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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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venerdì 27 dicembre 2019

ECCO IL BILANCIO DEL CAMPIDOGLIO


Otto sedute, conclusione quasi all’alba del 24 dicembre, un consigliere 5Stelle – Nello Angelucci – dimissionario per protesta contro la sua maggioranza e un maxiemendamento, come da migliori tradizioni per il bilancio del Campidoglio.
La Raggi e i suoi esultano: il Sindaco, nell’incontro per il tradizionale scambio degli auguri natalizi con la stampa, se n’è uscita parlando di Roma che tornerà a sognare. Il capogruppo grillino, Pacetti, che cerca disperatamente di occultare i dissensi interni affermando che “tutto il gruppo di maggioranza ha espresso voto favorevole”. Le opposizioni ovviamente, ballano sulle macerie della Giunta, ne stigmatizzano l’incapacità programmatoria e reputano vuoto e inefficiente questo bilancio, per altro di fatto l’ultimo della gestione Raggi visto che quando si approverà il prossimo, nel dicembre 2020, saremo a sei mesi dal voto. I voti finali, a onor di cronaca, sono stati 26 a favore, e 5 contrari. Il bilancio istituisce un fondo da 100 milioni per finanziare i piani industriali delle partecipate di Roma Capitale. In realtà serviranno per costruire la nuova discarica. Viene finanziato, con la faraonica cifra di 90mila euro un fondo rotativo per completare le opere pubbliche nei piani di zona. La manovra prevede una spesa corrente per il 2020 di oltre 5 miliardi. Per le opere pubbliche nei prossimi tre anni sono previsti 1 miliardo e 120 milioni di euro, di cui circa 230 milioni per i Municipi. 
Per uscire fuori dall’impasse degli emendamenti presentati – non solo dall’opposizione ma anche da molti consiglieri di maggioranza – la Giunta ha “calato” il solito maxiemendamento. Lo stesso sistema che tutte le opposizioni criticano ferocemente e altrettanto ferocemente usano una volta divenute maggioranza. Quanto al capitolo investimenti, per l’annualità 2020 vengono assicurati ai Municipi circa 170 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al previsionale 2019. Vengono stanziati 28 milioni per il cofinanziamento del Ponte dei Congressi per la parte a carico del Comune (140 milioni li mette lo Stato). Capitolo investimenti per la mobilità: manutenzione straordinaria delle metro A e B (235 milioni); 216 milioni per la Metro C; 121 milioni per comprare 2 treni per la A e 12 per la B. Poi, ancora: 20 milioni per la manutenzione dei tram; nuovi impianti semaforici e attraversamenti pedonali luminosi (9,5 milioni); nuove piste ciclabili (8,8 milioni), l’acquisto di autobus nel 2020 (5,9 milioni). Alla manutenzione straordinaria delle strade di grande viabilità di competenza del Campidoglio vengono destinati solo 120 milioni di euro nel triennio. Tra gli interventi più importanti figurano: via Isacco Newton nel quartiere Portuense (5,7 milioni), via Salaria (4,8 milioni), via di Tor Bella Monaca (4,5 milioni), via Cristoforo Colombo (3,8 milioni), via di Tor Tre Teste (2,5 milioni), via dei Prati Fiscali (2,5 milioni), via Ostiense (2,5 milioni), viale Aventino (2 milioni), via del Corso (2 milioni), via di Torre Spaccata (1,5 milioni).

martedì 26 novembre 2019

880 MILIONI DI EURO PER IL TPL


Ottocento ottanta e spicci milioni di euro. Tanto è costato l’intero sistema del trasporto pubblico locale di Roma. Il dato è contenuto nell’ultimo bilancio consuntivo del Campidoglio, quello relativo all’anno 2018 e, a fronte di un impegno di spesa preventivato in 755 milioni, alla fine il cassiere di Palazzo Senatorio ha finito per staccare assegni molto più consistenti. Nel calderone di questi 880 milioni ci finiscono Atac e Roma Tpl, con i loro contratti di servizio. Per Atac, il Campidoglio ha due tariffe, quella “piena” e quella “ridotta” che viene corrisposta per quei km che l’Azienda non percorre a causa di eventi indipendenti. La tariffa piena prevede 3,38€ a km per i bus; 4,75 per i bus elettrici; 6,61€/km per i filobus e 7,09 per i tram. Per le metropolitane, invece, il Campidoglio versa 17,23 € per ogni km percorso. La tariffa ridotta è pari a due terzi di quella piena. 

