*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

*****************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************

Visualizzazione post con etichetta MARK PANNES. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MARK PANNES. Mostra tutti i post

domenica 26 novembre 2017

STADIO, VINCITORI E VINTI


La data del D-Day, dell’ultima seduta della Conferenza dei Servizi che dovrà deliberare il via libera definitivo al progetto della Roma di costruire il suo impianto di proprietà a Tor di Valle, ancora non è stata fissata. Si parla di martedì o di mercoledì prossimo.

L’intervento del Governo, però, che ha deciso di acquisire il Ponte di Traiano (quello inserito nella “versione Marino” del progetto Stadio: da costruire sull’autostrada Roma-Fiumicino, a Parco de’ Medici, con due chilometri di complanari dedicata in entrate e in uscita per entrambi i sensi di marcia) come opera di utilità pubblica da inserire in un nuovo Accordo di Programma e affiancarlo al Ponte dei Congressi, ha, di fatto, sciolto l’unico vero nodo che ancora rimaneva aperto: quello della mobilità. 

Non che tutti i problemi siano risolti: manca, ad esempio, ancora un investimento sufficiente per lo scalcagnato trenino Roma-Lido di Ostia. Tuttavia, l’iniziativa del Governo sblocca il futuro Stadio giallorosso. 

Questo ha dei vincitori. E dei vinti. 

Vince Roma, per prima. Un’area ridotta a una discarica a cielo aperto, abbandonata da anni, regno incontrastato di ratti e zona di prostituzione diventerà un parco, un’area commerciale e di uffici, il nuovo campo di allenamento della prima squadra giallorossa e la sua nuova casa. Posti di lavoro e infrastrutture per un valore 143 milioni di euro saranno appannaggio della città: strade, ponti, stazioni, treni.
Vincono i tifosi della Roma, quelli che hanno anteposto il bene della società a quello della simpatia per chi detiene pro tempore il pacchetto di maggioranza delle azioni societarie. A quelli che dalla futura nuova Curva Sud faranno sentire l’amore alla squadra, facendo tremare gli animi agli avversari.




Ma, dopo Roma e i suoi cittadini e la Roma e i suoi tifosi, i vincitori hanno anche un volto e un nome e cognome preciso: quello di Mauro Baldissoni, direttore generale della società di James Pallotta. Lui, l’unico “sopravvissuto” alla grande rotazione di dirigenti avvenuta in seno alla società di Trigoria da quando la proprietà è diventata americana, è riuscito, in poco più di tre anni, a portare a casa un risultato storico. Ci aveva provato Dino Viola. E ci riprovò anche Rosella Sensi. Due fallimenti che avevano segnato in modo indelebile il cuore dei tifosi della Roma. Oggi Baldissoni - con buona pace di molti suoi detrattori - riesce ottenendo, insieme al costruttore Luca Parnasi, il risultato in un tempo assai breve (la Juventus impiegò 14 anni dall’avvio delle trattative col Comune di Torino alla partita inaugurale dello Stadium) e, per giunta, mettendo insieme letteralmente il diavolo e l’acqua santa. Prima il centrodestra di Alemanno sindaco, poi, oggi, il Pd di Marino e di Zingaretti, e i 5Stelle della Raggi. Mettendo allo stesso tavolo lo Stato, la Regione, la Città Metropolitana e il Comune di Roma. 
Giovanni Caudo, ex assessore all’Urbanistica della Giunta Marino, e Michele Civita, attuale responsabile dell’Urbanistica della Regione Lazio, sono gli altri due vincitori. Il primo, avendo disegnato una delibera che ha avviato l’iter, segnando in modo irrevocabile il suo destino, Ponte compreso. Il secondo, che ha rifiutato il compromesso al ribasso, tenendo ferma la barra sulla necessità di fare uno Stadio davvero fatto bene. 
Poi due ministri: quello dello Sport, Luca Lotti, e quello delle Infrastrutture, Graziano Delrio. Entrambi hanno compreso l’importanza del progetto Stadio ma, soprattutto, il reale valore di pubblico interesse del Ponte di Traiano. 

Il lato dei perdenti è altrettanto ben frequentato. Partiamo dallo stesso Lotti che, quando inizialmente si acuì lo scontro sul Ponte, tentò di mediare al ribasso. Chapeau a chi ha saputo comprendere il primo errore e porvi rimedio. 
Gli altri nomi dei perdenti sono facili da trovare: Paolo Berdini, l’ex assessore all’Urbanistica della Giunta Raggi, è stato l’ispiratore dell’idea che il Ponte dei Congressi fosse intercambiabile con quello di Traiano. Con lui, Virginia Raggi che quell’idea ha sposato. E, forse il più sorprendente, Luca Montuori, successore di Berdini all’Urbanistica capitolina che quell’idea ha continuato a difendere. Da un professionista del suo calibro era lecito attendersi la comprensione e correzione dell’errore. 
Questa vicenda, purtroppo, sanziona ancora una volta un fattore semplice: questa Amministrazione non sa quello che fa. Dimostrano di non saper governare: avevano un buon progetto fra le mani, potevano migliorarlo. L’hanno peggiorato e solo l’intervento del Governo ne ha evitato la bocciatura. 
Insieme a loro, nel novero degli sconfitti, va segnato quello di Mark Pannes, il dirigente della Roma cui per primo Pallotta affidò il dossier Stadio, e quelle diverse associazioni che avrebbero preferito, in nome di un malinteso concetto di tutela ambientale che oramai si trasforma in una conservazione dell’esistente quale esso sia, lasciare Tor di Valle nel degrado di oggi. Tutto purché non si tocchi nulla. 
E, con esse, quella quantità strana di mezzi di informazione, radioline dell’ambiente romano e tifosi anti-pallottiani cui oggi rimane assegnato l’ingrato ruolo di rosiconi, per usare una espressione tipicamente romana. O di gufi dell’ultimo momento. 

