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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Barberini. Mostra tutti i post
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martedì 11 febbraio 2020

SCALE E GUASTI, LINEA A AL COLLASSO


Per la linea A della metro sembra paurosamente avvicinarsi il collasso: ieri pomeriggio, seconda volta in quattro giorni, chiude la tratta Battistini-Ottaviano. Nel pomeriggio di domenica, il crollo della scala mobile a Furio Camillo che segue quelli di Repubblica e Barberini e che, pur non essendo ancora stato inserito sul sito aziendale, porta a 20 su 27 il totale delle stazioni che riportano qualche problema fra ascensori, montascale, uscite chiuse. 
Atac si è premurata di diffondere una nota che dovrebbe risultare tranquillizzante: "Sono in corso le verifiche sulla scala mobile di Furio Camillo per accertare le ragioni del guasto che si è verificato ieri pomeriggio a un gradino. I sistemi di sicurezza si sono immediatamente attivati. La scala si è fermata ed è stata messa subito fuori servizio, senza alcun problema per le persone. Ciò a riprova dell'elevato livello di sicurezza garantito oggi dal sistema degli impianti di traslazione della metropolitana di Roma”.
Quello di Furio Camillo, però, è solo l’ultimo incidente di una lunga serie iniziata il 23 ottobre 2018 con l’incidente di Repubblica. Quel pomeriggio, per la prima volta, una scala mobile crollò. Ci furono una quarantina di feriti, tutti cittadini russi a Roma per seguire la partita di champions League fra la Roma e il CSKA Mosca. Poi ci fu Barberini a marzo 2019: gradino sparito sotto i piedi dei passeggeri. Esattamente come a Furio Camillo domenica. In questi due casi, nessuno si è fatto male. Quasi superfluo ricordare le chiusure delle stazioni Repubblica, Spagna e Barberini per la rottura delle scale mobili. Con Barberini che, dopo oltre 300 giorni di chiusura è stata riaperta solo in uscita. 
La scala crollata a Furio Camillo domenica era stata installata a gennaio 2008 e aveva subito la revisione decennale di legge a gennaio 2018. Lo scorso venerdì, nella stessa stazione, era stato completato positivamente il collaudo di un’altra scala revisionata. 
Atac ci tiene a dire come i guasti siano “diminuiti del 62% fra novembre 2019 e febbraio del 2020”. Una finestra temporale piuttosto ristretta. 
Da quando Atac ha sostituito il fornitore dei servizi di manutenzione - aggiunge l’Azienda - la cui gestione aveva determinato le note e gravi problematiche, sono diminuite del 20% le segnalazioni di guasti e 110 impianti sono stati sottoposti con esito positivo a revisione generale o speciale. Sono attualmente in corso revisioni su ulteriori 47 impianti in diverse stazioni, così come previsto dalle norme di legge”.
Certo, Atac dimentica di sottolineare come “il fornitore dei servizi di manutenzione” fosse stato scelto da questa Atac a giugno 2017, con un bando di gara così strano che la stessa Azienda, prima di assegnarlo definitivamente al consorzio che aveva offerto uno sconto del 49,73% sul prezzo di base d’asta, aveva fatto un supplemento di istruttoria proprio per il ribasso così generoso. 
Le polemiche politiche, ovviamente, divampano. Tobia Zevi (Osservatorio “Roma! Puoi dirlo forte”) chiede l’intervento del ministro dei Trasporti, Paola De Micheli; Davide Bordoni (Lega) parla di “rischio di essere inghiottiti”; Ilaria Piccolo (Pd) si chiede: “La Giunta Raggi è in grado di garantire l’incolumità?”.

lunedì 10 febbraio 2020

SPROFONDA UN GRADINO DELLA SCALA MOBILE A FURIO CAMILLO


Più o meno come a Barberini a marzo 2018: a Furio Camillo sprofonda un gradino della scala mobile. Come a Barberini, fortunatamente nessun ferito. Come a Barberini è sempre lo stesso appalto, quello del giugno 2017 che Atac assegna a chi ha presentato un ribasso di oltre il 49% sul prezzo di partenza. La scala mobile rotta - matricola 703278 - era stata installata a gennaio 2008 con revisione decennale a gennaio 2018 nel pieno dell’appalto capolavoro che ha praticamente reso inagibile tantissime scale mobili delle metropolitane romane. Giusto venerdì scorso, Atac aveva annunciato la revisione positiva di un’altra scala a Furio Camillo (matricola 703277). Annotazione di servizio: la rottura di ieri è avvenuta intorno alle 18 pomeridiane e fino alle 22 non c’era traccia della notizia sul sito aziendale. 