sabato 16 novembre 2019

LA "PACE FISCALE" PORTA 27 MILIONI AL CAMPIDOGLIO


Sono oltre 650 le domande presentate dai contribuenti al Comune o ad Ama per la “pace fiscale” su una serie di tributi: Ici, Imu, Tasi e canone pubblicità con il Campidoglio e Tari e Tares con Ama.
Le 650 domande già definite hanno portato un incasso al Comune per 27,6 milioni di euro: 26,3 dalla definizione agevolata dell’ICI/IMU; poco più di mezzo milione da Tarsu/Tari/Tia e oltre 687 mila euro dal Canone per gli Impianti pubblicitari (Cip). Di fatto in questo modo è stata eliminata una causa su 5. 
Questa “pace fiscale” aveva avuto origine nella Finanziaria del 2018 che aveva concesso ai Comuni la possibilità di “far pace” con quei contribuenti con cui erano in corso liti tributarie. Il Campidoglio aveva recepito questa possibilità con la delibera di Consiglio 28 del marzo 2019 e la scadenza per la presentazione delle domande era il 31 maggio scorso. 
La normativa prevedeva la possibilità di chiudere il contenzioso ottenendo uno “sconto” per il contribuente e i soldi - pochi, maledetti e subito - per il Comune. 
Senza entrare troppo nel dettaglio, il sistema era basato su sconti, fra il 10 e l’85%, sul valore del tributo originario e l’oscillazione dello sconto era legata allo stato della pratica prima della norma sul condono. 
Quella del 2018-2019 non era l’unica sanatoria: all’epoca di Alemanno sindaco ne venne varata una che includeva anche le sanzioni al codice della strada e le “cartelle pazze” di Equitalia. 
Anche nel 2017 venne varato un concordato che, però, fu un mezzo flop: solo 1509 domande presentate per un controvalore di 5 milioni di euro. 
Alla base del discreto successo della sanatoria 2019 - spiegano dagli uffici del Bilancio - anche un convegno scientifico presso la Suprema Corte di Cassazione con il patrocinio degli Ordini Professionali e pubblicazione sui siti e canali istituzionali di Roma Capitale, Aequa Roma e dell’Ordine dei Commercialisti: insomma un lavoro in sinergia. “Per il recupero dell’evasione mettiamo in campo tutti gli strumenti possibili, compresa 'la definizione agevolata delle liti pendenti', chiamata anche 'pace fiscale', così come consentito dall’Assemblea Capitolina in base alla legge”, commenta l’assessore al bilancio, Gianni Lemmetti: “Il Dipartimento risorse economiche applica, per questo, una strategia ‘multitasking’ che consente una maggiore vicinanza al contribuente: ulteriori istituti, come l’accertamento con adesione o ‘accordo bonario’ con l’Amministrazione, aiutano i cittadini e riducono il lavoro degli uffici”.

giovedì 10 ottobre 2019

ROMA SERVIZI, CAMPIDOGLIO INERTE, BILANCIO 2017 IN ROSSO E DA APPROVARE


L’inerzia del Campidoglio: anche il bilancio di Roma Servizi per la Mobilità è fermo. La versione 2017 giace da giugno dello scorso anno in Campidoglio senza che sia mai stato approvato. Dopo Ama, cui mancano i bilanci 2017 - quello che costa le teste dei diversi CdA - e del 2018, dopo Roma Metropolitane cui manca pure quello del 2016 e oramai è entrata nel cono della liquidazione, si scopre che anche Roma Servizi per la Mobilità se la passa male. 
E non solo semplicemente perché il bilancio manca. Ma perché è pure fortemente in perdita. La notizia l’ha data direttamente il presidente e Ad della società, Stefano Brinchi, durante l’audizione in Commissione Trasparenza. Brinchi ha spiegato come il bilancio 2017 sia stato redatto da suo predecessore, Carlo Maria Medaglia, dopo un controllo dei conti con il Campidoglio per avere certezza su debiti e crediti fra Azienda e Palazzo Senatorio. Esattamente quello che la Raggi si era impegnata a fare con Ama con tanto di delibera di Giunta (21/2019) senza però mai farla lasciando aperta l’incertezza sui crediti di Ama. Discorso analogo per Roma Metropolitane che ritiene che manchi il saldo di svariate fatture per lavori svolti per il Campidoglio. 
Terzo passaggio di Brinchi: dal 30 luglio è stato depositato in Campidoglio il progetto di riforma della pianta organica. Siamo a metà ottobre e, in sequenza, mancano: il bilancio 2017 che aspetta in qualche cassetto da giugno 2018 e la riforma interna dell’azienda, bloccata su qualche scrivania da luglio 2019. 
Non a caso, alla notizia, i membri della Commissione Trasparenza sono saltati sulle sedie: “È l’ennesimo caso di una municipalizzata tenuta inspiegabilmente in attesa da un’amministrazione che ancora non ha manifestato idee chiare sul futuro della holding capitolina”. 
Insomma, la cifra che pare contraddistinguere l’operato dell’Amministrazione Raggi è quella dell’inerzia e dell’immobilismo. E le denunce che continuano a susseguirsi non vengono più dall’opposizione ma direttamente da dentro l’Amministrazione, dai vertici di quelle Municipalizzate nominati dalla Raggi e dai suoi e poi abbandonati a se stessi. “Assoluta inerzia”, “mancanza di una fattiva collaborazione” erano due espressioni contenute nella lettera di dimissioni dell’ultimo CdA di Ama. Di “assenza di riscontri” e “situazione di stallo” ha parlato Marco Santucci, ad dimissionario di Roma Metropolitane. Ora Brinchi che “inerzia” e “stallo” non le pronuncia a parole ma finisce per farlo con gli atti.