venerdì 10 giugno 2016

ECCO LO STADIO DELLA ROMA/1



Il Tempo inizia oggi la pubblicazione e l’analisi del progetto definitivo per la realizzazione dello Stadio di Tor di Valle. L’analisi de Il Tempo prende le mosse dai tempi, che è la domanda che tutti i tifosi rivolgono: quando sarà realizzato lo Stadio?
Accantonata l’incognita “nuovo Sindaco”, la tempistica ipotizzata dalla società giallorossa e dai suoi 42 partner nel progetto è chiara: per la stagione 2019-2020 la Roma conta di giocare non più all’Olimpico ma a Tor di Valle. E questo, anche in vista dell’assegnazione dei Giochi Olimpici del 2024 può essere anche un ulteriore tassello da inserire nel dossier olimpico. Anche perché, secondo le date indicate nel cronoprogramma dalla società giallorossa, a fine dicembre 2022 tutto l’intero complesso, incluse le tre torri e palazzi e piazze annesse, sarà terminato, dando così un nuovo e riqualificato volto a un’area, quella di Tor di Valle, che oggi versa in un drammatico abbandono, fra topi, degrado, prostituzione, terreni trasformati in discarica. E, non a caso, a inizio maggio, prima ancora di portare le carte in Comune, la parte del progetto relativa all’impianto sportivo vero e proprio venne consegnata prima al Coni per una valutazione. Con grande e pubblica soddisfazione espressa dal presidente del Comitato Olimpico nazionale, Giovanni Malagò
Lo scorso lunedì 30 maggio la Roma spedì Baldissoni e Zanzi in Campidoglio e in Regione a depositare due copie identiche del progetto definitivo dell’impianto. 
Sembrano passati secoli, ma era solo pochi mesi fa quando la Roma di James Pallotta ha avviato le procedure per realizzare il suo stadio. Nell’estate 2014 la Conferenza di Servizi preliminare, poi il lungo dibattito in Consiglio comunale terminato con la Delibera di Pubblico interesse votata a maggioranza il 22 dicembre 2014. Poi, la presentazione alla stampa e alla città, in pompa magna, del(lo pseudo) progetto definitivo del 15 giugno 2015, che pochi giorni dopo venne rigettato dal Comune e dalla Regione per carenza di documentazione. Da quel momento, una ridda di voci, sussurri, spifferi. E tanto silenzio. Intervallato dall’avvicendamento alla guida del progetto Stadio fra Mark Pannes, uscito a dicembre, e David Ginsberg il cui subentro ha fatto segnare una grande spinta verso la conclusione del lavoro progettuale. In mezzo, le dimissioni di uno dei grandi sponsor dello Stadio, Ignazio Marino, la nomina di Tronca a Commissario straordinario che, fra nove giorni, lascerà il posto alla nuova Amministrazione che verrà indicata dai romani con il ballottaggio. 

Il “nuovo” progetto definitivo è composto da una mole immensa di documenti, se non altro, a testimoniare l’importanza e l’impatto in termini economici e occupazionali - sono in ballo, secondo quanto scritto nel progetto, “1.500-2000 maestranze del settore edile, mentre, a regime, l’impiego nei diversi comparti arriverà a oltre 4.000 unità, in aggiunta agli oltre 15.000 addetti del Business Park” - dell’opera. 

Ora, rimangono gli ultimi passaggi: il Campidoglio deve terminare l’esame preliminare delle carte per verificarne la rispondenza sia alle norme nazionali che ai dettami contenuti nella delibera di pubblico interesse. Una volta terminato questo passaggio - che la Roma prevede entro il 29 giugno - la palla passa in Regione: convocazione della Conferenza di Servizi decisoria per esaminare passo passo tutte le soluzioni progettuali ipotizzate. 180 giorni per poter dare il via al più grande cantiere privato degli ultimi decenni. 

lunedì 25 aprile 2016

STADIO; IN CONSEGNA IL DOSSIER FINALE




In silenzio e pancia a terra: i tecnici, architetti, ingegneri, geometri, del team che sta lavorando sul progetto definitivo dello Stadio della Roma di Tor di Valle, ce l'hanno fatta. Il pacchetto è pronto e entro la prossima settimana, probabilmente metà settimana, sarà consegnato in Campidoglio. Siamo alla scelta del fiocco. Il Tempo aveva anticipato, nelle scorse settimane, che dal Gruppo Parnasi era partita un'email a tutti i tecnici di consegnare tutto entro l'8 aprile. Data poi slittata di una settimana a causa di piccoli ritardi da parte di alcuni progettisti. Da quel momento, riunioni su riunioni per chiudere il plico da portare da Tronca.

