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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 21 maggio 2020

MASCHERINE FANTASMA: LE POLIZZE SONO CARTA STRACCIA


In data 1° maggio 2020, con nota 392523, è stata acquisita la nota IVASS del 30.04.2020 all’allegato n. 5 con la quale si evidenzia che i documenti emessi dalla Seguros Atlas non sono idonei a fornire una copertura assicurativa”: ora c’è ufficialmente un “buco” nelle casse della Regione per oltre 14 milioni di euro. Le polizze fidejussorie esibite dalla Eco Tech non valgono il costo della carta su cui sono stampate. A dirlo è il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, che, ieri, rispondendo in Aula a un’interrogazione presentata dal capogruppo della Lega, Orlando Tripodi, ha dovuto ammettere che la Regione ha perso 14 milioni.

Il resoconto stenografico della seduta del Consiglio regionale del Lazio del 20 maggio
con la risposta del vicepresidente della Giunta, Daniele Leodori, all'interrogazione presentata
dal capogruppo della Lega, Orlando Tripodi, sulla validità delle polizze emesse
dalla Seguros Dhi-Atlas a garanzia degli anticipi dati alla Eco Tech. 

Milioni che la Regione conta di recuperare con un accordo con la stessa Eco Tech che ha promesso di restituire parte degli anticipi ottenendo indietro i soldi da quei fornitori che non hanno potuto onorare il contratto e, in parte, dalla vendita delle mascherine alle altre Regioni che le avevano ordinate alla stessa Eco Tech (Emilia Romagna, Veneto e Marche). 
Di sicuro, però, non li recupererà con la polizza che la Eco Tech avrebbe anche pagato cara: un premio di oltre 168mila euro per due fogli di carta che sono buoni per fare coriandoli. 
La vicenda è quella oramai nota delle “mascherine fantasma”: ordini per oltre 130 milioni di euro fatti dalla Regione in un mese di tempo (inizio marzo fino all’8 aprile) per reperire principalmente mascherine. Ordini, però, fatti a società improbabili: pochissimi operanti nel settore delle forniture sanitarie e molti altri commissionati a ferramenta, commercianti di lampadine, naturopati, editori e via dicendo. Alcune commissioni fatte a società inattive, altre a società che risultano aver iniziato la loro attività dopo la commessa regionale. Il risultato è che, a parte il caso Eco Tech, poche forniture sono arrivate complete, quasi tutte in ritardo e di almeno un paio si sono perse le tracce. Due fascicoli aperti: uno in Corte dei Conti e uno in Procura che per ora si limita all’analisi del solo caso Eco Tech.  

martedì 19 maggio 2020

MASCHERINE FANTASMA: NON C'È SOLO ECO TECH. TUTTI I "BUCHI" DELLE CONSEGNE ALLA REGIONE

Non c’è solo il caso Eco Tech. Le forniture di mascherine commissionate dalla Regione Lazio sono quasi tutte in ritardo e spesso incomplete.
I dati reali, quelli basati sulle bolle di consegna, non lasciano margini a dubbi: la Regione Lazio e la sua Protezione Civile non hanno saputo gestire in modo oculato la fornitura di mascherine durante la fase acuta dell’emergenza: sono stati spesi centinaia di milioni di euro, con affidamenti diretti, a società sovente quanto meno improbabili, per comprare mascherine. Il prezzo spesso decisamente elevato era motivato dalla necessità di un rapido approvvigionamento. Che non c’è stato: settimane di ritardo sulle scadenze previste e spesso le forniture risultano incomplete.

ACCESSO AGLI ATTI DELLA LEGA
Le prove le ha ottenute Orlando Tripodi, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, che, pochi giorni dopo il 20 aprile – data dell’audizione del vicepresidente della Giunta, Daniele Leodori, di fronte le commissioni Bilancio e Protezione civile riunite in forma congiunta – ha fatto un accesso agli atti, chiedendo copia di tutte le bolle di accompagnamento e di tutti i certificati di conformità.

ECCO GLI ATTI

SHOPPING CON IL BANCOMAT DI PAPÀ
Fra tutti i vari affidamenti, ce ne sono alcuni che spiccano più di altri.
Come oramai noto, aziende che mai sarebbero state accettate a un tavolo simile dalla Regione, nei giorni fra il 2 marzo e l’8 aprile, ricevono laute commesse per comprare mascherine. Per molte di loro non solo vengono accettate promesse di forniture molto impegnative per milioni di pezzi, non solo a prezzi decisamente sostenuti, ma vengono anche pagati dalla Pisana bei soldi di acconto (spesso il 50% del valore della fornitura, altre volte il 20%) e, almeno fino al 20 marzo, non viene neanche richiesta la presentazione di una polizza a garanzia delle somme versate come anticipi. Unica concessione al rigore contabile: in caso di ritardi, nelle determine, è prevista una penale di 10mila euro per ogni giorno di mancata consegna.
Insomma, la Regione paga, paga in anticipo e pure bendata.
Vero è che non sono mica soldi del bilancio regionale. Lo spiega Daniele Laodori: “sono fondi dello Stato centrale”. Insomma, si fa shopping con il bancomat di papà.

WORLDWIDE LUXURY CORNER
Una delle società che ha destato l’attenzione di Consiglieri e stampa è la Worldwide Luxury Corner, società con sede a Ostia, di proprietà di Patrizia Colbertaldo, naturopata, già candidata nel 2008, alle elezioni per il Municipio lidense, in una lista civica a sostegno di Paolo Orneli, allora candidato minisindaco e oggi assessore allo Sviluppo economico della Giunta Zingaretti.
La Worldwide è inattiva dal 2017. Così certifica la Camera di Commercio e conferma la stessa Colbertaldo.
Vuol dire che l’ultimo bilancio utile è (almeno) del 2016.
Nonostante questo, la Worldwide riceve una commessa per reperire:
  • 2 milioni di mascherine chirurgiche monouso 2 grammi a 0,87€ al pezzo
  • 1 milione di mascherine chirurgiche 3 strati a 0,11€ al pezzo
  • 500mila maschere antiparticolato N95 a 3,06€ al pezzo
  • 2mila tute con copriscarpe, cuffia, polsini ed elastico in vita a 26,16€ al pezzo
  • 10mila occhiali medici trasparenti in policarbonato a 7,94€ al pezzo


Totale dell’affidamento: 4 milioni 284mila 298 euro
Anticipo: € 2.142.149,20 (50% del valore) senza polizza
Consegna entro il 27 marzo

Stando alle bolle esibite alla Lega, vengono portate alla Protezione civile con 9 diverse consegne un totale di 1.350 tute. Mancano all’appello 650 tute, tutte le mascherine e gli occhiali: quanto meno, di queste merci non c’è traccia nei documenti.






