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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta centro di raccolta rifiuti. Mostra tutti i post
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mercoledì 27 maggio 2020

IN CODA PER GETTARE I RIFIUTI INGOMBRANTI

Grandi code per andare a gettare i rifiuti ingombranti nei centri di raccolta: fra pezzi accumulati durante la quarantena, un centro (su 13) ancora chiuso, quello del II Municipio all’Acqua Acetosa, orari di apertura ancora ridotti, chi decide di andare a buttare divani o elettrodomestici, computer o sfalci di erba deve mettere in contro tanta pazienza e molto tempo in coda. 
Il rovescio della medaglia lo consegnano alle cronache le note stampa diffuse da Ama. 
Il 14 maggio sembrava che ci fosse una festa: “20mila accessi e 2.400 tonnellate consegnate” con tanto di avvio di campagna di comunicazione contro l’abbandono dei rifiuti ingombranti in strada, quella con il divano davanti al Colosseo o il frigo a Fontana di Trevi. Certo, la nota Ama, accorpando numeri e giorni, sembrava fornire un quadro quasi esaltante ma facendo le opportune divisioni veniva fuori una misera consegna di un tostapane a testa.
E subito dopo, il 18, la giaculatoria con divano e libri ; il giorno dopo, 126 tonnellate di ingombranti abbandonate (e raccolte) in strada; il 21 ancora nota su materassi e divani abbandonati all’Esquilino, Fidene e Primavalle. Giorno successivo, è il turno di un’affettatrice lasciata in strada a Vigna Murata; il 23 raccolte 150 tonnellate di masserizie varie; nel fine settimana è il turno di un bidet, mobili e calcinacci.
Insomma, tante buone intenzioni con la campagna contro i rifiuti abbandonati ma poca efficienza nei centri di raccolta: unite agli zozzoni e il risultato è il solito abbandono della città. 
La scarsa efficienza è data anche dai numeri di Ama: in 22 giorni, dal 4 maggio, sono 40mila i romani che si sono recati negli 11 centri di raccolta aperti: media di 165 romani al giorno per centro. “Per garantire la salute dei lavoratori e, allo stesso tempo, consentire ai cittadini di poter conferire in sicurezza i materiali ingombranti, le modalità di accesso alle strutture, tutte sottoposte a sanificazione prima della riapertura (e con interventi di igienizzazione che procedono anche in questi giorni), sono stringenti e contingentate e consentono l’ingresso di una sola autovettura per volta. Gli ingressi inevitabilmente scaglionati possono provocare il protrarsi dei tempi di attesa per usufruire del servizio”, spiega l’Azienda che ricorda come sia “attivo anche il servizio gratuito di ritiro al piano stradale dei materiali ingombranti “Riciclacasa”, che è stato utilizzabile anche durante il lockdown e con il quale, in quel periodo, è stato possibile assicurare oltre 5.000 interventi a costo zero e senza spostarsi da casa. Il servizio, gratuito fino a 2 metri cubi di materiali, è fornito su appuntamento (basta chiamare lo 060606), ad eccezione dei giorni festivi”.  

domenica 17 maggio 2020

TORNANO I RIFIUTI, ANCHE GLI INGOMBRANTI. CAMPAGNA DI AMA CONTRO L'ABBANDONO


Sono aperti solo dieci su tredici in totale e sono i centri di raccolta di Ama per i rifiuti ingombranti. Dai 10 aperti, poi, va di fatto cancellato quello a La Storta, nel XV Municipio, dato che è attrezzato per raccogliere solo sfalci e potature. Ne restano nove e sono i luoghi dove i romani possono andare a consegnare divani e frigoriferi, lavatrici e televisori invece di abbandonarli in strada come fin troppo spesso accade. Magari vicino ai cassonetti che stanno rapidamente tornando a traboccare di “monnezza” ordinaria. 
Nei centri aperti - Bufalotta e Vigne Nuove nel III Municipio; Tiburtina per il IV; Cinecittà al VII; Mostacciano e Laurentina nel IX; Acilia e Lido di Ostia per il X; Corviale per l’XI e Battistini per il XIV - è possibile consegnare: neon, pile, farmaci scaduti, oli vegetali, vernici e solventi, toner e cartucce di stampanti, legno, batterie al piombo, apparati elettronici, grandi elettrodomestici e rifiuti ingombranti generici. Più limitata “l’accoglienza” per gli oli lubrificanti (solo a Vigne Nuove, Cinecittà, Laurentina, Lido di Ostia, Corviale e Battistini). A Mostacciano e Laurentina non accettano né calcinacci né metalli (tutti gli altri sì); le potature non sono accettate a Laurentina e a Cinecittà che non “prende” neanche carta e cartone. 
Nonostante i centri ancora non siano tutti operativi e funzionino, peraltro, solo di mattina, Ama prova a lanciare una campagna per evitare l’abbandono di ingombranti in strada
Nei primi 10 giorni post quarantena, cioè dal 4 al 13 maggio, più o meno 200 romani al giorno, lo 0,06% della popolazione, si sono recati in una di queste dieci strutture lasciando a testa circa un chilo e 200 grammi di ingombranti: più o meno il peso di un tostapane. 
Accorpando i numeri, come da nota Ama, il risultato suona un po’ meno misero: 20mila cittadini per 2.400 tonnellate di rifiuti lasciati in 10 giorni.
La campagna di comunicazione organizzata da Ama ricalca quelle celebri di anni passati: invece di Nino Manfredi o dei calciatori della Roma, l’Azienda ha deciso di utilizzare le bellezze monumentali della città abbinandole a immagini di rifiuti abbandonati e a messaggi contro l’abbandono dei rifiuti: Fontana di Trevi è intristita da un vecchio frigorifero e lo slogan di accompagnamento è “adesso siamo freschi”; il Colosseo è ritratto con una poltrona abbandonata e il claim “così è troppo comodo”. 
Una campagna che tuttavia ha sollevato qualche polemica su una delle immagini scelte: non solo vecchi elettrodomestici ma anche libri. Un "prodotto" ben diverso dal mero rifiuto.