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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Umberto Gentiloni Silveri. Mostra tutti i post
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venerdì 11 settembre 2020

ECCO I RICICLATI DI ZINGARETTI




C’è una lunghissima lista di nomi della politica che rispuntano fuori come consulenti, negli organigrammi delle varie società ed enti dipendenti dalla Regione Lazio: sono quello che si può definire un “blocco di potere” che data almeno un decennio di controllo di poltrone e strapuntini. 
Ci sono nomi notissimi, almeno a Roma, come quello di Enrico Gasbarra - presidente dell’Ipab Santa Maria in Aquiro e consigliere del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, emolumenti totali: 176mila euro lordi annui - o di Amedeo Piva, ex assessore ai Servizi sociali nelle Giunte Rutelli, che guida un’altra Ipab, la Sant’Alessio. Sul fronte Ipab, poi, ritroviamo il nome di Giuseppe Lobefaro, pensionato del Ministero dell’Economia, ex presidente del I Municipio all’epoca di Veltroni sindaco poi consigliere Pd in Provincia di Roma sotto la presidenza Zingaretti che lo colloca a guidare l’asilo infantile Strumbolo di Piedimonte San Germano. Altra Ipab, altro Pd ricollocato: alla guida del Beata De Mattias, Zingaretti ha spedito Paolo Bracchi, ex vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Guidonia. Ovviamente, quota Pd. 
Altro nome del mondo centrosinistra piazzato alla guida di un ente pubblico è Antonio Rosati che, giusto a metà luglio scorso, è stato proiettato ad Eur SpA come amministratore delegato: Rosati, capogruppo dell’allora PDS in Campidoglio con Rutelli sindaco, poi presidente dell’Arsial (la società regionale per lo sviluppo dell’agricoltura), poi assessore al Bilancio in Provincia con Gasbarra prima e Zingaretti poi, è stato uno degli artefici del programma elettorale dello stesso Zingaretti in Provincia.
Poi c’è il caso di Daniele Badaloni, figlio dell’ex presidente della Regione, Piero. Dal 2017 Daniele, biologo abilitato, dirige il Parco naturale di Bracciano-Martignano, dopo essere passato per la direzione dell’Ente Romanatura. Casualità, se Badaloni figlio è il direttore del Parco di Bracciano, a presiederlo troviamo Vittorio Lorenzetti, altro nome del vecchio PDS: consigliere provinciale e vicepresidente della Commissione Lavori pubblici sotto la Giunta Fregosi (la prima eletta direttamente dai cittadini), è stato sempre per i Dem (nelle loro varie denominazioni) consigliere comunale a Campagnano di Roma dove ha anche ricoperto il ruolo di assessore ai Servizi sociali.
Altro parco, altro giro nel mondo dei Pd di provincia: Ente Riviera di Ulisse, splendido posto sul golfo di Gaeta, è di fatto un feudo del blocco Pd. Come direttore troviamo Roberto Rotasso che, nel 2012, realizzò uno splendido video di propaganda politica con il logo del Pd alle spalle. A presiederlo, invece, da poco più di un anno, Zingaretti ha spedito Carmela Cassetta, consigliera comunale (di opposizione) del Comune di Santi Cosa e Damiano, amministrazione che territorialmente non ha competenze sulla Riviera di Ulisse (sono solo i comuni di Formia, Gaeta, Itri, Minturno e Sperlonga). Peraltro, con questa nomina, Zingaretti ha aizzato una polemica tutta interna ai locali potentati Pd con i Dem di Formia sul piede di guerra per la nomina della Cassetta.
Cambiando parco, si va a quello dei Castelli romani: qui Zingaretti ha spedito a fare il presidente l’ex capogruppo Pd al Comune di Frascati, Gianluigi Peduto. Altro nome Dem (in questo caso più verde che rosso) che si ritrova nelle liste dei “parchisti” è quello di Dario Esposito, dal 2017 alla guida dell’Ente parco di Nazzano-Tevere-Farfa. Esposito era l’assessore all’Ambiente dell’ultima Giunta Veltroni.
A chiudere il quadretto, senz’altro non esaustivo, impossibile non annoverare la sinecura che la Giunta Zingaretti elargisce al cugino di Paolo Gentiloni, il professor Umberto Gentiloni Silveri che riceve 80mila euro lordi per la “Valorizzazione della storia e della memoria del Territorio della Regione Lazio e per l’ideazione e la promozione di progetti ed iniziative finalizzati alla trasmissione della conoscenza storica”.

mercoledì 8 aprile 2020

ZINGARETTI PAGA ANCORA IL CUGINO DI GENTILONI


Ottantamila euro (lordi) per 36 mesi: tanto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, è pronto a far spendere al ragioniere generale della Pisana pur di assicurarsi la strategica collaborazione del professor Umberto Gentiloni Silveri per la “Valorizzazione della storia e della memoria del Territorio della Regione Lazio e per l’ideazione e la promozione di progetti ed iniziative finalizzati alla trasmissione della conoscenza storica”.
Cugino dell’ex premier, Paolo Gentiloni, il professor Umberto che di mestiere è un illustre docente universitario, allievo di Piero Scoppola da cui ha, di fatto, ereditato la cattedra di Storia Contemporanea a La Sapienza, e, per inciso, editorialista del quotidiano La Repubblica, finisce per costare duemila e duecento e spicci euro al mese alle casse regionali. La denuncia viene da Chiara Colosimo, di Fratelli d’Italia: “In un momento di emergenza, durante il quale tutti gli sforzi economici e i provvedimenti regionali dovrebbero essere a favore delle imprese e dei cittadini, il presidente Zingaretti ne approfitta, con un decreto, per prolungare di diciotto mesi un incarico al professore Gentiloni per la "valorizzazione della storia e della memoria della nostra Regione". Un atto del quale fatichiamo a trovare la necessità e l'urgenza se non dettata dal peso del cognome. Come fratelli d'Italia stiamo controllando tutti gli atti approvati dalla Giunta regionale in questo momento di emergenza. Non a caso stiamo scoprendo provvedimenti che oltre a far gridare allo scandalo, sono una totale mancanza di rispetto nei confronti di coloro che da questa crisi ne usciranno senza più certezze sia economiche che sociali”. 
La storia amministrativa di questa consulenza è semplice: a settembre 2018 Zingaretti conferisce per 18 mesi, a 40mila euro, l’incarico al professor Gentiloni. Scadenza dei 18 mesi, il 27 marzo. Il giorno prima della scadenza, il 26 marzo, arriva la proroga: altri 18 mesi con conferma della cifra di 40mila euro. Che, per inciso, è il massimo che il regolamento della Regione consente di attribuire: “per lo svolgimento degli incarichi [di consulenza fiduciaria, ndr] spetta un compenso, tenuto conto del livello di qualificazione e specializzazione professionale richiesto, per un importo massimo di Euro 40.000 lordi annui”.
A questo punto, l’unico quesito che rimane è quello di capire esattamente cosa abbia prodotto la consulenza di uno dei più eminenti storici italiani in termini di “progetti e iniziative” fatte dalla Regione dal settembre 2018 a oggi.