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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 23 maggio 2020

CENTRO CARNI SUL PIEDE DI GUERRA


Maestranze e operai del Centro Carni sul piede di guerra: da martedì inizierà un presidio quotidiano per protestare contro quella che definiscono l’inerzia e l’insensibilità del Campidoglio.
Possibili ripercussioni potrebbero verificarsi anche sull’approvvigionamento di carni per i piccoli negozi. 
Le nostre aziende - spiega Fabrizio Forti, presidente dell’Associazione Centro Carni di Roma - stanno avendo una diminuzione anche del 95% del fatturato: la chiusura della filiera dei ristoranti e degli alberghi che si riforniscono da noi ci sta mettendo in ginocchio. Eppure abbiamo garantito anche in queste settimane terribili il regolare approvvigionamento di carne per Roma. In altri Paesi molti mattatoi sono stati chiusi perché focolai del virus. Il nostro, no”.
Solo che, secondo gli operatori, dal Campidoglio continua una sorta di silenziosa guerra al Centro Carni, finito anche dentro il calderone dell’inchiesta su Ama.
Il Comune aveva convocato una cabina di regia sulla sorte del Centro. Da cui però non sono giunte risposte. Inutile girarci intorno: l’attuale Amministrazione - sostiene ancora Forti - vuole distruggere un’eccellenza come la nostra e far diventare il Centro una specie di immondezzaio. Non abbiamo chiesto soldi, sia chiaro. Abbiamo chiesto che il Comune comprendesse anche noi fra le aziende in difficoltà. Come per bar e ristoranti sono stati ampliate le superfici all’aperto e sospesa la tassa di occupazione di suolo pubblico, anche noi abbiamo problemi analoghi. Chiediamo di ridiscutere i nostri affitti che oggi sono diventati insostenibili”.
E visto il silenzio dell’Amministrazione Raggi da martedì si parte con un presidio fisso davanti il Centro Carni e a seguire con manifestazioni sotto Palazzo Senatorio. 

venerdì 19 luglio 2019

CENTRO CARNI, MAESTRANZE IN AGITAZIONE


Sta per aprirsi un nuovo fronte di tensione in Campidoglio: da oggi, infatti, scendono in agitazione gli operatori del Centro Carni per protestare contro l’assoluta inerzia della Giunta 5Stelle che, dopo tante promesse in campagna elettorale, sta facendo tutto tranne che rilanciare la struttura.
Noi ci occupiamo delle carni - spiega Fabrizio Forti, presidente dell’Associazione Centro Carni di Roma - ma anche del recupero di tutti gli animali, tanto vivi quanto morti: dai pitoni ai cinghiali. Abbiamo ridotto i nostri costi vivi ma molti servizi che svolgiamo per la città vengono ancora considerati come un costo, fra questi proprio il recupero di animali vivi e la loro cura fino a che non si rintraccia il padrone, o lo smaltimento dei corpi in caso di animali morti. Servizi che, se non facessimo noi, dovrebbero andare a finire al privato. In dieci anni, il Comune ha cambiato ben 15 direttori del Centro Carni. Ora, la Raggi manda via il direttore Ciminelli e arriverà al suo posto Barletta. Senza che, però, si operi per un vero rilancio della struttura che già è un centro di eccellenza e potrebbe essere ancora migliore. Per questo, abbiamo deciso uno stato di agitazione e siamo pronti ad andare a occupare il Campidoglio con i camion”.
Nel mirino della protesta ci finiscono l’assessore al Commercio, Carlo Cafarotti, e il presidente della Commissione Commercio, Andrea Coia, colpevoli, secondo le maestranze del Centro Carni di una incapacità decisionale che sta condannando il Centro a una lenta agonia.
Nel Centro - situato nel Municipio V fra la Collatina e viale Palmiro Togliatti  e grande 21 ettari - trovano posto lo stabilimento di macellazione, il mercato all’ingrosso della carne, una serie di stabilimenti privati che operano nel settore della trasformazione e poi stalle, magazzini, celle frigorifere, lavaggio dei mezzi di trasporto delle carni e degli animali, strutture Asl e Protezione civile.
Un richiamo a muoversi arriva anche da Fratelli d’Italia con il capogruppo alla Regione, Fabrizio Ghera che dice: “Raggi garantisca un futuro alla struttura e agli operatori. L’impianto è fiore all’occhiello della città, vigileremo sugli sviluppi con il gruppo in Campidoglio”.