sabato 27 ottobre 2018

BALDISSONI: "LO STADIO È UN NOSTRO DIRITTO"


I diritti acquisiti su questo progetto sono pieni, non è una speranza di realizzarlo, ormai è un diritto”. Senza mezzi termini, Mauro Baldissoni, direttore generale della As Roma, risponde così sul tema Stadio di Tor di Valle alle domande sollevate durante l’assemblea degli azionisti della Roma che ha approvato il Bilancio al 30 giugno 2018. 
Un messaggio, quello di Baldissoni, esplicito e rivolto tanto agli azionisti quanto anche al Campidoglio: indietro non si torna
A chi chiedeva se la Roma potesse costituirsi parte civile nei confronti di Parnasi, il Dg giallorosso replica secco: “Non abbiamo titolo per costituirci parte civile per il risarcimento dei danni. Se mai ci sarà un comportamento dannoso che ha portato danni non mancherà la valutazione di conseguenza, cosa che ad oggi noi non riteniamo essere il caso”.
Una battuta viene riservata anche alla vicenda della vendita della quota di Eurnova: “I terreni sono attualmente nella disponibilità della società Eurnova (anche se il saldo dell’acquisto verrà versato alla Sais di Papalia solo dopo l’approvazione finale di tutti gli atti amministrativi, ndr) e nella verosimile possibilità che Eurnova non potrà sviluppare la sua quota di progetto, che riguarda la parte del business park, immaginiamo che stia pensando di cederlo a progetti terzi” con la Roma attenta osservatrice.
Siamo abbastanza vicini alla convenzione urbanistica, che verrà presentata all’Assemblea Capitolina insieme alla variante - ha detto ancora Baldissoni - rimaniamo ampiamente fiduciosi, anche se c’è stato qualche ritardo per gli arresti. L’indagine penale non è sullo stadio della Roma, ma su persone ed atti che secondo la Procura della Repubblica sospetti di reato”. Baldissoni spiega anche che 2 milioni di euro provenienti dal bilancio societario “sono stati spesi ed anticipati nella fase preliminare del progetto”.
E sul bilancio in perdita nonostante il record di ricavi, Baldissoni chiarisce: “I ricavi totali sono di 320 milioni. Alti costi sono necessari per una performance alta: i ricavi devono essere altrettanto alti per sostenere la continuità sportiva, non economica. Se i ricavi non superano i costi bisogna operare anche nella vendita di calciatori, con costi meno alti si è meno competitivi. Una riduzione di ricavi come la mancata partecipazione alla Champions League implica una riduzione dei costi, scelte più complesse, che mantengano la continuità. I costi saranno sempre al limite. Siamo orgogliosi di commentare un record di ricavi della società”. L’assioma, quindi, è: sarà così ogni anno, costi alti per avere ricavi alti e rimanere competitivi. C’è “la soddisfazione di avere una rosa competitiva ma anche un valore crescente della società. Una società che esporta il brand e aumenta i ricavi indica una crescita di valore”.
Un passaggio Baldissoni lo dedica anche alla Roma B, la seconda squadra di giovani: “Sulla partecipazione della seconda squadra, la riteniamo essenziale per completare il percorso dei giovani avanti ad affacciarsi nella prima squadra. Non abbiamo partecipato perché c’era un’incertezza regolamentare. Nell’incertezza abbiamo ritenuto più opportuno aderire all’iniziativa avendo il tempo di prepararla in maniera adeguata, cosa che non c’è stata possibile nell’anno in corso”.

