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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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domenica 25 maggio 2014

LO STUPRO DELLA VERITÀ

Era l'inizio di gennaio di quest'anno. 
Un gruppo di tre uomini, ubriachi, attacca per violentare una ragazza in via Borgognona, a pochi metri di piazza di Spagna. I tre, non paghi del tentativo, aggrediscono anche due vigilesse che erano accorse in aiuto della giovane vittima.
In parallelo, segnalammo la strana disparità di trattamento riservato a questo episodio dalle colonne di Repubblica e Corriere rispetto a quanto avvenne a febbraio 2011 per il falso stupro di piazza di Spagna. 


Adesso ci risiamo.
Una ragazza viene stuprata per una notte intera in un palazzo occupato. Stranamente - diciamo che forse non siamo stati abbastanza bravi da trovarne traccia - né Repubblica Corriere dedicano una-riga-una a questo stupro.
Inutile caricare foto degli articoli. Semplicemente non ci sono. La notizia non c'è. Non viene data.
La riporta solo il Messaggero.


Esattissimamente come quando, il 26 febbraio 2011, una ragazza venne stuprata in un palazzo occupato. Nemmeno la zona è tanto tanto distante.
Nel 2011 era l'ex ambasciata di Somalia in via dei Villini.



Oggi in uno dei tanti palazzi okkupati dagli amici degli amici, zona viale delle Province.
All'epoca, decine e decine di articoli si succedettero uno dopo l'altro, foto, foto notizie, inchieste, polemiche. Ovviamente la colpa era di Alemanno (manco fosse stato lui in persona) e nessuno approfondì il grande problema di uno stabile che godeva del privilegio dell'extraterritorialità: bastava puntare l'indice. E accusare.

Oggi, il palazzo è semplicemente okkupato, non gode dell'extraterritorialità e chissà gli okkupanti a quale dei tanti gruppi e gruppuscoli della galassia della sinistra fanno parte, se di Action, dei Comitati per tizio, per caio, per il passero solitario.



Quando si dice... corsi e ricorsi storici...

Inutile dire che a sinistra tutto tace. Non ci sono levate di scudi, marce, accuse, valanghe di comunicati. Tutto passa in modo desolante, squallido, dietro, in secondo piano, nascosto. Non c'è la dignità della donna, non c'è emergenza sicurezza, non c'è far west, non c'è Chicago.
Non sentiamo i roboanti comunicati di Marco Miccoli, Athos De Luca, Paolo Masini, Dario Nanni, Ileana Argentin, Umberto Marroni, Enzo Foschi, Jean-Leonard Touadì e via via gli altri (andiamo a memoria, citando semplicemente quelli che avevano il "è colpa di Alemanno" sempre pronto).

Sono tutti - sinistra e colleghi - impegnatissimi a decidere se Marino sopravviverà alle odierne elezioni oppure lo rispediscono a Genova in bicicletta.
Intanto, una ragazza porterà una ferita nella sua carne. 
Ma non c'è nessuno da accusare, quindi... 'sti cazzi!

lunedì 21 aprile 2014

CAMION BAR, IL CONFINE FRA PROMESSA E PRESA PER IL...

Il più vecchio articolo risale all'inizio di giugno del 2009: sul Corriere della Sera edizione romana, Lilli Garrone apriva il fronte Camion Bar, Colosseo, Suk.

L'ultimo recall è di ieri:


 In mezzo sei anni di chiacchiere. Sei lunghissimi anni in cui, ieri, era colpa di Alemanno e del fatto che Tredicine era un pilastro della sua maggioranza; oggi, boh... non si sa. La lobby dev'essere veramente forte se riesce a mettere il bavaglino a destra e sinistra!

Eppure, leggendo fra le righe, viene fuori che:

- l'ultima licenza è stata assegnata quando sindaco era Veltroni (ma il Corrriere si accorse dei camion bar solo nel 2009: prima, evidentemente, andavano benissimo)
- le prima licenze risalgono a quando a Roma c'era il governatore e il Papa Re
- le norme che impediscono qualsiasi spostamento dei camion bar furono approvate in Regione quando in Regione c'erano il Pd e Piero Badaloni

Ora, dopo un anno in cui il Pd governa Roma e la Regione Lazio sarebbe ora di attendersi che le promesse elettorali trovino finalmente seguito in atti concreti.

Invece, passano i mesi e gli annunci si susseguono sempre uguali, con una buona dose di appecoronamento dei cronisti d'assalto:



Insomma, dopo un anno, specie considerando in campagna elettorale le virulenza delle dichiarazioni della sinistra contro la presunta inerzia di Alemanno, è lecito domandarsi quando si valica il confine fra promessa e presa per il culo!


lunedì 28 ottobre 2013

I miserabili



Gli omicidi sono eventi tragici. Alcuni, stranamente, sono molto più tragici di altri.

E la geografia diviene un elemento variabile, un accessorio della storia.

Potere della stampa: anestetizzare e normalizzare oppure amplificare e rilanciare, a volte anche forzando la geografia.
Una volta Anzio e Cerveteri sono territorio romano - mentre sono due comuni autonomi distanti circa 60 chilometri dalla Capitale - altre volte, Roma stess diviene un'entità vaga e sfumata, una nuance variabile.

Luglio 2012: criminali senza scrupoli uccidono a colpi di pistola un benzinaio sulla via Aurelia. Nel territorio del Comune di Cerveteri.

Ecco qualche titolo:

Per Repubblica.it l'omicidio è palesemente avvenuto nella Roma violenta. Sì, certo, poi a destra si vede anche la parolina Cerenova...

Il Pd capitolino... Beh, che dire...




Come si vede, l'ignoranza geografica è direttamente proporzionale alla voglia di strumentalizzare o a quella di amplificare.

A maggio 2013, in un solo giorno, tre episodi di violenza: uno a Focene - Comune di Fiumicino - uno è a Anzio, Comune di Anzio e uno a Roma.

Ma per i giornali, diventano tre omicidi a Roma. Roma violenta.



Oggi, omicidio a Roma, alla Marcigliana, zona a nord, ma territorio del Comune di Roma.

Ecco come Corriere e Repubblica trattano la notizia:



Quando si dice... I miserabili...