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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 15 novembre 2019

SIT-IN E CORTEO, SABATO DI PASSIONE


Sabato di passione per romani e turisti: nonostante il meteo non esattamente invogliante, saranno tre le manifestazioni che “allieteranno” la giornata. 
La prima, è la manifestazione nazionale dei pensionati che si svolgerà, fra le 9.00 e le 14.00, al Circo Massimo. L’attesa delle autorità è di circa 20mila persone che potrebbero giungere a Roma con 450 pullman e i Vigili Urbani prevedono la chiusura al transito veicolare di via dei Cerchi, tra piazza di Porta Capena e via dell'Ara Massima di Ercole; e di via del Circo Massimo, nel tratto compreso tra viale Aventino e via dell'Ara Massima di Ercole. 
Secondo giro: sempre la mattina di domani, a piazza del Popolo è previsto un sit-in dei Comitati pendolari Ferrovie Roma Nord. È una manifestazione indetta in un’assemblea pubblica lo scorso 7 novembre da parte di tutti i vari comitati di pendolari della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo per protestare contro i quotidiani disservizi che da mesi colpiscono la ferrovia. I comitati chiedono che la Regione debba revocare la concessione del servizio ad Atac e affidarla a Ferrovie dello Stato. Anche perché l’Agenzia nazionale per la Sicurezza ferroviaria ha scritto ad Atac giusto un paio di giorni fa minacciando la chiusura totale della linea se non verranno garantite le condizioni di sicurezza dei convogli. Già 22 treni giornalieri sono stati soppressi e la velocità di transito è scesa a 70 km l’ora ma, qualora non fosse messo in sicurezza l’intero apparato della linea, il rischio è di fermare del tutto il servizio. La manifestazione dei pendolari - per la quale la previsione è di un due o trecento partecipanti - è fissata dalle 9.30, con inizio alle 10.00, fino a mezzogiorno. 
Terza manifestazione: stavolta di pomeriggio e sono gli studenti della rete Erasmus. In questo caso i Vigili comunicano che, fra le 15.00 e le 19.00 saranno disposte chiusure temporanee al passaggio del corteo degli studenti che seguirà il percorso da piazza dell’Esquilino a piazza Madonna di Loreto passando per il tracciato canonico percorrendo prima via Cavour e poi via dei Fori Imperiali. 
In occasione di queste tre manifestazioni, a parte le chiusure delle strade, anche alcune linee di bus potrebbero subire deviazioni: C3, 16, 51, 70, 71, 75, 85, 87, 118, 360, 590, 649 e 714. 
Per non farsi mancare nulla, lunedì 18 è stato indetto uno sciopero di Roma Tpl. Tra le motivazioni della protesta, l’orario di lavoro con la mancata concessione delle ferie e lo straordinario obbligatorio, la regolarizzazione dei versamenti, la manutenzione delle vetture.


giovedì 19 luglio 2018

"PIÙ TRENI SULLA ROMA-LIDO". QUALI?


Gli utenti passeggeri la definiscono l’ennesima presa in giro e alcuni fra i blog e gli account social più rilevanti - Odisseaquotidiana, Il Treno Roma Lido e Mercurio Viaggiatore - già hanno sollecitato il Campidoglio a intervenire. Parliamo del potenziamento dell’orario estivo della domenica della Roma-Lido di Ostia, la ferrovia di proprietà della Regione Lazio il cui servizio viaggiatori è svolto da Atac. 

