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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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mercoledì 5 agosto 2020

PD MOROSO PURE IN PERIFERIA


Non c’è nulla da fare: a quanto pare nel Pd non amano molto pagare gli affitti. Dopo la storiaccia della storica sezione di via dei Giubbonari, in pieno centro a Roma, che, nonostante un canone di affitto di soli 100 euro al mese, è riuscita ad accumulare un debito di 170mila euro, ora, pure se in scala lievemente ridotta, si ricomincia. 
Questa volta è il turno della sezione di via dell’Archeologia 54 a Tor Bella Monaca. La fattura è stata emessa con il sistema PagoPa per conto dell’Ater, l’ex ente case popolari per intendersi. Già perché l’altra caratteristica che ricorre spesso nelle vicende degli eredi del vecchio Partito Comunista Italiano è che molte loro sedi sono dentro alloggi comunali o di edilizia popolare. 
Così era, ad esempio, per la sezione di via dei Giubbonari che era di proprietà del Comune e dalla quale sono stati sfrattati nel 2016.
Qui, la morosità assomma a 4.703 euro e 57 centesimi che la Federazione romana dei Dem - ad essa è intestato il sollecito di pagamento - dovrà pagare in un’unica soluzione entro il 31 agosto

Abbiamo, ovviamente, fatto un controllo con il codice QR inserito nella fattura e corrisponde la cifra, il mandato di pagamento e l’ente creditore. 
Interessante è motivazione del bollettino: “saldo morosità al 30 giugno 2020”. 
Lo scandalo dell’affittopoli dei partiti politici - scandalo in cui i Dem fanno la parte del leone ma in cui sono rimasti invischiati anche l’allora Alleanza Nazionale e SeL - scoppia nel 2015 quando Ignazio Marino sindaco dà il via a una approfondita analisi di tutti i crediti del Comune per affitti inevasi. A ruota, poi, ci finisce anche l’Ater, di proprietà della Regione.
Il risultato per il Pd fu nel 2015 un debito complessivo di 650mila euro con l’Ater e altre centinaia di migliaia di euro con il Comune
Fra le sedi più chiacchierate ci sono quella della Garbatella, quella di Tor Marancia, Porta San Giovanni, Donna Olimpia. Poi, appunto, via dei Giubbonari - per importanza storica seconda solo alla vecchia sede centrale di via delle Botteghe Oscure - villa Gordiani, Magliana
La cronaca dell’epoca segnava come morose anche una paio di sezioni del Partito Socialista e di SEL. Poi, sempre col Campidoglio, il lungo contenzioso con Fratelli d’Italia sulla storica sezione del Colle Oppio.
Ora arriva il sollecito di pagamento per Tor Bella Monaca proprio mentre il Campidoglio dei 5Stelle ha approvato una mozione insieme al Pd per fare dei locali di via dei Giubbonari una sede informativa sulla resistenza romana con il sospetto che possa essere un modo nascosto per ridarla ai Dem.  

domenica 2 agosto 2020

AFFITTOPOLI, DE PRIAMO: "A COLLE OPPIO MEMORIALE REDUCI ISTRIANI"


De Priamo, il capogruppo del Pd, Giulio Pelonzi, apre a un museo dedicato alla tragedia dell’esodo Giuliano-Dalmata. È pronto a presentare una mozione in merito?
Il problema è la certezza che poi le cose si facciano, non solo si annuncino. Conosco Pelonzi e so che è persona di parola ma…”.
Ma?
Ma siamo sicuri che poi i suoi siano realmente pronti a votare una cosa del genere?
Perché lo dice?
Perché quando all’epoca del sindaco Alemanno si lavorò per intitolare una strada a Giorgio Almirante, qualcuno del Pd era pure favorevole. Poi si alzò la canizza e venne ovviamente fatta marcia indietro. Ci sono temi sui quali il Pd non sembra arrivato a maturare un pensiero autonomo”.
D’accordo ma non sono due cose diverse, l’esodo Giuliano Dalmata e via Giorgio Almirante?
Certo che sono cose diverse ma il cliché in questi casi si ripresenta molte volte. Io non voglio presentare una mozione su un tema così delicato e sentito e poi vederla bocciare con la stantia retorica degli anni  passati”.
Pelonzi ha citato la posizione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Direi che è un notevole passo avanti rispetto agli anni passati.
Ripeto. Parlerò con i vertici di Fratelli d’Italia e con i consiglieri di centrodestra per decidere assieme. Ma certo c’è comunque un altro problema”.
Quale?
“Anche se tutto il Pd votasse a favore, servirebbero anche dei voti da parte dei 5Stelle o la mozione non passerebbe”.
De Priamo, lei ha fatto riferimento alla possibilità che, utilizzare la storica sezione di via dei Giubbonari per un centro informativo sulla resistenza romana possa essere un modo surrettizio per riconsegnare i locali al Pd. Però il Pd lì non può rientrare: ha un piano di rateizzazione del debito con Equitalia che impedisce di riavere la sede.
Certo, su carta è così. Ma deve essere necessario che nel bando per la futura assegnazione ci sia questa tutela. Non possiamo escludere che le associazioni cui verrebbe affidato questo centro informativo siano contigue con il Pd”.

