*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta Marco Palumbo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marco Palumbo. Mostra tutti i post

venerdì 18 settembre 2020

BONUS AFFITTO, COMUNE LUMACA



Il bonus affitto covid? Ripassi la prossima estate. La veloce ed efficiente macchina capitolina impiegherà 402 giorni - un anno, un mese e 6 giorni - per esaminare tutte le 49.200 domande per il bonus affitto giunte in Comune entro il 18 maggio scorso, data di chiusura dei termini di presentazione delle richieste di sussidio.
Il dato emerge dall’audizione in Commissione Trasparenza di Stefano Donati, direttore delle Politiche abitative del Comune.
Durante la seduta della commissione Donati ha spiegato che sono pervenute 49.200 domande di bonus affitti per il covid e che dal 18 maggio a ieri erano state giudicate ammissibili 3.700 domande, 3mila richiedono delle integrazioni e 8.300 erano quelle rigettate. Totale: 14.950 domande lavorate in 122 giorni, una media di 123 domande al giorno. In proporzione, quindi, rimangono da lavorare 34.250 domande. Se il Campidoglio manterrà lo stesso ritmo seguito fino a oggi, l’elenco delle richieste dovrebbe esaurirsi il prossimo 23 giugno. 
In termini numerici, poco più del 7 percento sono le domande ammesse fino a ora a ricevere il bonus affitto rispetto al totale delle 49.200 presentate e 1.200, meno del 2,5 percento, quelle effettivamente pagate. Come ha spiegato Donati in Commissione, 950 sono quelle in liquidazione ora (ovvero con i mandati di pagamento in partenza) mentre la prossima settimana saranno messe in pagamento altre 1500 domande. “Sappiamo che c’è ancora molto lavoro da fare, ma gli uffici sono a pieno regime e contiamo in due mesi di terminare l'istruttoria di tutte le 50mila domande ricevute, un numero davvero enorme”, ha detto Donati solo che per concludere l’iter di esame in due mesi gli uffici capitolini dovrebbero passare da 123 a 570 domande lavorate quotidianamente. Altrimenti, appunto, con questi ritmi di finire la lista se ne parla a fine giugno del prossimo anno. 
Alla seduta ha preso parte anche l’assessore alla Casa, Valentina Vivarelli: “Il dipartimento Patrimonio ha iniziato a erogare il bonus ad agosto. Gli uffici stanno lavorando per velocizzare il più possibile l'iter, tanto che Roma ha iniziato prima di tutti i capoluoghi del Lazio a erogare i contributi”.
L’oggettiva lentezza del Comune, però, rischia di far precipitare la situazione: “Siamo tempestati ogni giorno dalle richieste di 400 famiglie che non stanno ottenendo alcuna risposta dal Campidoglio. I senza fissa dimora aumenteranno enormemente vista la situazione di stallo del bonus e alcuni sfratti che a breve saranno esecutivi” ha detto Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo Settore del Lazio.
Attaccano anche i Dem Marco Palumbo, presidente della Commissione Trasparenza, e Giulio Bugarini: “L’Amministrazione ha perso l’ennesima occasione per sostenere le famiglie romane: si 50mila domande ne sono state istruite meno di un terzo, quando il requisito fondamentale era proprio la tempestività e il numero degli esclusi è enorme e c’è stato un costante calo di contributi. Non ci sono stime su quando verrà completata l’erogazione dei buoni nonostante i soldi della Regione fossero disponibili fin da aprile”.



 

domenica 19 luglio 2020

SU ROSATI MAL DI PANCIA BIPARTISAN


Per i grillini la Raggi ha un alto gradimento in città, fino al al 25%. E comunque l’eventuale modifica sul divieto di superare i duemandati può essere superata visto che i grillini già possono appoggiare candidati esterni. Tradotto: la Raggi potrebbe essere candidata con una lista civica, appoggiata dal Movimento. 





L’approdo di Antonio Rosati, Pd, alla presidenza di Eur SpA non sembra, almeno per ora, certificare la parafatura dell’alleanza sul territorio fra Dem e pentastellati auspicata a più riprese dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti. La prima scelta del Ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri, era l’ex presidente della Provincia (e ex presidente di molte altre cose), Enrico Gasbarra la cui candidatura, però, è stata bocciata con un veto intransigente dal sindaco di Roma, Virginia Raggi. Motivazione: per paradosso proprio l’eccezionale curriculum di Gasbarra i cui innumerevoli incarichi nel tempo lo pongono agli occhi dei grillini come l’esponente tipico della Prima Repubblica.  
Se da Forza Italia, Maurizio Gasparri stigmatizza la nomina come uno “scellerato inciucio” da “manuale Cencelli”, tutti e due i partiti appaiono, almeno per ora, fermi sulle rispettive posizioni: per il Pd non può esserci un’alleanza fino a che c’è Virginia Raggi. Per i grillini, non c’è storia: la Raggi sarà la candidata al bis. La convergenza sembra poter arrivare grazie alla legge elettorale che, per il Sindaco di Roma, prevede il doppio turno. Lato M5S Campidoglio la questione è che con o senza la deroga o la modifica al vincolo dei due mandati è la Raggi che sarà candidata. E di un appoggio immediato dei Dem non se ne parla visti gli attacchi quotidiani e, secondo i grillini, immotivati all’Amministrazione capitolina. Lato Pd le posizioni oscillano da quelle altrettanto intransigenti come quelle di Marco Palumbo (“ma dopo i disastri che hanno combinato ma come possiamo appoggiarli e fare un’alleanza? Anche senza la Raggi non si può”) a quelli più morbide espresse dal capogruppo, Giulio Pelonzi:Con la Raggi in campo no, non è possibile un’alleanza. Ma senza, se si trova una candidato civico in grado di essere di unione, se ne può discutere”. La quadra si potrebbe trovare al secondo turno: “al primo - spiega Pelonzi - si va da soli. Poi eventualmente si vedrà cosa fare al secondo”. Pensiero condiviso anche sulla sponda grillina: primo turno da soli, poi al secondo vediamo. In ogni modo, Rosati dovrebbe approdare all’Eur, benedetto dalla Raggi e con un accordo che passa sopra la testa di Zingaretti, deciso fra Goffredo Bettini (padre politico di Rosati) e Roberto Gualtieri, il dalemiano ministro delle Finanze.