A inizio luglio Atac annuncia l’avvio di un potenziamento del servizi viaggiatori la domenica e i festivi per il periodo estivo. Durante l’inverno la frequenza domenicale è di un treno ogni mezz’ora: il che si traduce, contando il tempo di percorrenza da capolinea a capolinea, in 3 soli treni in servizio.
Il miracoloso potenziamento dovrebbe raddoppiare i treni fra le 10 della mattina e le 3 del pomeriggio: non più 3 ma 6 convogli e partenze ogni 15 minuti. 
Questo, almeno nelle intenzioni. 
All’atto pratico, poi, arrivano i problemi: la tabella delle partenze della domenica subisce notevoli mutamenti: il treno delle 13.45 da Piramide parte con 10 minuti di ritardo; quello delle 14 salta e la corsa non si effettua; quello delle 14.15 da Colombo parte con 5 minuti di ritardo, quello delle 14.30 da Colombo ne accumula 10 in partenza e quello delle 14.45 da Colombo, per magia, sparisce. 
Insomma, il giochino è semplice: per riuscire a saltare una corsa ogni tre, gli altri due treni partono con ritardo. 
E, ovviamente, gli utenti non ci stanno: “presa in giro” è il termine più dolce e mansueto utilizzato. Gli utenti un po’ più esperti, quelli che animano blog e profili social già non credevano in partenza al potenziamento. “Intensificato? Ma con quali treni? Perché come sperimentiamo ogni giorno lavorativo le rimodulazioni - sia quelle ufficiali, che quelle di fatto - sono la regola e non facciamoci incantare dal fatto che i treni siano vuoti”, scrive Odisseaquotidiana. E rincara la dose l’account twitter “Il Treno Roma Lido” che spiega: “Già nell’estate 2015 le frequenze dei treni si erano abbassate clamorosamente. Uno dei problemi è il sovraccarico delle batterie dovute alle differenze di temperature fra i tratti in galleria e quelli all’aperto, in special modo sui treni Caf che hanno i finestrini che non si aprono. Non a caso i Caf sono i treni che si fermano con maggiore frequenza”.
La spiegazione che filtra dai corridoi di Atac è un po’ diversa: il problema per il weekend è stato legato alla rottura di due treni avvenuta il giovedì. Due treni che, come spesso accade, quando entrano in manutenzione rischiano di non uscirne più per carenza di pezzi di ricambio. Ricambi che mancano perché non c’è nessuno che oramai si fida della capacità di Atac di pagare. 
Il servizio sulla Roma-Lido avrebbe bisogno ordinariamente di 18 convogli per garantire una frequenza di un treno ogni 5 minuti e una capacità di trasporto di 21mila e 600 passeggeri l’ora. In realtà, di treni ce ne sono nove in servizio, con frequenze raddoppiate (1 treno ogni 10 minuti) e una capacità di trasporto di meno di 11mila passeggeri l’ora. Se, poi, salta un treno o, peggio, due, la differenza in termini di efficienza e, quindi, di ritardi, diviene immediatamente visibile.
Spiega uno deli account twitter più seguiti e informati, “Mercurio Viaggiatore”: “l’ultimo contratto di servizio fra Regione e Atac è stato ritagliato sulla capacità dell’azienda di far fronte ai suoi impegni e il livello produttivo medio è stato intorno al 95% con luglio 2017 il mese peggiore quando si somma la richiesta di chi lavora con quella di chi va al mare”.