AFFITTOPOLI, MUSEO DELLA RESISTENZA NELLA SEDE MOROSA EX PD



Grazie ai 5Stelle, il Pd potrebbe rientrare nella sezione di via dei Giubbonari, quella storica da cui, nel 2016, i Dem dovettero andarsene perché morosi per 170 mila euro nonostante il canone di affitto fosse di 100 euro al mese. Oggi, invece, grazie a una mozione presentata dal Roberto Allegretti, consigliere 5Stelle e membro dell’Associazione nazionale Partigiani, le probabilità che, usciti dalla porta, i Dem possano rientrare dalla finestra ci sta. Anche se, va sottolineato, non sarà mai una cosa diretta: il piano di rientro dalle morosità con Equitalia impedisce al Pd di riavere la sede. 
In più, dopo oltre 75 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, questa vicenda riaccende la disputa fra destra e sinistra sulla memoria condivisa. Succede che nell’anno del Signore 2020 Allegretti presenti una mozione per fare dei locali ex Pci di via dei Giubbonari un centro informativo sulla resistenza romana. A dirla tutta, il testo originale prevedeva addirittura l’assegnazione diretta alla stessa Anpi. Tanto che il presidente della Commissione Patrimonio, il grillino Francesco Ardu, non ha voluto votare il testo. Poi, arriva il capogruppo Pd, Giulio Pelonzi, che prende il testo Allegretti e si accorda per modificare il tutto: via l’assegnazione diretta e sì a un generico punto informativo da affidare con un futuro bando di gara. 
Lato Fratelli d’Italia, il capogruppo, Andrea De Priamo, lancia l’esca: proporre di destinare i locali di via di Terme di Traiano, al Colle Oppio, poi storica sede della destra e primo luogo ad ospitare gli esuli Giuliano Dalmata a centro analogo sulle vicende di foibe ed esodo. Ma “incredibilmente grillini e sinistra hanno bocciato i nostri emendamenti”. 
E parte la polemica: da destra si sospetta che tutta questa storia sia solo un modo per riaffidare via dei Giubbonari al Pd, più o meno direttamente. 
A sinistra, Giulio Pelonzi spiega: “È giusto e significativo che uno spazio dedicato per anni al dibattito politico, nel cuore della città di Roma, sia ora destinato al ricordo di uno dei più importanti momenti della storia italiana e romana”. Poi una timida apertura: “Noi crediamo si debba aprire una riflessione, dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di creare un museo o un centro informativo sulle Foibe e siamo disponibili a un confronto politico aperto per individuare uno spazio”.


domenica 31 dicembre 2017

RAGGI, UN ANNO VISSUTO DIFFICILMENTE

Trovare elementi negativi nel 2017 dell’Amministrazione Raggi è facile: la città sta letteralmente collassando, piegata su se stessa e questa Giunta, al netto degli slogan buoni per i social network e la fauna dei tifosi e troll, non appare davvero in grado di invertire la rotta. E la stessa Virginia Raggi ne è consapevole quando afferma “arrivare viva alla fine di questo mandato sarà un grandissimo successo”. Il problema è selezionarne solo 10. Assai più arduo è trovare 10 cose positive. Parliamo di cose reali, non di polemiche, sia per le azioni positive che per quelle negative. 
A margine di questo elenco, abbiamo lasciato alcuni elementi. Spelacchio è sì la triste metafora di questa Amministrazione ma contemporaneamente, specie sui social, ha portato una ventata di gioiosa ironia e tante risate. Come ironia e risate li hanno generati i commenti sul (meraviglioso) abito indossato da Virginia Raggi alla prima del Teatro dell’Opera. Una menzione speciale a parte: la decisione della Raggi non rallentare ulteriormente l’agonia della permanenza di Paolo Berdini all’Urbanistica capitolina e la scelta, felice, di Luca Montuori come suo successore. 