sabato 6 giugno 2020

VINCE LAZIO NUOTO, CAMPIDOGLIO SCONFITTO AL TAR


Settimana difficile quella del Campidoglio che al Tar ha rimediato, dopo quella sui prezzi delle case costruite nei Piani di Zona, una seconda, sonora bocciatura, quella per la piscina Lazio Nuoto, società parte della Polisportiva Ss. Lazio. 
Nel 2019, all’interno della maxi operazione che l’Assessorato allo Sport ha condotto per il riordino delle diverse strutture sportive in concessione, la Piscina che era affidata a Lazio Nuoto viene messa a bando. 
Con Lazio Nuoto che prima protesta poi presenta ricorsi al Tar. 
E ieri - mancano le motivazioni che devono ancora essere pubblicate - il Tribunale amministrativo ha accolto uno dei ricorsi presentati dalla Lazio che festeggia: la “sentenza dà ragione alla Lazio, sconfitta da un bando che, come più volte sostenuto, non premiava la storia, i valori tecnici e il sociale”. Con la decisione del Tar viene annullata l’aggiudicazione del bando. 
Opposizioni all’attacco. “Grande soddisfazione” per i Pd Marco Palumbo Giulio Pelonzi, mentre il presidente del VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, si schiera “contro la scelta sconsiderata del Campidoglio di considerare lo sport come uno strumento per far cassa e le società sportive come la controparte”. Dura anche Svetlana Celli, lista Civica: “non avevamo dubbi che il bando emanato dal Comune fosse sbagliato”. Anche da Fratelli d’Italia fioccano le prese di posizione: “fin dall'inizio abbiamo segnalato le nostre perplessità sulla gara”, dice il capogruppo Andrea De Priamo, mentre per la consigliera regionale, Chiara Colosimo, “Ancora una volta la Giunta Raggi, e in particolare l'assessore Frongia, hanno dimostrato la propria incapacità a governare la città”.
Chiamato in causa è proprio l’assessore allo Sport, Daniele Frongia, che dopo le intercettazioni di Palamara e la storia della via d’uscita a Sport e Salute, ha un terzo problema da risolvere: “Attendiamo i 30 giorni per leggere tali motivazioni e dare seguito alla sentenza del Tar”, scrive su facebook e, dopo aver rivendicato la “correttezza e la trasparenza” dei bandi, afferma: “nel caso si confermasse la Lazio Nuoto la vincitrice del bando per l'Amministrazione non può che essere una vittoria”.

giovedì 14 novembre 2019

LEMMETTI: "LA TARI NON AUMENTERÀ"


Promessa di Gianni Lemmetti, assessore al Bilancio della Giunta Raggi: “la Tari (tariffa rifiuti, ndr) non aumenterà”. E questo anche se il bilancio Ama 2017 - quello non ancora approvato e che è costato la poltrona di Ama prima a Lorenzo Bagnacani e poi a Luisa Melara nonché all’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari - dovesse chiudere in negativo. Eventualità tutt’altro che improbabile.
Questo è quanto è emerso dalla seduta della Commissione Trasparenza di ieri mattina, convocata per ascoltare il neo amministratore unico, Stefano Zaghis (impegnato al Ministero) e gli assessori all’Ambiente, Fiorini, e, appunto, al bilancio, Lemmetti. 
Seduta di Commissione che si è svolta come un incontro di scherma: il presidente Marco Palumbo (Pd) e il consigliere Francesco Figliomeni (FdI) da una parte, Lemmetti e Fiorini dall’altra. 
La questione di fondo è quella famosa dei crediti cimiteriali: in sostanza, i consiglieri cercavano di capire se il “buco” sui servizi cimiteriali, i famosi 18 milioni di euro mancanti, potesse essere “scaricato” sulla Tari con un aumento della tariffa. 
Spiega Lemmetti: “I crediti dei rifiuti sono in equilibrio”, ha spiegato, quindi “non dovremo rivalerci sulla Tari ma bisognerà mandare in pareggio i servizi cimiteriali". Insomma, secondo Lemmetti non è possibile "scaricare le eventuali inefficienze dei servizi cimiteriali sulla tariffa della raccolta dei rifiuti. Sono due cose diverse”.
Assai poco convinte le opposizioni. Figliomeni: “in caso di segno negativo del bilancio sulla parte rifiuti la norma Tari prevede immediato riequilibrio tariffario. Ci chiediamo se la Giunta disporrà un aumento della tariffa”.
Valeria Baglio (Pd) attacca: “Lemmetti mischia le carte: il nodo sono i sovracosti che Ama ha sostenuto sullo smaltimento dei rifiuti: 30 milioni di euro in più nel 2017 e circa 20 nel 2018 senza contare le emergenze del 2019. Ora, evidentemente, non sanno come fare a far quadrare i bilanci. Questa à la vera posta che potrebbe far aumentare la tariffa della Tari”.
Chiude Palumbo: “Ci auguriamo che davvero la Tari non aumenterà ma aspettiamo Lemmetti e suoi al varco del Bilancio di fine anno per verificare come faranno quadrare i conti”.

