere e parcheggi di scambio per i viaggiatori. Rimarranno in piedi le rampe di collegamento tra la Tiburtina in direzione centro e la Tangenziale in direzione San Giovanni; quella di connessione fra via della Lega Lombarda e via Tiburtina compresa la rampetta che consente a chi viene da Stazione Tiburtina di dirigersi verso il Raccordo. Le altre rampe, saranno demolite.   




venerdì 7 giugno 2019

ALLAGAMENTO BIS IN TANGENZIALE EST, DI NUOVO CAOS


Sembra una riedizione tragicomica del valzer apri-chiudi delle fermate metro A Spagna e Barberini sotto Natale ma stavolta tocca alla Tangenziale Est
Mercoledì la nuova Galleria - quella progettata nell’era Veltroni e realizzata sotto Alemanno e che passa alle spalle della Stazione Tiburtina, lunga 2,8 km - si allaga. Traffico impazzito di fatto su tutta la Tangenziale per quasi l’intera giornata. Poi, nella serata di mercoledì, riapertura. 
Ieri, il bis. Metà mattinata e nuovo allagamento. Nuova chiusura, di nuovo traffico impazzito e, nel pomeriggio, riapertura. 
Vigili, tecnici, sopralluoghi ma non c’è chi non abbia percorso quei tunnel e non si sia reso conto di come, in pochi anni dall’apertura avvenuta nel 2012 la manutenzione non sia mai stata sufficiente ad assicurare il buono stato di quel lungo tunnel. Negli ultimi mesi, poi, le tracce di perdite d’acqua si sono fatte sempre più consistenti tanto che in alcuni punti più che una strada sembrava un acquitrino!
E non è solo un problema di manutenzione. Appena insediato Alemanno in Campidoglio, funzionari di quella Amministrazione espressero dubbi in merito alle soluzioni progettuali escogitate soprattutto per l’intersezione fra la nuova e la vecchia Tangenziale in prossimità dello svincolo per prendere l’autostrada A24 Roma-L’Aquila. I progettisti risposero alle obiezioni sollevate dicendo che si trattava di un progetto già approvato sotto Veltroni e che non era possibile apportare nessuna modifica. Eppure il problema torna a galla quotidianamente con quel tratto - e una buona parte della galleria in direzione San Giovanni - che sono costantemente bloccati per il traffico generato proprio dalla pessima soluzione studiata per l’intersezione. Stessa problematica sollevata, in occasione del primo allagamento di mercoledì, dal Comitato Cittadini Stazione Tiburtina che chiede al Comune di riaprire il tavolo di lavoro con Ferrovie dello Stato. Fs infatti costruì la nuova galleria come parte di uno scambio con il Comune necessario a consentire l’allargamento della stazione Tiburtina per farla diventare l’attuale stazione alta velocità. L’accordo prevedeva anche la creazione della grande condotta fognaria della Tiburtina e un parco. In una nota, il Comitato Stazione Tiburtina ricorda che del parco previsto “non vi è più traccia” e che la Tangenziale, sempre bloccata, ha costanti “problemi di allagamenti”.
Ovviamente, in vista del potenziale abbattimento di parte del vecchio tracciato della Tangenziale, quello nei pressi della Stazione parzialmente in sopraelevata, tutti questi problemi mai risolti tornano alla ribalta.   

domenica 20 luglio 2014

LA TANGENZIALE EST E SOLUZIONI ALLA MARINO

A ottobre 2013, denunciammo che da 4 mesi - da poco dopo l'insediamento della Giunta Marino - dentro il tunnel della Tangenziale Est c'era una perdita d'acqua.

Nessuno intervenne.

A inizio luglio 2014, un motociclista perde il controllo del mezzo a causa della perdita d'acqua e finisce in ospedale.

Tunnel chiuso, traffico impazzito, e anziana che non si accorge degli sbarramenti dei vigili e finisce con la sua auto contro quella dei pizzardoni. 