COSE POSITIVE

BILANCIO APPROVATO ENTRO I TERMINI
Non è una novità assoluta - ci riuscì già Marino - ma fra le azioni positive dell’Amministrazione Raggi va inserita l’approvazione del Bilancio di previsione entro il 31dicembre

CONCORSONE E ASSUNZIONI
Il “Concorsone” (1995 posti per 22 diverse posizioni lavorative) è del 2012. L’Amministrazione Raggi ha completato lo sblocco delle assunzioni dei vincitori del Concorso. 

GIRO D’ITALIA E "FORMULA E"
Per il 2018 a Roma tornano i grandi eventi: il Giro d’Italia e la Formula E all’Eur. Due tasselli sicuramente positivi per il rilancio dell’asfittica economia della Capitale

STADIO DELLA ROMA
Certo, il progetto è stato stravolto e peggiorato sensibilmente, ma, se non altro, la Raggi è riuscita a portare a termine l’iter per la costruzione dello Stadio della Roma 

RECUPERO IMMOBILI COMUNALI
Dopo anni di acquiescenza, se non di collusione, finalmente il Comune rientra in possesso (lentamente) di case popolari illegittimamente occupate da chi non ne ha titolo.   

CARD PER I MUSEI
C’è fame di cultura e la Card “Musei in Comune” (5 €/anno per residenti a Roma) è una grande occasione per i romani per spegnere cellulari e social network e vivere davvero l’arte 

COLLEGAMENTO METRO B/CIAMPINO
I voli da Ciampino hanno sempre presentato il problema del collegamento con Roma. Ottimo il prolungamento della linea 720 dall’aeroporto al capolinea Laurentina della Metro B

ACCORDO SUI DETENUTI
Lavoreranno per pulizia e decoro dei parchi i detenuti negli Istituti di pena, grazie all’accordo con il Ministero della Giustizia: un’occasione di riscatto a beneficio della città

SEMAFORI INTELLIGENTI
L’obiettivo è snellire il traffico usando la tecnologia dei nuovi 42 semafori intelligenti installati in alcune strade: rilevando i flussi di traffico, regoleranno la durata del rosso

RIORDINO SOCIETÀ PARTECIPATE
È ancora su carta, ma il piano di riduzione delle società partecipate potrebbe portare un buon risparmio per le casse del Comune, visto che le aziende scenderanno da 31 a 11. 


COSE NEGATIVE


LA CITTÀ È SEMPRE PIÙ SPORCA
La città è sempre più sporca, i mezzi di Ama sempre meno efficienti, la differenziata è a rischio, il ciclo dei rifiuti continua a non chiudersi mentre elemosiniamo smaltimento ovunque

CAPITALE BLOCCATA
Una quindicina di autobus bruciati, metropolitane con frequenze da treno regionale, pezzi di ricambio mancanti, credito esaurito presso i fornitori e l’incubo fallimento. Benvenuti in Atac

ROMA ALLAGATA
Prima, quando pioveva, era #SottoMarino, ora giustificazioni di ogni sorta per spiegare come mai Roma si allaga con le bombe d’acqua ma anche con due ore di ordinaria gnagnerella.

CENTURIONI E BANCARELLARI: PRESENTI
Finti centurioni, con improbabili corazze di cartone, il mocho vileda in testa e i collant rosa, e bancarellari sempre gli stessi sono tornati a imperversare nei luoghi simbolo della città.

L’URBANISTICA IDEOLOGICA
Il Tar sta banchettando selvaggiamente sull’Urbanistica ideologica portata avanti sulle Torri dell’Eur e l’Uci Cinema Fermi. Si addensano nubi di milioni di risarcimenti danni

NEI MUNICIPI, 5STELLE ALLO SBANDO
In principio fu l’VIII Municipio, il primo a saltare, con le dimissioni di Paolo Pace. Ora è entrato in crisi il III, Montesacro. E più di qualche Presidente si sente abbandonato dal Campidoglio.   