domenica 31 dicembre 2017

RAGGI, UN ANNO VISSUTO DIFFICILMENTE

Trovare elementi negativi nel 2017 dell’Amministrazione Raggi è facile: la città sta letteralmente collassando, piegata su se stessa e questa Giunta, al netto degli slogan buoni per i social network e la fauna dei tifosi e troll, non appare davvero in grado di invertire la rotta. E la stessa Virginia Raggi ne è consapevole quando afferma “arrivare viva alla fine di questo mandato sarà un grandissimo successo”. Il problema è selezionarne solo 10. Assai più arduo è trovare 10 cose positive. Parliamo di cose reali, non di polemiche, sia per le azioni positive che per quelle negative. 
A margine di questo elenco, abbiamo lasciato alcuni elementi. Spelacchio è sì la triste metafora di questa Amministrazione ma contemporaneamente, specie sui social, ha portato una ventata di gioiosa ironia e tante risate. Come ironia e risate li hanno generati i commenti sul (meraviglioso) abito indossato da Virginia Raggi alla prima del Teatro dell’Opera. Una menzione speciale a parte: la decisione della Raggi non rallentare ulteriormente l’agonia della permanenza di Paolo Berdini all’Urbanistica capitolina e la scelta, felice, di Luca Montuori come suo successore. 


COSE POSITIVE

BILANCIO APPROVATO ENTRO I TERMINI
Non è una novità assoluta - ci riuscì già Marino - ma fra le azioni positive dell’Amministrazione Raggi va inserita l’approvazione del Bilancio di previsione entro il 31dicembre

CONCORSONE E ASSUNZIONI
Il “Concorsone” (1995 posti per 22 diverse posizioni lavorative) è del 2012. L’Amministrazione Raggi ha completato lo sblocco delle assunzioni dei vincitori del Concorso. 

GIRO D’ITALIA E "FORMULA E"
Per il 2018 a Roma tornano i grandi eventi: il Giro d’Italia e la Formula E all’Eur. Due tasselli sicuramente positivi per il rilancio dell’asfittica economia della Capitale

STADIO DELLA ROMA
Certo, il progetto è stato stravolto e peggiorato sensibilmente, ma, se non altro, la Raggi è riuscita a portare a termine l’iter per la costruzione dello Stadio della Roma 

RECUPERO IMMOBILI COMUNALI
Dopo anni di acquiescenza, se non di collusione, finalmente il Comune rientra in possesso (lentamente) di case popolari illegittimamente occupate da chi non ne ha titolo.   

CARD PER I MUSEI
C’è fame di cultura e la Card “Musei in Comune” (5 €/anno per residenti a Roma) è una grande occasione per i romani per spegnere cellulari e social network e vivere davvero l’arte 

COLLEGAMENTO METRO B/CIAMPINO
I voli da Ciampino hanno sempre presentato il problema del collegamento con Roma. Ottimo il prolungamento della linea 720 dall’aeroporto al capolinea Laurentina della Metro B

ACCORDO SUI DETENUTI
Lavoreranno per pulizia e decoro dei parchi i detenuti negli Istituti di pena, grazie all’accordo con il Ministero della Giustizia: un’occasione di riscatto a beneficio della città

SEMAFORI INTELLIGENTI
L’obiettivo è snellire il traffico usando la tecnologia dei nuovi 42 semafori intelligenti installati in alcune strade: rilevando i flussi di traffico, regoleranno la durata del rosso

RIORDINO SOCIETÀ PARTECIPATE
È ancora su carta, ma il piano di riduzione delle società partecipate potrebbe portare un buon risparmio per le casse del Comune, visto che le aziende scenderanno da 31 a 11. 


COSE NEGATIVE


LA CITTÀ È SEMPRE PIÙ SPORCA
La città è sempre più sporca, i mezzi di Ama sempre meno efficienti, la differenziata è a rischio, il ciclo dei rifiuti continua a non chiudersi mentre elemosiniamo smaltimento ovunque

CAPITALE BLOCCATA
Una quindicina di autobus bruciati, metropolitane con frequenze da treno regionale, pezzi di ricambio mancanti, credito esaurito presso i fornitori e l’incubo fallimento. Benvenuti in Atac

ROMA ALLAGATA
Prima, quando pioveva, era #SottoMarino, ora giustificazioni di ogni sorta per spiegare come mai Roma si allaga con le bombe d’acqua ma anche con due ore di ordinaria gnagnerella.