Non solo: ma i ritardi sono clamorosi: la prima consegna è del 20 aprile, 24 giorni dopo la scadenza dell’affidamento, per 450 tute. Seguono altre 8 consegne: 21, 22, 24, 27, 28, 29 aprile e poi ancora, 5 e 6 maggio. L’ultima bolla ha addirittura 40 giorni di ritardo sulla scadenza iniziale. In media, quindi, una fornitura di solo il 67,5% delle tute ha accumulato una media di 31 giorni di ritardo.
Non c’è traccia, nei documenti consegnati, di tutte le altre mercanzie.


In audizione il 20 aprile, Leodori dichiarò che la Regione aveva già “ricevuto parte della merce” e che erano in possesso di “altri nove AVB che sono i codici dei voli aerei”.

EUROPEAN NETWORK TLC
Altra società finita nel mirino della stampa è la European Network Tlc, di Andelko Aleksic, editore di una serie di riviste fra le quali spicca Novella3000.
Alla European la Regione affida con due determine di procurare 5milioni di mascherine FFP2 (il 19 marzo) e 430mila camici (il 25 marzo).
Valore totale della commessa: 26milioni 596mila euro.
Anticipi: €8.750.000 per le mascherine (50%) coperti con polizza Royal Mutua; e 2.150.000 € (50%) per i camici coperti con polizza Finapi.
Date di consegna: entro 10 giorni dal ricevimento degli anticipi, quindi, presumibilmente, il 29 marzo per le mascherine e il 5 aprile per i camici.
In realtà, dalle bolle di consegna risultano nominalmente consegnate 4.213.342 mascherine FFP2. Dopo i controlli, dato che molti colli erano aperti e danneggiati, i file della protezione civile riportano come effettivamente consegnati 4.199.914 pezzi. Mancherebbero, quindi, 800.086 pezzi.
Le consegne partono dal 30 marzo (un giorno di ritardo) e con altre 9 bolle, arrivano fino al 17 aprile. Ritardo medio di 18 giorni.

Il riepilogo delle bolle di consegna della European Network TLC


Per i camici, l’ordine era di 430mila pezzi ma ne vengono consegnati da bolle solo 381.300. Ne mancano 48.700.
La prima consegna è in netto anticipo di 4 giorni sulla scadenza e la seconda è con 13 giorni di ritardo (18 aprile) con un ritardo medio, quindi, di 5 giorni.

In audizione, il 20 aprile, Leodori disse: “tutto il materiale ordinato è stato completamente consegnato

PIO MACARRA
Società di proprietà di Luca e Federica Macarra, con sede centrale a Palestrina, riceve il 23 marzo una commessa dalla Regione per 1 milione di mascherine FFP2 per un valore totale di 3.599.000€
Anticipo pari al 50% per 1.799.500 € e data di consegna ultima entro il 3 aprile.
Le prime due consegne sono del 17 aprile (14 giorni di ritardo) per proseguire il 20, 21, 27 e 30 aprile (27 giorni di ritardo sulla scadenza) accumulando una media di 22 giorni di ritardo sulla data inizialmente prevista.


Il riepilogo delle bolle di consegna della Pio Macarra

Del milione di mascherine, le bolle di consegna ne dichiarano recapitate formalmente 989mila ma dopo il controllo della Protezione civile ne risultano solo 987.730: ne mancano, dunque 12.270 sulla fornitura comandata.

Il 20 aprile, in audizione, Leodori disse: “ne sono arrivate già per 505mila euro quindi per il 50% di ciò che avevamo anticipato (ndr: 1.799.500 diviso 2 = 899.750 €) e il residuo arriverà entro il 30 aprile”.

INTERNAZIONALE BIOLIFE
Società di Taranto, di proprietà di Giacomo De Bellis (45%), Antonio Formaro (45%) e della Advance Italian Technology srl (10%) che, contrariamente al nome, è una società bulgara con sede a Chirpan, in Bulgaria, nella provincia di Stara Zagora.
Riceve dalla Regione due commesse.
Il 27 marzo per fornire 3 milioni di FFP2 a 3 € al pezzo e 3 milioni di chirurgiche a 60 centesimi al pezzo. Spesa totale: 13milioni 176mila euro, con anticipo del 20% per 2.160.000€ e consegna entro il 30 aprile a Fiumicino aeroporto.
La seconda è del 1 aprile: 1 milione di camici impermeabili idrorepellenti con maniche lunghe al costo di 6 euro al pezzo e 1 milione di tute isolanti in TNT a 8 euro al pezzo per una spesa totale di 17.080.000 € con anticipo del 20% della somma per 2.800.000 euro e consegna entro l’8 aprile a Fiumicino aeroporto.
Nessuno dei due anticipi è coperto da polizza.
Il 20 aprile in audizione, Leodori disse che le mascherine erano in consegna “per oggi o domani”, cioè per il 20 o il 21 aprile e per i camici “consegna entro questa settimana ma sulle quali abbiamo un blocco doganale in Turchia documentato dai passaggi aerei del materiale”.

Al 7 maggio, data di consegna degli atti dalla Protezione civile alla Lega, non risulta consegnato ancora nulla.

WISDOM GLORY HOLDINGS
È una delle società dei Panama Papers, ovvero quelle scatole cinesi di società spesso fittizie con sedi che rimbalzano da un paradiso fiscale all’altro.
Nello specifico, questa società, stando ai documenti forniti dalla protezione civile, ha sede in Hong Kong, nel Kalok Building al 720 di Nathan Road, Kowloon indirizzo al quale fa riferimento Shi Guozhong il quale controlla il Great Leading Group limited con sede nelle Isole Vergini Britanniche che è intermediario del Kelsion Secretarial & Consultants limited che è sua volta intermediario di ben 26 diverse società, 25 delle quali con sede sempre nelle Isole Vergini Britanniche e due a Niue nell’arcipelago di Tonga. Tutte e 26 hanno come agenti lo studio legale Mossack Fonseca, quello dei Panama Papers. Di queste 26 società, solo 3 risultano ancora attive e tutte con sede nelle Isole Vergini Britanniche. Tutte le altre risultano fallite dopo lo scandalo Panama Papers.
La Wisdom Glory risulta fondata il 29 giugno 2019 e diretta da Gil Moche Back, cittadino israeliano residente a Raanana in Israele che divide le 38 quote societarie con Sylvia Beck.
La Wisdom Glory – stando alla documentazione consegnata dalla Protezione civile al presidente della Commissione Protezione civile Sergio Pirozzi - viene introdotta in Regione Lazio direttamente dall’ex presidente della Comunità Ebraica romana, Riccardo Pacifici, con un’email del 20 marzo diretta al vicepresidente, Daniele Leodori. Nel testo si legge: “Caro Daniele, scusami se ti scrivo solo adesso ma l'email era andata a finire nello spam e l'ho vista solo adesso punto come da richiesta di Nicola Zingaretti mi sono attivato per far fronte alle richieste di aiuto per la Regione Lazio […]. Beck Gil è un mio carissimo amico israeliano di Raanana che vive in Cina il quale opera nel settore di forniture sanitarie. Ho messo in copia conoscenza lo stesso Gil di cui ti do anche il suo cellulare e whatsapp [segue numero] affinché nella massima trasparenza possiate coordinare il tutto per acquisto diretto e senza importatori che possono far lievitare inutilmente i prezzi […]”.