A giugno 2015, con la grande presentazione al Salone delle Tre Fontane dell'Eur, la Roma ci aveva già provato: il progetto presentato allora, però, era carente di una serie di documentazioni. In Campidoglio sedeva ancora Marino e Caudo, pur essendo un grande sostenitore del progetto, lo rimanda, di fatto, indietro. Passano le settimane e nel frattempo, salta Mark Pannes e arriva David Ginsberg dal Liverpool, uomo del fondo Raptor e specializzato nell'impiantistica sportiva, non a caso segnalato a Roma anche in questi giorni. E si rifanno i conti: costi sottostimati e entrate sovradimensionate. Tanto che, sotto Natale, vengono rifatti tutti i calcoli sui parametri matematici sui quali si calcolano le cubature degli edifici. Ora siamo al tentativo numero due. E, chiaramente, restano aperti i quesiti più tecnici: a Tronca, cosa verrà effettivamente consegnato? Sarà davvero il progetto completo in ogni sua parte. E, poi, come si comporterà il Commissario Straordinario? In teoria la legge non pone dei termini precisi per l'esame preliminare del Campidoglio del plico prima di girarlo in Regione per l'avvio della Conferenza di Servizi. Tronca potrebbe quindi tenere fermo il progetto per il tempo necessario all'insegnamento del nuovo Sindaco e lasciare la patata bollente a lui... O lei.

venerdì 22 gennaio 2016

STADIO AS ROMA, IL PATTO DELLA SVOLTA

Ci siamo. A giorni arriverà l’annuncio formale della joint venture fra Luca Parnasi e il Gruppo Pizzarotti di Parma. Un accordo che avrà enormi ripercussioni su Roma e potrebbe averne sul futuro Stadio di Tor di Valle.



Michele Pizzarotti
Secondo quanto Il Tempo apprende in esclusiva, l’accordo è in via di ultimazione anche se non è ancora stato formalizzato e prevede la creazione di una nuova società in cui il Gruppo di Parma avrà una netta maggioranza mentre Luca Parnasi manterrà una quota di minoranza
Luca Parnasi
Il gruppo che fa capo a Luca Parnasi negli ultimi anni, complice la crisi del settore immobiliare, si è esposto con le banche per una cifra superiore ai 400 milioni di euro (nel bilancio 2013 era indicato un indebitamento di poco superiore ai 447 milioni). 
Questa NewCo, nella quale il Gruppo Pizzarotti assorbirà parte del personale proveniente da Parnasi ma senza coprirne i debiti pregressi, si occuperà solo del settore costruzioni e partirà dalla gestione dell’Europarco Business Park, con le torri Wind e Eni, antistante il centro commerciale di Euroma2.

Ma, soprattutto, avrà un’opzione per entrare nell’affare dello Stadio di Tor di Valle. 

Poco meno di 978 mila metri cubi che contengono lo Stadio vero e proprio da 60mila posti progettato da Dan Meis, le tre torri disegnate da Daniel Libeskind; il Convivium con i suoi edifici bassi e la sua passeggiata; più le opere di interesse pubblico: tre ponti, un raccordo autostradale, il rifacimento della via del Mare/via Ostiense, la metropolitana con la nuova stazione Tor di Valle, i parcheggi. 


A quanto risulta, il management del Gruppo Pizzarotti, che non ha ancora incontrato il patron giallorosso, James Pallotta, ha visto sommariamente i rendering e i progetti, trovandoli ambiziosi

Essendo molti gli interlocutori interessati dal progetto, dalla Goldman Sachs alla Lend Lease, l’accordo sull’ingresso di Pizzarotti è ancora da definire. 

Tuttavia, considerando che la Eurnova di Parnasi, portando “in dotazione” all’affare i terreni di Tor di Valle, vanta diritto a una quota delle costruzioni future, non è affatto da escludersi che vi il Gruppo Pizzarotti vi possa giocare un ruolo di primissimo piano.



Il progetto definitivo, come oramai è stato più volte ribadito, è ancora in fase di ultimazione ma, secondo le notizie raccolte da Il Tempo, siamo oramai alla stretta finale, “a brevissimo”, come trapela senza però che vi sia una indicazione precisa della data. 
Dopo il viaggio di Parnasi a Miami insieme a molti degli uomini dello staff delle varie società impegnate nella progettazione, avvenuto proprio nei giorni della sostituzione di Garcia con Spalletti, erano trapelate come necessarie ancora tre o quattro settimane per completare tutto il dossier. Che, oramai, si sono ridotte a meno di due. 
E il Gruppo Pizzarotti, qualora l’”opzione” stadio divenisse realtà entrando quindi nell’accordo, sarebbe interessato, sempre secondo quanto si apprende, più alla costruzione della parte “privata” dell’impianto, che alle opere di interesse pubblico che vengono comunque giudicate da Parma come le infrastrutture “estremamente giuste e indispensabili” necessarie a collegare il futuro impianto al resto della città. 