CENTURIONI E BANCARELLARI: PRESENTI
Finti centurioni, con improbabili corazze di cartone, il mocho vileda in testa e i collant rosa, e bancarellari sempre gli stessi sono tornati a imperversare nei luoghi simbolo della città.

L’URBANISTICA IDEOLOGICA
Il Tar sta banchettando selvaggiamente sull’Urbanistica ideologica portata avanti sulle Torri dell’Eur e l’Uci Cinema Fermi. Si addensano nubi di milioni di risarcimenti danni

NEI MUNICIPI, 5STELLE ALLO SBANDO
In principio fu l’VIII Municipio, il primo a saltare, con le dimissioni di Paolo Pace. Ora è entrato in crisi il III, Montesacro. E più di qualche Presidente si sente abbandonato dal Campidoglio.   

LA GIRANDOLA DEGLI ASSESSORI
L’hanno ribattezzata la “Giunta delle porte girevoli”: un assessore entra, uno esce. Basta poco e si cade in disgrazia. L’elenco degli assessori saltati è più numeroso degli aghi di Spelacchio 

AMA E ATAC, VALZER DI DIRIGENTI
Discorso analogo agli Assessori si può fare per i dirigenti: fra Ama e Atac si fa fatica a tenere l’agenda aggiornata di chi c’è e di chi è stato cacciato oppure si è dimesso

SCONTRI CON L’OREF
All’epoca di Marino, bisognava ascoltare l’Oref. Ora, quando l’Oref muove rilevi sui bilanci, quelli dell’Oref sono tutti dei gran cattivoni. La convenienza del momento: Sic transit gloria mundi. 

MULTISERVIZI: TREMILA POSTI A RISCHIO
La gara a doppio oggetto (contestatissima da sindacati e lavoratori) è stata revocata a inizio dicembre. Per i 3mila lavoratori della Multiservizi un Natale col fiato sospeso

venerdì 2 gennaio 2015

MAFIA CAPITALE, UNA PARENTESI FRA DUE COMI

Ci siamo. Passata la buriana ubriacante di Mafia Capitale con i suoi contorni fatti di intercettazioni, veline, e titoloni di prima pagina, riemergono le incapacità amministrative della Giunta Marino.
Sampietrini, bilancio, Vigili, trasporto pubblico: non è sempre domenica e i nodi tornano al pettine.



Con Mafia Capitale, Marino, giunto ormai al limite della sua capacità di tenuta, si è ritrovato il terreno sgomberato manu militari dai suoi avversari, restando l'unico concorrente al tavolo da gioco. L'opposizione, già agonizzante di suo, viene travolta dall'inchiesta, anche se non in modo diretto a tutti i livelli e con tutti i suoi uomini, ma quanto meno come ulteriore offuscamento della propria immagine, già bastonata dai casi Fiorito e parentopoli, e facilmente assimilata a una banda di predoni più che di amministratori.
Ma anche la stessa sinistra, il Pd nello specifico, finisce fuori gioco: gli uomini di punta dell'opposizione interna a Marino (Coratti e D'Ausilio) fatti fuori uno dall'inchiesta e l'altro da un sondaggio.

Unica annotazione di merito: Marino prima usa le intercettazioni degli accusati come un'autoassoluzione di se stesso e una pubblicità ad personam, poi quando le stesse intercettazioni parlano di altri - magari casualmente scelti per ricoprire un incarico assessorile - le stesse chiacchiere registate dagli investigarori vengono derubricate a pettegolezzo. 



Ma tant'è...

Alla fine, Marino resta l'unico ancora in campo. E vince per abbandono dei concorrenti. Ma vince cosa?
Forse un po' di tempo, merce rara e che già scarseggiava prima, essendosi esaurita non solo la pazienza degli sponsor politici del primo cittadino ma soprattutto quella dei romani.

Quanto potrà guadagnare? Qualche mese, forse. Piano piano, anche se prosegue lo stillicidio rituale delle veline passate ai giornali, stancamente questa storia viene via via relegata sempre più nella memoria. Di chi ce l'ha. 
Se non dovesse arrivare un secondo tsunami - che in quel caso è presumibile finisca per essere indirizzato su quelli che, col quinquennio di Alemanno, non hanno nulla a che vedere e che sono rimasti fuori dalla prima infornata di accuse - alla lunga di questa storia si interesseranno più i colleghi della cronaca giudiziaria che la signora Maria che ha il banco di frutta a Campo de' Fiori.