sabato 21 settembre 2019

ROMA SERVIZI, IN CAMPIDOGLIO IL CASO DEL PRESIDENTE AUTOPROMOSSO


Non è passata sotto silenzio l’inchiesta de Il Tempo su Roma Servizi per la Mobilità - la società di proprietà del Comune di Roma che si occupa di “pianificazione, supervisione, coordinamento e controllo della mobilità pubblica e privata” - e sull’aumento di stipendio che il presidente e amministratore delegato, l’ingegner Stefano Brinchi, si è attribuito lo scorso dicembre con una delibera, da lui portata al Consiglio di Amministrazione che lui stesso presiede, che ridisegna l’organizzazione interna dell’azienda e che fa passare l’ad - che era un quadro di IV fascia - allo stipendio da quadro di V fascia con mansioni di dirigente ad interim, da 69mila euro lordi annui a 96mila.
Parte lancia in resta Marco Palumbo, Pd e presidente della Commissione Trasparenza del Campidoglio: “La vicenda dell'aumento di stipendio dell'amministratore delegato di Roma servizi per la Mobilità non convince affatto. La procedura adottata per ritoccare il salario del manager è tutt'altro che chiara. Per questo, ho deciso di convocare una commissione Trasparenza per far luce su tutto l'iter. Nel giro di pochissimi giorni inviteremo in commissione i vertici dell'azienda per spiegare questa storia”. Anche Davide Bordoni (FI) aspetta “la Commissione Trasparenza per far luce su questa situazione”. 
Rincara la dose Giovanni Zannola, sempre Pd, che ricorda come già a maggio 2019 aveva presentato un’articolata interrogazione al sindaco, Virginia Raggi, e all’assessore alla Mobilità, Linda Meleo, alle quali chiedeva chiarimenti circa le “anomale concentrazioni di incarichi sulla persona” di Brinchi (presidente, amministratore delegato, dirigente dai interim della Direzione Trasporto pubblico, responsabile dello Staff Strategie, Ufficio Stampa, Controllo operativo e coordinamento tecnico; responsabile della segreteria tecnica del Piano Urbano per la Mobilità sostenibile). E, poi, ancora: sull’aumento dei dirigenti, sui trattamenti economici concessi ad personam, sull’affidamento a Ernest&Young del progetto di nuova struttura aziendale.
Domande alle quali era stato risposto da Roma Servizi asserendo che a Brinchi non era più assegnato l’interim della Direzione Finanza e Controllo e che la nuova organizzazione aziendale  “non ha comportato alcun aumento di figure dirigenziali né di costi” visto che su 7 direzioni, le 2 non coperte da personale sono state attribuite con interim (che prima o poi o scadranno o dovranno essere stabilizzati). Per Roma Servizi, poi, “l’esperienza acquisita” e la “competenza nel settore” giustificano il mancato ricorso alle ordinarie procedure di selezione interna del personale e consentono di attribuire a Brinchi tanto il ruolo di direttore del Trasporto pubblico quanto quello di “Ufficio relazioni esterne e strategia”. Insomma, per Roma Servizi è assolutamente normale che i propri vertici si attribuiscano posizioni e relativi aumenti di stipendi senza le selezioni cui qualunque comune mortale deve sottoporsi.
A completare il quadro delle forze politiche di opposizione in Campidoglio anche Andrea De Priamo (Fratelli d’Italia): “Presenterò un’interrogazione urgente su questa vicenda che rimane comunque oltre i limiti della moralità”.
A difesa di Brinchi si schiera Enrico Stefàno, M5S ed ex presidente della Commissione Mobilità: “Brinchi è persona valida e competente e svolge l’ incarico di Presidente e Ad a titolo gratuito. Siamo convinti che tutto sia avvenuto nel rispetto della normativa vigente”.


sabato 7 settembre 2019

TUTTI D'ACCORDO: UNA LEGGE SPECIALE PER ROMA CAPITALE


Il ritornello è a una sola voce: i poteri speciali per Roma Capitale. Ed è a una sola voce, più o meno, anche l’idea specifica: dotare il Campidoglio di poteri legislativi e autonomia ai Municipi. Ovvero, di fatto, fare di Roma una Regione a tutti gli effetti, magari pure speciale, con poteri finalmente adeguati al ruolo di Capitale e fondi diretti (e abbondanti). Sono d’accordo i 5Stelle - dopo il lungo letargo iniziale in cui di poteri non se ne voleva sentir parlare - il Partito Democratico e pure Forza Italia e Fratelli d’Italia che, pure, col nuovo governo rosso-giallo nulla hanno a che fare. Anzi, FdI, per bocca del capogruppo, Andrea De Priamo, rivendica la primogenitura di un consiglio straordinario dedicato e FI (Davide Bordoni) che Berlusconi e Tajani abbiano già parlato della governance di Roma nella consultazioni con il premier, Giuseppe Conte. 
Il problema del governo cittadino è centrale e primario - spiegano il capogruppo Pd, Giulio Pelonzi, e la consigliera dem Giulia Tempesta - e con esso quello dei finanziamenti alla città”. Analoga la posizione dell’ex capogruppo M5S, Paolo Ferrara: “I poteri sono fondamentali altrimenti rischiamo di far rimanere la città comunque sempre impantanata. E con i poteri servono i finanziamenti”. 
Berlino - gli fa eco Marco Palumbo (Pd) - riceve un fondo perduto annuale di 300 milioni di euro solo per il trasporto pubblico”.
Il problema, però, è serio: dall’inizio degli anni ’90, con la scomparsa dei finanziamenti perla vecchia legge per Roma Capitale, il Campidoglio ha dovuto far fronte con i bilanci ordinari a tutta una serie di funzioni - Ministeri e Governo, Ambasciate, Santa Sede, manifestazioni, mobilità - che hanno finito per squilibrare i conti. I famosi 12 miliardi e spicci di euro di debito hanno molti padri ma una sola madre: la fine del finanziamento statale a Roma Capitale. 
Io credo - aggiunge ancora Palumbo - che il Governo potrebbe comunque dare un segnale forte a Roma: l’assegnazione a un sottosegretario di una delega speciale per la Capitale che, per troppo tempo, anche dai governi di sinistra, non è mai stata tenuta nella giusta considerazione”.
Per Ferrara, oltre i poteri per la città, il Governo deve riservare un’attenzione speciale al litorale: “Siamo l’unica Capitale che ha un proprio mare eppure se si pensa Roma non è certo alla spiaggia che si fa riferimento. E questo a Ostia sta riaccendendo troppe pulsioni secessioniste”.
Siamo alla vigilia del 150esimo anniversario di Roma Capitale - puntualizza Pelonzi - e credo sia giunto il momento di mettere mano seriamente a questa riforma”. Che, però, per farla seria, richiede una modifica della Costituzione con la creazione di una nuova Regione, Roma. Il che significa doppia votazione per ciascuna Camera a un intervallo minimo di 3 mesi e maggioranza qualificata in entrambi i rami del Parlamento per evitare l’ennesimo referendum che, come i precedenti, rischierebbe di morire per mancanza di quorum. 
C’è anche chi lascia gli aspetti normativi da parte e si concentra su temi più concreti: Ilaria Piccolo (Pd) si aspetta un maggior impegno per le infrastrutture e Angelo Diario (M5S) per gli impianti sportivi “patrimonio enorme di questa città”.