Nella tarda serata di ieri, la Roma, con un comunicato ufficiale, ha annunciato di aver interrotto il rapporto con Mark Pannes, fino pochi mesi fa “braccio operativo” di Pallotta proprio per lo Stadio. “Abbiamo raggiunto un punto nel processo per lo Stadio - si legge nella nota - dove abbiamo bisogno di coinvolgere un team interamente dedicato a Roma e a Boston con esperienza del settore dello stadio per passare alla fase successiva per portare in vita questo importante progetto. Crediamo fermamente che abbiamo costruito, ora, il giusto team di esperti per consegnare il progetto per la squadra, per la città di Roma e per l’Italia nel suo complesso. Vorrei ringraziare Mark per il suo tempo e fatica e io gli auguro il meglio per il futuro“. Già la presenza di David Ginsberg e di Robert Needham all’ultimo incontro in Regione poco prima di Natale, così come anticipato da Il Tempo, aveva suscitato interrogativi in merito: “Il team del progetto, che è stato guidato da David Ginsberg nel corso degli ultimi mesi si appresta a presentare un dossier finale alla Conferenza di Servizi sotto la supervisione della Regione Lazio”.




Intanto, in attesa che il dossier definitivo prenda della Conferenza di servizi decisoria, torna a parlare dello Stadio anche l’ex assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, che attribuisce i ritardi all’incertezza politica: “Questo è un investimento privato e i privati non investono in un contesto in cui non siamo certi dei tempi di rientro”. 

mercoledì 13 gennaio 2016

DUE NUOVI ALLEATI PER LO STADIO A TOR DI VALLE



Mentre si consuma l’epilogo dell’avventura di Rudi Garcia sulla panchina della Roma, Pallotta, in questi giorni, non deve occuparsi solo dei risultati sportivi della squadra. Sul tavolo degli incontri, infatti, c’è anche un’altra partita, quella del futuro impianto di Tor Di Valle. A Miami, insieme al dg Mauro Baldissoni, infatti, sono volati anche Luca Parnasi, il costruttore romano partner della Roma in questa avventura edilizia, insieme a una delegazione di persone dello staff che sta lavorando al progetto definitivo, a partire da Mark Pannes.

L’incontro, secondo quanto si apprende, è considerato un punto di svolta definitivo nella stesura e successiva consegna del dossier Stadio al Campidoglio e alla Regione Lazio, operazione obbligatoria per dare il via alla Conferenza di Servizi finale. Insomma, dopo molto attendere e tante voci, da questo appuntamento dovrebbe uscire il via libera finale alla consegna del plico. Cosa che potrebbe avvenire nelle prossime due o tre settimane.
Anche perché sembra che sia in dirittura d’arrivo la trattativa fra Luca Parnasi e il gruppo Pizzarotti che non dovrebbe entrare solo nell’affare Stadio ma anche in altre attività che Parsitalia ha in ballo, a partire dalle Torri dell’Eur. Sarebbero in definizione in queste ultime ore proprio i dettagli sugli accordi economici di questa joint venture che potrebbe far segnare, qualora tutto andasse in porto, una grande accelerazione anche sul futuro Stadio giallorosso. Fra le grandi opere realizzate dal Gruppo Pizzarotti figurano svariati ospedali sparsi nel mondo, una parte del nodo ferroviario dell’alta velocità fra Roma e Napoli, opere idrauliche, ferroviarie, metropolitane, tanto che il Gruppo era stato interpellato anche per la Metro D di Roma come promotore.


Odore di soldi, poi, all’ampia tavolata di Pallotta di queste ore, insieme a James Pallotta siede anche David Ginsberg.
Il manager del Fenway Group, insieme a Robert Needham del Fondo Raptor, ha partecipato all'ultima visita prenatalizia in Regione con l’assessore all’Urbanistica, Michele Civita combinata grazie ai buoni uffici di Fabio De Lillo, consigliere regionale di Ncd, ex assessore all’Ambiente della Giunta Alemanno, tifoso giallorosso e compagno di scuola di Baldissoni.  Ginsberg è uomo di alta finanza: nella sua carriera ha gestito moltissimi fondi speculativi, negli ultimi anni per la John W Henry & Co, e dal 2002 è vicepresidente dei Boston Red Sox, squadra di baseball che milita nella Major League e ha tra i soci DiBenedetto. Oggi, inoltre, Ginsberg è direttore del Liverpool FC e mantiene il suo ruolo di banchiere di investimenti, guidando il la Holding Raptor Group da lui fondata.




Si tratta, quindi, di un esperto banchiere il cui lavoro primario, al di là del mondo sportivo, è quello di reperire fondi da investire.

martedì 7 luglio 2015

STADIO, PRIMA PIETRA ATTESA PER IL 2016

In Campidoglio, i bene informati indicano nella seconda metà del mese di luglio, fra il 15 e il 20, la data in cui il Comune “girerà” alla Regione Lazio il progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle.
Lo scorso 15 giugno, il “big day” come lo ribattezzò Mark Pannes, la Roma ha presentato il “progetto definitivo” dello Stadio in Campidoglio. Un mese, quindi, più o meno come previsto, è il tempo che il gruppo di lavoro interassessorile si è preso per effettuare l’analisi preliminare delle carte progettuali.