martedì 4 febbraio 2020

RIAPRE BARBERINI. IN USCITA


Finalmente questa mattina alle 5.30 riapre Barberini. A mezzo servizio, perché sarà solo in uscita ma, intanto, riapre. Trecentodiciannove giorni: tanti ne sono serviti ad Atac per rimettere in sesto quattro scale mobili su sei. E con 4 su 6 la stazione, per garantire la sicurezza dei viaggiatori, potrà essere utilizzabile, appunto, solo in uscita. 
Inspiegabile anche per il Campidoglio - diffuso il malumore fra i pentastellati - come mai nell’appalto tampone che Atac ha assegnato senza gara ad Otis per rimettere a posto le scale di Repubblica, Spagna e Barberini non sia stato previsto un intervento risolutivo sull’intero pacchetto delle sei scale della stazione.
Barberini aveva chiuso i battenti il 23 marzo dello scorso anno al termine di un trimestre lacrime e sangue: l’appalto che l’Atac a management grillino aveva assegnato nel 2017 per la manutenzione delle scale mobili e degli ascensori - vinto con un ribasso del 49,73% sulla base d’asta: praticamente a  metà prezzo - aveva da subito mostrato grandi limiti. Scale mobili e ascensori con sempre maggiore frequenza erano rotti e, a fronte delle rimostranze dell’utenza specialmente sui social, Atac aveva innalzato il solito muro di gomma fatto di mezze ammissioni e mezze smentite. Poi, il 25 ottobre 2018 l’incidente a Repubblica: una quarantina di cittadini russi a Roma per seguire la squadra del CSKA Mosca impegnata contro la Roma, rimangono feriti nel crollo della scala mobile. Arriva Natale 2018 e i guai si moltiplicano: Spagna e Barberini iniziano un tragicomico apri e chiudi con turisti e romani che scoprono lì per lì se le due stazioni funzionano o meno. Fino, appunto, a quel 23 marzo: cede un’altra scala mobile sotto i piedi dei passeggeri. Fortunatamente non ci sono feriti, questa volta. Ma Atac non regge più la pressione e ordina il fermo totale. Da quel momento le tre stazioni centrali della linea A - Repubblica, Barberini e Spagna - vengono chiuse. Spagna riaprirà a fine maggio, Repubblica a fine giugno. Rimane Barberini che sconta anche alcuni mesi di sequestro della stazione. I guai sulle scale mobili, però, non finiscono con la riapertura di Barberini. 
Le ultime 5 stazioni della linea A - Cipro, Valle Aurelia, Baldo degli Ubaldi, Cornelia e Battistini - vanno sotto la manutenzione ventennale obbligatoria. Solo che Atac non riesce a programmare per tempo i lavori e le stazioni vengono chiuse. Per il 2020 poi toccherà alla linea B dove 22 scale dovranno essere sostituite per fine vita. Anche qui, l’appalto mal fatto rischia di condannare a chiusura in entrata le stazioni di Bologna, Policlinico e Castro Pretorio.  



lunedì 3 febbraio 2020

NIENTE SCIOPERO ATAC MA STOP ALLE AUTO PER LO SMOG


Scongiurato lo sciopero del trasporto pubblico che, a Roma, avrebbe interessato solo Atac (“A fronte dell'invito del Prefetto, e per evitare nuovi blocchi la segreteria differisce lo sciopero”, scrive il sindacato S.L.M Fast Confsal), si riaffaccia l’incubo stop del traffico per lo smog. 
Nel pomeriggio di ieri, il Campidoglio, poco prima dell’annuncio della revoca dello sciopero del trasporto pubblico, ha diffuso la nota di allarme: “Considerato il superamento dei livelli di PM10 rilevato dalla rete urbana di monitoraggio e validati dall’Arpa Lazio, e la previsione di criticità prevista per domani, è stata disposta la limitazione della circolazione veicolare lunedì 3 febbraio nella Ztl Fascia Verde. Nello specifico, oltre ai divieti già previsti, le misure stabilite dall’ordinanza hanno tenuto in considerazione la concomitanza dello sciopero da parte di una sigla sindacale, limitando il blocco obbligatorio della circolazione dalle ore 7.30 alle 20.30 per i seguenti veicoli: ciclomotori e motoveicoli Euro 0 ed Euro 1. Autoveicoli Benzina Euro 2. Il provvedimento prevede che gli impianti termici sull’intero territorio comunale dovranno essere gestiti in modo da garantire una temperatura dell’aria negli ambienti non superiore a 18°C o 17°C in funzione del tipo di edificio. Gli interventi sono stati adottati sulla base dei criteri indicati nel Piano di intervento operativo, come stabilito dalla delibera n.76 del 28 ottobre 2016”. 
Dopo le polemiche feroci degli scorsi giorni, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, non ha inserito anche i veicoli diesel euro6 fra quelli da bloccare ma non è da escludersi che, se la situazione dei rilevamenti delle centraline dovesse rimanere oltre la soglia nonostante i blocchi del traffico, possa essere necessaria una ulteriore stretta. 
Attesa per oggi la probabile riapertura della stazione della metro A Barberini ma solamente in uscita, rimane comunque una situazione assolutamente insostenibile dal punto di vista del trasporto pubblico: nonostante ormai tutti i nuovi mezzi Atac, i 38 a noleggio e i 277 acquistati, siano entrati regolarmente in servizio da almeno due mesi, la resa del servizio espletato in superficie dall’Azienda continua a essere ben lontana da quanto previsto dal contratto di servizio. A questo va sommato il problema delle scale mobili, con le chiusure e i disservizi sull’intera rete delle metropolitana romana, problema che rischia di aggravarsi sulla metro B per la fine vita di 22 scale e ascensori nel 2020. Insomma, con la macchina no, almeno per ora solo se è vecchia davvero, ma anche con Atac problemi: a Roma spostarsi è davvero un’impresa. 


domenica 2 febbraio 2020

BARBERINI PRONTA A RIAPRIRE


Finalmente, al quarto tentativo, il collaudo della quarta scala mobile di Barberini è stato superato. L’Ustif - l’ufficio del Ministero dei Trasporti cui spetta l’ultimo via libera per treni, scale mobili, ascensori - ha dato il semaforo verde. Il nulla osta non è ancora arrivato e difficilmente potrebbe arrivare nella giornata di oggi visto il giorno festivo. Ma da domani, lunedì, o al massimo martedì, potremmo finalmente rivedere passeggeri uscire da Barberini. Nel silenzio dell’Atac grillina, per altro, che, come non ha mai ufficialmente confermato i collaudi falliti così, per non smentirsi, non ha confermato neanche quello superato limitandosi a rimandare i cronisti all’Ustif. 
La stazione era stata chiusa il 23 marzo scorso, insieme a Spagna, dopo un trimestre di “apri e chiudi” iniziato subito dopo l’incidente di Repubblica - 25 ottobre 2018, una quarantina di cittadini russi feriti per il crollo di una scala mobile - e proseguito da Natale 2018 fino alla chiusura di marzo 2019 disposta da Atac per evitare ulteriori problemi. Poi, sequestro della magistratura, lavori infiniti e al rallentatore, la rescissione del contratto d’appalto da parte di Atac dopo un anno e mezzo di problemi spesso negati dall’Azienda

