*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Bologna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bologna. Mostra tutti i post

martedì 4 febbraio 2020

RIAPRE BARBERINI. IN USCITA


Finalmente questa mattina alle 5.30 riapre Barberini. A mezzo servizio, perché sarà solo in uscita ma, intanto, riapre. Trecentodiciannove giorni: tanti ne sono serviti ad Atac per rimettere in sesto quattro scale mobili su sei. E con 4 su 6 la stazione, per garantire la sicurezza dei viaggiatori, potrà essere utilizzabile, appunto, solo in uscita. 
Inspiegabile anche per il Campidoglio - diffuso il malumore fra i pentastellati - come mai nell’appalto tampone che Atac ha assegnato senza gara ad Otis per rimettere a posto le scale di Repubblica, Spagna e Barberini non sia stato previsto un intervento risolutivo sull’intero pacchetto delle sei scale della stazione.
Barberini aveva chiuso i battenti il 23 marzo dello scorso anno al termine di un trimestre lacrime e sangue: l’appalto che l’Atac a management grillino aveva assegnato nel 2017 per la manutenzione delle scale mobili e degli ascensori - vinto con un ribasso del 49,73% sulla base d’asta: praticamente a  metà prezzo - aveva da subito mostrato grandi limiti. Scale mobili e ascensori con sempre maggiore frequenza erano rotti e, a fronte delle rimostranze dell’utenza specialmente sui social, Atac aveva innalzato il solito muro di gomma fatto di mezze ammissioni e mezze smentite. Poi, il 25 ottobre 2018 l’incidente a Repubblica: una quarantina di cittadini russi a Roma per seguire la squadra del CSKA Mosca impegnata contro la Roma, rimangono feriti nel crollo della scala mobile. Arriva Natale 2018 e i guai si moltiplicano: Spagna e Barberini iniziano un tragicomico apri e chiudi con turisti e romani che scoprono lì per lì se le due stazioni funzionano o meno. Fino, appunto, a quel 23 marzo: cede un’altra scala mobile sotto i piedi dei passeggeri. Fortunatamente non ci sono feriti, questa volta. Ma Atac non regge più la pressione e ordina il fermo totale. Da quel momento le tre stazioni centrali della linea A - Repubblica, Barberini e Spagna - vengono chiuse. Spagna riaprirà a fine maggio, Repubblica a fine giugno. Rimane Barberini che sconta anche alcuni mesi di sequestro della stazione. I guai sulle scale mobili, però, non finiscono con la riapertura di Barberini. 
Le ultime 5 stazioni della linea A - Cipro, Valle Aurelia, Baldo degli Ubaldi, Cornelia e Battistini - vanno sotto la manutenzione ventennale obbligatoria. Solo che Atac non riesce a programmare per tempo i lavori e le stazioni vengono chiuse. Per il 2020 poi toccherà alla linea B dove 22 scale dovranno essere sostituite per fine vita. Anche qui, l’appalto mal fatto rischia di condannare a chiusura in entrata le stazioni di Bologna, Policlinico e Castro Pretorio.  



giovedì 23 gennaio 2020

BOLOGNA, POLICLINICO E CASTRO PRETORIO, STAZIONI OFF LIMITS


L’odissea scale mobili che da almeno un paio d’anni “allieta” i trasbordi metro di romani e turisti potrebbe subire in questo 2020 una splendida nuova stagione di disagi e caos. Piramide, Castro Pretorio, Policlinico, Bologna, Tiburtina F.S., Quintiliani, Monti Tiburtini, Pietralata, Santa Maria del Soccorso, Rebibbia: in tutte queste fermate nel 2020 vanno cambiate le scale mobili, gli ascensori e i tapis roulant. 
La legge prescrive due revisioni, la prima a dieci anni, la seconda, molto approfondita, a venti e, a trent’anni di età, le scale mobili vanno in pensione e devono essere completamente sostituite
Quello che sta accadendo ora sulla metro A - Battistini, Cornelia, Baldo degli Ubaldi, Valle Aurelia e Cipro - è la revisione ventennale. Che il sindaco Raggi parli di “operazioni che prima non erano mai state effettuate” e di “scale mobili della metropolitana abbandonate da 20 anni” suona decisamente ilare: la revisione ventennale è la prima nella vita ventennale di queste 5 stazioni. 
Sulla B sono in totale 22 le scale mobili, altrettanti gli ascensori e 4 i tapis roulant da sostituire. Il Campidoglio - in questo caso la manutenzione straordinaria spetta direttamente al Comune - ha incaricato Atac di essere stazione appaltante ed è stata fatta una gara vinta dalla Schindler
Inizialmente, l’investimento messo a bando era di quasi 11 milioni e mezzo di euro e la Schinlder ha vinto con un ribasso economico di poco superiore al 4% facendo, quindi, scendere il valore globale della fornitura a 9,2 milioni di euro.
Di questi, quasi 7 milioni e mezzo serviranno alla fornitura delle 22 scale, 22 ascensori e 4 tapis roulant; 800 mila euro per pagare lo smantellamento dei vecchi; 165mila per pagare la progettazione; 153 mila per la opere civili e, infine, 632mila euro per gli oneri per la sicurezza.
In totale l’appalto avrà una durata di 706 giorni, quindi quasi 2 anni e sarà suddiviso in lotti, definiti come “contratti applicativi”. 
Il primo lotto a che vedrà gli operai lavorare su scale mobili e ascensori è quello di Bologna, 4 scale su 8; Policlinico, 2 scale su 4; e Castro Pretorio, 3 scale su 4. Viste le condizioni di operatività, quindi, la lungimiranza capitolina rischia di lasciare solo in uscita queste tre stazioni visto che sono tutte e tre profonde. 
Le altre, invece, piano piano che arrivano a scadenza dovranno fermarsi. In questo caso, però, la scarsa profondità delle stazioni non dovrebbe avere effetti diretti sul loro funzionamento: i problemi li avranno le persone con ridotta mobilità. E quindi, in questo caso, a fermarsi progressivamente per raggiunta scadenza saranno prima gli impianti di Piramide che vanno a scadenza il 25 giugno e il 3 luglio; poi, il 25 novembre, scadranno quelli di Tiburtina. E il 28 novembre tutti gli altri. Insomma, la solita programmazione del Comune a 5Stelle.