E, finalmente, a breve, il “dossier” stadio approda in Regione e per l’esattezza negli uffici dell’assessorato all’Urbanistica guidato dal piddino Michele Civita
Su richiesta dei proponenti, la Regione convocherà la Conferenza di Servizi decisoria che avrà sei mesi di tempo dalla data di convocazione per esaminare il progetto, richiedere eventuali integrazioni documentali o modifiche progettuali, redigere il testo della Convenzione urbanistica (una specie di contratto di servizio) fra Roma e Comune, e, quindi, dare il via libera al tutto, incluso il procedimento di Valutazione di Impatto ambientale (Via). 
Sei mesi su carta, ovviamente. 
Anche perché, come Il Tempo ha documentato, mancano ancora alcuni elementi fondamentali perché il progetto possa essere considerato definitivo. 
Fra i corridoi regionali, quindi, si mormora di tre possibilità diverse: la Regione lo respinge al Comune chiedendo che venga ripresentato solo quando davvero definitivo. Oppure che si inizino i lavori della Conferenza e, mano a mano, si aggiungano i “file” ancora mancanti. Terza e più probabile ipotesi: la Conferenza si riunisce e, valutata la mancanza di alcuni documenti, “ferma il cronometro” dei sei mesi e lo riattiva non appena le carte saranno complete a termini di legge.



Anche perché la Valutazione di Impatto ambientale - un cui primo stralcio ufficioso è già stato portato davanti gli uffici regionali - si può fare solo a progetto definitivo completo. 
Terminata questa seconda e ultima parte dell’iter amministrativo (che potrebbe richiedere quindi un po’ più dei sei mesi previsti), i progetti dovranno essere validati da un’apposita società che certifica la perfezione della documentazione per la gara europea (mediamente un mese) e, quindi, per le opere pubbliche (metro, ponti, stazioni, strade), verranno indette le gare europee (sei mesi circa per le procedure) assegnate le quali ai vincitori, si potrà iniziare finalmente a costruire. 
Nel progetto presentato in Campidoglio, si rimane ancorati all’idea che la “data madre” del cantiere, l’inizio dei lavori, sia fissato per la fine di quest’anno. 
In realtà, quindi, per la partenza vera dei cantieri, per quanto molte procedure possano essere velocizzate il più possibile, alcuni tempi tecnici e procedurali non comprimibili più di tanto fanno ragionevolmente prevedere, al netto di possibili modifiche sostanziali del progetto in sede di Conferenza decisoria o di ricorsi, la data utile nella seconda parte del 2016.


giovedì 25 giugno 2015

STADIO ASROMA; E MARINO SI FA LO SPOT AL MINISTERO

E, nella contesa politica che vede il sindaco Marino contrapposto (più o meno) al resto del mondo, entra anche lo Stadio della Roma. “Visita di cortesia politica”, infatti, ieri in mattinata del Primo Cittadino - accompagnato dagli assessori all’Urbanistica, Giovanni Caudo; ai Trasporti, Guido Improta; e ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci - al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio

Ministero che, leggi alla mano, sullo Stadio ha una sola competenza: quella di autorizzare, quando sarà fatta, l’esercizio della futura Metro B a Tor di Valle. 

Per il resto, queste sono carte di competenza del Comune e della Regione Lazio quando approderanno a via Cristoforo Colombo. 

Un incontro fissato da marzo scorso, fanno sapere in Campidoglio, su suggerimento dell’assessore ai Trasporti, Improta, in un momento, quindi, di relativa calma politica. 
Ma che si è trasformato in un (auto) spot che il Sindaco ha fatto a se stesso uscendo e creando, dicono i bene informati, non pochi malumori nel ministro Delrio. 
Insieme alla delegazione capitolina, si sono presentati al Ministero anche Luca Parnasi e Mark Pannes, Ceo dello Stadio Tor Di Valle SpA. 
Il Ministro - ha raccontato Marino ai cronisti all’uscita - ha detto che questo progetto fa vedere che l’Amministrazione di Roma è solida”. 



Se non altro, per una volta, il Sindaco ha evitato l’abituale danza delle date, limitandosi a un sobrio “i lavori dureranno 22 mesi dalla posa della prima pietra”. 
Prima pietra che anche lo stesso Parnasi non ha scadenzato: “l'obiettivo è quello di arrivarvi quanto prima”. Parnasi che ha tenuto a ribadire: "È un investimento totalmente privato da oltre un miliardo e mezzo che non peserà assolutamente sul bilancio del Comune e l'interesse pubblico si basa su un complesso di opere infrastrutturali di oltre 300 milioni di euro, due parchi, due ponti, riqualificazione di una stazione, una nuova linea della metropolitana”.

martedì 16 giugno 2015

LA ROMA PRESENTA IL SUO STADIO

Doveva essere il “big day”, il grande giorno, e così è stato. Così grande che, per presentare alla stampa il dossier Stadio di Tor di Valle, James Pallotta, presidente della Roma, si è addirittura messo la cravatta, lui che non la indossa mai. Certo, è durata meno di un battito di ciglia, dato che l’ha sfilata subito, ma è il simbolo di quanto la Roma ci creda, nel progetto Stadio.