Ora Barberini riaprirà, al netto del giorno specifico, ma solo in uscita. Sono sei, infatti, le scale mobili presenti in una delle stazioni più profonde di tutta la linea A (Spagna è a -54 metri fra ingresso strada e livello binari; Barberini e Repubblica sono a -30) e, per rispettare le normative sulla sicurezza dei viaggiatori, con 4 scale funzionanti, come sarà alla riapertura, la stazione potrà essere utilizzata solo in uscita. Per vedere gente entrare a Barberini a prendere la metro toccherà aspettare non si sa quanto. Atac, nella sua infinita e saggia preveggenza, ha dato mandato alla Otis, la società chiamata d’urgenza a mettere una pezza all’incapacità dell’azienda di fare una gara d’appalto decente, di occuparsi solo di 4 scale su 6. Per le altre due, quindi, i tempi si allungano a dismisura. Perché non è proprio stato programmato nulla, dimostrando ancora una volta come il management di nomina grillina in questi anni di serrata propaganda abbia mancato anche nei più elementari compiti. Il tutto nel mai troppo evidenziato e colpevole silenzio dell’Amministrazione comunale pentastellata: fra il sindaco, Virginia Raggi, l’ex assessore ai Trasporti, Linda Meleo, e l’attuale, Pietro Calabrese - solitamente ciarlieri sui social per qualunque pinzillacchera rivendibile fuori Raccordo - non un solo accenno a scuse e chiarezza verso l’utenza.  

giovedì 23 gennaio 2020

BARBERINI NON RIAPRE NEANCHE A FINE MESE



La certezza dell’ufficialità ancora non c’è ma le probabilità che Barberini non riapra neanche entro fine gennaio sono sempre più consistenti. 
Formalmente la Otis, la società che per conto di Atac, sta lavorando su 4 delle 6 scale mobili di Barberini, dovrebbe terminare domani, venerdì 24. Ma sembrerebbe che le cose non stiano andando affatto bene e che la scadenza del 24 possa slittare. Quindi, considerando anche i tempi necessari ad effettuare il collaudo da parte dei tecnici del Ministero dei Trasporti - cui per legge spetta l’ultimo test prima del via libera - è assai difficile che tutti i lavori possano concludersi in tempo per consentire una riapertura della stazione entro fine mese.
Barberini aveva chiuso i battenti il 21 marzo 2019 e, a oggi siamo a 308 giorni di chiusura. La storia è nota: Atac affida un appalto a una società che vince con un ribasso del 49,73%. Iniziano a verificarsi sempre più problemi fino all’incidente a Repubblica (23 ottobre 2018) con i russi feriti dal crollo della scala mobile. Dopo di che, anche nelle altre due stazioni più profonde della linea A, Spagna -54 metri e Barberini -30 metri, con sempre più allarmante frequenza si registrano delle rotture delle scale mobili. Nel silenzio del sindaco di Roma, Virginia Raggi, e dell’allora assessore ai Trasporti, Linda Meleo, sotto natale 2018 ci sono giorni tragicomici con aperture e chiusure delle stazioni in maniera casuale. Fino a marzo: dopo un’altra serie di incidenti, Atac chiude direttamente le due stazioni. Risultato, per mesi si parte da Termini e si scende a Flaminio. Spagna e Repubblica riaprono a maggio 2019 la prima e a fine giugno la seconda. Barberini resta chiusa. Fino a settembre rimane sotto sequestro da parte della Procura. Poi, dissequestrata, iniziano i lavori affidati ad Otis chiamata da Atac, con un appalto d’urgenza, a mettere una pezza a una serie di scale mobili ferme da mesi. Prima doveva aprire per Natale, poi dopo, poi metà gennaio, quindi a fine mese. 
A Barberini ci sono 6 scale. Per riaprire la stazione solo in uscita servono, per ragioni di sicurezza, quattro scale mobili funzionanti. Tre di queste hanno già ottenuto il via libera dal Ministero. La quarta, no. Il primo collaudo, una quindicina di giorni fa, è andato male: ancora problemi ai dischi frenanti. Ancora lavori, dunque, che avrebbero dovuto concludersi il 24. E che, a quanto risulta a Il Tempo, invece richiederanno ancora ulteriori giorni di lavoro. Per le altre due scale che garantirebbero la riapertura di Barberini anche in ingresso ai viaggiatori, i lavori sono ancora da programmare. 


