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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 10 maggio 2019

STADIO; PALLOTTA SPACCA IL POPOLO ROMANISTA


In Campidoglio il messaggio di Pallotta è arrivato e anche in modo piuttosto chiaro. Dall’altra parte, però, se il Presidente della Roma voleva saggiare il proprio personale appeal nei confronti della tifoseria il risultato non è esattamente esaltante.
Andiamo per ordine. Martedì scorso, James Pallotta, in un’intervista, si lascia scappare una battuta: in sostanza paragona i tempi di costruzione del Colosseo con quelli che si stanno impiegando per il progetto Stadio di Tor di Valle. Non siamo lontani dal vero: per il Colosseo, iniziato nel 72 dopo Cristo dall’imperatore Vespasiano, furono necessari 8 anni, dato che lo inaugurò nell’80 il figlio di Vespasiano, Tito. Per Tor di Valle, siamo oramai giunti a oltre 6 anni e mezzo dall’inizio dell’iter. E senza che ancora sia stato smosso un solo sassolino. 
Mercoledì, poi, l’account twitter ufficiale della Roma pubblica un cinguettio del patron giallorosso nel quale Pallotta dice di aver spedito Robert Needham, Chief Financial Officer del Fondo Raptor, e un legale di fiducia a Roma. I due, qui già da qualche giorno, sono nella Capitale per le trattative sulla cessione dei terreni di Tor di Valle da parte di Eurnova e, con l’occasione, avrebbero voluto anche incontrare i funzionari capitolini. Che, però, hanno fissato già da qualche giorno il primo appuntamento per lunedì 13 maggio. 
Il secondo punto è che, per Pallotta, risulta difficilmente comprensibile questa lunga attesa: la Pec con la proposta di Convenzione urbanistica è stata ricevuta in Campidoglio lo scorso 15 aprile e, più o meno dopo quasi un mese, il Presidente giallorosso si sarebbe aspettato quanto meno una prima risposta. Ecco quindi che il tweet di mercoledì suona un po’ come un avvertimento: “al Comune erano troppo occupati per incontrarli (gli emissari di Palotta, ndr). Forse un grande investimento e tanti nuovi posti di lavoro non sono così importanti”. 
E questa parte del messaggio è arrivata ben chiara in Comune. “Né io né l’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, avevamo un appuntamento con i delegati di Pallotta né eravamo a conoscenza della loro presenza in città. Sono convinto che verranno ricevuti in Campidoglio da chi di competenza in una prossima data concordata”, ha scritto l’assessore allo Sport, Daniele Frongia, dopo aver parlato anche ai microfoni di RadioRadio.
Rimane aperto il quesito se queste due uscite consecutive di Pallotta vadano interpretate come un cambio di comunicazione sul dossier Stadio oppure solo come un momento estemporaneo e legato a una contingenza specifica. 
Le parti sono alla stretta finale: da lunedì si rimetteranno a discutere degli ultimi punti rimasti aperti prima di chiudere l’eventuale accordo per poter, finalmente, portare al voto del Consiglio comunale tanto la variante urbanistica con le osservazioni dei cittadini e dei comitati e le controdeduzioni degli uffici, quanto, soprattutto, i testi delle Convenzioni, cioè dei contratti fra pubblico e privato. E qui c’è ancora lo scoglio dei 4 punti sui quali l’accordo non è ancora stato trovato: le modalità di versamento del contributo costo di costruzione (45 milioni per i treni della Roma-Lido), le modifiche chieste dal Campidoglio al progetto per unificare la via del Mare/Ostiense con il problema esprori; il rifacimento della Roma-Lido con la lentezza esasperante della Regione Lazio; e, da ultimo, il rifacimento delle tribune posticce dell’Ippodromo per realizzarvi il Museo dell’Architettura sportiva.
Da ultimo, però, c’è l’ultima frase del tweet di Pallotta che, invece, ha spaccato il mondo romanista. Scrive il Presidente: “Se i tifosi vogliono lo stadio, devono sollecitare un intervento”. Sui social - e ancor di più in quelle radio sportive tanto “ambiente romano” e così poco apprezzate da Pallotta - si è scatenata la lotta con una gran fetta di tifosi che hanno bombardato gli account twitter del sindaco, Virginia Raggi, e di altri esponenti 5Stelle chiedendo, in sostanza, di sbrigarsi. Un’altra fetta, invece, che ha invece sbertucciato Pallotta (compreso uno striscione appeso a Trigoria).

mercoledì 13 gennaio 2016

DUE NUOVI ALLEATI PER LO STADIO A TOR DI VALLE



Mentre si consuma l’epilogo dell’avventura di Rudi Garcia sulla panchina della Roma, Pallotta, in questi giorni, non deve occuparsi solo dei risultati sportivi della squadra. Sul tavolo degli incontri, infatti, c’è anche un’altra partita, quella del futuro impianto di Tor Di Valle. A Miami, insieme al dg Mauro Baldissoni, infatti, sono volati anche Luca Parnasi, il costruttore romano partner della Roma in questa avventura edilizia, insieme a una delegazione di persone dello staff che sta lavorando al progetto definitivo, a partire da Mark Pannes.

L’incontro, secondo quanto si apprende, è considerato un punto di svolta definitivo nella stesura e successiva consegna del dossier Stadio al Campidoglio e alla Regione Lazio, operazione obbligatoria per dare il via alla Conferenza di Servizi finale. Insomma, dopo molto attendere e tante voci, da questo appuntamento dovrebbe uscire il via libera finale alla consegna del plico. Cosa che potrebbe avvenire nelle prossime due o tre settimane.
Anche perché sembra che sia in dirittura d’arrivo la trattativa fra Luca Parnasi e il gruppo Pizzarotti che non dovrebbe entrare solo nell’affare Stadio ma anche in altre attività che Parsitalia ha in ballo, a partire dalle Torri dell’Eur. Sarebbero in definizione in queste ultime ore proprio i dettagli sugli accordi economici di questa joint venture che potrebbe far segnare, qualora tutto andasse in porto, una grande accelerazione anche sul futuro Stadio giallorosso. Fra le grandi opere realizzate dal Gruppo Pizzarotti figurano svariati ospedali sparsi nel mondo, una parte del nodo ferroviario dell’alta velocità fra Roma e Napoli, opere idrauliche, ferroviarie, metropolitane, tanto che il Gruppo era stato interpellato anche per la Metro D di Roma come promotore.


Odore di soldi, poi, all’ampia tavolata di Pallotta di queste ore, insieme a James Pallotta siede anche David Ginsberg.
Il manager del Fenway Group, insieme a Robert Needham del Fondo Raptor, ha partecipato all'ultima visita prenatalizia in Regione con l’assessore all’Urbanistica, Michele Civita combinata grazie ai buoni uffici di Fabio De Lillo, consigliere regionale di Ncd, ex assessore all’Ambiente della Giunta Alemanno, tifoso giallorosso e compagno di scuola di Baldissoni.  Ginsberg è uomo di alta finanza: nella sua carriera ha gestito moltissimi fondi speculativi, negli ultimi anni per la John W Henry & Co, e dal 2002 è vicepresidente dei Boston Red Sox, squadra di baseball che milita nella Major League e ha tra i soci DiBenedetto. Oggi, inoltre, Ginsberg è direttore del Liverpool FC e mantiene il suo ruolo di banchiere di investimenti, guidando il la Holding Raptor Group da lui fondata.




Si tratta, quindi, di un esperto banchiere il cui lavoro primario, al di là del mondo sportivo, è quello di reperire fondi da investire.