Alla Wisdom Glory viene affidata una commessa per fornire 2 milioni di FFP2 a 2,30€ al pezzo per 4milioni 600 mila euro, esenti Iva, con un anticipo del 50% della somma per 2.300.000 € non coperti da polizza (ennesima dimostrazione di superficialità da parte della Regione che accorda un anticipo senza cautelarsi a una società che ha sede nei paradisi fiscali). Consegna che deve essere spedita entro e non oltre il 6 aprile.

Il riepilogo della bolla di consegna della Wisdom Glory

La dogana italiana accetta la spedizione il 15 aprile e all’apertura delle scatole, invece dei due milioni di pezzi ordinati se ne trovano dentro solo 1.744.800: mancano all’appello 255.200 mascherine. In aggiunta, nei documenti doganali forniti alla Lega, viene riportato il valore della spedizione come pari a € 3.786.216 contro i 4.600.000 dichiarati in determina per una differenza di oltre 813mila euro.

GOLDBEAM COMPANY
Società cinese che, dal Certificato di Registrazione numero 10921650-000-04-20-7 consegnati alla Lega, risulta aver iniziato la propria attività l’8 aprile 2020. Eppure il 1 aprile 2020 riceve una commessa dalla Regione per acquistare 2 milioni di FFP2 (nella versione cinese marcata KN95) e 2 milioni di chirurgiche. Le prime a 2 euro e 60 centesimi al pezzo e le seconde a 36 centesimi al pezzo. Valore totale dell’affidamento: 5 milioni e 920mila euro.
Anticipo pari al 50% per 2milioni e 960 mila euro senza polizza assicurativa a garanzia. +Spedizione da effettuarsi da Shangai entro il 7 aprile.
Al netto delle certificazioni allegate scritte tutte in cinese, al 7 maggio non risultano registrate e esibite alla Lega bolle di consegna della Protezione civile.

ECO TECH
Il caso più famoso è quello di Eco Tech: piccola società di vendita di lampadine a led, una sede ai Castelli, un bilancio di meno di 50mila euro, riceve con 3 determine – due del 16 marzo e una del 23 marzo – un affidamento per comprare 9 milioni e mezzo di mascherine: 2 milioni di chirurgiche; 3,5 di FFP2 e 4 di FFP3. Formalmente nelle determine di affidamento c’è scritto che saranno tutte di marca 3M. Si scoprirà dopo che solo le FFP2 e le FFP3 sono 3M. Le chirurgiche no.
Valore globale degli affidamenti: 35 milioni 823mila 950 euro. Anticipi versati: 13 milioni e 520mila euro senza polizze a garanzia.
Scadenza iniziale delle consegne: il 23 marzo, il 30 e il 6 aprile.

Nella documentazione consegnata dalla Protezione civile al presidente della Commissione Protezione civile Sergio Pirozzi, risulta che la prima offerta perviene dalla Eco Tech alla Regione il 13 marzo e sarà poi formalizzata nella determina G03089 del 23 marzo e fa riferimento a 2 milioni di FFP2 tipo 8210 N95 e 1 milione di pezzi per le FFP3 9932 della 3M. Il 15/03 giunge la seconda offerta poi finalizzata nella prima determina di affidamento, la G02801, per un milione e mezzo di FFP2 8210 N95 e un milione di FFP3 9332 della 3M. Infine, al protocollo regionale, il 16 marzo, viene registrata la terza offerta Eco Tech per 1 milione di FFP2 8210 N95, un milione di FFP3 9332 della 3M e 2 milioni di chirurgiche triplo strato, che troverà poi consacrazione nella seconda determina, la G02802, del 16 marzo stesso.
Tutte e tre le proposte Eco Tech sono firmate da Riccardo Mondin e non dall’amministratore unico della società, Anna Perna (moglie di Mondin).

Trascorse le scadenze senza che arrivi nulla, la Regione procede all’annullamento in autotutela di due determine su 3 (quella non annullata è quella con la data di scadenza più lontana), cosa che avviene fra il 29 marzo e il 2 aprile.

Questo è il certificato SGS esibito alla Regione per attestare l'esistenza della partita di mascherine

L’8 aprile, dopo una serie di colloqui con l’avvocato dell’azienda, la Eco Tech esibisce dei certificati SGS (la SGS è una società svizzera che certifica l’esistenza reale di merci) e si offre di garantire gli anticipi con polizze. La Regione accetta ad occhi chiusi e il 10 aprile emette una “novazione” delle due determine che erano state precedentemente annullate.
Nuove scadenze per tutte le consegne: il 17 aprile.

Solo che i certificati SGS sono falsi: abbiamo chiesto personalmente alla SGS il controllo e l’email di risposta non lascia adito a dubbi: “We regret to inform you that this is not an original SGS document. This document is thus of no value whatsoever and we advise you not to rely on it for any purpose” ovvero: “ci spiace informarti che questo non è un document SGS originale. Questo documento non ha alcun valore e ti suggeriamo di non farvi affidamento per nessuno scopo”.
Un controllo eseguito dalla SGS in meno mezza giornata e che la Regione pare non aver fatto visto che ha accettato supinamente l’esibizione dello stesso da parte di chi non si era già dimostrato affidabile.
L'email della SGS che attesta la falsità del certificato esibito alla Regione.
Sono state necessarie alla SGS 12 ore e 30 minuti per la verifica 


Al momento, impossibile sapere “chi” ha effettivamente creato questo falso certificato e quindi chi, Regione a parte, è il truffato e chi il truffatore.
Certo è che chi lo ha ricevuto non ha comunque pensato di controllarlo.
E se la buona fede può essere un valido motivo di giustificazione per le aziende non lo è di certo per la Regione che, con la diligenza del buon padre di famiglia, avrebbe comunque dovuto fare un controllo facile e veloce.
Fatto sta che le determine annullate vengono rinnovate grazie, appunto, al certificato SGS e alla promessa di polizza.