LA GIRANDOLA DEGLI ASSESSORI
L’hanno ribattezzata la “Giunta delle porte girevoli”: un assessore entra, uno esce. Basta poco e si cade in disgrazia. L’elenco degli assessori saltati è più numeroso degli aghi di Spelacchio 

AMA E ATAC, VALZER DI DIRIGENTI
Discorso analogo agli Assessori si può fare per i dirigenti: fra Ama e Atac si fa fatica a tenere l’agenda aggiornata di chi c’è e di chi è stato cacciato oppure si è dimesso

SCONTRI CON L’OREF
All’epoca di Marino, bisognava ascoltare l’Oref. Ora, quando l’Oref muove rilevi sui bilanci, quelli dell’Oref sono tutti dei gran cattivoni. La convenienza del momento: Sic transit gloria mundi. 

MULTISERVIZI: TREMILA POSTI A RISCHIO
La gara a doppio oggetto (contestatissima da sindacati e lavoratori) è stata revocata a inizio dicembre. Per i 3mila lavoratori della Multiservizi un Natale col fiato sospeso

sabato 18 novembre 2017

COLLE OPPIO, ATTI IN TRIBUNAL E COMINCIA LA BATTAGLIA


Alla fine il ricorso al Tribunale Amministrativo regionale è arrivato: Fratelli d’Italia - difesa da un pool di avvocati coordinati da Zazza e Del Balzo, con Borre’, Andriani, Dichiara - porta in tribunale il Campidoglio a 5Stelle per lo sfratto della storica sezione del Colle Oppio dalla sede di via delle Terme di Traiano.
Lo sfratto era stato eseguito alle cinque di mattina, da una pattuglia di Vigili Urbani, lo scorso 31 ottobre e aveva dato immediatamente il via a un balletto di accuse. Da un lato il sindaco, Virginia Raggi, e il suo assessore al Patrimonio, Rosalba Castiglione, ad accusare Fratelli d’Italia di essere morosi e abusivi. Dall’altro, il partito della Meloni, con ricevute alla mano, ad accusare la Giunta Raggi di aver compiuto un atto illegittimo per danneggiare la reputazione di FdI alla vigilia del voto a Ostia. 
La vicenda si interseca poi con la cacciata di Andrea Mazzillo da assessore della Raggi al Bilancio e Patrimonio: poco prima di essere defenestrato, Mazzillo, il 9 giugno, aveva portato in Giunta e fatto approvare, una memoria che, facendo proprio un Ordine del Giorno proposto e approvato dai grillini in Consiglio comunale (il 79 del 9 maggio), sospendeva tutti gli sgomberi in atto fino alla definizione del nuovo regolamento. 
Ora si arriva alle carte bollate: stamattina il ricorso sarà notificato al Campidoglio e, più o meno entro una trentina di giorni, i giudici dovranno decidere se la Meloni e i suoi sono abusivi e morosi, come sostiene la Raggi, oppure se la Raggi e la sua Giunta hanno compiuto un atto illegittimo, come sostiene Fratelli d’Italia. 
Il ricorso, di una ventina pagine, è articolato sulla ricostruzione dell’iter amministrativo che già evidenzia un enorme buco. Negli atti notarili del 1925 e 1935 che assegnavano all’allora Governatorato di Roma (antenato del Comune di Roma, ndr) la proprietà di una serie di aree, i locali della sezione del Colle Oppio erano indicati come proprietà privata dei Principi Brancaccio. E, quindi, non sarebbero locali di proprietà pubblica ma privata. 
Dopo di che gli avvocati della Meloni evidenziano la contraddittorietà degli atti assunti dalla Raggi: prima si avviano le procedure di sfratto, poi si sospendono con la Memoria Mazzillo, ma ripartono dopo cinque mesi di silenzio per concludersi con i vigili all’alba del 31 ottobre. 
Altro elemento: i difetti di notifica. Secondo i legali di Fratelli d’Italia il Campidoglio ha compiuto una serie di errori nel notificare gli atti: un po’ come se la multa venisse portata all’indirizzo sbagliato. Per cui, ne deducono, è stato cancellato il diritto al cosiddetto “contraddittorio”, cioè alla possibilità di essere ascoltati dalla Pubblica amministrazione e poter produrre documenti utili. 
Altri motivi di nullità, vanno ricercati nell’abuso d’ufficio (ci si “doveva attenere agli atti consiliari e di indirizzo di Giunta e tenere conto dell’affidamento di FDI alla trattativa in corso sulla corretta determinazione del canone che presupponeva almeno un’alta possibilità di definizione favorevole al rinnovo della concessione”) e nell’eccesso di potere (errori nella quantificazione dei giorni necessari a FdI ad adeguarsi alle richieste del Campidoglio). Per queste ragioni, concludono gli avvocati, vanno annullati tutti gli atti di sfratto. Prossimo appuntamento il Tar che dovrà anche decidere sulla richiesta di sospensiva, “tanto più necessaria - spiega l’avvocato Roberto Zazza - viste le dichiarazioni rese dall’assessore Castiglione in Commissione circa la trasformazione della sezione Colle Oppio in un magazzino”.
Ieri mattina, poi, una nuova sorpresa: “sul cancello di ingresso - afferma ancora Zazza - è stato trovato un Ordine di Sequestro fatto sempre dai Vigili urbani, inviato al Pubblico ministero per la convalida. Strane coincidenze: due atti, sfratto notturno e sequestro mattutino, tutti da giudicare, e tutti disposti il giorno prima del voto” a Ostia, primo turno e ballottaggio.