giovedì 9 gennaio 2020

SCALE "IMMOBILI": BALDO DEGLI UBALDI IN RIAPERTURA, BARBERINI FORSE; PER CORNELIA 14 SETTMANE


Baldo degli Ubaldi potrebbe riaprire entro un paio di giorni, Barberini forse, molto forse per fine mese ma solo in uscita, Cornelia ne avrà per 14 settimane e le opposizioni “processano” la Giunta capitolina e Atac.
Questo è quanto è emerso ieri pomeriggio durante la seduta della Commissione Mobilità dedicata al problema delle scale mobili con audizione dei vertici Atac. 
Baldo degli Ubaldi - chiusa dal 18 ottobre scorso per la obbligatoria revisione ventennale delle scale mobili - ha avuto l’ok dal Ministero delle Infrastrutture per 6 scale su 12: con metà impianti “l'apertura è consentita”, dice Gianni Nicastri, direttore di esercizio, che aggiunge: “Siamo in attesa del nulla osta tecnico che dovrebbe arrivare ad ore. La riapertura potrebbe arrivare entro un giorno dall'arrivo del nulla osta tecnico. Quindi la prima riapertura avverrà solo per l'accesso più a valle. Delle altre 6 ne rimane solo una da controllare quindi contiamo di riaprire anche l'accesso a monte subito dopo”.
Capitolo Barberini: se va bene, i lavori sulla quarta scala (quella bocciata al collaudo pochi giorni fa) potrebbero concludersi il 24 gennaio. Poi, nuovo collaudo che, se superato, potrebbe portare alla riapertura della stazione ma solo in uscita. Per riaprire in entrata occorrerà l’ok anche sulle rimanenti due scale i cui lavori, però, non sono neanche iniziati.
Per Cornelia tempi lunghi: 14 le settimane necessarie ai lavori di revisione ventennale. Tutte e cinque le ultime stazioni (Cipro, Valle Aurelia, Baldo degli Ubaldi, Cornelia e Battistini) hanno scale mobili ferme perché la revisione doveva esser fatta entro il 31 dicembre scorso. A Cornelia i lavori sono iniziati il 30 dicembre e, stando a quanto riferito da Atac, dureranno 14 settimane anche se si studia la possibilità di aprire anche con i cantieri in corso. 
Una situazione che nel quadrante - complici i lavori nella Galleria Giovanni XXIII e quelli sulla via Aurelia - rischiano di mandare in tilt mezza città con le opposizioni che attaccano duramente la Giunta per l’incapacità dimostrata nel coordinare e programmare i lavori. 

METRO, BARBERINI BOCCIATA, SCALE MOBILI IN TILT


Barberini metro A resta chiusa. Almeno fino a fine mese. Forse. E, quando riaprirà, sarà solo in uscita. Il problema sono sempre e ancora le scale mobili: a Barberini sono 6 e solamente 3 hanno avuto il via libera da parte dell’ufficio del Ministero. La quarta no: permangono ancora problemi al sistema frenante. Per aprire la stazione, solo in uscita, servono 4 scale funzionanti. Ecco, quindi, che a quasi un anno dalla chiusura ancora non si vede giorno. Tanto che Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti, tuona: “Siamo sconcertati. Dopo 290 giorni nulla è cambiato e la possibile riapertura slitta ancora. Per commercianti, romani e turisti dopo il danno la beffa. Ancora inefficienza e disservizi sul fronte trasporti”. Pica aggiunge: “in questi giorni di saldi è andata in scena l'ennesima figuraccia, Barberini chiusa e Spagna in tilt. Le navette sostitutive, come denunciato dalla Fiepet-Confesercenti, si sono rivelate nettamente insufficienti. Nei prossimi mesi il danno per i pubblici esercizi continuerà a crescere e il pil dell'economia cittadina scenderà in caduta libera”. Conclusione: “La Raggi batta un colpo”. 
Ci fosse solo Barberini, sarebbe un dramma solo limitato. Ma basta dare uno sguardo al sito aziendale di Atac per vedere come scale mobili e ascensori siano una delle piaghe più purulente di questa Amministrazione. Basti solo un dato: da Spagna a Battistini, un terzo della linea, ogni fermata ha almeno un impianto fermo. Con le ultime 5, Cipro, Valle Aurelia, Baldo degli Ubaldi, Cornelia e Battistini che hanno tutti gli impianti fermi. Banalmente: Atac non ha saputo programmare la revisione ventennale delle scale mobili e degli ascensori. Quindi, tutti fermi: Baldo degli Ubaldi e Cornelia sono chiuse, dato che sono stazioni profonde. Le altre tre sono aperte, essendo più in superficie. Ma un anziano o un portatore di handicap è totalmente tagliato fuori dall’accesso alla metro. Il tutto nel silenzio più vergognoso di Virginia Raggi, solitamente ciarliera sui social per rivendicare i suoi mirabolanti successi. Oggi, seduta di Commissione Mobilità dedicata alle scale mobili con la consigliera Svetlana Celli che chiede le “carte di Atac” per evitare l’ennesima, inutile pagliacciata. 

