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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 7 febbraio 2019

DALLA CHIARA (POLITECNICO DI TORINO): "ORA IL CAMPIDOGLIO PASSI DA TEORIA A PRATICA"


Professore, nella documentazione integrativa che il Campidoglio le ha spedito a gennaio, sono contenute enormi imprecisioni, errori grossolani, previsioni di interventi senza certezza di realizzarli, né sui tempi. 
Il fil rouge del quesito è la differenza fra teoria e pratica, ovvero attuazione di ciò che viene promesso. Io parto da un presupposto di fiducia nei confronti degli interlocutori che abbiamo. Sarò poi il futuro a parlare. Che poi, per passare dalla teoria alla pratica ci vogliano investimenti, volontà e attuazione fino in fondo di ciò che si promette, è evidente: bisogna “starci dietro”".

Bruno Dalla Chiara è l’autore dell’analisi che il Politecnico di Torino ha compiuto nelle scorse settimane sui trasporti pubblici e privati del progetto Stadio della Roma. Un’analisi richiesta dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, per tranquillizzare la frangia dei suoi consiglieri comunali allarmati dopo la diffusione delle intercettazioni dell’inchiesta Rinascimento in merito alle criticità sulla mobilità legate al taglio delle opere pubbliche. 
Nella sua relazione lei scrive che la “messa in esercizio” dello Stadio deve essere “subordinata al completamento di una serie di interventi” per il trasporto pubblico. Nessuno di questi interventi, però, essendo parte del progetto, verrà realizzato dai proponenti. Questo rende giuridicamente non sostenibile questo suo punto di vista.
Non mi occupo di aspetti giuridici. A noi è stata richiesta una relazione tecnica e io considero quegli interventi come prerequisiti necessari ad assicurare un buon funzionamento dello stadio”.

I soli due interventi che insistono sul quadrante di Tor di Valle sono quelli finanziati dal Governo, tramite la Regione Lazio, per la Roma-Lido di Ostia e quelli di RFI per la ferrovia per Fiumicino Aeroporto. I rapporti fra Comune e Regione sono tutt’altro che idilliaci.
Noi indichiamo degli obiettivi che sono stati accolti dal Comune. Che vi siano discordie fra Enti nello svolgere i loro compiti è un tema che non investe la nostra relazione tecnica. I due interventi importanti sono le stazioni (Tor di Valle sulla Roma-Lido e Magliana FS sulla linea per l’aeroporto, ndr) e il loro collegamento con lo Stadio. Sono interventi finanziati e non sono nel libro dei sogni: si tratta di aggiungere dei binari tronchi (3 a Tor di Valle e 2 a Magliana Fs, ndr), sono fattibili tecnicamente. Non mi pare che sono cose da libro dei sogni: se si vogliono, si possono fare. A questo punto subentra l’interesse: nel momento in cui si dà un’offerta di trasporto competitiva, sarà interesse dell’esercente delle linee portare questi passeggeri. È chiaro che ci vuole la buona volontà e la perseveranza per tenere lontane le auto almeno fino a un certo punto”.

In assenza di eventi clamorosi e imprevisti, di qui a tre anni lo Stadio sarà aperto e funzionante mentre, considerando i precedenti, appare poco realistico che le opere da Lei previste lo siano.
C’è una frase nella relazione: “eventuali deroghe dovranno essere singolarmente valutate da esperti della materia, indipendentemente dagli scriventi”. Tenga presenta una cosa: se anche lo Stadio non si facesse, questa ricerca dell’offerta plurimodale di mobilità dovrebbe essere comunque perseguita”.

martedì 5 febbraio 2019

STADIO, CONFERENZA STAMPA SULLA FEDE: NIENTE TESTI. RAGGI: "LO STADIO SI FA"; DALLA CHIARA: "SÌ CONDIZIONATO"

