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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 30 maggio 2020

TORNATI ALLA NORMALITÀ: LO SCIOPERO ATAC DEL VENERDÌ





Finiti i mesi di quarantena, si torna alle vecchie e sane abitudini: lo sciopero Atac del venerdì. Ieri, quattro ore di astensione dal lavoro, dalle 8.30 alle 12.30, indetto dalla Fast-Consal.
Risultato: metro B e B1 chiuse, Roma-Lido attiva ma con riduzioni di corse, e cancellazioni di corse per bus e tram. 
Secondo Agenzia per la Mobilità l’adesione è stata del 14,7% ma considerando che il numero delle vetture in circolazione rilevato dal sistema era pari a 1120 poco prima dell’inizio dell’agitazione e che, durante lo sciopero, è sceso a circa 700 bus, l’adesione potrebbe essere stata molto più alta, arrivando al 35-37%.
Il risultato è stato comunque una mattinata di trasporto pubblico in sofferenza cui si è sommato un pomeriggio bagnato e segnato da allagamenti, sospette voragini e crolli di alberi.
Da segnalare il grave incidente alla Stazione Tuscolana dove un treno regionale ha urtato un mezzo addetto alla manutenzione: 4 feriti ricoverati in gravi condizioni ma non in pericolo di vita e traffico ferroviario rallentato a lungo.
Alla fine, gran traffico, in tilt come da tradizione: via Cola di Rienzo è stata chiusa a causa di un avvallamento fra piazza Risorgimento e via Terenzio in direzione Lungotevere e fra via Fabio Massimo e via Tibullo al senso contrario. Accertamenti in corso per appurare le cause e la pericolosità dell’avvallamento. 
Allagamenti segnalati in varie zone della città: Collatina, Ostiense, Marco Simone, via Ronciglione. Poi, alberi caduti con interruzione del tram 8 e, ovviamente, svariati incidenti: Tuscolana, Ardeatina, Tiburtina, Collatina, Aurelia, Pineta Sacchetti, Lungotevere Ripa, viale della Moschea, Galleria Giovanni XXIII (che per un po’ è stata chiusa per un’ora in direzione Salaria).
Alla fine, Roma sembra tornare nella sua disastrata normalità: il Campidoglio ha diffuso l’Ordinanza firmata dal sindaco, Virginia Raggi, che proroga la disattivazione delle varie telecamere di controllo delle zone a traffico limitato fino al 30 agosto. Ma non una sola parola sui rimborsi a chi ha già pagato, e pure caro, il permesso. 