E già si intravedono le ombre lunghe del nuovo crepuscolo. Che riprende, praticamente, da dove si erinterrotto prima.  
Vigili Urbani e dipendenti capitolini, sampietrini, bilancio, buche, trasporti. Mafia Capitale appare più una breve sospensione nell'agonia amministrativa di Marino epitome della quale è la straordinaria capacità del Primo Cittadino di essere sempre altrove quando scoppia una grana.

Da Boston tuona contro i Vigili assenteisti, che poi assenteisti non sono, visto che non hanno mica timbrato il cartellino e poi sono andati a festeggiare capodanno invece che in strada a regolare il traffico. Da Boston gestisce le polemiche sul bilancio: con la sua maggioranza che, ancora una volta, alza la voce contro di lui.


Nomina, Marino, il nuovo assessore ai Lavori pubblici che, per presentarsi, lancia l'idea della vendita dei sampietrini, suscitando le risate e le ire di tre quarti di Roma, costringendo Marino a lanciare subito il più classico dei "contrordine, compagni, abbiamo scherzato".

(Onestamente, da utente delle due e quattro ruote non posso che plaudire all'idea di rimuovere un sistema di pavimentazione obsoleto e costoso. Ha ragione l'ex assessorre Ghera quando dice che i sampietrini sono in grado, se correttamente manutenuti, di offrire un eccellente sostrato. Ma non si manutengono: costa troppo e ci vuole un sacco di tempo per tenerli in ordine. Quindi, onestamente, piantiamola con le impostazioni ideologiche e diamoci un taglio: via i sampietrini nelle strade dove scorre traffico e sì, mettiamoli nelle zone a traffico limitato o pedonalizzate. Sono un simbolo di Roma e come tale devono rimanere). 

Le buche di Roma sono ormai paradigmi sui quali misurare la capacità di balestre, ammortizzatori, sospensioni e pneumatici di reggere botta. Certo, nessun giornale ne parla, ma, si sa, queste cose si scoprono solo di tanto in tanto.
La metro C procede a velocità era geologica e ancora non si è capito dove finirà.
Non si hanno notizie della fermata Jonio della B1 che conta non si sa più quanti mesi di ritardo accumulati.
Ovviamente, del prolungamento della B1 oltre Jonio fino a Bufalotta e della B da Rebibbia a Casal Monastero non se ne parla più. L'importante è discettare sulla meravigliosa e futura fermata Tor di Valle per lo Stadio! O anche di fantastiche nuove linee di tram! Ma sì, un altro po' di fumo neglio occhi!
Nessuna notizia della metro leggera da Anagnina a Pantano, dei prolungamenti della metro A oltre Battistini. Insomma, l'importante è chiacchierare della scellerata pedonalizzazione finta dei Fori Imperiali e del Tridentino mediceo. 

Gli omicidi in strada continuano a susseguirsi a un ritmo vertiginoso ma ormai sono lontani i tempi del Far West e di Chicago anni '30, tanto cari alla sinistra e ad alcuni giornali durante l'era Alemanno.
La mondezza lì era, traboccante dai cassonetti, e lì è rimasta. Gli alberi continuano a cadere sulla testa della gente, le tensioni fra italiani e immigrati stanno sempre lì, pronte ad esplodere nuovamente.

Insomma, fanciulli, non prendiamoci in giro.
Grazie a Mafia Capitale, Marino ha guadagnato alcuni mesi di vita.
Sfortunatamente, pare che sia solo una parentesi fra due stati di coma. 

mercoledì 16 aprile 2014

ADDIO MORGANTE, ADDIO FOGLIA DI FICO

E infine (o finalmente) divorziarono.
Marino-Morgante, Morgante-Marino hanno animato l'asfittico panorama della politica capitolina negli ultimi mesi come neanche Brooke Logan e Ridge Forrester hanno saputo fare in ottocento anni di Beautiful: un tocco di sana ironia, di sagace ilarità per un Campidoglio sempre più immiserito.

Abbiamo visto la Morgante contro Improta, la Barca contro la Morgante, la Morgante contro il Pd, SeL contro la Morgante: nemmeno fosse, la povera Daniela, un cavallo di razza dell'opposizione. Eh no, invece, era l'assessore al Bilancio, la custode dei conti, della loro integrità, della loro regolarità. 

Come dimenticare le roboanti dichiarazioni di Ignazio Marino sindaco per caso il giorno della presentazione della Giunta?

