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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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martedì 14 luglio 2020

BONUS AD ATAC PER NON VIAGGIARE


Oltre un milione e 700mila in un solo mese di “km bonus”: ecco come Atac tiene in piedi i conti. Pazienza se poi il servizio vero reso all’utenza precipita. L’importante è trovare sempre nuovi bizantinismi contabili per non andare in fallimento. 
Dopo un semestre di silenzio, Atac ha finalmente reso pubblici i dati sul servizio reale offerto all’utenza nei primi tre mesi del 2020. 
Il raffronto con i primi trimestri degli anni scorsi è impietoso, nonostante oramai siano in servizio tutti i 227 bus acquistati dal Campidoglio: per il servizio di superficie (bus, filobus, tram e bus elettrici) sono stati effettivamente percorsi 21milioni e 657mila km. Erano 22 milioni nei primi tre mesi del 2019, 23,7 nel 2018 e 23,3 nel 2017. 
Per le tre linee di metropolitana siamo a 2,1 milioni percorsi quest’anno sostanzialmente in linea con gli anni precedenti. Non è ancora stato diffuso il dato sulle tre ferrovie concesse (Roma-Lido, Roma-Viterbo e Termini-Giardinetti). 
Scendendo nel dettaglio, però, si notano dati nuovi. Prima della quarantena, gli autobus avevano percorso quasi 7,2 milioni di km a gennaio e 6,8 a febbraio aumentando di molto rispetto al 2019 e superando di poco i livelli del 2018 e del 2017. 
Su marzo invece il servizio reale crolla. Va ovviamente evidenziato come proprio a inizio marzo siano state decise le misure di quarantena. E, con l’ordinanza Zingaretti sui trasporti, venne completamente rimodulato il servizio che assunse l’orario estivo con fine corse alle ore 21. 
A marzo 2020, dunque, il risultato in termini reali per chi alla fermata dell’autobus c’era nonostante la quarantena, è che fra autobus, bus elettrici, tram e filobus, il servizio di superficie ha percorso 6,6 milioni di km invece che gli 8,2 previsti con uno scostamento di un milione e 900mila km. Una perdita ingente, visto che Atac riceve i soldi dal Comune in base ai km percorsi. Per evitare il crollo dei conti oltre che quello del servizio, arriva in soccorso il Campidoglio che paga (con uno sconto del 25%) un eccezionale quantità di km bonus, quelli, “non effettuati per cause esogene”. In un solo mese il Comune ha sostenuto Atac pagando un’aggiunta di 1 milione e 735mila km bonus (la media mensile abituale è di 151mila km bonus). Per comprendere l’eccezionalità di questo bonus, basti un dato: nell’intero 2019 il Comune ha pagato 1 milione 812mila km bonus. Praticamente il solo mese di marzo 2020 vale quasi quanto tutto il 2019.

lunedì 9 marzo 2020

CORONAVIRUS; NEL LAZIO CHIUSE PALESTRE E PISCINE. QUARANTENA OBBLIGATORIA PER CHI VIENE DALLA ZONA ROSSA


Se il decreto del Governo lasciava uno spiraglio a palestre e piscine di continuare ad operare purché venisse rispettata la distanza minima di sicurezza fra una persona e l’altra di un metro, ci ha pensato l’Ordinanza della Regione Lazio a rimettere le cose a posto: tutti chiusi. Niente nuotate, né sudate in palestra, né relax nei centri benessere. Troppo alto il rischio di ulteriori contagi.
Ma, nota quasi di colore a parte, l’Ordinanza Zingaretti sul Coronavirus prende provvedimenti molto serrati nei confronti di quanti, grazie alla pessima gestione mediatica del decreto governativo, hanno abbandonato in tutta fretta la Lombardia e le altre 14 province del Nord Italia poco prima che diventassero zona rossa e fosse proibito muoversi: “il flusso migratorio che si è attivato dalla diffusione delle notizie sul Decreto sta determinando l’esodo di molte persone dalla zona rossa e il rischio di un ingresso incontrollato di potenziali soggetti positivi al virus”.
Di fatto, Zingaretti ordina la quarantena per chiunque provenga dalla zona rossa.
Per prima cosa chi viene da Lombardia, più dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio  Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli; Padova, Treviso, Venezia; hanno l’obbligo di comunicare la loro presenza al numero verde regionale 800.118.800. Dopo di che, una volta arrivati, non potranno uscire di casa ed essere raggiungibili dalle autorità sanitarie.
Se malauguratamente un cittadino di rientro nel Lazio dalle zone rosse dovesse manifestare sintomi di tipo influenzale non deve uscire di casa né andare in Ospedale o dal medico di famiglia, ma deve contattare quest’ultimo al telefono e l’operatore di Sanità pubblica con cui si è già in collegamento dalla comunicazione di rientro nel Lazio. Dopo aver, quindi, avvisato le autorità sanitarie il paziente dovrà indossare la mascherina che gli era stata fornita al primo contatto, isolarsi da altre persone presenti in casa, rimanere nelle propria camera a porta chiusa ma con buona ventilazione in attesa del trasferimento in ospedale. 
C’è anche un secondo ordine del Presidente della Regione ed è rivolto ai concessionari dei servizi di trasporto stradale, ferroviario e aereo. Costoro dovranno fornire alle Forze dell’Ordine e alle autorità sanitarie “i nominativi dei viaggiatori relativamente alle tratte provenienti da Milano e dalle altre province” zona rossa “con destinazione aeroporti e stazioni ferroviarie anche dell’Alta Velocità” che ricadono all’interno del territorio regionale. 
L’ordinanza Zingaretti non ha un limite temporale: e anche questo elemento fa comprendere bene quanto la situazione sia grave e quanto sia difficile riuscire a fare previsioni sulla durata di questa emergenza che rischia di mettere in ginocchio tanto il sistema sanitario regionale quanto l’intero sistema economico-produttivo di Roma e del Lazio che rischia di rimanere strangolato dall’emergenza Coronavirus.