martedì 3 dicembre 2019

CITTÀ DI NUOVO SOTT'ACQUA




Allagamenti fra Portonaccio e la Tangenziale Est, alla fermata metro Termini con accessi solo dal lato area commerciale, chiuse Repubblica e Manzoni (sempre metro A); strade chiuse (viale dei Romagnoli, complanare di via Nomentana): ennesima serata di ordinaria inefficienza Capitale con la città che, come piove, si blocca. Neanche il tempo di riaversi dal caos dei giorni scorsi che, ieri nel tardo pomeriggio, si è abbattuta una nuova ondata di piogge sulla città. Con le solite conseguenze. Anche per colpa di un’edilizia poco rispettosa, delle microdiscariche diffuse, della carenza di manutenzione del Comune per fossi e caditoie. È quanto sostiene l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale che, ieri, in Campidoglio, ha presentato il “Piano per la difesa dal rischio idrogeologico e la tutela ambientale dell’area metropolitana di Roma e dello Stato del Vaticano”.
A spiegare perché Roma si allaga, il presidente dell’Autorità di bacino, Erasmo De Angelis; con i suoi tecnici Carlo Ferranti e Letizia Oddi. Insieme a loro, fra gli altri, i presidenti dei Consigli nazionali dei Geologi, Francesco Peduto; e degli Ingegneri, Armando Cambrano; docenti universitari - Sapienza, Roma3, Perugia - la Soprintendenza di Stato, la Regione, il Campidoglio con l’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, e il direttore dell’Ufficio Tevere, Silvano Simoni; la Protezione Civile con capo, Angelo Borrelli; il Ministero dell’Ambiente con il sottosegretario Roberto Morassut.
Per cercare di porre un primo rimedio, sono stati stanziati 13 milioni di euro per la sicurezza idraulica di Roma e dei Comuni a nord della Capitale: 10 dal Ministero dell’Ambiente e 3 da quello delle Infrastrutture (MIT). I 3 milioni del MIT saranno usati per finanziare uno studio di fattibilità di un nuovo sistema di invasi da creare a nord di Roma, verso la zona di Orvieto che dovrà essere in grado di assorbire 50 milioni di metri cubi di piena. Con gli altri 10 milioni, spiega De Angelis, si riuscirà a ripulire più o meno il 10% dei fossi e canali di Roma che, nel corso degli anni, sono stati cancellati dalle mappe. “A Roma ci sono circa 700 km di canali, un dato che ha sorpreso anche noi. Questi canali svolgono una funziona importante di collettore delle acque verso il Tevere di cui sono tributari”. Fossi che con vegetazione mai rimossa, microdiscariche di qualunque materiale e, in qualche caso, edilizia, sono stati sepolti. I siti soggetti a fenomeni franosi nel territorio del Comune di Roma sono 383. Tra le altre sono “particolarmente a rischio” per fenomeni più recenti quattro zone: collina di Monte Mario, viale Tiziano, Monteverde Vecchio e Balduina. I Municipi più colpiti sono: V, VII, II (quartieri Tuscolano, Prenestino, Tiburtino) ma anche il centro storico con le aree dell’Aventino, del Palatino e dell’Esquilino. Nella porzione occidentale di Roma il Municipio che conta più voragini è il XII. Negli ultimi 10 anni si è assistito a un grande incremento del numero delle voragini: Ispra censisce che da una media di 16 all’anno (dal 1998 al 2008) si è passati a una media annuale di più di 90 voragini; il massimo di 104 è stato registrato nel 2013.
E lo stato di salute del Tevere, alla fine, risente di tutto questo. Spiega ancora De Angelis: “I muraglioni hanno migliorato la situazione. Noi facciamo riferimento alla piena del 1937 che superò, a Ripetta, i 16 metri”. Piene che, con l’incuria di questi anni di (non) governo del Fiume hanno portato all’affondamento di 22 imbarcazioni: tante ne sono state censite dalla Capitaneria di Porto e solo 4 in via di rimozione. La più famosa forse è la Tiber II, l’imbarcazione che rimase incastrata sotto Ponte Sant’Angelo, finendo per arenarsi sulla banchina di Lungotevere della Vittorio e diventando rifugio per sbandati e senza tetto.




lunedì 3 febbraio 2014

CERTO: IDROSOLUBILE

Come l'asfalto, così anche il Sindaco e la sua Giunta hanno dimostrato di essere idrosolubili.
Impreparazione, indecisione, scaricabarile: Marino affonda nel pantano di Roma. E, con lui, purtroppo, l'intera città.

La rincorsa spasmodica è quella di cercare un capro espiatorio. 

Ovviamente, la precedente Amministrazione. 
Che, a sua volta, chiamò in causa i predecessori. E così via, fino a risalire all'indietro nel tempo. 
Al massimo, però, alla Roma papalina, dato che i piemontesi costruirono i muraglioni del Tevere (1876) evitando che, ad ogni pioggia, la città si allagasse come Venezia con l'acqua alta. 
I capri espiatori - principale preoccupazione di chi ha l'onere di governare - però non funzionano più molto.

