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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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Visualizzazione post con etichetta Marco Girella. Mostra tutti i post
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venerdì 27 giugno 2014

C'ERA UNA VOLTA L'UFFICIO STAMPA DEL CAMPIDOGLIO

Rutelli, Veltroni e Alemanno, con tutti i difetti del loro operato, almeno un punto certo l'hanno sempre avuto: un ottimo ufficio stampa.

Giornalisti professionisti che non hanno mai guardato l'orologio o il calendario.  
Affiancati da uno staff di personale amministrativo - frutto dell'iniziativa di Rutelli prima e completata da Veltroni poi - di prim'ordine. Quest'ultimo, sicuramente molto politicizzato ma sempre disponibile con ogni Amministrazione.

Eventi su eventi. Citandone solo alcuni - il G8 delle First Ladies con Michelle Obama; svariate visite di Stato, da Gheddafi alla Regina Elisabetta; incontri affollatissimi di stampa con personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport - tutti sono filati lisci. 

Poi è arrivato Marino Ignazio da Genova. Con l'allegro chirurgo sindaco per caso, le cose cambiano. 
Non sarà politica. Ma non è nemmeno Roma. 

Sorvolando sugli scivoloni mediatici a ripetizione - i gay etichettati come "diversi" nella newsletter capitolina, gli errori macroscopici sulla festa del 2 Giugno scambiata per quella della Liberazione o per lo sbaglio sul conteggio degli anni della morte di Matteotti (70 invece che 90), sull'utilizzo della posta elettronica e dei pc dedicati all'attività istituzionale e invece usati per propaganda politica - come non ricordare la figura orrenda di Marino snobbato da Obama e costretto per avere un selfie col Presidente Usa a fargli la posta sotto la scaletta dell'aereo a Ciampino e senza fascia tricolore? O la pessima prova data in occasione del Concorsone? O quella ancor peggiore del caos organizzativo dell'incontro con Renzi?

I bene informati del Campidoglio raccontano che già pochi giorni dopo l'insediamento, lo staff di comunicazione di Marino, guidato dal ben remunerato Marco Girella (un costo complessivo annuo per l'Amministrazione di 170mila 787 e spicci euro contro un costo di 164.743 euro l'anno per il suo predecessore, Simone Turbolente), avrebbe iniziato con la cultura del sospetto.
Guai a chi veniva sorpreso a parlare con esterni, specie se della precedente Giunta. Personale spostato. Uffici depotenziati. Tutto sotto il disperato e sempre più incerto e vacillante ma totalitario controllo del capo politico dell'Ufficio, Girella appunto.

Messo in discussione anche da quelli del PD, Girella, più le cose andavano male, più ha forsennatamente tentato di controllare ogni cosa. Tanto che se fai una telefonata a un amico che lavora o lavorava all'Ufficio Stampa capitolino, ti richiama lui da casa per paura di essere ascoltato.

L'ultima in ordine di tempo è lo spostamento di cinque giornalisti interni dell'Ufficio a compiti amministrativi.

Tanto che l'Associazione Stampa Romana ha diffuso un comunicato di fuoco contro Marino e Girella: "ASR è al fianco dei cinque colleghi giornalisti dipendenti dell'Amministrazione capitolina raggiunti da un provvedimento illegittimo che li sposta dall'ufficio stampa e li mette a disposizione dell'ufficio del personale per assolvere a compiti meramente amministrativi. Un provvedimento che determina di fatto un grave danno alla professionalità dei colleghi e alla loro posizione contributiva previdenziale - scrive l'Asr - Un modus operandi che il sindacato di categoria continuerà a combattere perché lede i diritti e la dignità dei giornalisti che quotidianamente provvedono ad informare i cittadini sull'attività dell'Amministrazione e su quanto accade nella Capitale". L'Asr "condanna fermamente il comportamento tenuto dall'Amministrazione di Roma Capitale nei confronti di questi cinque colleghi. E chiede un incontro urgente al sindaco, Ignazio Marino affinché revochi immediatamente un siffatto provvedimento. I dirigenti dell'Amministrazione capitolina, ad oggi, non hanno trovato una soluzione alla vicenda, nonostante gli incontri tra il vice sindaco Luigi Nieri e l'Asr". L'Asr "tutelerà i colleghi in
tutte le sedi opportune per difenderne diritti e interessi e supporterà tutte le iniziative di protesta che i colleghi decideranno di mettere in atto".