Lo stadio di fa”: esordisce così Virginia Raggi, sindaco di Roma, di fronte alla affollata platea di giornalisti cui viene presentata la relazione finale del Politecnico di Torino sulla mobilità pubblica e privata dello Stadio della Roma.
Prima annotazione: che lo stadio si facesse era cosa nota. Seconda annotazione: dall’hastag almeno, con un sussulto di dignità, sparisce la dizione “fatto bene”. Terza e più importante annotazione: il testo della relazione non è stato consegnato
Al momento valgono solo le parole della Raggi: “oggi verrà pubblicato”. A tre ore circa dalla fine della conferenza stampa ancora non è stato comunicato a che ora il testo sarà reso accessibile. Una piccola furbatina comunicativa, di bassa lega per altro, per evitare domande troppo specifiche e consentire l’ennesimo spot politico sulla pelle dei tifosi della Roma.

Raggi: “Cantieri entro l’anno
Diciamo subito che lo stadio si farà e i proponenti possono aprire i cantieri entro l’anno”, ha esordito la Raggi che ha aggiunto: “Il taglio delle cubature non va a impattare sulla mobilità. Il progetto dello stadio conferma che la scelta della mobilità sostenibile è la strada giusta. Ho chiesto questo parere che è andato a vedere un progetto già approvato in conferenza dei servizi. Non ero obbligata ma come amministratore avevo esigenza di verificare che tutti gli ok avuti dal processo portasse benefici effettivi ai cittadini romani e questo parere esterno conferma e rassicura questo dato. Non siamo contro le opere e le grandi opere, e lo stadio lo è, ma a favore delle opere utili che portano benefici alla città e ai cittadini come in questo caso dove si riqualifica un quadrante della città”.

Dalla Chiara: “Sì condizionato
In realtà, dopo un primo momento in cui il Professore è andato in linea con le dichiarazioni della Raggi, non appena sono iniziate le domande, il soufflé di “bello, bello, bellissimo” si è rapidamente afflosciato. Per il traffico “c’è la soluzione del Piano Urbano per la Mobilità sostenibile (PUMS) che è in fase avanzata di elaborazione” e che contiene delle previsioni di “offerta plurimodale ferroviaria, pedonale ciclabile e di sharing mobility. A novembre abbiamo usato parole forti e usato il termine “catastrofico” perché andare nella direzione di un’offerta stradale in assenza di un'offerta ferroviaria non competitiva vuol dire non andare verso gli obiettivi europei e aggravare la situazione stradale. Il problema c'è, ma esistono soluzioni. Le stazione Tor di Valle e Magliana devono essere realizzate in tempi contenuti”. In merito al Ponte di Traiano, per Dalla Chiara: “La rete viaria romana è già carica. E oggi si parla di offerta di trasporto plurimodale. Il ponte di Traiano? Il nostro committente ci ha chiesto di analizzare il progetto. E il ponte non faceva parte del progetto. Andrebbe comunque ad impattare sul resto della rete viaria”.
Incalzato dalle domande, Dalla Chiara capitola: “Il nostro è un sì condizionato. Va bene lo stadio ma prima serve un’offerta plurimodale di mobilità. Sarà importante nei prossimi mesi un’analisi di cantieri, che dovrà cercare di non appesantire la viabilità privata favorendo l'offerta dei trasporti pubblici”. Oggi sarebbe "poco credibile" pensare che un 50% di utenti si possa spostare con il trasporto pubblico, ma la situazione cambia "con il piano investimenti sulla Roma Lido e sulla ferrovia Fl1”. 
Insomma, per il professore torinese sarà anche tutto “bello, bello, bellissimo” ma solo dopo che saranno stati realizzati gli interventi previsti dal Comune (PUMS e accordo con Rete Ferroviaria Italiana) e dalla Regione per la Roma-Lido in modo tale da garantire all’utenza un servizio di trasporto pubblico su ferro affidabile che, in virtù proprio della sua affidabilità, divenga appetibile per l’utenza. Onestamente, si sentiva proprio il bisogno di un luminare piemontese che ci spiegasse che se la metro funziona, la gente la usa!