Passa anche il 17 aprile e solamente i due milioni di mascherine chirurgiche vengono consegnati: l’11 aprile 800mila pezzi, il 15 aprile 650mila pezzi e il 19 aprile 346mila pezzi. In totale, la Protezione civile riceve 1 milione 796mila mascherine chirurgiche 3 strati.
Ritardo a parte (dovevano arrivare entro il 6 aprile) ne mancano comunque 204mila.

Per le FFP2 e FFP3 la Regione, magnanimamente, concede senza nessun atto scritto, un’altra settimana di tempo e la nuova scadenza è fissata arbitrariamente al 24 aprile.
La motivazione è sempre l’esistenza del certificato SGS anche se le polizze promesse ancora non ci sono e l’impegno che il 23 aprile sarebbe partito il cargo alla volta dell’Italia, almeno così certifica il Consolato italiano a Shanghai il 20 aprile.

20 aprile che è anche la data dell’audizione di Leodori di fronte le Commissioni consiliari. Si va in scena e le polizze ancora non ci sono.
Un fitto scambio di email fa capire come la Regione prema per averle, tanto che Leodori in Commissione (che è atto pubblico) si azzarderà a dire che le polizze ci sono e sono della ITC Brokers, ma che fra gli assicuratori ci sia un gioco a rimpiattino.
Fatto sta che alla fine due polizze, per una copertura totale di 14 milioni di euro, saltano fuori: le emette la SEGUROS DHI-Atlas, società della Repubblica dominicana con sede a Londra e di proprietà di un italiano, Andrea Battaglia Monterisi, sotto processo a Benevento con l’accusa “di aver reimpiegato nella Puntofin SpA i proventi economici dell’attività delittuosa del clan Pagnozzi con l’aggravante di aver commesso il fatto nell’esercizio di un’attività professionale consistita nell’attività di garanzia espletata mediante il rilascio di polizze fidejussorie al fine di agevolare il clan camorristico Pagnozzi”.
Solo che la Regione, al netto del cambio di broker che le ha emesse, acquisisce al protocollo le due polizze SGUROS solo il 21 aprile, quindi dopo la seduta di Commissione durante la quale, quindi, contrariamente a quanto dichiarato da Leodori, la Giunta in mano non aveva nulla.
Le due polizze emesse dalla SEGUROS DHI-Atlas. In altro, le date
e i numeri del protocollo con cui la Regione le ha acquisite

Passa il 24, l’aereo non arriva e il 25 finalmente si revocano gli affidamenti e si chiedono indietro i soldi.
La Eco Tech, a dimostrazione della propria buona fede, propone alla Regione un piano di restituzione dei soldi degli acconti che la Regione, magnanimamente, accetta. E intanto, dice Zingaretti in Consiglio regionale, fa partire le pratiche per escutere le due polizze. Che, entro il 15 maggio, dovrebbero essere state pagate. Ovviamente, silenzio totale sul fatto.  



POLITICA: A SINISTRA DALLE MINACCE DI QUERELA ALLA CACIARA; A DESTRA FUOCO INCROCIATO
Il caso “mascherine fantasma” nasce il 7 aprile quando Il Messaggero si accorge che una delle comande della Protezione civile per l’acquisto di mascherine era saltata nonostante il pagamento di un sostanzioso anticipo, 11 milioni di euro. È il caso Eco Tech.



Subito dopo, la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo, inizia la battaglia per avere chiarezza. Via via, si uniscono anche altri consiglieri di opposizione: Tripodi, Daniele Gannini e Laura Corrotti (Lega); Sergio Pirozzi, Giancarlo Righini e Fabrizio Ghera (FdI); Francesca De Vito (M5S). Il caso finisce alla Camera, con Fabio Rampelli e Francesco Lollobrigida (FdI) e con Roberta Angelilli; e pure all’Europarlamento, con la deputata leghista Laura Baldassarre.
Dalla maggioranza di centrosinistra, supportata anche dagli organi di comunicazione istituzionale della Giunta, partono accuse di sciacallaggio, di propalazione di fake news e minacce di querela.
L’inchiesta, però, va avanti: prima la Corte dei Conti, poi la Procura di Roma aprono due fascicoli e, anche grazie ad alcuni giornali – Il Tempo, La Verità, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Etruria News (Repubblica è il grande assente: non una sola riga è stata scritta neanche il giorno delle perquisizioni dei finanzieri in Regione) – la maggioranza deve arrendersi: dalle minacce di querela per fake news si passa alle ammissioni di colpa ma “in buona fede” con un disperato tentativo di minimizzare il tutto e spostare l’attenzione sui numeri relativamente contenuti della pandemia come prova che tutto è stato comunque tenuto sotto controllo.

venerdì 15 maggio 2020

LA VERITÀ DI ZINGARETTI SULLE MASCHERINE FANTASMA: "CHI HA SBAGLIATO, PAGHERÀ"

Una seduta fiume quella dedicata dal Consiglio regionale, il 14 maggio, all’emergenza Covid-19. Al termine, è stato deciso il varo di una Commissione d’indagine sulla gestione della pandemia, accogliendo, così, almeno in parte le richieste delle opposizioni che ora, fra Lega e Fratelli d’Italia, hanno aperto un’asta per rivendicarne la guida.

Per il resto, molte chiacchiere e poca sostanza. 

Sinteticamente: Zingaretti ha ripercorso le difficoltà e le iniziative intraprese, ha rivendicato come un successo dell’Amministrazione i numeri contenuti della pandemia nel Lazio e sulla questione “mascherine fantasma” ha ringraziato le opposizioni, annunciato un “se qualcuno ha sbagliato, pagherà” e, per il futuro, ha lanciato un’audizione per evitare il ripetersi di eventuali errori.

La maggioranza di centrosinistra ha sottolineato i numeri dei contagi e minimizzato il caso “mascherine fantasma”
Le opposizioni hanno attaccato, in modo piuttosto farraginoso, continuando a chiedere chiarimenti e evidenziando le incongruenze dell’operato dell’Amministrazione regionale.


MINUTO DI SILENZIO
La seduta è iniziata con un minuto di silenzio, proposto da Zingaretti, in memoria delle vittime dell’epidemia.


