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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 8 agosto 2020

COVID: SI PARTE CON I VACCINI


Parte la sperimentazione clinica del vaccino per il Covid. L’annuncio lo dà il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che su twitter scrive: “Arrivate allo Spallanzani le prime dosi del vaccino completamente made in Italy pronto ora alla fase di sperimentazione sull’uomo. Finanziato dalla Regione Lazio con un investimento da 5 milioni insieme al Ministero della Ricerca. Dal 24 agosto sarà somministrato a 90 volontari”.
Per essere selezionati occorre chiamare lo Spallanzani (06/55170203 dalle 9 alle 17) oppure inviare un’email alla direzione sanitaria (dirsan@inmi.it) e candidarsi.
L’Istituto ricerca volontari, di ambo i sessi, di due fasce di età: fra i 18 e i 55 anni oppure fra i 65 e gli 85. Le precondizioni per partecipare sono: l’iscrizione al servizio sanitario nazionale; non aver partecipato ad altri studi clinici negli ultimi 12 mesi e non aver contratto il Covid.
L’impegno consiste in una visita con la quale verrà valutato lo stato di salute del candidato il quale, se idoneo, dovrà sottoporsi ad otto visite nell’arco di sette mesi, per un totale, quindi, di 9 visite. La durata di ciascuna visita è di circa 30 minuti e, nel giorno della vaccinazione, dovrà rimanere in osservazione per quattro ore presso lo Spallanzani. 
Il vaccino che sarà sperimentato è interamente italiano ed è nato grazie ad un protocollo siglato a marzo tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell'Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'IRCCS "Spallanzani". Per la realizzazione di questo obiettivo sono stanziati 8 milioni di euro, 5 milioni a carico della Regione Lazio, trasferiti allo Spallanzani, e 3 milioni a carico del Ministero dell'Università e della Ricerca scientifica. Il vaccino è realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera di Castelromano. 
Spiega il direttore sanitario dello Spallanzani, il professor Francesco Vaia: “Oggi sono arrivate allo Spallanzani le prime dosi del vaccino che sperimenteremo a partire dal prossimo 24 agosto. Una grande intensa emozione. Sentiamo come Istituto tutto per intero il senso di responsabilità e l’attenzione, e la speranza che gli Italiani ripongono in noi, nei nostri clinici, nei nostri ricercatori. Dallo Spallanzani è partito, sempre, un messaggio di cauto ottimismo. Non abbiamo mai banalizzato: il nostro appello a non aver paura si è unito al non abbassare la guardia, mai. Oggi avvertiamo la sensazione, tanto cullata, di essere all’inizio della fine di questa aspra e dura battaglia che il popolo italiano tutto sta combattendo da tempo. Vinceremo!”.
Nell’annuncio viene anche fatta menzione di un rimborso spese che verrà corrisposto ai volontari ma, dice ancora Vaia: “gli italiani sono un popolo generoso e sempre in prima linea quando si tratta di solidarietà e di battaglie giuste. Non mi piace molto che si faccia riferimento ai soldi perchè qui stiamo portando avanti una battaglia giusta”.
Esulta il ministro dell'Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, che sulla propria pagina facebook scrive: “Davvero una bella notizia! Questa è l'Italia che lavora di squadra per il bene di tutti i cittadini

giovedì 9 aprile 2020

CORONAVIRUS; LE "MASCHERINE FANTASMA" NEL MIRINO DELLA CORTE DEI CONTI


Il caso “mascherine fantasma” alla Regione Lazio approda alla Corte dei Conti e in Parlamento. Il procuratore regionale della Corte dei Conti, Andrea Lupi, e il magistrato Alfio Vecchio hanno aperto un fascicolo sulla società mista, italo-cinese, la Eco Tech, che avrebbe dovuto consegnare nove milioni e mezzo di mascherine mediche alla Regione entro il 20 marzo, pagate 11 milioni come anticipo sul prezzo totale di quasi 36 milioni, e mai arrivate
A parte la Corte dei Conti, la vicenda alimenta il dibattito politico. 
Il deputato della Lega, Francesco Zicchieri, ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia (Pd), e al ministro della Salute, Roberto Speranza (LeU) per sapere “se, data la gravità della vicenda e considerato che il Presidente della Regione è anche il segretario del partito di maggioranza governativa, il Governo non ritenga urgente, fatte salve le indagini della procura, fornire chiarimenti in merito, con particolare riguardo alla correlazione tra le 300 unità di medici e infermieri contagiati ed i ritardi nell’approvvigionamento cause inadempienze della Eco.Tech.srl e scelte avventate dell’amministrazione regionale”.
La vicenda è nota. Sinteticamente, un paio di giorni fa, Lega e Fratelli d’Italia in Consiglio regionale denunciano: la Regione Lazio per approvvigionarsi urgentemente di mascherine sanitarie si è rivolta ad un’azienda, la Eco.Tech, cui ha versato 11,3 milioni di euro come anticipo senza ricevere in cambio nulla. Tanto che ci sono due determinazioni dirigenziali con cui la Regione stessa, vista l’inadempienza della Eco Tech, decide di rescindere il contratto e chiede pure i danni
La Regione, ieri, ha diffuso una nota in cui, dopo aver respinto le accuse di truffa, parla di “bufale politiche” ma finisce per confermare tutto: “proprio stamattina (ieri, ndr) si è svolto un incontro tra la Protezione civile regionale e i vertici dell'azienda Eco.Tech che hanno confermato la volontà di evadere tutti gli ordini ricevuti, esibendo la documentazione ufficiale che comprova la disponibilità da parte della stessa di 20 milioni di mascherine con consegna delle stesse entro la fine della prossima settimana”. Il che si traduce nella conferma non tanto delle denunce di Lega e FdI quanto degli stessi documenti degli uffici: la consegna non è ancora avvenuta. Tanto che la Regione ci tiene a sottolineare come “L'Azienda, a riprova della propria serietà e per fugare ogni illazione sulla sua affidabilità, si è offerta di garantire con una polizza assicurativa gli acconti versati dalla Regione Lazio” e che la stessa è “partner di Exor, distributore ufficiale di prodotti 3M”. La 3M però specifica che la “Eco Tech non risulta presente nel nostro elenco partner e distributori” mentre “esiste un nostro fornitore con lo stesso nome e ragione sociale, ma ha sede a Cesena”.
Opposizioni sul piede di guerra. La consigliera della Lega alla Pisana, Laura Corrotti, annuncia di aver chiesto una “audizione urgente in Commissione Protezione Civile con il Direttore dell’Agenzia Regionale Protezione Civile, Carmelo Tulumello”. Fratelli d’Italia, invece, stigmatizza la “nota stampa della Regione” evidenziando come la Eco Tech “non sia più inaffidabile come da loro scritto nella risoluzione e che invece di rispondere alla diffida via Pec, sempre come scritto nella stessa, si è presentata ad una riunione”. Non solo ma FdI sottolinea come “apparirebbe quantomeno anomalo che una volta comunicata la risoluzione [del contratto, ndr] la Regione ne richieda l’adempimento. Chiediamo se nel frattempo sono rientrati gli 11 milioni, più le penali previste nella risoluzione”.
Analizzando i documenti societari della Eco Tech e della sua controllante, la Propter Hominem srl, viene fuori un quadro un po’ intricato di spostamenti societari: da Belluno a Frascati a Santa Marinella, gli ultimi dei quali gestiti dallo studio notarile Annibaldi di Civitavecchia.