mercoledì 15 novembre 2017

COLLE OPPIO, UN MAGAZZINO NELLA SEDE DI FDI


La singolar tenzone fra il Campidoglio e Fratelli d’Italia per lo sgombero della storica sezione del Colle Oppio non accenna a finire. Anzi. Entro questa settimana il pool di avvocati del partito di Giorgia Meloni - Zazza e Del Balzo, con Andriani, Borre' e Dichiara - presenterà il ricorso al Tar contro lo sgombero deciso dalla Raggi. A breve, quindi, sarà il Tribunale amministrativo a decidere chi ha ragione: se il Comune che sostiene la morosità di FdI, o Fratelli d’Italia che sostiene non solo di aver pagato, con tanto di esibizione dei bollettini, ma anche che il locale, un seminterrato di una sessantina di metri quadri senza finestre e aria, non può essere messo a reddito. 
A parziale dimostrazione di questa tesi c’è l’annuncio dell’assessore al Patrimonio, Rosalba Castiglione, che, ieri, in Commissione Trasparenza ha annunciato che i locali del Colle Oppio saranno adibiti a magazzino. 
Una decisione che, complice l’esistenza di svariati locali di proprietà comunale desolatamente vuoti come quello di fronte la sede della Sovrintendenza Capitolina di piazza Locatelli, sembra giustificare l’accusa di persecuzione politica che, secondo FdI, la Giunta Raggi starebbe compiendo contro il partito della Meloni in ragione della tornata elettorale a Ostia che proprio una esponente di FdI, Monica Picca, oppone alla candidata 5Stelle, Di Pillo.

Secondo l’assessore Castiglione lo sfratto è dovuto a una “morosità di 11.626 euro, di cui 1.700 per il pregresso e 9.900 dopo la comunicazione del nuovo canone avvenuta a gennaio a 2017 e ammontante a 11.880 euro annuali, 990 al mese”. La Castiglione ha comunque tenuto aperto uno spiraglio nei confronti di Fdi, sottolineando che lo sgombero “non vuol dire che non ci possano essere altri immobili comunali da destinare a questo scopo”. 

La replica di Fratelli d’Italia, oltre che in Tribunale, è affidata a una serie di interventi politici: per Fabrizio Ghera, capogruppo in Consiglio comunale: “O quel locale o è un magazzino o un ufficio di pregio, come hanno scritto nei giorni scorsi lo stesso assessore e il capogruppo M5S, perché se è un magazzino non possono chiederci 990 euro al mese individuandolo come ufficio, ma il canone è di 250 euro. Ci vengono chiesti 11 euro al metro quadro per Colle Oppio che è uno scantinato insalubre non accatastato, altro che ufficio di pregio, mentre negli ultimi bandi per uffici centrali si parte da meno di 3 euro. È una discriminazione politica fatta in malafede: nel 2017 è stato pubblicato un bando per immobili di pregio a Villa Borghese, nel Casino Cenci Giustiniani, a base d’asta di 2,27 euro al mq, al Buon Pastore addirittura a 2,14 euro e a Colle Oppio invece a 11 euro”.