ZINGARETTI: “IMPATTO SARÀ DEVASTANTE”
Nel corso della sua relazione introduttiva, Zingaretti ha evidenziato come “L’impatto nel Lazio sarà durissimo, devastante. La nostra economia è molto ‘terziarizzata, a Roma in particolare, e ha nel turismo, nel commercio e nella vocazione internazionale la crescita: quindi saremo colpiti perché questo è il nostro modello produttivo. Il vero rischio non è solo quello della povertà, ma della forte crescita delle disuguaglianze sociali”.

ZINGARETTI: “70MILA DOMANDE DI CASSA INTEGRAZIONE, 28MILA PAGATE. POCHE”
Sono circa 70mila le domande di cassa integrazione in deroga già trasmesse. L’Inps al momento ne ha autorizzate meno della metà e pagato circa 15mila, che corrispondono a circa 28mila lavoratori. È troppo poco”.

ZINGARETTI: “LUNEDÌ RIAPRONO BARBIERI E PARRUCCHIERI. AMMESSI CONSUMI NEI BAR”
La vera ripresa ci sarà quando il Lazio comincerà a lavorare di nuovo. Da lunedì inizierà a cambiare molto. Nelle prossime ore è atteso il decreto del Governo e non appena ci sarà il via libera procederemo. Per quanto riguarda il Lazio, rispetto alla nostra curva epidemiologica, sarà possibile riaprire, anche se con regole di grande prudenza, il consumo sul posto nei ristoranti e nei bar, fare ripartire i negozi al dettaglio e riaprire i servizi alla persona, come parrucchieri, barbieri ed estetisti e i banchi non alimentari nei mercati”.

“RIPARTE LO SPORT” MA CON REGOLE STRETTE
Nel Lazio sarà possibile “far ripartire, anche nei centri sportivi, le attività sportive all’aperto seppure senza l’uso degli spogliatoi. L’assessore alle Attività produttive ha cominciato a costruire con le associazioni datoriali protocolli che permettano l’apertura in sicurezza”.


ZINGARETTI: “SPIAGGE LIBERE DEVONO RESTARE TALI”
Per quanto riguarda le spiagge, “vedremo cosa dovremo fare per la stagione balneare, dovrà essere garantito il controllo per la sicurezza sulla balneazione in tutto il litorale per le spiagge libere che tali devono rimanere”. Per questo motivo “stiamo pensando a un intervento a sostegno dei Comuni che permetta nei tre mesi estivi un controllo graduale e selettivo della gestione di questo compatto”, ha concluso Zingaretti.


ZINGARETTI: “FONDAMENTALE SPINTA DELLE OPERE PUBBLICHE”
Una grande spinta dovrà arrivare dal rilancio delle opere pubbliche. Per questo abbiamo chiesto a tutte le direzioni regionali una ricognizione su tutto ciò che abbiamo finanziato e prepariamo un pacchetto di opere pubbliche che potranno essere avviate nei prossimi 12 mesi per 2 miliardi di euro: strade nuove, mobilità sostenibile, scuole più sicure, più tecnologie, ospedali all’altezza delle sfide dell’innovazione”.

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “RIPENSARE MODALITÀ OPERATIVE DEL PUBBLICO”
Penso che questa vicenda debba essere utilizzata anche dal Consiglio per non avere paura di ripensare il modo in cui opera il settore pubblico. Siamo abituati a organizzare simulazioni di protezione civile, definendo protocolli di intervento e allenando le nostre squadre nell’allestimento di campi di emergenza e di evacuazione. La tragedia Covid ci obbliga a progettare analoghi manuali di intervento di emergenza per la produzione o l’approvvigionamento di beni su larga scala con tempi mai pensati prima".

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “ATTIVAZIONE DI UN AUDIT PER NUOVO PIANO”
Analogamente a quanto accade nella disciplina sulla responsabilità amministrativa, ad eventi avversi si risponde migliorando l’assetto delle procedure e dell’organizzazione. Per questo motivo ho chiesto l’attivazione di un audit, che discuteremo anche in questa sede, per predisporre un nuovo piano, in presenza di eventi eccezionali, con nuove procedure di acquisto speditive e trasparenti. Nella consapevolezza che siamo proiettati in scenari inediti rispetto ai codici in cui siamo abituati a vivere e operare come pubblica amministrazione. Già oggi assistiamo a effettivi dispersivi di competizioni commerciali nel mondo su produzioni industriali saturate, ad esempio i reagenti per i tamponi. Dobbiamo fare chiarezza su quanto è accaduto, senza timore, e prepararci ad efficientare la nostra macchina amministrativa per affrontare al meglio il futuro”.


MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “BENE LE OPPOSIZIONI A VIGILARE E DENUNCIARE”
Sulla vicenda delle mascherine e delle fideiussioni bancarie a garanzia della restituzione degli acconti dati dalla Regione Lazio “il Consiglio regionale dovrà decidere le forme e gli strumenti adeguati per continuare ad affrontare questo tema. Più trasparenza c’è e meglio è perché non c’è nulla da nascondere ed è giusto che la verità si cerchi insieme. In questo scenario di forte criticità e di grande difficoltà nel reperire fornitori e intermediari affidabili hanno fatto bene le forze di opposizione a vigilare, denunciare e indicare i problemi. La vostra è anche la nostra preoccupazione come giunta e maggioranza politica. Di fronte all’evento improvviso della pandemia vi è stata una grande difficoltà nell’approvvigionamento della protezione individuale di fronte alla crescita della domanda che ha messo in crisi l’Europa”.

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “SU OPPORTUNISMO OPERATORI MERCATO SI ESPRIMERÀ MAGISTRATURA”
Attualmente “la necessità di protezione che richiede il nostro sistema sanitario va dagli 80mila ai 100mila dpi al giorno. Su comportamenti di operatori di mercato che possono avere compiuto iniziative opportunistiche a danno della Regione si esprimerà la magistratura e tutti gli organismi inquirenti con cui stiamo collaborando e stiamo tenendo costantemente informati”.

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “SE QUALCUNO SE N’È APPROFITTATO, DOVRÀ PAGARE”
"Se qualcuno se n’è approfittato dovrà pagare e pagherà. La Eco Tech ci ha comunicato di avere sottoscritto accordi con le sue aziende fornitrici per la restituzione dell’intera somma dell’accordo erogato e la firma di una transazione che fissa un puntuale piano di rientro e su questo si è avviata una procedura di restituzione. Vigileremo con grande rigore perché l’impegno preso da Eco Tech sia rispettato fino a quando l’ultimo euro non ritornerà nelle casse della nostra istruzione. Non lasceremo nulla di intentato".

MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “CHIESTA ESCUSSIONE POLIZZE”
Parallelamente al recupero dei soldi concordato con la Eco Tech, Zingaretti ha anche aggiunto: “va avanti anche l’iter che riguarda le polizze. L’1 maggio è già stata chiesta la loro escussione e domani è il termine ultimo per la loro riscossione. Anche su questa vicenda, se qualcuno si è approfittato in un momento di necessità di questa istituzione pagherà davanti alla giustizia”.


MASCHERINE FANTASMA; ZINGARETTI: “INACCETTABILE CAMPAGNA DIFFAMATORIA”
Tutte le persone perbene e responsabili di fronte al rischio dell’esplosione pandemia in quelle ore si sono adoperati per gli approvvigionamenti. Anche su questo dovremo fare chiarezza. Oggi scriverne è legittimo e naturale e giusto e facile. È la forza della democrazia, però farlo seminando veleni e sospetti sulle persone perbene è molto meno. Non parlo del dibattito politico tra di noi, che è utile e dovrà continuare, ma lo dico in questa sede perché qualcosa di inaccettabile è accaduto come la campagna diffamatoria che sulla rete ha sparso veleni ignobili su persone perbene, e l’aver accusato me di una malattia falsa e inventata, e curata in una clinica privata”. 


Dopo la relazione del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti nel corso della seduta del Consiglio regionale sull’emergenza Covid-19, presieduta da Mauro Buschini, si è aperto il dibattito fra i consiglieri di maggioranza e di opposizione.
Tralasciando l’eloquio di certi interventi che fanno rivalutare la dialettica di Luca Giurato, la sintesi è la difesa a oltranza dei risultati numerici da parte della maggioranza e totale minimizzazione del caso Eco Tech e mascherine fantasma. Dall’altro lato, uno (spesso confuso) tentativo di insistere sul caso Eco Tech evidenziando le manchevolezze dell’Amministrazione regionale sul caso.

COLOSIMO (FDI): “PROTEZIONE CIVILE REGIONALE NON ALL’ALTEZZA”
Chiara Colosimo (Fratelli d’Italia) ha aperto gli interventi della discussione generale in Aula. “Le mascherine sono l’immagine simbolo di questa epidemia - ha detto - una bandiera che nel Lazio è stata ammainata. Il 31 gennaio, quando il Governo ha proclamato lo stato di emergenza sanitaria, avrebbe dovuto subito pensare all’approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza, essenziali per garantire i nostri operatori sanitari. Non è stato fatto questo e la reazione della Regione Lazio è stata affannosa e disordinata. In questa situazione si sono inseriti approfittatori e sciacalli, fino alla verosimile truffa della vicenda Eco Tech, che ho denunciato prima con un’interrogazione e poi anche alla magistratura fin dal 7 aprile”. Colosimo ha poi chiamato in causa l’amministrazione: “La Regione è parte lesa, dice il presidente. Ma è anche vero che ci sono responsabilità precise dei vertici della protezione civile regionale che non sono stati all’altezza: 36 milioni di euro destinati a Dpi che non sono mai arrivati, mettendo a rischio il personale sanitario. Una società sconosciuta, che commerciava in lampadine, ha firmato un contratto con un anticipo di 14 milioni senza alcuna preliminare valutazione sul fornitore e senza copertura assicurativa. Caro presidente: dobbiamo cacciare i mercanti dal tempio delle istituzioni’”.


PIROZZI (FDI): SU CASO ECO TECH “CERTIFICAZIONE CON PHOTOSHOP”
Sergio Pirozzi (FdI): “C’è una responsabilità politica del presidente della Regione, che ha tenuto per sé la delega alla protezione civile. Perché c’è un errore iniziale che ha causato tutto questo. Non è stato fatto un bando iniziale con una manifestazione di interesse, come ha fatto ad esempio la Campania, cito una regione amministrata dal centro sinistra. Questo errore iniziale ha dato spazio a ditte improbabili, magari presentate dall’amico dell’amico. Non è vero che tutto si è svolto nella massima trasparenza, come ha detto lei - ha detto Pirozzi rivolgendosi a Zingaretti - ho chiesto le certificazioni dei dispositivi, le polizze fideiussorie fin da aprile. E poi quali controlli sono stati fatti? La certificazione prodotta dalla Eco Tech è fatta con Photoshop, il codice fornito non si riferisce a dispositivi di protezione ma al riconoscimento facciale. Lo ha scoperto mia figlia di 11 anni con una ricerca su internet. Possibile che nessun dirigente della protezione civile se ne sia accorto? I responsabili di questo pasticcio devono essere cacciati per manifesta incapacità”. 


MASELLI (FDI): “RIPENSARE SISTEMA RESIDENZE ASSISTITE”
Massimiliano Maselli (FdI) ha iniziato il suo intervento criticando la Giunta perché nonostante i continui appelli a lavorare insieme, la gestione è stata completamente della cabina di regia. Poi Maselli ha ribadito le proposte avanzate in questi giorni: “Occorre ripensare il sistema delle Rsa e delle case di riposo; serve una riorganizzazione ospedaliera con concentrazione in 4-5 Covid Hospital nel Lazio, perché non ha funzionato aprire reparti Covid che hanno creato disagi generali agli altri reparti e alle liste di attesa”. Infine, Maselli ha indicato nel Veneto il modello da seguire, perché nel Lazio “l’emergenza ha dimostrato una debolezza strutturale del territorio su cui bisogna fare il primo investimento: i medici generali sono stati lasciati soli, l’assistenza domiciliare non esiste, non ci sono più le diagnosi precoci, sono stati fatti pochi tamponi’.

RIGHINI (FDI): SU MASCHERINE “SCIATTERIA” AMMINISTRATIVA
Giancarlo Righini (FdI) ha incentrato il suo intervento sulla questione delle mascherine non consegnate, parlando di “sciatteria non consentita in un momento così delicato”. Righini ha puntato il dito soprattutto contro la superficialità dei controlli sugli interlocutori: “Basta vedere gli atti - ha detto - gli impegni contrattuali fatti con società dall’esiguo capitale sociale e create solo pochi mesi prima degli affidamenti ricevuti dalla Regione per milioni di euro. Oppure società inattive con capitali sociali non ancora interamente versati e altre che hanno ricevuto anticipi senza neanche fornire garanzie fideiussorie”.