In attesa del testo finale
Edulcorata la conferenza stampa con la mancata consegna del testo, a questo punto occorrerà aspettare che il Campidoglio renda accessibile la relazione completa per poter poi, effettivamente, comprendere la reale portata di questo “sì condizionato” espresso dall’Ateneo torinese.
Nel frattempo, ovviamente, è già partita la claque mediatica grillina: da Beppe Grillo a Luigi Di Maio a un po’ di deputati e senatori cui forse deve essere sfuggito il duplice dettaglio che lo Stadio non è mai stato in discussione (e men che meno lo era in attesa della relazione torinese che, giuridicamente, vale meno del costo della carta su cui è stampata) e quindi non è certo una novità che oggi venga detto che si faccia, e che la relazione si è resa necessaria proprio per assolvere la decisione dell’Amministrazione Raggi di tagliare le opere pubbliche di mobilità per cancellare le cubature date a compensazione, dopo aver inutilmente tentato di cancellare direttamente l’intero progetto.  

STADIO, OGGI LA VERITÀ SUL POLITECNICO DI TORINO


Oggi, finalmente, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, presenterà alla stampa la relazione finale del Politecnico di Torino sul progetto della Roma di costruire il proprio stadio a Tor di Valle. 
L’annuncio dell’incontro con i giornalisti - al quale prenderà parte anche il professor Bruno Dalla Chiara dell’Ateneo torinese autore dello studio, e il presidente di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi - è arrivato ieri mattina, proprio nel momento in cui stava per iniziare la seduta della Commissione Trasparenza dedicata alla relazione e boicottata dall’Amministrazione capitolina con contorno di grandi polemiche da parte dei consiglieri di opposizione.
Ad aprire le danze è stata la diffusione di un’email del direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti, spedita venerdì 1 febbraio alle 16.42 e indirizzata ai dirigenti convocati dalla Commissione Trasparenza. 
Nel breve testo, il Dg comunale scriveva: “in merito alla convocazione della commissione trasparenza il nostro Ente ritiene opportuno limitare la partecipazione alla parte politica”. 

Insomma, una formula diplomatica per consigliare ai dirigenti caldamente di rimanere nei propri uffici. E, infatti, nessuno dei dirigenti che ha ricevuto questa email si è presentato alla seduta: c’erano un inviato del Dipartimento Sport e quelli dei Municipi IX e XI cui l’email, infatti, non era stata spedita. 
Parte politica”, poi, più che dimezzata: domenica sera, mentre Roma e Milan si affrontavano, il Gruppo 5Stelle aveva annunciato l’assenza dalla Commissione, accampando motivazioni di legittimità della convocazione quanto meno flebili. 
Tutto questo, ovviamente, ha scatenato le opposizioni che hanno rivolto alla maggioranza accuse di attentato vero e proprio alle funzioni dell’Assemblea. Il presidente della Commissione, il pd Marco Palumbo, ha immediatamente riconvocato la Commissione stessa per giovedì 7 e ha annunciato la presentazione di esposti in Procura contro i vertici del Campidoglio rei di aver compiuto abusi di potere e omissione d’atti d’ufficio non avendo consentito alla Commissione stessa di adempiere il proprio ruolo.
Seduta che, poi, però, si è trasformata per l’ennesima volta nella passerella di inutili chiacchiericci del variegato e minoritario piccolo mondo antistadio: idee strampalate e totale assenza di conoscenza delle carte, delle leggi e delle delibere comunali hanno reso la Commissione un teatrino di oltre due ore di nulla.
Archiviata la questione Commissione Trasparenza e le sue implicazioni, stamattina finalmente sapremo come il Politecnico sia riuscito a modificare la relazione dalla bozza con il famoso “catastrofico”, riferito al traffico delle partite serali infrasettimanali, in qualcosa che, se non è “bello, bello, bellissimo” quanto meno gli si avvicini molto. Dai corridoio di Palazzo Senatorio ovviamente filtra molto ottimismo: né la Raggi avrebbe convocato la stampa, insieme al professor Dalla Chiara, se il testo fosse rimasto così negativo come la stesura preliminare.