sabato 1 giugno 2019

CAOS RIFIUTI; ROCCA CENCIA NON RIAPRE


Quanto meno fino a domenica 2 giugno l’impianto di trattamento meccanico biologico di Rocca Cencia non riaprirà i battenti. La rottura - avvenuta giovedì 30 e denunciata dai sindacati, Cgil in testa - del nastro trasportatore ha messo fuori servizio l’ultimo impianto di trattamento dei rifiuti di proprietà di Ama, un impianto che tratta 750 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati e che, da ieri, devono essere trattate altrove, in uno degli altri impianti presso cui già oggi Ama si serve, a partire da quelli di Manlio Cerroni e a quelli in Abruzzo.
In una nota diffusa ieri pomeriggio, Ama afferma che sono “proseguite le operazioni dei tecnici per riparare il guasto al nastro di evacuazione degli scarti dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Rocca Cencia, che ha causato la temporanea indisponibilità della struttura”, annunciando che “L’azienda conta di ripristinare la piena funzionalità dell’impianto entro questa domenica”.
Dopo l’appello di giovedì ai romani per effettuare con ancor maggiore attenzione la raccolta differenziata proprio per ridurre al minimo l’impatto dell’indifferenziato trattato a Rocca Cencia, Ama ha anche ribadito che è in corso “un lavoro di verifica e controllo puntuale sui conferimenti delle utenze non domestiche, in particolare bar, ristoranti ed attività di ristoro. Tecnici operativi territoriali, anche nei prossimi giorni, proseguiranno l’azione di contatto diretto con queste utenze, sensibilizzando e spingendo gli esercenti ad utilizzare al meglio il servizio di raccolta differenziata “porta a porta” a loro dedicato”. 
L’obiettivo è quello di migliorare la qualità e la quantità dei materiali differenziati prodotti da queste utenze, ma anche mantenere fruibili i cassonetti stradali per i rifiuti domestici correttamente separati dalle famiglie. 
Tuttavia si rianima il dibattito politico intorno al problema rifiuti che, oramai al terzo anno della Giunta Raggi, si è, se possibile, anche aggravato di mese in mese. 
Il presidente della Commissione Trasparenza, Marco Palumbo (Pd), punta il dito contro i bilancio Ama 2017 e 2018 la cui presentazione appare ancora lontana; per l’ex assessore all’Ambiente della Giunta Alemanno, oggi delegato alle tematiche ambientali di Fratelli d’Italia, Marco ViscontiDopo il rogo che ha messo ko il Tmb Salario e con i due impianti privati di Malagrotta, impiegati a mezzo carico fino a settembre per lavori di manutenzione, il collasso del Tmb Rocca Cencia, spinto alla massima efficienza con presidi continui h24, era assolutamente prevedibile”.
Da ultimo, fronte Regione Lazio, dopo la preoccupazione espressa dall’assessore all’Ambiente di Zingaretti, Massimiliano Valeriani, circa l’assenza di un pari grado in Campidoglio, l’appello di Donato Robilotta, ex assessore alle Riforme Istituzionali: “Cari Raggi e Zingaretti, chiamate di corsa Cerroni prima dell’emergenza sanitaria.

martedì 16 aprile 2019

STADIO, RIMANDATA PRIMA DISCUSSIONE SU DELIBERA GRANCIO/FASSINA


Per la proposta di delibera Grancio/Fassina di annullamento d’ufficio (in autotutela) della delibera Raggi 2017 sul pubblico interesse alla costruzione dello Stadio della Roma, tutto rinviato almeno alla prossima settimana. Nella seduta della Commissione Sport che, ieri mattina, avrebbe dovuto esprimere il proprio parere - a seguire quello delle altre Commissioni: urbanistica, mobilità, lavori pubblici - nulla di deciso: erano, infatti, arrivati solo i pareri del Dipartimento Urbanistica e della Ragioneria generale. Per la Ragioneria generale la proposta Grancio/Fassina non ha rilievi contabili. 
Per il Dipartimento Urbanistica, invece, bocciatura su tutta la linea: come già scritto ieri da Il Tempo, la proposta Grancio/Fassina è sbagliata. Non a caso, nella seduta della Commissione, la consigliera ex 5Stelle, ora Gruppo Misto, Cristina Grancio, ha illustrato più che la sua proposta, le obiezioni ai rilievi del Dipartimento Urbanistica utilizzando, in un paio di occasioni, il famoso “parere Magnanelli”, quello reso al sindaco Raggi a fine gennaio 2017 sulla possibilità di annullamento in autotutela della delibera Marino. La Grancio ha deciso di non consegnare copia di questo parere alla Commissione in modo che siano i consiglieri stessi a chiedere alla Raggi di produrlo ufficialmente agli atti. Per Stefano Fassina, l’altro cofirmatario della proposta di delibera, la Raggi “se non ha nulla da nascondere deve desecretare il parere dell’Avvocatura”, cioè quello dell’avvocato Andrea Magnanelli. Stesso discorso anche per il Pd (Marco Palumbo, “un segreto di Fatima?”) e per la civica Svetlana Celli. Un parere che, in realtà, oramai non sposta più nulla: da quell’epoca, si sono succeduti: l’uscita di Paolo Berdini dalla Giunta, il nuovo accordo con la Roma, la nuova Delibera di pubblico interesse e, soprattutto, il via libera della Conferenza di Servizi decisoria. Insomma, il mondo non si è fermato a gennaio 2017

