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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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sabato 6 giugno 2020

VINCE LAZIO NUOTO, CAMPIDOGLIO SCONFITTO AL TAR


Settimana difficile quella del Campidoglio che al Tar ha rimediato, dopo quella sui prezzi delle case costruite nei Piani di Zona, una seconda, sonora bocciatura, quella per la piscina Lazio Nuoto, società parte della Polisportiva Ss. Lazio. 
Nel 2019, all’interno della maxi operazione che l’Assessorato allo Sport ha condotto per il riordino delle diverse strutture sportive in concessione, la Piscina che era affidata a Lazio Nuoto viene messa a bando. 
Con Lazio Nuoto che prima protesta poi presenta ricorsi al Tar. 
E ieri - mancano le motivazioni che devono ancora essere pubblicate - il Tribunale amministrativo ha accolto uno dei ricorsi presentati dalla Lazio che festeggia: la “sentenza dà ragione alla Lazio, sconfitta da un bando che, come più volte sostenuto, non premiava la storia, i valori tecnici e il sociale”. Con la decisione del Tar viene annullata l’aggiudicazione del bando. 
Opposizioni all’attacco. “Grande soddisfazione” per i Pd Marco Palumbo Giulio Pelonzi, mentre il presidente del VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, si schiera “contro la scelta sconsiderata del Campidoglio di considerare lo sport come uno strumento per far cassa e le società sportive come la controparte”. Dura anche Svetlana Celli, lista Civica: “non avevamo dubbi che il bando emanato dal Comune fosse sbagliato”. Anche da Fratelli d’Italia fioccano le prese di posizione: “fin dall'inizio abbiamo segnalato le nostre perplessità sulla gara”, dice il capogruppo Andrea De Priamo, mentre per la consigliera regionale, Chiara Colosimo, “Ancora una volta la Giunta Raggi, e in particolare l'assessore Frongia, hanno dimostrato la propria incapacità a governare la città”.
Chiamato in causa è proprio l’assessore allo Sport, Daniele Frongia, che dopo le intercettazioni di Palamara e la storia della via d’uscita a Sport e Salute, ha un terzo problema da risolvere: “Attendiamo i 30 giorni per leggere tali motivazioni e dare seguito alla sentenza del Tar”, scrive su facebook e, dopo aver rivendicato la “correttezza e la trasparenza” dei bandi, afferma: “nel caso si confermasse la Lazio Nuoto la vincitrice del bando per l'Amministrazione non può che essere una vittoria”.

giovedì 4 giugno 2020

ACCORDO COMUNE-REGIONE SUI PIANI DI ZONA


Lascia strascichi la sentenza del Tar che annulla per illegittimità la determina del Dipartimento Urbanistica sui prezzi delle case popolari costruite nei Piani di Zona.
Il Campidoglio e la Regione hanno firmato un protocollo d’intesa per avviare le attività finalizzate alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria - dalle fogne alle strade, dal verde agli asili - non attuate o non previste per il completamento dei Piani di Zona, con un impegno congiunto e di collaborazione tra Roma Capitale e Regione Lazio nell’individuare e finanziare secondo criteri e oneri in capo alle due Amministrazioni gli interventi prioritari.
Se per l’assessore capitolino all’Urbanistica, Luca Montuori, questo Protocollo “è un importante passo in avanti per restituire dignità al diritto fondamentale dell’abitare”, per il suo omologo in Regione, Massimiliano Valeriani, si tratta di “interventi attesi da tanti anni per migliorare la qualità della vita di migliaia di persone”.
Anche il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) Roma, Nicolò Rebecchini, giudica positivamente il protocollo ma considera anche di grande rilievo la sentenza del Tar che ha “confermato la piena validità e legittimità degli atti amministrativi che hanno regolamentato la materia fin dal 1982”. Per Rebecchini: “La sentenza ha sottolineato il pieno fondamento di due principi inderogabili del nostro ordinamento giuridico, il primo, relativo al fatto che atti riservati dalla legge alla competenza del Consiglio Comunale, non possono essere modificati con provvedimenti dirigenziali, il secondo che eventuali modifiche agli schemi convenzionali possono operare solo per il futuro e non già retroattivamente ai contratti in essere. Ci auguriamo che l’amministrazione, fermo restando il suo potere di verifica e controllo sulla corretta applicazione di quanto stabilito negli atti convenzionali, possa fare tesoro di tale sentenza rimuovendo anche altri analoghi provvedimenti che, creando grande confusione ed incertezza, potrebbero subire le stesse censure da parte del Tribunale amministrativo, come nel caso della determinazione dirigenziale sui criteri per la definizione dei canoni di locazione”.

mercoledì 3 giugno 2020

IL TAR BOCCIA IL COMUNE SUI PREZZI DELLE CASE POPOLARI




Per il Campidoglio arriva una mazzata dal Tar sui Piani di Zona: le determine adottate dal direttore del Dipartimento, Cinzia Esposito, sono illegittime perché usurpano competenze proprie del Consiglio comunale. 
Esulta il comitato “Azione Collettiva” che chiede le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, e della stessa Cinzia Esposito.
La materia è di quelle complesse: l’Amministrazione Raggi aveva anche costituito una commissione apposita sui Piani di Zona - sotto la presidenza di Pietro Calabrese, oggi assessore alla Mobilità - che, però, dopo mesi di lavori si era conclusa con un sostanziale nulla di fatto.
La sentenza della seconda sezione bis del Tar, la 2967 del 2020, accoglie il ricorso presentato dalla società Appalti Costruzioni Edili (ACE) con cui era stato chiesto l’annullamento di una determina della Esposito che provava a mettere mano al problema dei prezzi di cessione delle case popolari. Semplificando: frequentemente è accaduto che siano state messe in vendita case popolari invece che a prezzi “calmierati” a quelli di mercato, quando non anche superiori. Il tutto sfruttando una serie di contraddizioni nelle norme che nascono addirittura dal lontano 1971. 
Nel caso specifico, il tutto nasce all’epoca Veltroni: nel 2005 viene approvata la convenzione fra Comune e ACE per il Piano di Zona C24 Via Longoni, al Prenestino. 
Il Campidoglio interviene nel 2019, con la determina Esposito che stabilisce le “linee guida” per il calcolo dei prezzi di cessione degli alloggi. Nel farlo, però, vengono violate una serie di norme. Scrive il Tar: “la determinazione introduce innovazioni rispetto alle convenzioni approvate dal Consiglio comunale” e quindi è “illegittima per competenza” perché non sono un “atto di indirizzo ma innovano in punti rilevanti” i contratti. 
Il Campidoglio annuncia ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Scrive l’assessore Montuori su facebook: “Il provvedimento annullato è nato da una attenta attività istruttoria e di approfondimento. Convinti dell’importanza della nostra azione abbiamo dato mandato di proporre appello al Consiglio di Stato”. Durissimo è il Comitato “Azione Collettiva” che parla di “vero abuso di potere senza precedenti” da parte del Comune ricordando la nomina di “almeno 200” Commissari ad acta per supplire all’inerzia capitolina.