Certo, ci sono state le edificazioni selvagge e dissennate. Ma non ci sono idrovore, almeno non ce ne sono di funzionanti.
Certo, ci sono problemi di bilancio. Ma sono gli stessi che hanno afflitto il quinquennio Alemanno.
Certo, ci sono le abituali imprecisioni del servizio meteo che dice e non dice. Ma ci furono anche con Alemanno.
Di certo c'è che le strade dell'intera città sono ridotte al livello di attentato alla sicurezza pubblica.

Di certo c'è che l'emergenza è stata sottovalutata e reiteratamente.



Chissà, ad esempio, se la proiezione è stata divertente, la sera prima del diluvio... 

E, ancora, alle 10.34 il Sindaco twitta... peccato che pioveva da ore...


E non sono da meno gli assessori: post delle 10.41...


...quando, in realtà, già più di due ore prima qualcuno aveva lanciato i primi allarmi...




Di certo c'è che, quando il 27 agosto scorso, il sindaco Marino annunciò il piano di disostruzione dei tombini, lo fece con toni di tale trionfalismo che ci si attendeva qualcosa di meglio.


E, certo, ci sono le polemiche. Quelle non mancano mai. Semmai, mancano di coerenza.
In parallelo ai centimetri di pioggia o di neve, ci furono i centimetri di comunicati della sinistra, quando governava Alemanno, nel più pure stile "piove, governo ladro". 
La coerenza vorrebbe che oggi, le stesse accuse venissero mosse dagli stessi attori verso chi governa. 


http://www.cinquequotidiano.it/politica/il-villaggio/2014/01/31/meteo-comune-di-roma-maltempo-alemanno-dimettiti-chiedeva-opposizione-pioggia-neve-metro-chiuse-caos-traffico/#.UvD9ZT15OSo




E, invece del mea culpa, leggiamo anche una dose di ironia...
Ad esempio, basti leggere il tweet di Davide Desario, del Messaggero.

Ma, soprattutto, le risposte di due dei protagonisti della ciarlata antialemanno nell'ultimo quinquennio: Marco Miccoli e Jean-Leonard Touadì.



Il primo fa dell'ironia. Fuori luogo, ça va sans dire, ma che denota la cattiva coscienza di chi è in forte imbarazzo.
Il secondo, addirittura, paragona Marino a un'ombra. Un bel complimento, non c'è che dire. E parla di "stagione nuova": certo, quella degli allagamenti!

C'è anche chi, nel PD, si sforza di fare una riflessione più seria. Come Patrizia Prestipino, ex assessore allo Sport della Provincia di Roma.

La critica è al Sindaco e al suo assessore alla Scuola (nonché coordinatrice di Giunta), Alessandra Cattoi.

Ma ce n'è anche per alcuni "soloni":






E ora? Ora resta da rimettere a posto, ripulire e ripristinare. 

Ci permettiamo un piccolo suggerimento all'assessore ai Lavori pubblici e Periferie, Paolo Masini: il meglio, dicevano i saggi nonni, è nemico del bene.
Lodevole l'iniziativa del nuovo asfalto a base di copertoni usati. Al di là dei violini, però...



 ...forse può essere più utile controllare come vengono fatti i lavori.

Anche perché questo superasfalto costa il doppio di quello normale, come dice lo stesso Assessore.


VIDEO - MASINI SPIEGA A RADIORADIO COME SARA' IL NUOVO ASFALTO



Certo, il giorno il disastro dopo subito a lamentarsi dei pochi soldi...




Ma, se sono così pochi i fondi disponibili, magari potrebbe essere il caso di fare le cose un po' meglio...





Cosa che è stata già segnalata proprio sulla pagina facebook dell'assessore Masini: 





Insomma, i romani sono disposti ad accontentarsi di un asfalto normale, non necessariamente fatto con i residui dei copertoni e ad un costo doppio del normale bitume. Purché sia fatto come Cristo comanda. E non dimostri di essere idrosolubile, come invece pare abbia dimostrato in 3, dicasi TRE, giorni...

Per ora, ci accontentiamo di vedere che idrosolubili sono la Giunta Marino e alcuni soloni del PD.