martedì 5 febbraio 2019

STADIO, OGGI LA VERITÀ SUL POLITECNICO DI TORINO


Oggi, finalmente, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, presenterà alla stampa la relazione finale del Politecnico di Torino sul progetto della Roma di costruire il proprio stadio a Tor di Valle. 
L’annuncio dell’incontro con i giornalisti - al quale prenderà parte anche il professor Bruno Dalla Chiara dell’Ateneo torinese autore dello studio, e il presidente di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi - è arrivato ieri mattina, proprio nel momento in cui stava per iniziare la seduta della Commissione Trasparenza dedicata alla relazione e boicottata dall’Amministrazione capitolina con contorno di grandi polemiche da parte dei consiglieri di opposizione.
Ad aprire le danze è stata la diffusione di un’email del direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti, spedita venerdì 1 febbraio alle 16.42 e indirizzata ai dirigenti convocati dalla Commissione Trasparenza. 
Nel breve testo, il Dg comunale scriveva: “in merito alla convocazione della commissione trasparenza il nostro Ente ritiene opportuno limitare la partecipazione alla parte politica”. 

Insomma, una formula diplomatica per consigliare ai dirigenti caldamente di rimanere nei propri uffici. E, infatti, nessuno dei dirigenti che ha ricevuto questa email si è presentato alla seduta: c’erano un inviato del Dipartimento Sport e quelli dei Municipi IX e XI cui l’email, infatti, non era stata spedita. 
Parte politica”, poi, più che dimezzata: domenica sera, mentre Roma e Milan si affrontavano, il Gruppo 5Stelle aveva annunciato l’assenza dalla Commissione, accampando motivazioni di legittimità della convocazione quanto meno flebili. 
Tutto questo, ovviamente, ha scatenato le opposizioni che hanno rivolto alla maggioranza accuse di attentato vero e proprio alle funzioni dell’Assemblea. Il presidente della Commissione, il pd Marco Palumbo, ha immediatamente riconvocato la Commissione stessa per giovedì 7 e ha annunciato la presentazione di esposti in Procura contro i vertici del Campidoglio rei di aver compiuto abusi di potere e omissione d’atti d’ufficio non avendo consentito alla Commissione stessa di adempiere il proprio ruolo.
Seduta che, poi, però, si è trasformata per l’ennesima volta nella passerella di inutili chiacchiericci del variegato e minoritario piccolo mondo antistadio: idee strampalate e totale assenza di conoscenza delle carte, delle leggi e delle delibere comunali hanno reso la Commissione un teatrino di oltre due ore di nulla.
Archiviata la questione Commissione Trasparenza e le sue implicazioni, stamattina finalmente sapremo come il Politecnico sia riuscito a modificare la relazione dalla bozza con il famoso “catastrofico”, riferito al traffico delle partite serali infrasettimanali, in qualcosa che, se non è “bello, bello, bellissimo” quanto meno gli si avvicini molto. Dai corridoio di Palazzo Senatorio ovviamente filtra molto ottimismo: né la Raggi avrebbe convocato la stampa, insieme al professor Dalla Chiara, se il testo fosse rimasto così negativo come la stesura preliminare.

lunedì 4 febbraio 2019

STADIO; GRILLINI DISERTERANNO COMMISSIONE TRASPARENZA

Avevamo scritto venerdì scorso che i 5Stelle avrebbero “anestetizzato” la Commissione Trasparenza di questa per esaminare e discutere della relazione definitiva del Politecnico di Torino sulla mobilità pubblica e privata del progetto Stadio della Roma. 
Anestetizzare perché boicottare sarebbe sembrato un po’ aggressivo, con i capi della comunicazione della Raggi che esprimevano quasi derisione. 
Ora arriva l’ufficialità: con un post sull’immancabile social, fatto di domenica sera - magari nella speranza che passasse inosservato - il Gruppo “M5S comunica che domani non presenzierà alla Commissione Trasparenza avente come oggetto Progetto Stadio della Roma”. 

La nota del Gruppo 5Stelle
C’è poi lo zuccherino: “Non di certo per il tema, delicato e occasione di confronto democratico, ma a causa della errata modalità di convocazione della Commissione Trasparenza su cui si è negativamente espresso anche il Segretariato Generale, su richiesta del Gruppo M5S, quale organo deputato a sciogliere nodi giuridici ed interpretativi, il cui parere mette in luce come diverse convocazioni della Commissione Trasparenza esorbitino dalle competenze regolamentari della commissione stessa (art 97 del Regolamento del Consiglio del Comune di Roma).Per quanto esposto dal Segretariato, il Gruppo M5S ritiene che l'oggetto della Convocazione di domani 4 febbraio, nonché molti odg già convocati, si traduce di fatto nell'esercizio dei poteri e delle competenze di altre commissioni, esercizio che non riteniamo accettabile ed a cui non possiamo aderire. Ciò posto, ci riserviamo ogni opportuno ed ulteriore approfondimento giuridico/amministrativo nonché di esporre all'esito i fatti alle competenti Autorità, per la tutela del nostro gruppo e del buon andamento dell'Istituzione. Confidiamo nella futura regolarità delle convocazioni della commissione suddetta e di non rendere necessario altro intervento”.

Seduta valida anche con soli 3 presenti
Poco male: un annuncio con velate minacce di ricorsi alle Autorità che, però, sposta poco il tiro visto che per la validità della seduta basta la presenza di 3 consiglieri sui 12 totali. E i grillini sono 7, quindi non bastano per far saltare la seduta.
Che non si presentino loro, quindi, non altera più di tanto i termini della questione visto che le Commissioni si fanno per rendere edotti i Consiglieri sugli atti in discussione attraverso le audizioni dei dirigenti, la visione di documenti e il confronto, quando occorre, con gli Assessori. 