mercoledì 13 novembre 2019

DISASTRO METRO: CHIUDE SPAGNA, MANZONI A SINGHIOZZO; PIOVE A VALLE AURELIA. E POI I FLAMBUS: GIÀ 26


Chiude Spagna, Barberini non si sa quando e come riaprirà, piove dentro la stazione Valle Aurelia, Baldo degli Ubaldi la rivedremo forse a gennaio, Manzoni fa le bizze: la metropolitana è diventata la nuova nemesi, dopo i rifiuti, della Giunta Raggi.
Ieri pomeriggio si rompe un treno a Cornelia: saltano i freni. Evacuazione delle carrozze che, poi, vanno portate al deposito. Il quale è ad Anagnina. Praticamente, un treno “sfrenato” invece di poter arrivare alla stazione successiva, Battistini, che è capolinea, è costretto a essere rimorchiato per oltre 15 chilometri fino al deposito che sta, appunto, ad Anagnina. Cammina, cammina quando il convoglio arriva a Spagna i freni si piantano un’altra volta, sollevano un denso fumo acre e scatta l’allarme antincendio. Tutti fuori, stazione chiusa per quasi un’oretta. Per la cronaca, le denunce degli utenti sulla rete testimoniano del fumo anche a Lepanto dove, però, l’antincendio non è scattato. Né è scattato in nessuna delle fermate successive creando, ovviamente, il dubbio sulla sensibilità dei sensori: troppo a Spagna o poco nelle altre?
Capitolo stazione di Valle Aurelia: “scale mobili rotte, ascensori fermi da mesi e oggi (ieri, ndr) scende acqua dalle plafoniere direttamente sulla banchina di acceso ai treni. È proprio il caso di dire che l’amministrazione 5stelle fa acqua da tutte le parti”, denuncia Daniele Giannini, consigliere regionale della Lega. Gli fa eco Angelo Belli, coordinatore Lega nel Municipio XIII: “Sono passati solo 15 giorni dal termine dei lavori di manutenzione e di collaudo di questa fermata, gli ascensori sono ancora tutti rotti da luglio scorso e una scala mobile non funziona. Dopo la chiusura della fermata Baldo degli Ubaldi, che sta creando notevoli disagi, ci aspettavamo una manutenzione seria, non approssimativa”.
Il sito aziendale ieri riportava un “90%” di impianti funzionanti, fra ascensori, montascale e scale mobili. Poi, però, spulciando meglio viene fuori che 12 stazioni della linea A su 27, il 45%, lamenta qualche problema agli impianti, una le scale mobili, una gli ascensori o i montascale, qualcuna con più di un sistema fuori servizio. Anche sulla B sono 12 su 26 (46%) le stazioni con problemi agli impianti. Un filino meglio sulla linea C: 6 stazioni su 22 (27%) con qualche disservizio.
Capitolo Manzoni: negli ultimi giorni la stazione chiude con una certa frequenza. Prima il 20 agosto, poi il 23 settembre, di nuovo il 19 ottobre poi si ferma il 4, l’8, il 10 e l’11 novembre. Stando ad Atac la colpa è del maltempo: quando piove si allaga un locale tecnico di servizio da cui poi l’acqua cola sotto, invadendo le fosse delle scale mobili. Ovviamente, più è intenso il fenomeno meteorologico più la chiusura è lunga. Praticamente, i tecnici Atac, nonostante l’apposizione di paratie, finiscono per dover asciugare le scale mobili e, come accaduto il 4 novembre, anche ripristinare i servizi elettrici nella stazione. 
Da ultimo, per non farsi mancar nulla, ieri all’alba una vettura del 2013 in servizio sulla linea notturna N8 ha preso fuoco. Il bus, che era vuoto e in rientro al deposito, è andato completamente distrutto. Il conto aggiornato dei flambus del 2019 recita 26 vetture in fiamme di cui 13 distrutte.


E BARBERINI NON SI SA QUANDO POTRÀ RIAPRIRE



Tempi sulla riapertura della fermata metro Barberini non ci sono. Atac non ne fa. Ma se e quando riaprirà, sarà solo in uscita. Per riaprire anche in entrata, Dio solo sa quando. Ieri, Commissione Trasparenza cui hanno preso parte solo il direttore di esercizio delle metropolitane, Gianni Nicastri, e il responsabile delle manutenzioni, Stefano Pisani. Convocato ma assente l’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, che non ha mandato neanche qualche oscuro funzionario in rappresentanza. Assenti anche tutti i consiglieri 5Stelle che hanno spedito come sostituzione il povero Roberto Allegretti, appena entrato in Consiglio comunale e, quindi, totalmente fuori posto. 
Foto 1 - Gianni Nicastro, direttore di esercizio
delle linee di metropolitana 
Su Barberini il racconto di Atac è che su 6 scale mobili (Barberini ha solo scale mobili ed è, dopo Spagna, la stazione più profonda della linea A insieme a Repubblica) quattro sono pronte per il collaudo. Atac ha chiesto, lo scorso 8 novembre, al Ministero dei Trasporti (cui competono i collaudi sulle scale mobili) di venire a testarle. Date, però, non ne vengono fatte. L’ipotesi è che, viste analoghe situazioni in passato, l’Ustif (l’ufficio ministeriale preposto) possa collaudare il tutto entro inizio dicembre. Ma se non c’è certezza sulle date, c’è invece sull’esito: se sarà dato l’ok, la stazione riaprirà solo in uscita. Per riaprire anche in entrata, occorrerà aspettare la riparazione delle ultime 2 scale. Atac è ancora nella fase di assegnazione dei lavori. Poi, Otis, la ditta che dovrà ripararle, presenterà il cronoprogramma dei lavori. Non impossibile che, visti i tempi, ci possa volere anche un anno prima di vedere Barberini tornare a funzionare. 
Foto 2 - Stefano Pisani, responsabile per Atac
delle manutenzioni sulle linee di metropolitana
Questione politica: l’assenza dell’assessore Calabrese e dei consiglieri grillini.La Commissione è indignata, perché è la terza volta che Atac non si presenta. Questa volta non ci hanno nemmeno dato una risposta sulla partecipazione o meno. Ci sono dei problemi che i cittadini stanno vivendo e per questo speravo di ottenere delle risposte da Atac. Oggi siamo di fronte ad un’azienda che era stata incaricata della gestione di impianti importanti, soprattutto per la sicurezza delle stazioni, ma che ha mancato gli obiettivi. Ci tengo a sottolineare che trovo molto grave l’assenza di Atac”. Era il 13 settembre scorso. Seduta di Commissione Mobilità all’epoca presieduta da Calabrese. Convocato l’ad di Atac, Simioni che non si presenta senza avvisare. Calabrese è indignato. Ma all’epoca era consigliere. Oggi, assessore. 