TRANCASSINI (FDI): “ZINGARETTI PASSATO DAL ‘VI QUERELO’ AL ‘VI RINGRAZIO’”
Prendiamo atto che Zingaretti è passato dal ‘vi querelo' al ‘vi ringrazio' e ha dato disponibilità per andare fino in fondo nella incresciosa vicenda delle mascherine acquistate dalla Regione Lazio. Ribadiamo la necessità di una commissione d’inchiesta nell’interesse delle tante persone oneste che in questa vicenda sono parte lesa. Ci auguriamo che oggi il Consiglio regionale si esprima in tal senso”.


TRIPODI (LEGA): “COMMISSIONE DI INCHIESTA SU CASO MASCHERINE”
Orlando Tripodi (Lega) ha chiesto l’istituzione di una commissione di inchiesta sulla questione mascherine e di affidarne la presidenza alla Lega “che ha già presentato una richiesta in tal senso". Il capogruppo ha poi lanciato un allarme sul controllo del territorio perché “la crisi economica in atto offre opportunità a usurai e malavita organizzata". Tripodi ha concluso il suo intervento sottolineando che “i cittadini del Lazio hanno dimostrato grande forza e senso di responsabilità, a differenza della politica”.


GIANNINI (LEGA): “SOTTOVALUTATA EMERGENZA”
Daniele Giannini (Lega) ha criticato la gestione dell’emergenza da parte del presidente Zingaretti, perché a suo giudizio non ha funzionato la condivisione e non c’è alcun "modello Lazio da seguire in quanto è la regione del centro-sud che sta messa peggio".
All’inizio si è sottovalutata l’emergenza - ha detto Giannini - il direttore dello Spallanzani l’aveva bollata come una banale influenza e su questa linea si è attestata anche la Giunta, tant’è che il presidente si recò anche in Lombardia". Giannini ha quindi elencato le conseguenze dei ritardi: “Pochi tamponi, numero verde che ha funzionato male, mascherine che mancano perché ci si è affidati a emissari inaffidabili e mancato ascolto dei territori. Basti citare l’esempio dell’ospedale chiuso a Palestrina e riconvertito in Covid senza neanche sentire il sindaco. I dati della Protezione civile lo dimostrano. Nel Centro sud, il Lazio, tra contagi e decessi, è la regione fanalino di coda dietro a Campania, Puglia e Calabria. Il modello sbandierato da Zingaretti, è una fake news. Nella fase più acuta dell’emergenza  sono mancate 7,5 milioni di mascherine, gli irrisori quanti tardivi rimborsi non cancellano la carenza di dispositivi come denunciato dal personale sanitario e le assunzioni sono state gestite in maniera confusionaria senza attingere prioritariamente alla graduatoria del Sant’Andrea. La scelta dei Covid Hospital effettuata senza il coinvolgimento dei sindaci della provincia di Roma, ha penalizzato in particolare le amministrazioni di centrodestra. A Palestrina, ad esempio, il primo cittadino ha dovuto subire le scelte compiute dall’assessore D’Amato e dalla Asl Roma 5, senza poter proferire parola al riguardo della trasformazione dell’ospedale in centro covid-19. Stessa sorte per Campagnano, divenuta zona rossa nonostante le ripetute richieste di fare tamponi dell’amministrazione locale. Zingaretti in salute è stata l’unica buona notizia della giornata. Sorge il sospetto che abbia contratto il virus anche per i cattivi consigli di Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, che ancora, a fine febbraio, sosteneva che il Covid fosse poco più di un’influenza. Il presidente della Regione, fidandosi forse di questa tesi ha poi partecipato a Milano al famoso aperitivo ed ora potrebbe si considerarsi parte lesa”.


CIACCIARELLI (LEGA): GIUNTA INSENSIBILE A PROPOSTE CONSIGLIERI
Pasquale Ciacciarelli (Lega) nel corso del suo intervento ha lamentato la scarsa attenzione della Giunta alle proposte dei consiglieri regionali: “Ho scritto 18 lettere agli assessori - ha detto - ricevendo zero risposte. Erano spunti su come poter agire in modo efficace sul territorio, visto che noi siamo stati eletti dai cittadini. Ci sono risparmi possibili da fare per reperire fondi da utilizzare in favore di quelle categorie che oggi sono più in difficoltà”. 


CARTAGINESE (LEGA): “SU MASCHERINE ZINGARETTI NON SAPEVA NULLA?”
Anche Laura Cartaginese (Lega) ha insistito sulla questione delle mascherine: “Qui si tratta dei soldi dei cittadini, il presidente non sapeva nulla di quello che stava accadendo? Come è possibile un ordine di 35 milioni di euro a una società fantasma. Non è stato fatto nessun controllo? Mi sembra strano. Quel servizio poteva essere affidato a società più serie con prezzi molto più bassi. E invece abbiamo fatto ridere tutto il mondo. Dovreste sentirvi responsabili per quello che sta succedendo”.

Cartaginese poi ha contestato chi dice che i numeri sull’emergenza sono positivi: “L’assessore D’Amato dice che va tutto bene, ma non va bene per niente. I numeri sono bassi solo perché non sono stati fatti i tamponi. Non va bene niente, basti pensare a quello che è successo al Nomentana Hospital dove sono stati spostati anziani positivi senza mettere in sicurezza la struttura e il personale”.


CANGEMI (FI): “FONDAMENTALE RIPRESA ATTIVITÀ ECONOMICHE”
Giuseppe Cangemi (Forza Italia) ha lanciato un appello al presidente Zingaretti affinché si faccia presto a dare sostegno alle famiglie e alle imprese. “Mi auguro - ha detto - che arrivino le risorse a tutti quelli che ne hanno diritto, fondamentale per la ripresa di tante piccole attività. La regione si assuma la responsabilità di consentire una vera apertura’. Poi Cangemi ha elencato una serie di interventi da fare: garantire nelle carceri il rispetto degli stessi diritti nella salvaguardia della salute; riaprire gli stabilimenti; far ripartire l’attività sportiva. Sulla questione mascherine, infine, il vicepresidente del Consiglio regionale ha chiesto a Zingaretti l’impegno affinché i responsabili che hanno sbagliato ne paghino le conseguenze".