Più che i consiglieri devono andare i dirigenti comunali
Quindi, più che la presenza dei pentastellati, quel che conta domani è la presenza di Gian Mario Nardi, direttore del Dipartimento Mobilità nonché autore del contratto con il Politecnico di Torino e destinatario (sta scritto nel contratto) della relazione definitiva. 
E non a caso, infatti, nell’elenco delle convocazioni Nardi risulta fra quelli convocati il 23 gennaio scorso, quando Marco Palumbo, presidente della Commissione, ha spedito gli inviti. 

La coincidenza della Commissione Trasporti
Strana, poi, la coincidenza della convocazione, da parte del presidente grillino, Enrico Stefàno, della Commissione Trasporti. Un’eccezionale coincidenza a quanto pare: il 23 gennaio Palumbo convoca Nardi per lunedì 4 febbraio alle 11.30, e Stefàno convoca la sua Commissione, il 29 gennaio, con seduta alla 11 di mattina sempre di lunedì 4.
Chissà se Nardi preferirà andare alla Commissione Trasparenza, la cui convocazione è la più antecedente, o a quella Trasporti, giunta provvidenzialmente all’ultimo minuto utile.

Nessun impedimento a spedire email
Ma anche se Nardi decidesse di andare alla Commissione Trasporti, nulla gli vieta di spedire una bella email: in fondo deve solo girare a Palumbo quella contenente la relazione definitiva che è nel suo computer da giovedì 31 gennaio. 

Pronte denunce e ricorso al Tar 
Di fronte alla possibilità che domani, alla seduta della Commissione, si ritrovino al tavolo solo i componenti dell’opposizione e non si presentino i dirigenti convocati né venga fornito il testo della relazione di Torino, il presidente della Commissione, Palumbo, prepara la contromossa: denuncia alla Procura della Repubblica per omissione d’atti d’ufficio e, subito dopo, un giro al Tar per chiedere al presidente di sezione un decreto presidenziale di ottemperanza “inaudita altera parte”, da predisporre cioè senza neanche il bisogno di convocare l’Avvocatura comunale. Se al Tar venisse accolta la richiesta di Palumbo, forte di questo decreto i dirigenti capitolini sarebbero obbligati ad aprire gli archivi e i computer che l’Amministrazione mette loro a disposizione per lavorare. Un’extrema ratio cui nessuno vorrebbe giungere ma che sembra la strada più probabile visto il muro di gomma che i 5Stelle stanno cercando di tirar su su questa incredibile vicenda.

Una Relazione dal valore solo politico
Tutta questa incredibile gazzarra per una relazione che non ha alcun valore giuridico: paradossalmente vale meno della carta su cui sarà stampata. Ma che, invece, ha un immenso valore politico. Valore giuridico non ne ha, essendo al di fuori della procedura che si è conclusa con la fine della Conferenza di Servizi del dicembre 2017.

La genesi del caos: l’addio al Ponte di Traiano
L’Amministrazione Raggi - dopo i primi annunci e tentativi di voler direttamente cancellare il progetto e la relativa delibera - quando si accorge che non si può azzerare tutto, decide di virare sul taglio delle cubature, le famose tre torri di Libeskind assurte a simbolo di ogni speculazione possibile. Per giungere a tagliare le torri è però necessario procedere al taglio delle opere di mobilità di interesse pubblico che generavano questa cubature a compensazione: il Ponte di Traiano e lo sfioccamento della metro B, frettolosamente accantonata. 

L’inchiesta Rinascimento e i dubbi del Sindaco
Nonostante per mesi in molti, non da ultimo Il Tempo, avessero rimarcato quanto questa decisione fosse pericolosa per il sistema di mobilità, occorre l’esplosione dell’Inchiesta Rinascimento perché alla Raggi sorgano dubbi. Avviene quando dai brogliacci delle intercettazioni viene fuori come Luca Parnasi, patron di Eurnova, si raccomandasse con i suoi di non parlare dei problemi di traffico dovuti al taglio di ponte e metro.
Complice l’inchiesta che rallenta l’iter alla vigilia del voto in Consiglio comunale sulla variante urbanistica, molti consiglieri 5Stelle, mai stati particolarmente convinti tout court del progetto, fanno presente al Sindaco di non essere disponibili ad assicurare la presenza in Aula per il voto. A quel punto - siamo in estate - la Raggi decide di affiancare alla due diligence interna degli uffici, anche un check esterno. Dopo un paio di mesi di trattative, viene ufficializzata la decisione di affidare questo controllo sulla mobilità al Politecnico di Torino. 

Un contratto con molti dubbi
Il contratto con l’Ateneo presenta subito molti dubbi: all’Università viene affidato un controllo strettissimo solo su quanto scritto e protocollato, niente simulazioni, niente raffronti con qualsivoglia altra soluzione. E, per di più, viene imposto un segreto asfissiante: non solo non sono ammessi colloqui con soggetti terzi che non siano “gli addetti ai lavori” ma, soprattutto, al termine del lavoro il Politecnico ha l’obbligo o di consegnare al Comune qualsiasi documentazione oppure di distruggerla. 

La relazione preliminare
A inizio dicembre arriva - come da contratto - la relazione preliminare che, però, è una doccia fredda. Dopo i complimenti di prammatica, per l’équipe guidata dal professor Bruno Dalla Chiara, i problemi sono tanti e, quando ci dovesse essere una partita serale nell’infrasettimanale, l’esito del traffico viene definito “catastrofico” (virgolette del Politecnico).

Il Comune corre ai ripari 
A quel punto, dopo che nei primi giorni dall’arrivo della relazione quando il segreto ancora teneva, dal Campidoglio partivano veline che, tutto sommato, era un testo positivo, messo di fronte al nero su bianco, il Comune la butta in caciara: il Politecnico è andato oltre il suo mandato (visto che ha esaminato il progetto depositato è un’idea bizzarra) e gli verrà spedita nuova documentazione in vista della relazione definitiva. Che, a quel punto, slitta dall’iniziale 9 al 31 gennaio.