Foto 3 - Il grande assente: Pietro Calabrese, assessore ai Trasporti




sabato 14 settembre 2019

ATAC E MELEO BIGIANO LA COMMISSIONE TRASPORTI


Nulla di più andreottiano dei grillini a Roma: se non possono parlare bene, non ne parlano. Non ci si presenta alle audizioni in Commissione. Non si twitta quando c’è anche l’ombra di un problema. Ieri era prevista una seduta della Commissione Trasporti dedicata al problema delle scale mobili che non funzionano e alla riapertura di Barberini ancora in alto mare. Quando è stata convocata, il 9 settembre, nessuno poteva prevedere gli sviluppi giudiziari di giovedì, con gli arresti per le mancate manutenzioni. Ma, ovviamente, sarebbe stato il piatto forte. 
Inviti all’assessore Meleo, al suo capo dipartimento Carolina Cirillo (subentrata a Gian Mario Nardi in procinto di pensione) e al presidente di Atac, Paolo Simioni. 
Né la Meleo, né il suo capo dipartimento né alcuno di Atac hanno pensato di presentarsi alla seduta. 
E per Atac è la terza volta che rifila buche. Si legge nel verbale della seduta che, dopo 40 minuti di attesa, il presidente, Pietro Calabrese (M5S), decide comunque di iniziare la discussione: “La Commissione è indignata, perché è la terza volta che Atac non si presenta. Questa volta non ci hanno nemmeno dato una risposta sulla partecipazione o meno”. Presenti - a parte i consiglieri comunali - anche i rappresentanti delle Associazioni di Barberini e di Repubblica. 
Prosegue Calabrese illustrando i dati di partenza: “Ad oggi sono 731 gli impianti di risalita verticale presenti nelle stazioni delle 3 linee della metropolitana (A, B e B1, e C), e delle ferrovie regionali in concessione, Roma-Lido di Ostia e Roma-Viterbo”.
Aggiunge ancora Calabrese: “Ci sono dei problemi che i cittadini stanno vivendo. Siamo di fronte ad un'azienda [la MetroRoma Scarl sotto inchiesta, ndr] che era stata incaricata per la gestione di impianti importanti, anche e soprattutto per la sicurezza delle stazioni, ma che ha mancato gli obiettivi. Ci troviamo davanti una situazione di dolo. Atac ha oggi bisogno di mostrare credibilità alla cittadinanza. E spero che seguirà e accompagnerà tutta questa vicenda, che risulta intollerabile”.
La risposta dei Comitati è tanto semplice quanto disarmante: “Simioni è stato messo da voi, e lo avete scelto voi”. Alla domanda più semplice, “si rispetteranno i tempi per la riapertura di Barberini inizialmente indicati per novembre?”, Calabrese alza bandiera bianca: “Se Atac non c'è, non posso dare dati per conto loro. Ci tengo a sottolineare che trovo molto grave l'assenza odierna dell’azienda. Atac, nella situazione attuale, non ha dirigenti in grado di dare e certificare date e tempi dei lavori”. Ovviamente, i cittadini non si fidano più di Atac: “Siamo stati 8 mesi a chiedere risposte ad Atac, senza riceverne. Abbiamo ricevuto da Pasqua scorsa tre date di riapertura diverse, poi disattese. Non capiamo chi sono gli interlocutori, chi si prende le responsabilità del cronoprogramma. Noi cittadini ci rivolgiamo a voi politici, che abbiamo votato ed eletto, ma poi fate il solito scaricabarile”.
E non ci vanno teneri i consiglieri presenti: Svetlana Celli (Roma torna Roma): “Perché oggi non c’è l'Assessore Meleo?” e, di rimando, Lavinia Mennuni (Fd): “Pochi minuti fa ho incontrato Meleo in ascensore, quindi è presente. Sarebbe dovuta venire a spiegarci l'evoluzione dei fatti”.