giovedì 5 luglio 2018

ATAC NON PAGA. LA STAZIONE FLAMINIO NON SI FA PIÙ


Anche la nuova Stazione Flaminio sta per andare a farsi benedire: un anno abbondante di ritardi da parte di Atac nei pagamenti alle imprese che dovrebbero realizzare il nuovo snodo fra la linea A e la ferrovia Roma-Viterbo e oggi le imprese (ATI Sicrea Spa – Donati SpA – Italia Opere SpA) annunceranno il “signori si chiude”. 
I vertici delle aziende, supportate dall’Associazione Costruttori edili di Roma (Acer), spiegheranno alla città come “a causa delle difficoltà finanziarie causate all’Appaltatore per effetto del mancato pagamento dei lavori già eseguiti per oltre 5,4 milioni di euro, unite a numerosi impedimenti tecnici presenti nell’area di esecuzione dei lavori, il cantiere della nuova stazione “Flaminio” della Ferrovia Regionale Roma-Viterbo è fermo da novembre 2017 e se ne prospetta la chiusura immediata”. Il cantiere avrebbe impiegato circa 60 operai per una durata di due anni.
La storia di questo cantiere è vecchia come tutte le grandi opere cittadine: nasce nel lontanissimo 1992 con una legge statale per il finanziamento di interventi per il trasporto di massa (211/1992) cui segue un decennio di silenzio fino al 2001 quando il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) stanzia 72 milioni di euro per migliorare la linea ferroviaria. Altri 43 milioni li mise la Regione Lazio a guida Storace. Saltando i passaggi intermedi, si arriva alla gara d’appalto vinta nel 2006 che prevedeva il rifacimento di numerose stazioni più la nuova Stazione Flaminio. Per quest’ultima, il cronoprogramma prevedeva 900 giorni di lavori: inizio il 31 marzo 2014 e conclusione il 15 settembre 2016, ben 24 anni dopo l’inizio del procedimento. Gli interventi sono su tutta la linea che verrebbe divisa in due parti: da Flaminio a Montebello con una tratta urbana di vera e propria metropolitana e da Montebello a Viterbo con una linea ferroviaria a tutti gli effetti. 
Rispetto all’attuale Stazione Flaminio, l’idea era di sdoppiare i capilinea: l’odierna stazione rimane in uso solo per la ferrovia regionale fino a Viterbo mentre si costruisce una nuova stazione per la tratta metropolitana fino a Motebello, con la realizzazione di un breve tratto di linea, totalmente nuovo, di circa 400 metri. La nuova Stazione da metropolitana sarebbe stata completamente sotterranea, in corrispondenza dell’atrio della stazione della Linea A. La realizzazione del nuovo corpo stazione avrebbe messo in collegamento diretto la Roma-Nord con La Linea A, garantendo l’elevazione del livello di confort e sicurezza per i passeggeri. 
Anche perché il nodo di Flaminio è diventato progressivamente uno dei più importanti della capitale con i suoi 300.000 passeggeri al giorno. 
Tra l’altro, lo sdoppiamento dei due itinerari con la divisione fra urbano ed extraurbano avrebbe permesso, almeno in potenza, anche l’aumento delle corse complessive, mettendo a disposizione quattro binari di testa e non più due. Anche se, per ottenere questo aumento delle frequenze, sarebbe stato necessario rinnovare il parco veicoli, oggi composto da 22 convogli e oggetto di un investimento dello Stato con il Decreto Sblocca Italia (Governo Renzi) che stanzia 180 milioni, 120 per la Roma-Lido e 40 per la Roma-Viterbo. 
In realtà, partito il cantiere, iniziano i problemi: prima un palo di contenimento sfonda la galleria della Metro A, con alcuni mesi di blocco dei cantieri. Poi, ad agosto 2015 saltano fuori grandi rinvenimenti archeologici, fra i quali un’antica strada romana: fra rilievi e smontaggi (in attesa di ricollocare tutto nella nuova Stazione modello San Giovanni), si lavora ai reperti fino a maggio 2016. Poi arriva il concordato Atac e la querelle con la Regione e Trenitalia sui soldi di Metrebus. Alla fine, 5 milioni di euro di ritardo nei pagamenti e un altro cantiere che rischia di diventare infinito. 