martedì 24 marzo 2020

CORONAVIRUS; RAGGI A ZINGARETTI: "RIAPRIRE IL FORLANINI"


Riparte il giro di valzer sul Forlanini. Dal Campidoglio è partita ieri mattina una lettera diretta al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e, per conoscenza, al ministro della Salute, Roberto Speranza. Firma: sindaco di Roma, Virginia Raggi, e presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. Il che, politicamente, sottolinea come vi sia unità di intenti fra le prime due cariche della città e come la missiva sia il frutto di una decisione del Consiglio comunale.
Nel testo si allega la mozione che “l'Assemblea Capitolina ha approvato lo scorso 13 marzo” con cui “si manifesta l'acuta consapevolezza del ruolo essenziale di contrasto che sta svolgendo la sanità pubblica e della necessità che essa sia dunque potenziata”. Segue, quindi, l’elenco delle “strutture di alcuni nosocomi storici di Roma oggi dismessi” e cioè gli ospedali “Carlo Forlanini, Nuovo Regina Margherita, San Gallicano a Trastevere, San Giacomo in Augusta” come “possibili capisaldi nostra città”. Senza giri di parole, si chiede alla Regione di riaprire “queste strutture, rendendole di nuovo efficienti almeno in alcuni reparti e dotandole, in tempi urgenti, di strumenti e attrezzature indispensabili ad affrontare nell'immediato, l’epidemia in corso e per il futuro, esigenze di cura dei cittadini romani”. 
Poi una considerazione che sembra rivalutare il ruolo della sanità pubblica antecedente i tagli lineari decisi dalla presidenza Marrazzo in poi, ovvero quella Storace caratterizzatasi per l’apertura di Sant’Andrea, Tor Vergata e San Raffaele. “In questi anni, troppi presidi sanitari pubblici sono stati dismessi; si è trattato talvolta di strutture ancora efficienti o persino ristrutturate da poco. Oggi invece la realtà ci dice che dobbiamo assolutamente invertire la tendenza, dotando nuovamente il Lazio e Roma di una ricchezza sociale e di un servizio sanitario pubblico che, nel frattempo, per scelte che si sono rivelate inopportune, sono andati dispersi”. 
La lettera Raggi-De Vito spedita al governatore del Lazio, Zingaretti, e al ministro della Salute, Speranza

La mozione stata firmata dai consiglieri 5Stelle e da Stefano Fassina, di Sinistra per Roma, da Fratelli d’Italia e Lista Civica Meloni, e Lega. Contrario il Pd. 
Venerdì è prevista una seduta del Consiglio comunale, la prima in assoluto in videoconferenza per i consiglieri e trasmessa in streaming per il pubblico, con piattaforma tecnologica per il deposito di documenti da votare e procedure di voto online: un primato di funzionamento messo in piedi dalla Presidenza dell’Aula e dagli uffici tecnici in dieci giorni. La seduta sarà dedicata all’emergenza Covid ed è prevista una relazione del sindaco, Virginia Raggi. Radio Campidoglio riferisce di una Raggi molto preoccupata per la possibilità che a Roma si verifichi quanto sta drammaticamente avvenendo a Madrid o a Bergamo con un’esplosione incontrollata della pandemia. E il risentimento nei confronti della Regione Lazio - in questo senso va letta anche questa lettera a Zingaretti - è legato alla decisione di aprire piccoli centri ospedalieri dedicati al Covid invece di aprirne uno grande, tipo quello di Milano. Per altro, a differenza del capoluogo lombardo, senza avere la pressione dell’emergenza immediata ma potendo programmare.