METRO, TRAPPOLA NEL TUNNEL: TUTTI A PIEDI


Uno dei giorni più neri per il trasporto pubblico romano. Forse il più nero dopo quel 24 ottobre dello scorso anno quando la scala mobile di Repubblica crollò per mancata manutenzione sotto i piedi di una quarantina di russi, tifosi della CSKA Mosca, in visita a Roma per la partita di Champions all’Olimpico contro i giallorossi di Di Francesco. Si parte con Termini al buio. Prima mattina, orario di punta: per un paio d’ore la fermata Termini rimane servita solo dalle luci di sicurezza con scale mobili ferme. Nemmeno finita l’emergenza di Termini che, dopo poco, cade l’alimentazione elettrica sulla linea B con interruzione del collegamento fra Basilica San Paolo e Castro Pretorio. Treni fermi e passeggeri a piedi in galleria.  
Le immagini girate dagli utenti raccontano di gente costretta a scendere dai treni fermi dentro le gallerie e ad incolonnarsi più o meno al buio per dirigersi verso la stazione più vicina. Per un passeggero disabile è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco che hanno dovuto trasportarlo dall’interno della galleria fino alla banchina della fermata Cavour. Per ragioni di sicurezza, insieme ai pompieri era presente anche un equipaggio del 118. 
Comunicazioni ufficiali da Atac non ne arrivano, nonostante le richieste. Unico canale di informazioni, l’account twitter dell’azienda, @infoatac, che racconta già di rallentamenti alle 10.18: “intervento tecnico in linea. Circolazione rallentata”. Alle 10.37 il primo tweet dell’azienda: “MetroB: interruzione tratta Basilica San Paolo-Castro Pretorio. Istituito servizio navetta. Restano attive tratte Laurentina Basilica San Paolo e Castro Pretorio- Rebibbia/Ionio”.
E la situazione è rimasta ferma al buio totale fino quasi alle 2 del pomeriggio quando Atac comunica che sulla “metro B il servizio è ripristinato su intera tratta con residui ritardi”.
Spiegano dall’azienda che si è trattato di un problema di alimentazione elettrica che è saltata. Il sistema di sicurezza ha consentito a tutti i treni tranne uno di giungere nelle stazioni più vicine per poter far scendere i passeggeri sulle banchine. Stando ai calcoli dei conducenti, il tragitto fra Castro Pretorio e Basilica San Paolo dovrebbe essere normalmente svolto in 12-15 minuti. Questo significa che al momento del guasto i treni in circolazione sulla tratta al buio potevano essere 3 o 4. Solo un convoglio, fra le stazioni di Termini e di Cavour, sarebbe rimasto effettivamente bloccato dentro la galleria costringendo i passeggeri alla camminata sul piccolo marciapiede di emergenza.
La giornata di ieri segue un periodo totalmente nero per il trasporto pubblico romano: l’inchiesta della magistratura sulla vicenda scale mobili con gli arresti della giornata di giovedì getta una luce sinistra sull’intero sistema appalti di Atac, sui mancati controlli e sulla sicurezza dei passeggeri. Problemi che si sono manifestati già nel 2017, proseguendo per tutto il 2018 fino all’incidente di Repubblica e, poi, alle chiusure natalizie a singhiozzo di Barberini e Spagna diventate poi lungodegenti con Barberini ancora chiusa da fine marzo. Né i dati sul servizio reso da Atac lasciano ben sperare per il futuro: la perdita di chilometri si aggrava di anno in anno, così come la moria di vetture. E i 227 nuovi bus turchi in consegna (170 già sulle strade) possono riuscire appena appena a riportare la flotta ai livelli del 2016, sempre che si arresti l’emorragia dei veicoli esistenti. Infine, grazie ai colpevoli ritardi dell’Amministrazione grillina nel decidere sul futuro della linea C dopo Colosseo, rischiamo di perdere le due talpe che stanno scavando le gallerie con un enorme aggravio dei costi (un’ottantina di milioni di euro per comprarne di nuove) e un rallentamento biblico dei tempi. E mentre il sindaco, Virginia Raggi, fra un selfie e l’altro con i bus nuovi dedica in pochi giorni ben 8 tweet alle 3 macchinette mangiaplasica, né lei né l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, hanno dedicato un solo momento social a tutti questi eventi negativi: se non se ne parla, il problema non esiste. 


venerdì 13 settembre 2019

SCALE MOBILI, DISSERVIZI CONTINUI


La riapertura di Spagna prima (7 maggio, dopo 44 giorni di chiusura) e di Repubblica poi (25 giugno, 243 giorni di chiusura) aveva rimosso dall’occhio del ciclone mediatico la vicenda scale mobili. Certo, c’è ancora Barberini persa nel limbo che perdura dal 23 marzo scorso (173 giorni): forse riapre per ottobre, forse novembre, forse chissà. Le notizie dalla trasparentissima Atac se arrivano, arrivano quando ci sono audizioni di funzionari in qualche Commissione. Ma, anche se il clamore mediatico dei mesi caldi della “tav cittadina” si è spento, non è che la situazione scale mobili andasse poi bene. Quotidianamente, il sito aziendale di Atac riporta guasti e disservizi (e nemmeno sempre tutti segnalati). Ieri, 11 stazioni della linea A registravano scale ferme, monacale fuori servizio, ascensori rotti. Cinecittà, Numidio Quadrato, Colli Albani, Spagna, Lepanto, Ottaviano con i monacale fermi; Ponte Lungo, Spagna, Cipro e Valle Aurelia ascensori bloccati; Cornelia scale mobili offline.
Metro B e B1, 10 stazioni: Monti Tiburtini, Policlinico, Marconi, Eur Fermi, Eur Palasport ascensori fermi ai piani; poi due nodi di scambio con le ferrovie come Stazione Tiburtina e Piramide con le scale mobili fuori servizio come a Magliana e Laurentina. Infine, Cavour col monacale rotto.
Per Metro C, solo tre stazioni con problemi: scale mobili bloccate a Grotte Celoni e ascensori fermi a Torre Gaia e Parco di Centocelle. 
Da ultimo, tre stazioni con disservizi sulla Roma-Lido di Ostia: scala mobile ferma a Casal Bernocchi come pure gli ascensori. E sempre gli ascensori bloccati a Ostia Antica e Castel Fusano. 
E il quadro è più meno costante - o anche peggiore nei numeri - praticamente tutti i giorni. La rincorsa di Atac a mettere una pezza a colori alla gara d’appalto incriminata - quella vinta da Metro Scarl con un ribasso di quasi il 50%, appaltata da questo management Atac nominato dall’Amministrazione Raggi - avrà un costo totale di oltre 8 milioni e mezzo, fra interventi d’urgenza sulle scale delle fermate centrali della A (Otis, 1,2 milioni) e nuova società per la manutenzione ordinaria (Schindler, 7,3 milioni). 