"Per vincere - disse Ignazio - serve avere non solo persone preparate ma tante persone che vogliono giocare in una squadra. E questo spirito ci sarà".
Si è visto: prima Enzo Foschi che molla, sostituito dall'ex segretaria di Walter Veltroni, Silvia Decina.
Oggi tocca alla Morgante. Il cui lavoro è stato etichettato dal Sindaco stesso "un puffo informe".

E, questo, per sorvolare sulle vicende ridicole delle nomine ai vertici delle Municipalizzate e dei Vigili!


Oggi, leggendo le note post licenziamento, viene da sorridere: somigliano molto ai coccodrilli che si scrivono dopo la dipartita di un personaggio tanto noto quanto detestato. 


Ora, dopo aver recitato una prece in memoria della Vestale dei Conti pubblici capitolini, due domande.

La prima: Marino Ignazio ha tenuto sulla corda una Giunta litigiosa (ufficialmente a causa della Morgante e dei suoi atteggiamenti intransigenti e sordi alle necessità della politica) almeno da agosto dello scorso anno, quando iniziarono i primi screzi con Improta (l'assessore alla Mobilità) in merito ai pagamenti al Consorzio Metro C necessari per mandare avanti la costruzione della terza linea di metro della città.
Il Sindaco ha il potere di rimuovere gli Assessori: è un incarico fiduciario, quello di Assessore, e, persa la fiducia, perso l'incarico. Eppure, Ignazio ha tenuto duro, portando gli scontri a un livello giornaliero, mantenendo la Morgante al suo posto ma accusandola pubblicamente di non essere in grado di fare il suo lavoro. O, almeno, di farlo secondo le indicazioni politiche del Sindaco, del Pd, di SeL, della politica, insomma. Scontri che, oltre ad essere giornalieri, hanno fatto segnare un incremento quotidiano della loro "violenza" e della loro "diffusione": scontri sempre più duri. Con tutti.
La prima domanda, quindi, è: perché, Ignazio, hai aspettato così tanto per sostituire la Morgante? Perché hai gestito così male questa vicenda mettendo l'intera Giunta (e con essa, alla fin fine, la città stessa) in una condizione di parossismo isterico?

La seconda, è molto più inquietante. 
Caro Ignazio, ora hai silurato Daniela e ti sei tenuto la delega al Bilancio. Al di la del fatto che dovrai, presto, molto molto presto trovare un nuovo responsabile per il Bilancio e che questo aprirà un nuovo problema di tenuta politica della Giunta e degli equilibri fra i partiti della tua maggioranza, guarda che ora ti sei tirato dentro due problemi enormi. Il primo è che devi scrivere il bilancio e devi farlo in tempi brevi. Il secondo problema è che hai perso oggi la foglia di fico che fino ad ora ti aveva coperto.
Perché la verità è che Daniela Morgante, con tutte le sue asperità caratteriali, l'avevi scelta tu, presentata tu come la custode dei conti. Lei, oggi, uscendo di scena, recita la parte di chi i conti non ha voluto metterli a rischio. Tu reciti la parte - e non sei solo in questo compito, viste le dichiarazioni di Nieri sul salario accessorio dei dipendenti comunali - di quello che i conti li vuole piegare ai bisogni politici.
Tu, caro Ignazio, oggi ti sei assunto il compito di gestire in prima persona una crisi epocale nell'economia capitolina, ma hai scelto di farlo senza avere più un filtro davanti a te.
Da oggi, qualunque decisione prenderai, sarà solo - e mai così solo - tua responsabilità. 

domenica 27 ottobre 2013

Il gioco delle tre carte

Per realizzare quel capolavoro che è la chiusura parzialissima al traffico privato di via dei Fori Imperiali, più comunemente nota come la "corsia preferenziale Fori Imperiali", il povero Ignazio ha fatto passare la spesa - due bei milioncini di euro abbondanti - come "opere accessorie alla cantieristica" della fermata Metro C di Colosseo.
 
In sostanza, quei due milioni sono stati presi dal "salvadanaio" dei fondi che sono stati stanziati per costruire la fermata Colosseo della linea C e dirottati per fare la segnaletica, mettere i jersey di cemento su via Labicana, pagare gli operai che hanno materialmente realizzato i lavori, installare le telecamere dei varchi elettronici e così via.
 
Ergo: non li ha pagati il cassiere del Campidoglio - il buon Maurizio Salvi - ma li ha cacciati fuori Roma Metropolitane.
 
Da un punto di vista contabile, quindi, non è Marino Ignazio sindaco ad aver "staccato l'assegno" ma un altro soggetto e, quindi, a costo zero per le casse capitoline.
 