Passati quindici giorni da allora, chiuso due volte il tunnel durante le ore notturne, questa è la brillante soluzione escogitata dal Campidoglio...





domenica 6 luglio 2014

LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO


Il 26 ottobre scorso, in un momento di sconforto per lo stato di degrado della città abbandonata dall'Amministrazione comunale troppo presa dai litigi interni e dal mantra Fori Imperiali, denunciammo su Facebook che si era rotta una conduttura d'acqua all'interno del tunnel della Tangenziale Est. Ed erano già quattro mesi che la perdita era lì, vale a dire, da fine giugno 2013!

Sono passati i mesi. La perdita d'acqua è rimasta lì. Nonostante un paio di volte il tunnel si sia allagato - l'ultima pochi giorni fa a causa della rottura di una conduttura - nessuno ha pensato a riparare la perdita originale.




Perdita che, come è naturale che sia, nel frattempo ha prodotto una melmina verdastra, quasi una piccola palude, persistente e scivolosa.
Chi, come il sottoscritto, percorre quotidianamente il tunnel su due ruote ormai ha imparato ad evitarla: non si sa mai, ci vuole poco a scivolare.

Evidentemente qualcuno, qualche "fratello delle due ruote", oggi sembrerebbe essere stato meno attento. Ed è finito lungo. Fortunatamente, da quanto riportano i giornali, senza procurarsi gravi ferite. A lui o lei, i migliori in bocca al lupo.

E, forse, se non fosse stato per la signora un po' agée che non si è resa conto che i Vigili avevano chiuso il tunnel per prestare i soccorsi al malcapitato centauro (ed è finita per cozzare contro la macchina della Municipale), forse non avremmo nemmeno saputo quanto era accaduto.






Altri, invece, dovrebbero riflettere un momento.
Dal 26 ottobre scorso ad oggi, possibile mai che nessuno, né un Vigile, né un funzionario del Comune o del Municipio, né un Assessore, un usciere, un commesso, un sindaco (a piedi, in bicicletta anche se non potrebbe andarci o anche sull'auto, ma pure sul Camper) abbia mai percorso il tunnel? 
Perché la pozza in questione è talmente grande che nessuno, transitando lì sotto, avrebbe potuto ignorarla, quindi dev'essere per forza (!) che nessuno ci sia mai passato.

Altrimenti si dovrebbe dedurre che di questa città proprio non gliene frega niente a nessuno. 

sabato 23 novembre 2013

I BURLONI DELLA TANGENZIALE

 
Da qualche mese a questa parte, il pannello a messaggio variabile posto sulla Tangenziale Est, in direzione Salaria, poco prima dell'imbocco del nuovo tunnel, è un compendio di amenità e meravigliose sorprese.

Abbiamo letto di tutto: merci pericolose sparse sulla carreggiata, incidenti (fantasma), veicoli contromano.

Nessuna di queste emergenze, in realtà, era reale.
Per giorni, infatti, campeggiano questi messaggi di allarme che fanno tanto "al lupo, al lupo"
Il rischio, neanche a dirlo, è che il giorno in cui qualcosa avverrà sul serio, nessuno vi presterà la dovuta attenzione.

Il 4 novembre scorso, ad esempio, si leggeva questo messaggio:





Ieri - 22 novembre - il messaggio che campeggiava era il seguente:




Oggi - 23 novembre, nel pomeriggio - la scena che si presentava era questa: due "fontane" che sgorgavano, poco dopo l'uscita Monti Tiburtini, a poca distanza dal fiumiciattolo che allieta il transito dei veicoli in marcia da circa cinque mesi a questa parte. 


Ovviamente, in questo caso il pannello a messaggio variabile non diceva nulla.

Chiudiamo con una battuta (acida): grande è l'attenzione che questa Amministrazione sta riservando a Roma.
Forse può essere ora di eleggere un Sindaco che si occupi di Roma.
A Marino e alla sua Giunta possiamo lasciare i 900 metri di via dei Fori Imperiali!