Parterre delle grandi occasioni: e il progetto, oggettivamente, almeno su carta e plastico, non ha deluso per fascino e innovazione anche se c’è qualche perplessità sulla viabilità, giudicata “insufficiente” dal professor Simoncini, docente di Urbanistica a La Sapienza. 



La mattina di ieri era iniziata in Campidoglio dove Pannes - e non Pallotta - si è recato per consegnare formalmente il dossier al sindaco Marino (non presente all’incontro con la stampa) che, ovviamente, s’è affrettato a metterci il cappello: "Con la presentazione del progetto definitivo si compie un altro importantissimo passo in avanti verso la realizzazione dello stadio della Roma”. Il Comune dovrà “effettuare le necessarie verifiche prima della trasmissione del progetto alla conferenza dei servizi regionale. Un percorso che ci impegniamo a completare rapidamente, con il massimo rigore”. E, anche l’assessore all’Urbanistica, Caudo, spiega: “Il nostro compito è di natura tecnica: dobbiamo verificare la coerenza fra il progetto e le prescrizioni contenute nella delibera di pubblico interesse”. E, poi, una stilettata: Bisognerà anche “valutare se la documentazione presentata sia sufficiente per poter essere trasmessa alla Regione”. Tre settimane (minime) per questo esame preliminare. Che, però, nonostante le certezze espresse in conferenza stampa, potrebbe richiedere più tempo per integrare i progetti presentati che, evidentemente, tanto definitivi non sono. Anche perché i progettisti sono ancora al lavoro per consegnare un ulteriore perfezionamento progettuale dei vari elementi per il prossimo 15 luglio. Non solo. Rimangono - e non sono stati fugati - i dubbi in merito alla “definitività” del progetto presentato. A Luca Parnasi abbiamo chiesto: “avete svolto i sondaggi geologici solo sulle aree di vostra proprietà ma il progetto prevede edificazioni, alcune fondamentali come i ponti sul Tevere, la metropolitana e la stazione, che non ricadono in queste aree. Considerate definitivo il progetto”? La risposta è stata: “Sono definitivi perché sono stati soddisfatti tutti i requisiti richiesti dalla delibera. Abbiamo fatto i progetti sulla base delle assunzioni che abbiamo. C’è un percorso di 6 mesi in Conferenza di Servizi dove avremo anche il tempo di recepire le osservazioni degli uffici e quindi per modificare il progetto”. 

A questo punto, quindi, l’iter prevede le tre settimane/un mese per il Campidoglio per “guardare” le carte, il loro deposito, poi, in Regione che, su richiesta dei proponenti, convocherà la Conferenza di Servizi decisoria. 
Dalla data di convocazione e insediamento della Conferenza inizieranno a decorrere i sei mesi di tempo entro i quali si dovrà dare il via libera finale al progetto e, contestualmente, redigere la “Convenzione Urbanistica”, cioè il “contratto” fra il Comune e la Roma che regolerà ogni singolo aspetto della costruzione di tutto il complesso. 
Dopo di che - come ha ricordato lo stesso Parnasi - si andrà a gara d’appalto europea per tutte le opere di interesse pubblico (ponti, metro, stazioni, strade e via dicendo) cosa che richiederà non meno di 8-10 mesi fra pubblicazione e assegnazione dell’appalto. 
Quindi, a occhio, i cantieri potrebbero partire, se va tutto bene e non ci sono ricorsi, per l’autunno 2016 e, quindi, calcolando i 22-24 mesi previsti dalla Roma per i lavori, l’intero complesso dovrebbe aprire per l’autunno/inverno 2018.



Pallotta sperava di farlo prima: "Pensavamo che il Comune si potesse muovere più velocemente, poi ci sono dei ritardi per altre ragioni. Vogliamo iniziare i lavori entro la fine dell'anno, la mia pazienza è molto limitata, ma se ci sarà qualche mese di ritardo non sarà un problema. Pensate che l'Italia sia il peggior Paese per la burocrazia, posso dimostrarvi che non è così". Infine, avverte i tifosi: "I razzisti e i violenti resteranno fuori". 

venerdì 22 maggio 2015

STADIO; PANNES: "IL 15 GIUGNO IL DOSSIER IN CAMPIDOGLIO"


Tor di Valle e il nuovo Stadio saranno “il futuro epicentro della nuova cultura dello sport, del business e dell'intrattenimento a Roma”. Così, Mark Pannes, Ceo dello Stadio, e Luca Parnasi, hanno presentato alla stampa i progressi sulla progettazione del (futuro) nuovo impianto della Roma. 



Confermata la data del 15 giugno prossimo, il ”big day”, per la consegna ufficiale in Campidoglio dei progetti definitivi che, come anticipato ieri da Il Tempo, saranno il masterplan delle opere pubbliche e private, quelli dello Stadio, della nuova Trigoria, delle opere pubbliche vincolanti (trasporti pubblici, metro, parcheggi, ponti, raccordi e strade) e il definitivo di una delle torri



Per il 15 giugno si preannuncia una presentazione in pompa magna alla presenza anche del patron giallorosso, James Pallotta.