LOMBARDI (M5S): “SISTEMA SANITARIO IMPREPARATO A PANDEMIA”
Roberta Lombardi (Movimento 5 stelle) ha sottolineato l’enorme sforzo profuso: “Siamo impegnati in una sfida senza precedenti, non avevamo nessuna esperienza a cui fare riferimento. Abbiamo imparato a lavorare facendo squadra e guardando agli aspetti essenziali. Non solo il nostro apparato immunitario era impreparato al virus, ma anche il nostro sistema sanitario, devastato da anni di tagli. Dieci anni di spending review in questa regione sono stati drammatici. Questo virus ci ha anche insegnato che non funziona il nostro sistema sanitario su base regionale. Ci siamo trovati con un sistema che faceva acqua da tutte le parti. In appena 40 giorni il governo ha raddoppiato i posti letto in terapia intensiva, assunto nuovo personale. Le condizioni di lavoro del personale sanitario sono state terribili. Nelle regioni del Nord sono stati lasciati soli a combattere a mani nude, mentre i loro governatori andavano in televisione tutti i giorni per lanciare accuse al governo nazionale”. Lombardi ha poi fatto una serie di proposte: “Il 37 per cento delle morti nelle Rsa dipende dalla Covid-19, è arrivato il momento, anche nella nostra regione, di ripensare alla cura degli anziani, dei malati cronici, dei fragili. Forse sarebbe il caso di pensare a una commissione regionale per capire come vivono i nostri anziani in queste strutture. La fase 2 è ancora più delicata della prima, c’è bisogno di una stretta sinergia fra ospedali e territorio, individuando con grande rapidità i contagiati. Dobbiamo garantire la mobilità sicura, garantire il rafforzamento dei Covid Hospital, studiare soluzioni di isolamento per contenere il contagio. Sarà una stagione in cui la rete ospedaliera dove essere ripensata territorialmente”. Due punti, infine, sul sostegno alle imprese: “Serve un contributo a fondo perduto per sostenere i costi delle misure di sicurezza per la Covid-19 e dobbiamo promuovere la riconversione delle imprese per la produzione dei Dpì", ha detto. 


DE VITO (M5S): “REGIONE ANNULLI FORNITURE NON ARRIVATE”
Francesca De Vito (M5”): “Dopo l’assicurazione del vicepresidente Leodori sulla centralità degli acquisti in capo al Governo e sulla presenza di circa 16 milioni di mascherine in possesso della Protezione Civile del Lazio, chiedo oggi il perché non solo la Regione, ma anche le ASL, abbiano proseguito in autonomia con gare e affidamenti diretti, l’acquisto di DPI a prezzi ingiustificati. Cosa succede?. La Regione deve pensare di annullare le forniture dei materiali non arrivati e di quelle che non stabiliscono la consegna nei tempi di emergenza, in nome del principio di economicità e applicare penali per tutte le consegne fuori tempo massimo”.

BARILLARI (MISTO): “I 10 ERRORI PER CUI ZINGARETTI DOVREBBE DIMETTERSI”
Davide Barillari (gruppo Misto) ha chiesto le dimissioni del presidente Zingaretti per una serie di errori commessi nell’emergenza: “1) Non aver predisposto piano pandemico regionale perché il Lazio non ha ancora recepito quello nazionale. Avremmo avuto uniformità di comportamenti e preparazione appropriata; 2) non sono state requisite le strutture private per aumentare numeri i posti letto; 3) non sono stati riaperti ospedali dismessi come Forlanini e San Giacomo; 4) non aver aumentato subito il personale sanitario e ospedaliero, pur avendo molti strumenti a disposizione per farlo; 5) non aver predisposto percorsi separati nei pronto soccorso e negli ambulatori; 6) poche ambulanze non sufficienti a gestire l’emergenza; 7) ritardo nella distribuzione di materiale di protezione per la sicurezza del personale sanitario; 8) il Servizio telefonico regionale è andato in tilt perché non è stato potenziato sin da subito; 9) mancanza di una campagna informativa per medici e pediatri sul territorio; 10) non aver predisposto servizi di monitoraggio telematico”.

CAPRICCIOLI (+EUROPA RADICALI): “NUMERI PANDEMIA DIMOSTRANO BUON LAVORO FATTO”
Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali) ha espresso apprezzamento per l’operato della Giunta nella gestione di questa crisi. “Le opinioni sono tutte rispettabili - ha detto - ma i numeri vanno tenuti in considerazione, perché dietro c’è un lavoro minuzioso e coscienzioso, quotidiano e infaticabile, nonostante le difficoltà oggettive su tanti fronti. Non può essere solo una questione di fortuna, come qualcuno ha detto ingenerosamente. In due mesi c’è stato un enorme calo dei contagi nel Lazio, con decrescita costante. Anche il dato sui morti è in costante miglioramento, rispetto alle altre regioni del centro Italia se teniamo conto che nel Lazio ci sono 6 milioni di abitanti: dieci morti ogni 100mila abitanti è il dato migliore tra le regioni centrali".

CIANI (CS-DEMOS): “RIPENSARE MEDICINA PROSSIMITÀ”

Paolo Ciani (Centro solidale-Demos) ha sottolineato la bontà dell’azione amministrativa e della risposta sanitaria della Regione all’emergenza da coronavirus. “Dovremmo parlare dell’eccezionalità del momento vissuto, innanzitutto il dramma della sanità e meno male che abbiamo un servizio sanitario pubblico - ha detto - in un tempo in cui in altri paesi si decide se curare un pluripatologico o una persona che non ha reddito”. Ciani ha poi invitato tutti a un “ripensamento sulla medicina di prossimità, di territorio e della cura domiciliare degli anziani rispetto a un modello di istituzionalizzazione che drammaticamente ha mostrato tutti i suoi limiti in questa crisi, non solo in Italia”.


BONAFONI (CIVICA ZINGARETTI): “DA REGIONE RISPOSTA STRAORDINARIA”
Marta Bonafoni (Lista civica Zingaretti) ha parlato di “risposta straordinaria" della Regione dal punto di vista sanitario. “In commissione lo abbiamo detto tutti, abbiamo messo in campo una risposta all’altezza all’emergenza sanitaria. Penso innanzitutto alla centralizzazione della gestione della crisi allo Spallanzani, alla creazione degli hub, agli spoke con percorsi protetti, alle assunzioni del personale sanitario, ai posti di terapia intensiva, dove siamo sempre rimasti sotto il 70 per cento di occupazione e li abbiamo messi anche a disposizione delle altre regioni". Per Bonafoni ora “è importante potenziare il nostro sistema territoriale e va ripensato il sistema della Rsa: mai più i nostri anziani devono essere trattati in quella maniera. Fuori dal sistema sanitario regionale chi non rispetta le regole". Dal punto di vista delle misure economiche, Bonafoni ha detto che “abbiamo provato a ridurre le diseguaglianze, con provvedimenti importanti, dai fondi per i buoni spesa, al sostegno all’affitto. Sono stata orgogliosa dei provvedimenti per gli ‘invisibili, dai rider alle colf e alle badanti, delle iniziative contro la violenza sulle donne”.