Eppure, l'ultima news piccantina piccantina arriva proprio su Girella. Sempre secondo le voci di corridoio, il buon Marco, al rientro dalle ferie, si è ritrovato senza stanza. E senza preavviso
La stanza serviva a Maurizio Pucci, dal luglio dello scorso anno alla guida dell'ufficio "Promozione, pianificazione strategica e coordinamento attuativo di progetti speciali, per lo sviluppo e valorizzazione della città di Roma e delle sue risorse". E mentre Marco Girella stava in panciolle, gli hanno fatto gli scatoloni e lo hanno sfrattato.

Ora, pare che gli sia stata trovata una nuova collocazione. Ma, i soliti bene informati, raccontano di un Girella smarrito, pirandellianamente in cerca di un tavolo e una sedia.

Con grande goduta - c'è da scommetterci - dei silurati!

venerdì 16 maggio 2014

MARINO/MONDO GAY: UN AMORE "DIVERSO"

Eccolo là. Ci risiamo. Il rapporto fra il mondo gay e il sindaco per caso, Ignazio Marino, deve necessariamente essere turbolento.

Lo scorso anno, a metà giugno, divamparono un paio di giorni di polemica, rientrata a fatica e con non pochi mugugni. 
Ignazio si era appena ritrovato catapultato in Campidoglio e ancora non si sapeva bene muovere. E, ovviamente, incappa nello scivolone.
Invitato al Pride dello scorso anno, il Sindaco declinò: "aveva già impegni con la famiglia". E, si sa, la famiglia viene sempre prima di tutto.





Musi lunghi fra le Associazioni LGBTQ, che evidentemente pensavano di essersi liberate del pericolo fascista rappresentato da Alemanno, e che, invece, si beccano la doccia fredda.

Passa qualche tempo, a Roma si contano una bella fetta di omicidi gay più una consistente recrudescenza di episodi di omofobia - ovviamente, tutti passati sotto silenzio visto che non c'era più il mostro fascista da accusare - e Ignazio annuncia trionfante la sua partecipazione al Pride del 2014.
Associazioni giustamente gongolanti: né Rutelli, né Veltroni avevano mai partecipato al Pride. Alemanno si limitò - suscitando lo scandalo nei supporter di destra - a dare il patrocinio per l'Europride con Lady Gaga. Marino partecipa. E in prima fila. 

Poi, uno dopo l'altro in 48 ore, altri due scivoloni notevoli.
Il primo, che fa infuriare Imma Battaglia, storica leader del movimento e animatrice del DgayProject, è lo slittamento della seduta dell'Assemblea Capitolina straordinaria dedicati all'omofobia.



"Siamo sotto elezioni - spiega il presidente del Consiglio comunale, il Piddino Mirko Coratti - e questo tema può essere strumentalizzato". Stupisce, nel caso specifico, il silenzio del Primo Cittadino. 
Maliziosamente, si potrebbe dire che è un silenzio interessato.



Passano poche ore e Marino - e il suo staff di comunicatori - incappa nello scivolone più clamoroso: definire i gay "diversi", con tanto di virgolette.
Roba che se l'avesse fatta Alemanno, avremmo avuto già la richiesta di intervento dei Caschi Blu dell'Onu!



Nella newsletter ufficiale del Campidoglio, infatti, campegga in neretto, a chiare lettere, che i gay sono considerati dei "diversi".

Maggiormente ridicolo, poi, il tentativo patetico di metterci una pezza ben peggiore del male


Scoperto il casino - che parrebbe essere colpa" di qualche dipendente capitolino interno che cura la newsletter ma che ha come direttore responsabile il lautissimamete pagato Marco Girella, capo ufficio stampa di Marino - ci vengono a raccontare che, evidentemente come degli incompetenti, hanno pubblicato la versione sbagliata
Perché poi, com'è noto, c'era la marmotta che incartava la cioccolata.



Magari, miglior figura avrebbero fatto nell'ammettere che la newsletter forse non è stata ricontrollata da nessun giornalista responsabile invece di accusare i sottoposti - cosa di uno squallore unico - oppure di prendersela con una tastiera dislessica.

Insomma, quello di Marino Ignazio da Genova per il mondo gay è davvero un amore "diverso".