Per Federico Mollicone, presidente del Circolo Colle Oppio “Le affermazioni dell’assessore Castiglione aggravano la posizione del Comune e dimostrano l'intenzione discriminatoria dello sgombero. Non si riprende con la forza la sede di un'associazione garantita dalla Costituzione per realizzarci un magazzino. Un’associazione - e Roma ha centinaia di sedi in locali impropri - ha delle deroghe che il pubblico non ha. L’Assessore cerchi di conoscere almeno le norme dell'ambito che amministra. Colle Oppio non sarà mai un magazzino. Solo pensarlo è sintomo di analfabetismo politico e amministrativo”.
Fra qualche settimana, quindi, sarà il Tar a sbrogliare questa sgradevole matassa. 



sabato 4 novembre 2017

COLLE OPPIO, LETTERA ALLA RAGGI E MARATONA PER LA DEMOCRAZIA


Incontriamoci, parliamo e una soluzione la troviamo. Questa, in sintesi, la sostanza della lettera che Fratelli d’Italia ha inviato a Virginia Raggi, sindaco di Roma, sulla questione dello sfratto della storica sede del Colle Oppio
Oggi, da mezzogiorno alle 10 di sera, il partito della Meloni ha organizzato una “maratona oratoria per denunciare l'azione liberticida del sindaco di Roma e dei 5 Stelle”, dice Federico Mollicone, presidente della sezione. Che aggiunge: “Di fronte la sede, leggeremo brani di autori classici, alternandoli a interventi politici e musicali fino a concludersi con una festa e un brindisi finale alla libertà”.
La parte politico-amministrativa è affidata alla lettera alla Raggi. Si parte leggeri: “oggi tutti i quotidiani pubblicano con dovizia di particolari i bollettini pagati e le mancate risposte del Campidoglio alle nostre richieste di rinnovo della concessione, immotivatamente lasciata scadere dal 1972 e mai rinnovata per l’inerzia dell’Amministrazione”. 
Il portavoce Lazio di Fratelli d’Italia, il deputato Marco Marsilio, e il portavoce romano, Massimo Milani, evitano di calcare troppo la mano: “È acclarato che la macchina burocratica di Roma Capitale ha messo in atto un recupero forzoso del bene sul falso presupposto di una morosità inesistente, inducendo gli organi politici dell’Amministrazione, Sindaco in testa, a rilasciare dichiarazioni diffamatorie sul nostro conto”. 
Lo “sconto”, però, è solo politico, la macchina burocratica, impersonale e senza volto, non si salva: “il Dipartimento non le ha occultato solo i pagamenti effettuati - proseguono i due esponenti di Fratelli d’Italia - ma ha anche omesso di raccontare che da oltre un anno (dopo aver sanato il pregresso) ci siamo messi a disposizione per stipulare una nuova concessione e rideterminare il canone”. 
Solo che, la perizia di Risorse per Roma, dopo aver riconosciuto quanto siano invivibili i locali, aveva deciso di applicare come canone quello degli uffici della zona (11 euro a metro quadro al mese) invece che quello degli scantinati (poco più di 3 euro a metro quadro/mese). “La stima per il nuovo canone è stata oggetto di una nostra motivata e argomentata controproposta che da sei mesi attende risposta”. 
Quindi, si passa un po’ sul tecnico-giuridico, ricordando che la Corte dei Conti, in una serie di sentenze, ha riconosciuto che alle associazioni (“e i partiti politici sono, sotto il profilo giuridico ‘associazioni non riconosciute’”) non si possono applicare i canoni di mercato. E, infatti, Marsilio e Milani ricordano alla Raggi che “l’Assemblea Capitolina ha approvato all’unanimità una mozione per sospendere i provvedimenti di sfratto”. In realtà, sarebbe l’Ordine del Giorno 79, proposto da alcuni consiglieri 5Stelle, votato con l’astensione del Pd. 
Quindi, ricordano i due portavoce di FdI, “Sindaco e Assessore hanno assunto e difeso un provvedimento” sbagliato che “espone oltremodo l’Amministrazione a rischio di soccombenza in sede di contenziosi legali, con conseguenze negative anche sul piano economico, per non parlare di quelle sul piano politico”. 
Lo schiaffetto politico alla Raggi arriva comunque: “Solo per FdI è stata fatta un’eccezione rispetto alla sospensione degli sgomberi, rafforzando l’impressione che si stia agendo con intento discriminatorio e per ragioni propagandistiche”. 

Insomma, la conclusione è quella di chiedere alla Raggi “un supplemento di riflessione e ragionevolezza, revocando la Determinazione dirigenziale di sfratto e la restituzione dei locali con convocazione di una riunione per concludere un accordo sul rinnovo della concessione e l’aggiornamento del canone”. Basterà?