venerdì 18 gennaio 2019

STADIO, IL 31 GENNAIO LA RELAZIONE FINALE DEL POLITECNICO


Segnarsi la data: 31 gennaio. Questo è il giorno entro cui il Politecnico di Torino dovrà inviare alla Raggi la relazione definitiva sulla mobilità relativa al progetto Stadio della Roma.
È stato necessario un accesso agli atti, fatto qualche giorno fa dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Andrea De Priamo, per avere le nuove scadenze stabilite fra l’Ateneo e il Campidoglio. 
Nel file a firma del direttore del Dipartimento Mobilità, Gian Mario Nardi (lo stesso che ha sotoscritto il contratto con l’Università piemontese), si legge: “alla luce delle comunicazioni intercorse in teleconferenza nel mese di dicembre e della riunione tenutasi con l’Amministrazione capitolina nei primi giorni del mese di gennaio 2019 - durante la quale è stata ritenuta necessaria l’acquisizione del documento che richiama in sostanza gli interventi programmati nel redigendo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) ed inerenti al trasporto ferroviario aventi implicazioni sull’area oggetto di analisi - [il Politecnico di Torino] ha richiesto di poter fornire la relazione finale entro la data del 31 gennaio 2019”. Richiesta accolta.
In sostanza, quindi, spetterà ai provvedimenti contenuti nel Pums convincere il Politecnico di Torino che la mobilità della zona può reggere e, quindi, certificare la bontà delle decisioni prese dall’Amministrazione 5Stelle di tagliare Ponte di Traiano e investimenti compensati sul trasporto pubblico per incassare il taglio delle tre torri di Libeskind.
A rianimare un po’ la giornata ci ha pensato proprio il professor Bruno Dalla Chiara, il responsabile per conto del Politecnico dell’analisi sui flussi di traffico. 
Chiamato al telefono da Centro Suono Sport, il Professore, dopo aver ribadito più volte la sua indisponibilità a rilasciare dichiarazioni a causa del vincolo di segretezza imposto dal Campidoglio, alla domanda su come, nonostante questa segretezza, fosse uscita la relazione preliminare ha risposto: “È stata sottratta al Comune di Roma, è stata anche contraffatta perché c’era una scritta trasversale in filigrana con scritto ‘bozza interna riservata’. La prima pagina per come l’ho vista io è stata modificata, sui contenuti non entro nel merito”. 
Il Tempo per primo ha pubblicato la relazione preliminare, il 6 dicembre scorso. Nei 43 giorni trascorsi da allora non solo mai lo scoop è stato smentito ma, anzi, è stato confermato dalle dichiarazioni rese dal sindaco Raggi, dall’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, e dal consigliere Pietro Calabrese. E, in serata, fonti del Campidoglio hanno negato qualunque manomissione
Ovviamente le dichiarazioni di Dalla Chiara hanno avuto immediata eco in Consiglio comunale con il capogruppo Pd, Giulio Pelonzi, che annuncia un’interrogazione alla Raggi e la ex 5Stelle, Cristina Grancio, che chiede la pubblicazione dell’atto originale o il sequestro delle carte da parte della Procura. 
Intanto, Pallotta è pronto all'acquisto dei terreni: oggi rientra a Roma la delegazione di dirigenti che ha studiato le prossime mosse insieme al Presidente giallorosso.  

giovedì 6 dicembre 2018

"IL PROGETTO DELLO STADIO È "CATASTROFICO""