"I progressi fatti sull'intero progetto sono stati rapidi, di altissima qualità e rispondono ai parametri indicati dalla delibera. Siamo in linea con i tempi previsti”, ha commentato Mark Pannes. Luca Parnasi ha sottolineato: "Crediamo che Stadio della Roma sarà un grande successo per la città”. 

Via via che si va avanti con i sondaggi (“È arrivata una terza trivella - spiega Claudio Vercelli, direttore della Geores, la società che sta eseguendo i sondaggi geologici - e siamo praticamente al 90%” dell’area di proprietà di Parnasi. “Consegneremo in anticipo la relazione ma ci sarà più in là una seconda fase dei sondaggi per le opere viarie”) e proseguono i progetti, emergono anche nuovi dettagli: l’area non sarà fagocitata solo dal calcio, ma è previsto che “viva” come centro polifunzionale per tempo libero, shopping, parchi, 365 giorni l’anno. Inoltre, il 50% dell’intera superficie (105 ettari) sarà occupata da aree verdi, una di tipo agricolo, l’altra come parco urbano. 

L'area shopping e ristoro, chiamata "Convivium"

Il 15% saranno parcheggi a raso, il 10% strade mentre il restante 25% riguarderà la parte dedicata agli edifici su una piastra pedonale di circa 30 ettari, di cui 11 riservati al Business Park che prevede tre torri di circa 200 metri, con 15-16 edifici bassi dai 5 agli 8 piani e una piazza centrale. 

Lo skyline dello Stadio con le tre torri


Qualche dettaglio anche sui ponti sul Tevere: quello carrabile, avrà una “luce” di 150 metri a due corsie per senso di marcia e quello ciclopedonale sarà di 300 metri, scavalcando il Tevere e la Roma-Fiumicino. 


venerdì 1 maggio 2015

SIAMO ENTRATI NEL (FUTURO NUOVO) STADIO DELLA ROMA

A metà 2018 prevediamo la conclusione dei lavori, dopo un semestre di collaudi, dello Stadio, della nuova Trigoria, dell’area commerciale e della prima parte del Business Park”. Questa è la dead line che la Roma prevede per la costruzione del nuovo Stadio. 

In sostanza, pronto per la stagione 2018/2019, quando Francesco Totti avrà ormai compiuto 42 anni.

Ieri, Mark Pannes e Mauro Baldissoni hanno accompagnato un ristretto numero di giornalisti sul sito di Tor di Valle per un”media briefing” come è stato americanizzato. Partenza alle 11.28 per un’oretta abbondante di tour. “Qui ci saranno i parcheggi, lì verrà lo Stadio vero e proprio. In quest’area sorgerà la nuova Trigoria, dillà il “convivium”, cioè l’area commerciale, lì in fondo il Business Park con le sue tre torri da 200 metri”. Un paio di fermate per fare qualche foto e girare un po’ di video. 
A vederlo così, l’Ippodromo, fa un po’ di tristezza: sembra ancora di vedere Mandrake, Er Pomata, Felice e l’avvocato De Marchis insieme, la pelliccia di Proietti, e la mitica tris Soldatino, King e D’Artagnan. Ora è una desolazione di abbandono e di erbacce alte come pali della luce e punteggiate da cumuli di rifiuti in stile discarica. In mezzo, le due trivelle all’opera, la seconda delle quali è giunta sul terreno il 20 aprile scorso, ognuna con i propri addetti.



A seguire, insieme anche a Italo Zanzi e Dan Meis, Pannes ha tenuto una lunga spiegazione tecnica corredata da slide. 


E qualche cosa di nuovo è emerso. 

Intanto, l’area di Tor di Valle, selezionata dopo un lungo processo di scrematura iniziato già con la Giunta Alemanno e proseguito con Marino, non era la prima per punteggio ottenuto. La società che la Roma aveva incaricato di preselezionare le varie aree proposte da privati, la Cushman & Wakefield, aveva valutato migliori una di 13 ettari sulla Palmiro Togliatti di Fabrizio Gianni con 87,8 punti su 100, e seconda una di 67 ettari a Torre Spaccata, della Quadrante SpA, con 87,2 punti su 100. 

Terza, Tor di Valle di Parnasi con 76,1 punti su 100, prescelta poi perché era quella che “assicurava il miglior rendimento anche per il privato” spiegano dalla Roma. Che, tradotto, significa che rendeva di più in termini di cubatura edilizia. 

La seconda novità è il costo di tutte le varie lavorazioni preliminari lievitato dai 40-50 iniziali a 55 milioni di euro, spesi per fare la ricerca delle aree, i progetti preliminari, i sondaggi geologici e le varie relazioni e disegnare i progetti definitivi. 

Previsione di nuovi posti di lavoro per 4.800 persone, mentre fra torri, negozi e uffici, la Roma prevede un bacino di utenza dell’area di 20mila persone al giorno. Alle tre torri da 200 metri, si affiancherà un “quartiere” di uffici fatto da palazzi di 7-9 piani, ciascuno dei quali sarà progettato da studi di architettura italiani. 

Altra novità indiretta è su Trigoria: la prima squadra si allenerà a Tor di Valle, mentre l’attuale Trigoria diventerà un polo destinato allo sviluppo di un “super centro del settore giovanile”, sulla falsariga de 'La Masia' del Barcellona. 