venerdì 8 giugno 2018

TRASPORTI E RIFIUTI, SCATTA LA RISSA RAGGI-ZINGARETTI


Come due galletti nel pollaio, la Raggi all’angolo giallo, Zingaretti all’angolo rosso, si affrontano a suon di ceffoni mediatici. 
Tour elettorale per il Sindaco nei Municipi chiamati al voto domenica, ieri in III, oggi in VIII al Parco di Tor Marancia, occasione per attaccare Zingaretti su rifiuti e trasporti. “In questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti. Quando Zingaretti era venuto in Campidoglio avevamo convenuto che le ferrovie concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale, e invece abbiamo scoperto con nostro grande sconcerto che il presidente ha deciso di metterle a gara”, ha detto la Raggi riferendosi all’annuncio, fatto dalla Regione tre giorni fa, che nel 2019 andrà a gara d’appalto il servizio sulle ferrovie concesse (Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Viterbo).
Secondo tema, i rifiuti. “C’è il piano 2012 - dice la Raggi - che deve essere attuato. Zingaretti avrebbe avviato dei contatti con una delle aziende laziali per sbloccare questo piano ma a oggi Roma non ha avuto alcun tipo di risposte. Sappiamo anche che ci sono stati contatti tra il Lazio e la Puglia, ma oggi a più di un mese di distanza c'è ancora questo rimpallo tra le due amministrazioni e da più di due mesi abbiamo chiesto di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti”.
E se il primo obiettivo è Zingaretti - visto che in campagna elettorale avere un nemico da additare è sempre buona strategia - il secondo è il Governo e le richieste della Raggi di soldi e poteri: "Credo che il Governo possa fare non solo attività di moral suasion. Abbiamo bisogno di ridisegnare le competenze e ci sono alcuni rapporti Governo-Regione-Comune che non possono essere sempre frutto di una triangolazione, a volte troppo complessa: devono passare in maniera diretta tra il Governo e il Comune”.
Replica di Zingaretti altrettanto dura: “Quello della Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono: infatti sulle ferrovie concesse si tratta di un adempimento comunitario, che non compromette nulla e inoltre ricordo che ATAC comunque ha escluso quelle linee dal suo Piano Industriale per il concordato. I problemi del trasporto pubblico a Roma sono ben altri: fermate piene di cittadini disperati per i ritardi e impauriti dai rischi di incendio. Sui rifiuti praticamente lavoriamo solo per Roma. Sulla Puglia, se ci sono stati ritardi, sono stati legati alla iniziale contrarietà dei 5 Stelle pugliesi ad ospitare i rifiuti di Roma, posizione poi superata grazie al contributo di tutti 5stelle compresi. Lunedì, conclusi gli adempimenti dovuti, approveremo in giunta questo ennesimo accordo con la Regione Puglia. Dopo aver approvato in questi anni quelli con Emilia Romagna, Umbria, Toscana Abruzzo”.


Nella lite Campidoglio-Regione, sul trasporto pubblico la verità non è solo da una parte.
La Raggi accusa Zingaretti di aver tagliato fondi a Roma per il trasporto pubblico, di aver messo a gara le ferrovie concesse e, sui rifiuti, di essere sostanzialmente inerte rispetto ai problemi di Roma.
Zingaretti replica che sui rifiuti sta facendo il possibile e i ritardi non sono attribuibili al Lazio ma all’opposizione dei gruppi 5Stelle delle varie Regioni che dovrebbero accogliere la mondezza romana. E sui trasporti che la gara sulle ferrovie concesse è un atto dovuto tanto che il Campidoglio stesso, nel concordato preventivo di Atac, non ha inserito queste tratte. 
Partiamo dall’inizio. Le ferrovie, cosiddette concesse, sono tre: la Roma-Lido di Ostia, assimilabile a una metropolitana per banchine e treni; la Roma-Giardinetti (già Roma-Pantano) di fatto un tram per tipologia di servizio; e la Roma-Viterbo, questa sì più o meno una vera ferrovia. Le prime due sono tutte all’interno del territorio del Comune di Roma; la terza, almeno fino alla fermata “Montebello”, anche. Tutti i Sindaci di Roma che si sono succeduti da Rutelli in poi hanno chiesto, con maggiore o minore forza, alla Regione il trasferimento della proprietà di queste tratte per le quali via Cristoforo Colombo paga circa 25 euro a chilometro ad Atac per effettuare il servizio viaggiatori. 
A questa richiesta, la Regione - al di là di qualche sporadico annuncio - ha sempre fatto orecchie da mercante. È troppo ghiotto avere la proprietà di queste tre linee che, in qualche modo, sono una sorta di spada di Damocle sul Campidoglio. 
E, dall’altro lato, nessun Presidente di Regione da Badaloni in poi ha mai fatto quello che il padrone di casa dovrebbe fare: migliorare la linea. Anche l’ultima gara, quella dei 180 milioni per Roma-Lido e Roma-Viterbo, è ancora ben in là da vedere una conclusione. Pochissimi investimenti reali dalla proprietà, sporadici quando c’erano e insufficienti ai bisogni. 
Allo stesso tempo, è vero che le norme europee obbligano la Regione a mettere a bando il contratto di servizio. E tanto è vero che il Campidoglio ha evitato di inserire le tratte (soldi e spese) nel concordato Atac. 
Per i rifiuti, la situazione è forse più lineare. Le norme sono complesse e indicano nel livello della Città Metropolitana (Raggi sindaco) quello entro cui realizzare la discarica e gli impianti. La Raggi ben si è guardata dal formulare una benché minima proposta su questo versante, limitandosi ad attaccare ciclicamente Zingaretti, accusandolo di non aiutare la Capitale. Chiaramente, il voto di domenica in III Municipio (dove insiste l’impianto Ama di via Salaria con i suoi miasmi insopportabili) e le difficoltà della candidata 5Stelle, Roberta Capoccioni (fedelissima della Lombardi), hanno spinto la Raggi a riattizzare la polemica. Terzo punto: la Raggi non riesce più ad arginare il problema dei rifiuti indifferenziati, quelli che, di fatto, restano per strada e la citazione dei “due impianti di compostaggio” è un po’ di fumo negli occhi dei cittadini, poiché questi due impianti - i cui progetti sono all’esame della Regione - non riguarderanno i rifiuti indifferenziati. 
Insomma, il clima elettorale e la paura della Raggi di un duplice schiaffo nei due Municipi al voto ha, poco saggiamente, spinto il Sindaco a queste sortite, tra l’altro con un po’ di mugugni dei 5Stelle in Regione che con Zingaretti il modus vivendi l’hanno trovato. Almeno per ora. 