Catastrofico”, fra virgolette, per rimarcarne l’importanza. Non ci sono sfumature o interpretazioni possibili: il Politecnico di Torino scrive: “lo scenario in presenza di evento sportivo restituisce un quadro “catastrofico””. Sipario. 
Se il Campidoglio pensava di incassare un via libera, un bollino blu, un visto si stampi facile facile, deve ricredersi. 
Il Dipartimento Trasporti dell’Ateneo torinese, guidato dal professor Bruno Dalla Chiara che firma la relazione giunta in bozza venerdì della scorsa settimana, è netto ed è una bocciatura sonora. La viabilità del progetto Stadio, così come modificato dall’Amministrazione 5Stelle che ha tagliato le opere pubbliche di mobilità pubblica e privata per ottenere la riduzione delle cubature, non funziona
E le simulazioni del traffico “paiono preliminarmente più concentrate a dimostrare, mediante micro-simulazione dinamica, come la viabilità al servizio dell’area oggetto della proposta d’intervento sul territorio sia funzionale ed adeguata”. Ancora: “le previsioni effettuate sono troppo ottimistiche rispetto alla realtà che si andrà ad affrontare”. Insomma, previsioni di traffico, simulazioni e analisi non è che siano sbagliate (anzi, viene scritto “le analisi sono state condotte in modo professionale dalle società esterne incaricate e in modo sempre professionale sono state effettuate le verifiche da Roma Servizi per la Mobilità”) ma non sono, di fatto, esaustive. Mancano verifiche sulle “grandi problematiche” di macro area: in sostanza, quando si verificano i flussi di traffico nell’ansa di Tor di Valle, la simulazioni vanno pure bene ma “occorre tenere conto che tali flussi veicolari devono poter arrivare presso lo Stadio grazie alla rete primaria di contorno che purtroppo non è in grado di smaltirli se non a scapito di gravi disagi collettivi: abbondanti, capillari e distribuiti”. E, quindi, appena si allarga il quadro d’insieme, ecco che la situazione cambia. 
Si legge a pagina 26 della relazione, subito dopo aver definito “catastrofico” l’impatto sul traffico di una partita: “sono molti gli interrogativi che accompagnano gli studi prodotti per questo intervento e troppo evidenti sono le criticità fin da ora riscontrate per poter fornire un giudizio positivo in merito alle possibili ricadute sul traffico stradale capitolino; traffico già normalmente in stato di forte congestione, e che, nel complesso, non vede trarre beneficio dagli interventi infrastrutturali a carico della rete: la sola unificazione della viabilità in corrispondenza dell’intervento e il Ponte dei Congressi non possono risolvere le criticità già ora presenti che in futuro verrebbero acuite da un tale intervento”. 
È “sufficiente che un singolo anello della catena venga meno per generare un ulteriore aggravio di questa situazione già compromessa”. E non è che lo scenario mattutino sia poi tanto diverso: “ben si comprende come la rete non possa funzionare in fase di adduzione allo Stadio con un blocco pressoché totale della rete primaria in termini di assi e nodi di connessione” (pag. 16). Insomma, “avallare un’opera, avendo riscontrato una tale ipotesi di funzionamento o, meglio, di non funzionamento della rete, non è sicuramente un punto di partenza ottimale” e “il Ponte dei Congressi non può risolvere i problemi”. 
Senza quel Ponte, poi, “con la sola presenza della via del Mare/Ostiense unificata è evidente come la situazione non possa che essere peggiore di quella già evidenziata e, pertanto, a maggior ragione assolutamente non sostenibile da parte della viabilità”. 
Infine, quattro pagine vengono dedicate, in conclusione, all’analisi del trasporto su ferro. Al di là di alcune problematiche rilevate dal Politecnico - la mancanza di informazioni sul sistema di segnalamento in uso sui treni della Roma-Lido - secondo i professori torinesi l’architettura del progetto potrebbe anche reggere. Ma, a un paio di condizioni, tutte piuttosto onerose economicamente e lunghe come tempistica. La prima è che l’attuale fermata Tor di Valle della Roma-Lido divenga una vera a propria stazione. Ma, soprattutto “forti dubbi sorgono circa l’effettiva sostenibilità del servizio dal punto di vista della stabilità dell’esercizio: un servizio ad alto cadenzamento impostato su itinerari incompatibili. La Roma-Lido non risulta essere oggi in grado di rispettare gli orari”, quindi serve una ristrutturazione globale della linea