Qualche cambiamento (ancora provvisorio) anche per la futura Curva Sud che sarà su due livelli e separata dal resto degli spalti anche per rispettare le norme di sicurezza italiane. 

In tutto ciò, si continua a lavorare sottotraccia per reperire nuovi finanziatori: secondo alcune voci di corridoio, il Gruppo Parnasi - partner della Roma nella costruzione dello Stadio - avrebbe proceduto a una prima ristrutturazione societaria infilando in una “bad company” alcune iniziative imprenditoriali che non hanno prodotto i guadagni sperati mentre sarebbe in corso una trattativa fra Luca Parnasi (con gli asset produttivi rimasti) e la Starwood Capital Group (e ci sarebbe la mediazione di Pallotta e la benedizione di Unicredit) per l’acquisizione della torre di Eurosky e l’apertura di una linea di credito per circa 250milioni di euro. 

domenica 12 aprile 2015

STADIO; GIÀ COSTATO 40 MILIONI


Detto che le trivelle sono arrivate e che, da fine marzo, stanno scavando nei terreni di proprietà della Eurnova del Gruppo Parnasi, restano da capire alcuni elementi. 

A partire dagli aspetti finanziari. Il costo totale del progetto preliminare, dei sondaggi geologici e dei progetti definitivi di tutto il complesso, potrebbe superare i 40 milioni di euro e sfiorare i 50. Soldi che, al momento per quanto è dato di sapere, verrebbero investiti dalla Stadio TDV, la società creata ad hoc, con sede a Milano, il cui CEO, è Mark Pannes, quindi né dalla As Roma né, ovviamente, dal Comune che, in tutta l’operazione, avrà solo il compito di incassare soldi, sotto forma di opere pubbliche. Da chiarire, però, quali saranno poi le ripartizioni interne di questo investimento fra i soci della Società: se, ad esempio,la “quota” dell’investimento a carico del Gruppo Parnasi sarà costituita solo dal valore dei terreni o se si renderanno necessari anche esborsi di denaro liquido. Della partita fa parte anche la Starwood Capital Group.
In seconda battuta, i dati più tecnici. Quanti “buchi” dovranno essere fatti per giungere ad un’analisi del sottosuolo che renda attendibili poi i calcoli strutturali dei progetti definitivi? Il dato è fondamentale per cercare di ipotizzare una tempistica quanto più attendibile nell’esecuzione dei sondaggi. 

La superficie interessata dall’intero intervento è di oltre 108 ettari, cioè 1 milione e 85mila (e spicci) metri quadri. Di questi, 547mila metri quadri di Eurnova, 86mila pubblici e 451mila di privati (quasi tutti di società del Gruppo Armellini) che saranno “assoggettati ad esproprio”, come si legge nella Delibera del Campidoglio. È chiaro che in questi 108 ettari sono comprese anche le aree a verde che, non vedendo edificazioni, non necessitano di sondaggi geologici. Ma, sempre stando alle carte ufficiali del Comune, la superficie interessata da edificazioni (Stadio e Business Park) è pari a 38 ettari e mezzo. A questi, vanno sommati anche gli interventi sulle strade, i ponti, gli svincoli, la metropolitana e i parcheggi (non quantificati in Delibera): tutte aree sulle quali devono essere rispettate le norme vigenti in materia antisismica e, quindi, oggetto di sondaggi. 
Vero è che i proponenti possono portare i definitivi delle opere private anche in un secondo momento, ma appare poco credibile che si rimandino i sondaggi delle private a epoche successive. 
In sostanza, quindi, pur “scremando” le aree verdi, e utilizzando anche la bibliografia di precedenti sondaggi (di cui, però, occorre comunque verificare l’attuale rispondenza alle norme in vigore), non sono pochi i ”buchi” che le trivelle dovranno scavare. In media, una trivella effettua uno/due sondaggi al giorno, alla profondità media di 50 metri. La “maglia” su cui si opera è di un “buco” ogni 50 metri. 


Inoltre, va considerato anche un altro fattore di potenziali rallentamenti nella fase sondaggi: non tutti i terreni sono nelle disponibilità dei proponenti: lo sono, come sottolineato dalla Delibera del Campidoglio sul pubblico interesse, solo quelli di proprietà di Parnasi e quelli di proprietà pubblica. Il 41,6% delle aree oggetto dell’intervento è di privati e, qualora non si giunga in qualche modo ad un accordo bonario fra le parti, si potrebbe rendere necessario ottenere l’”accesso” alle aree in questione. E questo potrebbe aprire la strada anche a quei ricorsi al Tar, ad oggi ancora non percorsi se non da un unico ricorrente che si è visto rigettare la richiesta di sospensiva, presentata contro l’esproprio, poiché le procedure di esproprio ancora non sono iniziate. 




È quindi anche in base al numero delle trivelle in funzione - dato non ancora diffuso - che si può prevedere una tempistica attendibile. A fine aprile è previsto il prossimo aggiornamento sullo stato dei lavori tra Pallotta e il sindaco Marino, mentre Pannes ha già programmato un nuovo blitz nella Capitale.