mercoledì 6 giugno 2018

FERROVIE CONCESSE NEL 2019 A GARA EUROPEA


Novità in arrivo per le tre “ferrovie concesse”, la Roma-Lido di Ostia, la Roma-Viterbo e la Roma-Giardinetti. Le tre linee, di proprietà della Regione Lazio e fino a oggi con  servizio viaggiatori reso da Atac, andranno a bando di gara europeo non appena scadrà il 30 maggio del prossimo anno, l’attuale contratto di servizio che le assegna, appunto, all’azienda dei trasporti capitolina. 
L’annuncio arriva dalla Giunta regionale che “ha approvato una delibera volta ad adottare la pubblicazione di un avviso di preinformazione” per l’affidamento “per 9 anni del servizio di trasporto pubblico sulle ferrovie ex concesse”.
La procedura adottata dalla Giunta regionale - spiega una nota di via Cristoforo Colombo - adempie agli obblighi comunitari che prevedono, almeno un anno prima dell’aggiudicazione del nuovo contratto di servizio, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea di un avviso con informazioni puntuali rivolte a tutti i soggetti interessati all’aggiudicazione”.
L’avviso contiene un passaggio importante: si legge che “è attualmente all’esame degli uffici regionali una proposta di partenariato pubblico-privato avanzata da un’associazione di imprese per l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e gestione della ex concessa Roma-Lido, la cui eventuale dichiarazione di fattibilità potrebbe determinare una distinta e autonoma procedura di affidamento delle altre due ex concesse Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti”.
L’associazione di imprese cui fa riferimento la nota della Regione è quella formata dai francesi della Ratp - la società che gestisce le metropolitane parigine e i trasporti dell’Île de France - da Ansaldo e da altre società ed era già stata oggetto di una lunga querelle, con tanto di ricorsi ai giudici amministrativi, con la Regione. 
Questo bando non modificherà in via diretta la questione del concordato preventivo di Atac: le ferrovie concesse, infatti, erano già state cancellate dal testo del concordato fallimentare proprio in vista della scadenza del prossimo maggio. Ovviamente, rimane aperta la facoltà per Atac di partecipare al bando, esattamente come per Ferrovie dello Stato anche se Radio Campidoglio riferisce che nel dossier che il sindaco Raggi intende presentare al Governo su poteri e risorse, vi sia anche la soluzione del problema delle ferrovie facendole tornare - la Roma-Lido, la Roma-Giardinetti e, per la Roma-Viterbo almeno fino alla stazione Montebello - nella disponibilità esclusiva del Comune