Ma è davvero così?
Beh, in realtà, ovviamente, no.
Roma Metropolitane è finanziata dal Comune, dalla Regione e dallo Stato.
Quindi, quell'ammanco di due milioni e spicci, prima o poi, dovrà essere coperto: pena una fermata Colosseo tutta da rivedere (con aggravio di costi e tempi).
A parte le denunce di qualcuno - il senatore Andrea Augello - tutta la vicenda è passata piuttosto in cavalleria: né i giornali, né la Corte dei Conti per ora hanno sollevato dubbi sulla regolarità di questa operazione.
 
Tralasciamo le considerazioni in merito all'efficacia e alla soddisfazione che questa decisione di Marino ha suscitato in città: è cosa nota che i residenti e i commercianti del quadrante sono sul piede di guerra perché subiscono effetti negativi dal traffico così come i ciclisti e i favorevoli alla pedonalizzazione totale perché la ritengono una cosa parziale e inutile.
 
Ora, però, Marino ci riprova.
Rullo di tamburi e annuncio in pompa magna: a dicembre facciamo i cantieri per allargare i marciapiedi e fare la pista ciclabile.



Autobus, pullman turistici, taxi, Ncc, auto blu continueranno a passare come sempre sulla strada che, però, sarà ancor più ridotta. Fra i cantieri per la metro C e questo allargamento, via dei Fori Imperiali diventerà presto un rigagnolo di stradina tipo via della Lupa in centro: due carrozzine con bimbi a bordo devono alternarsi per passare!
In tutto questo annuncio, però, Marino si dimentica di dirci dove troverà i soldi per pagare queste opere. 



Certo, non sarà possibile farle passare di nuovo come opere accessorie del cantiere Metro C. Anche perché Metro C sta per chiudere.



Abbiamo vissuto un agosto-settembre al calor bianco: chiude o non chiude? 'Sta metropolitana si fa o no?
Nella maggioranza di Marino c'è chi - come Athos De Luca - ormai si è schierato contro la metropolitana. Evidentemente, ai verdi - area politica di provenienza di De Luca - conviene non averle, le metro, così, forse, possono continuare a fare la politica degli strilloni ambientalisti, senza mai trovare la vera soluzione al problema: il trasporto di massa sotto la superficie.
 
Fatto sta che dopo le decine di annunci - roba che Alemanno è davvero un dilettante in materia - siamo ancora come ad inizio agosto: se il Comune non sblocca i soldi, la metro C si ferma. E non aprirà mai, visto che i lavori non sono completati.
Quindi, non saranno né MetroC né Roma Metropolitane a tirar fuori i soldi per fare marciapiedi e ciclabile ai Fori.
E allora chi?
Sarebbe ben strano fosse il Campidoglio: da mesi Marino piange miseria e va elemosinando a destra e a manca (nel vero senso del termine) aiuti da tutti: da Zingaretti al Governo.
Ha tentato, Marino, in un primo momento di provare a far passare il "buco" come frutto della "malagestione" di Alemanno. E ha dovuto fare una marcia indietro precipitosa: non solo perché non è vero ma anche perché, pure lo fosse, a Marino serve anche l'appoggio di Alemanno e del centrodestra per evitare il commissariamento e, quindi, di andare a casa nel modo più ignominioso dopo nemmeno sei mesi di governo cittadino.
 
E pazienza se, in questi mesi, le sole delibere che Marino ha prodotto sono quelle delle assunzioni. Alla fine è normale: nonostante le roboanti rodomontane dichiarazioni da campagna elettorale, Marino deve coprire dei posti che sono vuoti, quelli dei diretti collaboratori di fiducia. Non venisse però a raccontare che li ha scelti per concorso, perché la gran parte sono funzionari di area PD-SeL, alcuni proprio funzionari di partito.
 
Sarà, quindi, interessante vedere se, dopo gli annunci, Marino chiarirà anche da dove prende i soldi per fare (sempre ammesso che ci riesca) questa nuova tranche di interventi sui martoriati Fori Imperiali. 

E, magari, contestualmente ci spiegherà anche come mai per riparare le strade i soldi non ci sono, per il verde pubblico i fondi mancano, per il sociale "non c'è una lira bamboli", sul decoro urbano non possiamo spendere, ma si può spendere per i consulenti e una preferenziale costosissima e inutile.

A meno che, ovviamente, Ignazio sindaco Marino non stia riprovando a usare i Fori come specchietto per le allodole e dirottare l'attenzione dai suoi problemi interni e far dimenticare il suo record: maggioranza a pezzi, Giunta in bilico, rischio commissariamento in meno di 5 mesi di governo.