L’attesa per la relazione finale
Arriva il testo ma, da quel momento, la versione ufficiale è che sia ancora chiuso dentro un cassetto dal momento in cui è giunto. Dando per vera la versione ufficiale, più continua questa melina più aumentano i dubbi sulla “bontà” del contenuto del testo. Nei giorni scorsi, il portavoce del Sindaco Raggi ha annunciato che il testo verrà letto in una riunione futura alla presenza della Raggi stessa e che poi sarà indetta una conferenza stampa. Il tutto entro la prima metà di questa settimana. 

sabato 2 febbraio 2019

STADIO; LA RELAZIONE DEL POLITECNICO CHIUSA NEL CASSETTO


Altra giornata di attesa sulla lunga querelle del progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle: la relazione definitiva del Politecnico è giunta giovedì, nel pomeriggio. Dal Campidoglio, però, solo silenzio ufficiale. Nella nota diffusa giovedì si fa accenno alla convocazione futura di una conferenza stampa. Il quando, però, è un mistero anche se in Comune parlano della prima metà della prossima settimana
Meno misterioso è il rinvio della riunione allargata di maggioranza prevista per ieri mattina per esaminare le risposte dell’Ateneo piemontese e saltata. L’ipotesi potrebbe essere quella di riconvocarla per lunedì mattina ma nella stessa data è in calendario da svariati giorni la seduta della Commissione Trasparenza dedicata alla questione Politecnico.
Fra le fila grilline filtra la notizia di un tentativo di “anestetizzare” la Commissione Trasparenza di lunedì: probabilmente nessuno dei convocati - l’assessore ai Trasporti, Linda Meleo, e il suo direttore del Dipartimento, Gian Mario Nardi - dovrebbe essere presente, tanto che il presidente della Commssione, il pd Marco Palumbo, ha presentato l’ennesimo accesso agli atti  rimarcando, questa volta, come “in ottemperanza al potere ispettivo dei consiglieri comunali, è obbligo dei dirigenti comunali l’esibizione dei documenti richiesti, quando siano disponibili. In questo caso, si richiede che tale documentazione pervenga ai nostri uffici in tempo utile per la seduta di commissione Trasparenza convocata per lunedì 4 febbraio, nel rispetto del lavoro di questo organo e delle sue funzioni”.
Non è da escludersi che anche molti dei consiglieri 5Stelle non siano presenti alla seduta: sono 7 i grillini su un totale di 12 componenti. Per la sussistenza del numero legale che garantisca la validità della seduta, però, da regolamento è sufficiente che siano presenti un minimo di 4 consiglieri
Intanto la relazione resta chiusa in un cassetto. Secondo il portavoce del sindaco, Virginia Raggi, “per evitare strumentalizzazioni sul contenuto della relazione, la stessa non è ancora stata letta e lo sarà alla presenza del Sindaco” ma non prima dell’inizio della settimana. 
In sostanza, “trattandosi di un affare da 800 milioni di euro - spiega il portavoce del Sindaco - vogliamo evitare che inizino le chiacchiere basate su “io l’ho letta” o “tizio l’ha letta””.
Certo, una procedura assai curiosa: uno dei più importanti atti (se non il più importante) della Giunta Raggi dall’insediamento ad oggi, rimarrà chiuso in un cassetto per quattro giorni. Il modo giusto per alimentare illazioni.



martedì 15 gennaio 2019

AL SALARIO INIZIA LA RIMOZIONE DEI RIFIUTI


I cassonetti dell’immondizia, dopo lo sforzo di pulizia dei primissimi giorni dopo la Befana, tornano a riempirsi più o meno ovunque in città. Il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, lancia l’ennesimo allarme per la situazione del TMB Salaria andato a fuoco alcune settimane fa. I sindaci dei Comuni della provincia romana sono sul piede di guerra. Insomma, i rifiuti continuano a rimanere il tema caldo della Giunta Raggi con voci insistenti di una Pinuccia Montanari, l’assessore all’Ambiente, non esattamente in una botte di ferro. Andiamo per ordine.

TMB SALARIO
Apre le danze Caudo che, a Radio Cusano Campus, (ri)lancia l’ennesimo allarme: “Le immagini (girate dai sindacati, ndr) certificano tutte le nostre preoccupazioni, a questo punto sono preoccupazioni che hanno preso la forma di una discarica a cielo aperto. Le immagini del piazzale intorno all’ex impianto completamente circondato dall’immondizia sono esplicite, un abbandono che non può essere tollerato. Si vedono rifiuti abbandonati, ammucchiati, bagnati perché dovevano essere spenti, carbonizzati. Nel sito c’è stato un incendio ed è seriamente compromesso. Occorre programmare una messa in sicurezza ma nessuno se ne sta occupando”. Per Caudo, non bastano i comunicati stampa della Raggi “servono atti che si portano in Giunta, atti di indirizzo, cose firmate e siglate. Di tutto questo non c’è stato nulla. Siamo passati da una situazione in cui l’impianto era controllato a una discarica a cielo aperto dove ci sono migliaia di tonnellate di rifiuti che marciscono e puzzano”. 

COMMISSIONE TRASPARENZA
Oggi, è stata convocata una seduta della Commissione Trasparenza del Consiglio comunale nella sede del III Municipio. Il presidente della Commissione, Marco Palumbo, che ha invitato gli assessori competenti, spiega: “La situazione ha raggiunto livelli di reale pericolosità dal punto di vista igienico sanitario. Finora nessuna risposta chiara è stata fornita dal Campidoglio. È arrivato il momento che la Giunta Raggi si assuma le sue responsabilità. Speriamo che in Commissione gli assessori competenti vogliano partecipare”.