sabato 24 agosto 2019

METRO A ANCORA NEL CAOS, SALTA MANZONI

Niente pace per la metro A: non bastassero i lavori - quelli sì, necessari ma che comunque arrecano un temporaneo e inevitabile disagio all’utenza in favore, si spera, si un futuro migliore - che vanno avanti sulla linea Anagnina-Battistini, ci si mette a beffare l’utenza anche lo stop and go improvvisato.
È successo per due volte, ieri, alla stazione Manzoni: i treni passavano e non potevano fermarsi. Prima chiusura, alle 8 di mattina con tweet di @infoatac - l’account aziendale che segnala problemi sulla rete in tempo (quasi) reale - delle 8.21 seguente la segnalazione di un utente che lamentava la stazione completamente al buio. Riapertura alle 9.15. Poi, nuovamente, alle 12.30 altra chiusura. E nuova riapertura alle 14 passate. Motivazioni ufficiali @infoatac non ne rilascia, anche se più di qualche utente chiede conto del perchè di queste ripetute chiusure. L’azienda parla in via ufficiosa di un guasto elettrico, forse per problemi di Acea. Ma, come avvenne quando ci fu il famigerato apri/chiudi per le scale mobili rotte a Spagna e Barberini, informazioni precise e complete non vengono mai fornite.
E non è solo ieri: altri disagi, sempre sulla A, si erano registrati a San Giovanni, mercoledì 14. Prima alle 6 di mattina, poi all’una del pomeriggio la stazione chiude ma, in questo caso, i bus sostitutivi che già prestavano servizio per i lavori vengono allungati anche sulla tratta San Giovanni/Arco di Travertino. E, a parte un generico e pallido “guasto tecnico” non è che la trasparentissima azienda di via Prenestina si prenda la briga di spiegare cosa si sia rotto. Visto, appunto, il precedente del trittico Repubblica/Barberini/Spagna, il sospetto più che giustificato è che si possa trattare di rotture che pongono seriamente a rischio l’incolumità dei passeggeri. Ma, del resto, questo management Atac è già passato alla storia per i “principi di incendio” comunicati ufficialmente per i bus flambé con foto che, però, mostrano vetture completamente bruciate. 
Già che ci siamo, non è il caos sia limitato alla sola linea A: il 17 sera, alle 21, si ferma per un paio d’ore anche la stazione Torre Spaccata della linea C sempre per il solito “guasto tecnico” non precisato. Insomma, non c’è pace per chi ad agosto è rimasto a Roma a lavorare. 

mercoledì 26 giugno 2019

REPUBBLICA: OTTO MESI PER LE SCALE MOBILI



Repubblica metro A riapre alle 5.30 di questa mattina. L’annuncio è arrivato ieri, con un cinguettio a metà pomeriggio del sindaco di Roma, Virginia Raggi: “La stazione Repubblica della metro A riaprirà domani mattina in sicurezza. Ci scusiamo per i disagi che cittadini e commercianti hanno dovuto affrontare in questi mesi a causa dei lavori straordinari di manutenzione”. 

SCALE MOBILI ESSENZIALI PER LE METRO
Quattro scale sulle 6 esistenti, stessa situazione di Spagna, quindi appena al di sopra dello standard minimo di sicurezza. Spagna è la stazione più profonda dell’intera rete di metropolitane capitoline con un dislivello di 54 metri. Seguono a pari merito sui 30 metri di profondità Barberini, Repubblica e San Giovanni (metro C). 
Repubblica e Barberini, inoltre, non hanno scale fisse ma solo quelle mobili. Quattro scale mobili funzionanti su sei, quindi, è il minimo per tenere aperta la stazione. 

IL LUNGO STOP IN CENTRO
In totale, quindi, riaprendo oggi, Repubblica è rimasta chiusa 243 giorni. Spagna era rimasta chiusa 44 giorni consecutivi più 5 giorni totali a dicembre e, sempre a dicembre, altri 6 giorni con il giochino “apri/chiudi”. Barberini è, invece, ancora avvolta dal mistero: chiusa da 93 giorni consecutivi (più 3 totali a dicembre, 8 parziali sempre a dicembre, 4 a gennaio e 2 parziali a marzo), secondo le ultime informazioni di Atac la stazione è ancora sotto sequestro da parte della magistratura che, però, ha autorizzato per la seconda volta il sopralluogo dei tecnici necessario a stilare il programma degli interventi che dovrà essere sottoposto anche ai Pm. 

IL BUCO NERO DELLE SCALE MOBILI
Le immagini della scala mobile che si “sgrana” sotto i piedi dei tifosi russi facendoli precipitare al suolo hanno fatto il giro del mondo. E da quel giorno - era il 23 ottobre 2018 - si è aperto il buco nero delle scale mobili: il management Atac selezionato, scelto e voluto dalla Giunta Raggi aveva appaltato la manutenzione delle scale mobili (e degli altri “impianti di traslazione”, inclusi, quindi, montascale e ascensori) a una società temporanea, MetroScarl, che aveva ribassato l’appalto a metà valore. Dopo poche settimane, stando ai rapporti della stessa Atac, iniziano i disservizi: sempre più scale e ascensori fermi, riparazioni infinite e mal fatte - clamorosa quella con le fascette di metallo da ferramenta - pezzi di ricambio mancanti, cannibalizzazione delle scale più rotte per riparare quelle rappezzabili.
Il risultato è stato il collasso del centro ma anche di tutte le strutture disseminate un po’ ovunque: ogni giorno il sito dell’Atac riporta il lungoCirimbillA9910
 elenco di scale, ascensori e monacale fermi sulla linea A, la B/B1, la C e la Roma-Lido di Ostia. La percentuale di impianti rotti è quasi costantemente superiore al 10% il che, in valori assoluti, si traduce in un centinaio di impianti fuori servizio. 

8 MILIONI PER RIPARARE
Un milione e 265mila euro sono stati stanziati e spesi da Atac per mettere la pezza a Spagna, Repubblica e Barberini con una chiamata diretta e d’urgenza alla Otis ma altri 7,3 milioni sono lo stanziamento per la Schindler che ha sostituito in corsa la MetroScarl appaltante originaria.