COLLE OPPIO, ECCO L'"AUTOGOL" DELLA RAGGI




La "memoria Mazzillo" (42/2017) approvata dalla Giunta Raggi

C’è un atto, una Direttiva di Giunta, che più di ogni altro spiega chiaramente perché Fratelli d’Italia si
L'ordine del giorno 5Stelle (79/2017)
per lo stop agli sgomberi
senta dalla parte della ragione nella vicenda dello sfratto della storica sezione del Colle Oppio. 
Non è solo una questione di bollettini pagati e ricevute esibite o di perizie del Comune sulle dimensioni, la luminosità e l’ariosità di quello che è poco più uno scantinato in uso alla destra dal 1950 in poi. 
Questa è una Direttiva della Giunta Raggi, non c’entra Tronca, né Marino, Alemanno, Mafia Capitale e i congiurati che uccisero Giulio Cesare, eredità delle precedenti amministrazioni. 
La firma è di Andrea Mazzillo, fino a poche settimane fa braccio destro della Raggi e suo assessore al Bilancio dopo essere stato il suo tesoriere in campagna elettorale. Insomma, non proprio uno qualsiasi anche se, la sua caduta in disgrazia e la sua espulsione dalla Giunta, potrebbero spingere qualcuno a non ritenerlo più un 5Stelle doc. 
Giugno 2017. Mazzillo fa approvare in Giunta la Direttiva 42 sul patrimonio immobiliare. Quel giorno, stando ai verbali della seduta di Giunta, in Giunta ci sono quasi tutti: la Raggi, il vicesindaco, Luca Bergamo, gli assessori Baldassarre, Frongia, Mazzillo stesso, Meleo, Montanari e Montuori, con l’assessore al Commercio, Meloni che giunge poco dopo. Manca solo Colomban. 
La Giunta, in attesa di adottare il “nuovo Regolamento sulle concessioni dei beni utilizzati da organismi senza fine di lucro e con valenza socio culturale” decide di dar vita a un (consistente) tavolo di lavoro. Ci staranno l’avvocatura a coordinare, poi i Dipartimenti Cultura, Patrimonio, Servizi sociali, Scuola, Bilancio e Cultura. Insomma praticamente metà dei dirigenti del Comune. Questo tavolo dovrà individuare i modi per riesaminare i “procedimenti che hanno portato” agli sfratti “dei beni immobili, ponendo in essere i necessari e urgenti atti utili ad evitare pregiudizi gravi e irreparabili.
Insomma, sfrondando dal burocratese e andando a leggere le lunghe premesse di questa Direttiva di Giunta, viene fuori che la questione degli sgomberi dei locali di proprietà comunale dati a Enti, Organismi o Associazioni che svolgono attività socialmente utili, stanno sfuggendo di mano al Campidoglio. 
Si legge, infatti: “gli organismi coinvolti (territoriali, di volontariato, culturali, sociali) hanno manifestato l’impossibilità di assicurare la prosecuzione delle funzioni di interesse pubblico svolte, nonché serie preoccupazioni circa la propria sopravvivenza, soprattutto in relazione alla effettiva difficoltà di provvedere alla corresponsione del corrispettivo pregresso”. 
Non solo. 
C’è anche il rischio per il Comune del danno erariale: “i giudizi pendenti e contenziosi futuri espongono l’Amministrazione Capitolina al rischio di pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali”. 
Tutto questo, aveva portato il Consiglio comunale a trazione grillina ad approvare un Ordine del Giorno, a maggio 2017, in cui si chiedeva alla Giunta di darsi una mossa ed evitare che potessero esserci da un lato problemi alle Associazioni operanti sul territorio e dall’altro danno erariale contro il Campidoglio. 
Tra l’altro, nell’Ordine del giorno - firmato dai grillini Paolo Ferrara, Valentina Vivarelli, Nello Angelucci, Carola Penna, Alisia Mariano e Giuliano Pacetti e approvato con i voti favorevoli dell’intero gruppo consiliare 5Stelle - ricordava una serie di sentenze della Corte dei Conti concludendo: fermarsi prima di fare danni ulteriori. 
Cosa che la Giunta Raggi pare aver dimenticato nel caso Colle Oppio. 

venerdì 3 novembre 2017