AMA
E, finalmente, si muove anche Ama che annuncia come sia iniziata da “alcuni giorni l’operazione di rimozione e avvio a corretto trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati collocati, per ragioni di sicurezza, nell’area esterna dell’impianto TMB Salario. Le operazioni di rimozione dei rifiuti si completeranno presumibilmente entro la fine di questa settimana”. Non sono le operazioni di rimozione di tutti i rifiuti presenti in situ: “Per la rimozione delle altre frazioni di rifiuto (FOS, scarti, ecc.) presenti all’interno dell’impianto, Ama è in attesa della conclusione e valutazione delle specifiche analisi”, si legge nella nota dell’azienda.

IL NUOVO PROGETTO
"Prato verde, biblioteca, asilo nido, una sala per gli incontri pubblici a disposizione dei cittadini, un edificio all'avanguardia dal punto di vista ambientale. È il nuovo centro direzionale di Ama, che realizzeremo al posto del vecchio Tmb Salario". Così in un post su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

SINDACI IN RIVOLTA
Non accenna a placarsi la rivolta dei sindaci dei comuni metropolitani che oggi pomeriggio incontrerà la Raggi cui consegnerà una lettera indirizzata al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, e al ministro dell’ambiente, Sergio Costa, con la quale si chiede di “redigere un piano rifiuti che scongiuri la presenza di discariche e altri impianti nei comuni limitrofi della Capitale”. All’incontro è prevista la presenza dei sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, promotore dell’iniziativa; di Fiumicino, Esterino Montino; di Latina, Damiano Coletta; e i consiglieri municipali Andrea Bozzi (X Municipio) e Dario Nanni (VI municipio).

TORNANO I RIFIUTI IN STRADA
Dopo tre o quattro giorni di tregua, i social stanno rapidamente tornando a popolarsi di cinguettii e post che testimoniano come lo sforzo di Ama per ripulire dignitosamente le strade dai rifiuti appaia in via di esaurimento. L’esempio migliore viene da largo Sperlonga, zona Cassia, dove, nei giorni scorsi era stato girato lo sketch con Maria Amelia Monti e Angela Finocchiaro. Ripulita l’area il giorno dopo i video, ora è tornata nuovamente una piccola Malagrotta domestica. 

mercoledì 12 dicembre 2018

RAGGI PRESA IN CONTROPIEDE SULLO STADIO


Tutte le fiches sono puntate sulla relazione finale. Questo il quadro del giorno dopo la diffusione dell’esito dello studio preliminare fatto dal Politecnico di Torino - con dati forniti dal Campidoglio e su richiesta del sindaco di Roma, Virginia Raggi - in cui la mobilità pubblica e privata complessiva del progetto Stadio della Roma viene bocciata sul quadrante più ampio e ritenuta valida per l’area del solo progetto. 
Problema politico, per la Raggi, che, avendo chiesto lei stessa il parere del Politecnico per poter rassicurare i suoi consiglieri più recalcitranti al progetto Stadio, ora si trova a dover gestire un esito non positivo di questa relazione. 
Non farei allarmismi. Ho chiesto e fortemente voluto una due diligence per riesaminare gli esiti della conferenza dei servizi cui hanno partecipato tutte le istituzioni. Al momento è stato rilasciato un primo draft (bozza) su cui ci sono delle integrazioni in corso. Con la relazione finale capiremo come andare avanti con tutte le istituzioni che si stanno interessando”, dice il Sindaco che con un secco “no assolutamente” respinge l’idea che questo studio possa causare un blocco del progetto. 
Blocco legalmente impossibile, per altro, poiché questo studio, preliminare o definitiva che sia la sua relazione, non ha valore giuridico essendo stato prodotto al di fuori della procedura amministrativa. L’obiettivo dichiarato per la maggioranza 5Stelle è riuscire a giungere a una formulazione diversa della relazione finale fidando sul fatto che il Politecnico avrebbe redatto questa prima stesura senza avere effettivamente tutti i dati disponibili, quasi andando oltre il contratto con il Campidoglio. 
Al netto, però, delle fibrillazioni (e mal di pancia) dei consiglieri grillini, la vicenda non poteva non avere ripercussioni politiche: “in Campidoglio la Raggi e il direttore generale, Giampaoletti, in continuità con il progetto sostenuto da Lanzalone, cercano di trovare una via d'uscita che rischia di essere peggiore - afferma il capogruppo pd Giulio Pelonzi - L'ateneo piemontese confermando la correttezza de gli emendamenti che avevamo presentato al progetto voluto dalla giunta Raggi, implicitamente da indicazione di tornare sul progetto originario sostenuto dall'ex assessore Caudo”. In realtà il Politecnico non ha scritto nulla di simile (non avrebbe potuto) e, anche fosse, sarebbe una strada non percorribile se non a pena di accordarsi con la Roma per ricominciare l’iter da zero.
Sempre lato pd, anche il consigliere Marco Palumbo coglie la palla al balzo: “Ci voleva lo studio del Politecnico di Torino a certificare che la viabilità attorno allo Stadio della Roma pensato dalla Giunta Raggi fa acqua da tutte le parti. L’Amministrazione comunale ha speso 30mila euro per farsi dire quello che tutti diciamo da mesi. Siamo curiosi di capire cosa succederà: la Giunta tecnicamente deve capire come uscire dallo stallo”. 
Anche la ex grillina, Cristina Grancio, espulsa dal Movimento proprio per la sua contrarietà allo Stadio, prende posizione: “Il Politecnico di Torino boccia l'operato dell'Amministrazione capitolina. Ora la Giunta Raggi deve revocare l'iter di un progetto insostenibile dal punto di vista urbanistico e gravato dai troppi dubbi sulla trasparenza delle scelte aperti dalle indagini della Procura della Repubblica”. Dubbi che per la Procura non ci sono e revoca impossibile da fare pena causa miliardaria. Ironizza la consigliera Lista Civica Svetlana Celli: “il prossimo parere da chiedere per la Raggi sarà quello per uscire dall’impaccio”.